I medici non somministrano Stamina: “a tutela della nostra dignità”

Spedali_Civili-tuttacronacaNegli Spedali Civili di Brescia, nonostante il via libera alla somministrazione del metodo Stamina, le infusioni sono praticamente sospese. Sono nove i medici appartenenti al gruppo Internal Audit Stamina che hanno fatto un passo indietro “a tutela della nostra dignità personale” scrivendo al commissario Ezio Belleri e chiedendo “eventualmente di procedere ai trattamente Stamina su formale disposizione del legale rappresentante per ogni singolo caso ordinato dai giudici”. La risposta di Belleri non si è fatta attendere e il commissiaro ha detto che “provvederà a comunicare gli ordini dei giudici personalmente a ciascun operatore, rimettendo agli stessi di decidere, in scienza e coscienza, e sotto la propria responsabilità professionale, se procedere o meno all’effettuazione del trattamento. In caso di rifiuto, i pazienti interessati e i giudici che hanno emesso l’ordine verranno tempestivamente informati del fatto che l’azienda si trova nella impossibilità di proseguire i trattamenti in corso e di avviarne di nuovi”. A questo punto la somministrazione di Stamina a Brescia è in fase di stallo, e ci sono pochissime probabilità che possa riprendere.

Stamina: otto avvisi di garanzia a medici e manager. Vannoni indagato

stamina-tuttacronacaStando a quanto riporta La Repubblica, sarebbero in arrivo otto nuovi avvisi di garanzia nei confronti di medici degli Spedali Civili di Brescia e manager della Regione Lombardia che hanno facilitato l’ingresso nella struttura pubblica del metodo Stamina di Davide Vannoni. Il quotidiano riporta anche la denuncia al presidente di Stamina per esercizio abusivo della professione, e violazione della privacy, presentata a i Nas di Torino da Paola Neri Grazia, la mamma di Nicole, dopo la diffusione di un video della piccola su Youtube. Al vaglio della Procura di Torino ci sarebbero le posizioni di “Marcello Villanova, fisioterapista presso l’ospedale privato Nigrisoli (120 posti letto), autore di un paio di pubblicazioni sulla Sma”. E “Immacolata Florio, la pediatra che ha parlato della salute di alcuni bambini malati. Quindi Luca Merlino, dirigente della Regione Lombardia, tra i primi pazienti trattati da Stamina. E poi alcuni dirigenti medici degli Spedali Riuniti, Ermanna Derelli, direttrice sanitaria, Arnalda Lanfranchi, responsabile laboratorio, Carmen Terraroli, responsabile segreteria scientifica comitato etico, Gabriele Tomasoni, responsabile anestesia rianimazione, Fulvio Porta, oncologo pediatra”.

“Fai prostituire tua moglie” così il padre di una bimba curata con Stamina

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“Ci hanno fatto indebitare per 47 mila euro e quando ho detto che non ce la facevamo più a pagare mi sono anche sentito rispondere di mandare mia moglie a prostituirsi”, questo è l’agghiacciante racconto del panettiere Nicola De Matteis, una delle 68 vittime dell’inchiesta Stamina. Le cure servivano alla figlia di De Matteis, la bimba infatti ha una encefalopatia dalla nascita per mancanza di ossigeno durante il parto. “Mia figlia – racconta De Matteis a La Stampa – era seguita al Regina Margherita a Torino, dove ordinavano soprattutto riabilitazione, nuoto, per non compromettere del tutto le capacità motorie. Ma speranze di guarigione zero. Poi cinque anni fa guardammo in Tv una puntata delle Iene che parlava di trattamenti miracolosi in Thailandia a base di cellule staminali e mia moglie decise di partire per Bangkok”.  “Una nostra amica aveva un parente in trattamento Stamina e quando sentì che stavamo per partire ci indirizzò alla Cognition a Via Giolitti, dove Vannoni ci accolse assicurandoci che mia figlia si sarebbe alzata e avrebbe camminato dopo la prima puntura. Il Dottor Marino Andolina di Stamina ci spiegava che con le infusioni le cellule si sarebbero andate a posizionare su quelle del cervello lesionate, riparando i danni. Balle. Oggi dopo quattro interventi per distendere i legamenti delle gambe è ancora sulla carrozzina, con le mani ricurve e difficoltà a deglutire”. Nessun miglioramento quindi, almeno a quanto afferma Nicola De Matteis, che si è dovuto indebitare per 47mila euro e quando non riusciva più a pagare le cure, il medico Marino Andolina, sempre nel racconto del padre della bambina, avrebbe risposto “Faccia prostituire sua moglie“. Poi le cure furono sospese proprio a causa del mancato pagamento.

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