Il veterinario che lavora con un contratto da un minuto a settimana

veterinario-tuttacronacaManuel Buongiorno svolge l’attività da veterinario convenzionato con l’Asl di Trapani. Fin qui nulla di strano. La particolarità del suo contratto, tuttavia, è che Buongiorno ha, da un anno, una convenzione da un minuto settimanale valida fino a giugno del 2014. Lo si legge nella lettera d’incarico dell’Asp di Trapani, che ha trasformato il contratto di diritto privato in incarico ambulatoriale a tempo determinato. Spiega il presidente nazionale del sindacato veterinari italiani: “E’ successo che in base a un decreto assessoriale di stabilizzazione è stata convertita la prestazione erogata in precedenza in debito orario. La somma guadagnata nell’anno preso a riferimento equivale ad un minuto di debito orario”. Fabrizio De Nicola, dirigente dell’Asp di Trapani, e l’assessore alla Salute Lucia Borsellino, nei prossimi giorni analizzaeranno la vicenda che, oltretutto, non riguarda un singolo caso. Ingrassia spiega: “ci sono anche tanti altri veterinari che hanno un contratto di quattro minuti, di 45 minuti, di un’ora. E così via. Queste persone rappresentato paradossalmente solo dei costi, non delle risorse. Una vicenda che si commenta da sola”.

Il cagnolino che non invecchia mai: la nuova razza

cane-non-invecchia-tuttacronacaSono Linda e Stive Rogers che allevano una nuova razza canina, il cava-poo-chon. Il cagnolino, anche quando è completamente cresciuto, sembra sempre un cucciolo e assomiglia a un barboncino in miniatura. La razza viene allevata in Arizona, negli Usa, ed è stata generata dall’incrocio di tre razze, anche grazie all’aiuto di un genetista veterinario.  Il prezzo non è tra i più accessibili: viene venduto tra i 2.000 e i 3.500 dollari.

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La visita dal veterinario tassata come aragoste e champagne

iva-veterinario-tuttacronacaIl 1° ottobre l’Iva è passata dal 21 al 22%, andando a gravare ulteriormente sui bilanci sempre più in rosso delle famiglie. Alcuni servizi, tuttavia, ne sono esenti, considerata la loro valenza sociale. Tra questi, le prestazioni mediche e quelle didattiche, i trasporti, le biblioteche, gli asili. Ma non vengono massacrati dall’aliquota neanche operazioni creditizie, servizi finanziari e assicurativi, operazioni di Borsa. Grava, piuttosto, sulla parcella dei veterinari, nonostante chi ci vada lo faccia o in presenza di una malattia di un animale domestico o per prevenire eventuali malattie che possano essere trasmesse all’uomo. Come ricorda il Giornale, tra queste ve ne sono alcune “talvolta solo fastidiose, altre volte potenzialmente serie. Basterebbe citare i cosiddetti «funghi» (micosi), la scabbia (rogna), la malattia da graffio oppure, per andare su faccende molto più serie, la rabbia, la tubercolosi l’echinococcosi, la leptospirosi, le malattie trasmesse da zecche e insetti succhiatori di sangue, per capire quale formidabile «filtro sanitario» sia la figura del medico veterinario. Egli, attraverso la prevenzione e la cura sugli animali, evita alle persone di contrarre malattie comuni agli uni e agli altri, facendo peraltro risparmiare allo Stato milionate di euro, tra visite mediche, specialistiche, analisi del sangue, ricoveri e assenze dal lavoro.” Il che significa che, grazie al ministro di centrosinitra che qualche anno fa, invocando il recepimento di una direttiva europea, gravò le prestazioni veterinarie del 20% di Iva. In seguito, nessuno l’ha tolta ed ora è a quota 22%. La stessa di aragoste, champagne e gioielli. Per la salute, non per sfizio.

Un cerbiatto salvato da due ragazzi e curato in ospedale nel perugino

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Erano diretti verso San Casciano dei Bagni i due ragazzi romani che durante la notte hanno trovato sul ciglio della strada un cerbiatto ferito. Si sono fermati per soccorrerlo e hanno iniziato disperatamente a cercare una clinica veterinaria o un veterinario che potesse prestare aiuto all’animale. Dopo due ore di ricerche i due ragazzi disperati ed esausti hanno fatto rotta all’ospedale di Città della Pieve, nel perugino e hanno chiesto aiuto al personale del pronto soccorso. I medici si sono messi immediatamente a disposizione e hanno medicato l’animale, rifocillato e poi messo in una scatola nell’attesa che la Guardia Forestale lo prendesse in custodia per trasferirlo in un centro di cura specializzato.

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E’ un furetto ma lo vendono come barboncino

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Un barboncino di razza a soli 150 euro. Questo era l’acquisto che una coppia ha fatto pensando di aver fatto un buon affare. Poi il “cagnolino” inizia ad aver atteggiamenti e comportamenti strani, così la coppia decide di andare dal veterinario e scopre che in realtà si tratta di un furetto imbottito di stereodi per aumentarne la massa e spacciato poi per cane. Un vero “delitto” perpetrato per far soldi, senza preoccuparsi della salute del povero animale. Succede a Buenos Aires, ma quanti sono i casi di animali trattati con steroidi?  Quanti ce ne sono anche in Italia?

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