Crolla il soffitto a scuola, feriti due bambini nel Veronese

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Due bambini delal scuola materna comunale a Lugagnano di Sona, in provincia di Verona sono rimasti lievemente feriti dopo il crollo del soffitto dell’aula. Per sicurezza i piccoli sono stati trasportati e ricoverati per controlli all’ospedale di Bussolengo, le loro condizioni non destano preoccupazioni. I vigili del Fuoco intervenuti sul posto hanno rimosso le macerie e hanno messo in sicurezza i locali prima di dichiarare la scuola inagibile e porla sotto sequestro.

 

Rotonda contromano: perdono la vita tre giovani

incidente-stradale-tuttacronacaSi trovava alla guida della sua Audi A3 un veronese che, stando alla ricostruzione degli investigatori, avrebbe affrontato in modo errato una rotatoria ad Arcole, nel Veronese, piombando addosso a un Volkswagen Golf con a bordo cinque ragazzi, che rientravano dopo una serata fuori. Tra i giovani, in tre, tra i 18 e i 20 anni, hanno perso la vita nello scontro mentre gli altri due, entrambi minorenni residenti a Zimella e Cologna Veneta, sono rimasti feriti e sono stati portati all’ospedale di Borgo Trento, a Verona. Non è ancora stata sciolta la prognosi. L’uomo che viaggiava sull’altra autovettura e che ha causato l’incidente è invece rimasto illeso ed è stato sottoposto ai test per accertare l’eventuale assunzione di alcol o sostanze stupefacenti, ma l’esito non è ancora noto.

Drosophilia, il moscerino è all’attacco del Veronese, sale la preoccupazione

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Si chiama Drosophilia e ha scatenato la preoccupazione degli agricoltori. Si tratta di un moscerino nipponico scoperto in Giappone nel 1916 e giunto in Italia nel 2009. Inarrestabile. Ha risalito la Val d’Alpone nel Veronese, e dopo aver flagellato quintali di ciliegie, ora si vuol annidare nei frutteti delle zone collinari, con conseguenze devastanti. Non ha antagonisti naturali, si riproduce in modo vertiginoso e, pur se piccolo, è  capace di distruggere in breve tempo quintali di succosi frutti preferibilmente «rossi». Mirtilli, lamponi, more, fragole, fichi, ma anche pomodori sono a rischio. La Drosophila entra  direttamente nella polpa, depone le uova e lì dà vita alle larve, riducendo il frutto in poltiglia. A lanciare l’allarme è Vanni Stanghellini, tecnico agrario in Val d’Alpone, «Non c’è tempo da perdere, bisogna assolutamente trovare una strategia di lotta per contrastare questo flagello, o quanto meno a contenerli» che poi ha aggiunto Anche nelle Valli Giudicariesi è in atto una strenua lotta alla drosofila», spiega. «Nonostante abbiano adottato una martellante difesa chimica, non sono riusciti a garantire una coltura completamente esente da attacchi di fitofagi».

Intanto ci si appella alla ricerca e alle istituzioni: «Bisogna comunque trovare una strategia in tempi brevi, per evitare che il problema si ripresenti l’anno prossimo, sia essa di carattere agronomico, con esche, reti, ma dalle tecniche praticabili, non impossibili. O di lotta chimica con nuovi prodotti, e all’università di Padova ci sono studi in corso; o di ritorno all’uso del dimethoato, anche in deroga».

Attacco massiccio del moscerino o guerra chimica?

A Verona… Accoltella la moglie e poi si getta sotto un tir

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Erano circa le 9.30 quando è scattata la follia omicida di un uomo di 31 anni romeno che prima  ha accoltellato la moglie  poi è scappato verso l’autostrada del Brennero, dove si è gettato sotto un tir.

La moglie, 29enne anch’essa romena, ferita in più arti del corpo, è riuscita a scappare in una ricevitoria dove ha chiesto aiuto e ha identificato il marito come l’aggressore che le aveva inferto le lesioni. La tragedia si è consumata nei dintorni dell’ufficio postale di via Cavour, a Dossobuono, nel Veronese, e ancora non si conoscono i dettagli della vicenda che ha portato l’uomo a compiere il gesto. Al momento la donna è ricoverata in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico. Da quanto si è appreso da fonti mediche la donna non dovrebbe essere in pericolo di vita.  Pesanti le ripercussioni al traffico tra tra Nogarole Rocca e il nodo con la A4, dove il traffico è rimasto bloccato per ore.“

La protesta dei pentastellati contro il finanziamento ai partiti: soldi finti in aula

finanziamento-protesta-tuttacronacaBocciata alla Camera la mozione con cui il M5S chiedeva la sospensione della rata dei rimborsi di luglio in attesa dell’approvazione della nuova legge di riforma del sistema di finanziamento pubblico ai partiti. A votare la mozione sono stati solo i pentastellati supportati dai leghisti. Bocciatura anche per la mozione di Sel, con cui si chiedeva di istituire una commissione di studio sul tema. Passata invece la mozione di maggioranza sul finanziamento indiretto ai partiti, con i contributi volontari dei cittadini. Dopo la bocciatura della mozione, i deputati 5 stelle hanno protestato lasciando l’Aula della Camera, non attendendo il voto sulle altre mozioni. Nell’uscire, passando davanti ai banchi del governo vi hanno depositato finte banconote da 500 euro obbligando la presidente di turno, Marina Sereni, a lanciare un appello: “Non depositare carta sui banchi del governo”. Riguardo la votazione, pronto l’attacco di Manlio Di stefano: “Pd, Pdl e Sel hanno confermato che sui soldi sono sempre uniti. Insieme hanno votato contro la sospensione della tranche di luglio schierandosi dietro la promessa di un ddl che dovrebbe convertire il tipo di finanziamento da diretto ad indiretto, ma dal 2017. Il paese però è in crisi oggi”. Mentre Grillo ha commentato: “I partiti si tengono i soldi: 91.354.339 euro”.

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Letta salva Alfano, ma sacrifica Calderoli

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Tutti vogliono il cambiamento, ma tutti lo auspicano in modo diverso. Letta, che aveva fatto dimettere la Idem dopo lo scandalo dell’IMU, sembra “graziare” Alfano, ma poi condanna il vicepresidente del Senato e in una intervista appena rilasciata alla Cnn afferma “Calderoli se ne deve andare, deve lasciare l’incarico. Gli ho chiesto di dimettersi»  Il premier ha definito l’accaduto «una vergogna» e ribadito che continuerà a chiedere le dimissioni di Calderoli. « La mia scelta di chiedere a Cecile Kyenge di essere ministro è stata una scelta molto chiara per il Paese. Gli italiani devono comprendere che l’integrazione interna è una delle maggiori questioni per il futuro e il messaggio era molto chiaro».

E che le frasi di Calderoli possano essere un choc per l’Italia non ci sono dubbi, ma se è vile e scandaloso offendere il ministro Kyenge non è altrettanto vile e scandaloso rimpatriare la moglie e la figlia di un dissidente  che godevano del diritto di asilo politico nel nostro paese?  E’ del tutto improbabile che il Capo di Gabinetto, proprio per i compiti a lui  assegnati, di supporto al Ministro, possa agire indipendentemente dal ministro dell’Interno. Perché indignarsi per Calderoli e salvare Alfano? Potrebbe essere perché la Lega non ha il potere di far cadere il governo e il Pdl invece potrebbe farlo saltare in pochi minuti? L’attacco a Calderoli potrebbe essere l’ennesima mossa per far deviare l’attenzione dal caso kazako?

Indagine su Calderoli per il caso Kyenge. Nessuna pacificazione?

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Se tra Kyenge e Calderoli pace era stata fatta, quella pacificazione non è valsa per la Procura della Repubblica di Bergamo che sta indagando il vicepresidente per “Diffamazione aggravata dall’odio razziale”, per le sue frasi pronunciate a Treviglio sul ministro Cècile Kyenge.

D’altra parte la polemica era continuata tra il premier e  il segretario della Lega Nord. Proprio Enrico Letta ieri aveva definito Roberto Maroni correo degli insulti del vicepresidente del Senato. Oggi la risposta del segretario della Lega suonava come un nuovo attacco: “Per me la questione è chiusa Calderoli si è scusato e Letta farebbe meglio a occuparsi di altre cose” e lo invitava ad approfondire il  kazako.

Dopo le offese di Calderoli alla Kyenge ora un assessore rincara la dose

orango-kyenge-calderoli-tuttacronacaRoberto Calderoli aveva dichiarato che il ministro Cecile Kyenge gli ricorda un orango e dal momento della dichiarazione le polemiche non si sono ancora raffreddate. A buttare benzina sul fuoco ci ha pensato ora l’assessore regionale alla protezione civile del Veneto, Daniele Stival che sul suo profilo Facebook ha pubblicato una foto in cui appare un orango che si dichiara offeso dal paragone.

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Calderoli e i nuovi insulti al ministro Cecile Kyenge

calderoli-kyenge-tuttacronacaLa lega è in festa a Treviglio, nel Bergamasco, e l’ex ministro per la semplificazione Roberto Calderoli approfitta dell’occasione per lanciare nuovi insulti a Cecile Kyenge: “Amo gli animali, orsi e lupi com’è noto, ma quando vedo le immagini della Kyenge non posso non pensare, anche se non dico che lo sia, alle sembianze di orango”. Nulla a che vedere con la politica quindi, ma un attacco personale al seguito del quale il deputato Pd Khalid Chaouki, deputato Pd ha chiesto che Calderoli si dimetta dalla presidenza Senato. Ma il leghista ha rincarato la dose: “Kyenge bene a fare il ministro, ma forse lo dovrebbe fare nel suo Paese. È anche lei a far sognare l’America a tanti clandestini che arrivano qui”. Il ministro dell’Integrazione, in settimana, si era recata proprio a Bergamo, dov’è stata accolta da un piccolo aereo che ha sorvolato la città con la scritta “Stop ai clandestini”. Il tutto pagato dai leghisti.

Nuovo attacco al ministro Kyenge su Facebook

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Nuovo attacco per Cécile Kyenge su Facebook, questa volta partito dal Veronese, più precisamente dalla Lega Nord di Legnago sulla cui pagina ufficiale, accanto alla riproduzione di un articolo nel quale il ministro definisce gli immigrati una risorsa, è apparso il commento: “Se sono una risorsa…va a fare il ministro in Congo! Ebete”. Il testo è gia sparito dal social network, per lasciar spazio alle “scuse” che recitano queste parole: “Pur restando ben distinte le rispettive posizioni politiche… CI SCUSIAMO UFFICIALMENTE con il ministro Kyenge per l’offesa pubblicata su questa pagina Facebook ed a Lei rivolta. Abbiamo provveduto ad eliminare IL NOSTRO ERRORE di comunicazione. Sbagliare è facile…chiedere scusa meno. Scusateci”. Marco Pavan, come prima reazione, ha spiegato che “in dialetto veneto ebete è un aggettivo che diventa persino affettuoso e vuol dire ingenuo”, e ha poi precisato come il post “voleva evidenziare tre dimenticanze del ministro: gli immigrati possono essere regolari o clandestini, che i regolari, se integrati, possono essere una risorsa mentre i clandestini non pagano tasse, che la necessità di avere un lavoro oggi è per prima dei nostri giovani e di quei padri che non riescono a mantenere i figli”. Ma sul dietro-front di Pavan potrebbe aver pesato anche la dura condanna dei vertici della Lega, considerata la posizione assunta sia da Tosi che da Maroni chiarita già da giorni. Ossia, la Lega deve comportarsi da partito serio e queste “scenate” di certo non giovano alla sua credibilità. Infatti nei giorni scorsi già la Valandro era stata espulsa per un commento postato in rete. Spiega il governatore del Veneto Zaia: “Questi continui casi, oltre a dare uno spaccato che non rappresenta il pensiero della Lega, non ci permettono di parlare dei problemi reali e di avere un confronto con il ministro Kyenge, di cui non condividiamo l’azione politica”, che ha poi aggiunto: “Chi pensa di fermare l’azione del ministro offendendola sbaglia. Serve, e vogliamo, un confronto rigoroso, in cui sia possibile dissentire, ma civile ed educato”.

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Uno morto per il maltempo nel veronese

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I sommozzatori di Venezia hanno rinvenuto, questa mattina, il cadavere di una persona data per dispersa ieri sera, il cui corpo è stato recuperato dai vigili del fuoco in un’autorimessa seminterrata completamente allagata di Lavagno, nel veronese. Sospiro di sollievo invece a Vicenza, dove il livello del fiume Bacchiglione ha iniziato a scendere. La Protezione civile del Veneto sta monitorando tutte le realtà regionali, ma ad essere sorvegliato speciale di oggii è il Fiume Po.

Disagi per il maltempo anche ad Aosta, dov’è stata chiusa la Statale 26 all’altezza di Montjovet (Aosta) a causa di una frana e al momento sono in corso le operazioni per ripristinare la viabilità.

Il maltempo crea disagi al Centronord, ma non è finita!

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Il maltempo che sta colpendo l’Italia Centronord crea disagi in diverse zone e la situazione non accenna a migliorare. In Piemonte alcuni smottamenti, oltre a degli alberi caduti a Torino, hanno provocato disagi, ma non sono le uniche zone colpite: nel Savonese ci sono state delle frane mentre a Courmayeur è stato dichiarato il pre-allarme. Anche in Toscana alcuni alberi hanno ostruito le strade ma, fino a questo momento, i disagi più grandi si sono avuti in Veneto. Venezia è in codice “arancio”, con l’acqua che ha raggiunto i 110 cm mentre a San Bonifacio, nel veronese, sono state evacuate un centinaio di famiglie a causa dell’esondazione dei fiumi Alpone e Tramigna il secondo dei quali, tracimato a Soave, ha circondato una ventina di case anche se l’ondata di piena non è ancora stata raggiunta. A Piacenza c’è invece l’allerta per la piena del Fiume Po prevista per domani attorno alle 12. Si prevede che il maltempo, sotto forma di precipitazioni intense e diffuse accompagnate da fulmini e forti raffiche di vento, raggiungerà Umbria e Lazio.

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