Governo Usa pirata le compagnie telefoniche cinesi per raccogliere sms

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La cosiddetta “talpa” del Datagate, Edward Snowden, avrebbe affermato che il governo degli Stati Uniti pirata le compagnie di cellulari cinesi per raccogliere milioni di sms. Lo si legge in un articolo pubblicato dal quotidiano di Hong Kong “South China Morning Post”. L’ex-agente Cia ed ex consulente dell’Agenzia della sicurezza americana (Nsa) rifugiatosi ad Hong Kong ha dichiarato che “La Nsa pirata compagnie di telefonia mobile cinesi per rubare tutti i vostri sms”. Snowden ha aggiunto di “avere delle prove su ciò che afferma”, stando al quotidiano che però non cita alcun documento a riguardo. Il quotidiano spiega che, secondo le statistiche ufficiali, i cinesi si sono scambiati circa 900 miliardi de messaggi di testo nel 2012, il 2,1% in più rispetto al 2011. Nell’articolo non si legge come la presunta pirateria abbia avuto luogo, ma afferma che gli esperti cinesi della cybersicurezza da diverso tempo sono preoccupati sugli attacchi “clandestini” condotti con apparecchiature straniere.

Quei database di DNA dove chiunque può essere schedato

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Esiste un database federale, in America, in cui si raccoglie il DNA degli autori di delitti di una certa rilevanza. I limiti sono severi per quel che riguarda la raccolta di questo dato ed esiste un numero tipizzato di casi e di procedure da seguire. Ma le cose cambiano a livello locale, dove ci si affida anche all’improvvisazione di qualche procuratore o sceriffo. Il New York Times racconta che negli archivi locali finisce il DNA di coloro che si riesce a convincere, spesso con l’inganno, ad acconsentire alla raccolta e anche di chi non acconsente. E non si parla più di persone colpevoli di qualche reato, nei database locali finirebbero infatti anche i dati del DNA delle stesse vittime o addirittura di ignari che in qualche modo hanno consegnato un loro campione biologico alle forze di polizia. Diventa quindi un abuso la pratica che, che in teoria, è nata solo per trattenere solo il DNA dei colpevoli di determinati reati raccogliendo così che possono agevolare la scoperta degli autori di diversi crimini. A livello locale, i database servono per abbreviare i tempi necessari per interpellare gli archivi federali, ma mancano di controllo o supervisione e vengono creati al chiaro ed esclusivo scopo di giungere più facilmente all’incriminazione dei colpevoli, non per scagionare gli innocenti. Il pericolo è che non è dato conoscere se quei database riescano ad essere consultati da curiosi, come la stessa NSA o le compagnie assicuratrici, che hanno un evidente interesse nel DNA dei potenziali clienti. 

I’m Edward Snowden: “ho sacrificato la vita”

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«Non ho avuto nessuna intenzione di nascondere la mia identità perché so che non ho fatto nulla di male» ha dichiarato Edward Snowden, 29enne , che ha sacrificato la sua vita comoda fatta di una ragazza, un lavoro e  una carriera per non vivere in un paese che consente di spiare i propri cittadini. Snowden è la talpa che ha rivelato al Guardian il programma di controllo dati più grande della storia americana: “non avevo la coscienza a posto nel permettere che il governo Usa distruggesse ogni privacy, libertà della rete, e diritti fondamentali delle persone in tutto il mondo.”

Edward Snowden si trova in una camera d’albergo di Hong Kong. «Ho scelto questo Paese – spiega la ‘talpa’ – perchè ha un forte impegno a favore della libertà di parola e a tutela del dissenso politico» e perché lui stesso crede che sia uno dei pochi luoghi al mondo che potrebbe e dovrebbe resistere ai dettami del governo americano.

Quella strana foto: Obama con i Capi del web…

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Era metà febbraio 2011 e Obama fu ritratto a tavola con i capi del web. La foto fece scalpore per la presenza di Steve Jobs, che fra l’altro appariva in uno degli scatti di spalle e sul quale la stampa statunitense si era sbizzarrita a fare le più fantasiose analisi… Jobs sta bene o Jobs sta male! Se invece di analizzare il Ceo di Apple si fosse prestata più attenzione al fatto che Obama era a tavola con 10 persone ritenuti i veri capi del web e il preside di una delle Università più prestigiose d’America che da sempre fa ricerca per migliorare e ampliare l’offerta della rete, forse ora non ci si stupirebbe poi tanto delle intercettazioni e dei controlli telematici.

Con chi era a cena il presidente Obama? Con i più grandi imprenditori di Silicon Valley… Solo una casualità o il motivo erano le intercettazioni e i controlli? Ecco gli “uomini” con il presidente:

– John Doerr, di Kleiner Perkins Caufield & Byers
– Carol Bartz, presidente di Yahoo!
– John Chambers, CEO di Cisco
– Dick Costolo, CEO di Twitter
– Larry Ellison, CEO di Oracle
– Reed Hastings, CEO di NetFlix
– John Hennessy, presidente della Stanford University
– Steve Jobs, CEO di Apple
– Art Levinson, presidente di Genentech
– Eric Schmidt, CEO di Google
– Steve Westly, fondatore di Westly Group
– Mark Zuckerberg, CEO di Facebook

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Dai cellulari alla rete: gli Usa spiano anche nel web

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Dopo lo scoop del Guardian sulle utenze Verizon intercettate, ora il Washington Post rivela che il governo ha accesso anche ai server dei giganti del web attraverso il programma Prism: si allarga lo scandalo attorno all’operato della National security agency (Nsa) e l’Fbi. L’amministrazione Obama è nel centro del tornado e il Presidente atttaccato su tutti i fronti, tando da essere paragonato a George W. Bush, con gli utenti di Twitter che, approfittando della coincidenza con l’anniversario dello sbarco in Normandia, parla di Dday per la difesa del diritto di privacy. Una fonte anonima cerca di arginare la crisi spiegando che il programma autorizza a controllare solo cittadini non americani o che vivono fuori dagli Stati Uniti. “Si tratta – si sottolinea – della più importante mole di dati d’intelligence di sempre, usata per proteggere la Nazione da molteplici minacce” mentre il direttore della National intelligence James Clapper sostiene che i reportage del Guardian e del Wp “sono pieni di errori”. Ma lo sdegno di fronte alla notizia che l’Fbi ha accesso diretto ai server di aziende come Microsoft, Google, Facebook, Skype e Apple, e che può estrarre foto, video e contatti attorno alla vita di milioni di persone resta enorme e anche il New York Times attacca Obama: “L’amministrazione ha perso credibilità”, afferma il quotidiano tradizionalmente vicino a Obama. Le telefonate spiate sono un “abuso di potere che richiede vere spiegazioni”. Sinora il governo ha risposto “con le stesse banalità che ha usato ogni volta che il presidente Obama è stato sorpreso a eccedere nell’uso dei suoi poteri”. Il Washington Post, da parte sua, spiega che il programma segreto dal nome in codice Prism, somiglia molto “a quello controverso voluto dal presidente George W. Bush dopo gli attacchi dell’11 settembre”. Nel frattempo è arrivata anche una precisazione da Google, che afferma di comunicare “i dati al governo nel rispetto della legge. Di tanto in tanto alcuni sostengono che abbiamo creato una porta per il governo nel nostro sistema, ma Google non ha alcuna porta per il governo per accedere ai dati degli utenti”. Ma il mistero s’infittisce quando la Apple fa sapere di non avere idea di cosa si stia parlando, di non avere mai fornito ad alcuna agenzia governativa alcun accesso ai propri server.

Gli Usa spiano loro stessi!

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La polemica non è nuova, ma è la vastità del fenomeno che spaventa. E’ il Guardian ad aver fatto uno scoop pubblicando un ordine segreto che obbliga il secondo provider statunitense a fornire informazioni a strascico alla National Security Agency (NSA) sulle chiamate quotidiane degli utenti. L’ordine è stato dato dalla Foreign Intelligence Surveillance Court (FISC) e stabilisce l’obbligo per l’azienda fornitrice di servizi di telecomunicazione di un’attenta e meticolosa raccolta di dati sensibili.

L’ordine è stato firmato dal Presidente Obama a metà aprile e scadrà, se non verrà rinnovato, il 19 luglio 2013. Ora il partito repubblicano americano ha in mano un’arma micidiale da scagliare contro la seconda amministrazione Obama: le pratiche illiberali messe in atto per sventare gli atti antiterroristici che poi si ripercuotono sull’attività quotidiana di molti cittadini americani. Quanto costa in termini di privacy il terrorismo agli statunitensi? Il Grande Fratello Usa quali ripercussioni avrà su Obama? Quei milioni di telefonate registrate saranno utili o sono solo una misura imponente che però non è efficace?

La Casa Bianca respinge però ogni tipo d’accusa… si apre un nuovo capitolo?

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