Islanda: cresce la protesta dei verdi a tutela degli … Elfi!

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Le proteste ormai fanno poco notizia, persino quelle degli ambientalisti, impegnati nella doverosa e ardua tutela del territorio. Ma in Islanda da mesi cresce un movimento, animato dai verdi, del tutto inedito. L’obiettivo è di impedire la costruzione di una strada che, secondo i progetti, sarebbe destinata ad attraversare una zona di rocce vulcaniche nella penisola di Álftanes, non distante dalla capitale Reykjavik. La motivazione è davvero singolare: la nuova carreggiata potrebbe disturbare la vita e l’ambiente in cui vivono gli elfi, che, come si sa, amano non già i prati erbosi, bensi’ le formazioni rocciose, che offrono magnifici piccoli nascondigli a queste timide creaturine.
A credere fermamente nella loro esistenza o per lo meno a non escluderla – e questo vale anche per le fate, cui da un paio di secoli gli elfi si accompagnano nell’immaginario locale – è, secondo autorevoli sondaggi, oltre la meta’ della popolazione islandese, cresciuta sui libri di fiabe che traggono origine dagli antichi miti nordici.
E forse per un popolo così ancorato saldamente alle proprie origini, il mondo naturale assume toni e significati mistici: lo stesso concetto di natura è intrinsicamente legato agli elfi e al  loro mondo. Un mondo magico, vivo, che va assolutamente tutelato.

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200 anni e non sentirli… Il mondo celebra Giuseppe Verdi

giuseppe-verdi-bicentenario-tuttacronaca“La mia fama non durerà più di 15 o 20 anni dopo la mia morte”. Forse lo stesso Giuseppe Verdi si meraviglierebbe scoprendo quanto fosse sbagliata la sua affermazione. Il Maestro “compie” oggi duecento anni ma la sua musica continua ad essere attuale, le sue opere a riempire teatri, le sue note ad appassionare persone di ogni età e di ogni nazione. E proprio in occasione del Bicentenario della sua nascita in tutto il mondo si sono organizzate celebrazioni in suo onore. Nella sua Parma a inizio ottobre, come tutti gli anni, ha preso l’avvio il Festival Verdi, che quest’anno ha rinnovato il logo per l’occasione, un ritratto del Maestro realizzato da Renato Guttuso negli anni Sessanta e donato al Teatro Regio dall’Archivio storico Bocchi e da Fabio Carapezza Guttuso.

Festival-Verdi-2013-tuttacronacaA Busseto, paese che diede i natali a Verdi nella frazione di Roncole, si porterà in scena in anteprima il Falstaff nello storico allestimento della Scala che Arturo Toscanini diresse nel 1913 proprio nel teatro parmense. MA qui le iniziative cominceranno sin dal primo mattino, con l’emissione di francobolli, cori, intitolazioni e incontri nei luoghi verdiani, dalla casa natale al museo nazionale.

Per il Bicentenario del Cigno, inoltre, la piccola Officina di Videostoria Fscire di Bologna ha realizzato, in collaborazione con le Teche Rai, il video “Verdi – l”invenzione del vero”, antologia di otto arie e cori verdiani che portano a ritrovare ciò che nella storia di questi due secoli Verdi ha narrato.

Pane e camorra, la denuncia dei verdi e di Unipan

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Denuncia inquietante da parte dei Verdi, con il coordinatore Francesco Emilio Borrelli, e del presidente Unipan, ovvero l’Unione panificatori Campani, Mimmo Filosa che hanno fatto emergere la difficile situazione dell’alimentare nel territorio napoletano:

“La camorra dall’inizio della crisi economica ha messo nuovamente e prepotentemente le mani sul mercato alimentare del napoletano e casertano. In particolare stanno proliferando forni abusivi di pane ovunque. Solo tra Napoli e provincia ce ne sono oramai oltre 1500 ed il numero è in crescita – continuano Borrelli e Filosa – Forni in condizioni igienico-sanitarie pericolosissime, che realizzano un prodotto anche tossico: usano gusci di nocciole trattati con agenti chimici e quindi nocivi, se non legni trattati con vernici e solventi tossici. Il problema più grave e che oltre alla filiera totalmente illegale che parte dal forno abusivo e arriva alla vendita illegale per strada spesso ancora nei cofani delle macchine o con bancarelle improvvisate il pane della camorra è arrivato nei supermercati e nei salumieri legali. D’altronde i clan hanno capito che in un momento economicamente drammatico come quello attuale i cittadini possono rinunciare a tutto ma non al cibo. Per questo invochiamo un intervento drastico da parte dello Stato con la istituzione di un tavolo permanente in Prefettura tra Asl, comuni e forze dell’ordine e l’ applicazione della legge regionale sulla tracciabilità del pane”.

Nei prossimi giorni sarà presentato un dossier sui nuovi forni abusivi curato da Verdi e Unipan per mostrare la grave situazione nel Napoletano.

Ecco chi ha vinto alle Regionali del Lazio! Alcuni sono impresentabili…

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Sono molti i volti più o meno nuovi che per la prima volta si siederanno nel parlamentino del Lazio in via della Pisana, ma tra i 50 consiglieri (28 di maggioranza e 22 di minoranza) ci sono poche donne, solo 10 (e neanche una tra i 13 eletti del Pd e i 9 del Pdl).

A fare scalpore le bocciature del capolista dei Democratici ed ex parlamentare, Jean Leonard Touadi, e della giornalista tv Livia Azzariti, che era nella Lista Zingaretti. Stessa fine per due politici Pdl: l’ex assessore capitolino, Marco Visconti (Ambiente) e il collega regionale ai Trasporti della vecchia giunta Polverini, Luca Malcotti, al quale per poco più di 200 voti ha soffiato il posto un altro ex assessore di Alemanno, Fabio De Lillo, ultimo degli eletti Pdl nella Capitale. Sogni infranti anche per Fidel Mbanga Bauna (giornalista Rai).

Dalla lista civica per Zingaretti entra alla Pisana una vecchia conoscenza della politica romana, Michele Baldi (ex An e FI), con 13.936 preferenze, e Gianluca Quadrana, ex consigliere comunale dal 2006 con 6.205. A rappresentare Sel c’è Ginetto De Paolis (5.549 voti), originario di Civitavecchia, che è stato consigliere provinciale.

Daniele Leodori, 43 anni, segretario provinciale del Pd originario di Zagarolo, è il neoeletto consigliere del Lazio più votato con 22.693 voti.

Tornano in Consiglio gli ex assessori polveriniani agli Enti locali, Pino Cangemi e Pietro Di Paolo. Tra i banchi del Pdl ci sono pure Mario Abbruzzese (Pdl) presidente del Consiglio regionale uscente, e Olimpia Tarzia. Con loro pure Antonello Aurigemma, assessore ai Trasporti della giunta Alemanno. Vecchia conoscenza della Pisana si è confermato Pietro Sbardella.

I consiglieri scendono da 70 a 50 (come imposto dai tagli ai costi della politica fatti dal governo Monti e confermati da Renata Polverini), i gruppi passano da 15 a 11 (di questi 5 monogruppi). Restano fuori dal Consiglio: Idv, Udc, Fli, Radicali, Mpa, Fds e Verdi.

Zingaretti potrà quindi contare su una maggioranza di 28 consiglieri, di cui 10 del suo listino e 18 conquistati dai partiti della coalizione. Il maggior numero dei seggi va al Pd (13), contro i 9 del Pdl e i 7 del Movimento 5 Stelle (guidato da Davide Barillari) dove figurano anche Silvia Blasi, Gaia Pernarella, David Porrello, Valentina Corrado, Gianluca Perilli e Silvana Denicolò. Tra i 50 consiglieri i 10 del listino collegato a Zingaretti sono: Cristiana Avenali, Daniela Bianchi, Marta Bonafoni, Cristian Carrara, Baldassare Favara, Rosa Giancola, Gian Paolo Manzella, Daniele Mitolo, Teresa Petrangolini e Riccardo Valentini.

L’orto metropolitano!

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Gli architetti Andrea Dalmasso e Juliana Macarena Gonzalez Ricaurte si aggiudicano il primo posto ex-aequo al concorso Hortocontest, lanciato da Lanificio Factory per la progettazione di un orto metropolitano sulla terrazza della sua sede di Via di Pietralata 159 A a Roma. La terrazza è dunque quella del Lanificio 159, cittadella dell’arte e dell’architettura, situata nel complesso post industriale del Lanificio Luciani, una ex fabbrica di lana immersa nella riserva naturale dell’Aniene.

Il concept nasce dall’idea di osservare la natura con un duplice obiettivo: trarne insegnamenti e contemplarne i mutamenti stagionali, godendo della sua bellezza. Dalla scansione dei ritmi della natura si comprende infatti come poter gestire un orto e dalla trasformazione del verde, ad opera dei cicli stagionali, si può osservare come muta lo spazio al cambiare dei colori.

La terrazza viene così concepita come un “orto in cornice” e la duplice valenza dell’osservare si sdoppia in due diversi modi di vivere l’orto. L’orto occupa infatti solo una parte della terrazza e il suo spazio è delimitato da un muro verde che lo divide dalla restante copertura; si può essere dunque dentro e fuori dall’orto. Dall’interno lo si vive coltivandolo, dall’esterno lo si osserva attraverso delle cornici praticate nel divisorio verde. Si crea così una vera e propria galleria d’arte, dove le opere esposte diventano i colori dell’orto che cambiano a seconda della stagione.

muri verdi sono composti da telai metallici e cavetti in acciaio che permettono la rapida crescita di piante rampicanti mimetizzando il progetto con il contesto circostante. All’interno dell’orto pallet e cassoni in legno sono impilati raggiungendo diverse altezze, in questo modo oltre a riproporre i terrazzamenti tipici delle zone collinari, vengono create superfici adatte ad usi differenziati a seconda della quota raggiunta. Su di esse si può sostare, sedersi e coltivare.

Al centro dell’area di intervento è posizionato un padiglione, una struttura ecologica e dinamica, interamente costruita in legno. Tre facce sono rivestite completamente in pallet mentre dieci moduli rivestiti in policarbonato, sono posizionati sui due lati che si aprono completamente all’orto. Come porte scorrevoli possono impacchettarsi al lato della struttura e aprire o chiudere completamente il padiglione. Una struttura flessibile, che può cambiare a seconda delle diverse esigenze dell’orto e dei suoi eventi.

L’intervento prevede la suddivisione dello spazio in 3 settori, tesa ad organizzare la rotazione dei coltivi; si prevede infatti di variare la coltivazione delle specie per cicli produttivi. Dietro il padiglione trova invece posto il settore delle erbe aromatiche, caratterizzate da bassi consumi di sostanze nutritive e quindi ripiantabili nella stessa zona. I vasi si immaginano diversificati a seconda del settore a cui appartengono con dei semplici numeri applicati tramite stencil; lo scopo è evitare di confondere il settore e quindi rovinare il processo di rotazione.

 

Concerto a Busseto il 27 gennaio: iniziano i festeggiamenti per i 200 anni di Verdi

L’orchestra Verdi intanto sta progettando un museo dedicato al compositore. Dovrebbe sorgere a Milano.

VOTA LA CULTURA! Fai lancia le primarie dal 7 al 28 gennaio.

E’ possibile votare su www.primariedellacultura.it. MA A CHE SERVE VOTARE SE POI NON SI TIENE CONTO NEPPURE DI CIO’ CHE VUOLE IL POPOLO? ABBIAMO DETTO BASTA AL FINANZIAMENTO PUBBLICO E CONTINUANO AD AVERLO… SPERIAMO CHE CI ASCOLTINO SULLA CULTURA?

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Nella sala d’oro Musikve risuoneranno le note di Verdi e Wagner, dirige Welser-Moest

Il tradizionale concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker nella sala d’oro del Musikverein a Vienna, sarà dominato da valser, polke e mazurke. Per la prima volta, in 70 anni della manifestazione, risuoneranno anche Verdi e Wagner. Il direttore Franz Welser-Moest, in omaggio al bicentenario dei due compositori, ha deciso di includere nel programma due brani dei grandi musicisti italiano e tedesco.

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Solo in Italia! Da San Francesco a Verdi c’è tutto nella L. di Stabilità

Dal finanziamento di 200.000 euro per la basilica di San Francesco, passando per le terme fino ad arrivare al centenario per la nascita di Giuseppe Verdi.

Ma perchè lo Stato italiano, stato laico, dovrebbe spendere 200mila euro per la basilica di San Francesco quando la chiesa non paga neppure l’imu?

BENVENUTI IN ITALIA!

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