Libera! Francesca Commissari, la fotografa fermata in Venezuela, rilasciata

francesca-commissari-tuttacronacaVenerdì, mentre a Caracas infuriava la protesta antichavista, la Guardia Nacional bolivariana fermava la fotografa italiana Francesca Commissari, che si trovava a Caracas per seguire una manifestazione in Piazza Altamira. Con lei sono stati fermati altri 39 giovani. Ora tutti loro sono stati rilasciati. La Commissari ha avuto “la piena libertà” al termine di un’udienza presso il palazzo di giustizia.

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Fotografa italiana fermata in Venezuela: scattava foto degli scontri

scontri-caracas-tuttacronacaSi contano già 50 morti e 150 feriti in Venezuela, dove proseguono, intensificandosi, gli scontri che hanno portato anche a decine e decine di arresti. Ieri, nel quartiere chic di Chacao, a est di Caracas, 41 persone, tra cui otto stranieri, sono state arrestate. Tra loro anche la fotografa italiana, residente in Venezuela, Francesca Commissari, impegnata a scattare immagini degli scontri per il quotidiano El Nacional. Lo rende noto il Sindacato nazionale dei lavoratori della stampa (Sntp) anche se le autorità non hanno ancora confermato questa notizia. Anche un giornalista americano del Miami Herald, Andrew Rosati, è stato arrestato e rilasciato mezz’ora più tardi, “Prima, però, è stato colpito alla testa e all’addome dalla Guardia nazionale”. Tutti i fermati sono accusati di terrorismo internazionale. L’Sntp ha annunciato l’arresto di Francesca Commissari con un tweet: la donna vive in Venezuela e si trova in un commissariato di polizia, dove è stata raggiunta da un avvocato mentre il consolato italiano a Caracas è già stato informato e si è attivato per avere maggiori informazioni sulle condizioni della connazionale e sui motivi che hanno spinto le autorità a metterla in stato di fermo. Spiega l’Indipendenza:

I giovani del movimento antigovernativo che sono scesi di nuovo in piazza, dopo aver boicottato la “conferenza per la pace e per la vita” promossa dal presidente Nicolas Maduro, non festeggeranno alcun carnevale (Maduro ha decretato due giorni di festa ad hoc). Dice una ragazza: “Il popolo venezuelano è qui per dimostrare che nessuno festeggerà il Carnevale, sarebbe irrispettoso per tutti coloro che sono caduti nella lotta per il loro paese. Siamo qui per dimostrare che noi non abbiamo nessuna intenzione di andare in vacanza”. Anche i filochavisti hanno fatto sentire la propria voce ovviamente, in sostegno del governo, che insiste nel denunciare un “golpe strisciante” sostenuto dalla “destra fascista”, che per Maduro corrisponderebbe a quella americana (alcuni senatori Usa han chiesto sanzioni contro il Venezuela) e colombiana. Argentina e Bolivia, da par loro, sostengono l’attuale presidente invece.

Sia Capriles che Lopez (ancora in galera) – entrambi membri dell’opposizione – tengono a ribadire che la protesta è lontano dal terminare e, ancor di più, che dialogare col governo sarebbe solo un passo indietro. Gli studenti hanno confermato che in questa fine di settimana non lasceranno le strade. La rivolta coincide con il primo anniversario della morte di Hugo Chavez, deceduto il 5 marzo dell’anno scorso (data in cui ufficialmente è stato dichiarato morto, mentre tentava di essere curato a Cuba).

Il Venezuela attraversa una forte crisi con inflazione altissima, mancanza dei beni di prima necessità, crescita del tasso di criminalità.

La violenza criminale? Tutta colpa di Spider Man! Parola di Maduro

uomoragno-violenza-maduro-tuttacronacaNicolas Maduro, presidente del Venezuela, individua una delle principali cause della violenza criminale presente nel suo Paese negli “antivalori” promossi dai film sui supereroi. In Venezuela tale violenza è uno dei principali problemi sociali, con oltre 16mila persone vittima di omicidio nel 2013 e altre 3.400 nei primi quattro mesi di quest’anno. Il Presidente ha in particolar modo contro le pellicole che traggono origine da un personaggio dei fumetti di Stan Lee: “In questi giorni mi sono messo a guardare ‘L’Uomo Ragno 3’. È una cosa pazzesca: dall’inizio alla fine ci sono morti e di nuovo morti. Ed è una delle serie che più piace ai piccoli”. Lo sfogo è avvenuto durante un discorso nel quale annunciava l’elargizione di fondi per le orchestre giovanili del Paese.  Maduro ha inoltre spiegato che «un ragazzino che con 14 anni porta già con sè una pistola 9 millimetri ha nel cervello migliaia di ore di trasmissioni di serie dove si uccide tanta gente», definendo questi programmi «vere e proprie fabbriche di antivalori».

Il giallo sul black out di Caracas e del Venezuela. E’ sabotaggio?

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Potrebbe trattarsi di un sabotaggio l’origine del guasto elettrico che ha bloccato la fornitura di elettricità  a Caracas e in gran parte del Venezuela. Al momento circa 9 sati del centro e dell’ovest sono senza energia elettrica. Il viceministro allo Sviluppo elettrico, Franco Silva, ha fatto sapere che i tecnici “sono all’opera per ristabilire del tutto la fornitura dell’elettricità”

 

Papa Francesco nomina il nuovo segretario di Stato: chi è Pietro Parolin?

pietro-parolin-tuttacronaca-nominaIl prossimo 15 ottobre avverrà il passaggio di consegne: Pietro Parolin, attuale nunzio in Venezuela, prenderà il posto di Tarcisio Bertone assurgendo a segretario di Stato. In seguito alla nomina arrivata da Papa Francesco, Parolin ha espresso la sua “profonda e affettuosa gratitudine” al Pontefice per aver riposto in lui una “immeritata fiducia”, manifestandogli “rinnovata volontà e totale disponibilità a collaborare con Lui”. Giorgio Napolitano ha inviato un messaggio di auguri al nuovo segretario di Stato, un italiano, facendo riferimento ai suoi precedenti incarichi:  “Nei lunghi anni trascorsi alla Segreteria di Stato, unanimemente apprezzata è stata la Sua costante attenzione per le relazioni fra lo Stato italiano e la Santa Sede ed il Suo impegno affinchè il rapporto di esemplare concordia e armoniosa convivenza esistente fra le due sponde del Tevere potesse ancor più consolidarsi, nel rispetto dell’indipendenza e della sovranitá di cui ciascuna delle due parti è, nel proprio ordine titolare. Sono certo che grazie alla Sua presenza al vertice della Segreteria di Stato, le nostre relazioni continueranno ad arricchirsi di nuovi contenuti e la nostra collaborazione a difesa della pace e della giustizia nei diversi scenari internazionali potrá ulteriormente consolidarsi”. Il Papa ha inoltre confermato negli incarichi il sostituto alla segreteria di stato mons. Angelo Becciu, il segretario per i rapporti con gli stati, mons.Dominique Mamberti, il prefetto della casa pontificia, mons. Georg Gaenswein, l’assessore per gli Affari generali mons. Peter Wells e il sottosegretario per i rapporti con gli stati, Antoine Camilleri.

Ma chi è il nuovo segretario di Stato? L’arcivescovo veneto monsignor Pietro Parolin è uno stimato diplomatico di lungo corso. Originario di Schiavon, dove è nato il 17 gennaio 1955, ordinato prete nella diocesi di Vicenza il 27 aprile del 1980, Parolin si è poi dedicato agli studi alla pontificia università Gregoriana (dove si è laureato in diritto canonico) e il primo luglio del 1986 è entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede. Dal 1986 al 1989 ha prestato la sua opera in Nigeria e in Messico dal 1989 al 1992 per poi rientrare a Roma nella seconda sezione della Segreteria di stato, quella che appunto si occupa dei rapporti con gli stati. Era il 30 novembre 2002 quando è stato nominato sotto-segretario della sezione per i rapporti con gli Stati della Segreteria di Stato da Papa Giovanni Paolo. Parolin si è occupato in particolare delle relazioni tra la Santa Sede e i Paesi orientali curando soprattutto i dossier riguardanti la Cina e il Vietnam. Il suo impegno ha riguardato anche su un altro fronte, quello dei negoziati tra Israele e Santa sede che, dopo aver allacciato relazioni diplomatiche nel 1992, sono ancora impegnati nella definizione delle questioni giuridiche e fiscali.Benedetto XVI l’ha promosso, il 17 agosto 2009, arcivescovo (sede titolare di Acquapendente) e gli viene affidata la delicata e prestigiosa nunziatura di Caracas nel Venezuela di Hugo Chavez, dove la sua azione diplomatica ha favorito la riconciliazione tra stato e chiesa dopo un lungo periodo di tensioni. Il 12 settembre 2009 Parolin ha ricevuto l’ordinazione episcopale direttamente dalle mani di papa Ratzinger nella basilica di San Pietro. Il nuovo segretario di Stato, legato da vecchia conoscenza a Papa Francesco, conosce l’inglese, il francese e lo spagnolo ed è una personalità molto apprezzata in curia a cui vengono riconosciute capacità e sensibilità anche dal punto di vista umano e pastorale. E’ il più giovane segretario di stato dai tempi di Eugenio Pacelli che lo divenne nel 1930 a un mese dal compiere 54 anni.

Il pediatra maltratta il bambino o sono solo immagini accelerate?

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Ecco il video che sta facendo discutere tutto il Sud America. Sotto la lente mediatica è finito il medico pediatra Marcos Tulio Torres che presta servizio all’ospedale di Maracaibo, in Venezuela. Il filmato, realizzato dalla madre con il cellulare, mostra l’esame a cui è sottoposto il bebè al fine di individuare eventuali malformazioni fisiche, ed essendo le immagini accelerate, ciò che viene mostrato è simile a una tortura. Per questo il Ministero della Salute, per poter far chiarezza su quanto accaduto, ha aperto un’inchiesta. Il medico intanto si è difeso così:  «La velocità delle immagini è accelerata, ma comunque si tratta di pratiche che servono ad individuare eventuali malformazioni fisiche».

Maduro e la moltiplicazione… dei “peni”

maduro-lapsus-moltiplicazione-peni-tuttacronacaStava parlando in diretta alla televisione pubblica venezuelana Nicolás Maduro quando è incappato in un lapsus. “Dobbiamo parlare scuola per scuola, bambino per bambino, liceo per liceo, comunità per comunità. Entrarci, moltiplicarci, così come Cristo ha moltiplicato i peni, scusate, i pesci e i pani”, ha detto il presidente del Venezuela mentre tentava di fare un paragone tra il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e quale dovrebbe essere il modo per estendere la ideologia del chavismo. il presidente si è immediatamente scusato: “Mi perdonate il termine?”, ma non è bastato per evitare gli svariati commenti che hanno fatto apparizione in rete.

Sventato l’attentato a Maduro in Venezuela?

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Secondo il ministro dell’Interno, Miguel Rodriguez, le autorità del Venezuela avrebbero sventato un complotto per assassinare il presidente Nicolas Maduro, ordito dall’ex leader colombiano Alvaro Uribe Velez, un conservatore ostile al governo progressista di Caracas.

I due uomini arrestati farebbero parte di un commando di dieci persone incaricate di assistere il killer destinato a eseguire materialmente l’omicidio, identificato solo come ‘David’ e definito dal ministro un “professionista di grande esperienza”. Il killer avrebbe preso ordini da Oscar Alcantara Gonzalez, uno stretto collaboratore di Uribe attualmente in prigione, collegato anche a elementi dell’estrema destra venezuelana esiliati a Miami.

Proprio perché si ritiene che alcuni elementi del complotto vivano a Miami, Maduro avrebbe chiamato Obama. I giornalisti venezuelani, dissidenti da sempre con il governo degli Usa, avrebbero commentato così la notizia:
“Il presidente Obama è così debole che negli Stati Uniti si prendono per suo conto decisioni sull’uccisione di un capo di Stato latino-americano senza che lui ne sappia nulla?”

“Preferirei parlare di questioni importanti e non delle calunnie di una dittatura”, ha replicato Uribe, che lasciò la presidenza nel 2010. “Nessuno crede a una storia così assurda”, ha tagliato corto a propria volta Henrique Capriles, leader dell’opposizione liberale di Caracas, sconfitto di misura da Maduro nelle contestate presidenziali dello scorso aprile.

Ritrovato l’aereo disperso nel 2008 a Los Roques: giace in fondo al mare

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Si trovava a 970 metri di profondità il relitto dell’aereo, con 14 passeggeri a bordo, otto dei quali italiani, disperso il 4 gennaio 2008 durante un volo da Caracas a Los Roques, Venezuela, la stessa rotto dove è scomparso l’aereo di Missoni il 4 gennaio di quest’anno. Il bimotore è stato localizzato dalla nave americana Sea Scout che stava operando da giorni nell’area nell’ambito di un accordo Roma-Caracas. Anche se l’annuncio ufficiale è programma per oggi a Caracas, la notizia è già stata anticipata dalle autorità venezuelane, tra le quali anche la procuratrice generale Luisa Ortega Diaz. Miguel Rodriguez Torres, ministro dell’Interno, ha precisato che l’aereo è stato trovato “nove chilometri a sud di Los Roques”. La grande profondità a cui giace, che provoca minor corrosione, dovrebbe aver permesso al relitto del bimotore Let 410-YV-2081 della compagnia privata Transaven di trovarsi in buone condizioni. Sul velivolo viaggiavano gli italiani Stefano Frangione, Fabiola Napoli, Paola Durante, Bruna Guarnieri, le figlie Sofia e Emma, Rita Calanni e Annalisa Montanari, ma a bordo si trovavano anche cinque venezuelani: il pilota Bessil, il copilota Osmel Alfredo (il cui cadavere è stato l’unico ad essere ritrovato), Avila Otamendi, Patricia Alcala, Karina Rubis, Issa Rodriguez e lo svizzero Alexander Nierman. L’aereo era precipitato venticinque minuti dopo il decollo dall’aeroporto Maiquetia di Caracas, mentre era diretto a Los Roques. Il pilota Esteban Bessil aveva lanciato l’Sos da un’altitudine di 3mila piedi a circa 16 miglia dall’arcipelago. Le ricerche, che non avevano dato esito, erano scattate immediatamente e la sorte del bimotore è sempre rimasta un mistero, sia per l’Italia che per il Venezuela.

La Chiesa Venezuelana ha un problema… di vino!

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Dovranno essere limitate le celebrazioni in Venezuela, a causa di un singolare problema che è stato reso noto da una nota, arrivata dalla Conferenza episcopale del Paese sudamericano: manca il vino per le messe. “Il vino per la celebrazione eucaristica deve essere il prodotto della vite, naturale e puro, cioè non mescolato con sostanze estranee”. Un bel problema considerato che l’azienda Pomar, che produceva il divino nettare, è in crisi. “Stiamo esaurendo le riverse”, ha comunicato monsignor  Robert Lucker, vescovo di Coro e capo della commissione media della Conferenza episcopale. Ma sembra scarseggiare anche la farina per le ostie, motivo per il quale la Conferenza ha invitato alcuni vescovi a limitare le celebrazioni. Considerato anche che i prelati rifiutano di usare il vino alla frutta, la Chiesa sta valutando l’idea di chiedere aiuto al presidente Nicolas Maduro per finanziare almeno in parte i costi dell’importazione di vino da altri Paesi. Non dall’Italia però,  ”perché troppo caro” come quelli francesi e spagnoli. Si possono invece utilizzare “in via provvisoria” vini cileni o argentini, sia bianchi, sia rossi.

La manifestazione… porta in piazza gli slip!

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In Venezuela continuano le proteste dopo il risultato delle elezioni che hanno fatto seguito alla morte di Chavez e durante le quali Henrique Capriles ha perso contro Nicolas Maduro la cui vittoria non è però stata riconosciuta dalla coalizione all’opposizione. Ora è il momento per le donne di scendere in strada, in modo… femminile. Il partito del leader dell’opposizione, infatti, ha organizzato un flashmob e ne ha sparso la voce tramite social networks. Quella di domani però non sarà una protesta come se ne vedono molte: la “gran smutandata nazionale”, ideata dall’ex direttrice del Consiglio Nazionale Elettorale Ana Mercedes Díaz. Il programma è semplice: le donne devono riunirsi nella piazza principale della propria città e depositare delle mutande, a rappresentare ulteriori voti per Capriles.Per chi non potesse essere presente, c’è noltre la possibilità di appendere un paio mutandine al finestrino della propria auto o alla porta di casa. Ancora una volta, quindi, si vuole ridicolizzare le forze armate venezuelane e denunciare così la mancanza di “uevos” della classe dirigente. Una simile protesta era già avvenuta in precenza, quando delle donne hanno “affrontato” i militari mostrando loro delle uoma e affermando che i loro frigoriferi ne avessero più degli uomini armati. Ma la protesta di domani sarà anche un modo per rendere omaggio alle donne che hanno lottato per la libertà del Venezuela e per le madri che hanno perso i propri figli in nome della democrazia.

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In Venezuela scontri di sangue nel post-elezioni

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I sostenitori di Carpiles, dopo che il loro leader ha urlato ai brogli, non ci stanno ad avere Maduro come presidente e scendono in piazza. Mentre il nuovo presidente chavista urla al golpe, in strada iniziano gli scontri tra le fazioni: almeno 7 morti e 61 feriti il bilancio e 135 arresti dopo il voto per violenze.  A ruota segue lo scambio di accuse, con Caprile e Maduro impegnati ad accusare il fronte opposto e rimbalzandosi così la responsabilità delle vittime.  Lo sconfitto invia subito un tweet: “L’illegittimo (Maduro) e il suo governo hanno ordinato queste violenze, per evitare il riconteggio dei voti! Loro sono i responsabili”. E in un altro messaggio si legge: “Per quelli che stanno con me: il vostro cammino è la pace. Quelli che vogliono la violenza stiano ben lontani da noi!”. Prima però era stato il presidente ad addossare la responsabilità all’opposizione “fascista” annunciando che “non permetterà” la manifestazione di protesta convocata per domani a Caracas da Capriles.

E’ guerra in Venezuela dopo la vittoria del socialista di Maduro!

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Per una manciata di voti Nicolas Maduro è stato designato successore di Hugo Chavez. Il socialista ha battuto il liberista Henrique Capriles avendo ottenuto il 50,7% di preferenze contro il 49,07%. Capriles non ha accettato il risultato, immediatamente ha gridato ai brogli e ha chiesto un nuovo conteggio delle schede dichiarando:  “Non la accetteremo fino a quando anche l’ultima scheda non verrà verificata”. La linea dura di Capriles contro i socialisti è già nota, anche quando a ottobre fu battuto da Chavez, non risparmiò la sua invettiva. Solo 240 mila voti separano Maduro da Capriles e questo dato è allarmante perché il partito socialista ha perso circa 600 mila voti rispetto a ottobre quando si presentò Chavez. Un calo era fisiologico, Maduro non ha lo stesso carisma di Chavez, ma nessuno si aspettava una vittoria così di misura, tanto che lo stesso Maduro ha riconosciuto le sue colpe: “Sono consapevole del fatto che ci sono molte cose che devono essere corrette, ma possiamo migliorare”. In un clima di tensione si procederà quindi al nuovo conteggio delle schede, ma ancora una volta le polemiche non cessano, in un continuo scambio di accuse come quella pesantissima rivolta a Maduro dal partito di Capriles “ex vicepresidente, non ha nemmeno esitato a tenere una conferenza stampa trasmessa sulla televisione pubblica in pieno clima elettorale”. Dall’altra parte Maduro ha immediatamente accettato un nuovo conteggio dei voti “Non ho paura di un controllo dei risultati”, ricordando che, pur con margini veramente esigui, nessuno ha impedito a George Bush  o all’ex presidente messicano Felipe Calderon di governare.

  

PRESIDENZIALI VENEZUELANE 14/4!

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La salma di Chavez è ancora esposta. In milioni sfilano per ore per per vedere il feretro all’Accademia militare dopo i funerali. Ma il nuovo governo già si muove e il nuovo presidente ad interim del Venezuela, Nicolas Maduro ha chiesto al Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) di fissare “immediatamente” una data per le elezioni anticipate. Si svolgeranno già il 14 aprile. L’opposizione antichavista, che ha definito anticostituzionale l’assunzione di Maduro, ha offerto la candidatura a Henrique Capriles, già sconfitto da Chavez nel voto del 7 ottobre scorso. Una scelta annunciata. La lotta sarà tra lui e il presidente ad interim Nicolas Maduro, subentrato alla guida del Paese dopo la morte di Chavez. “A nome della più assoluta lealtà nei confronti del comandante Chavez, giuro che rispetteremo e faremo rispettare questa Costituzione bolivariana, con la mano dura di un popolo deciso ad essere libero”, ha detto Maduro durante la cerimonia e ha aggiunto, visibilmente emozionato, “scusate il dolore e le nostre lacrime, ma questa presidenza appartiene al comandante Chavez”.

Il Chavez di Stone!

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In occasione della scomparsa del presidente venezualano Hugo Chavez, Flavia Parnasi e Andrea De Liberato con la Movimento Film distribuiranno in sala il 27 marzo in 150 copie il film-documentario di Oliver Stone ‘Chavez – L’ultimo comandante’ (South of the Border). Il film era stato presentato Fuori Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia nel 2009 e documenta il viaggio del regista in Venezuela per intervistare Chavez e analizzare l’immagine che di lui hanno proposto i mezzi d’informazione statunitensi.

Chavez, il corteo e il mistero della bara!

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Hugo Chavez sarebbe morto a Cuba e la bara che ha sfilato durante oltre sette ore attraverso Caracas e alla quale hanno reso omaggio centinaia di migliaia di venezuelani non avrebbe contenuto la sua salma. Lo sostiene il quotidiano spagnolo ABC, citando fonti militari venezuelane. I funerali del presidente “bolivariano” sono previsti per oggi.

Chavez, quindi, non sarebbe morto nell’ospedale Militare di Caracas, ma a Cuba, dove il presidente era stato portato per un ultimo e disperato tentativo di salvare la sua vita. Da qui il suo corpo sarebbe stato portato direttamente all’Accademia Militare di Fuerte Tuina, dove centinaia di migliaia di persone stanno salutando il leader bolivariano.

Secondo ABC “l’inganno della processione costituisce una nuova messa in scena del governo, che si aggiunge alla lunga lista di bugie con le quali il chavismo ha riempito gli ultimi mesi della vita del leader”. “Volevano mostrare un bagno di folla con un chiaro interesse politico, permettendo che la gente potesse perfino toccare il feretro, quello falso, senza mettere a rischio l’integrità fisica di quello vero”, ha detto una delle fonti militari del giornale madrileno.

Il decesso, scrive il quotidiano, risalirebbe a martedì scorso all’Avana intorno alle 7 del mattino (ora locale) e il suo cadavere sarebbe stato trasportato durante la notte fino alla base aerea Generalisimo Francisco de Miranda, a Caracas, più vicina al Forte Tiuna dell’aeroporto internazionale civile di Maiquetia. La salma di Chavez, proseguono le fonti, sarebbe quindi stata esaminata nel centro medico della base, che si trova a circa 200 metri dall’Accademia Militare, e composta con l’uniforme militare. Durante la giornata di mercoledì, il corpo sarebbe stato tenuto nei sotterranei dell’Accademia.

Nel frattempo, una bara simile, vuota o con qualche peso al suo interno, è stata portata all’ospedale Militare, da dove è partita mercoledì la processione funebre. Al suo arrivo all’Accademia, duranti i pochi minuti in cui il feretro non è stato ripreso dalle telecamere, si è proceduto alla sostituzione della bara finta con quella vera, prima della sua esposizione.

LE ULTIME PAROLE DI CHAVEZ!

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“Non voglio morire. Per favore non lasciatemi morire”. Sono queste le ultime parole di Hugo Chavez al capo della guardia presidenziale del Venezuela, il generale Jose Ornella, che lo ha raccontato all’Ap fuori dall’accademia militare dove si trova la salma. “Non poteva parlare, lo ha detto con le labbra”, ha aggiunto Ornella che ha riferito di aver passato le ultime due settimane con il presidente, compresi i momenti finali. “Ha sofferto molto”, ha dichiarato.

MORTO HUGO CHAVEZ

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Ora è ufficiale, Il presidente del Venezuela dopo una lunga malattia, non ce l’ha fatta. Lascia il suo popolo, lascia un Paese tra contrasti e conflitti, lascia un vuoto che sarà incolmabile. Sicuramente il Comandante resterà ancora a lungo nei cuori dei venezuelani che lo hanno amato e lo hanno rieletto anche se malato, nella speranza che avvenisse il miracolo, ma non è accaduto. Ora non resta che l’ultimo saluto.

SALUTE COMANDANTE

Maduro scaglia frecce avvelenate: Chavez come Arafat

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Hugo Chavez si è ammalato perché “è stato attaccato”, come è successo con il leader palestinese Yasser Arafat, ha detto oggi il vicepresidente venezuelano, Nicolas Maduro, sostenendo che “una commissione speciale di scienziati” potrà confermare questa tesi.

Il vice presidente venezuelano Nicolas Maduro ha denunciato l’esistenza di un ”piano per destabilizzare” il Venezuela dietro la malattia del leader Hugo Chavez. Maduro ha parlato durante una riunione del governo trasmessa in diretta TV.

Il Venezuela ha espulso dal suo territorio l’addetto militare dell’Ambasciata Usa David Del Monaco per aver agito a favore della destabilizzazione del Paese. Lo ha annunciato il vice presidente Nicolas Maduro.

Intanto si diffonde la notizia secondo cui Chavez sarebbe già morto, ma ancora non è pronto l’apparato per rendere la notizia pubblica. C’è quindi una serie di notizie sul peggioramento del presidente venezuelano per cercare di preparare la popolazione all’evento. Secondo altre fonti Chavez è peggiorato ulteriormente in questi giorni e si è deciso per un ritorno a Cuba dove il leader possa essere sottoposto ad altre cure. Tra smentite, ipotesi e complotti, il Venezuela vive uno dei momenti più drammatici per la storia del paese.

Chavez è davvero al capolinea?

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Il tumore pelvico di cui soffre Hugo Chavez e’ ormai in fase di metastasi e si e’ esteso su oltre il 30% di uno dei suoi polmoni, per cui il presidente venezuelano ormai e’ sottoposto solo a cure palliative e sarebbe stato spostato da Caracas all’isola di La Orchila, per permettergli di stare con la famiglia ‘nelle ultime fasi della sua malattia’.

Salute Comandante!

LE CHIESE SOMMERSE NEL MONDO!

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Questa chiesa, che si trova in Venezuela, è l’unica cosa che resta di una città che è stata distrutta dal governo, che fece costruire una diga in questo punto esatto. A causa dell’allagamento, ben 1200 cittadini, nel 1985, dovettero abbandonare le loro case. 

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Questa macedone chiesa è intitolata a San Nicola. L’edificio è stato costruito a metà dell’800, ed è rimasta intatta finché non è stato creato un lago artificiale nei pressi del villaggio che l’ha sommersa. Quando è tornata la siccità, il livello dell’acqua si è abbassato, e così è riemersa una parte della chiesa.

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Andiamo in Russia, a Kalyazin. Il campanile del monastero di San Nicola emerge dal bacino artificiale di Uglich. La chiesa risale alla fine del ’700 e fu Stalin a provocare questo quando voleva creare un bacino nel Volga. Successivamente si creò una piccola isola in mezzo al fiume così il campanile divenne un’attrazione turistica.

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Ma una chiesa sommersa la troviamo anche in Italia. Si trova a Curon Venosta, in provincia di Bolzano. La chiesa è sommersa dalle acque del lago di Resia, in Alto Adige, a causa dell’unione artificiale di due grandi laghi, tramite la costruzione di una diga. A nulla sono servite le proteste degli abitanti locali. Sono rimaste sommerse ben 163 case, e dovettero ricostruire i due paesini più a monte. Solo questo campanile è resistito, e quando d’inverno il lago ghiaccia, è possibile raggiungere la torre a piedi!

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In Brasile, a Petrolandia, che si trova vicino al fiume Sao Francisco, la popolazione si dovette trasferire quando la città fu sommersa a causa della costruzione di una diga. Ciò che resta è solo questa chiesa sommersa.

Il twitter di Chavez “Sono a casa”!

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Il presidente venezuelano, Hugo Chavez, annuncia su Twitter il suo rientro in Venezuela dopo l’intervento di dicembre scorso e il ricovero per un cancro a Cuba. “Siamo tornati nella patria venezuelana. Grazie mio Dio! Grazie popolo amato! Qui continueremo le cure”, si legge sul tweet.

Chavez, notizie contrastanti!

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Secondo alcune testate giornalistiche Chavez sarebbe in condizioni critiche, per altri ha solo un’insufficienza respiratoria perciò si sarebbe reso necessario intubarlo.  Sono diffuse oggi alcune foto del suo ricovero in ospedale dove il presidente venezuelano appare cosciente e nel pieno delle sue capacità intellettive.

 

Ecco la vera donna vampiro… è tatuata ovunque!

Maria Josè Cristerna è la “donna vampiro”. Ha partecipato il 25 gennaio all’Expotattoo, che si è svolto a Caracas, in Venezuela.

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La lunga strada di Chavez: riceve trattamenti complementari e sta meglio!

Rivolta in carcere: 54 morti e 88 feriti in Venezuela

Arrivano gli sciamani per Chavez. Riti per la guarigione del Presidente

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Chavez: stato di salute delicato, ma evoluzione medica favorevole

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Possibili misure cautelari per responsabili società di aereo scomparso a Los Roques

Secondo le fonti, le autorità giudiziarie venezuelane hanno riportato: ”Non escludiamo misure cautelari affinche’ tali persone non escano dal Venezuela, cosi’ come eventualmente anche sequestri cautelativi”.

Tutti con Chavez! Anche se insediamento rinviato.

Oggi il Venezuela scende in piazza, per festeggiare il nuovo mandato per Chavez. Era fissata per oggi la cerimonia di insediamento ma il Comandante non ce l’ha fatta, è ancora ricoverato dopo l’operazione che ha dovuto subire per rimuovere un cancro.

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Calma piatta! Missoni non si trova e neppure l’aereo.

Le ricerche proseguiranno per una settimana. Intanto tra i parenti che attendono in una sala d’aspetto dell’aeroporto di Caracas anche la moglie del pilota, Nora Andrada.

Apprensione e paura dall’Italia per i quattro scomparsi. In attesa di un riscontro concreto, la speranza si affida a un messaggio partito in automatico dal cellulare di Guido Foresti. “Chiama ora. Sono raggiungibile” è l’unico segno di vita da quel telefonino dopo l’orario della scomparsa dell’aereo. L’sms è arrivato sul cellulare del figlio dell’imprenditore bresciano.

Intanto il giallo si infittisce. Secondo il comandante Renzo Dentesano (esperto di sicurezza in volo) sembra che i piloti abbiano voluto far perdere le tracce dell’aereo. Lo proverebbe la traccia del radar Transponder, secondo la quale il velivolo avrebbe fatto una virata e si sarebbe abbassato a pelo d’acqua. Perché? si chiede l’esperto. Si tratta di un dirottamento, come quello che era stato supposto 5 anni fa?

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Non si fermano le ricerche! Si continua a cercare l’aereo con Missoni

Sulla stessa rotta nel 2008 era scomparso un aereo con 8 italiani, mai ritrovati. Un altro aereo con 2 italiani era scomparso nel ’97. Si sta perlustrando un area di circa 300 miglia quadrate.

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Scomparso aereo in Venezuela con 4 italiani a bordo: abbandonate le ricerche

La Farnesina aveva comunicato l’inizio delle ricerche, supportate anche dalla Guardia Costiera del luogo. Si è in seguito appreso che i quattro italiani facevano parte di un gruppo di sei persone: gli altri due connazionali stavano viaggiando su un altro veivolo. A bordo del piccolo aereo si trovava anche Vittorio Missoni, figlio dello stilista Ottavio.

Ancora in attesa di Chavez… il presidente venezuelano accusa problemi respiratori

Si aggravano le condizioni di Chavez a causa di complicazioni respiratorie.

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Leggi l’articolo precedente.

Venezuela. Il Chavismo trionfa alle elezioni regionali

Chavez torna al lavoro! Salute, Comandate.

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Il Comandante sta meglio e parla con i parenti!

Chavez ha anche voluto mandare tramite i suoi famigliari un saluto ai venezuelani.

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Complicazione per Chavez durante l’operazione: emorragia. Si sta riprendendo.

SALUTE, COMANDANTE!

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Chavez stabile ma decorso difficile. Caracas smentisce voci della morte del Presidente

“Un intervento complesso durato 6 ore, perfettamente riuscito”. SALUTE, COMANDANTE

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SALUTE, COMANDANTE! Chavez a Cuba, oggi l’operazione

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L’emozione di Maduro nel primo discorso pubblico “leali a Chavez al di là di questa vita”

SALUTE, COMANDANTE!

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La lotta di Chavez… in gioco c’è la sua vita!

Salute, Comandante!

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“SALUTE, COMANDANTE!” Venezuelani in preghiera per l’operazione di Chavez.

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Altra operazione per Chavez, nuovo tumore. Designa il vicepresidente come successore.

Hugo-Chávez-Venezuela

Pdl annulla le primarie, Berlusconi scende in campo

A VOLTE RITORNANO!

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Preoccupano le condizioni di Chavez: non parteciperà a Mercosur

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NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

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*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

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