Prima accoltella il convivente… poi si guarda il Festival di Sanremo

sanremo-kessler-tuttacronacaUna normale serata in casa, seduta sul divano, seguendo la seconda serata del Festival di Sanremo. Sarebbe sembrata una normale scena domestica di un mercoledì sera se non fosse stato che la protagonista, una donna di Varese, poco prima avesse accoltellato al petto il convivente durante una lite. La polizia, quand’è giunta sul luogo per arrestarla con l’accusa di tentato omicidio, l’ha trovata intenta a guardare la tv come se non fosse accaduto nulla. Il convivente, di 43 anni, è stato soccorso dal personale del 118 e ricoverato all’ospedale di Circolo di Varese. Ha riportato una ferita al petto, ma le sue condizioni non sono gravi.

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Preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane

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E’ stato preso il killer che ha massacrato un disabile e il suo cane. Emiliano Cerutti 36 anni è stato infatti fermato dai carabinieri con l’accusa di aver ucciso il vicino di casa Roberto Colombo a Casalzuigno nel Varesotto. L’identificazione del killer è stata possibile grazie al ritrovamento del piccone di cui Cerutti si era servito per scavare la fossa e nascondere il cadavere. Colombo, invalido, era scomparso da casa insieme al suo cane lo scorso 24 settembre. Il cadavere dell’uomo, ucciso con due colpi di pistola alla testa e al torace, è stato ritrovato l’11 novembre sepolto in una zona boschiva vicina a casa, avvolto in alcuni sacchi di plastica e con i piedi legati con del nastro adesivo.  A poca distanza si trovava anche la carcassa del cane, ucciso a colpi di pistola. Determinanti anche alcuni vicini che hanno parlato dei dissapori che già in passato avevano creato tensioni fra Cerutti e Colombo. In particolare   Cerutti accusava l’invalido di avergli rubato un chilogrammo di marijuana che coltivava in un terreno vicino al luogo dove sono stati trovati i resti umani.

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Carro funebre in fiamme, intervengono i Vigili del Fuoco

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I Vigili del Fuoco di Varese sono intervenuti in via Ca’ Bassa, dove un carro funebre, proveninte da Torino ha preso fuoco. Ad allertare i Vigili del Fuoco è stato il conducente che è miracolosamente riuscito a mettersi in salvo prima che le fiamme divampassero.

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Abbagnale e Galtarossa da campioni a eroi, salvano anziano

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Giuseppe Abbagnale e Rossano Galtarossa, campioni indimenticabili di canottaggio sono diventati ieri mattina anche eroi dopo aver salvato la vita a un anziano di 84 anni che era caduto nel lago di Varese.

Lo racconta così Il Messaggero:

“Nelle loro bacheche, c’è buona parte della storia del canottaggio azzurro. Sette medaglie olimpiche (tre ori) ed undici titoli mondiali. Esempi di sport pulito e vincente e, da oggi, anche di coraggio, cuore e prontezza. Questa mattina, a Varese, Giuseppe Abbagnale e Rossano Galtarossa, dal novembre 2012 presidente e consigliere della Federazione Italiana Canottaggio, hanno partecipato al salvataggio di un uomo di 84 anni. A tirarlo fuori dalle fredde acque del lago, aiutandosi con dei legni, è stato il cuoco Cristian Latini.

Nelle vicinanze, all”interno dell”Hotel Mariuccia presso cui lavora Latini, Abbagnale e Galtarossa stavano partecipando a una riunione con le autorità locali per l”organizzazione del Mondiale Under 23, in programma a luglio, e, dopo aver sentito l”allarme, si sono precipitati sulla riva del lago in soccorso dell”anziano”.

Quando sono giunti sul posto l’uomo sembrava morto, Galtarossa racconta:

“L”uomo sembrava morto: non respirava per niente e la sua faccia era diventata color viola. Abbiamo chiamato i soccorsi quasi per formalità, convinti di non esser arrivati in tempo. Io ed il presidente abbiamo voluto tentare comunque un estremo salvataggio – prosegue il pluricampione padovano – Io ho praticato il massaggio cardiaco, Peppe (Abbagnale n.d.r.) gli teneva la testa e controllava il battito”.

Il polso non batteva e i due campioni hanno iniziato la rianimazione, racconta ancora Galtarossa:

“Per agevolarlo lo abbiamo aiutato a espellere il liquido in eccesso è stata una reazione istintiva alla situazione. In altre situazioni di emergenza, mi ero limitato a chiamare il 118.  E’ stato fondamentale non farsi prendere dal panico e provare a mettere in pratica quanto appreso negli anni scorsi leggendo un manuale di primo soccorso”.

Muore la madre della Ballarin, stroncata dal monossido di carbonio

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Una notizia che l’altra notte sembrava dovesse essere relegata alla cronaca locale. Una donna di 53 anni morta a causa di un’intossicazione provocata da monossido di carbonio sprigionato da una caldaia nella sua casa a Vergiate in provincia di Varese. La vittima però è Cristina Lonardoni, la madre di Elisabetta Ballarin, la ragazza condannata e detenuta nel carcere di Brescia dopo essere stata giudicata colpevole per i delitti della setta delle Bestie di Satana, avvenuti tra il 1998 e il 2004 nel Varesotto. Elisabetta Ballarin ha ricevuto la notizia della morte della madre dai parenti e dal suo legale Francesca Cramis. A chiamare i soccorsi, stamani, è stato un conoscente preoccupato perchè non riusciva a contattare la donna. I vigili del fuoco, i carabinieri e il personale del 118, dopo avere sfondato la porta dell’appartamento hanno trovato il cadavere sul divano, nel soggiorno, davanti alla televisione ancora accesa. Secondo i primi accertamenti, il monossido si sarebbe sprigionato a causa del mal funzionamento della caldaia nella casa dove la donna viveva sola.

L’aggressione in centro a Roma: parlano le vigilesse

aggressione-roma-tuttacronacaDue giorni fa, in via Borgognona a Roma, una delle strade più costellate di negozi di lusso della Capitale, una ragazza è stata aggredita da quattro giovani. A salvarla, due vigilesse. La stessa strada, come lamentano i residenti, ha due volti. Cambia infatti aspetto subito dopo la chiusura delle saracinesche, quando si trasforma in una specie di Bronx. A descrivere l’aggressione, attraverso il racconto delle due donne vigile che hanno sventato uno stupro, è Massimo Lugli, su Repubblica. Gli aggressori, tre dei quali subito arrestati, sono “artisti di strada” per i quali Roma è diventata una attrazione e un santuario, da quando il Comune è guidato dal sindaco Ignazio Marino che ascolta tanto il vicesindaco Negri che il Sel, partito di tanti emarginati e tra questi sono gli artisti di strada, che a Roma hanno avuto un riconoscimento, pur con qualche retromarcia, che nemmeno Michelangelo e Giuseppe Verdi ebbero. Nel racconto di Massimo Lugli parlano le vigilesse:

«Quei tre continuavano a insultarci, gli insulti tipici degli uomini alle donne… Uno di loro ha addirittura cercato di agguantare di nuovo quella ragazza e trascinarla via, davanti a noi. Abbiamo provato una gran rabbia…».

“Cento chili in due”

le descrive Massimo Lugli:

“Due scriccioli in divisa ma toste come tigri. Giorgia Lizzi è una biondina esile e molto graziosa, un po’ imbarazzata davanti a taccuino, macchina fotografica e soprattutto al suo comandante, Raffaele Clemente. Angela Santalucia ha i capelli grigio ferro e un’espressione decisa. Le due vigilesse («istruttrici della polizia locale, prego») hanno salvato dallo stupro, in pieno centro, una commessa di 25 anni, aggredita da quattro polacchi ubriachi mentre tornava verso casa in via Borgognona.

“È accaduto poco dopo le 20. Epilogo: tre dei bruti sono in carcere in attesa del processo, un altro è riuscito a scappare, la vittima se l’è cavata con 30 giorni di prognosi per una distorsione e un tremendo shock. Un episodio che ha riattizzato le polemiche sulla sicurezza nella Capitale”.

«Eravamo di servizio a piazza di Spagna» racconta Giorgia che, come la sua collega, non è armata. «A un certo punto si sono avvicinati due ragazzi e ci hanno detto che in via Bocca di Leone c’era un gruppo di musicisti ubriachi che non faceva entrare le persone nei palazzi e dava fastidio. Abbiamo lasciato la macchina e siamo andate a vedere. Quando siamo arrivate quei quattro stavano molestando la ragazza, l’avevano immobilizzata e la stavano strattonando».

La giovane donna, elabora Massimo Lugli,

“aveva già i pantaloni abbassati e quello che sarebbe accaduto senza l’intervento delle due agenti è facilmente intuibile”.

Prosegue il racconto di Angela Santalucia:

«La mia collega si è subito messa in mezzo, ha difeso quella ragazza che piangeva e le ha fatto scudo col suo corpo. Io ho chiesto i documenti e due di loro me li hanno dati mentre uno si è dileguato. Poi, però, sono diventati aggressivi. Uno di loro, un tipo piuttosto robusto, ha cercato di strapparmi il documento, si è fatto avanti e a questo punto ho preso lo spray urticante e gliel’ho spruzzato in faccia. Lui è arretrato e ha tentato di scappare. L’ho inseguito ma uno dei complici mi ha colpita da dietro con una valigetta che conteneva uno strumento.

«Nel frattempo, però, erano arrivati i colleghi e, tutti assieme, abbiamo ammanettato quei tre».

Salvini: “Chi tocca la Lega abbia paura”

matteo-salvini-tuttacronacaGiornata intensa, quella di ieri, per il segretario leghista Matteo Salvini che dopo la protesta ai caselli ha preso anche parte alla fiaccolata a Torino a sostegno della giunta Cota. “Il prossimo leghista che toccheranno, non so se sarà a Torino, Milano, Genova, Pordenone, o Vicenza – ha detto Salvini – dodici ore dopo, non solo noi ma mille, duemila, diecimila persone, pacifiche ma non tanto, si mobiliteranno e qualcuno cominci ad avere paura, perchè la paura fa bene”. Del resto Cota non si arrende e lunedì riunirà la Giunta per conferire ufficialmente agli avvocati l’incarico di ricorrere al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha azzerato il risultato delle elezioni. Una nuova battaglia dai tempi piuttosto stretti (la data limite è il 30 gennaio) e dai contorni incerti. “Per prepararci adeguatamente – lamenta tra l’altro uno dei legali del centrodestra – dovremmo aspettare le motivazioni del provvedimento dei giudici, che però potrebbero arrivare solo fra dieci giorni”. Come spiega l’Huffington Post: 

 

 

Finisce insomma ai supplementari una partita che ora viene criticata per la sua lunghezza: l’ex presidente Mercedes Bresso aveva presentato i ricorsi nel 2010 all’indomani del voto, ma ci sono voluti quattro anni prima che si arrivasse a un punto fermo. E se i burloni del web si scatenano (“Il Tar ha annullato le elezioni perché all’epoca il Piemonte si chiamava Regno di Sardegna”, “domani annullerà il referendum monarchia-repubblica” e via scherzando) c’è chi, come Pierluigi Mantini, del Consiglio di presidenza della magistratura amministrativa, vuole aprire un’indagine interna perché “quarantacinque mesi sono decisamente troppi”. In realtà, dopo una prima sentenza interlocutoria del 2010 emanata dallo stesso Tar (ma i giudici erano diversi), la causa si è dispersa fra tribunali civili e penali, pronunce del Consiglio di Stato e persino della Corte Costituzionale.
“Nessuna lentezza da parte dei magistrati amministrativi, il giudizio è stato sospeso per mesi anche perché si dovevano definire le questioni di rilievo penale”, osserva Giampiero Lo Presti, presidente dell’Anma.

Adesso la sentenza è esecutiva, ma Giunta e Consiglio regionale, in attesa che si definisca la questione, rimangono insediati per sbrigare quegli affari “urgenti e indifferibili” che, se fossero trascurati, potrebbero danneggiare “l’ente Regione e il Piemonte”: si fa l’esempio della valutazione di metà mandato dei direttori delle Asl o ai progetti da finanziare con i fondi Ue. Un altro punto fermo: gli atti compiuti dal 2010 a oggi, secondo i giureconsulti interpellati da piazza Castello, restano validi.

 

La prossima settimana non sono previste sedute del Consiglio regionale, ma solo i lavori della Commissione Bilancio. I capigruppo avevano in programma una riunione, lunedì, per discutere di legge elettorale, ma è probabile che parleranno d’altro. Meno probabile, invece, una discussione della Giunta per le elezioni su Michele Giovine, il consigliere regionale che con la sua lista dei ‘Pensionati per Cota’ è stato la pietra dello scandalo. Giovine è stato sospeso dopo la condanna della Corte d’Appello di Torino e percepisce metà dello stipendio: nelle scorse settimane la pena di due anni e otto mesi è diventata definitiva e dovrebbe decadere, ma l’eventuale azzeramento di tutto il Consiglio porterebbe la questione in secondo piano.

 

Quanto al centrosinistra, che vuole un election day in primavera, gli avvocati stanno cercando di capire se esistono soluzioni giuridiche in grado di costringere Cota a lasciare subito lo scranno di governatore.

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Salvini e il “rincaro razzista” ai caselli: non paga! E intanto si manifesta

salvini-pedaggio-tuttacronacaLega in strada o, per meglio dire, in autostrada oggi. I militanti hanno infatti protestato, questa mattina, in una serie di caselli autostradali del nord contro l’aumento del pedaggio scattato all’inizio dell’anno. Anche il segretario Matteo Salvini e il presidente Umberto Bossi si sono uniti ai manifestanti a Gallarate, lungo la A8 in provincia di Varese. “Sono qui e non pagherò il casello dichiarando che il servizio fa schifo: è una questione di giustizia sociale, perchè ci sono mille chilometri di autostrade al sud gratis e bastonano il nord”, ha detto il segretario che ritiene i rincari un atto di “razzismo”. Un centinaio i leghisti che con bandiere e striscioni hanno presidiato le corsie di uscita dell’autostrada: il loro scopo è di presentarsi in auto alla barriera e dichiarare di non voler pagare il pedaggio poiché “insoddisfatti del servizio”. I lumbard, che hanno accolto Salvini e Bossi al grido di “secessione, secessione”, sostengono che sia iniquo il trattamento nei confronti del nord “mentre al sud non si paga l’autostrada”.

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Shock a Roma: tentato stupro di gruppo in pieno centro

violenza_sessuale-tuttacronacaErano le otto di ieri sera, in pieno centro a Roma, tra via Frattina e via Bocca di Leone, quando quattro polacchi, ubriachi e forse sotto effetto di sostanze stupefacenti, hanno accerchiato, spinto contro un muro e tenato di sfilare i pantaloni a una 24enne senze che nessuno, tra i molti passanti, tentasse di aiutarla. Tre degli aggressori sono finiti in manette, dopo che gli agenti sono riusciti a catturarli al termine di un inseguimento. Il quarto è invece sfuggito. Sono state due vigilesse che stavano pattugliando la zona a trovare la giovane accasciata a terra e ancora sotto shock: “Aiutatemi, vi prego, mi hanno appena violentato”. I quattro aggressori, tutti stranieri, sono ancora lì, ubriachi e minacciosi. Le vigilesse partono all’inseguimento per bloccarli ma, sotto gli occhi di passanti e turisti, vengono aggredite e cercano di difendersi usando lo spray al peperoncino, una di loro viene colpita al viso. Intanto parte la richiesta di aiuto ad altre pattuglie che arrivano immediatamente sul posto dando il via a una breve collutazione nella quale le forze dell’ordine hanno la meglio. I tre polacchi arrestati con l’accusa di violenza sessuale sono stati portati in carcere a disposizione dell’autorità giudiziaria mentre le indagini proseguono per il riconoscimento del fuggitivo.  La ragazza  è  stata medicata all’ospedale Santo Spirito, dov’è stata portata in psichiatria ancora sotto choc e dimessa con trenta giorni di prognosi.

Lascia il fidanzatino 17enne: lui si vendica violentandola

violenza-sessuale-tuttacronacaSono al lavoro i carabinieri per verificare l’attendibilità della denuncia di una 15enne che ha raccontato di essere stata violentata da due 18enni e dal suo ex, di 17 anni, nel parco di un museo di Busto Arsizio, in provincia di Varese. Tutti e tre i ragazzi sono ora indagati per violenza sessuale di gruppo e i militari hanno sequestrato i computer e il materiale informatico dei tre giovani. La ragazzina ha infatti riferito che i giovani avrebbero filmato la scena: il ritrovamento del filmato li inchioderebbe. Secondo il quotidiano “La Prealpina”, gli abusi sarebbero avvenuti per vendetta, dopo che la ragazzina aveva deciso di interrompere una relazione con il diciassettenne. Secondo il racconto della giovane, il suo ex ragazzo, 17enne, e i due amici, da poco maggiorenni, avrebbero abusato della 15enne a turno dopo averla immobilizzata.

La storia di un licenziamento… a lieto fine

saronno-tuttacronacaIl 45enne Enzo Muscia è stato il responsabile commerciale della Anovo Italia di Saronno, in provincia di Varese, fino a quanto non l’hanno licenziato. L’uomo però non si è dato per vinto ed ha investito non solo tutti i suoi risparmi ma anche la sua casa per ricomprare la stessa azienda che l’aveva licenziato, riuscendo così a dare un posto di lavoro ai suoi ex colleghi. Una storia dal lieto fine, dicevamo, perchè l’azienda è riuscita a triplicare i suoi dipendenti. La tenacia ha premiato, dunque, e ora, Enzo, che nel frattempo è diventato il titolare, ci crede più di prima: “Non è stato facile, le banche non ci credevano, le abbiamo girate tutte ma finanziamenti zero”, conclude Muscia.

La segnaletica stradale che diventa una barzelletta: la linea gialla tutta storta

varese_linea_storta-tuttacronacaDi certo non passa inosservata la striscia gialla che divide la carreggiata in via Sant’Irnerio, a Varese: ondulata e storta per diversi metri, come se fosse stata disegnata da un ubriaco. Fatto sta che è già diventata una barzelletta in città mentre ci s’interroga sul come sia stato possibile la linea sia stata tracciata in questo modo. Forse uno scherzo, forse disegnata male, forse un atto di vandalismo. Ma la risposta potrebbe trovarsi altrove: anche la pioggia, infatti, potrebbe averci messo lo zampino. Certo, non è da escludere che invece qualcuno l’abbia spostata: si tratta infatti di una striscia attaccata all’asfalto a pressione, come se fosse un adesivo.

Il babbuino in fuga… che blocca il traffico ferroviario! In salvo

babbuino-fuga-tuttacronacaAlle 17.35, come riporta www3.varesenews.it, il babbuino che da oltre due giorni è in fuga è stato addormentato da un veterinario specializzato nella cura di animali esotici ed è così stato possibile portarlo in un luogo sicuro. La bestiola, essendo ferita, avrebbe potuto rivelarsi aggressiva. Termina così, nella stazione ferroviaria di Busto Arsizio, in provincia di Varese, la rocambolesca fuga della bestiola che ha tenuto per due giorni con il fiato sospeso tanto le forze dell’ordine che le associazioni a difesa degli animali. Il babbuino, nelle sue peregrinazioni, dopo esser sceso dai tetti si è andato a nascondere, attorno alle 15, sotto un treno. Per riuscire a catturarlo è stato bloccato il convoglio e ci sono volute due ore e mezza per prenderla. Per le operazioni di ‘salvataggio’ si è stati costretti a bloccare parzialmente la circolazione.  Alla fine il babbuino è stato preso ed è in buone condizioni; alcuni treni, invece, sono stati soppressi, secondo i dati di Trenord, e altri hanno hanno subito ritardi fino a 50 minuti sulle linee che transitano dalla stazione

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Il babbuino in fuga sui tetti in provincia di Varese

babbuino-fuga-tuttacronacaVigili del fuoco, Enpa, polizia provinciale e Lega antivivisezione. Sono tutti con il fiato sospeso a Busto Arsizio, in provincia di Varese, per la fuga di un babbuino che è scappato due giorni fa dal fabbricato vicino alla ferrovia dove lo teneva il suo padrone. L’animale ha percorso un tratto di boscaglia lungo i binari e si è poi rifugiato sul tetto di una tintoria in disuso nel centro del paese. Il babbuino si è rifiutato di scendere nonostante l’impegno per catturarlo in modo da poterlo portare al sicuro e se ne va in giro nonostate sia spaventato e infreddolito. “Quando è arrivata la notte, si è rifugiato all’interno dell’edificio ed è diventato impossibile raggiungerlo – spiegano dalla Lav di Busto Arsizio – Poi si è fatto vivo il proprietario, che ha cercato di aiutare i vigili del fuoco a convincere il babbuino a lasciarsi avvicinare”. Nulla da fare: l’animale è nuovamente in fuga e ha fatto perdere le sue tracce.

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Le polveri leggere uccidono, anche sotto i limiti di legge! Chi ci tutela?

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Non è una legge in vigore in Italia e nell’Unione Europe a poter tutelare la salute dei cittadini. Almeno questo è quanto sostiene uno studio della rivista internazionale Lancet che ha esaminato 360mila residenti di 13 Paesi che vivono in grandi città. In Italia lo studio è stato condotto a Torino,  dal Centro per l’Epidemiologia e la Prevenzione oncologica in Piemonte della città della Salute e della Scienza, a Roma e a Varese e ha coinvolto circa 31 mila persone. I risultati mostrano che il particolato fine è l’inquinante più dannoso, anche per concentrazioni sotto i limiti consentiti dall’attuale legislazione. E “suggeriscono quanto siano necessarie ulteriori politiche per ridurre l’inquinamento e, quindi, la morbosità e la mortalità in Europa. Una priorità urgente dovrebbe essere quella di avviarsi verso i valori indicati dalle linee guida della qualità dell’aria dell’Oms, che sono più restrittive”.

Il senegalese che aggredisce sei persone per “redimere tutte le anime”

carabinieri-tuttacronacaE’ stato necessario l’intervento di cinque pattuglie di carabinieri a Legnano, nel Varesotto, per arrestare un senegalese che questa mattina si era svegliato dicendo di “essere Dio”, e di dover “redimere tutte le anime”. L’uomo aveva picchiato selvaggiamente la donna italiana di 49 anni e la figlia di lei di 17 anni. L’intervento dei militari dell’arma è stato immediato ma quando hanno tentato di raggiungere l’appartamento al terzo piano dove vivono i tre sono stati aggrediti a calci e pugni dall’uomo che li attendeva sulle scale.  Il totale di feriti è di sei persone: la convivente che ha riportato ferite guaribili in 15 giorni, mentre sua figlia guarirà in 30 giorni. I due operatori del 118 sono a loro volta finiti in ospedale mentre i due carabinieri che per primi hanno affrontato il senegalese sono in osservazione. Ora l’uomo si trova nel carcere di Busto Arsizio con l’accusa di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Mistero a Varese, cadavere di una donna recuperato in un dirupo

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Tra giallo e mistero il cadavere che oggi è stato recuperato dai Vigili del fuoco e dalla polizia sul fondo di un dirupo del Campo dei fiori, a Varese. Il corpo, probabilmente di una donna di 30 anni non presentava segni di violenza si è quindi ipotizzato un incidente o un suicidio. L’allarme era stato dato da alcuni escursionisti che avevano notato il cadavere nel crepaccio. 

 

Non pagano il contributo alla parrocchia: ragazzini esclusi dal corso per la Cresima

cresima-parroco-tuttacronacaE’ il giornale La Prealpina a riportare il racconto di una delle madri dei ragazzini fatti uscire dall’aula durante il corso per la preparazione alla Cresima perchè i genitori non avevano pagato il contributo economico per il Catechismo. E’ accaduto a Rescaldina, paese della provincia di Varese, dove Don Enrico ha escluso dei bambini dall’ora di lezione. Il parroco ha preferito non commentare la vicenda. I genitori hanno reagito con durezza, minacciando anche di rivolgersi alla curia. Il Sindaco, che ha tentato la mediazione, ha spiegato che “i problemi economici sono ormai un’emergenza quotidiana” e ha promesso di chiedere a Don Enrico di rivedere la sua decisione. Quello che non è ancora chiaro è se i genitori dei ragazzini esclusi dal Catechismo non abbiano pagato il contributo alla parrocchia perchè impossibilitati o se, piuttosto, se ne siano dimenticati.

Medici accusano malore durante operazione, salva la paziente

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Nell’ospedale Del Ponte a Varese alcuni medici si sono sentiti male durante un intervento di ginecologia. L’operazione è stata comunque portata a termine senza conseguenze per la paziente e come ha reso noto l’ospedale ciò è stato possibile ” grazie al fatto che nelle sale operatorie viene effettuato un ricambio di aria ogni dieci minuti” aggiungendo che “si può escludere che l’accaduto abbia connessione con i lavori di ristrutturazione in corso, che si concentrano su altre aree del presidio”. Dopo l’operazione i medici sono stati visitati al pronto soccorso. L’equipe medica, medici e infermieri, è stata poi sottoposta ad accertamenti. Tutti sono stati dimessi nel giro di poco.

Ancora allerta frutti di bosco, Ministero consiglia di cuocerli 2 minuti

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Continua l’allerta per l’epidemia di epatite A causata dall’ingestione di frutti di bosco surgelati contaminati. Come riporta il Fatto Alimentare “Negli ultimi cinque mesi il virus ha colpito oltre 400 persone e il picco non sembra diminuire”. Le regioni più colpite sarebbero quelle del Centro-Nord, dove il consumo di frutti di bosco surgelati è più elevato. La task force costituita dal Ministero della salute non ha individuato la causa, la situazione, sempre come rivela il Fatto Alimentare, è complessa:

Ci sono difficoltà logistiche (la documentazione richiesta ad alcuni paesi come la Polonia per definire la rintracciabilità della materia prima è arrivata solo dopo 45 giorni)  ma in questo periodo la comunicazione è stata carente. C’è di più le analisi  fatte dagli istituti zooprofilattici del Piemonte e della Lombardia sono state centinaia ma nonostante ciò le aziende coinvolte contestano i risultati e dichiarano di non avere riscontrano alcun virus nei loro lotti. Dalle analisi effettuate a Torino dal procuratore Raffaele Guariniello nel mese di agosto emerge un altro dato preoccupante. Se prima le aziende erano tre di piccole medie dimensioni, adesso l’elenco si è arricchito con un lotto di frutti di bosco firmato dai supermercati Picard e da un secondo lotto firmato da Buitoni con un prodotto della linea  La Valle degli Orti. La sensazione è che la lista sia destinata ad allungarsi  e che il pericolo epatite A sia stato sottovalutato. Che fare? L’unica cosa  è non consumare confezioni di frutti di bosco surgelati crudi. Occorre assolutamente farli cuocere per almeno due minuti. Il virus dell’epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore.

Il ministero rivolge un appello anche a gelaterie, pasticcerie, artigiani e ristoratori che producono e vendono frullati, preparazioni di frutta o che usano frutti di bosco crudi senza di farli cuocere. L’autorità sanitaria parla anche di  “guarnizioni per dolci” un’espressione criptica che dovrebbe indicare i frutti di bosco crudi disposti sopra le torte di pasta frolla già cotte o sopra il gelato quando viene travasato nelle vaschette. Nessun problema invece per lo yogurt a perchè la frutta viene pastorizzata prima di essere utilizzata. Di fronte a questa situazione critica è a dir poco stucchevole la posizione delle catene di supermercati che non hanno mai pubblicato sui loro siti le fotografie dei lotti ritirati dal commercio. Anche il ministero non ha mai pubblicato le fotografie!  Gli unici supermercati che hanno informato i clienti sono stati: Auchan, Simply e Sogegross, mentre secondo le nostre fonti le insegne e i punti vendita coinvolti sono 35.

  

L’auto che resta incastrata in un sottopasso pedonale: manca la segnaletica

auto-incastrata-sottopasso-tuttacronacaE’ finito incastrato in un sottopasso pedonale di Saronno, in provincia di Varese, un 27enne che non conosceva la zona. Il giovane non ha visto divieti all’inizio della discesa che unisce via Filippo Reina e via Grieg ed è quindi proseguito per la sua strada… fino a quando non si è trovato di fronte a una rampa di scale. Faticosamente ha sceso anche i gradini, danneggiando la coppa dell’olio. Ha quindi proseguito finchè non si è visto costretto a fermarsi per la presenza di un muro nel punto in cui il sottopasso si biforca con una stretta rampa per le bici e una scalinata per i pedoni. Alcuni residenti hanno avvisato carabinieri e polizia locale. Sul luogo è giunto anche un carro attrezzi che però non ha potuto fa nulla: la Volkswagen Up è stata recuperata solo dopo un’ora di lavoro dei vigili del fuoco che hanno spinto l’auto in salita riuscendo a far percorrere alla vettura i gradini all’indietro. Come riporta Il Saronno, il giovane non è stato multato, data l’assenza di cartelli o segnaletica orizzontale che indicassero il divieto di scendere nel sottopassaggio.

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FERMATO! Il killer della gioielliera di Saronno ha confessato

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E’ Alex Maggio, disoccupato 32enne di Bollate, l’uomo che ha ucciso, all’interno del suo negozio, il 3 agosto, la gioielliera di Saronno, Maria Angela Granomelli. L’uomo avrebbe confessato l’omicidio e avrebbe dichiarato di aver avuto un raptus. Nei giorni scorsi era scoppiata anche la polemica e il comune di Saronno aveva negato l’autorizzazione al passaggio dei camion taglia: gli otto camion che comunicavano che per la cattura  dell’assassino della Granomelli era stata offerta una taglia da 50mila euro da parte di un imprenditore.

Offerta taglia per la cattura dell’assassino della gioielliera!

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Mirkoro, catena di negozi di compravendita di oro usato, ha offerto una taglia di 50mila euro “per la cattura dell’assassino” di Maria Angela Granomelli, uccisa lo scorso 3 agosto nella sua gioielleria a Saronno (Varese) da un uomo che l’ha colpita alla testa con un portagioie e ha infierito con calci e pugni per poi fuggire con monili di scarso valore. E’ una settimana che quattro camion con cartelli avvisano della taglia che pende sull’uomo mostrato dalle telecamere a circuito chiuso della gioielleria e diffuse dalla Procura di Busto Arsizio. Nei prossimi giorni si pensa anche che possano essere distribuiti anche volantini nella zona.

I titolari della catena, si legge in una nota, ”conoscevano personalmente la signora Maria Angela Granomelli e per questo motivo è stato deciso un gesto forte e significativo, al fine di aiutare e sostenere il lavoro degli inquirenti e delle forze dell’ordine”.

”Tale somma verrà erogata a colui o coloro che consegneranno alle forze dell’ordine l’individuo ritratto in fotografia – prosegue -, e nel caso in cui la cattura avverrà da parte delle forze dell’ordine tale somme verrà devoluta seguendo specifiche indicazioni da parte dell’arma”.

Cadavere nel bosco, è dell’uomo scomparso a Varese

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Il cadavere in avanzato stato di decomposizione di un uomo di 46 anni di Somma Lombardo (Varese) del quale era stata denunciata la scomparsa dieci giorni fa, è stato trovato nella mattinata di Ferragosto da un cacciatore che camminava tra i boschi di Mozzate e Locate Varesino, al confine tra le province di Como e Varese.

La zona è spesso frequentata da tossicodipendenti. L’uomo, identificato attraverso i documenti trovati accanto al cadavere, risultava scomparso da casa il 6 agosto scorso. La procura di Como ha aperto un fascicolo e ha disposto l’autopsia.

Uccisa a calci e pugni proprietaria di una gioielleria al centro di Saronno

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Aveva 62 anni, Mariangela Granomelli, trovata morta ieri nella sua gioielleria ‘Il dono di Tiffany’ nel centro di Saronno (Varese). Ad uccidere a calci e pugni la donna sarebbe stato un uomo che l’ha percossa ininterrottamente per 30 secondi prima di fuggire portando via con sé alcuni gioielli. L’uomo, che ha agito disarmato e a volto scoperto, è stato ripreso dalle telecamere di videosorveglianza installate all’interno del negozio in Corso Italia.

Vestito con pantaloncini corti a quadri e una t-shirt l’uomo, secondo quanto è emerso dalle riprese, attorno alle 16.20 di ieri è entrato nel negozio comportandosi all’apparenza come un normale cliente. La negoziante ha chiuso a chiave la porta d’ingresso, come avviene sempre per ragioni di sicurezza, e per circa 45 minuti l’uomo si è fatto mostrare collane e braccialetti con un atteggiamento definito dagli investigatori che hanno visionato i filmati «tranquillo e rilassato».

Attorno alle 17 all’improvviso l’uomo ha afferrato un astuccio rigido e ha colpito in testa la donna, che si era piegata, continuando poi a infierire con calci e pugni su tutto il corpo per una trentina di secondi «con una violenza incredibile».

La donna si è accasciata a terra e sarebbe morta poco dopo l’aggressione. L’uomo è rimasto nel negozio fino alle 17.30, si è impossessato di alcuni gioielli nascondendoli nell’astuccio, poi è uscito da un ingresso sul retro del negozio facendo perdere le tracce. Durante l’aggressione la porta d’ingresso è sempre rimasta chiusa a chiave e i numerosi passanti non si sono accorti di quello che stava accadendo. Il cadavere, in una pozza di sangue, è stato ritrovato dopo le 20 dai familiari della donna, che sono arrivati alla gioielleria preoccupati perché non riuscivano a contattare la negoziante al telefono dopo l’orario di chiusura.

Lite mortale: 23enne accoltella il padre

figlio-accoltella-padre-tuttacronacaUn 23enne originario dell’Angola accoltellato all’addome il padre al culmine di una lite scoppiata nella loro abitazione a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Dopo il fatto, è stato lui stesso a telefonare alla polizia, che è intervenuta nell’appartamento in via Pindemonte e lo ha arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Anche la sorella del giovane, una 21enne, era presente al momento dell’accoltellamento, ma non è riuscita a fermare il fratello. La convivente dell’angolano, una italiana, si trovava invece fuori casa. Tra la vittima, un operaio di 49 anni che risiedeva in Italia da 20 e i figli, arrivati dall’Angola quattro anni fa, stnado ai primi accertamenti si verificavano frequenti litigi. La lama del coltello, prelevato da un cassetto della cucina, con cui il ragazzo ha colpito il genitore una sola volta, probabilmente ha raggiunto il cuore: l’uomo è morto prima dell’intervento dei soccorritori. Il 23enne, che si trova nel carcere di Busto Arsizio, ha raccontato di sentirsi oppresso dal padre, che spesso rimproverava lui e la sorella per i loro comportamenti o, in passato, per le bocciature a scuola. Sul corpo dell’angolano verrà eseguita l’autopsia.

Allarme frutti di bosco surgelati si corre il rischio di epatite A

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Dopo il presunto allarme del botulino nel pesto, poi rientrato quando i controlli hanno dimostrato l’infondatezza dell’episodio, sembra che i guai per i supermercati in questa torrida estate 2013 non siano ancora finiti. Ora, come si legge su Il Fatto Alimentare, a finire sotto la lente d’osservazione sono i frutti di bosco surgelati acquistati al supermercato. Ogni giorno, stando a quanto scritto dal sito online, due persone vengono colpite dal virus dell’epatite A in seguito all’assunzione di frutti di bosco. L’epidemia sembrerebbe essere fuori controllo e molti consumatori hanno nel proprio freezer un prodotto che potrebbe danneggiare la salute senza neppure essere stati avvisati.  Nei primi sei mesi di quest’anno secondo Epicentro le  persone colpite da epatite A sono state 471, mentre l’anno scorso nello stesso periodo erano 123.  Si tratta di oltre 300 persone colpite dal virus dell’epatite A per avere mangiato frutti di bosco surgelati.

Il numero di persone che possono contrarre l’epatite A è destinato ad aumentare, lo scrive anche  il Ministero della salute oltre a esserci un documento redatto appositamente su questa epidemia  italiana dall’Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa). La notizia è stata rilanciata dai giornali  40 giorni fa ma  poi è caduta nel’oblio,  anche se i casi aumentano e nulla lascia pensare ad una fine.  È di questi giorni  la notizia riportata nel sito La  Provincia di Varese, di  due ragazzini colpiti da Epatite A in modo grave per avere mangiato cibo contaminato. Il giornale non parla di frutti di bosco,  ma il sospetto è lecito visto l’incremento esponenziale dei casi che si stanno registrando in questi mesi nella zona.

Come mai per il botulino nel pesto si è fatto molto clamore e per questa epidemia di epatite A non si è fatto nulla, si chiede il Fatto Alimentare?  E ancora perché il ministero non ha pubblicato le fotografie dei quattro prodotti ritirati?  Dobbiamo pensare che la macchina organizzativa dell’allerta si attiva solo quando si parla di  botulino? Per rendersi conto basta dire che non si riesce a trovare la fotografia della confezione di frutti di bosco Erica ritirata dal mercato!

 

“O bella ciao”, l’ultimo saluto a Laura Prati

laura-prati-funerali-tuttacronacaCerimonia laica e religiosa oggi a Cardano al Campo, dove la giornata è stata dichiarata lutto cittadino, per i funerali del sindaco Laura Prati. Tra i presenti, vari sindaci di altri paesi e città, soprattutto lombardi,  accompagnati dai rispettivi gonfaloni. Tra le autorità cittadine anche Costantino Iametti, il vicesindaco che il giorno della sparatoria era rimasto a sua volta ferito. Il 78enne ha affidato le sue parole alla presidente del Consiglio comunale, Elena Mazzucchelli: “Sono troppo emozionato e non riesco a parlare, ma ho scritto qualcosa per Laura”. Iametti ha chiesto che il suo “lavoro venga portato avanti da tutta la nazione”. E ai due giovani figli ha detto: “Quando guarderete al cielo la stella che brilla di più è la vostra mamma”.

Intervenuto anche il ministro Orlando, che a sua volta si è rivolto ai figli della donna: “Vostra mamma è caduta sul lavoro, perchè la politica è bella quando è un lavoro”. Il ministro dell’Ambiente ha parlato di una donna “che ha messo la sua vita a servizio dello Stato democratico”. Orlando ha portato il cordoglio del Governo ma anche quello personale del premier Enrico Letta. “Sbaglia chi vi dirà che i politici sono tutti uguali – ha detto – e che la politica non serve a nulla. Chi ve lo dice, vuole che tutto resti uguale”. In casi come questo, con un sindaco ucciso e pianto da tutta la sua comunità, ha aggiunto Orlando, “il cordoglio deve essere più forte” anche perchè dall’attuale “grave crisi usciamo solo stringendoci alle tante Laure” che ci sono in Italia.  Al termine della funzione laica, tutti si sono uniti per un ultimo saluto, intonando “O bella ciao”.

Morte cerebrale per il sindaco di Cardano al Campo, Laura Prati

laura-prati-mortecelebrale-tuttacronacaEra stata ferita a colpi di pistola il 2 luglio Laura Prati, primo cittadino di Cardano al Campo, in provincia di Varese. Ad aprire il fuoco un vigile sospeso dal servizio, che aveva ferito anche il vicesindaco. Ora il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Raffaele Cattaneo, a margine di una conferenza stampa ha reso noto che il sindaco sarebbe in stato di “morte cerebrale”. La donna era stata colpita da emorragia cerebrale qualche giorno dopo aver subito l’operazione, riuscita, per estrarre i proiettili dall’addome. Dimesso invece nei giorni scorsi il suo vice, Costantino Iametti.

Aggiornamento

I medici dell’ospedale di Circolo di Varese hanno confermato la morte di Laura Prati. In una nota si legge: “Si è concluso formalmente il periodo di osservazione ai fini dell’accertamento della morte della signora Laura Prati, che risulta deceduta alle ore 8.30 di questa mattina. Le sue condizioni, già estremamente gravi, sono peggiorate ulteriormente negli ultimi due giorni. I familiari, nel rispetto della volontà della signora Prati, hanno dato il consenso alla donazione degli organi e la salma è a disposizione dell’autorità giudiziaria”. L’ex sindaco di Cardano al Campo, Mario Aspesi, amico e collaboratore della Prati ha commentato: “Non riesco a credere che sia finita così, è assurdo che una persona possa morire solo per aver cercato di fare bene il proprio mestiere”. Ha quindi aggiunto: “Il marito è disperato, siamo tutti colpiti, anche perché è inspiegabile il rancore che Pegoraro covava verso una persona che aveva fatto solo il suo dovere”.

Operazione conclusa, il sindaco resta in prognosi riservata

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E’ durato sei ore l’intervento a cui è stata sottoposta, Laura Prati, il sindaco ferito a colpi di pistola martedì scorso, ma alla fine l’emorragia cerebrale è stata fermata. Ora il sindaco è stato trasferito nel reparto di neurochirurgia, dove sarebbe in coma farmacologico. Le condizioni restano gravi e i medici non hanno sciolto la prognosi.

Si aggravano le condizioni del sindaco ferito, operata a Varese la Prati.

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Nelle ultime oree si erano aggravate le condizioni di Laura Prati, il sindaco di Cardano al Campo, nel Varesotto, che martedì è stato ferito a colpi di pistola da un ex agente della polizia locale sospeso dal servizio. Era stato infatti riscontrato un aneurisma cerebrale e il primo cittadino era stato immediatamente trasferito a Varese per l’intervento di rimozione. Ora si sta procedendo all’operazione e le prossime ore saranno decisive per il sindaco di Cardano.

 

Sparatoria in Municipio: ferito gravemente il sindaco Laura Prati

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Sarebbe stato un ex vigile urbano di Cardano al Campo, in provincia di Varese, l’uomo che ha aperto il fuoco questa mattina nella sede del Comune. Il primo cittadino, Laura Prati, ha riportato gravi ferite all’addome ed è stato trasportato all’ospedale di Gallarate. Anche il vicesindaco del paese, Costantino Iametti, ha riportato alcune ferite dopo esser stato colpito di striscio durante la sparatoria. Sul luogo, oltre il 118 con un elisoccorso e un altro mezzo sanitario, sono intervenuti i carabinieri. Laura Prati, attualmente in sala operatoria, è stata colpita all’addome da Giuseppe Pecoraro, sospeso dal servizio per una truffa avvenuta nel 2004 e nel 2005 ad opera di alcuni dipendenti che timbravano il cartellino al posto di altri colleghi che non risultavano al lavoro. Quando è stato catturato avrebbe affermato, stando alla ricostruzione fornita dai testimoni: “Ho regolato i conti”. L’uomo non ha problemi psichici ma qualche anno fa aveva minacciato un collega durante una lite con una pistola di ordinanza. L’uomo, dopo aver sparato, aveva provato a darsi alla macchia ma, prima di fuggire su un’auto, è entrato nella sede della Cgil, facendo uscire tutti dall’edificio sotto la minaccia di una fucile a pompa. Solo in seguito sono riusciri a catturarlo.

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Il “benefattore seriale” che regala assegni a Busto Arsizio

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E’ un benefattore seriale ma non vuole pubblicità. Si aggira di notte per Busto Arsizio (Varese) e recapita assegni da 10mila o da 15mila euro, in cambio chiede solo di rimanere anonimo. Già l’anno scorso si erano verificate queste strane donazioni e ora l’evento si ripete con la stessa modalità. L’assegno contenuto in una busta senza mittente e consegnato a mano viene inserito nelle cassette per le lettere durante la notte. I primi a ricevere il “dono” sono stati i disabili della casa Brugnoli-Tosi dell’Anffas, lunedì hanno ricevuto infatti 15mila euro. Martedì invece il benefattore seriale si è recato all’associazione Bianca Garavaglia e anche qui ha inserito la busta nella cassetta delle lettere con all’interno l’assegno da 10mila euro. Qualche ora fa l’ultimo regalo all'”Annibale Tosi” di via Alba.

 

E’ arrivato Ade: 15mila bottigliette d’acqua distribuite a Roma

 

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Ade è arrivato portando un’innalzamento delle temperature che ha subito portato con sè l’allerta per il caldo nella Capitale, dove sono state prese misure di sicurezza per la salute di cittadini e turisti. La task-force di operatori e volontari della Protezione civile del Campidoglio oggi ha distribuito 15mila le bottigliette d’acqua per fronteggiare la prima ondata di calore della stagione, tra le 12 e le 15, con circa 100 operatori impegnati nei presidi allestiti presso i nodi metropolitani di Porta San Paolo, Lido Centro, Saxa Rubra, Ottaviano, Ponte Mammolo, così come si sono distribuite bottigliette anche ai visitatori in fila presso i musei Capitolini. Rafforzate anche le unità in servizio presso il centralino della Protezione civile di Porta Metronia, per rispondere alle chiamate dei cittadini e fornire consigli su come difendersi dal caldo. Se oggi alle 12, sempre a Roma, sono stati percepiti 33 gradi, domani la situazione dovrebbe leggermente migliorare, con una temperatura prevista, nella stessa ora, di 31 gradi.

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Bocciato a scuola per la seconda volta: 18enne si suicida

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Si è tolto la vita inalando del gas con una cannuccia collegata a una bombola, dopo essersi stretto un sacchetto di plastica intorno al collo per non far passare l’aria, un 18enne di origini romene residente in provincia di Varese, a Samarate. Il suo corpo, sul quale non è stata disposta l’autopsia, è stato ritrovato ieri nel sottotetto dell’abitazione dove viveva con i genitori, residenti in Italia da diversi anni. I carabinieri sono intervenuti sul luogo e, dopo gli accertamenti, hanno riconsegnato alla famiglia il cadavere del ragazzo che non avrebbe mai manifestato segni di disagio psichico o di problemi in famiglia, ad eccezione di alcuni brutti voti a scuola, un istituto tecnico, costatigli la seconda bocciatura e che potrebbero essere stati all’origine del gesto.

I bambini devono inchinarsi alla casta? L’associazione insorge!

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Il 22 giugno a Castiglione Olona, in provincia di Varese, sarebbe dovuto essere un giorno di festa per genitori e bambini: era infatti organizzata una manifestazione sul sagrato della chiesa della Collegiata. Peccato che Geronimo La Russa, figlio del politico Ignazio, abbia scelto la stessa data e la stessa location per convolare a nozze con Patrizia Silini. Alessandro Madron, presidente dell’associazione Genitori in Branda, ha spiegato che “Gli amministratori locali hanno deciso di inchinarsi alla casta e, senza che qualcuno abbia nemmeno dovuto chiederlo, hanno scelto di calare le braghe sfrattando una manifestazione fissata da mesi per fare spazio al matrimonio e ai suoi invitati di spicco, una scelta talmente scoordinata e fuori tempo da apparire surreale”. Per l’evento, patrocinato dalla Regione Lombardia e dalla Provincia di Varese, che si sarebbe dovuto tenere dalle 15 alle 19 nel centro storico del paese, erano previsti giochi e laboratori per bambini, ma alla cerimonia nuziale, che avrà luogo nello stesso arco temporale, sono state invitate più di 500 persone, tra cui anche Berlusconi. Le famiglie che avevano organizzato di trascorrere un pomeriggio godendosi il “Borgo dei balocchi” dovranno quindi lasciare spazio al “sì” del figlio di La Russa. “E’ doveroso sottolineare che nè la prefettura nè la questura di Varese hanno mai emesso ordinanze restrittive nei confronti della manifestazione che, a detta dello stesso Questore di Varese, non viene ritenuta incompatibile con lo svolgimento del matrimonio – ha proseguito Madron -. Qui non si vogliono pronunciare sentenze contro gli sposi perchè loro, ne siamo certi, non hanno mai chiesto di spostare o sospendere l’iniziativa – ha sottolineato -, quello che si contesta è il sistema che porta un’amministrazione comunale a scegliere di tutelare l’interesse privato di una coppia di sposi preferendolo a quello pubblico dei cittadini.”

Mussolini resta cittadino onorario a Varese, ma il clima al consiglio è bollente

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Luca Conte, del Pd, aveva presentato una mozione a Varese per togliere la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, onorificenza concessa al leader del Partito fascista nel 1924. I consiglieri Pd, sostenuti dall’Associazione nazionale dei partigiani d’Italia (Anpi), sono stati concordi nel sostenere la necessità del provvedimento, “considerato il negativo giudizio storico, morale e politico condiviso sulla figura di Mussolini”, ma tra le schiera di Pdl e Lega la situazione è apparsa, fin da subito, più complessa, con i due capigrippo che hanno deciso di lasciare libertà di voto e di coscienza. Ma non è bastato: il consiglio comunale è sfociato in urla e reciproche accusa e sono sovuti intervenire i vigili per evitare ulteriori degenerazioni: le forze dell’ordine hanno diviso il capogruppo leghista Giulio Moroni dal consigliere pidiellino Stefano Crespi appena prima che i due arrivassero al contatto fisico. Il sindaco Attilio Fontana, esponente del Carroccio, ha abbandonato l’aula, come pure Giovanni Chiodi (Pdl). E Matteo Giampaolo, un altro pidiellino, ha deciso di non votare. Al termine della seduta, comunque, il duce è rimasto cittadino onorario di Varese, con 16 voti a 11.

Si spoglia e inizia a correre nudo sulla provinciale!

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Un uomo nudo che corre in mezzo alla carreggiata. E’ acccaduto ieri nel tardo pomeriggio, attorno alle 18.30 (ma su questo le versioni sono discordanti, c’è chi riporta che il fatto sia avvenuto questa mattina), sulla provinciale di Besozzo, Varese. Un video mostra l’intera scena: un uomo scende dalla sua vettura, si spoglia lanciando le scarpe, supera il guardrail e, completamente nudo, inizia a correre in mezzo alla corsia, incurante delle auto. Nel video si sente pronunciare la frase: “chiama i carabinieri”, sollecitata dalla preoccupazione per l’incolumità della persona che si è gettata nel traffico. Sembra si tratti di un giovane sui 30 anni che soffre di disturbi psichici. Fermato e salvato in tempo dai carabinieri.

Si chiuderanno le sezioni del Pd?

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La situazione è seria e il dramma è nell’aria. A a Castiglione Olona, provincia di Varese, ci si interroga su questo: “Ha ancora senso tenere aperto il circolo?” Il partito non dà le risposte che la base chiede e i tesserati disertano le riunioni. Quindi cosa fare? “O il partito riesce a dare un segnale forte di cambiamento oppure la nostra non sarà l’unica sezione a chiudere i battenti”. Questo è l’inno che si è sollevato anche perché ora il Pd è lì a guidare il paese insieme al Pdl con scelte che appaiono compromessi per salvare solo alcuni politici e non per essere utili al Paese. Questo è uno dei nodi che la base non perdona insieme a spaccature e ad autoreferenzialismo che è sempre più teso a puntare il dito nelle polemiche piuttosto che nelle soluzioni.

“Perché tenere una sede aperta – si domanda il segretario cittadino Ugo Azzolin – quando i suoi iscritti non la frequentano? Dov’è il luogo della politica, solo tra facebook e un tweet oppure crediamo che guardarsi in faccia, confrontarsi, ascoltarsi e discutere sia ancora un valore per noi? L’alternativa è chiudere un luogo che altrimenti rappresenta una inutile fonte di spesa”

Finirà così?

L’agghiacciante racconto dell’uomo che ha visto cadere i bimbi sul terrazzo

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“Ho visto questa bambina che non dava segni di vita a terra. Dopo ho sentito dei lamenti, così l’ho spostata con molta cautela e la bambina ha iniziato a muovere le braccia. Mentre prestavo soccorso alla bambina, ho sentito un tonfo e sul tavolo è caduto anche il bambino. Inizialmente anche lui non dava segni di vita, poi ha iniziato a lamentarsi e così l’ho tirato dentro senza muovergli al colonna vertebrale”.

Così racconta l’uomo intervistato dal Tg.com la sua esperienza quando  Silvia Brusciani, di 44 anni, ha lasciato cadere nel vuoto i suoi due figli di 3 e 6 anni. Un dramma della crisi anche questo perché avviene in uno Stato incapace di dare la giusta assistenza alle persone che soffrono di problemi psichici. Uno Stato incapace di controllare periodicamente le persone che sono sotto trattamento psichiatrico che spesso vengono abbandonati alle famiglie, che si trovano sole a dover affrontare un dramma che a volte ha risvolti imprevedibili. Una carnefice che diventa vittima e degli innocenti che pagano sulla loro pelle l’assenza di uno Stato che non ha saputo proteggerli.

La strage degli innocenti vittime della crisi economica?

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Una donna che getta i suoi bambini di sei e tre anni dalla finestra e che davanti alla polizia confessa:  “Non ce la facevo più”. Questa è l’Italia del nord, siamo a Busto Arsizio, una località non molto lontana da Varese, dove nell’immaginario collettivo c’è il Grande e Potente Nord, fatto di aziende e di grandi prospettive… ma proprio la crisi qui ha falcidiato la popolazione, l’ha resa fragile, depressa, incapace di affrontare la quotidianità con una speranza di un futuro diverso. Così avvengono le stragi degli innocenti vittime della crisi economica, così si uccide l’anima e il futuro del popolo italiano. Il governo pensa all’Imu, a una rata che per il momento è solo rinviata… poi si penserà a redistribuirla. Ed è questa incertezza costante che spezza i nervi di chi non riesce ad arrivare invece alla fine del mese… quel poi si vedrà che ormai è letto solo come una minaccia e non più come una speranza. Oggi sono due bambini a essere stati gettati nel vuoto… condannati dal gesto folle della madre incapace di regalare una serenità a cui hanno diritto tutti i figli. Un volo di circa 7 metri e poi “l’atterraggio”, lo schianto sul terrazzo del primo piano del condominio situato al civico 7 di viale Boccaccio.  Un dramma che non è più di una sola famiglia, ma di un popolo intero che sta gridando aiuto e resta inascoltato. Poi si parlerà di follia individuale, di stress personale, di malattia psicologica di una madre… in realtà dobbiamo interrogarci sul clima che si vive in questo che non è più un Paese, ma una guerra costante tra tasse, casa, disoccupazione, pensioni, scuola… il sistema collassa e insieme a lui la nuova generazione, vittima innocente di decisioni politiche ed economiche aberranti.

Sedava i pazienti e li stuprava!

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Sedava i pazienti che si affidavano alle sue cure, negli studi di Belluno e Varese, e sarebbero almeno 150 le persone che avrebbero subito violenza sessuale dal falso fisioterapista e medico sportivo Roberto Benatti. Per l’impostore il pm di Busto Arsizio, Raffaella Zappatini, ha chiesto una condanna a 14 anni di carcere.
Le accuse a carico di Benatti sono molteplici: violenza sessuale, esercizio abusivo della professione medica e detenzione di stupefacenti. Questi ultimi erano somministrati ai pazienti spacciandoli per medicinali da integrare alla terapia.
La prima denuncia a carico di Benatti risale al 2007, quando uno dei pazienti si accorse che il falso medico lo stava violentando nonostante fosse stato narcotizzato. Dopo quell’episodio il massaggiatore è stato arrestato dai carabinieri, che analizzando il suo computer hanno anche trovato un archivio con le foto delle vittime.
A oggi ci sono circa 20 parti civili che hanno chiesto risarcimenti a partire dai 70 ai 200mila euro ciascuno.
Il 24 aprile, data della prossima udienza, in aula ci sarà solo l’avvocato di Benatti, poiché una volta fuori dal carcere il pornoterapista è scappato a Santo Domingo.

Si costituisce! Uno degli “zingari” del calcioscommesse: Admir Sulic

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E’ atteso per domani l’arrivo a Cremona di Admir Sulic, sloveno, che ha deciso di costituirsi dopo l’ordine di arresto nel dicembre del 2011 nell’inchiesta cremonese sul calcioscommesse. Sulic e’ accusato di fare parte del gruppo degli scommettitori cosiddetti ‘zingari’ e, a quanto si e’ saputo, arrivera’ all’aeroporto di Malpensa (Varese) proveniente da Singapore. Sul Paese asiatico, tra le altre cose, era incentrato l’intero sistema delle scommesse illegali.

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