Paola Vairoletti: la notte “agghiacciante” e il diario con le pagine strappate

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La sera del 2 dicembre 2004 la 18enne Paola Vairoletti scomparve. Dopo alcuni giorni si tolse la vita gettandosi dalla torre dell’acquedotto municipale di Savigliano, in provincia di Cuneo. La ragazza era una studentessa del liceo Soleri, tra i suoi professori il professor Giordano. Un testimone, al riguardo, racconta: “Il professor Giordano mi ha detto di aver saputo che sul suicidio di Paola Vairoletti c’era un patto del silenzio”. Tutto era iniziato nel maggio del 2012, quando una donna, in compagnia di una psicologa, presenta un esposto in Procura: “Mio figlio frequenta la IV B del liceo Soleri. Si comporta in maniera assurda. Non mangia, non dorme, cerca di non fare pipì, disegna croci rovesciate. Fa temi sulla necrofilia, dice di essere satanista. Abbiamo saputo che già un’altra allieva, morta suicida nel 2004, aveva confidato al professor Giordano di essere seguace di Satana.” I carabinieri iniziano le indagini: seguono il filone esoterico ma finiscono con lo scoprire che Valter Giordano ha due relazioni quasi parallele con due allieve. E ora la questione del “patto del silenzio”. A questo punto carabinieri e Procura di Saluzzo sono concordi: bisogna ripartire dalla morte di Paola. E vengono alla luce due elementi inediti: il mistero del suo diario e una notte “agghiacciante” che avrebbe trascorso circa quattro settimane prima di compiere il gesto estremo. E si torna alla tesi del satanismo. Paola scomparve il 2 dicembre. La mattina di quello stesso giorno, la ragazza, quando esce di casa per recarsi al Soleri di Saluzzo fa una cosa che si stacca dalle sue abitudini: porta con sè il suo diario personale. Lo stesso diario che ha sempre tenuto a casa chiuso in un cassetto. L’intenzione è di lasciarlo sul parabrezza del suo ragazzo, che lo troverà una volta uscito dal lavoro. Stando alle notazioni degli investigatori stilate nel 2004, quindici minuti dopo il ragazzo sale in auto ma del diario non c’è traccia. Almeno così viene messo a verbale pochi giorni dopo il 7 dicembre, data in cui viene trovato il corpo senza vita della 18enne. Lo stesso diario ricompare qualche giorno dopo la sua sparizione, davanti al portone dell’abitazione del ragazzo. Gli inquirenti ora si chiedono: chi l’ha lasciato e perchè? E soprattutto: chi ne ha strappate delle pagine? L’ipotesi dell’accusa, ora, pensa si tratti del professor Giordano che si era tenuto il diario in casa per molto tempo. Ma nella ricostruzione del 2004 le pagine già mancavano quando il ragazzo di Paola trova il diario, che poi passa ai carabinieri di Savigliano che a loro volta lo riconsegnano alla famiglia della ragazza. A questo punto il professore, con insistenza, chiede loro di poterne disporre. Lo ottiene e lo trattiene per diversi mesi. Ora sono ancora gli investigatori a trovarsi tra le mani il diario. E se a strappare le pagine del diario fosse stata la stessa persona che lasciò un biglietto sulla tomba della ragazza? Biglietto ritrovato dal prof e consegnato ai carabinieri. Cosa c’è scritto in quell’appunto? L’altra domanda è: cosa c’era scritto sulle pagine strappate? Si pensa potesse esserci il resoconto di una “notte agghiacciante” trascorsa da Paola quattro settimane prima della sua scomparsa, a novembre. Si conosce solo come terminò. La 18enne avrebbe dovuto trascorrerla con degli amici, s’ignora di chi si trattasse, in un pub nei dintorni di Savigliano. Quello che è noto è che Paola venne ritrovata da alcuni amici, suoi conoscenti di ritorno da una festa, abbandonata e fuori di sè, ubriaca, che vagava nella notte. I ragazzi la riportano a casa, ma da allora non sarà più la stessa. Quella sera non era semplicemente ubriaca: dava l’impressione di aver visto qualcosa di agghiacciante. Non si sa cos’abbia visto o vissuto, ma ogni sorriso e speranza lascia la sua vita per sempre. Quello che è noto è che la sera del 2 dicembre, dopo quattro settimane trascorse rinchiusa in se stessa, ha un appuntamento con i gruppi parrocchiali a cui si reca con la madre. Giunte alla chiesa, scoprono che la riunione è saltata e la madre la riaccompagna a casa, prima di recarsi a un appuntamento. Paola resta nell’abitazione con il padre, che va a dormire alle 22.30. Lei si chiude in camera, sfoglia un libro di filosofia e, attorno alle 23, esce. Un’ora dopo, la madre darà l’allarme. Il cellulare della giovane resta acceso per qualche ora. Dopodichè risulterà spento. Il telefono era stato sequestrato dai carabinieri e analizzato prima di essere riconsegnato alla famiglia ripulito. Ma qui, spiega Il Fatto, il dato decisivo per risolvere buona parte del mistero è l’analisi dei tabulati di quel telefonino: basterebbero a ricostruire i movimenti di Paola dal 2 al 6 dicembre 2004. Dove andò? Un dato di primissimo piano su cui gli investigatori mantengono il riserbo. Anche perché l’autopsia sul corpo della ragazza dimostrò che nelle ultime ore aveva mangiato: dove e con chi? Quello che è certo è che, per il materiale reperito, si ritiene che Paola fosse legata ad ambienti satanici.

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