Tra una festa e l’altra… i nostri 7 giorni!

7giorni-tuttacronacaTra una festa e l’altra, sono trascorsi questi 7 giorni con una notizia che davvero ci ha lasciato sconcertati. Una donna italiana di 38 anni, Silvia Guerra è stata infatti espulsa dal Belgio in quanto, dopo la svolta del premier Elio Di Rupo, socialista di origini italiane, possono essere espulsi anche i cittadini europei se non hanno un reddito sufficiente. Così la donna, insieme al figlio di 8 anni hanno ricevuto l’espulsione. Davvero non è stato un bel regalo di Natale! E pensare che in Europa si era lottato per la libera circolazione delle merci e delle persone… dove è andata a finire quella filosofia e quell’ideale di libertà? Sepolto sotto la crisi e annegato dentro un conto ragionieristico del bilancio? Valgono in base al reddito? Possono essere espulsi come un qualsiasi straniero? Se i conti non tornano, le persone sono solo numeri? Forse, la nuova filosofia è proprio una matematica spietata che non guarda in faccia nessuno e che vuole solo affermare se stessa… Basti pensare ai nuovi criteri per andare in pensione! E in quest’Italia che si avvia a verso il 2014 oltre che la “teoria dei numeri” sembra sempre più dilagare anche la violenza, quella ferocia a esempio con la quale è stato aggredito Umberto Toia, uno dei capi storici degli ultrà della Juventus, che ora versa in gravi condizioni in ospedale. Nessuna buona notizia neppure in ambito ambientale, sembra proprio che il nostro Paese sia attanagliato dai rifiuti tossici, è bastato avviare i lavori per la Tav per scoprire che sotto la A4, nei pressi di Brescia, ci sono concentrazioni di cromo fuori dai limiti consentiti.

7giorniIntanto la Kyenge per Natale va a servire alla mensa dei poveri e scoppia la polemica su un presunto orologio da oltre 20mila euro, salvo poi arrivare puntuale la smentita. Ma se il ministro dell’integrazione è finito al centro della bufera mediatica, Silvio Berlusconi è invece finito in un panino. Intanto, dall’altra parte dell’oceano, Miley Cyrus non se ne lascia sfuggire una e a Natale arriva l’elogio all’autoerotismo. Restando in tema di gossip non c’è da dimenticarsi del bomber Icardi che ormai è diventato il bomber di Instagram insieme alla sua Wanda Nara. Ma se c’è chi si diverte sotto le lenzuola, c’è anche chi, come Babbo Natale va in Ferrari. Ma tra tanti vip che si godono le feste, c’è anche chi deve fare i conti con il primo flop della sua vita… Bieber e il suo Believe che al botteghino non sfonda, ma invece affonda. Natale di ansia anche per i fan di  Schumacher che si è procurato un trauma cranico mentre sciava. Ma se per Schumi il Natale non è andato proprio nel modo in cui avrebbe desiderato passarlo c’è anche chi ha visto trasformarsi le feste in un vero e proprio incubo: in Argentina i piranha hanno terrorizzato la popolazione e provocato alcuni feriti. Feste agitate quindi, speriamo solo di lasciarci alle spalle questo 2013 e di iniziare il nuovo anno con un passo diverso, possibilmente più allegro, meno violento e con una speranza che guarda al futuro, lasciandosi alle spalle la paura e l’ansia di una crisi economica da dimenticare.

GOOD NIGHT, AND GOOD LUCK!

Il bianco(nero) Natale della Juve: focus sul mercato

natale-juve-tuttacronacaTempo di Natale, tempo di regali… anche per i tifosi bianconeri. A farli ci pensa Agnelli che blinda Conte, Pirlo e Pogba: “L’anno scorso abbiamo raggiunto 283 milioni di euro di fatturato, di cui 60 derivati dalla Champions – esordisce il presidente juventino ai microfoni di ‘Tuttosport’ –  L’obiettivo è quota 300 milioni al netto della Champions. Così si raggiunge l’autofinanziamento, senza rischio sportivo e con capacità di fuoco. Poi bisogna saper spendere. Ben venga la politica di Tevez e Llorente. Non è detto che se non costa non è buono. Bisogna ottimizzare gli investimenti. Oggi possiamo cominciare ad ipotizzare operazioni di taglio superiore, poi però deve valerne la pena”. Con un bilancio che gode di buona salute è permesso trattenere i gioielli della squadra: “A Pirlo ho detto che qui è di casa. Gli piace la Juventus e gli si addice. Con Marotta si sono dati appuntamento a febbraio-marzo per definire e restare con noi ancora un po’. Conte? Sono molto contento di lui e lui è contento di me e della Juventus. Non vedo la Juventus senza Conte. Pogba? A Londra parlavo di calcio italiano in generale, non solo della Juventus. Noi non abbiamo le risorse per andare oltre certe cifre. Ditemi: in Italia chi paga più di cinque o sei milioni di ingaggio? Io ho preferito citare uno dei miei piuttosto che uno degli altri, non mi sembrava carino. Il prolungamento ci può stare, non credo esistano problemi a questo giro di boa. Ma visto che Pogba è considerato il prossimo miglior centrocampista del mondo credo sarà difficile trattenerlo”. Per quel che riguarda il mercato invernale: “Il mercato si fa a giugno, quello di gennaio è il mercato di riparazione e non mi sembra ci sia nulla da riparare. Se Vucinic chiedesse di andar via? Chiedete a Marotta”.

Pausa natalizia per i bianconeri… con l’incognita Conte

antonio-conte_tuttacronacaCapitolo 2013 chiuso. I bianconeri hanno iniziato le meritate ferie natalizie dopo le sofferenze in Champions e i successi in campionato. E forse proprio il “tempo libero” permette di fare una riflessione. La Juve non riesce a “spaccare” in Europa. Ma è indubbio che sia la bestia nera delle avversarie italiane e sta veleggiando verso il terzo titolo nazionale consecutivo. Impresa che non centra da un’ottantina d’anni. Merito di chi dirige sapientemente la squadra e che, con questo obiettivo, potrebbe entrare nella storia. Ma… dopo? Vinto il terzo scudetto, cosa tratterrà l’allenatore che da sempre sogna l’Europa e si sta rendendo conto che è estremamente arduo conquistarla stando in Italia? Nel 2015 scadrà il contratto e al momento non si sta discutendo l’aggiornamento. Non bastasse, in Italia non sembra sentirsi a suo agio: è spesso nervoso, sovente offeso, si sente sempre al centro di attacchi e macchinazioni, perpetra il silenzio stampa, riscuote moltissima stima ma non altrettanta ammirazione e magari potrebbe anche inalberarsi se sapesse che, in un sondaggio realizzato dall’agenzia Italpress, tutti i suoi colleghi hanno vaticinato che la Juve vincerà lo scudetto. Ma resta anche che i numeri sono dalla sua parte:  da tre anni la Juve arriva alla pausa natalizia in testa alla classifica, ma se nel 2011 doveva condividere il primato con il Milan e la media-punti era di 2,12 a partita, nel 2012 (44 punti in 18 giornate) è salita a 2,44 e quest’anno ha toccato l’impressionante quota di 2,70. Fino ad ora, solo l’Inter e la Fiorentina sono riusciti a rallentare la folle corsa. Al momento l’unica squadra in grado di mantener viva la tensione è la Roma, che però è già stata distanziata di 5 punti e, nella peggiore delle ipotesi per quel che riguarda casa bianconera, se vincesse la sfida diretta che si giocherà al rientro dalla pausa natalizia, il 5 gennaio, resterebbe sempre alle spalle della squadra di Conte.

Le rapine ai danni dei giocatori del Napoli: opera degli ultrà

Valon-Behrami_tuttacronacaE’ Salvatore Russomagno, collaboratore di giustizia, a sostenere che ci sarebbe un gruppo di ultrà intenzionati a punire i calciatori del Napoli dietro le numerose rapine avvenute ai danni dei giocatori, colpevoli di non  aver preso parte alle manifestazioni organizzate dai tifosi. Le dichiarazioni di Russomagno sono state depositate al processo per la rapina subita un anno fa da Valon Behrami. Tanto i calciatori che i loro familiari sono state vittime di numerose rapine a Napoli. Tra le altre, due anni fa a Maria Soledad, la moglie di Edinson Cavani, si vide sottrarre un orologio Piaget da 18mila euro nel quartiere Fuorigrotta della città. Nello stesso anno, la coppia fu vittima di un furto in casa, nel litorale flegreo. Non è andata meglio alla moglie di Marek Hamsik, Martina, sorella di Gargano, ex Napoli ora al Parma, che fu rapinata dell’auto, una Bmw X6, a Varcaturo, nella zona flegrea. E ancora, a finire nel mirino dei malviventi anche Yanina Screpante, fidanzata dell’ex attaccante azzurro Ezequiel Lavezzi, ora in Francia in forza al PSG. Alla compagna del “Pocho” fu tolto il Rolex in via Petrarca. Nel mirino dei malviventi anche le mogli dei difensori Salvatore Aronica e Ignacio David Fideleff.

Nessun fallimento… più o meno! Conte e la conferenza stampa

Antonio-Conte_tuttacronacaVigilia della gara contro il Sassuolo e Antonio Conte si presenta alla tradizionale conferenza stampa, durante la quale non accetta che si parli di fallimento della Juve dopo l’eliminazione inattesa in Champions League. La sua risposta? L’ironia:

Fallimento? Fallimento di cosa? Che non abbiamo vinto la Champions? Se quello era l’obiettivo stagionale, allora è un fallimento. In effetti l’avevo messo come obiettivo principale la vittoria della Champions, avevo parlato di triplete…

Il ct bianconero ha comunque ammesso che “potevamo sicuramente fare un percorso più lungo” anche se ha ricordato che “abbiamo fatto un miracolo a tornare protagonisti in Italia dopo due settimi posti” e che “l’anno scorso siamo arrivati ai quarti in Champions, eliminati dal Bayern”. Parlando delle sei gare disputate in Europa quest’anno:

Quest’anno il cammino è stato all’inizio non buono e ci ha pregiudicato. Ma ci vuole tempo, chi pensa che le vittorie nascono dall’oggi al domani significa che non ha mai vinto in vita sua. C’è un percorso da seguire, fatto di lavoro, di cadute. Per me vedere una squadra italiana in finale di Champions da qui a tanti anni a venire sarà molto dura.

La fiducia non ha comunque abbandonato l’allenatore che crede nella capacità dei suoi uomini di voltare pagina anche perché “non è la prima volta che siamo caduti sul campo, quest’anno anzi abbiamo incassato due sconfitte di fila per la prima volta nella mia gestione”. Necessario però sarà lasciar perdere le “fesserie” tipo l’eventuale finale di Europa League a Torino e concentrarsi sul presente. Ma il presente è il Sassuolo e al solito non si è sbilanciato. Non ha mancato però di sottolineare che non saranno disponibili Vucinic, Pirlo e Marchisio. Difficile anche il rientro di Giovinco. Quello che è possibile, piuttosto, è che decida di spostare al centro Asamoah.

La Juve riparte dallo stadio amico… e dai bambini! I nuovi obiettivi

Bambini-Juventus-Stadium-tuttacronacaLa Juve ci riprova e, dopo la multa di 5mila euro per i cori ingiuriosi durante il match contro l’Udinese, riapre le porte a novemila bambini per la seconda puntata dell’iniziativa “Gioca con me…tifa con me”. In occasione della sfida con il Sassuolo, solo un  settore sarà a completa disposizione dei ragazzi delle scuole elementari e medie e delle scuole calcio, alcuni dei quali provenienti dall’Emilia. Al pensiero dello stadio amico, con un terreno di gioco perfetto, impossibile non tornare con la mente a quanto accaduto a Istanbul. Andrea Barzagli commenta: “Era impraticabile ed ora c’è grande amarezza e dispiacere per come è maturata questa esclusione. Però il calcio dà altre opportunità e noi dobbiamo pensare al futuro, a partire dal Sassuolo”. Fondamentale, ora, fissare i nuovi obiettivi stagionali. “La finale di Europa League è a Torino e aumenta il fascino. Ma l’obiettivo, comunque sia, sarebbe stato lo stesso e noi cercheremo di arrivare in fondo a tutte le competizioni”.

Piccoli tifosi… fanno prendere una multa da 5mila euro alla Juve

juventus_udinese_tuttacronacaLa Juventus riempie le curve di bambini… e i ragazzini le fanno guadagnare una multa da 5mila euro. Il club dovrà sborsare la cifra, come ha deciso il giudice sportivo, “per avere suoi (giovanissimi…) sostenitori rivolto ripetutamente ad un calciatore della squadra avversaria (Brkic dell’Udinese, ndr) un coro ingiurioso”.  Circa 12.500 bambini hanno riempito le curve dello Juventus Stadium squalificate per discriminazione territoriale nei confronti dei napoletani. Punite con multe dai 15.000 ai 2.000 euro anche Roma, Atalanta, Parma, Lazio, Cagliari, Verona e Inter. Uscito invece indenne il giocatore del Catania Spolli, che avrebbe rivolto un insulto razzista a Mario Balotelli (‘negro di m…’): il giudice sportivo non si è infatti pronunciato sul caso. Nessuna prova televisiva per il difensore, in quanto le immagini non chiariscono se Spolli abbia realmente pronunciato la frase che poteva costargli fino a 10 giornate di squalifica. Il labiale, infatti, non è leggibile.

Questo è il futuro degli ultras? I cori stonati dei bambini in curva

juventus-bimbi-curva-tuttacronacaJuventus Stadium riempito da bambini, per colmare il vuoto del settore chiuso per gli epiteti razzisti nei confronti dei rivali. E’ ammirevole l’iniziativa del club bianconero che, nell’ambito dell’iniziativa “Gioca con me… tifa con me” ha accolto circa 12.500 piccoli tifosi, tutti sotto i 13 anni. Per i 90 minuti del sofferto match tra Juventus e Udinese i piccoli non hanno mai smesso d’incitare i loro beniamini, iniziando ad applaudirli anche in fase di riscaldamento, come hanno fatto prima che Pogba sostituisse Pirlo, rimasto infortunato già al 5′. E se i ragazzini erano emozionati, lo stesso dicasi dei giocatori, almeno a sentir Angelo Ogbonna: “Per noi è un’emozione particolare, siamo consapevoli di dover noi per primi dare un messaggio a questi ragazzi. Spero che gli stadi possano riempirsi sempre più di bambini, e non soltanto di tifosi normali”. Tutto bene quindi. Peccato per quel “qualcosa” fuori luogo: prima del gol della vittoria, siglato da Llorente al 91′, ci son stati cori costantemente rivolti a Brkic, portiere dell’Udinese che non aveva nessuna intenzione di concedere una rete ai padroni di casa. Un “oooh… me**a!” veniva infatti intonato ogniqualvolta che il n. 1 serbo si apprestava al rinvio dal fondo. Certo, un coro che si sente in tutti gli stadi, ma in bocca a ragazzini di 13 anni appare come la classica nota stonata all’interno di una piacevole serata.

Il tifoso che, in campo, picchia il portiere della squadra avversaria

tifoso-picchia-portiere-tuttacronacaSi parla spesso della violenza negli stadi, ma certe volte non si può non meravigliarsi delle declinazioni che assume. In Gran Bretagna, durante un incontro di League One, un hooligan dello Swindon Town è entrato nell’area della porta e, mentre arbitro e giocatori erano distratti, ha picchiato il portiere del Leyont Orient, Jamie Jones. Appena ci si è reso conto di quanto stava accadendo tutti si sono mossi per bloccare l’ultrà, che è stato arrestato durante il match al County Ground.

Tra Salernitana e Nocerina vincono gli Ultras!

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Sono bastati 20 minuti e poi il derby Salernitana-Nocerina di Lega Pro, iniziata con 30 minuti di ritardo, a causa delle minacce subite dalla squadra ospite, è stato interrotto. La polemica era stata alimentata dopo che ai tifosi era stato vietato di accedere allo stadio per motivi di ordine pubblico.

Come riporta il Fatto Quotidiano, alla fine i tifosi l’hanno avuta vinta: dopo che l’allenatore della Nocerina ha effettuato tutte e tre le sostituzioni e che cinque calciatori hanno simulato infortuni, l’arbitro ha dovuto sospendere la partita per l’inferiorità numerica. Alla base delle minacce subite dai calciatori di Nocera, la contestazione nei confronti della decisione presa dal Comitato sicurezza del Viminale di far disputare la gara di Lega pro prima divisione girone B senza la tifoseria ospite, a causa dei pessimi rapporti con quella di casa.  La Salernitana ora dovrebbe ottenere la vittoria a tavolino per 3-0. Ma i circa tremila tifosi della Salernitana si sono infuriati, chiedendo la restituzione dei soldi spesi per il biglietto.

Un andamento di una gara davvero anomalo che ha lasciato davvero l’amaro in bocca: “Una brutta pagina di sport – ha commentato il questore De Jesu -. La società rossonera era intenzionata a disputare la partita mentre erano proprio i giocatori che si rifiutavano di scendere sul terreno di gioco. Nel frattempo, abbiamo acquisito filmati e testimonianze di quanto accaduto (le minacce alla squadra, ndr) e avvieremo le opportune indagini”.

“Sono qui solo per comunicare che tutti i dirigenti della Nocerina calcio sono dimissionari. E confermo il silenzio stampa di tutti i tesserati”. Così il direttore sportivo della NocerinaLuigi Pavarese, nella sala stampa dello stadio Arechi. Ad una domanda dei giornalisti sui cinque calciatori infortunati in 20 minuti, Pavarese ha risposto: “I ragazzi sono andati in campo senza effettuare alcun riscaldamento, da qui gli infortuni”.

 

Lotito e la norma sulle discriminazioni: “le società sono ostaggio degli ultras”

cori-stadio-tuttacronacaFanno discutere le norme che regolano la discriminazione razziale e territoriale, le stesse che faranno chiudere le porte dello stadio di San Siro in occasione della prossima partita in casa del Milan. Anche Il presidente della Lazio Claudio Lotito è intervenuto in merito: “Con questa norma le società sono ostaggio degli ultras che possono far chiudere lo stadio facendo 50 cori”. Parlando ai microfoni di Radio24, ha spiegato: “Se un settore di migliaia di persone assume un comportamento di un certo tipo è giusto che vada censurato”, aggiungendo: “Ma 20/30 persone non rappresentano la tifoseria: bisogna distinguere i tifosi-delinquenti dai delinquenti-tifosi. La forza del tifo – prosegue Lotito – non deve necessariamente diventare violenta e razzista. Ci sono anche ultras che si comportano in modo corretto. Purtroppo però ci sono persone che non vanno allo stadio per vedere la partita ma per compiere atti criminosi. Nelle curve, attraverso la tifoseria organizzata, si compiono atti di delinquenza. Esistono persone che vanno a vedere la partita, persone più educate e meno educate poi ci sono i delinquenti che fanno i tifosi”. Il presidente biancoceleste ha quindi sottolineato che la norma sulla discriminazione territoriale “così com’è stata impostata fa solo danni, è un boomerang”. E spiega: “Bisogna mettere in campo una serie di situazione volte a prevenire certi fenomeni. Come Lazio abbiamo un rapporto di collaborazione 24 ore su 24 con le forze dell’ordine, un’azione di prevenzione nelle scuole e negli ospedali, un sacco d’iniziative come la maglia ‘No Racism’, ma non è che posso mettere un poliziotto al fianco di ogni spettatore per registrarlo con un microfono: ‘Scusa cos’hai detto?’. Non possiamo vietare ai tifosi di proferire parola. Oggi le società non hanno i mezzi per prevenire il fenomeno – chiarisce Lotito – Bisogna che il presidente Platini capisca queste situazioni. Non è che Platini è diventato il Vangelo. Bisogna adattare le norme alle condizioni di habitat specifiche, agli usi e costumi dell’ambiente”.

Derby della Mole: accesso vietato per nove tifosi

derby-della-mole-tuttacronacaHanno recentemente preso parte a tafferugli e risse in occasione di manifestazioni sportive e per questo motivo a nove tifosi, tra bianconeri e granata, verrà vietato l’accesso al Derby della Mole valido per la settima giornata di campionato. A prendere la decisione il questore di Torino Antonino Cufalo, nell’ambito del dispositivo di sicurezza predisposto per evitare incidenti. Come già accaduto in occasione del precedente incontro tra le due squadre del capoluogo piemontese, è stato anche disposto di aprire un ufficio distaccato, allo stadio, per l’emissione dei Daspo durante la partita.

In manette Fabrizio Piscitelli, leader degli ultrà laziali

Fabrizio-Piscitelli-Diabolik-droga-tuttacronacaE’ “Diabolik” il soprannome del 47enne Fabrizio Piscitelli, storico leader degli ultrà della Lazio finito oggi in manette a Roma. L’arresto è stato effettuato dalla Guardia di Finanza. Piscitelli é ritenuto a capo di un’organizzazione di trafficanti di droga. Le Fiamme gialle hanno inoltre arrestato altre sei persone e sequestrato 500 chili di hashish, per un giro d’affari di cinque milioni di euro. Il traffico si svolgeva lungo l’asse Spagna-Italia.

Denuncia del Verona, on line le foto del pullman distrutto

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Denuncia dura quella della squadra veronese dopo l’incontro di ieri all’Olimpico di Roma. Le foto pubblicate su twitter non lasciano dubbi sul vandalico attacco operato dagli ultrà romanisti subito dopo la partita Roma-Hellas Verona vinta dalla squadra di casa con uno schiacciante 3 a 0. Il danneggiamento del pullman ha costretto così la  squadra di Mandorlini a rinviare il rientro a casa e a rimanere nella Capitale. Il Verona però ha pubblicato le foto.

Un atto violento, compiuto ”da qualche delinquente, il calcio non c’entra”: è il commento del tecnico Andrea Mandorlini, sui sassi lanciati ieri sera a Roma contro il pullman del Verona. ”Poteva davvero finire male – dice -. Soprattutto per il nostro autista”.

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Il campionato alla seconda prova: tutti i risultati

Campionato-di-calcio-tuttacronacaDopo i tre posticipi, due ieri (Chievo-Napoli terminato 2-4 e Juve-Lazio finito 4-1) e uno oggi (Roma-Verona, 3-0), questa sera alle 20.45 è stato il turno delle squadre di Serie A di affrontarsi per la seconda giornata di campionato.

Bologna-Sampdoria: Al Dall’Ara la Samp si è portata in vantaggio al 25′: destro dalla lunga distanza non irresistibile di Gabbiadini che Curci respinge goffamente, la sfera arriva Eder che da due passi insacca. Ci pensa Moscardelli ad annullare le distanze con un pareggio che arriva al 41′: tiro-cross di Diamanti da posizione angolata, Da Costa respinge in qualche modo, arriva il numero 10 che da distanza ravvicinata realizza: 1-1! In questo primo tempo meglio il Bologna, con la Samp che è stata fin troppo guardinga. Al 19′ della ripresa il Bologna passa in vantaggio grazie a un cross di Garics e splendida sforbiciata di Kone: 2-1! Al 26′ arriva il pareggio della Sampdoria grazie a una punizione di Gabbiadini molto angolata, imprendibile per Curci: 2-2! La Samp è pericolosa fino all’ultimo minuto ma, dopo 4′ di recupero, la partita termina in parità.

Catania-Inter: Sono i nerazzurri a passare in vantaggio al 20′ allo stadio Angelo Massimino in terra siciliana. Jonathan sulla destra punta e supera Monzon nell’uno contro uno, poi il brasiliano è lucido a vedere Palacio nell’area piccola che deve solo appoggiare di sinistro. 0-1! Al termine del primo tempo, la partita resta comunque aperta, viste le continue minacce dei padroni di casa alla porta di Handanovic. Il Catania si sforza ma all’11’ del secondo tempo l’Inter raddoppia: Palacio è abilissimo a crearsi spazio sulla destra e a crossare perfettamente per Nagatomo, che in tuffo di testa supera Andujar. 0-2! Al 36′ tris dell’Inter: progressione di Alvarez, che s’invola verso l’area e poi incrocia benissimo di sinistro. Il pallone fa sponda sul palo e finisce dentro: 0-3! Grande prova di forza dei nerazzurri, che raggiungono il gruppo di testa a punteggio pieno, su un campo ostico.

Atalanta-Torino: All’Atleti Azzurri d’Italia il primo tempo termina a reti inviolate, ma con la parita che resta aperta visto l’equilibrio che si è visto in campoi. I padroni di casa sono partiti forte arrivando a sfiorare in un paio di occasioni il goal. In seguito sono saliti i granata, creando azioni pericolose e cogliendo anche una traversa con Darmian. Bisogna aspettare il 12′ della ripresa perchè la situazione si sblocchi: su punizione dalla tre quarti battuta da Cigarini, una gran mischia a centro area favorisce Stendardo, che prontamente insacca. 1-0! Arriva al 36′ il raddoppio dell’Atalanta grazie a Lucchini: 2-0! Dopo tre minuti di recupero, termina l’incontro cun la vittoria della squadra di casa.

Genoa-Fiorentina: Inizia un po’ a rallentatore la Fiorentina ma non ci impiega molto a rompere il ghiaccio: al 10′ arriva la rete di Aquilani che riceve l’angolo di Borja Valero: la palla rimbalza sul limite dell’area piccola e il giocatore è tutto solo e libero di colpire di testa. Perin non può nulla, ma Lodi è colpevole di non aver coperto. 4 minuti e Rossi raddoppia calciando di prima intenzione da fuori area. Il tiro di pepito è angolato ma Perin pasticcia e deviando la palla nella propria porta. Al 40′ arriva il bellissimo gol di Mario Gomez che devia sottoporta da centravanti puro un ottimo cross di Pasqual. Il primo tempo termina 0-3. Alla ripresa, il Genoa prova ad accorciare le distanze: all’8′ grandissimo gol di Gilardino, che colpisce di destro incrociando sul palo lontano un lancio dalle retrovie di Matuzalem. La reazione dei viola è immadiata: con un’azione tutta di prima Valero, Aquilani Rossi si riporta sopra di tre reti. Al 15′, dopo che Gilardino è stato atterrato in area, Lodi realizza il rigore: 2-4! Al 48′ anche Gomez realizza un rigore: la partita termina 2-5!

Udinese-Parma: E’ la squadra di casa che, dopo 11 minuti di gioco, passa in vantaggio allo stadio Friuli. A siglare la rede Badu: il Ghanese sfrutta un rimpallo con Cassani su assist di Muriel, ma anche Di Natale e Muriel arrivano più volte alla conclusione. Nei primi 45′, il Parma è riuscito a creare un’unica azione pericolosa, quando Amauri ha colpito la traversa. Nella ripresa, al 27′, arriva il raddoppio dell’Udinese: punizione perfetta di Maicosuel che disegna sulla coscia del difensore francese la palla del 2-0! Cassano accorcia le distanze al 37′ e riporta il Parma in partita: cross dalla destra di Rosi che trova la testa del numero 99 liberissimo: 2-1! Al 44′ l’Udinese chiude definitivamente la partita grazie a un rigore realizzato da Muriel: 3-1 e secondo successo consecutivo per i bianconeri.

Milan-Cagliari: Un primo tempo quasi a senso unico con un Milan che deve cancellare l’esordio in campionato.  All’8′ Robinho raccoglie un cross basso di Balo e batte sul secondo palo dopo che Muntari e Montolivo non sono riusciti nelle deviazioni vincenti, e batte Agazzi. Il raddoppio a firma di Mexes arriva al 31′ che approfitta di una ribattuta di Agazzi e non ha difficoltà a depositare in rete a porta vuota. Il Cagliari accorcia le distanze con Sau 2 minuti dopo. L’attaccante cagliaritano dalla sinistra si accentra e fa partire un destro a giro che si infila sotto l’incrocio. Il primo tempo termina 2-1. Nella ripresa, al 18′, su cross dalla destra di Abate, pasticcio di Ariaudo che di testa serve il pallone sui piedi di Balotelli nell’area piccola: di potenza entra in rete: 3-1! Termina la partita con un Cagliari che tenta improbabili lanci dalla distanza: nulla di fatto e il risultato resta invariato.

Sassuolo-Livorno: Bisogna attendere il 43′ allo stadio Città del Tricolore perchè arrivi un primo gol: splendida punizione di Greco che infila la prima rete in serie A. Il Sassuolo non è stato molto pungente. La partita cambia faccia nel secondo tempo: il Sassuolo pareggia meritatamente al 21′: cross di Laribi dalla destra, colpo di testa di Zaza, che infila Bardi nell’angolino basso alla sua destra! E’ 1-1! Solo tre minuti e il Livorno torna in vantaggio con Emeghara. Al 29′ Paulinho porta la squadra sul 3-1: l’attaccante vince un contrasto sulla fascia, si accentra ed infila Rosati con un perfetto sinistro. Al 40′ Emeghara realizza un rigore spiazzando Rosati dal dischetto: palla a sinistra, portiere a destra. Doppietta per il giocatore e partita che termina 4-1 per il Livorno!

Scontri all’Olimpico, dopo la partita feriti tre agenti

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Momenti di caos allo stadio Olimpico. Nel corso della partita Roma – Verona settanta ultrà giallorossi hanno tentato di aggredire i supporter della squadra avversaria. I romanisti, tutti incappucciati, hanno lanciato petardi, sassi e bottiglie proprio in direzione della curva nord, dove si trovavano i loro rivali.

Entrambe le tifoserie hanno poi tentato di scavalcare i cancelli della zona ma a impedirlo è stato il pronto intervento delle forse dell’ordine. Nell’azione sono rimasti feriti tre agenti del commissariato Prati che erano in servizio. Due tifosi, uno romanista e l’altro del Verona sono stati fermati.

Il Lecce manca la promozione: i tifosi reagiscono con violenza

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Il ritorno della finale play off di Lega Pro tra Lecce e Carpi è terminata in un pareggio, 1-1, e questo per la squadra di casa ha un unico significato: niente promozione in B. Alcune centinaia di tifosi però non l’hanno presa bene: al termine dell’incontro hanno invaso il campo nel tentativo di raggiungere gli spogliatoi. Nella loro marcia punitiva, hanno picchiato con calci e pugni gli steward che erano davanti alla scaletta e rotto un vetro. Nella baraonda, i calciatori di entrambe le formazioni sono riusciti a mettersi in salvo. Gli scontri sono quindi continuati all’esterno dello stadio: al momento il bilancio è di un fuoristrada della polizia incendiato, diverse bombe carta lanciate e due poliziotti contusi.

Tragico ritorno dai play off: fuori strada pullman di tifosi bresciani. Un morto

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E’ uscito di strada nella notte, nei pressi del casello di Bagnolo Mella nel Bresciano, un pullman che trasportava una cinquantina di tifosi del Brescia di ritorno dall’incontro di play off per la promozione in serie A, disputatosi a Livorno e faceva parte de una colonna di sei autobus. Secondo le prime informazioni riferite da 118 e polizia stradale l’incidente si è verificato intorno alle 4 tra le uscite di Manerbio e Brescia Sud in direzione di Brescia, quando il veicolo ha sfondato le barriere di protezione e si è ribaltato su un fianco. A seguito dell’incidente è morto un ragazzo, Andrea T., 22enne di Lumezzane (Brescia) mentre le ambulanze hanno trasportato negli ospedali una ventina di feriti, tra i quali due in condizioni molto gravi, in codice rosso, e altri sette in codice giallo. Ancora incerte le cause dell’incidente, che si pensa possano essere riconducibili a un colpo di sonno del conducente anche se al momento non sono escluse le ipotesi di un malore o anche di un guasto del mezzo.

Roma-Lazio: derby caldo ancora prima di scendere in campo. S.T.: 1-1

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Si torna in campo con le stesse formazioni anche se De Rossi è zoppicante da tempo e Destro continua il suo riscaldamento. Al 3′ Lulic crossa per Marquinhos che tocca di braccio: rigore per la Lazio. Hernanes calcia fuori. Quattro minuti dopo, Lulic entra in ritardo su Torosidis e si prende il cartellino giallo. Diffidato, sarà squalificato. All’8′, Andreazzoli sostituisce De Rossi con Destro: il numero 16 giallorosso lamentava dolori dal 20′ del primo tempo. La squadra diventa subito più offensiva e si guadagna un rigore all’11’ con Pjanic che entra in area dalla destra e cade sul contatto con Hernanes. Totti realizza. 1-1. Mazzoleni sfila il cartellino giallo per Lamela e per Cana e Petkovic fa entrare Kozak al posto di Klose, che non ha i novanta minuti nelle gambe. Dopo il pareggio, la Roma trova una nuova carica e sfiora il raddoppio: destro violento di Totti su punizione da 31 metri, Marchetti respinge, Florenzi recupera e calcia a botta sicura, il portiere para ma il 48 riprende palla: la sfera vola sopra la traversa. I biancocelesti rispondono ed entrambe le squadre sembrano in grado di colpire. Al 24′ seconda ammonizione per Biava: Lazio in 10 con Petkovic che corre ai ripari inserendo Ciani al posto di Ledesma: 4-4-1. Anche Andreazzoli effettua una sostituzione: Dodò prende il posto di Florenzi. Candreva batte un calcio d’angolo che non crea preoccupazioni per la difesa romana mentre al 34′ Lamela, solo davanti la porta, colpisce di testa sopra la traversa: ottima occasione sprecata per la squadra che continua a cercare il colpo per chiudere l’incontro. Miracolo di Marchetti al ’42 su punizione calciata da Totti: vede il pallone all’ultimo momento sbucare dalla barriera, si butta e ferma a terra. Allo scadere del tempo regolamentare, Radu, che si è fatto male in uno scontro di gioco, cede il posto a Stankevicius. Castan viene ammonito mentre la Lazio guadagna l’ultima possibilità: corner di Candreva, palla ribattuta, arriva Lulic che però commette fallo. Mazzoleni fischia tre volte. Termina 1-1 una partita che si è effettivamente animata solo nel secondo tempo. Finisce qui la 31/a giornata di campionato, nella prossima, la Lazio ospiterà la capolista Juventus mentre la Roma raggiungerà Torino per vedersela con i granata.

Roma-Lazio: derby caldo ancora prima di scendere in campo. P.T.: 0-1

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Circa 55mila spettatori all’Olimpico: non c’è il tutto esaurito ma il clima più che caldo è bollente. La tensione si è già fatta sentire ore prima del calcio d’inizio con i primi scontri a Ponte Milvio e due tifosi giallorossi che hanno riportato ferite da taglio mentre un laziale è stato accoltellato ad una coscia. Sembra ci sia anche un quarto ferito. Questi ultimi due sono stati soccorsi dal 118 e trasportati in codice giallo al Policlinico Gemelli e all’ospedale Santo Spirito. Gli scontri più accesi hanno avuto luogo nella zona del bar River, dove è stato fatto esplodere un petardo. Una persona è stata fermata e i blindati hanno bloccato gli accessi al Ponte Milvio, mentre alcune centinaia di tifosi si son diretti allo stadio. Ad un’ora dall’incontro, nuovo lancio di sassi e bottiglie di vetro da parte di supporter giallorossi nei pressi dell’Obelisco a cui le forze dell’ordine hanno risposto con lacrimogeni e nuove cariche. Polizia e carabinieri sono stati attaccati con fumogeni e petardi anche vicino all’entrata della curva Sud dove un’aiuola ha preso fuoco, nonostante l’area fosse già in assetto antiguerriglia. Ovviamente non si sono fatte attendere le proteste dei residenti ed il panico è diffuso anche nel quartiere Flaminio, oltre il Tevere, con molti negozianti che hanno anticipato l’orario di chiusura. Rapido l’intervento del sindaco Alemanno: “Siamo molto preoccupati. Rivolgo ancora una volta un appello alle due tifoserie: cerchiamo di fare un derby tranquillo. Mi raccomando alle forze dell’ordine, ma soprattutto al senso di responsabilità di tutti i tifosi”.

Le squadre scendono in campo con qualche minuto di ritardo. Andreazzoli propone la difesa a quattro con Torosidis, Marquinho, Marquinhos e Castan, Stekelenburg tra i pali; a centrocampo De Rossi in regia con Bradley e Florenzi; in attacco Totti e Lamela, supportati alle spalle da Pjanic. Per la Lazio, Klose sarà l’unica punta, alle sue spalle Candreva, Onazi, Hernanes e Lulic. A completare la formazione, Marchetti in porta, in difesa Gonzalez, Biava, Cana e Radu e Ledesma in regia.

La Roma parte fortissimo con un inserimento sulla sinistra di Marquinho che tocca al centro per Totti, cross sul secondo palo e colpo di testa di Lamela: Marchetti para facile e i giallorossi beneficiano subito di un angolo. Entrambe le squadre cercano la strada del gol ma senza tropp convinzione mentre, al 10′, l’arbitro riprende verbalmente Hernanes per un brutto pestone sul piede di Marquinho. La Lazio inizia a pressare con Candreva che prova il tiro da posizione angolata: Stekelenburg devia in calcio d’angolo. Dopo un’azione senza esito, la Lazio sblocca il punteggio. Calcio d’angolo per la Roma, gli avversari recuperano palla partendo in contropiede: il pallone arriva ad Hernanes che finta il tiro con il destro, si porta la sfera sul sinistro e da fermo fa partire un siluro dai 25 metri. 0-1. Dopo due minuti, Hernanes sfiora il raddoppio ma De Rossi, calcia in angolo. Tre rapide azioni della Lazio sfiorano il gol con Candreva, Lulic e Cana mentre la Roma sta subendo il colpo dopo essere entrata in difficoltà per il gol subito. Totti cerca ad infrangere la difesa su calcio di punizione ma i biancocelesti allontanano. A due terzi del primo tempo, Andreazzoli inizia a pensare a delle modifiche: Destro inizia a scaldarsi. La Roma inizia a sbloccarsi, complici anche i tentativi di Totti e Lamela, ma continua a far fatica nel reggere i ritmi laziali mentre Pjanic si gioca un corner con un destro da fuori. Al terzo minuto di recupero, gran giocata di Florenzi: va via a Gonzalez e tocca al centro per Totti che calcia da 25 metri: respinta di Marchetti con i pugni. Si va negli spogliatoi con un ammonito in ogni formazione (Radu e De Rossi).

Il clima caldo del derby romano: scontri tra tifosi!

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Il fischio d’inizio del derby romano infiammerà gli animi all’Olimpico alle 20.45, ma l’aria all’esterno è già surriscaldata ed hanno avuto inizio i primi incidenti. Il bilancio provvisorio è di tre accoltellati tra le fila  giallorosse, uno dei quali ferito alla coscia e già medicato dal personale del 118, nei pressi di Ponte Milvio, dove avevano parcheggiato l’auto. Un fermo, mentre sei blindati bloccano il ponte: tutto ciò è avvenuto nonostante il rafforzamento delle misure di sicurezza nei punti dove, tradizionalmente, è più facile il contatto tra le tifoserie. Un gruppo laziale si è poi riversato sul Lungotevere, facendo esplodere un petardo nella zona del bar River. Altri incidenti hanno avuto luogo nella zona del ponte Duca d’Aosta, dove si sarebbero fronteggiati tifosi e forze dell’ordine con i supporters che sono avanzati verso i cordoni di sicurezza muniti di petardi: le forze dell’ordine sono riusciti a contenerli.

Ultrà in giudizio. Minacce violente e terrore psicologico!

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Citazione diretta in giudizio per i tre ex capi ultrà del Bari Alberto Savarese, Roberto Sblendorio e Raffaele Loiacono, imputati di violenza privata. I tre saranno processati dal 10 luglio. Sono accusati di aver minacciato giocatori del Bari per indurli a perdere alcune partite. Minacce violente, secondo gli inquirenti, che dalle ultime partite del campionato di serie A del Bari, la stagione 2010-2011, avrebbero alimentato un clima di vero e proprio terrore psicologico tra i giocatori.

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