Rapina d’altri tempi: i ladri entrano alle poste dopo aver scavato un tunnel

rapina-poste-tuttacronacaAvevano scavato un tunnel sotterraneo lungo circa 12 metri con un diametro di 60 centimetri e si erano introdotti in un ufficio postale di Firenze dove hanno atteso gli impiegati. I rapinatori si sono fatti aprire il caveau per poi fuggire, sempre attraverso la galleria sotterranea, portando via 50mila euro in contanti e 20mila euro di francobolli. Sull’episodio indagano i carabinieri. I dipendenti sono stati minacciati con delle pistole e sono stati tutti chiusi nel caveau. Stando a quanto è emerso, i malviventi avrebbero scavato il tunnel, che parte da locali adiacenti alla struttura, nel fine settimana, così lunedì mattina si sono fatti trovare all’interno dell’ufficio. In base alle testimonianze del personale, indossavano tute scure e passamontagna. Con loro avevano martelli e due pistole, risultate essere armi giocattolo, che hanno abbandonato prima di darsi alla fuga attraverso il tunnel. La direttrice, che ha poi allertato il 113, è stata chiusa nel caveau con altri nove dipendenti. Sul posto, oltre ai carabinieri, anche personale del 118 per soccorrere due dipendenti colpiti da lieve malore.

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Rapina agli uffici postali di Napoli, bottino da 140mila euro

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Una rapina a mano armata avvenuta pochi minuti prima dell’apertura degli uffici postali  in Vico Sempreviva a Loreto nei pressi dell’ospedale Loreto Mare, a Napoli. Gli utenti erano in attesa di poter accedere agli sportelli quando tre uomini armati hanno minacciato due guardie giurate che stavano trasferendo le banconote all’interno dei locali della Posta. Uno dei criminali, puntando la pistola alla testa di una delle guardie giurate, ha costretto l’uomo a consegnare le banconote. L’altra guardia giurata ha provato a reagire e il criminale ha sparato un colpo che si è conficcato nella carrozzeria di un’automobile. La guardia giurata ha poi risposto al fuoco, ma in poco tempo i criminali con un bottino da 140mila euro  su sono dileguati.

Lutto in casa Tremonti: è morta la moglie dell’ex ministro dell’Economia

tremonti-tuttacronacaLa moglie dell’ex ministro dell’Economia, all’epoca del governo Berlusconi, Giulio Tremonti, è morta questa mattina a Pavia. Fausta Beltrametti, che da tempo era seriamente malata e in cura al Policlinico San Matteo, aveva portato il saluto dei malati a Papa Ratzinger. Era il 22 aprile del 2007 e Papa Benedetto XVI era in visita alla città lombarda e proprio lei, durante il passaggio del pontefice nell’ospedale pavese, aveva presentato il saluto: il testo di quel suo intervento è inciso in una lapide del nuovo padiglione del San Matteo nel quale (proprio in questi giorni) è in corso il trasferimento dei reparti.

Anche le galline hanno un loro concorso: ecco la più bella!

gallina-bella-tuttacronacaNei giorni scorsi si è svolto il Campionato Italiano 2014 promosso dalla Fiav, la Federazione Italiana Associazioni Avicole. Ad Abbiate Grasso, nel milanese, il primo premio nella categoria per la razza “moroseta con barba” se l’è aggiudicato una gallina che depone a Pedavena, nel Bellunese, e appartiere a Enrico Cecchim, avicoltore feltrino con la passione per la genetica titolare di una toelettatura e pensione per cani. La sua passione parte da lontano: “Grazie ai miei nonni – racconta – che abitavano in una fattoria e allevavano animali di tutti i tipi, dai conigli alle galline. È grazie a loro se oggi posso dire di amare gli animali e di aver dedicato loro la mia vita”. La gallina più bella d’Italia è a dir poco unica!

Felice “Faccia d’angelo” Maniero non ne può più

felice-maniero-tuttacronacaLo sfogo arriva da Felice Maniero, ex boss della Mala del Brenta: “Non ne posso più di chi vuol farsi pubblicità a spese mie. Prima un ex aspirante sindaco di Silea che dice di sapere dove abito, a Silea (Treviso), dove invece non sono mai stato, e chiede di essere eletto per mandarmi via. Poi quello che fa le magliette con la scritta “Fasso rapine” (“faccio racipe”, ndr.) e la mia faccia. Poi una defici***e che fa un articolo in cui scrive esattamente il nome della via dove abito, costringendomi a traslocare. E adesso questo vicentino, che vuole uscire dall’anonimato, dicendo di essere stato minacciato dal sottoscritto. L’unica minaccia reale è alla mia vita e a quella della mia famiglia e arriva da gente irresponsabile come questi giornalisti che io non ho mai visto nè conosciuto e che a tutti i costi vogliono farsi pubblicità a spese mie. Adesso mi sono rotto e inizierò a denunciare”. Il riferimento è alla presunte minacce ad Alessando Ambrosini, un vicentino che edita il sito web “notte criminale” e che nei giorni scorsi ha reso noto di aver denunciato Maniero per le minacce ricevute via mail. “A parte il fatto che non sono così ingenuo da minacciare qualcuno per iscritto, il problema vero è che ho tentato con le buone di fargli togliere i riferimenti e poi, se mi permettete, mi sono arrabbiato visto che mi ha fatto capire che avrebbe tolto i riferimenti se io accettavo di incontrarlo. Ecco, mi sono detto, di nuovo uno che ha bisogno del sottoscritto per farsi un nome. Non ho accettato e lui mi ha denunciato”. Come ricorda il Gazzettino, è nel giugno di quest’anno che Maniero scopre che Ambrosini ha messo sul suo sito internet sia quell’articolo “di quella giornalista” sia il nome nuovo di Maniero – che porta da quando ha finito di scontare le condanne ed è tornato ad essere un libero cittadino. Dunque, “grazie” ad Ambrosini, era possibile sapere in che città abita Maniero e pure come si chiama. Chiaro che Maniero si arrabbia. “Possibile che io non abbia diritto ad essere dimenticato? Non faccio nulla per mettermi in mostra, ho pagato il mio conto con la giustizia, ho cambiato vita, lavoro e sto con la mia famiglia, perchè questi invece di fare il loro mestiere, puntano a far ammazzare i miei figli?” Maniero chiede, in data 6 giugno 2013, la rimozione dell’articolo dal web. Il giorno dopo Alessandro Ambrosini scrive a Maniero: “Se accetta di incontrarmi e di scambiare quattro chiacchiere, lo farò molto volentieri”. La mail si conclude con un “io non vengo da scuole di giornalismo, ma vengo dalla strada e non scendo dall’albero come molti miei colleghi. Avrà ricevuto mille volte mail del genere e io non sono il 1001esimo”. Maniero risponde a muso duro: “Senti bene, uomo della strada, stai mettendo in pericolo la vita mia e dei miei figli”. Poi dà del cialtrone al giornalista e conclude “Un proverbio: uomo avvertito mezzo salvato”. Subito dopo Maniero fa chiamare Ambrosini dal suo avvocato e Ambrosini chiede, attraverso il legale dell’ex boss del Brenta, che Maniero gli invii una mail in cui assicura che non si tratta di una minaccia. “Mi sono sentito con il mio avvocato, ovviamente non era una minaccia la mia. Effettuare una minaccia per mail sarebbe una condanna certa, un po’ di esperienza mi è rimasta, non crede?” Passano tre mesi, “io non accetto di incontrare Ambrosini” e Ambrosini va dai carabinieri a fare la denuncia.

Il bimbo che deve pagare l’Imu: il Comune fa causa alla madre

imu-bimbo-tuttacronacaSi era parlato nei giorni scorsi di un bollettino con la rata dell’Imu arrivato a un bimbo orfano di padre di soli sei anni. Ora il Comune di Sesegana, in provincia di Treviso, ha deciso di fare causa alla madre e al legale del piccolo, con l’accusa di “aver diffamato e leso l’immagine dei dipendenti e del Comune” dichiara il sindaco Vincenza Scarpa. La giunta, come spiega il Gazzettino, ha quindi deciso d’intentare una causa penale con la richiesta di risarcimento dei danni nei confronti della mamma del bambino di sei anni. Nei giorni scorsi, dopo l’arrivo di una cartella esattoriale per il pagamento dell’Imu da 1.754 euro, cartella intestata al piccolo, la madre si è rivolta ad un legale e hanno reso pubblica la vicenda, accusando il comune di aver sbagliato. “Non c’è stato alcun errore” ribadisce il sindaco. “In questo momento di crisi economica e di valori – attacca Scarpa – non possiamo sopportare che passi un messaggio del genere”.

Catene e paletti: guerra ai venditori abusivi a Napoli

catene-marciapiedi-tuttacronacaI commercianti di via Epomeo, a Napoli, hanno acquistato di tasca propria dei sostegni per catene in plastica e li hanno posti al limite della strada al fine di contrastare i venditori abusivi che stazionano con le loro bancarelle a pochi metri dai loro negozi. Si tratta dell’ultima iniziativa dei commercianti che lamentano, come spiega il Mattino, la scarsa forma di contrasto al fenomeno della vendita abusiva che, soprattutto nel periodo di Natale, produce disagi al commercio. “Questa iniziativa – spiega uno dei commercianti – nasce dall’esigenza di contrastare la concorrenza degli extracomunitari e consentire ai passanti di passeggiare liberamente, per una delle strade più frequentate di Napoli”. Aggiunge un suo collega: “Si tratta di una idea di ‘resistenza all’abusivismo’ che deriva anche dalla sensazione di essere abbandonati dalle istituzioni che dovrebbero garantire sicurezza ed ordine”.

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Il bimbo che ha 6 anni… e 1.754 euro di Imu da pagare!

imu-bimbo-tuttacronacaAnche un bimbo di sei anni, orfano di padre, si è visto recapitare a casa un bollettino per il pagamento dell’Imu. E non si tratta di un errore. Il fatto è accaduto in provincia di Treviso, a Sesegana, ed è il sindaco a spiegare come sia possibile: “Non c’è stato errore. Se il minore ha ereditato l’immobile che è una seconda casa, deve pagare”. Quella cartella da 1.754 euro arrivata al piccolo ignaro di tutto, non è pazza. “È una cosa normale” dice il primo cittadino. E ancora: “Minori o disabili sono affidati ad un tutore legale, a questa figura spetta il compito di tutelarne gli interessi”. E dunque di pagare l’imposta, se è dovuta. “Anche se il bambino erede avesse soltanto due mesi sarebbe tenuto a pagare”. L’edificio su cui il piccolo deve pagare l’Imu era di proprietà del padre imprenditore, deceduto non molto tempo fa. La madre, ricevuto il bollettino, si è rivolta a un legale che ha fatto sapere che il bimbo è sì destinatario dell’eredità del padre defunto, ma che per diventare erede effettivo occorre l’accettazione. Che pare invece non ci sia stata. Al riguardo, precisa il sindaco: “Però non l’ha comunicato agli uffici comunali quindi non c’è alcun errore da parte del Comune”. Anzi, a Susegana di casi simili, ossia di cartelle esattoriali intestate a minori o disabili affidati ad un tutore che ne fa le veci davanti alla legge, ce ne sono almeno altri sei. “E tutti pagano regolarmente”. La tassa, quindi, va pagata entro il 16 dicembre. In caso di obiezioni da presentare, lo si potrà fare a pagamento avvenuto. “In ogni caso, se il tutore di questo bambino aveva delle contestazioni da fare – chiosa il sindaco Scarpa – poteva recarsi nei nostri uffici e gli sarebbero stati dati tutti i chiarimenti necessari”.

Il salasso pre-natalizio per circa 2 mln di italiani: Tares e Imu

tares-tuttacronacaDomani, 16 dicembre, scadono i termini per pagare il saldo dell’Imu e della Tassa sui rifiuti, la Tares, tasse da cui lo Stato si aspetta d’incassare 16 miliardi di euro e che colpiscono non solo seconde e terze case, ma che costeranno agli italiani due milioni per le ‘pertinenze’, garage e posti auto. La combinata delle due tasse, per come sono state costruite le aliquote, rappresenta una patrimoniale in piena regola. A pagare saranno i proprietari di prime abitazioni dotate di più di una pertinenza: ovvero cantine, solai, ballatoi, lavatoi. Ma soprattutto, nel 75% dei casi, garage e posti auto coperti o scoperti. La prima pertinenza è considerata parte integrante della prima casa, dunque zero Imu per quest’anno. Dalla seconda in poi, si paga, con un’aliquota che è quella delle seconde case. Per quel che riguarda la Tares, entrata in vigore solo nel 2013, è basata sulla superficie dell’immobile di riferimento, il numero dei residenti, l’uso, la produzione media dei rifiuti e altri parametri e ha come obiettivo la copertura economica, per intero, del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti del Comune. Anche in questo caso la seconda rata scade domani.

La nuova beffa della politica: in fila all’alba per colpa della Tares

tares-tuttacronacaA Torino e provincia gli uffici postali sono presi d’assalto. La ressa e le proteste hanno un’unica motivazione: i cittadini si sono messi in coda all’alba per poter pagare la Tares, il cui bollettino è appena arrivato e che sta per scadere. E se non si paga entro il 16, scatta la moratoria. La Stampa di Torino ha parlato con alcune delle persone in fila. Tra questi anche Giovanni Loiacono, un cameriere 47enne che si è dovuto far dare un permesso dal titolare del bar per recarsi all’ufficio postale e pagare il bollettino che il Comune ha spedito a lui – e ad altre 400 mila capifamiglia – più o meno all’inizio della settimana. “Guardi qui il timbro postale e guardi qui l’altra data: ci hanno dato 72 ore per pagare questa maledetta tassa. E sotto Natale poi. Sapete che vi dico? Gente come questa se li merita i forconi”.  E continua: “E il bello è che non riuscirò a pagare niente, perchè guardi qui, sono il numero 367. Dovrei stare qui fino alle sei di sera, ma alle tre devo rientrare al lavoro”. Non è il solo, perchè molti a casa non hanno un computer per pagare o preferiscono comunque una ricevuta di carta. Una pensionata, Laura Gandelli, con il suo numero in mano lamenta: “Queste sono tasse e a Roma non aspettano altro che arriviamo in ritardo per infliggerci pure una mora”. E si mostra determinata: “Non mi muovo sino a quando non l’ho pagata, non m’importa che il Comune dica che c’è tempo fin oltre il 16 dicembre. Con le tasse non si sa mai”. La Tares si è rivelata essere un problema, non solo perchè il conteggio in base al numero dei componenti della famiglia ha prodotto somme pesanti ma anche perchè il bollettino è arrivato in ritardo a causa del continua balletto politico che a Roma ha cambiato cento volte la prospettiva fiscale. Ovviamente, chi si ritrova a fare i conti con le conseguenze sono i cittadini e il Comune. Paolo Lubbia, dirigente della Soris, alla Stampa ha spiegato che ieri nei loro uffici ha dovuto affrontare un centinaio di persone per spiegare loro come si è calcolato questo conguaglio, perchè 30 centesimi a metro quadro si versano in più quest’anno, che succede ai single o a chi ha cinque figli. Le novità in questa rata di dicembre, infatti, sono molte e a queste si somma la beffa di vedersi recapitare i bollettini a pochi giorni dalla scadenza di pagamento. Il Comune ha già eliminato la mora. Ma intanto ieri, in coda, da corso Racconigi all’ufficio postale più sperduto non lo sapeva nessuno.

Esplode ufficio postale a Maccarese, a Roma, tentato furto

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Un’esplosione avvenuta all’ufficio postale di Maccarese nella notte tra il 22 e 23 novembre, a scopo di rapina, ma il colpo poi, non è andato a buon fine. L’episodio è avvenuto intorno alle 3 in via delle Muratelle. Nei pressi della filiale è stata trovata una tanica di liquido infiammabile. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e i carabinieri, che indagano sulla vicenda. Alcune famiglie sono scese in strada dopo la deflagrazione e due appartamenti sovrastanti l’ufficio risultano inagibili. Nessuna persona risulta ferita.

Tentata rapina all’ufficio postale a Roma, ferita la direttrice

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A Formello questa mattina, è stata tentata, poco dopo l’apertura degli uffici, una rapina all’interno delle poste. Due rapinatori, probabilmente italiani, indossando parrucche,occhiali e barba finta si sono introdotti all’interno dell’ufficio e hanno provato a rapinare la filiale. Il tentativo non è riuscito, ma i due malviventi hanno esploso un colpo d’arma da fuoco e ferito a una gamba la direttrice, 32enne, che è stata ricoverata in codice giallo al Sant’Andrea. Sul caso indagano i carabinieri.

A Verona… Accoltella la moglie e poi si getta sotto un tir

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Erano circa le 9.30 quando è scattata la follia omicida di un uomo di 31 anni romeno che prima  ha accoltellato la moglie  poi è scappato verso l’autostrada del Brennero, dove si è gettato sotto un tir.

La moglie, 29enne anch’essa romena, ferita in più arti del corpo, è riuscita a scappare in una ricevitoria dove ha chiesto aiuto e ha identificato il marito come l’aggressore che le aveva inferto le lesioni. La tragedia si è consumata nei dintorni dell’ufficio postale di via Cavour, a Dossobuono, nel Veronese, e ancora non si conoscono i dettagli della vicenda che ha portato l’uomo a compiere il gesto. Al momento la donna è ricoverata in ospedale e sottoposta a intervento chirurgico. Da quanto si è appreso da fonti mediche la donna non dovrebbe essere in pericolo di vita.  Pesanti le ripercussioni al traffico tra tra Nogarole Rocca e il nodo con la A4, dove il traffico è rimasto bloccato per ore.“

8 italiani in manette

 

Tentativo di rapina nell’ufficio postale di Badia a Settimo, nel comune di Scandicci (Firenze). 8 italiani, che si erano introdotti nell’ufficio ed hanno provato a smurare la cassaforte, sono stati interrotti dall’allarme. Fallito il tentativo di fuga a bordo di due auto bloccate dalle forze dell’ordine.

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