Palermo sotto shock, Tania muore a 18 anni per un dente non curato

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Il dramma di Tania, ha sconvolto tutta Palermo. Come può un semplice mal di denti uccidere una 18enne? Eppure unascesso trascurato, c’è chi dice per motivi economici, ha causato la morte di Gaetana Priolo, detta Tania, una ragazza che viveva con la madre, un fratello e  le due sorelle, nel quartiere Brancaccio. La ragazza a causa di uno  “shock settico polmonare” è morta tra giovedì e venerdì scorso all’ospedale Civico. I genitori erano separati e il padre, barista, era andato via di casa un paio di anni fa. La madre invece per sopravvivere faceva la donna delle pulizie. L’inizio del calvario per Gaetana comincia il 19 gennaio scorso: il dolore e’ insopportabile tanto da far perdere i sensi alla diciottenne. La ragazza in prima battuta viene trasportata al Buccheri La Ferla e visitata al pronto soccorso per sospetto ascesso dentario. “Dopo due ore circa, in seguito alla terapia, essendo diminuito il dolore, – afferma una nota della direzione del nosocomio – e’ stata dimessa per essere inviata per competenza presso l’Odontoiatria del Policlinico di Palermo”. Dove pero’ Gaetana non e’ mai andata. Si e’ invece fatta ricoverare il 30 gennaio al Civico dove le sue condizioni sono apparse subito gravi: in seconda rianimazione le viene diagnosticata una fascite, un’infezione grave che partendo dalla bocca si e’ gia’ diffusa fino ai polmoni – dicono all’ospedale -. I medici fanno di tutto per salvarla, ma le condizioni critiche si aggravano ulteriormente fino al decesso avvenuto la settimana scorsa. La procura di Palermo ha aperto un’inchiesta. Il corpo si trova nell’istituto di medicina legale del Policlinico. “E’ un caso rarissimo – spiega una dentista – ma certo non si puo’ escludere che possa accadere”. Soprattutto quando si trascura la cura dei denti. Ed e’ questo un fenomeno in crescita. “L’11% degli italiani rinuncia alle cure perche’ non ha le possibilita’ economiche, e nel caso delle visite odontoiatriche la percentuale sale al 23% – denuncia il segretario nazionale Codacons, Francesco Tanasi -. In Sicilia la situazione e’ addirittura peggiore. Chi non puo’ permettersi un medico privato, si rivolge alla sanita’ pubblica, settore dove pero’ le liste d’attesa sono spesso lunghissime, al punto da spingere un numero crescente di utenti a rinunciare alle cure”.  «Siamo di fronte all’ennesima vittima di un sistema sanitario inadeguato? Questo è ancora da accertare, perchè le indagini sono in corso, ma la gravità di quanto accaduto è di proporzioni smisurate». Lo dice Ivano Giacomelli, segretario nazionale dell’associazione dei consumatori Codici (Centro per i diritti del cittadino), a proposito della morte della ragazza di 18 anni, causata da uno shock settico polmonare, conseguenza di un ascesso dentario.

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Omicidio nel Napoletano: 24enne ucciso all’uscita di un locale

sparatoria-pozzuoli-tuttacronacaErano da poco passate le quattro del mattino quando il 24enne Maurizio Lutricuso veniva crivellato di colpi di pistola all’uscita di una discoteca di Pozzuoli, nel Napoletano. Il giovane, che aveva precedenti penali per rapina, scippo e resistenza a pubblico ufficiale, è morto durante il trasporto all’ospedale San Paolo, dove alcuni amici lo stavano portando.

Gaetano Uva, l’albergatore italiano ucciso in Senegal

gaetano-uva-sgozzata-senegal-tuttacronacaUn italiano di 60 anni, Gaetano Uva, è stato trovato morto nell’albergo in cui alloggiava a Dakar, in Senegal. L’uomo, albergatore di Monte San Savino, gestiva un bed and breakfast in provincia di Arezzo, e non è chiaro se si trovasse in Africa per turismo o per suoi interessi di lavoro. Uva sarebbe stato sgozzato. La polizia sta cercando di ricostruire l’accaduto e quale  sia stato il motivo dell’aggressione. Secondo quanto appreso, il corpo di Uva è stato trovato in un lago di sangue nella sua camera, nell’albergo Hong Kong, dove alloggiava. L’albergatore non dava più notizie dal 28 gennaio, giorno del suo arrivo nella capitale senegalese e il suo corpo è stato trovato la sera successiva, ma la notizia è stata appresa in Italia solo il 6 febbraio. Nel suo paese, spiega il sito Lettera 43, aveva convissuto con una ragazza di colore, una relazione tormentata, secondo quanto riferito al bar principale del centro aretino e che aveva portato la donna anche a rivolgersi ai servizi sociali e lasciare l’abitazione di Monte San Savino per una residenza protetta. Al momento sono in corso le pratiche per il rientro della salma. Un iter che potrebbe non essere breve.

La morte di Daniele Fulli: l’assassino confessa

Giallo-cadavere-sugli-argini-del-Tevere-tuttacronacaNon è ancora stato trovato il punteruolo con il quale è stato ferito il 28enne Daniele Fulli, il cadavere del quale è stato trovato nel pomeriggio di mercoledì, ma nel frattempo è arrivata la confessione del suo omicida. Il 32enne Andrea Troisio era stato fermato nella notte e ha confessato il delitto durante il primo interrogatorio. L’uomo vive da tempo nella comunità di recupero per tossicodipendenti e vanta precedenti per rapina, guida in stato di ebrezza e possesso di sostanze stupefacenti. Come ha spiegato in una conferenza stampa tenutasi in questura Renato Cortese, capo della squadra mobile di Roma, si è risaliti a Troisio grazie alle testimonianze di parenti e amici della vittima e all’analisi dei tabulati dei cellulari. Andrea e Daniele si era conosciuti da pochi giorni e insieme si sarebbero recati, il 4 gennaio, giorno della scomparsa di Fulli, sulle sponde del Tevere, in zona Magliana, dove poi è stato ritrovato il corpo della vittima. Gli inquirenti avanzano due ipotesi circa movente e dinamica del delitto:  la vittima potrebbe aver rifiutato un rapporto sessuale e per questo sarebbe stato ucciso. Una seconda ipotesi racconta invece che forse Fulli cercava una relazione più stabile mentre Troisio voleva rapporti più occasionali. Al termine di una lite, dopo un rapporto sessuale, Troisio si sarebbe dunque lanciato su Fulli e lo avrebbe colpito più volte fino ad ucciderlo. Sarebbe quindi in ogni caso esclusa la premeditazione.

L’omicidio di Daniele Fulli: un fermo

daniele-fulli-tuttacronacaE’ stata fermata una persona, dalla Squadra mobile di Roma, per l’omicidio del parrucchiere omosessuale Daniele Fulli, il cui corpo era stato stato rinvenuto due giorni fa nella Capitale, sugli argini del Tevere. L’uomo, prima di essere ucciso, sarebbe stato sequestrato e avrebbe subito sevizie. Il cadavere del 28enne presentava ematomi e due fori sul collo e sull’inguine, forse provocati da un punteruolo. Su Facebook, intanto, le bacheche dei suoi amici si sono riempite di messaggi di dolore e di addio. “Ciao angelo, cerca di riposare in pace”, scrive Laura. “Ciao Daniele, riposa in pace. Ti ho voluto tanto bene e non è giusto cosa ti hanno fatto, bastardi”, è invece lo sfogo di Rasida. “Recentemente – dicono dal Gay Center, l’associazione di cui era volontario – Daniele era stato scosso dalla morte di Simone, il giovane gay che si è suicidato e a cui lui era molto legato”.

Daniele Fulli: l’arma del delitto potrebbe essere un punteruolo

daniele-fulli-tuttacronacaEra scomparso dalla Magliana, quartiere romano, lo scorso 4 gennaio il parrucchiere 28enne Daniele Fulli. Il suo corpo è stato rinvenuto nel pomeriggio di martedì, nei pressi di via Pescaglia, sul greto del fiume Tevere. Stando a quanto si apprende, le prime perizie parlerebbero di ferite compatibili con quelle inferte da un punteruolo. Ma gli inquirenti sono venuti a conoscenza di un altro particolare che riguarda la vita della vittima, che era gay: Daniele conosceva infatti Simone, giovane omosessuale che lo scorso ottobre si era tolto la vita buttandosi dell’ex pastificio della Pantanella. Sul corpo di Fulli sono stati individuati uno all’inguine e l’altro alla nuca e, sebbene nelle prime ore dopo il ritrovamento si fosse ipotizzato potessero esser stati inferti da una pistola, ora si pensa che si sia usato un punteruolo. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Maria Caterina Sgrò, che procedono per omicidio volontario, ritengono che Fulli sia stato ucciso altrove e poi abbandonato nel canneto. Soltanto successivi esami e verifiche, tuttavia renderanno il dato certo. Nel frattempo, gli investigatori della polizia, diretti da Filiberto Mastrapasqua, stanno sentendo i familiari e gli amici di Fulli. Dopo la scomparda di Fulli in Facebook era apparso un gruppo, ora chiuso, “Daniele Fulli Scomparso”, nel quale si spiegava che il parrucchiere era nato a Roma il 21 ottobre 1985. Biondo, occhi azzurri, alto 1,70 cm circa, di costituzione robusta e del peso circa 90 chili, portava un orecchino al lobo sinistro. L’ultima volta che è stato visto, si leggeva sul web, portava un pantalone nero, maglione scuro, un piumino marrone, e aveva una borsa a tracolla grigia. L’ultimo avvistamento risale a sabato 4 gennaio alle ore 22 in zona Magliana. Un’amica ha spiegato: “Forse è stato un incontro sbagliato. Daniele era un ragazzo semplice, buono”.

“Giustizia per Joele”: la truffa che specula sulla morte del 19enne

joele-leotta-tuttacronacaE’ stato massacrato di botte lo scorso ottobre a Maidstone, nel Kent, dove si era trasferito da pochi giorni per costruirsi un futuro, il 19enne Joele Leotta. E ora c’è chi specula su quella tragedia. La truffa organizzata prevede la vendita online di braccialetti tricolori con la scritta “Giustizia per Joele” con il ricavato che dovrebbe servire per sostenere i genitori e pagare parte delle spese legali, oltre che per il rimpatrio del feretro. Ma la madre Patrizia Leotta dichiara: “Io di questa iniziativa non ne so proprio niente, non mi risulta nulla del genere”, senza aggiungere altro. E ad essere all’oscuro del fatto sono anche gli altri familiari e gli amici di Joele. Il promotore della raccolta fondi sarebbe un sedicente cugino inglese del ragazzo italiano che in Facebook spiega: “Lui era venuto in Inghilterra per imparare la lingua e lavorare. Era qui da meno di due settimane quando è stato attaccato. Purtroppo ha perso la vita. Chiediamo di manifestare il proprio sostegno acquistando bracciali con i colori italiani con incise le parole ‘Giustizia per Joele'”. Come spiega Il Giorno, il costo del prodotto è di un pound, più il prezzo della spedizione di due euro e mezzo, da versare tramite il sistema Paypal. Parrebbe ne siano già stati piazzati alcune centinaia. Chi gestisce l’affare tuttavia non sembrerebbe affatto britannico, almeno dal linguaggio che utilizza, sebbene sostenga di essere figlio di papà inglese e mamma italiana. Ma non solo: sembra che l’autore della truffa non conosca nemmeno il giovane lecchese assassinato né la brutta vicenda che gli è costata la vita. Quello che fa, insomma, è usare foto che si trovano in rete per dimostrare un legame che probabilmente non c’è: una parentela con Joele. Sempre sempre sul social blu specifica che il denaro raccolto andrà a beneficio dei volontari di un’associazioni che si occupano dei congiunti delle vittime di omicidio. “Il resto invece verrà versato ai genitori di Joele in Italia”. I quali però tuttavia garantiscono di non conoscerlo. Per quello che riguarda la salma, venerdì il coroner del Kent avrebbe rilasciato agli inquirenti il nulla osta per il rilascio e Joele potrebbe quindi tornare a casa nel giro di pochi giorni, una volta organizzato il viaggio.

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Giallo a pochi passi dalla Capitale, ucciso un uomo

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Il cadavere di un 51enne romano incensurato è stato trovato in strada intorno alle 7 a Rocca Priora, nei pressi della Capitale. L’uomo sarebbe stato ucciso con due colpi di pistola alla testa; sulla vicenda indagano i carabinieri di Frascati, che sono alla ricerca di elementi per risalire al movente.

Belsito trovato morto nel baule della sua auto

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E’ stato trovato morto nel baule della sua auto abbandonata, Franco Domenico Belsito, 52 anni. Secondo La Stampa, si tratterebbe del prestanome di  Francesco Belsito, l’ex tesoriere della Lega Nord. Franco Belsito probabilmente è stato ucciso a bastonate in testa e poi la sua auto è stata lasciata a a Lu Monferrato, paesino vicino ad Alessandria. A Franco Belsito era intestata la società “Aurora”, nel Canton Ticino, che gli inquirenti ritengono sia stata la segreta cassaforte svizzera su cui sarebbero transitati milioni di euro accumulati dalla Lega Nord con i fondi elettorali.

La Stampa scrive:

Francesco e Franco Domenico sono originari della stessa terra, anche se il cinquantaduenne trovato morto l’altra sera, intorno alla mezzanotte, da una dozzina d’anni viveva a Gavi, terra di buon vino, in provincia di Alessandria, ufficialmente impresario edile, benché conservasse ancora la residenza a Sant’Onofrio, in provincia di Vibo Valentia.

(…) Gli investigatori sono risaliti all’identità di Franco Domenico Belsito. Un nome non nuovo, un nome già scritto. Ad esempio sulla visura camerale della società «Aurora», con sede in via Gaggio 2 a Lugano, in origine intestata a Giovanni Russo(siamo a novembre 2010) e successivamente, nei primissimi giorni di marzo 2011, rilevata da Franco Domenico Belsito, che ne era diventato gerente, con firma individuale. Gli investigatori che indagano sul «tesoretto» della Lega Nord ritengono cheFrancesco Belsito abbia potuto trovare comodo utilizzare Franco Domenico come prestanome, escamotage che, ad esempio, poteva tornare utile nell’utilizzo di due codici fiscali diversi, ma facilmente confondibili vista la quasi sovrapposizione dei nomi.Franco Domenico Belsito rimase titolare della società svizzera (…) fino alle fine di marzo 2012. Poi fu fatta fallire, quando si stavano scatenando i venti della bufera giudiziaria che ha investito la Lega Nord e il suo tesoriere.

La farmacista uccisa: uno degli assassini è il fidanzato della nipote

Blufi-farmacista-tuttacronacaSono sconvolti i mille abitanti del piccolo paese di Blufi, nel Palermitano, dove ieri è stata brutalmente sgozzata la farmacista Giuseppina Iacona, 80 anni, titolare dell’esercizio di corso Italia. L’omicidio ha avuto luogo perchè la donna aveva tentato di reagire a una rapina durante la quale le sono stati sottratti 3.700 euro. Ora i carabinieri hanno arrestato i due presunti assassini. Si tratta del 50enne pregiudicato che si trova agli arresti domiciliari, Angelo Porcello, e del 18enne Gandolfo Giampapa. Erano le 18.30 quando i due sono entrati nella farmacia, a volto scoperto, armati di coltello. Il fatto che abbiano mostrato i loro visi inquieta: sapevano sarebbero stati riconosciuti dalla vittima e quindi l’omicidio potrebbe non essere stata la risposta alla reazione della donna, ma una decisione presa in precedenza. Il più giovane dei due rapinatori è stato subito raggiunto dai militari, mentre il suo complice è riuscito a dileguarsi. Ma alcuni testimoni l’hanno notato: non poteva certo passare inosservato uno che si aggira per strada nonostante fosse ai domiciliari. Il paese è piccolo, ci si conosce tutti e nessuno era all’oscuro di questa circostanza.  Questo ha permesso agli uomini dell’Arma di arrestarlo in pochi minuti, il tempo di giungere a casa sua. A sgozzare con una coltellata la vittima, l’arma è stata trovata in un cestino nella farmacia, è stato Porcello, mentre Giampapa, fidanzato con la nipote della vittima, avrebbe fatto da palo. Porcello dopo il colpo è tornato a casa e si è cambiato gli abiti sporchi di sangue che sono stati trovati dai carabinieri.

Farmacista uccisa nel Palermitano da due rapinatori

farmacista-uccisa-tuttacronacaCredeva fosse un altro giorno di lavoro, di certo non l’ultimo, la farmacista ottantenne Giuseppina Iacona, che questa mattina si è recata nel suo negozio di Blufi, nel Palermitano. Invece due banditi sono entrati nella farmacia e, nel corso di una rapina, l’hanno uccisa. La donna, che ha reagito all’assalto, è stata accoltellata a morte. Secondo quanto riferito dalle forze dell’ordine, i criminali sarebbero stati intercettati ed arrestati poco dopo e ora sarà compito della giustizia decidere che pena infliggere loro. Si tratta di un diciottenne e di un ventiduenne, quest’ultimo pregiudicato agli arresti domiciliari.

Morte assurda. 19enne ucciso dalla polizia, doveva solo avere una lezione

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Morte assurda e ancora la polizia sotto il mirino dell’opinione pubblica dopo che un agente ha ucciso un ragazzo di soli 19 anni. Il giovane ucciso con due colpi di pistola sparati da un poliziotto. Il ragazzo,  Tyler Comstock, stava sul furgone del padre ed era stato proprio quest’ultimo, James, a chiamare la polizia dicendo che il figlio aveva rubato il suo furgone per andarsi a comprare le sigarette. Insomma una discussione familiare finita in tragedia. Nelle intenzioni del padre c’era solo la volontà di “dare una lezione al figlio ribelle”. L’agente più vicino, allertato dalla centrale, si è messo alla ricerca del furgone e appena rintracciato ne è nato un inseguimento con il giovane che si è rifugiato nel campus della Iowa State University, qui l’ufficiale avrebbe esploso 6 colpi di cui 2 mortali. Secondo l’ufficiale di polizia gli spari si sono resi necessari perché “hanno dovuto fermare la minaccia che il ragazzo rappresentava per il pubblico e gli ufficiali.”

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Rivolta nel carcere di Maidstone, nella cittadina dove è stato ucciso Joele

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Durissima protesta nel carcere di Maidstone, nel Kent, dove oltre 100 detenuti stanno dando vita alla rivolta. Sky News britannica ha commentato così la notizia: «in un’ala del carcere è in corso un incidente e sono state dispiegate forze di sicurezza nazionali». Secondo alcune fonti tra 160 e i 180 detenuti stanno mettendo a ferro e fuoco un’area della prigione che si trova nella cittadina dove lo scorso 20 ottobre è stato ucciso, massacrato di botte, Joele Leotta, diciannovenne della provincia di Lecco.

L’omicidio di Joele Leotta: l’udienza preliminare rinviata a lunedì

joele-leotta-tuttacronacaUn inconveniente tecnico ha obbligato a rimandare a lunedì l’udienza preliminare dei quattro lituani accusati dell’omicidio di Joele Leotta. I quattro, che avrebbero massacrato il 19enne lecchese fino a ucciderlo nella sua camera a Maidstone, nel Kent, dove si era recentemente trasferito per lavorare, sarebbero dovuti comparire oggi via videolink di fronte alla locale Magistrates Court. Nel frattempo, l’autopsia ha confermato che Joele è morto a causa delle gravi ferite riportate alla testa durante il pestaggio.

Uccidono l’amico di giochi di 11 anni, il piano studiato a tavolino

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Lascia senza parole la freddezza di due bambini di 11 e 15 anni che hanno ucciso un loro amico. Un piano studiato a tavolino che ha visto protagonista anche la sorella di uno degli assassini: una bimba di appena 5 anni. E’ stata proprio la bambina a svelare la verità sulla morte di Jonathan Javier Estela, 11 anni. La ricostruzione è stata fatta da El Pais che ha ricostruito l’intera vicenda. Sembrerebbe infatti che i due compagni di gioco di Jonathan avrebbero invitato il bambino a una battuta di caccia e avrebbero portato con loro coltelli e un machete. La caccia si sarebbe svolta sul Cerro Pelado, una collina a nord di Maldonado, un centinaio di chilometri ad est della capitale Montevideo. Uno dei due ha anche portato la sorellina di 5 anni, che doveva servire come alibi se l’omicidio venisse scoperto: «hanno detto alla bambina che doveva fingere e dire che la vittima aveva cercato di abusare di lei, e che loro l’avevano difesa», hanno raccontato le fonti della polizia. E stata la bambina a confessare tutto alla polizia, mentre i due bambini killer continuavano a negare e a parlare di morte accidentale. In realtà l’omicidio è stato particolarmente crudele, perché i due bambini prima hanno attaccato la loro vittima con coltelli e machete, poi l’hanno gettata in un pozzo e infine lo hanno finito a botte.

Inghilterra: patria ospitale per gli stranieri o no? Parla chi ce l’ha fatta

marco_liviero-tuttacronacaIn Italia si parla in questi giorni dell’Inghilterra per la morte del 19enne Joele Leotta, massacrato di botte una settimana fa a Maidstone, in Kent. Ma sono molti i giovani italiani che decidono di trasferirsi sul suolo inglese per costruirsi un futuro. Molti ci riescono, partendo da lavori umili e crescendo giorno per giorno. Arrivano nelle banche della City, negli hedge fund, negli studi legali, nelle università. E’ il Gazzettino a raccontare le storia del 43een padovano Marco Liviero da Padova. Appena diventato padre, è finito a Eton, una delle scuole più prestigiose del mondo, la fabbriche di re e primi ministri. Diciannove premier hanno studiato sui banchi dell’austero istituto fondato nel 1440 da re Enrico VI. E innumerevoli esponenti dell’aristocrazia britannica, tra i quali anche i principi William e Harry. Qui l’uomo insegna letteratura inglese. Così racconta la sua storia e la “sua” Inghilterra, e ci tiene a sottolineare che le opinioni sono personali e che non parla a nome della scuola. “Io ero come Joele, un ragazzo normale – insiste -. Sono arrivato qui 20 anni fa, per tre ho lavorato in un piccolo supermercato. Ho studiato all’università di Padova, ho fatto l’Erasmus in Irlanda e ho vinto una borsa di studio all’università di Birmingham. Ho avuto la fortuna di fare qualche supplenza a Cheltenham e poi ho ottenuto la cattedra a Eton. Non ho nulla di speciale, ho solo sfruttato le opportunità che ti regala questo Paese”, spiega. Liviero, dopo quanto accaduto a Joele, si sente di rassicurare tutti: “Quello che è successo a Maidstone è scioccante, un evento che deve far riflettere tutta la Gran Bretagna. Ma spero non dia un’impressione sbagliata di questa nazione che è aperta e tollerante. Gli italiani che vengono qui hanno sicuramente qualcosa da imparare. Ci sono ottime occasioni di lavoro per chi ha voglia di rimboccarsi le maniche. Qui vige la meritocrazia. Proprio come a Eton. I ragazzi per entrare sostengono un esame. E non ci sono solo privilegiati. Perché uno su cinque viene finanziato da una borsa di studio. Tutti lavorano sodo. Non ci sono pregiudizi e la mentalità è molto liberal”. Ma è quindi solo l’Italia la patria del nepotismo? “Non la metterei così. Non esistono solo gli inciuci e le spintarelle. E non è vero che a Londra non esista il nepotismo. C’è anche qui, solo che gli inglesi, a differenza degli italiani, non si rassegnano, non girano la testa dall’altra parte e lo combattono perché non è insito nella loro cultura”. Lati positivi, il Belpaese li ha: “L’istruzione universitaria è eccellente, il nostro è un Paese meraviglioso ma frustrante. Non incoraggia i giovani a fare esperienze all’estero. Mi era stato offerto un lavoro in università, ma prima io avrei voluto trascorrere un periodo in Gran Bretagna. Mi è stato fatto chiaramente intendere che se me ne fossi andato il posto non sarebbe più stato mio in futuro. Quindi capisco la fuga dei cervelli, oggi più che mai perché il lavoro manca. Se fossi rimasto in Italia magari avrei avuto una buona carriera, chi lo sa. Ma sarebbe stato più difficile. Alcuni miei colleghi molto in gamba stanno facendo ancora supplenze alle medie”. Infine, un consiglio ai giovani che sognano l’Inghilterra: “Bisogna essere adattabili e tenere presente che anche se si inizia come pizzaioli non significa rimanere piazzaioli a vita. Qui non ci sono percorsi professionali già segnati. Chi studia latino e greco finisce spesso nella City e per essere un avvocato non serve neppure avere una laurea in Legge». Ritornerà mai in Italia? «Non credo, ormai il mio mondo è questo, mio figlio è nato qui, sarà inglese e italiano”.

Uccide il figlio di 3 anni, notte di follia a Lecco

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Ucciso dalla mamma a soli 3 anni. Un gesto che sembrerebbe stato dettato da un raptus della donna, originaria della Costa d’Avorio e sposata con un idraulico italiano, che al momento non si riesce a spiegare. nella notte si è consumata la tragedia di Nicolò Imberti che è stato ucciso barbaramente con un coltello da cucina da colei che avrebbe invece dovuto proteggerlo. Il delitto si è consumato nell’abitazione di Abbadia Lariana, in provincia di Lecco, dove la coppia vive insieme anche alla bambina di pochi mesi. Il piccolo portato d’urgenza all’ospedale di Lecco è morto poco dopo.

 

Joele Leotta: perchè è stato picchiato a morte?

joele-leotta-tuttacronacaIeri la drammatica notizia della morte del 19enne italiano Joele Leotta a Maidstone, nel Kent, massacrato di botte poco dopo essere rincasato dal lavoro che aveva iniziato da poco. Ora il console italiano a Londra, che segue da vicino il caso, ha fatto sapere: “Teniamo alta la tensione della polizia inglese sul caso di Joele Leotta e abbiamo un loro impegno per una soluzione quanto prima della vicenda”. Al momento sono dieci i fermati: quattro di loro, tutti lituani, compariranno oggi davanti ai giudici per la formalizzazione dell’accusa di omicidio. Per quel che riguarda il movente, che inizialmente si era pensato fosse da rintracciarsi nel razzismo, ora è emersa anche l’ipotesi dello scambio di persona. Omar Galbiati, fratello di Alex, l’amico con cui Joele condivideva la stanza e a sua volta picchiato ferocemente, racconta: “Alex era sotto choc perché ha perso il suo migliore amico quando ha telefonato a casa. L’unica cosa che volevamo sentire è che stava bene e non gli abbiamo chiesto molto di quello che è successo”. E continua: “I proprietari del ristorante sono delle bravissime persone. Inizialmente ci hanno spiegato che la camera in cui dormivano Joele e Alex era prima occupata da un’altra persona ma che se ne era andata. Non so che cosa è successo. Saranno le indagini a chiarirlo”, racconta a proposito di un post su Facebook in cui si parlava di “scambio di persona”.

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Joele, l’italiano massacrato di botte in Inghilterra: “ci rubi il lavoro”

gioele-leotta-tuttacronacaAveva appena 19 anni Joele Leotta e, come molti giovani italiani, voleva costruirsi un futuro. Lui, partito da Nibonno, in provincia di Lecco, aveva scelto di recarsi in Inghilterra, per trovare lavoro e imparare la lingua. Assieme a un amico, Alex Galbiati, faceva il cameriere in un ristorante italiano di Maidstone, nel Kent, dove era giunto da circa un paio di settimane. Ma la cosa non è piaciuta ad alcuni giovani del luogo, che hanno accusato i due italiani di rubare loro il lavoro. Otto ragazzi inglesi, tra i 21 e i 25 anni, avrebbero quindi più volte importunato i due accusandoli di aver occupato il letto di un loro connazionale. Domenica sera li avevano importunati al lavoro, poi, il tragico epilogo. Hanno infatti organizzato una spedizione punitiva nell’appartamento dei due italiani, dopo che i due lecchesi avevano terminato il turno e mentre si preparavano per andare a letto. Gli inglesi li hanno picchiati a sangue, massacrando Gioele che è morto poco dopo l’arrivo in ospedale. Alex, a sua volta picchiato furiosamente e che ha riportato numerose ferite, sarebbe invece fuori pericolo. Le forze dell’ordine inglesi hanno arrestato gli otto presunti colpevoli: sette sono stati fermati subito dopo la spedizione punitiva, mentre stavano per cenare in un ristorante, l’ultimo la notte dopo.

Cadavere a Oristano, ucciso un 44enne a fucilate

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Il corpo di Gianni Nieddu, 44 anni, è stato rinvenuto intorno alle 20.15, nella zona industriale di Tossilo, a Sedilo, in provincia di Oristano. L’uomo aveva precedenti penali per traffico di droga e si ritiene che possa essere ucciso per un regolamento di conti anche se le indagini sono in corso. L’uomo era in auto da solo quando è stato raggiunto da uno o più killer.

Agguato nel Tarantino, ucciso un pregiudicato

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Martino Marangio, pregiudicato di 50 anni è stato ucciso a Pulsano, in provincia di Taranto, da colpi d’arma da fuoco sparati da sconosciuti che si trovavano a bordo di un’automobile. Al momento dell’agguato l’uomo era a bordo della sua vettura, in via Rotondelle, alla periferia del paese.

Gaetano Musella vittima di un infarto fulminante

gaetano-musella-tuttacronacaE’ stato un infarto fulminante a stroncare la vita Gaetano Musella, il cui cadavere era stato rinvenuto su una scogliera nel Savonese. E’ quanto emerso dall’autopsia. I familiari dell’ex giocatore del Napoli hanno inoltre riferito al medico legale che l’uomo aveva già accusato, nei giorni precedenti, dei fenomeni cardiaci che avrebbero dovuto far sospettare l’incipienza di un infarto. Nel corso dell’esame non sono stati rilevati tracce di colluttazione, segni di strangolamento, colpi inferti da un oggetto contundente, ferite da arma da fuoco o da taglio. Inoltre non sarebbero emersi neppure elementi che evidenzino la presenza di altre persone nel luogo dove è stato scoperto il cadavere. L’ex giocatore sarebbe morto poche ore dopo il risveglio e nello stomaco non è stata rilevata la presenza di residui di pastiglie. Per definire meglio qeusto aspetto, tuttavia, bisognerà attendere l’esame tossicologico dei liquidi prelevati dal corpo.

Musella, ex calciatore, trovato morto a Caprazoppa, ritrovo per gay

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Gaetano Musella, 53 anni, è stato trovato morto nel primo pomeriggio di oggi sul promontorio di Caprazoppa, non lontano dalla fabbrica della Piaggio Aero Industries, tra Finale Ligure e Borgio Verezzi, nel savonese. L’alarme è stato lanciato da un turista tedesco che ha notato il cadavere al bordo della via aurelia. Musella ultimamente era il mister della Sanremese. Secondo quanto scrive il Secolo XIX, Musella sarebbe stato ritrovato con i pantaloni calati e la zona dove è stato ritrovato il corpo è famosa per essere un ritrovo per i gay. Spunta l’ipotesi di un omicidio, ma i fatti sono ancora da accertare.

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Agguato in provincia di Catanzaro, freddato Maurizio Riga

maurizio-riga-agguato-catanzaro-tuttacronacaAgguato a Caraffa in provincia di Catanzaro, dove il 44enne Maurizio Riga, che è addetto alla raccolta dei rifiuti del comune è stato raggiunto da alcuni colpi di fucile mentre era intento ad accudire alcuni animali in un terreno di sua proprietà. I carabinieri hanno aperto un’indagine.

 

Furto a casa D’Antona, la moglie: ” hanno preso solo quello che era rimasto”

Olga Di Serio D’Antona, furto-abitazione-tuttacronaca

Questa mattina, a Roma, quando il collaboratore domestico è arrivato in casa ha trovato forzato il portoncino d’ingresso. I ladri avevano fatto saltare la serratura e messo a soqquadro l’appartamento. E’ stato proprio il domestico che senza perdere tempo ha chiamato il 112. L’ennesimo nome noto che subisce un furto a Roma nei mesi estivi ormai siamo arrivati a una decina di furti.

Olga Di Serio D’Antona, vedova del giuslavorista Massimo D’Antona, ucciso dalle brigate rosse 20 maggio del 1999,  non si trovava a Roma. La donna che è stata anche sindacalista per molto tempo e ha un passato nel direttivo nazionale della Cgil e ora è componente della commissione affari istituzionali ha commentato così il furto nella sua abitazione: «Ma non credo che la notizia posa avere una rilevanza così importante, in fondo non hanno fatto male a nessuno. È stato un furto, come ne accadono tanti a Roma, senza violenza».

Al quotidiano Il Messaggero ha poi rilasciato un’intervista:

Ha già avuto modo di sapere cosa le hanno rubato? «Guardi tutto quello che c’era da rubare lo hanno già preso in una precedente visita. Molti effetti personali, ricordi di mio marito. Ora hanno preso solo quello che era rimasto, ninnoli d’argenteria, le posate d’argento, vassoi».
Quando era accaduto? «Alcuni anni fa, non ricordo nemmeno esattamente il periodo. Comunque questa volta non c’erano nè documenti, nè nulla, credo, di particolarmente interessante. Ma devo ancora vedere cosa manca in casa».
Si seppe chi erano stati i ladri? «Si la precedente visita furono pure visti, era una ragazza nomade con un bambino».
Roma in questo periodo è in balia dei predoni. «Purtroppo in questo periodo siamo assaltati. E purtroppo molte volte lo fanno anche con gente in casa. Questo mi fa più paura. Io infatti ho amici che hanno avuto visite piuttosto spaventose, con coltelli alla gola. Tutto sommato, stavolta, è andata bene non esserci».
È in vacanza? «Si sono in vacanza. In città, quando si svuota il mio quartiere, i miei amici sono tutti fuori, preferisco fare una pausa anche io. L’unica ragione è questa, non c’è altro. Roma mi piace piena, così com’è».
Vivace e rumorosa? «Roma in realtà ricostruisce il villaggio in ogni quartiere e quindi quando il mio villaggio si svuota preferisco andare altrove. È vero poi che con l’attività politica le mie vacanze d’agosto sono quasi forzate».
E dove va di solito? «In Sicilia, una vacanza italiana. Una delle mie mete predilette. Ci vengo sempre volentieri. Per me è come una seconda casa».

Coccodrillo uccide un 24enne alla festa di compleanno

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Un compleanno che finisce in tragedia in Australia dove un 24enne è stato attaccato e trascinato via da un coccodrillo, mentre attraversava un fiume con un amico nel nord del Paese. Il giovane, che stava festeggiando con una quindicina di persone un compleanno ha deciso di fare il bagno nel fiume che scorreva li vicino. Il fiume in zona è conosciuto per essere la location preferita di coccodrilli lunghi fino sette metri.

“L’hanno guardati attraversare il fiume – ha spiegato il sergente Geoff Bahnert riferendosi agli altri presenti -, poi hanno visto il coccodrillo prenderlo tra le sue fauci”. La polizia australiana ha tentato invano di ritrovare il corpo del giovane. Le ricerche continuano. Il coccodrillo più grande della zona è stato abbattuto per precauzione.

 

Quel 12enne travolto e ucciso da un romeno senza patente

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Matteo Battaglia aveva 12 anni ed è stato ucciso da un suv guidato da un operaio romeno di 26 anni a cui era stata sospesa la patente perché, nei mesi scorsi, era risultato positivo all’alcoltest. Il bambino stava sistemando delle cassette di frutta e verdura davanti al negozio dei nonni sulla strada statale 106 a Sellia Marina (Catanzaro), quando il suv, è piombato come un razzo all’ingresso dell’esercizio commerciale centrando il bambino che non ha avuto scampo. La folle corsa del mezzo, che ha travolto il tendone del negozio, si è arrestata solo a poche decine di metri di distanza, all’altezza di un bivio che conduce nella frazione di Calabricata, nello scontro con un’altra vettura in attesa di immettersi sulla statale.

Oltre a uccidere il 12enne il romeno ha causato anche un altro ferito: l’altro automobilista che ha riportato seri danni ed è attualmente in coma farmacologico anche se non dovrebbe essere in pericolo di vita. Il conducente del suv è stato ricoverato con una ferita alla spalla.   

Sempre secondo quanto accertato dai militari non sarebbe chiara al momento la proprietà del fuoristrada che risulta essere in una fase di passaggio dal concessionario all’acquirente. Intanto, gli investigatori dell’Arma attendono i risultati degli esami emato-chimici cui il giovane romeno è stato sottoposto. La tragica morte del piccolo Matteo, figlio di un carabiniere, ha destato impressione e sconcerto nella comunità di Sellia Marina.  

Bimbo di 4 anni muore di fame e di botte: accusati la madre e il patrigno

daniel_pelka_tuttacronacaAveva solo 4 anni il piccolo Daniel Pelka, morto per denutrazione e botte. Sono stati i medici a rilevare che, al momento della morte, il bimbo si trovava nello stato delle vittime dei campi di concentramento per via degli stenti ai quali era stato costretto negli ultimi mesi. A Birmingham è in corso il processo che vede incriminati la madre 27enne, Magdelena Luczak, e il patrigno, il 33enne Mariusz Krezolek. Stando a quanto ricostruisce l’accusa i due, entrambi polacchi, avrebbero imprigionato Daniel nella sua stanza, privando la porta della maniglia e costringendolo a mangiare solo sale. Sempre secondo l’accusa, sarebbero gli sms ritrovati sui cellulari della coppia a dimostrare la loro colpevolezza. In un messaggio che risale al febbraio 2012 si legge: “è momentaneamente incosciente dopo che l’ho quasi annegato. Ora sono tranquilla”. Dal cellulare dell’uomo è stato invece spedito: “chiudilo in una stanza, così avrai un po’ di tranquillità e mi aspetterai”. A prima della morte del piccolo risale invece l’ultimo sms in cui si parla della necessità di non chiamare la polizia per evitare problemi. I medici, nel visitare il corpo di Daniel, si sono accorti che aveva 24 diverse ferite, sia interne sia esterne come traumi a testa, tronco, arti, oltre a bruciature sul cuoio capelluto. Anche l’indice di massa corporea era molto basso e lo stesso dicasi per il suo tono muscolare. Stando agli esperti di gastroenterologia, inoltre, Daniel era molto emaciato, probabilmente a causa di un insufficiente apporto calorico. Stando alle condizioni del piccolo corpo, Daniel doveva aver smesso di mangiare da almeno sette mesi. E’ sempre stata l’accusa a recuperare la cronologia del computer della coppia riscontrando tracce di ricerche tipo “quando un bambino smette di rispondere” o “curare un paziente in coma”. I due accusati hanno ammesso di aver maltrattato Daniel ma non di averlo ucciso.

L’immotivata violenza cinese: uomo aggredito e ucciso da passanti

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E’ inspiegabile l’ennesimo episodio di violenza immotivata avvenuta a  Shenzhen, nella Cina meridionale, dove un 41enne è stato improvvisamente aggredito e ucciso tra tre passanti. E’ agghiacciante che questo non sia un episodio isolato, ma l’ultimo di una lunga serie in meno di una settimana. . Giovedì scorso un uomo ha ucciso una bambina di due anni, strappandola dal passeggino e buttandola violentemente a terra , dopo un banale litigio con la madre per ragioni di traffico. Sempre giovedì un altro pazzo ha ucciso a coltellate cinque persone a causa di una disputa di affari, nella provincia dell’Henan. Martedì scorso, nella provincia del Guanxi, due funzionari del locale Dipartimento per la pianificazione familiare sono stati uccisi, sempre a coltellate, da un uomo che voleva protestare contro la legge che impone il figlio unico. La polizia ha arrestato per quest’ultimo episodio di violenza di un uomo che ha partecipato al massacro, ma ancora non sono chiare le dinamiche che hanno portato al gesto.

+++ Immagini adatte a un pubblico adulto +++

Agguato nel centro storico di Napoli: muore un uomo.

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Napoli macchiata del sangue dell’ennesima vittima. In pieno centro storico un uomo, di cui ancora non sono state rese note le generalità, è stato raggiunto da colpi di arma da fuoco ed è morto poco dopo il suo trasporto all’ospedale Loreto Mare di Napoli. A scoprire il corpo, che giaceva in una pozza di sangue, su un ballatoio di un appartamento, al quarto piano, in via dei Tribunali, sarebbero stati i medici del servizio di emergenza del 118 allertati da una telefonata.

Obama dopo l’assoluzione di Zimmerman: tempo di “calma riflessione”

obama-trayvor-tuttacronacaSi discute in America dopo l’assoluzione di George Zimmerman, la guardia che il 26 febbraio 2012 a Sanford, in Florida, uccise con un colpo di pistola il diciassettenne afroamericano Trayvon Martin. Nel dibattito è entrato anche il presidente Barack Obama, che ha chiesto rispetto per la famiglia del giovane. “La giuria ha parlato”, ha dichiarato prima di lanciare un appello per una “calma riflessione”. “Dobbiamo ora chiedere a noi stessi – ha detto Obama – se stiamo realmente facendo tutto il possibile per aumentare la comprensione reciproca all’interno della nostra comunità”.

Che giustizia vogliamo se uccidere un 17enne non è reato?

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L’Italia non brilla sicuramente per la giustizia. Nel nostro Paese sicuramente  i tempi sono lunghi e anche alcune sentenze sembrerebbero a volte non ripristinare il giusto equilibrio sociale… eppure sembra proprio che sia l’intera giustizia mondiale a non godere di ottima salute. Se in Sudafrica Pistorius, dopo aver ucciso la fidanzata forse per errore, forse per gelosia, forse per follia può continuarsi ad allenare tranquillamente e se negli Usa viene assolto chi ha ucciso un 17enne disarmato, bisogna iniziarsi a interrogare sul senso di giustizia.

E’ notizia delle ultime ore che George Zimmerman, la guardia che il 26 febbraio 2012 a Sanford, in Florida, uccise con un colpo di pistola il diciassettenne afroamericano, Trayvon Martin è stato assolto. Una corte formata da sei donne dopo 16 ore di camera di consiglio lo ha riconosciuto innocente e soprattutto ha riconosciuto che l’uomo agì per legittima difesa. Assolto dopo aver stroncato la vita a un 17enne afroamericano che forse aveva la colpa di passeggiare con il cappuccio della felpa alzato sulla testa. Assolto dall’omicidio preterintenzionale, per cui rischiava l’ergastolo. Assolto dall’accusa di omicidio colposo, per cui rischiava da 10 a 30 anni di carcere.

«Lei non ha più nulla a che fare con questa corte, è libero, può andare»: con queste parole il giudice ha posto fine ad uno dei processi più seguiti negli ultimi decenni di storia americana. Un processo che potrebbe anche riaccedere una guerra fra diverse comunità quella afroamericana e quella ispanica da cui proviene Zimmerman.

Dobbiamo forse rivedere i nostri valori? Dobbiamo riscrivere il diritto? Dobbiamo iniziare a pensare che un sospetto possa essere considerato sufficiente per uccidere una persona? Possiamo pensare che dobbiamo sdoganare alcuni reati perché sono ormai perpetrati normalmente e hanno perso nell’opinione pubblica la configurazione di crimine e sono semplicemente fatti? Dobbiamo pensare che la prostituzione non è un crimine contro le donne? O che uccidere la propria fidanzata sia solo un tragico errore? Dobbiamo immaginarci che l’appropriazione indebita di denaro pubblico non sia più un illecito, ma un privilegio di chi lo può compiere? Che giustizia vogliamo? Quali sono i valori che vogliamo tramandare alle generazioni future?

 

Modellino killer: appassionato perde il controllo e rimane ucciso

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Sarebbe stato lo stesso modellino di elicottero telecomandato a uccidere l’appassionato 41enne di Mauensee, comune del Canton Lucerna il cui corpo è stato trovato da un passante. Accanto al corpo infatti è stato rinvenuto un Gaui Formula X7. La vittima è stata fatalmente ferita alla testa e al braccio.

Morte in diretta: il reporter filma il cecchino che lo uccide. Shock in Egitto!

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L’Egitto e gli scontri che portano la morte in diretta, questo è l’ennesimo shock che Youtube mostra al mondo. Le immagini girate dal   reporter egiziano del quotidiano Al-Hoira Wa Al-Adala, Sami Ahmed Assem, qualche secondo prima di morire, mostrano il cecchino che poi lo ucciderà. Il filmato arriva fino all’ultimo secondo di vita del reporter.

+++ Video destinato a un pubblico adulto +++

Tragedie estive: muore Luca, 3 anni investito da un auto

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Aveva solo 3 anni Luca Bianchi, il bambino morto dopo essere stato investito da un suv, durante una vacanza con i nonni materni, la mamma, la sorellina e la nonna paterna.

Il piccolo era partito sabato da Borgosesia, insieme con la mamma Patrizia, la sorellina Chiara di un anno e la nonna paterna Adriana, alla volta di Marina di Torricella, in provincia di Taranto.

Domenica pomeriggio il nonno lo aveva accompagnato a casa, lasciandolo a pochi passi dall’uscio, sicuro che sarebbe entrato. Il bambino, invece, vedendo che il nonno aveva attraversato la strada, lo ha inseguito ed è stato travolto dal suv. Trasportato in ospedale, è morto poco dopo.

Perché non assicurarsi che un bimbo di appena tre anni entri dentro casa? Perché abbandonarlo sull’uscio? E’ possibile forse mandare il cervello in vacanza quando ci vengono affidati bambini di appena tre anni?

Caso Sacher: 15enni accusate di omicidio volontario!

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Si tratterebbe di omicidio volontario l’accusa mossa dalla Procura dei minori di Trieste nei confronti delle due 15enni che avrebbero ucciso Mirco Sacher, il pensionato di 66 anni delle ferrovie trovato morto in un campo della periferia di Udine. Su questa base la Procura ha chiesto e ottenuto dal Gip una nuova misura cautelare di quattro mesi in comunità nei confronti delle ragazzine. Le due quindicenni dovranno rimanere quindi un altro mese – fino all’ otto agosto – nelle strutture in Veneto e Lombardia dove sono ospitate dall’otto aprile. Secondo quanto si è appreso, una volta che dalla Polizia scientifica di Roma giungeranno i risultati degli esami tecnici biologici e sul Dna, le indagini potrebbero essere chiuse.

26enne accoltellato allo stadio di Acerra, durante saggio di danza.

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Antonio Papa, già noto alle forze dell’ordine, è stato accoltellato la notte scorsa, verso le 23.30, allo stadio comunale di Acerra, nel napoletano, mentre stava assistendo a un saggio di danza. Un uomo gli si sarebbe avvicinato e lo avrebbe colpito al petto. L’aggressore poi si sarebbe dato alla fuga facendo perdere le tracce. Il cadavere è stato portato al Secondo Policlinico di Napoli dove sarà eseguita l’autopsia.

Ucciso un’ispettore del ministero dell’Interno egiziano nel Sinai

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Mohamed Hany, un ispettore del ministero dell’Intero egiziano è stato ucciso da un gruppo di uomini armati a Al Arish, nel Sinai del Nord. Lo riferiscono fonti della sicurezza, spiegando che il generale della polizia stava viaggiando a bordo della sua auto quando è stato assassinato.

Il vigile urbano non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato

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Mirco Vicari, il vigile urbano morto ieri a Palermo apparentemente in una rapina finita male, in realtà non sarebbe stato ucciso, ma si sarebbe suicidato. A rivelarlo sarebbero state due colleghe della vittima a cui l’agente aveva confidato di volerla fare finita a causa delle sue condizioni economiche . Gli inquirenti avevano già mostrato alcuni dubbi sulla vicenda… soprattutto si erano chiesti chi avrebbe rischiato una rapina a casa di un uomo che guadagna 900 euro al mese?

Trans travolto e ucciso da un’auto pirata a Salerno

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Aveva circa 31 anni il transessuale, di cui ancora non sono state rese note le generalità, che è stato travolto e ucciso da un’auto pirata nei pressi dello stadio Arechi. Il giovane presentava una ferita alla testa e secondo la ricostruzione dei carabinieri, potrebbe essere stato travolto da un’auto, fuggita dopo l’investimento. Sull’asfalto sono rimasti i segni della frenata di un’automobile. A dare l’allarme è stato un passante che ha avvertito le forze dell’ordine. Sul posto è giunto anche il pm della Procura della Repubblica di Salerno, Rosa Volpe.

Muore un italiano a Chicago ucciso per difendere la moglie

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Si chiamava Giovanni Donancricchia ed era originario di Borgetto (Pa). L’uomo ha tentato di difendere la moglie da un afro-americano che aveva puntato la pistola contro la donna, ma è rimasto vittima del colpo esploso dall’uomo che lo ha centrato in pieno petto. La vittima, 64enne, era proprietaria di una pizzeria l’Albano’s Pizza, a Cicero (vicino Chicago), luogo dove è avvenuta la sparatoria. L’afro-americano si era introdotto nel locale già chiuso al pubblico per compiere una rapina, Donancricchia lo ha notato mentre minacciava la moglie, Angela, con l’arma ed è intervenuto affrontando il rapinatore con un coltello. A quel punto il malvivente ha sparato e ha ucciso l’italiano. Dopo l’omicidio l’uomo è scappato.

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Vigile urbano ucciso a Palermo, durante una rapina

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Una rapina a Palermo che finisce nel sangue. Così è morto il vigile urbano Mirco Vicari che, secondo una prima ricostruzione, avrebbe sorpreso alcuni rapinatori a compiere un furto nella sua abitazione in via Scillato, nel quartiere Borgo Nuovo del capoluogo. L’agente è tornato a casa e ha trovato la porta aperta e i ladri nell’appartamento. Durante la colluttazione il vigile è stato ucciso e i banditi sono fuggiti. Ora sull’omicidio indaga la polizia e l’indagine è coordinata dal dal pm Sergio Demontis e dall’aggiunto Maurizio Scalia.

Giuliano Ibrahim Delnevo: l’italiano ucciso in Siria

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E’ morto un giovane italiano in Siria, combattendo contro il governo di Bashar Assad. Il ragazzo, la cui storia è stata anticipata da Il Giornale e confermata da fonti attendibili, sarebbe lo studente genovese Giuliano Ibrahim Delnevo, 22 anni, convertitosi all’Islam ha assunto il nome di Ibrahim. Intanto la questione siriana è tema al G8 che si sta tenendo in Irlanda del Nord e alcune fonti della delegazione della Casa Bianca hanno riferito che Barack Obama intende annunciare ai partner lo stanziamento da parte degli Usa di 300 milioni di dollari in aiuti umanitari da destinare ai profughi e alle vittime del conflitto siriano. Più precisamente, poco più della metà della somma andrà in Siria e il resto sarà trasferito ai Paesi vicini che ospitano masse di rifugiati siriani. Ma i contrasti con Vladimir Putin non sono ancora stati risolti, neanche dopo l’incontro di ieri tra il presidente Usa e il leader russo, possibile quindi che al termine del G8 sulla Siria ci sia una dichiarazione sottoscritta solo dai leader dei Sette e non da Vladimir Putin. L’idea è di confermare la volontà di convocare una conferenza di pace (denominata Ginevra 2). Il premier britannico ha proposto cinque principi per un confronto sul ritorno della pace in Siria: governo di transizione senza Assad, condanna dell’uso di armi chimiche nel mondo, accesso delle agenzie internazionali per gli aiuti alla popolazione siriana, impegno a combattere i gruppi estremisti, progettare la ri-partenza della ‘nuova Siria.

 

Gestore di un bar reagisce a un tentativo di rapina: ucciso

giovanni-bruno-ucciso

E’ stato ucciso nella notte il 45enne Giovanni Bruno, gestore di un bar a Pinerolo, nel Torinese. Stando a quanto emerso, l’uomo si trovava dentro al locale quando un rapinatore a viso coperto è entrato nel locale. Sorpreso dalla reazione di Bruno, il malvivente, con il volto coperto da un passamontagna, ha fatto intervenire il complice che lo attendeve in auto e che ha aperto il fuoco con una calibro 22. Dei vari colpi esplosi, tutti a distanza ravvicinata, tre hanno raggiunto la vittima al petto e alla schiena. Bruno è morto all’istante. Intervenuti sul luogo, i carabinieri e il sostituto procuratore Francesco la Rosa hanno già ascoltato alcuni testimoni mentre nella zona sono stati allestiti posti di blocco e servizi mirati per dare la caccia ai malviventi, fuggiti dopo la sparatoria.

Omicidio a colpi di balestra: succede a Castellammare di Stabia

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Si trovava nella sua abitazione a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, Pasquale Duria, quando è stato raggiunto da un colpo scoccato da una balestra. L’uomo, un 48enne, è stato subito soccorso e quindi trasportato in ospedale dove è morto. Sembra che l’omicidio sia maturato in ambito familiare e ora la polizia sta cercando il figlio della vittima. La moglie, invece, è già stata portata in Commissariato per essere ascoltata.

Svolta nell’omicidio Sacher… sesso, denaro e ricatti.

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Da vittime a carnefici questo l’iter che sembrerebbe essere alla base delle indagini sull’omicidio di Mirco Sacher, il pensionato, ex ferroviere 66enne, amico di famiglia di una delle 15enni che lo ha ucciso. La perizia effettuata sui cellulari delle ragazze ha portato alla luce una scomoda verità. Appena quattro giorni prima di morire Sacher scriveva a una delle 15enni “Grazie, Ci penso ancora. E’ stato bellissimo”. Poi c’è stata la testimonianza di un ragazzino che ha ammesso di aver “comprato” anche lui una prestazione sessuale da una delle due. Ma altri reati stanno pendendo sul capo delle 15enni. Sembrerebbe infatti che qualche giorno prima dell’uccisione di Sacher le ragazze avessero rapinato un anziano. Lo schema, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, era semplice: sembrare disponibili, poi derubare i malcapitati e minacciare denunce per violenze sessuali.

Quel 7 aprile, secondo gli inquirenti, i 3 si sarebbero appartati in una strada laterale e le due ragazzine poi sarebbero saltate addosso all’uomo e lo avrebbero soffocato. Omicidio volontario questo è il verdetto della perizia che verrà depositata la prossima settimana.

Il video riporta anche la testimonianza del direttore della scuola frequentata dalle 15enni. La scuola aveva, come più volte è stato ribadito, allertato le famiglie, che le ragazze si sarebbero trovate a rischio bocciatura, a causa dei loro comportamenti e dei profitti.

Romanzo Criminale a Roma: tre sparatorie in un giorno

sparatorie-romaGiornata in stile Far West a Roma e dintorni, con tre persone uccise e una ferita gravemente. Si è iniziato questa mattina con l’omicidio del 62enne Claudio D’Andria, freddato per strada a colpi di pistola davanti alla sua abitazione. Alcuni testimoni hanno parlato di due persone arrivate in strada a bordo di uno scooter, un’altra persona ha riferito di aver visto una persona fuggire a piedi nel parco. L’uomo avrebbe un piccolo precedente per droga risalente al 2004.  Nel pomeriggio si è invece svolta una vera e propria esecuzione a Focene, alle porte della capitale. Pietro Rasseni, 40enne con piccoli precedenti per furto e spaccio, è stato ucciso sull’uscio di casa, sotto gli occhi della moglie e del figlio di 10 anni. Subito dopo gli spari, ha riferito un testimone, un uomo è scappato a bordo di un motorino. Si è appreso che la vittima era nota alla gisutizia, con la quale era finita nei guai nell’aprile del 2006 quando aveva forzato un posto di blocco sul Grande Raccordo Anulare. Dopo un lungo inseguimento, durante il quale aveva speronato tre volanti della Stradale e percorso 500 metri contromano, provocando otto ferimenti, era stato arrestato. Infine, poco prima delle 20, ad Anzio, sul litorale romano, si è consumata la terza sparatoria, che si è conclusa con un morto ed un ferito grave. La vittima si chiamava Daniele Righini, aveva 32 anni e un precedente per furto. L’altra persona coinvolta nella sparatoria è Massimiliano Cencioni, suo coetaneo, rimasto gravemente ferito al torace. I due erano a bordo di una Peugeot in corso d’Italia quando sono stati raggiunti dai colpi di pistola. Secondo le prime testimonianze, ancora poco chiare, i killer potrebbero essere scappati a bordo di uno scooter. Anche in questo caso, si stanno svolgendo le indagini. Alemanno, parlando dell’accaduto, ha parlato di un “attacco di criminalità organizzata”. “Abbiamo vinto con la riduzione dei reati, della criminalità in strada e di lotta al degrado – ha spiegato – ma c’è un problema di attacco di criminalità organizzata nella città di Roma, che è nuovo e al quale bisogna reagire in maniera compatta.”

Sparatoria in Texas: ucciso l’assassino

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Il 23enne Esteban Smith ha aperto il fuoco oggi nella contea di Concho, in Texas. Il marine, di stanza nel North Carolina e che era ricercato per essere interrogato in relazione ad un omicidio avvenuto a Jacksonvile, era a bordo di un pick-up quando ha imbracciato un’arma e aperto il fuoco. Nella sparatoria, Smith ha ucciso una donna di 41 anni, morta sul colpo, e ferite altre cinque persone. Il ragazzo è poi stato ucciso dalla polizia, che ha rinvenuto nel suo mezzo un fucile, una pistola e numerose munizioni.

Si spara a Roma: due uomini uccisi a colpi di pistola in due zone diverse

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Secondo omicidio nella capitale oggi: dopo che stamattina era stato rinvenuto in viale Giorgio Morandi, nelle zona di Tor Sapienza, il cadavere di Claudio D’Andria, di 62 anni, ucciso con un colpo di pistola alla testa davanti al palazzo dove abitava, n altro omicidio è avvenuto nel pomeriggio alle porte di Roma. Un uomo è stato ucciso nella sua abitazione, in località Focene, anche lui colpito alla testa da un proiettile. Un testimone ha riferito di aver visto un uomo che scappava a bordo di un motorino subito dopo aver sentito gli spari. Sulla vicenda sta indagando la polizia.

Giallo a Roma: uomo ucciso per strada con un colpo di pistola

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Il cadavere di un uomo è stato rinvenuto questa mattina a Roma, in viale Giorgio Morandi, nella zona di Tor Sapienza. La vittima è il 62enne Claudio D’Andria, romano. Stando alle prime informazioni, l’uomo sarebbe stato ucciso con un colpo di pistola alla testa all’ingresso del palazzo dove abitava. Sembrerebbe che l’aggressione sia avvenuta poco prima delle sette di mattina. D’Andria, incensurato, stava rincasando dopo una passeggiata con i suoi cani. Gli agenti della Squadra Mobile stanno indagando sull’omicidio ma il movente appare ancora un mistero. 

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