Uccisi due giornalisti francesi in Mali

giornalisti-francesi-uccisi-tutttacronacaStavano girando un reportage a Kidal, i due giornalisti francesi che sono stati sequestrati da uomini armati per poi venire uccisi in Mali. A dare l’annuncio della loro morte, il ministro degli Esteri francese. La giornalista Ghislaine Dupont e il suo cameraman Claude Verlon lavoravano per l’emittente Radio France International (Rfi) e, secondo il sito Malijet, sarebbero stati sgozzati. Il ministero “farà di tutto per far luce sulle circostanze della loro morte”, si legge in un comunicato. I giornalisti erano intenzionati a raggiungere Tessalit quando sarebbero stati sequestrati da un commando di quattro persone appena usciti dall’abitazione di un leader dell’Mnla, il Movimento nazionale di liberazione dell’Azawad, come vengono chiamate le regioni del nord maliano, delle quali le comunità tuareg chiedevano l’indipendenza. I cadaveri sono stati trovati a dodici chilometri da Kidal da militari impegnati nell’operazione Serval.

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Morti di sete! Migranti uccisi dal deserto e da un guasto al pullman

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Di solito le storie tragiche di migranti parlano di morti annegati. Stavolta, invece, ci sono 35 morti, forse di più, morti di sete. E’ infatti di almeno 35 migranti nigeriani morti di sete il bilancio di una nuova tragedia dell’immigrazione, nel deserto tra Niger e Algeria.

Per ora sono stati trovati i cadaveri di due donne e tre adolescenti, ha detto un ufficiale. Diciannove i superstiti. Il tragitto di chi scappa dai paesi subsahariani passa infatti dal deserto, prima di arrivare sulle coste della Libia o della Tunisia e poi ripartire via mare. Un viaggio carico di insidie e pericoli, che però fanno in migliaia, anche con bambini. Nel caso di questi 35 migranti è successo che il camion su cui viaggiavano si sia bloccato nel deserto. Nessuna possibilità, evidentemente, di dare l’allarme, nessuno li ha visti. E così la morte è stata inevitabile per molti di loro.

Strage a Brooklyn, un uomo uccide una madre e 4 figli

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Strage a Brooklyn, uno dei quartieri più tranquilli di New York, ma che è divenuto teatro di una vera e propria strage. Un uomo di 25 anni, probabilmente un parente della donna, è entrato nell’abitazione di quest’ultima e ha ucciso a coltellate lei e i suoi 4 figli, dai 9 ai 2 anni. Poi si è lasciato ammanettare dai poliziotti intervenuti su segnalazione dei vicini ignote al momento le cause del gesto che ha shoccato il quartiere.

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Il dramma degli albini d’Africa, facili prede degli sciamani

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Cosa significa nascere albini in Africa? Spesso la parola ALBINO si associa in Tanzania alla parola MORTE. I dati a nostra disposizione ci raccontano che dal 2006, 71 persone albine, cioè prive di pigmentazione della pelle, nei capelli e negli occhi, sono state uccise, mentre 29 sono state aggredite. Ma sicuramente questi dati sono parziali, spesso i reati, perpetrati anche in famiglia, vengono nascosti e non arrivano alle fonti ufficiali per essere conteggiati. Il numero potrebbe quindi essere molto più elevato se si pensa che questa anomalia genetica ha avuto origine proprio in Tanzania. Qui, in questo Paese nell’Africa orientale, ne è portatore 1 su 1.400 tanzaniani, a fronte di una percentuale globale di 1 su 20.000.

Come mai gli albini vengono aggrediti o uccisi? Per ignoranza, superstizione e soldi. Alcuni ritengono e gli albini siano fantasmi che non muoiono. Per altri, sono nati in famiglie maledette. Ma quel che è più sconvolgente, alcuni guaritori realizzano con parti del loro corpo pozioni magiche con cui ottenere salute e prosperità. Un “set” completo di parti di albino – orecchie, lingua, naso, genitali e arti – può valere 75.000 dollari.

Per questa ragione, molti del 17.000 albini che vivono in Tanzania vengono nascosti dal governo. Alcuni ambulanti che vendono “medicine” fatte con le pozioni degli sciamani dediti a uccidere gli albini, si sono lamentati che il prezzo dei loro prodotti sarebbe stato troppo elevato a causa della protezione che il governo ha iniziato a operare sottraendo gli albini alle violenze. Storie di povertà, di sopravvivenza e di sopruso che degenerano in affermazioni e atti agghiaccianti.  Ad esempio lo stupro è un altro orrore che spesso devono affrontare le ragazze affette da albinismo, le quali spesso, soprattutto nel nordovest del paese, vengono aggredite da uomini che pensano che avere rapporti con loro guarisca dall’AIDS.

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Uno dei luoghi più conosciuti in Tanzania che accoglie albini è il Kabanga Protectorate Center. Qui i bambini albini riposano sotto le zanzariere e sono fisicamente al sicuro, ma non vi sono molte prospettive per il loro futuro. Questo rifugio funziona come una sorta di collegio protetto da spesse mura per difenderli dalle mire di cacciatori e guaritori, ma non c’è nessun tipo di investimento sul futuro di questi ragazzi a cui viene solo garantito di rimanere in vita.

Cosa faranno da grandi questi bambini?

Zawia Kassim

Zawia Kassim

Zawia Kassim, una studentessa dodicenne della Kabanga Primary School, sogna di diventare maestra. Gli albini in genere non vanno oltre la scuola elementare, e in alcune comunità dove sono considerati mentalmente ritardati non vanno a scuola affatto. Ma coloro che intendono studiare spesso non ci riescono perché la loro condizione comporta l’abbassamento della vista e quindi la difficoltà di leggere. Molti di loro crescono analfabeti e svolgono solo lavori manuali.

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Nell’immagine Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel al Kabanga Protectorate Center. Angel, che soffre di cancro alla pelle, è stata costretta a lasciare la sua casa quattro anni fa, dopo essere stata aggredita da un gruppo di uomini guidati dal suo stesso padre.

Maajabu Boaz

Maajabu Boaz

Ma c’è anche chi non vuole essere rinchiuso e lotta quotidianamente per rimanere in vita nel suo villaggio d’origine. E’ il caso di Maajabu Boaz, 20 anni, davanti alla sua casa a Nengo, armato di coltelli. Maajabu— che in swahili significa “meraviglia” o “miracolo”, che si è rifiutato di lasciare il suo villaggio per essere ospitato in un rifugio. Altri bambini del villaggio sono stati aggrediti, ma finora la feroce reputazione di  Maajabu lo ha protetto, anche se il ragazzo è diventato un violento, suo malgrado.

Ora a raccontarci di queste atrocità arriva anche un documentario ‘White Shadow’, prodotto da Ryan Gosling e firmato Noaz Deshe, regista apolide che vive tra Germania e Stati Uniti. ‘White Shadow’, che sarà presentato alla   28. Settimana Internazionale della Critica, racconta proprio la persecuzione a cui gli albini sono sottoposti. Se essere neri può essere ancora, a determinate latitudini, una discriminanza, essere albini in Tanzania può rappresentare davvero un rischio altissimo. Le storie raccontate nel documentario sono violente, forti e di una spietatezza senza limiti… eppure raccontano di un problema che molti europei, occidentali e asiatici non conoscono. Secondo questo filmato tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati consumati circa 200 omicidi legati alla stregoneria che si lega in alcuni casi indissolubilmente con le pozioni magiche derivate dai corpi dilaniati degli albini.

Terremoto in Indonesia: 6 bambini morti e 14 sotto le macerie

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Sei bambini sono morti e altri quattordici sono rimasti intrappolati in seguito al crollo di una moschea per il forte terremoto che ha colpito la provincia indonesiana di Aceh.

Sono in corso le operazioni di soccorso tra le macerie della moschea, dove i bambini stavano partecipando ad un corso di lettura del Corano. Il sisma è stato registrato alle 9.37 ora italiana a una profondità di appena 10 chilometri, secondo l’Istituto di geofisica americano (Usgs). Una violenta scossa di terremoto colpì l’Aceh nel 2004, scatenando uno tsunami che provocò la morte di 170mila persone nella provincia di Sumatra e decine di migliaia in molti altri Paesi dell’Oceano Indiano.

Francia sotto shock… uccisa madre e tre figli

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Una madre e i suoi tre figli – di 2, 8 e 9 anni – sono stati ritrovati senza vita nel sud della Francia, a Saint-Paul-Trois-Chateaux. Il marito della donna, un 43enne che al momento non è reperibile, è il maggior sospettato. La coppia stava per separarsi e la donna, una 29enne, già in passato aveva subito violenze dall’uomo. Il corpo è stato ritrovato, in una pozza di sangue, a casa della madre della vittima, dove sembra che la giovane donna si sarebbe trasferita negli ultimi mesi, forse temendo per la sua sicurezza. L’arma del delitto si suppone che possa essere un coltello o comunque un’arma bianca.

I corpi dei bambini invece sono stati rinvenuti nell’auto del padre questa mattina. L’ennesimo dramma famigliare sfogato in tragedia.

L’infermiere killer che ha ucciso 11 persone

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Un ex infermiere spagnolo della casa di cura di Olot, una cittadina al confine con la Francia, è stato accusato di aver ucciso 11 persone, tra il 2009 e il 2010. L’uomo avrebbe obbligato i suoi paziente anche a bere la candeggina o altre sostanze tossica. L’infermiere che si chiama Joan Vila, durante il processo, ha sempre sostenuto di aver ucciso per alleviare il dolore e la sofferenza dei suoi pazienti. Per l’accusa, avvelenare le persone con la candeggina non ha nulla di compassionevole e ha chiesto una condanna a 194 anni. La difesa sostiene invece  l’infermità mentale del proprio assistito e ha chiesto 20 anni di libertà vigilata.

La Nato uccide 10 bambini e due donne.

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Almeno 10 bambini e due donne sarebbero rimasti uccisi in un raid aereo condotto dalle forze Nato nell’est dell’Afghanistan. Lo riferisce la Bbc citando proprie fonti sul terreno. Durante l’attacco è crollata una casa, uccidendo le vittime e facendo altri sei feriti.

Sparatoria in asilo in Quebec… 2 morti!

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Due uomini sono rimasti uccisi in una sparatoria in un asilo Montessori in Quebec, a Gatineau, dove, tra varie classi, c’erano circa 50 bimbi, nessuno dei quali è rimasto coinvolto. Secondo il capo della polizia locale il personale dell’asilo ha avvertito la polizia della presenza di un uomo armato che minacciava delle persone. Al loro arrivo gli agenti hanno trovato il corpo di un uomo senza vita con accanto un fucile da caccia e un altro, in un’altra ala, gravemente ferito e poi morto durante il trasporto in ospedale.  Nessuno dei bimbi, e nessun’altra persona è rimasta ferita ha detto il capo della polizia locale Hamel, aggiungendo che uno dei due uomini rimasti uccisi «è il responsabile della sparatoria, e l’altro un dipendente dell’asilo». «Al momento, stiamo investigando sulla possibilità che quest’evento sia collegato alla separazione di una coppia», ha detto ancora il capo della polizia, aggiungendo di non poter dire nulla sulla possibilità che la separazione riguardi anche uno dei bambini o dei dipendenti dell’asilo.

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UCCISO UN CONSIGLIERE E SUA MOGLIE: giallo a Imola!

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Giallo a Imola. I corpi senza vita di due coniugi – Adamo Longo, 63 anni, ingegnere e consigliere comunale del Pdl nella città emiliana, e Carmela Burgio – sono stati trovati nel pomeriggio dalla polizia nella loro abitazione in via Selice.
Non sono al momento note le cause dei decessi. Un corpo è stato trovato su un divano, l’altro su un letto. Longo aveva partecipato venerdì sera a Imola alla cena di chiusura della campagna elettorale del Pdl, poi non era stato più visto.

Travolti due fratellini da un treno, ucciso capostazione!

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Il capostazione di uno scalo ferroviario nella cittadina di Gulabganj, nello stato centrale del Madhya Pradesh, in India, è bruciato vivo dopo che una folla inferocita ha circondato la stazione appiccando le fiamme alla struttura. L’assalto è scattato dopo la morte di due fratellini, travolti da un treno mentre attraversavano i binari. L’uomo, riferisce The Times of India, si era rifugiato in una stanza ed è morto nel rogo.
Pochi minuti dopo la tragedia costata la vita ai due bimbi di 5 e 12 anni, una folla composta da decine di passeggeri ha circondato gli uffici della stazione e appiccato il fuoco alla stanza del capostazione dove si erano rifugiati tre responsabili dello scalo. Uno di loro è morto, mentre altri due versano in gravi condizioni per le ustioni riportate.

Secondo quanto riportano i media, erano diversi anni che gli abitanti della città chiedevano una passerella pedonale nella stazione. I responsabili avevano però respinto la richiesta per via della mancanza di fondi. La sciagura è avvenuta nello stesso giorno della presentazione in Parlamento del bilancio 2013-2014 delle Ferrovie, che prevede un miglioramento dei servizi per i 24 milioni di passeggeri trasportati giornalmente in India e un aumento dei costi di trasporto delle merci.

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