Addio a Georges Descrières, il volto di Lupin

george-descrieres-tuttacronacaE’ mancato sabato 19 ottobre, all’età di 83 anni, l’attore francese Georges Descrières, noto al grande pubblico per aver prestato il volto ad Arsenio Lupin nella serie tv. Malato da tempo Descrières, il cui vero cognome era Bergé, ha vinto due primi premi al Conservatorio e si è diplomato in arte drammatica, intraprendendo poi una promettente carriera di attore teatrale alla Comedie Francaise. E’ stato anche chiamato a Hollywood, anche se quasi mai nelle vesti del grande protagonista, al fianco di personaggi del calibro di Audrey Hepburn e Brigitte Bardot, ma il suo nome è indissolubilmente legato a quello del ladro gentiluomo. E lui stesso raccontava: “All’epoca in cui la serie era trasmessa in tv ricevevo lettere di uomini e donne che mi chiedevano di intervenire, di fare qualcosa perché venisse loro pagata la pensione. Come se davvero fossi il ladro-giustiziere Lupin”. Tra le altre opere interpretata, a teatro recitò ne Le nozze di Figaro nel ruolo del conte d’Almaviva, fu protagonista del Cyrano oltre che di tanti classici greci. Al cinema, esordì con Il Rosso e il Nero, diretto da Claude Autant-Lara, poi fu ancora Athos ne I tre moschettieri di Bernard Borderie. Dopo l’epopea di Lupin, si ritirò nel sud della Francia, andando a creare e dirigere il Conservatorio del teatro di Grasse.

Beautiful potrebbe mai restare senza Ridge? Arriva Thorsten Kaye

ridge-beautiful-tuttacronacaIn Italia gli appassionati di Beautiful dovranno attendere settembre 2014 per conoscere il “nuovo” Ridge. Nonostante si pensasse che dopo l’abbandono di Ronn Moss il personaggio non sarebbe più apparso, la produzione ha infatti optato per l’ennesimo cambio nel cast e il ruolo è stato affidato al tedesco Thorsten Kaye. Certo, assieme a pochi altri Ronn Moss era un pilastro della serie, considerato che ha vestito gli stessi panni per ben 25 anni, e il paragone non è semplice, ma per conoscere la reazione del pubblico bisognerà attendere il 13 dicembre, giorno in cui l’attore si mostrerà, sul piccolo schermo, agli spettatori americani. Ma come s’inserisce nella trama? Dopo un anno di assenza, con la fuga a Parigi, Ridge riapparirà per fare una sorpresa a Brooke, interpretata da Katherine Kelly Lang, che intanto si è fidanzata con Bill Spencer (Don Diamont). Come si evolverà la situazione?

Un tuffo nel passato: il cast di Baywatch riunito 25 anni dopo

baywatch-tuttacronacaNostalgia per le vecchie serie televisive? Sicuramente in America c’hanno pensato e così, nel corso della trasmissione Entertainment Tonight, hanno organizzato una riunione del cast di Baywatch. Come sono i bagnini più famosi di sempre 25 anni dopo? A mostrarsi davanti alle telecamere sono stati David Hasselhoff, Nicole Eggert, Traci Bingham y David Chokachi, che ne hanno approfittato per ricordare i vecchi tempi. Tra gli aneddoti del set, ricordano che le attrici avevano una clausola nel loro contratto: non potevano nè ingrassare nè dimagrire, stando a quanto riporta l’HuffPost Tv. Traci Bingham, nella serie dal 1996 al 1998, ha raccontato: “Se prendevi o perdevi peso ti mettevi nei guai”. E spiega Nicole Eggert: “Avevi un margine di due chili”.

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Adam Richman cambia programma… e girovita!

Richman-dieta-tuttacronacaHa sfidato per quattro anni le pietanze più grasse, presentate in quantità industriali, per la sua trasmissione “Man Vs Food” Adam Richman. La star di Travel Channel, però, ora ha cambiato vita… e girovita! Dopo le molte abbuffate con le quali è risucito a tenere incollato alla tv i telespettatori americani, Richman ha iniziato a preoccuparsi per la sua salute: raggiunta una circonferenza vita di 100 cm, ha deciso di limitare i danni e passare dall’altra parte della barricata: il dimagrimento. Grazie a una dieta controllata, che prevede pasti di 150 calorie ogni due ore, e all’esercizio fisico, il conduttore ha perso 30 kg. Certo, la lontananza dalle tentazioni alimentari a cui lo costringeva il programma l’ha aiutato. Lui stesso ha raccontato a People: “Quando vado nei ristoranti la gente si aspetta che ordino il piatto più ricco e più grande, ma è bello dire di no. Io non sono un’aspirapolvere umana”. In viaggio verso il peso forma quindi, grazie anche al suo nuovo programma “Fandemonium”: visiterà le fiere alimentari, senza però assaggiare nulla!

Mika e il siparietto con Roberta Pompa alle auditions di XFactors

mika-xfactor-tuttacronaca In attesa che la gara prenda il via, il 24 ottobre prossimo, i quattro giudici di XFactor sono concentrati sulle auditions… e non fanno mancare i tipici siparietti. Come Mika, che ha dimostrato di aver studiato a fondo la lingua italiana, a lui sconosciuta fino a poco tempo fa. Nonostante la pronuncia non sia ancora perfetta, infatti, non si è fatto mancare uno scivolone che ha suscitato l’ilarità del pubblico: sul palco era arrivata una commessa 22enne, Roberta Pompa. La star di Grace Kelly ha esordito con un “Io non parlo tanto italiano, però io capisco pompa. E’ veramente tuo nome? Mamma Pompa, papà Pompa. OK, cosa fai nella vita?”. Roberta, con la sua esibizione di “Cornflakes girl”, è però riuscita a mettere tutti a tacere: la sua voce ha convinto Morgan, Elio, Simona Ventura e anche Mika, che non si è fatto mancare un’altra uscita spiritosa: “Sei mika male”.

Aspettando la nuova edizione di X Factor… i giudici hanno le idee chiare!

xfactor-tuttacronaca24 ottobre. E’ questo il giorno in cui debutterà la nuova edizione di X Factor ma i riflettori sono già accesi sul talent show musicale. La conferenza stampa di presentazione del progrmma si è tenuta oggi e l’attenzione è stata captata da Mika, che giunge al programma in qualità di nuovo giudice. Ma si è parlato anche delle novità della stagione, a partire dall’arrivo del rapper Fedez che dovrà giudicare i concorrenti dell’hip hop. Per i fan del talent show c’è poi una sorpresa speciale: una bubble cam che permette di visionare la puntata ruotando la camera di 360°. Per quel che riguarda gli ospiti, che come sempre saranno numerosi, è stato fatto il nome di Lady Gaga, ma ancora non c’è nulla di ufficiale. Ma come si sono presentati i giudici? Per quel che riguarda il cantante libanese conosciuto in tutto il mondo per i suoi Grace Kelly e Take it easy, ha spiegato: “Ho accettato di fare X Factor, perché mi piace l’energia del programma e perché mi diverto. Mi piace la libertà del programma. Inizialmente ero terrorizzato: non abbiamo fatto tutto in ordine e mi sono divertito molto. Quando uno arriva e trova una cerchia di amici intelligenti, acculturati, educati, pazzi, senza disciplina è bello. Ho avuto la fortuna di aver trovato questi tre amici. Grazie a loro questa sfida è diventata una delle più belle esperienze degli ultimi anni. Grazie”.

Simona Ventura, parla di quello che è importante per lei nel programma: “Faccio X Factor per dare un’opportunità ai talenti che se lo meritano, Non bisogna dare false illusioni ai ragazzi, lo dico da genitore: adesso i ragazzi sono più rassegnati, più seduti. Non lo sono quelli di X Factor. I successi dell’anno scorso servono ai ragazzi che ci guardano. Trovo sempre questo grande fuoco dentro di me: dare un progetto sano nel quale possano credere, affinché possano mordere la vita. In questi due anni la tv generalista è crollata dal punto di vista degli ascolti e della qualità”. Dello stesso parere Elio: “Sono veramente carico, eccitatissimo, Io vivo questa avventura con un senso di altruismo, perché sto cercando di aiutare i concorrenti a raggiungere il successo a incidere un disco che venda copie. Poi faccio un bene per il pubblico perché così hanno di che parlare per 2 o 3 mesi, altrimenti su internet la realtà sarebbe più vuota. Faccio del bene anche a me, perché con l’arrivo di Mika spero di imparare qualcosa. Spero che Mika insegni qualche cosa al mondo della musica italiano che è declinato al più bieco dilettantismo a differenza di quello anglosassone”. Infine Morgan, che ha già le idee chiare: “Io sono votato cristologicamente alla musica. Quest’anno io ho un’idea: musica come cinema. Sky per me è cinema. X Factor è cinematografico. Quest’anno ci serve psicogramma come nel cinema. Vorrei fare arrangiamenti orchestrali. Vorrei far fare una serata con gli arrangiamenti di Pino Donaggio, che ha scritto capolavori assoluti”.

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Presadiretta e il flop dell’austerity

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“Basta con l’austerity”, questo è il grido che si alza in Europa, ma i politici sembrano sordi anche se i dati parlano chiaro:

Nel 2011 quando è cominciata la cura Monti, il debito pubblico era il 120,8% del Pil e c’erano due milioni e 108mila disoccupati. Alla fine di quest’anno il debito pubblico è schizzato al 131,4% del Pil e i disoccupati sono 3 milioni e passa.

Questi sarebbero già dati sufficienti per evidenziare il flop della politica dell’austerity, ma invece l’Europa continua a dettare legge ai paesi costretti a innalzare tasse e tartassare i cittadini. A raccontare il meccanismo che sta portando all’impoverimento gran parte dell’Eurozona sarà il viaggio intrapreso da Riccardo Iacona nella nuova puntata Presadiretta che andrà in onda questa sera alle 21.05 su Rai 3. Le telecamere saranno puntate sulla Sicilia, per il Nordest ci porterà in Portogallo e Francia. In un racconto di Riccardo Iacona e Lisa Iotti, per la prima volta e senza censure e tabù, gli imprenditori e gli economisti metteranno in discussione la moneta unica, l’Euro, così come e’ stata concepita e lanceranno l’allarme sul futuro di questa Europa.

Naturlmente nel racconto di Presadiretta sarà raccontato anche l’esodo degli italiani che sfuggono dall’Italia per cercare fortuna altrove, soprattutto in Germania dove molti dei nostri connazionali, soprattutto giovani, espatriano per cercare lavoro.

 

Noschese e quell’amicizia con Loretta Goggi.

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Io partecipo a Tale e Quale Show solo per un senso di rigoroso, serissimo divertimento. Per prendermi una vacanza di tre minuti nel corpo di un altro. E mi creda: sono fortunata ad essere stata scelta per lo show più bello della tv.

Così Chiara Noschese, figlia dell’indimenticato Alighiero, morto nel 1979 a soli 47 anni, nell’ intervista al quotidiano Il Giornale.

La concorrente in gara per la nuova edizione del Tale e Quale Show in onda da venerdì 13 settembre su Raiuno, ha già suscitato clamore e qualche polemica e c’è chi ha già sollevato il problema della “concorrenza sleale”. Chiara Noschese infatti sicuramente ha un certo feeling con la giurata Loretta Goggi che, proprio con Alighiero Noschese, lavorò in Formula Due, celebre varietà Rai del 1973.

Pur avendo diversi ruoli da protagonisti in musical  prestigiosi – da Aggiungi un posto a tavola a Sette spose per sette fratelli, passando per Mamma mia ha dichiarato:

Io faccio tutto a orecchio. Da piccola cantavo nel coro delle suore, si: un paio di volte anche davanti al Papa. Ma mai preso una lezione di canto in vita mia: mai studiato timbri, inflessioni, quella roba lì. E mai fatto un’imitazione. Però sono un’attrice. Mi piace trasformarmi.

Alla domanda come mai la si vede così poco sul piccolo schermo, la Noschese ha risposto:

Ah: e chi lo sa? Io amo la bella tv, mi divertirei moltissimo a farla. Non sono di quelle attrici snobbone e colla puzza sotto, del tipo “Dio, la tv, come sono scesa in basso!“”… Purché sia tv di livello: questo si. 

 

Casting Velini: palestrati, diplomati e… terrorizzati dalle domande!

aspiranti-velini-striscia-tuttacronacaTra le novità messe in onda quest’anno dal tg satirico Striscia la Notizia anche i velini. Ed ecco che a Cologno Monzese hanno preso l’avvio i casting, tra ragazzi belli e in mutande che domanano, come Alessio P, appena uscito dal provino: “Ma che cos’è ’sto Uelf che mi hanno chiesto, voi lo sapete?” Probabilmente la domanda verteva sul “Welfare” e apparteneva alla sezione di cultura generale, forse non immediata la risposta per chi si aspettava di dover snocciolare dati fisici e hobbies. E Stefano P, che con la sua laurea in brand management non ha saputo spiegare cos’è un trust, spiega: “qui è più un discorso di immagine, quindi se rispondi una cavolata al massimo si chiedono ‘ma che razza di laureati escono oggigiorno!'”. Mediaset ha lanciato il bando per chi sgambetterà sulla famosa scrivania neanche una settimana fa e già l’invito è stato raccolto da 400 ragazzi: quasi tutti diplomati, alcuni studenti universitari, qualcuno con già una laurea in tasca. Tutti con l’aspirazione di godere di un po’ del successo della trasmissione, di avere visibilità. Studiano o hanno studiato, ma la scelta per tutti sono set fotografici e passerelle. La provenienza, per la maggior parte di loro, è la provincia, con Pietro R che spiega che fino a 5 anni fa non parlava la lingua italiana: “Solo dialetto salernitano, che ora ripulisco al Centro teatro attivo di Milano, ma non lo voglio perdere del tutto perché uno deve essere fiero del posto da cui viene”. C’è anche chi è padre da qualche mese, come Manuel C, che dalla nascita del figlio ha smesso di fare il modello e cerca un lavoro “onesto” (ossia “normale”) ma che non si trova. Ma se sono tutti sicuri circa il loro aspetto, l’incubo è la domanda di cultura generale: anche un “qual è l’ultimo libro che hai letto?” è seguita dal silenzio, magari interrotto da una risposta del tenore “Va bene anche uno di scuola?”. A chi studia recitazione chiedono il metodo utilizzato e la risposta è un, corretto, “Strasberg”. Il problema è che quando vogliono sapere “l’altro metodo” arriva uno “Stranislavski”. E se le domande spaventano, a salvarsi alla prova dello “stacchetto” sono solo quelli che hanno fatto un po’ di danza. Non si sa come verranno scelti, se ancora una volta ci sarà l’abbinata biondo/moro. Ma una certezza ce l’ha il Gabibbo: “No alle larghe intese”.

Santanchè vs Travaglio: lite in tv a “La Gabbia”

santanchè-travaglio-lite-tuttacronacaPuntata “calda” ieri sera per la trasmissione La Gabbia di Gianluigi Paragone con ospiti Marco Travaglio e Daniela Santanchè. Offese personali e insinuazioni si sono susseguite con la pitonessa del Pdl che, riferendosi a una causa perduta da Travaglio contro Cesare Previti, ha accusato il giornalista di essere “un delinquente” e poi critica il Fatto Quotidiano per aver criticato le sentenze del processo al generale Mori e il presidente della Repubblica. Da parte sua Travaglio risponde alla deputata accusandola di aver fatto “dieci minuti di starnazzamenti” e poi se la prende con il Pdl dicendo:  “Siete il partito della frode fiscale”. Per tutta risposta la Santanchè chiama Travaglio “il delinquente” e dice: “Noi non siamo il partito delle manette e delle tasse”.

I tronisti di Uomini e Donne: Maria De Filippi svela i nuovi protagonisti

tronisti-uominiedonne-tuttacronaca16 settembre, ore 14.45: per molti appassionati scatta l’ora x, ossia ricomincia Uomini e Donne. Ieri sono state registrate le nuove puntate dell’edizione che sta per iniziare e Maria De Filippi ha svelato ufficialmente dal suo sito i nuovi Tronisti: Tommaso, Anna e Aldo. Chi sono? Il 25enne Tommaso Scala, ufficiale della Marina Mercantile, non è un volto nuovo per i fan del programma: era infatti uno dei corteggiatori di Teresanna Pugliese. La 27enne Anna Munafò, vice Miss Italia 2005 alle spalle di Edelfa chiara Masciotta, ha tentato la strada della recitazione apparendo anche nella fiction Ris-Delitti imperfetti ma alla ribalta c’è arrivata grazie alla storia con Tomaso Trussardi, attuale compagno di Michelle Hunziker. Infine, il 23enne catanese Aldo Palmieri fa il pizzaiolo ma sogna di laurearsi. Nel frattempo, però, cerca la donna della sua vita e nel corso della prima puntata sarà lui stesso a comunicare alla famiglia la nuova avventura televisiva. In poche ore la sua pagina Facebook ha già fatto il pieno di fans. Entrambi i ragazzi hanno preso parte al segmento Ragazzi e Ragazze, sempre all’interno della trasmissione U&D. Troveranno l’amore? Di sicuro, conosceranno la notorietà!

Striscia la Notizia… e la girandola di conduttori!

michelle-hunziker-virginia-raffaele-tuttacronacaE’ pronta ai blocchi di partenza la 26° edizione del tg satirico Striscia la Notizia e il suo ideatore, Antonio Ricci, è stato di parola. Lo scorso ottobre, a Tv Sorrisi e canzoni, aveva anticipato che “Ci saranno grandi novità sui conduttori” mentre alla presentazione di Striscia 2012 aveva parlato di Virginia Raffaele descrivendola come “un’imitatrice eccezionale, bravissima”. L’idea era stata lanciata e ora si è concretizzata: dal 23 settembre La voce dell’irruenza torna con la conduzione proprio di  Virginia Raffaele che dividerà la scrivania con Michelle Hunziker. Assieme a loro… due velini maschi. La convivenza durerà solo tre settimane: dopo di che Michelle entrerà in maternità. E’ ancora mistero sul conduttore che la sostituirà ma si sa che il posto della Raffaele verrà occupato da Piero Chiambretti. A fine ottobre ecco che verrà riformata la coppia Michelle Hunziker-Ezio Greggio, stabile fino al termine dell’anno. A gennaio si ricomporrà invece il duo storico Greggio-Iacchetti che, a sua volta, cederà la conduzione a Ficarra e Picone per gli ultimi mesi della stagione.

Striscia la notizia cambia volto: tra le novità… i Velini!

striscia-notizia-velini-tuttacronacaPotrebbero essere davvero epocali i cambiamenti che sembrano profilarsi all’orizzonte del tg satirico di Canale 5. Mancano ancora le conferme, ma ecco di cosa si potrebbe trattare: Michelle Hunziker e Virginia Raffaele al posto di Ezio Greggio ed Enzo Iacchetti, almeno fino a gennaio. Michelle però entrerà in maternità e quindi potrebbe subentrarle, al 90%, Belen Rodriguez. Ma se “si cambia faccia”, lo si deve fare in modo totale ed ecco allora che, dopo la mancata conferma delle ultime due veline, Giulia Calcaterra e Alessia Reato, al loro posto potrebbero arrivare due velini uomini. Nel frattempo Valerio Staffelli, in Twitter, si chiede “sarà vero?” e commenta: “Virginia Raffaele condurrà Striscia da settembre per pochissimi giorni con la Hunziker poi, quando Michelle partorirà ci sarà una donna, al 90% Belen. Ci saranno due velini uomini, le veline a gennaio”

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Il desiderio della cantante dei Buena Vista Social Club: duettare con Mina

omara-portuondo-mina-tuttacronacaLunedì prossmo, alle 23.55, su Rai 2 andrà in onda “Ritmo de Cuba”. All’interno della trasmissione, anche un’intervista che Cristiano Malgioglio ha fatto a Omara Portuondo, cantante leader dei Buena Vista Social Club. E proprio l’artista lancia un appello: “Prima di morire vorrei cantare con Mina”. Un desiderio, quello della cantante cubana 83enne, che Malgioglio spera possa essere realizzato: “Mi auguro che Mina risponda a questo appello di una delle voci più belle del panorama internazionale. Una richiesta arrivata tra le lacrime di un mito della canzone”. L’autore di alcuni tra i brani più famosi dell’artista racconta anche come già in passato “altre cantanti hanno chiesto di poter cantare con lei, ricordo ad esempio Liza Minnelli, ma il desiderio rimase irrealizzato. Spero che questo duetto da sogno diventi realtà perche rimarebbe, di sicuro, nella storia della musica”.

Forum cambia faccia e dice addio anche Bracconeri

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Dopo il passaggio della Dalla Chiesa a La7 non c’erano dubbi che la trasmissione avrebbe avuto un volto completamente nuovo, ma nessuno immaginava che sarebbe stato l’addio anche per l’ex ragazzo della 3C Fabrizio Bracconeri. Neppure si poteva immaginare che a sostituire la Dalla Chiesa sarebbe arrivata Barbara Palombelli. I messaggi del valletto romano si erano susseguiti nei giorni scorsi e lui, sui cambiamenti, si era espresso così su Twitter:

Vi chiedo scusa ma non chiedetemi della palombelli fatemi iniziare poi vediamo e chiaro x me Rita e’ insostituibile!!! C’è la metterò TUTTA

E poi aveva aggiunto:

Ma cosa pretendete che vi dicaaaaa !!! X me una vale l’altra basterà lavorare bene insieme ripeto Rita x me resta e sarà insostituibile

Poi ieri, sempre con un Twitter, ha dato inaspettatamente l’addio a Forum:

Forum addio !! In bocca al lupo a chi resta e lo farà ho passato un lungo periodo splendito GRAZIE A RITA solo lei ringrazio e il mio socio

Quindi Bracconeri, con un diplomatico tweet ha rivolto il suo in bocca al lupo al programma e ha ringraziato solo la Dalla chiesa e Marco Senise. Al momento quindi non è chiaro se sia stato Bracconeri a decidere di andare via o se sia stata la produzione a decidere di non rinnovare il contratto con il valletto. Ma dalla successione dei twitter sembra che ci fosse la volontà da parte di Bracconeri di rimanere nel programma, ma è anche possibile una decisione dell’ultimo minuto. Gli appassionati di Forum rimarranno fedeli o dopo lo stravolgimento preferiranno rivolgere la loro attenzione su altri programmi nella stessa fascia oraria?

 

Lippi vs Uomini e Donne: “sarebbe meglio non ci fosse più”

claudio-lippi-uomini&donne-tuttacronacaUomini e Donne, la trasmissione in onda su Canale5 condotta da Maria De Filippi e che ha lo scopo di far trovare l’anima gemella tanto ai giovani che ai più adulti, sta per riaprire i battenti. I fan fanno il conto alla rovescia, ma non tutti sono estimatori del programma. Come si può vedere nella pagina Facebook del sito Lanostratv, dov’è sorta la diatriba. Qui Claudio Lippi, dopo che era stato chiesto ai fan chi  volessero vedere sul trono, ha scritto: “Diciamo che sarebbe meglio non ci fosse più la trasmissione. Sarebbe un bel gesto di civiltà.” Forse non vedremo mai Lippi nello studio della De Filippi e ci sarà sempre chi cambierà canale, ma resta il fatto che in molti continueranno a seguire il programma, magari con il cuore in gola.

Mission: “perchè non mandavamo Strada al posto della Canalis?”

-1reality-tuttacronacaSe Michele Anzaldi, deputato Pd e segretario della Commissione di Vigilanza Rai si chiede , riguardo il nuovo reality Mission, “Perché non mandavamo Gino Strada al posto di Elisabetta Canalis?”, Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati con un passato in prima linea all’ONU, ha inviato a La Repubblica una lettera in cui spiegava che l’idea del format fosse, originariamente, diversa. “L’anno scorso, in qualità di portavoce dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr), partecipai ai primi contatti con la Rai. Sull’esempio di analoghe trasmissioni prodotte da tv di altri Paesi, si ipotizzò una trasmissione che avesse l’obiettivo di rendere più comprensibile all’opinione pubblica italiana la condizione vera dei rifugiati, troppo spesso e troppo sbrigativamente raffigurati come una minaccia alla nostra sicurezza. In particolare venne da me suggerito un format australiano (Go Back To Where You Came From, ndr.), molto apprezzato, in cui ad essere coinvolte erano persone comuni, con idee molto diverse tra loro in tema di asilo, e comunque non certo vip. Si pensava dunque ad un’operazione di sensibilizzazione, non ad un reality o qualcosa di analogo, come invece indicherebbero le anticipazioni uscite nell’ultima settimana“. Ma il democratico non è convinto: “Bisogna capire dove sta la verità. La notizia del format australiano non è così esatta come si pensa. La prima puntata di Mission doveva uscire nel dicembre 2012, quindi non è vero che c’è un format australiano dietro. Detto questo, la scelta di accoppiare un tema del genere, così drammatico, con un pubblico da reality è una scelta azzardata. Sicuramente meglio Gino Strada che Elisabetta Canalis”. E ancora: “Bisogna capire se si fa qualcosa di formativo o no. Questo è un tema così delicato che da parte della Rai, il Servizio Pubblico in Italia, c’è bisogno di essere molto chiari nel presentare un programma del genere!” E chi è impegnato nel sociale non può non chiedere perchè proprio la Canalis passi dallo yatch ai campi profughi: “Siamo stati assaliti da mail delle associazioni volontarie. C’è gente che in Italia non fa ferie per andare in zone pericolose a dare una mano. Ci hanno scritto, anche insultandoci a volte: ‘chi ci guadagna in questo programma? La Commissione Vigilanza Rai che ci sta fare allora?’. Dobbiamo dare dei chiarimenti”. Pronte le risposte della Rai, con Giancarlo Leone che in Twitter scrive: “Tv. Due deputati sollecitano presidente Vigilanza di visionare un programma @RaiUno prima della messa in onda. o ?” Ma Anzaldi non risparmia nè una risposta, nè una frecciatina: “Giancarlo Leone ha parlato attraverso un tweet. Forse la Vigilanza Rai meritava qualcosa di più. Noi non vogliamo vedere tutta la puntata, ma alcuni minuti. Ci siamo appellati a Fico perché c’è bisogno di valutare: il presidente della Vigilanza deve visionare dato il tema delicato e drammatico delle missioni umanitarie. Dobbiamo rassicurare il mondo del volontariato.” Ma al parlamentare non piace che siano stati i giornali i primi a parlare del reality: “Siamo sotto pressione: noi parlamentari del caso di ‘Mission’ sapevamo tutto, tanto che c’è pure un’interrogazione parlamentare che è uscita prima di Repubblica. Una volta che è uscita la notizia in un grande giornale ed è stata data in pasto a tutti i media, c’è bisogno da parte nostra di lanciare un messaggio chiaro e rassicurante su quanto sarà fatto.” E intanto la Rai rassicura: “Il servizio pubblico saprà muoversi nel rispetto della dignità delle persone, dei rifugiati e della sensibilità dell’opinione pubblica“.

Brunetta contro Benigni: “uccide Dante”. Ma lo sa che Dante è morto?

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Brunetta si scaglia contro Benigni: “Un buon motivo per non andare all’Inferno è l’idea di trovarci Benigni che ripete la sua solfa uccidendo Dante anche là”.  Ma Renato Brunetta lo sa che Dante è morto? Come si può uccidere chi è già morto?

Il capogruppo del Pdl alla Camera ha poi continuato:

“Per il resto, finché Benigni ripete pateticamente le battute sul sottoscritto e altri colleghi del Pdl, attinte dal repertorio di Grillo e Crozza, non fa ridere, ma pazienza. Invece non c’entra nulla con l’umorismo, ed è pura menzogna, sostenere come fa lui che per la manifestazione di domenica a Roma ‘hanno pagato tutto e tutti’. Una infamia che colpisce non solo gli organizzatori ma diffama volgarmente tanta gente comune e perbene, che è capace di provare affetto per Berlusconi e rabbia per l’ingiustizia, ed è la stessa che prezzola Benigni con il canone quando ci rifila a tariffe milionarie i suoi flop danteschi”.

Polemiche alla Rai, il nuovo reality è nei campi profughi!

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E’ allucinante solo l’annuncio: il nuovo reality show targato Raiuno sarà ambientato in alcuni campi profughi. Qui otto “vip” tra cui Albano, Michele Cucuzza, Barbara De Rossi, Emanuele Filiberto sono chiamati ad aiutare gli operatori dell’Unhcr e e dell’Ong ‘Intersos’.

Il servizio pubblico probabilmente, volendo far colpo sul sensazionalismo e sulla tv del dolore, non si è accorto che probabilmente ha superato il limite della decenza e del buon gusto. Già molte associazioni e organizzazioni non governative hanno alzato la voce e si sono scagliate contro il programma, che dovrebbe andare in onda a novembre, definendolo  «inaccettabile» e «lesivo della dignità di chi deve fuggire dal proprio paese a causa di guerre o persecuzioni».  Il web insorge e si attiva con due petizioni online per bloccare il programma. I promotori, tra cui l’Ong Intersos continuano invece a difendersi dichiarando che il reality sarà un modo per dare riconoscimento ai profughi e sensibilizzare l’opinione pubblica».

La sensibilizzazione pubblica già c’è senza bisogno di inutili strumentalizzazioni che, almeno sulla carta, sembrerebbero andare solo a vantaggio di un programma che cerca di sfruttare il dolore, la sofferenza e il dramma sociale di quei profughi costretti anche alla privazione dell’anonimato. E’ dignitoso, ci si chiede, costringere i più deboli a essere ripresi da un obiettivo senza che possano avere mezzi e strumenti (culturali ed economici) per sottrarsi dall’ennesima “violenza” che li costringe a mostrarsi al pubblico?

«La strumentalizzazione è di chi parla ora senza aver visto e capito il programma», replica Emanuele Filiberto di Savoia. «Forse è vero che al peggio non c’è mai fine, ma questa cosa è incredibile», tuona il Gruppo Umana Solidarietà (Gus). «Fermatevi!!», è l’invocazione. «Siamo una Ong che si occupa di profughi in Italia da ormai vent’anni e all’estero facciamo cooperazione con un’idea differente dal facile pietismo. Abbiamo difficoltà, nel nostro lavoro quotidiano, anche perché non abbiamo il supporto di una comunicazione oggettiva e spesso ci troviamo a gestire le conseguenze di articoli o servizi che cercano lo scoop su questa o quella organizzazione o su questo o quel gruppo di migranti», afferma il Gus.

«Siamo certi – proseguono – che anche il Papa, nel suo recente viaggio a Lampedusa, non si riferisse a un ‘reality’, quando auspicava e desiderava che si ponesse attenzione al dramma di chi fugge dalla propria terra, ma forse siamo noi a sbagliarci. Abbiamo difficoltà a credere che gli ideatori di questo programma abbiano mai visto territori martoriati dalle guerre o fatto esperienze di Cooperazione internazionale. L’aiuto ai popoli in fuga, ai profughi nei campi di accoglienza non passa da uno spettacolo che cerca di impietosire il pubblico di casa al quale chiedere poi un sms ‘solidale’ a favore di organizzazioni che, con una mera operazione commerciale, hanno reso possibile questo programma».

«Se la Rai avesse voluto raccontare il lavoro di tante Ong nei territori di guerra o nei campi lo avrebbe potuto fare in altri modi». «Purtroppo – conclude il Gus – si è spesso dedicata, anche nelle ultime emergenze, a far vedere gli sbarchi e poco più e ad amplificare le polemiche di italiani contro i migranti, di poveri contro disperati».

Dello stesso avviso padre Giovanni La Manna, presidente del Centro Astalli, il Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati. Non ci sta alla spettacolarizzazione del dramma di migliaia di persone che soffrono perché costrette a lasciare la propria terra. «Tutto ciò che finisce in televisione – dice il gesuita all’Adnkronos – diventa spettacolo, al di là delle intenzioni di chi vorrebbe portare all’attenzione dell’opinione pubblica la vita di queste persone. Il pericolo è di provocare l’emozione dello spettatore per il solo tempo della visione, poi si cambia canale e si passa ad altro».

A padre La Manna, da una vita impegnato al servizio dei rifugiati, ‘The Mission’ ricorda un programma di qualche anno fa, ambientato a Parigi, che offriva la possibilità di vivere per qualche giorno l’esperienza di un clochard. «Peccato – dice – che dopo il protagonista di turno tornava nel suo bell’albergo a 5 stelle». E allora «è vero che molti sono alla ricerca di esperienze forti, ma bisogna chiedersi come sensibilizzare la gente, non solo a livello emotivo. La nostra posizione è quella di promuovere un incontro diretto fra i veri rifugiati e le persone in un contesto però – ammonisce – dove diritti e dignità siano salvaguardati». «Ci chiediamo che senso abbia tutto questo – prosegue – quale sia l’intento. Facciamo in modo che i protagonisti veri siano testimoni della loro esperienza. Noi lo facciamo con incontri nelle scuole, dove possono raccontare la loro esperienza. Dove è tutto vero».

Si chiede Padre La Manna: «perchè la signora benestante si commuove e invia i due euro con l’sms solidale per i poveri profughi afghani visti in tv, e poi la stessa signora incontra gli stessi ragazzi fuggita dal loro paese, che vivono e dormono sotto la stazione Ostiense di Roma, non si commuove più?. La Rai – conclude – poteva fare un documentario senza usare Vip. Così è inevitabilmente una cosa artificiosa, dietro la quale c’è sempre l’interesse di fare ascolti. E non si può sensibilizzare davvero su un tema se a muovere tutto ci sono logiche di mercato». «Tutto questo mette grande tristezza», conclude.

Il reality «sicuramente potrà avere un effetto positivo, quello di far conoscere al grande pubblico il tema dei rifugiati, in un contesto caratterizzato da una totale penuria di spazi informativi. Ma il prezzo da pagare è, per noi, troppo alto», commenta Christopher Hein, direttore del Consiglio Italiano per i Rifugiati (Cir). «Il rischio di strumentalizzazione, di un utilizzo inappropriato di immagini, storie e pezzi di vita di persone in condizione di estrema vulnerabilità, è davvero elevato».

«Qual è il messaggio che verrà fatto passare? E quale è il costo che i rifugiati coinvolti dovranno pagare?», si chiede Hein. «Il reale cambiamento comunicativo è quello di riuscire a parlare dei rifugiati non attraverso un uso spettacolaristico delle loro storie, ma riuscendo a cambiare la cultura dei media in questo paese». «E come Consiglio Italiano per i Rifugiati non crediamo davvero che questo programma possa raggiungere questo obiettivo». Contro ‘The Mission’ si muove anche la rete, dove sono già due le petizioni online per chiedere lo stop del reality. La prima, lanciata sulla piattaforma Change.org, chiede alla Rai di «fermare questo scempio che specula sul dolore della gente e spettacolarizza i drammi umani di chi vede ogni giorno negati i propri diritti!».

L’altra petizione è lanciata dal sito Activism.org per chiedere «l’interruzione delle riprese, la sua cancellazione da parte della Rai e un passo indietro da parte dell’Unhcr». «Riteniamo inaccettabile che la tv pubblica realizzi questo progetto. Lo sfruttamento della sofferenza cui sono sottoposti i profughi a fini di spettacolo – si legge – non può essere tollerato ed è per noi motivo di indignazione». «Ancor più inaccettabile è il comportamento di Unhcr e Intersos, che si sono prestate a questa iniziativa, rinnegando i valori di umanità ed etica professionale che dovrebbero caratterizzarle».

«A tale proposito ricordiamo la Carta di Roma del 2008, ossia un protocollo deontologico concernente l’utilizzo dell’immagine e dell’identità di rifugiati, richiedenti asilo, migranti e vittime di tratta redatto dall’Ordine dei Giornalisti e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana in collaborazione proprio con l’Unhcr». «Esistono altri codici per fare informazione – prosegue il testo della petizione – e dare visibilità alle varie comunità di rifugiati nel mondo. ‘The Mission’ servirebbe piuttosto a rilanciare l’immagine dei cosiddetti Vip, non certo darebbe una spiegazione delle cause dall’origine della condizione di queste persone, dei problemi che affrontano quotidianamente, delle loro prospettive per il loro futuro. Perché la Rai non realizza dei documentari o dei reportage al posto di un becero reality? In Italia abbiamo le risorse umane per fare dell’ottima informazione, che non necessariamente deve essere noiosa».

«Quando abbiamo deciso di aderire a questo esperimento di comunicazione eravamo ben consapevoli di esporci a critiche, commenti e di suscitare interrogativi purtroppo, anche qualche insulto», afferma Marco Rotelli, Segretario generale di Intersos, Ong impegnata in 30 paesi nel mondo. «Da molti anni le organizzazioni umanitarie dibattono sulla comunicazione, su metodi e limiti del loro rapporto con il pubblico. Quanto alle crisi umanitarie, l’opinione condivisa da molti è che se ne parli troppo poco: tranne in rare eccezioni, solo quando gravi tragedie scuotono le emozioni del grande pubblico e si accende la luce mediatica sulla sofferenza di milioni di persone, altrimenti dimenticate».

«Proprio per dare riconoscimento a queste persone, in particolare ai rifugiati – spiega – abbiamo accettato di partecipare al programma». «Molti giornalisti della tv, della radio, della carta stampata e più del web ci hanno cercato, sono venuti a trovarci nei programmi in vari paesi, hanno condiviso con noi fatica, passione, pericolo, successi, frustrazioni, competenza e talvolta fallimenti. Purtroppo, raramente tutto questo è potuto esser trasformato in un messaggio, un’informazione destinata a molti. L’umanitario è sempre rimasto nelle ultime pagine dei giornali quotidiani, nei piccoli box a margine dei settimanali o nei programmi della mezzanotte della tv».

«Noi sappiamo con certezza che quel che facciamo è importante, vitale, essenziale, oltre che meraviglioso», spiega ancora Rotelli. «Per questo vogliamo portare questo messaggio e questa consapevolezza alla gente che oggi non li trova nell’informazione. Ci è stata offerta questa possibilità. L’abbiamo valutata, considerata rischiosa per l’immagine dell’organizzazione ma unica per il potenziale di diffusione che portava con sè. Abbiamo quindi chiarito bene le cose, gli obiettivi, i limiti e le modalità, a garanzia di tutto quello che cerchiamo quotidianamente di salvaguardare, a partire dalla dignità di ogni essere umano. Infine, abbiamo deciso di partecipare. La causa ci è sembrata più importante dei rischi di una simile operazione», conclude.

Perchè la Rai, tv di stato, in grave indebitamento, continua a perseguire la strada di una tv che propone programmi irriverenti verso la sofferenza umana?

Gemelle obese vanno in tv per raccontare il dramma di vivere con 200kg

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Valeria e Natalia Garcia hanno entrambe 36 anni e sono due gemelle con lo stesso problema di obesità. In due pesano 400 kg circa 200 kg ognuna. Le due donne dopo tante diete e mille problemi di salute hanno deciso di andare a raccontare il loro dramma in un programma della tv argentina.

“Sono stata ricoverata in ospedale con la polmonite e hanno fatto tutto il possibile per trovare un posto letto adatto senza riuscirci”, ha detto Valeria singhiozzando. Natalia ha spiegato: “Abbiamo fatto molte diete, in una avevamo perso 30 kg per poi riprenderne 50”. Vivere con questa obesità le ha portate a essere discriminate in tutto, anche sui mezzi pubblici, tanto da arrivare a lanciare un appello che è stato accolto da un’equipe medica. D’ora in poi il loro regime alimentare sarà sotto la supervisione del Dr. Alberto Cormillot.

Bimbo muore schiacciato da un televisore

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A Santa Maria Capua Vetere un bambino di 4 anni e mezzo è morto schiacciato dalla tv. A quanto si è appreso dalle prime fonti, il bimbo era in casa con il padre, il quale si è allontanato per andare in bagno e a quel punto il figlio si dovrebbe essere aggrappato all’apparecchio televisivo per issarsi, ma il vecchio televisore, munito di tubo catodico, è caduto addosso al bambino schiacciandogli il torace. Inutile la corsa del padre all’ospedale Melorio, perchè il piccolo vi è arrivato già morto. Sul caso indagano i carabinieri.

La grande guerra di Ruby: denuncia a giornali, tv, blog e social network

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Secondo il settimanale Oggi, Karima Marough, conosciuta come Ruby Rubacuori, attraverso il suo legale Giuseppe Tortorelli ha deciso di denunciare tutti quelli che a partire dall’ottobre 2010, in Italia o all’estero, su giornali, tv, blog e social network l’hanno presentata e continuano a presentarla come una prostituta. Sempre secondo il settimanale Ruby avrebbe denunciato anche tutti quelli che hanno pubblicato le foto di alcune sue ardite esibizioni nei locali genovesi. Quelle immagini infatti sono già state oggetto di una condanna per il suo fidanzato, oggi padre anche di sua figlia, Luca Risso, processato per detenzione di materiale pedopornografico. All’epoca dei fatti, Karima Marough, era minorenne, a maggior ragione quindi quelle immagini non andavano diffuse e pubblicate su giornali, blog e social network.

Il trasloco di Benedetta Parodi: da La7 a Real Time

benedetta-parodi-tuttacronacaAd annunciare il trasferimento di Benedetta Parodi c’ha pensato una nota diffusa da Discovery Italia che ha spiegato che la conduttrice sta per approdare a Real Time (canale 31 digitale terrestre, SKY canale 124,125 e in HD e TivùSat canale 31) dove “sarà protagonista di uno show previsto per l’autunno”. La nota conclude spiegando che “Real Time a giugno ha sfiorato il 2% di share attestandosi come 8° canale nazionale e 5° canale sul proprio target (donne 20-49 anni)”.

La barzelletta di Arcore… alla fine Berlusconi sale sul palchetto!

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Sale o non sale questo è il dilemma…

E la realtà supera l’immaginazione. Un palco allestito. I militanti davanti alla sua villa arrivati su sollecitazione dei dirigenti del Pdl… Tutto è pronto ma Berlusconi non può scendere, glielo impediscono i legali. Interdetto? Lui chiuso in casa, i militanti che lo invocano… almeno un’apparizione? No, il Cavaliere è risoluto e ritirato nel suo privato. Poi sono   Daniela Santanchè e Michela Vittoria Brambilla a convicere l’ex Premier e lui, in barba ai suoi avvocati, accetta l’invito e arriva sul palco.

Stringe le mani, ostenta sorrisi, ma non parla. Il segnale pesa sul Popolo della Libertà tornato ad essere Forza Italia. Il leader è confuso e forse il suo popolo per la prima volta, questo pomeriggio, ha visto la debolezza di Berlusconi.

Per cosa verrà ricordata la manifestazione di oggi davanti alla villa di Berlusconi? Per la  Zanicchi che intona “prendi questa mano zingara”? Forse ci si aspettava una adesione maggiore, forse era davvero meglio non apparire piuttosto che mostrarsi muto… forse solo il tempo potrà far chiarezza su un uomo che nell’ultima settimana ha sentito tremare la terra sotto i piedi e che oggi è stato imbavagliato dai suoi avvocati per paura che potesse dire la famosa “frase di troppo”!

Davanti alla casa del Bunga Bunga si schiera l’esercito… ma Silvio non c’è!

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Sembra prprio non mancare nessuno tra i militanti di Silvio Berlusconi che oggi si sono dati appuntamento davanti alla villa di Arcore per una manifestazione contro la magistratura. Amministratori locali, dirigenti di partito e parecchi parlamentari. Sotto al palchetto sfilano i big del Pdl: Lucio Malan, Daniele Capezzone, Stefania Prestigiacomo, Daniela Santanchè, Laura Ravetto. Naturalmente in prima linea c’è anche  Volpe Pasini, l’ideologo dell’esercito di Silvio.

La prima confusione però è nelle bandiere c’è chi ancora sventola quella del Pdl e chi invece ha riesumato dall’armadio quella di Forza Italia.

Tra gli altri striscioni anche quello dell’Esercito di Silvio e poi cartelli dedicati alla pm di Milano, Ilda Boccassini, sui quali c’è scritto: “Boccassini: ai lavori socialmente utili dopo una vita per lavori inutili a carico del contribuente”.

Arriva anche Iva Zanicchi che spiega “di essere qui per solidarietà più che per Forza Italia, anche se sono d’accordissimo, ritroveremo entusiasmo”. Zanicchi, poi si è soffermata sulla recente condanna a Berlusconi per il caso Ruby dicendo che la “sentenza non mi è proprio piaciuta. Io ho grande rispetto per la magistratura, perchè posso dire che la giustizia in Italia c’è, in questo caso non tanto, mi ha abbastanza sconvolto, sulla condanna e sull’entità, è vergognosa”.

E’ stato montato anche un palchetto sul quale parlerà Silvio Berlusconi alla sua prima uscita pubblica dopo la settimana nera delle condanne inflitte al Cavaliere dalla magistratura. E per tutta la giornata le colombe del Pdl, a partire da Gianni Letta, hanno invitato Berlusconi a usare toni morbidi, nel suo intervento di fronte ai fedelissimi arrivati ad Arcore. Sia sulla magistratura sia sul governo. Chissà. Chi lo conosce bene, spiega che in questi casi non è prevedibile ciò che dirà e come misurerà le parole. E’ un dato ci fatto che, dopo aver rassicurato i ministri sul governo Letta, il Cavaliere ha dato il via libera a una manifestazione contro i giudici di fronte a casa sua.

E’ un fulmine a ciel sereno quello che investe i militanti riuniti davanti all’abitazione di Silvio Berlusconi:

“Berlusconi non parla, i legali hanno sconsigliato”. A sorpresa Mantovani sale sul paco e annuncia che il Cavaliere ha “il cuore gonfio di rabbia” ma i legali, in questa situazione delicata, gli hanno consigliato prudenza. E la folla reclama “Silvio, Silvio”. E qualcuno: “Cambia avvocato e vieni a parlare”.

I militanti si lamentano. Vogliono sentire Berlusconi. Sale sul palco la Zanicchi: “Vogliamo solo un saluto veloce, chiediamo a Berlusconi di venire a farci un saluto, anche senza parlare”

SILVIO NON C’E’!

Tv con lo schermo curvo, da luglio anche in Europa

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E’ la Samsung a portarla in Europa a luglio, dopo averla ampiamente provata sul mercato coreano. La Lg che l’aveva lanciata qualche mese prima invece attenderà a esportare il suo prodotto nel vecchio continente. La curvatura dello schermo Oled, da 55 pollici di Samsung, dovrebbe migliorare l’esperienza visiva, ma il costo è ancora troppo elevato: 10 mila euro. Tra le sue caratteristiche la tv vanterà anche una tecnologia 3D attiva che consente la visione “dual view”, due programmi contemporaneamente,  tramite l’uso di occhiali 3D e la compatibilità con l’Evolution Kit, vale a dire la soluzione di Samsung per mantenere i propri televisori sempre aggiornati cambiando solo parte della componentistica elettronica, quindi un investimento anche sul futuro.

 

“Dismisura, abuso di potere e degrado”, le cene di Arcore secondo Mora

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Non usa eufemismi Lele Mora rendendo dichiarazioni spontanee al processo “Ruby bis”. Fa il “mea culpa” e affonda il coltello su quanto secondo lui accadeva nelle serate ad Arcore nella Villa di Silvio Berlusconi. L’udienza si apre con parole dure «dismisura, abuso di potere, degrado, tre parole che ho letto sui giornali e che condivido», così definisce le “serate eleganti” dell’ex Premier. Mora ha poi letto la sua dichiarazione spontanea assistito dai suoi difensori, gli avvocati  Gianluca Maris e Nicola Avanzi, «poche parole per non violare il silenzio che mi sono imposto e che per me è l’unica condotta dignitosa» e poi ha aggiunto che durante il suo periodo di carcere, per l’accusa di bancarotta ha avuto modo di riflettere «…perché il carcere ti impone una pausa».

Si è anche scusato con i giornalisti per aver attaccato con polemiche aggressiva la stampa, per poi sottolineare il suo ruolo “passivo” nella vicenda e chiarire che «oggi non voglio più mangiare cibo avariato e lascio il compito di chiarire ai miei difensori». In particolare le sue scuse si sono rivolte al conduttore di ‘Piazza Pulita’ Corrado Formigli. «Mi vergogno – ha spiegato – di tante polemiche che ho fatto in passato contro i giornalisti e i comunisti e voglio chiedere scusa senza se e senza ma». L’ex manager dei vip ha detto di voler «uscire da questa bufera infernale che mi ha tolto la luce».
Mora ha ammesso di aver portato alcune delle ragazze ad Arcore, ma di non averle mai costrette e ha aggiunto di aver ricevuto «un prestito da Berlusconi tramite Fede con cui potevo salvare la mia società». Per i fatti di bancarotta, ha concluso, «mi sono assunto le mie responsabilità, per quelli di questo giudizio valuterete voi giudici».

Intervista shock a Lele Mora: Berlusconi buono come Wojtyla

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“Il presidente proprio non meritava una condanna così grave. E sa perché? non c’è al mondo un uomo buono come lui. Io ho frequentato Papa Wojtyla, Madre Teresa e Lady Diana e Berlusconi resta il più gentile e umano di tutti”.

Queste le sconvolgenti parole con cui inizia Lele Mora nell’intervista de “Il Fatto Quotidiano”.

Poi prosegue:

“Sono amareggiato, conosco Berlusconi dall’85, eravamo e siamo grandi amici anche se non ci sentiamo più perché i giudici lo sconsigliano. Io, come il presidente, ho sempre e solo cercato di aiutare ragazze in difficoltà”.

E sottolinea:

“È questo che l’ha fregato, la sua inequiparabile generosità”.

Nelle parole di Lele Mora sembra quasi che sia stato Silvio berlusconi ad essere molestato:

“Alcune si presentavano con la pelliccia e nulla sotto: completamente nude. Ma al presidente non piacevano queste qua. Troppo sfacciate. Lo colpisce la spontaneità”.

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Poi su Ruby non ci sono dubbi:

“Le ha dato soldi per aprire il centro estetico, l’ha fatto per pena. Sono certo che non abbiano mai fatto sesso: anche perché, dopo il suo intervento alla prostata, non tutto funziona al meglio. e poi non la poteva soffrire: puzzava di sudore, era malconcia”.

E poi non ha dubbi:

“Consiglio al presidente di continuare a lottare perché non ha fatto nulla. Venerdì, ho deciso, andrò in tribunale per le dichiarazioni spontanee”.

Ma non sarà forse controproducente che un personaggio “equivoco” come Lele Mora possa andare in Tribunale per una dichiarazione spontanea nel processo che vede imputato l’ex Premier italiano?

Brunetta non ci sta alla successione dinastica

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Renato Brunetta va contro la successione dinastica che ormai sembra quasi inevitabile. Marina Berlusconi, primogenita del Cavaliere è oggetto di un duro attacco che il capogruppo del Pdl alla camera lancia dai microfoni di 24 Mattino su Radio24. Il parlamentare si esprime senza mezzi termini contro la successione di Marina Berlusconi: “Non mi piacciono le dinastie, né quelle monarchiche né quelle democratiche. Se la dottoressa Marina Berlusconi vuole fare politica, e ne ha tutte le capacità, faccia pure. Ma non penso che sia plausibile un’investitura a carattere ereditario”. E poi aggiunge: “Dimostri le capacità in politica, come ha fatto in ambito manageriale e, se vale, acquisirà ruoli, funzioni, leadership. Io amo il merito, in democrazia è tutto. Essere leader perché si è ‘nati da’ penso sia un modo di selezionare la classe dirigente un pò obsoleto”.

Ma il dissenso del Pdl sulla figlia di Berlusconi arriva da più partiti del partito. Anche Manuela Repetti, parlamentare del popolo delle libertà e compagna di Sandro Bondi, mette le mani avanti su una possibile discesa in campo di Marina: “Non credo – dice durante la trasmissione televisiva Agorà su Raitre – che ci sia bisogno di scoraggiare l’idea di una Marina Berlusconi in politica. Al di là delle considerazioni sincere e oggettive relative alle tante qualità umane, professionali e di onestà che le riconosco, credo che lei stessa non abbia alcuna intenzione di farlo”. E conclude: “Credo che lo stesso Berlusconi, per l’affetto che ogni genitore nutre per i propri figli, non abbia tutto questo desiderio di mandare sua figlia non dico al macello, ma in politica”.

La Gelmini contro la sociologa… il risultato è devastante!

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Si è consumato l’ennesimo scontro televisivo sui comportamenti di Silvio Berlusconi, condannato dal tribunale di Milano a 7 anni di reclusione e l’interdizione dai pubblici uffici.  Questa volta a uscire danneggiata sembrerebbe proprio essere la Gelmini che durante la trasmissione di Ballarò avrebbe risposto “confusamente” alla sociologa Amanda Signorelli.

La sociologa infatti ha ribadito come Berlusconi avrebbe “sdoganato il vecchio machismo all’italiana e la prostituzione perchè attraverso tutta la sua lunga storia di uomo pubblico vi è stato un atteggiamento verso le donne di un certo tipo. Ha recuperato il vecchio machismo italiano e ha recuperato un fenomeno molto antico che è la prostituzione, dando a entrambi un tocco postomoderno. Il vecchio machismo implicava il fatto che un uomo avesse delle prestazioni sessuali di un certo livello. Quando Berlusconi negli incontri pubblici non faceva altro che osservare o valutare ad alta voce l’aspetto delle donne presenti, chiedere numeri di telefono, vantarsi delle proprie capacità in termini poco eleganti. In tutta questa situazione quale carisma propone? Non è quello del macho latino, ma dimostra che quello che conta in un uomo è la quantità bulimica di prestazioni sessuali che può pagare. Se la Gelmini andasse in giro a sentire quello che la gente dice sugli autobus o nelle università si renderebbe conto che questa è l’immagine che è stata sfornata, lui ha tanti soldi fa quello che gli pare, perchè glielo dovremmo proibire? Se qualcuno ha trasformato i suoi atteggiamenti o ambizioni sessuali in una questione pubblica, quello è stato Berlusconi stesso con tutti i suoi atteggiamenti, sollecitazioni, pretese fatte in sedi pubbliche nazionali e internazionali. Berlusconi, dal mio punto di vista prettamente culturale e che anche dal punto di vista della prostituzione ha fatto un’innovazione molto grossa: l’ha sdoganata in pieno: Berlusconi è un imprenditore e per lui tutto può essere merce, tutto si misura in valore di mercato. Per Berlusconi non c’è nulla di sbagliato nel fatto che uan donna intelligente brava e bella si metta sul mercato.”

La risposta della Gelmini non ha tardato ad arrivare: “A fronte del compiacimento che colgo in studio di fronte alle condanne di Berlusconi, figurariamoci se mi soprendo per il giudizio o per il pregiudizio nei confronti di Belusconi. Quello che mi fa più orrore nelle parole della professoressa è che quando dice che Berlusconi avrebbe sdoganato la prostituzione, automaticamente condanna al rango di prostitute donne che non conosce. Il suo giudizio morale è pesantissimo solo perché ha letto qualche intercettazione. Se si sente libera di privare della dignità e del decoro altre donne faccia pure, ma questa affermazione mi sembra abbastanza grave”

La sociologa ha quindi ribadito: “Ho precisato che non so quali erano le intenzioni Berlusconi, non so se le ragazze sono state pagate o meno. Lo sdoganamento della prostituzione lo si riconosce andando per le strade e se senti uomini e donne che parlano delle ragazze che si prostituiscono come brave ragazze. Ritengo che il modo di agire di Berlusconi abbia modellato la società”.

Anche dopo l’ulteriore spiegazione della professoressa Signorelli, la Gelmini ha continuato a confondere i termini e in breve tempo la rete a iniziato a twittare quella che per molti è stata una “figuraccia” dell’ex ministro dell’istruzione.

La cena Berlusconi-Letta… un piatto amaro per gli italiani

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La cena a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Enrico Letta si è consumata in un clima “cordiale e positivo” alla presenza anche di Gianni Letta e di Angelino Alfano. Un incontro durato tre ore che ha riservato un piatto amaro per gli italiani. Lo stop dell’Iva ci sarà ma lo pagheremo caro. Le coperture infatti dovrebbero arrivare da un aumento selettivo delle accise sugli olii combustibili, dall’introduzione del balzello sulle sigarette elettroniche, dal taglio dei fondi per la costruzione dell’autostrada libica decisa con il trattato di amicizia e da tagli ad altri investimenti. Saccomanni tuttavia, avrebbe un asso nella manica: un possibile aumento dell’acconto Irpef di novembre. Farlo salire del 5% farebbe salire gli incassi del 2013 di un miliardo di euro circa, permettendo di rimandare l’Iva fino a dicembre. Poi verrebbe scalato nel 2014, ma sicuramente sarebbe un duro colpo per gli italiani che si troverebbero a dover anticipare le tasse dell’anno futuro… fin quando sarà possibile strangolare i cittadini?

“Berlusconi è perseguitato… dai reati”, così Crozza

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L’inizio è per la Gelmini “Come mai è venuta lei? La Carfagna aveva Pilates. Le ho dato un dispiacere?”. Ma dura poco perchè il tema caldo della serata è ben altro: “Mi sa che è finita la stagione di Silvio…l’estate 2013 se la ricorderà per un po’. Detto così sembra un film dei Vanzina… Sapore d’estate? No, sapore di sbarre”. Poi aggiunge: “Berlusconi è davvero perseguitato. Dai reati! In un anno ha preso 12 anni. La magistratura gli sta allungando la vita! Ma a Berlusconi non è venuto il dubbio che Ghedini si sia laureato al Cepu? E’ l’unico difensore che riesce a far prendere al suo assistito più anni di quelli chiesti dall’accusa!” E la Boccassini? “Non c’era alla lettura della sentenza. Vuoi mettere vederla a casa con gli amici? Con il dolby surround?”

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Poi si concentra su Brunetta, quindi passa alla Biancofiore e all’ineleggibilità di Berlusconi. Si passa al Pd: “Non commentano la sentenza, anzi, dicono che va divisa dalla politica. Eh sì, perché la concussione la faceva da chansonnier”. E sulla Idem: “Ah, si è dovuta dimettere: se sei tedesco e fai il furbetto in Italia, il Pd ti fa un culo così. Se sei brianzolo….ti fa un inciucio così”. Poi: che differenza c’è fra un f35 e il Pd? Uno si spacca non appena prende quota, l’altro è un aereo”. Ce n’è anche per Beppe Grillo: “Sono le 21.34 e Grillo non ha ancora cacciato nessuno? Ci saranno problemi con il wi.fi”

Ferrara in piazza… tra provocazione e cattivo gusto

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Il Popolo delle Libertà scende in piazza capitanato da Giuliano Ferrara che tramite i social network ha lanciato il raduno a piazza Farnese a Roma contro “il tribunale speciale del comune sentimento del pudore”. Dopo la condanna a 7 anni e l’interdizione dai pubblici uffici, il Direttore del Foglio, raduna gli elettori e manifesta al grido di “Siamo tutte p*****e”. Tra provocazione e cattivo gusto, continua l’escalation dei berlusconiani che si oppongono alla magistratura e non riconoscono il rispetto delle sentenze.

Ferrara debutta passandosi il rossetto sulle labbra e inviando un bacio dedicato a Ilda Bocassini. La folla non è molta, ma una signora lo abbraccia e bacia affermando “Giuliano sei il mejo, grazie”. I presenti lo osannano e lo ringraziano e il direttore del Foglio afferma: “Si sa a Berlusconi piacciono le donne e lui piace a loro. Ma da qua a considerare tutto questo un reato…” Parla per circa mezz’ora, ricostruendo i fatti e indignandosi, chiamando la partecipazione e mettendo le mani avanti:”Domani diranno che è stato un flop ma chissene frega”. Con lui c’è la moglie, Anselma dell’Olio, al loro un cartonato di Mubarak e del Cavaliere.

E’ arrivata anche Francesca Pascale in piazza, che dice: “Mi sento offesa dalla giustizia, Silvio è l’uomo che amo”. Poi aggiunge: “Non sono una put***a e nemmeno Ruby.”

La Santanchè dichiara: “ieri mi sono vergognata di essere italiana” e ribadisce: “non possiamo più subire queste ingiustizie, Berlusconi è stato condannato a morte.” Certo, c’è da dire che noi italiani ci vergogniamo di essere definiti all’estero come il popolo del Bunga Bunga! Sempre nel corso della manifestazione in difesa di Berlusconi ha detto: “Dobbiamo tornare in piazza, è una guerra. Stanno togliendo la libertà a Berlusconi”.

Dal canto suo, la Pascale ha dichiarato: “Questa è una sentenza vergognosa. Sono venuta in piazza perchè mi sentivo di venire. Non ho avvisato Silvio perchè mi avrebbe impedito di essere qui, sarebbe stato preoccupato per me. Penso comunque che se me l’avesse impedito sarebbe stata la prima volta che gli avrei disobbedito”.

“Ridicolo un miliardo per il lavoro, è solo un’aspirina”, ha detto Daniela Santanché in piazza. “Il governo rischia?” Le chiedono i cronisti. “Rischiano tutti i governi che non fanno” risponde lei.

Marina Berlusconi: l’erede al trono?

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Non è una novità per i salotti della finanza milanese in cui da tempo se ne parlava apertamente. La figlia prediletta e la probabile “erede al trono” potrebbe essere proprio lei: Marina Berlusconi. Non a caso quelle parole dette dopo la sentenza sembravano più da manager e da erede che da figlia:

“Quello cui abbiamo dovuto assistere è uno spettacolo assurdo che con la giustizia nulla ha a che vedere, uno spettacolo che la giustizia non si merita”

Secondo alcune indiscrezioni poi ieri ci sarebbe stata una cena a casa Arcore e il Cavaliere si sarebbe detto “non contrario” a passare di mano lo scettro proprio alla sua primogenita. Continuerà la Dinasty del Cavaliere?

Dopo la condanna in tribunale, Berlusconi assolto a Porta a Porta?

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Se il tribunale condanna, la tv assolve e così Silvio Berlusconi riceva la sua “purificazione” a Porta a Porta. Bruno Vespa accusa la magistratura e nell’attesa che oggi il Pdl ritorni a protestare in piazza, nello studio dove propio l’ex Premier firmò il “contratto con gli italiani”, va in onda la difesa a spada tratta del Cavaliere.

E proprio il conduttore ad aprire la puntata con: “Quasi nessuno immaginava una condanna così severa, compresa la richiesta della Corte di aprire un processo per falsa testimonianza contro parte dei testimoni del processo, comprese molte delle ragazze che facevano parte delle ‘serate eleganti’, deputati e collaboratori dell’ex presidente del Consiglio”, spiega. Per Vespa la “sentenza non dovrebbe avere conseguenze dirette sulla stabilità dell’esecutivo, ma segna un punto di svolta nei rapporti tra politica e magistratura”.

La puntata va avanti tra un’intervista a Daniela Santanché al garantismo di Francesco Nitto Palma, l’ex ministro nel governo Berlusconi (ora presidente della Commissione giustizia del Senato), fino ad arrivare alle teorie di Maurizio Belpietro.

La magistratura sotto processo mediatico?

Nitto Palma afferma sicuro che: “Avendo letto le carte, pensavo di dover commentare questa sera una sentenza di assoluzione, dato che non ho ritrovato alcun serio elemento probatorio per sostenere l’accusa, con riferimento al reato di concussione e prostituzione minorile”, attacca. Poi spiega come “tutti i testimoni che hanno rilasciato dichiarazioni diverse rispetto alla posizione dell’accusa” sono coinvolti ora nella trasmissione delle carte alla Procura per falsa testimonianza.

Ma se il Pdl fa quadrato come è logico ci si sarebbe aspettati ben altra reazione da Dario Nardella, giovane deputato del Pd, che invece stupisce tutti dichiarando: “Evidentemente i giudici hanno valutato le carte con questo esito”, spiega, parlando della necessitò di “rispettare le sentenze”, ma senza esprimersi in merito e ricordando come si tratti soltanto del primo grado. Non prima di spiegare come sia necessario dividere le questioni politiche dai problemi giudiziari del Cavaliere. Parole che hanno un gusto amaro, proprio perché pronunciate da un giovane democratico che ancora una volta sembra ribadire il ruolo della magistratura senza voler prendere nessun tipo di posizione e di giudizio politico ed etico. 

“Picchia duro” Maurizio Belpietro, direttore di Libero che afferma: “Una sentenza incredibile, non esiste una prova certa, i presunti concussi dicono di non essere tali, la vittima che dice di non essersi mai prostituita”, attacca. Le stesse posizioni ribadite da tempo e andate in onda nelle televisioni di famiglia nell’ “inchiesta” di Rete 4 “La guerra dei vent’anni”. Tutti si alternano a dipingere Berlusconi come il classico “perseguitato politico”.  

L’interdizione di Berlusconi si ripercuote su Mediaset, cala il titolo

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La pena accessoria della sentenza Ruby potrebbe pesare più della principale. L’interdizione legale per la durata della pena ha già avuto i suoi effetti in borsa, dove il titolo Mediaset ha chiuso in calo del 5,3& a soli 2,39 euro.

Ma cosa significa l’interdizione? Se la pena accessoria fosse confermata fino al terzo grado di giudizio le conseguenze sarebbero dirompenti per i patrimoni di Silvio Berlusconi. L’interdetto legale è una persona che ha commesso un reato la cui pena è superiore ai 5 anni di reclusione per cui il giudice decide di limitare la sua capacità di agire e soprattutto di prendere decisioni nell’ambito del proprio patrimonio. Berlusconi in sostanza sarebbe sostituito da un tutore.  Non potrebbe quindi disporre in alcun modo delle aziende di cui è socio come Mediaset e Mondadori.

La Santanché contestata dopo i 7 anni a Berlusconi

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Era andata in Aula per assistere alla sentenza del processo Ruby, ma dopo la condanna a 7 anni di Silvio Berlusconi, Daniela Santanché è stata accolta da fischi e insulti da parte dei manifestanti che hanno atteso fuori dal Palazzo di Giustizia di Milano, la paralmentare del Pdl. Alcuni hanno anche cantato “Bella Ciao”, dopo la pesante condanna ricaduta sull’ex Premier.

 

Rubygate: il Cavaliere disarcionato dalla magistratura

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Concussione per costrizione: pena 7 di reclusione. Interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. 

Dopo una camera di consiglio infinita è arrivata la sentenza di condanna. Ora la partita si giocherà fuori dalle Aule del tribunale tra il Parlamento e i Media dove Berlusconi dovrà ancora una volta usare le sue armi da abile stratega per convincere i suoi elettori dell’errore giudiziario e della sua innocenza che è stata trasformata in colpevolezza da chi ha voluto minarlo a livello politico e internazionale. Il colpo al governo c’è anche se si cercherà in qualche modo di attutire i danni, ma sicuramente l’Italia dopo questa condanna deve temere le mosse del Cavaliere che, non avendo più nulla da perdere, può muoversi liberamente senza più nessuno scrupolo. Quale sarà il prezzo dell’Italia per la condanna a Berlusconi? Quanto peserà sul governo? Quale sarà la prossima mossa dell’ex premier? 7 anni in Tibet per Berlusconi?

Le tv pronte a cambiare palinsesto dopo sentenza Ruby?

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Fonti vicino al Cav. lo descrivono di pessimo umore e pronto al peggio «tanto già so come finisce, finisce male… Io non ho fatto nulla, niente di male, questo processo non sta nè in cielo nè in terra, ma siccome vogliono farmi fuori dalla scena politica, approfitteranno anche di questa occasione». Berlusconi, nel processo che ha frantumato la sua immagine internazionale, sembra ormai rassegnato a dover fare i conti mediaticamente e politicamente con questa condanna. Avrebbe già annunciato un suo ritorno in tv, dopo il lungo silenzio, per spiegare «come stanno le cose», la posizione sua personale e del Pdl rispetto al momento, allo stato del Paese, all’economia, al governo e magari anche alla giustizia. Difficilmente questo accadrà oggi, magari si preferirà far decantare per qualche giorno la sentenza e poi tornare a ribadire la sua versione dei fatti.

Tuttavia sembra che i palinsesti televisivi siano pronti a cambiamenti se l’ex-premier volesse fare dichiarazioni o interviste.  Le tv internazionali sono già schierate davanti al palazzo di giustizia e sperano di poter trovare l’esclusiva all’ultimo momento.

 

Annullata “temporaneamente” la chiusura della tv pubblica greca

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Nei giorni scorsi il governo di Atena aveva deciso la chiusura della tv pubblica Ert, ma ora il Consiglio di Stato,  la piu’ alta giurisdizione dello stato, ha annullato ”temporaneamente” la decisione di chiudere l’emittente. Ne è stata quindi disposta la riapertura, in attesa si costituisca un nuovo soggetto radiotelevisivo pubblico. Anche il premier Samaras aveva avanzato oggi la proposta di una riapertura parziale, mentre il sindacato Ert si era rivolto all’alta corte contro la chiusura. Ma una “nota stonata” resta: la chiusura, dopo 75 anni di vita, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale greca, che ha salutato il proprio pubblico eseguendo l’inno nazionale nel corso di un concerto che ha suscitato commozione sia nei presenti che negli negli stessi esecutori, le cui lacrime non potevano passare inosservate.

Chiusa la tv pubblica in Grecia…

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Una decisione presa dalla sera alla mattina e la decisione di chiudere la Tv di Stato in Grecia anche se mancano le firme di 4 ministri che si erano opposti. L’ERT non ce l’ha fatta e immediatamente 2000 dipendenti sono corsi a presidiare gli uffici e gli impianti ma il governo ha già pubblicato sulla gazzetta ufficiale la chiusura della televisione. Da qui a fine anno saranno 2800 i posti che andranno persi e sembra proprio che il governo abbia deciso di prenderli dai dipendenti che lavoravano presso l’ente televisivo. L’ERT è l’equivalente della nostra RAI e ha sempre trasmesso una televisione generalista che andava dall’informazione allo sport, da programmi d’intrattenimento ad approfondimenti politici, oltre a film e fiction.

 

Fico scende in campo e va dall’Annunziata!

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Aria nuova in casa M5S e lo si vede subito con la partecipazione di Roberto Fico del MoVimento 5 Stelle alla trasmissione “1/2 ora” di Lucia Annunziata. Accantonata la tecnica da parte dei pentastellati del “no” ai giornalisti e alla tv, ecco una delle prime interviste rilasciate proprio dai parlamentari aderenti al Movimento. E’ lo stesso Fico a spiegare le motivazioni: “Noi non ci siamo mai sottratti alla tv, abbiamo soltanto disertato il talk show. Vogliamo far arrivare ai nostri cittadini le nostre proposte di legge”.

Ma chi prima aveva provato ad apparire in tv è stato immediatamente espulso “Chi non si trova nel percorso deve trarne le conseguenze”, quindi ci sono in vista altre espulsioni? C’è chi è arrivato a individuarne sino a 40, ma Fico ribatte “No, sono cifre assurde. Abbiamo dibattiti aspri, ma si tratta comunque di discussioni costruttive”.

Ma per quanto riguarda la Rai? “Dobbiamo lanciare la Rai nel nuovo millennio”, conclude Fico.

I pentastellati approderanno in tv… perché cambiano idea?

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Cosa ha fatto cambiare idea al M5S da sempre ostile alla tv e particolarmente allergico ai giornalisti? Uno dei dati può essere senza dubbio il risultato elettorale disastroso delle ultime amministrative. L’altro dato di fatto è che, in Italia, il web non si è ancora sostituito alla televisione. Molte persone pur seguendo la propria pagina Facebook, o il profilo Twitter poi si rivolgono alla cara vecchia tv per essere informati dai telegiornali canonici e dagli approfondimenti della prima e della seconda serata.

Così è Luigi Di Maio ad affermare che ”Valuteremo di volta in volta dove andare e chi mandare”. Chi lo deciderà chi dovrà partecipare?  ”Il gruppo parlamentare”. Già qualche giorno fa si era parlato del “corso di comunicazione televisiva” tenuto da Casaleggio e Beppe Grillo per alcuni parlamentari appartenenti al Movimento e le polemiche non erano tardate ad arrivare.

Ma lo stesso Di Maio ci tiene a sottolineare che  l’incontro di Milano con Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo ”non era un corso”, ma solo una riunione sulla comunicazione alla quale hanno preso parte ”quelli che finora hanno avuto maggiore visibilita”’. Gli esclusi? ”Verranno chiamati anche loro, a scaglioni”, assicura il vicepresidente della Camera.

Ma perché andare in onda?  ”Spesso stiamo rinchiusi per ore a studiare gli atti e poi questa cosa non arriva a casa. Allora è meglio che qualcuno si sganci un pò e si prenda l’onore e l’onere di far sapere cosa facciamo”, con queste parole il dardo è tratto e da ora in poi nei dibattiti in tv ci sarà anche l’M5S a dare battaglia.

Ad Amici trionfa il rap!

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E’ il rapper Moreno “Stecca” Donadoni a vincere la 12esima edizione di Amici, dopo che per un’intera finale ha atteso pazientemente il suo turno. La sfida è iniziata con una Greta in forma come non si era mai sentita che ha eliminato Veridiana. Anche il ballerino Niccolò, pur trionfatore della sua categoria e con un futuro brillante davanti a lui, ha dovuto piegare la testa allo stato di grazia della cantante che questa sera ha convinto davvero tutti, dai giudici Ferilli, Ponte e Argentero, ai due direttori artistici Emma Marrone e Miguel Bosè, tornato per la finale. Ma anche loro sono rimasti “in panchina”, con i ragazzi che si sono auto-gestiti la loro gara. Alla fine non rimaneva che uno sfidante a Greta, il rapper che è diventato in breve l’idolo della folla. Alla fine Moreno si è portato a casa il premio della critica e il trofeo più ambito: la vittoria sancita dal pubblico. D’ora in poi… “steccca” per tutti!

Amici 2013 riserva una sorpresa per la finale: torna Bosè!

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Colpo di scena per la finalissima di Amici 2013: Miguel Bosè, terminati i suoi impegni, parteciperà alla puntata! Vengono fugati così i gossip che parlavano di un litigio con Emma Marrone e anche la possibilità di dissapori con Maria De Filippi. Lucia Bosè, madre del cantante, ha spiegato che l’uscita di scena era fissata “fin dall’inizio” e questo a causa di “impegni lavorativi improrogabili” che gli avrebbero impedito di terminare la stagione del talent show. Per l’occasione, svelata una piccola anteprima riguado la prossima stagione: Bosè ha già accordi per ricoprire ancora una volta le vesti di direttore artistico. E’ ancora la madre a spiegarlo: è stato chiamato per l’anno prossimo, ad Amici 13, quando sarà nuovamente impegnato con loro per due o tre mesi”. Questo conferma quindi che l’artista spagnolo è stato un ottimo acquisto per il talent show e a questo punto, vista la regola che vuole che la squadra vincente non vada cambiata, è legittimo aspettarsi che anche Emma venga riconfermata.

Chi va in onda? Grillini a scuola di tv!

grillini-scuola-tv

Grillo e Casaleggio aspettano otto parlamentare del M5S al varco: venerdì ci sarà infatti un incontro a 10 avente per tema la comunicazione politica. E’ stato lo stesso leader a spianare la strada a tale progetto: “Bisogna iniziare ad andare in televisione, a spiegare quello che facciamo, parlando con i giornalisti che ci fermano per strada”. L’unico divieto, al netto di black-list di giornalisti sgraditi (che al momento non sembrano esistere), rimane quello di partecipare ai talk-show. Ma, non potendo lasciare nulla al caso, i deputati dovranno sottoporsi a un vero e proprio corso di formazione (anche se i comunicatori del M5s lo definiscono “un semplice incontro amichevole per avere periodicamente un confronto”) per confrontarsi su come gestire le apparizioni televisive. A raggiungere gli studi di Casaleggio&associati, a Milano, saranno i deputati Roberto Fico, Alessandro Di Battista, Riccardo Nuti, Laura Castelli e Luigi Di Maio e i senatori Vito Crimi, Nicola Morra e Paola Taverna. Li attende una pioggia di domande per imparare a calibrare le risposte, elaborare una strategia sugli argomenti più spinosi, schivare trabocchetti ed evitare di trovarsi in situazioni poco gradite. “Sono stati scelti quelli più fidati, quelli che bucano di più il video e che saranno mandati in televisione”, spiega un deputato, ma arrivano rassicurazioni che prima o poi tutti gli eletti saranno sottoposti ad un simile trattamento al quale farà seguito una serie di apparizioni mirate. Un netto cambio di rotta dunque, mirato a raggiungere un’audience più alta che non quella dei fedeli del web. Non resta che restare sintonizzati: ormai è certo, i grillini arriveranno anche in tv.

M5S a caccia di voti? Intanto cerca di coinvolgere i 16enni

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Il MoVimento 5 Stelle, dall’origine, si è basato su blog e Rete, che sembrano non bastare più visto il deludente esito delle scorse amministrative. Mentre alcuni propongono di rivedere la linea e chiedono a Grillo di parlare anche alle tv nazionali, nel frattempo il Movimento ha depositato una mozione in Senato con la quale si dice favorevole all’abbassamento a 16 anni del diritto di voto. Nel testo si indica lo spostamento del diritto “ai cittadini che abbiano compiuto, alla data dello svolgimento del referendum, 16 anni di età”. Mozione che sembra strizzare l’occhio a molti giovani utenti della Rete. Intanto Paolo Becchi, filosofo vicino al M5s, a lungo ritenuto uno degli ideologi del movimento, poi messo in disparte dopo la sua “giustificazione” degli spari di Luigi Preiti a Palazzo Chigi, ha rilasciato due interviste, una alla Stampa e l’altra al Corriere della Sera. Per il filosofo, la sconfitta di M5s alle Comunali è legata a limiti di comunicazione. ”Dobbiamo comunicare meglio,  i nostri parlamentari spiegano in rete tutto quello che fanno, ma la rete è insufficiente”. Web e piazze insufficenti anche per lui quindi che ricorda quanto sia necessario “diffondere i risultati e per farlo  servono tv e giornali. Bisogna concedersi, a costo di commettere qualche sciocchezza”. Le comunali hanno rappresentato ”una battuta d’arresto. Bisogna capire che è capitato”, osserva Becchi. ”Intanto è capitato che siamo usciti da un periodo molto difficile, nel quale siamo stati messi nell’angolo anzitutto in Parlamento. Ci siamo fatti accerchiare. E’ che quel posto e’ pieno di vecchie volpi e i nostri sono tutti di primo pelo, alcuni molto bravi, ma mediamente parecchio inesperti”. ”Il problema ”non è di Grillo, casomai bisognava controllare se valesse la pena presentarsi in certi Comuni. Servono candidati radicati sul territorio”, prosegue Becchi, secondo cui alla base dell’allontanamento degli elettori dall’M5S c’è il fatto che ”la gente ha cominciato a percepire che il Movimento è nuovo, radicale, pericoloso perché vuole ribaltare l’Italia come un calzino”.

Renzi diventa Fonzie!

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Matteo Renzi uscirà domani in edicola sul settimanale “Chi” in posa come Henry Winkler, l’Arthur Fonzarelli di “Happy Days”. Questa foto è il pretesto per far riemergere la polemica tra i “duri e puri” del Pd che vedono questi atteggiamenti fuori luogo per il loro elettorato. Il sindaco di Firenze quindi viene aspramente criticato, ma non è certo la prima volta… basta ricordare quando le polemiche scoppiarono per la sua partecipazione ad “Amici” di Maria de Filippi. Ma è proprio Renzi a spiegare e a difendere le sue scelte:

“Penso sia giusto – spiega Renzi a ‘Chi’ – arrivare a tutti. I ragazzi che guardano ‘Amici’ non sono di serie b rispetto ad altri. Mi è sembrata una polemica ideologica da radical chic. Io voglio parlare ai giovani e agli anziani e, per fare questo, devo essere capace di adoperare il loro linguaggio, devo andare nelle trasmissioni che guardano e nei luoghi che frequentano. Il mio dovere è essere diretto e non elitario”.

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Emma e il calcio a Miguel!

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Dopo tante polemiche forse emerge la verità ed è tra le più sconcertanti. L’alterco di “Amici” fra Miguel Bosé ed Emma Marrone sarebbe degenerato dietro le quinte e dalle frecciatine reciproche si sarebbe passati ai fatti: un calcio che Emma avrebbe dato a Miguel si era già parlato, ma ora emergono i particolari e quel calcio sarebbe andato a finire  proprio sul fondoschiena di Bosé. A quel punto il coach avrebbe deciso di abbandonare la trasmissione, forse sarà felice anche Maria De Filippi che ancora non gli ha perdonato l’eliminazione di Emanuele…

Amici: la squadra blu dice addio ad uno dei suoi!

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La quinta puntata di Amici, che andrà in onda il 4 maggio, ospiterà Giovanni Allevi come primo ospite musicale. Il quarto giudice, contro ogni previsione che lo voleva come ospite comico, è Carlo Verdone, che si aggiunge a Sabrina Ferilli, Luca Argentero e Gabry Ponte per l’assegnazione dei punti al termine delle varie esecuzioni. Come ogni settimana, anche questa volta nomi illustri accompagnano le squadre duettando con i cantanti: per i bianchi, nella prima manche Patty Pravo si esibisce con Greta in E dimmi che non vuoi morire, mentre Verdiana calca il palco assieme ad Antonello Venditti in un mesh-up di Ci vorrebbe un amico e Ricordati di me. Nella seconda, il duetto di Ylenia con gli Stadio mentre la squadra bianca schiera la propria coach Emma. A differenza delle precedenti puntate, quando veniva eliminato un concorrente al termine di ognuna delle due sfide, questa volta ci sarà solo una nomination che porterà al ballottaggio finale. La squadra di Bosè è la prima a “subire” la nomination: è il turno di Edwyn di preoccuparsi per il suo prossimo futuro. Al termine della seconda manche è invece la squadra bianca a decidere chi vuole salvare: Lorella finisce al ballottaggio. L’ultima, decisiva sfida vede l’esibizione del cantante che propone il suo inedito, Mattia, mentre la ballerina esegue il suo cavallo di battaglia. Al termine, è Edwyn a dover lasciare definitivamente il programma!

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