Atene: sgomberata dalla polizia la sede della tv pubblica

atene-scontri-tuttacronacaEra giugno quando il governo, senza preavviso, chiudeva l’emittente radiotelevisiva nazionale greca Ert, giudicandola troppo onerosa nella morsa della stretta finanziaria imposta dalla troika (Ue, Bce, Fmi). All’epoca, il provvedimento aveva portato al licenziamento di circa 2.600 persone creando scompigli nel Paese. La sede dell’Ert, che sorge alla periferia nord di Atene, era occupata da qualche decina di persone, per lo più giornalisti licenziati, e la polizia antisommossa, che ha circondato l’edificio nelle prime ore del mattino, ha rotto le serrature per entrare. Mentre una parte degli agenti procedeva allo sgombro dei locali dai suoi occupanti, un’altra parte all’esterno respingeva con l’uso di lacrimogeni la protesta di alcune centinaia di manifestanti che si sono radunati in breve tempo per opporsi all’azione delle forze dell’ordine, non appena si è diffusa la notizia. Sono anche scoppiati dei tafferugli. Gli agenti hanno sparato lacrimogeni contro alcune centinaia di manifestanti radunatisi fuori e arrestato almeno tre persone, in seguito rilasciate.

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Hazem Beblawi, è lui il nuovo premier egiziano.

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Il presidente egiziano ad interim Adly Mansour ha scelto Hazem Beblawi come premier e gli ha conferito l’incarico di formare il nuovo governo. L’ex numero uno dell’Aiea, Mohamed El Baradei,è stato nominato vicepresidente con delega agli Affari esteri. I salafiti hanno annunciato che avrebbero appoggiato la nomina di Beblawi e valutato quella di El Baradei, alla fine hanno votato anche il premio nobel.

Intanto in Egitto continuano gli scontri tra i militari e i Fratelli musulmani. Ora dopo ora sale il fronte dei sostenitori del destituito presidente Mohamed Morsi.

La Fratellanza ha respinto la dichiarazione costituzionale del presidente Mansour che fissa il calendario della transizione con elezioni politiche entro sei mesi. E ora si teme che la Giornata del milione dei martiri, come i Fratelli musulmani hanno ribattezzato le manifestazioni, produca nuove vittime.

L’uomo che filma gli egiziani gettati dal tetto. Video Shock

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E’ stato arrestato l’uomo che, venerdì,  durante gli scontri in Egitto, era stato filmato mentre gettava due giovani dal tetto di un palazzo. Il video,  girato nel quartiere di Sidi Gaber ad Alessandria, era stato ampiamente diffuso sui social network provocando shock e polemiche. Uno dei ragazzi gettati dal tetto è morto.

+++ Le immagini del video sono destinate a un pubblico adulto. Le immagini possono comunque urtare la sensibilità. +++ 

Nuovo tragico bilancio in Egitto: 77 morti nelle ultime ore.

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Alle 13.25 sale il bilancio delle vittime negli scontri con l’esercito al Cairo. Secondo quanto riferito da fonti dei Fratelli musulmani, le vittime sarebbero almeno 77, tra cui 8 donne e 7 bambini, di cui 2 neonati. L’informazione naturalmente arriva dai sostenitori del destituito presidente Morsi è quindi plausibile che ci possano essere dati volutamente errati per fa propaganda e sollevare l’opione pubblica e internazionale. La polizia e l’esercito hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla che sta sfilando davanti alla sede della Guardia repubblicana al Cairo rivendicando la vittoria alle passate elezioni del partito “Fratelli Musulmani”. Le protest, hanno annunciato i musulmani, che continueranno con il loro sit-in “a tempo indeterminato”. L’esercito intanto ha comunicato che nelle ultime ore sono state arrestate 200 persone per possesso di molotov, armi bianche e mitra.

Un reporter della BBC è rimasto ferito alla testa durante gli scontri al Cairo

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Negli scontri di oggi al Cairo, il leggendario reporter della BBC Jeremy Bowen, è rimasto ferito alla testa da un paio di pallini da caccia. Dopo che la BBC aveva dato la notizia è stato lo stesso reporter a voler rassicurare tutti tramite un Twitter:

“Grazie per i messaggi Sono stato colpito da un paio di pallini da caccia, ma sto bene…”

Il giorno più lungo per l’Egitto… Dall’arresto di Morsi alla gioia in Piazza

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E’ stata una giornata lunga in Egitto, ma le notizie che si sono susseguite ora dopo ora hanno scandito l’inarrestabile golpe che ha di fatto destituito, arrestato e condannato a un anno di carcere l’ex Presidente Mohamed Morsi.

Il portavoce delle opposizioni egiziane Mohamed el Baradei, attraverso la tv, ha annunciato la road map che farà “traghettare” l’Egitto in 9/12 mesi verso un nuovo e democratico governo del Paese. La strada è chiara ci sarà la  sospensione della Costituzione e la creazione di un consiglio presidenziale ad interim, composto da tre membri e presieduto dal presidente della Corte Costituzionale, Adli Mansour.

Il gran imam di Al Azhar Ahmed el Tayyeb e il capo della chiesa copta Tawadros hanno preso la parola dopo il ministro della difesa egiziano per dare il loro sostegno alla road map. Il primo ha sostenuto la convocazione di elezioni presidenziali anticipate, mentre Tawadros ha assicurato che tutti “saranno protetti”.

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Morsi ai domiciliari?

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Da notizie non confermate, riportate su twitter da testate mediorientali, come CBC e Al Hayat, il presidente Morsi sarebbe agli arresti domiciliari. Altre notizie riportano invece che il presidente egiziano Mohamed Morsi è oggetto di un divieto di espatrio. Lo  riferiscono fonti della Sicurezza all’aeroporto del Cairo, insieme alla guida spirituale della Fratellanza Mohamed Badie e importanti leader della Fratellanza come Khairat el Shater, Essam Sultan e Mohamde el Beltagui.

Il Presidente Morsi avrebbe inviato, dagli arresti domiciliari (ma la notizia ancora non è confermata)  un messaggio al popolo, chiedendo di resistere al colpo di Stato militare in maniera pacifica, senza opporre resistenza con la violenza. 

Egitto: Morsi propone un governo di coalizione

morsi-governo-coalizioneE’ scaduto l’ultimatum lanciato dai militari, in Egitto. Al termine del tempo concesso Mohamed Morsi, presidente egiziano, ha nuovamente ribadito la volontà di non dimettersi proponendo un governo di coalizione. Morsi, che ha sottolineato che “violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia”, ha parlato di un nuovo esecutivo che dovrà portare alla formazione di un commissione indipendente per la modifica della Costituzione da sottoporre al nuovo Parlamento.

E’ COLPO DI STATO IN EGITTO!

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Dopo le proteste della notte trascorsa a Piazza Tahrir, che hanno scandito ora dopo ora il count down verso il colpo di stato, anche con una “spettacolare” scritta di MORSI GAME OVER fatta da fuochi artificiali e luci laser sulla facciata di un edificio,  ora è tutto in mano all’esercito che ha iniziato la sua avanzata. I Carri armati sono stati schierati fuori dalla sede della tv statale egiziana ed stato fatto evacuare il personale che non opera alle dirette.
Il capo dell’esercito egiziano, Abdel Fattah al-Sissi, aveva incontrato il leader del fronte di salvezza nazionale di opposizione, Mohamed el Baradei, i capi religiosi e i rappresentanti dei partiti islamisti, tra cui quello del presidente Morsi, per annunciare la “roadmap” che l’esercito vuole attuare.

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Annullata “temporaneamente” la chiusura della tv pubblica greca

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Nei giorni scorsi il governo di Atena aveva deciso la chiusura della tv pubblica Ert, ma ora il Consiglio di Stato,  la piu’ alta giurisdizione dello stato, ha annullato ”temporaneamente” la decisione di chiudere l’emittente. Ne è stata quindi disposta la riapertura, in attesa si costituisca un nuovo soggetto radiotelevisivo pubblico. Anche il premier Samaras aveva avanzato oggi la proposta di una riapertura parziale, mentre il sindacato Ert si era rivolto all’alta corte contro la chiusura. Ma una “nota stonata” resta: la chiusura, dopo 75 anni di vita, dell’Orchestra Sinfonica Nazionale greca, che ha salutato il proprio pubblico eseguendo l’inno nazionale nel corso di un concerto che ha suscitato commozione sia nei presenti che negli negli stessi esecutori, le cui lacrime non potevano passare inosservate.

Chiusa la tv pubblica in Grecia…

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Una decisione presa dalla sera alla mattina e la decisione di chiudere la Tv di Stato in Grecia anche se mancano le firme di 4 ministri che si erano opposti. L’ERT non ce l’ha fatta e immediatamente 2000 dipendenti sono corsi a presidiare gli uffici e gli impianti ma il governo ha già pubblicato sulla gazzetta ufficiale la chiusura della televisione. Da qui a fine anno saranno 2800 i posti che andranno persi e sembra proprio che il governo abbia deciso di prenderli dai dipendenti che lavoravano presso l’ente televisivo. L’ERT è l’equivalente della nostra RAI e ha sempre trasmesso una televisione generalista che andava dall’informazione allo sport, da programmi d’intrattenimento ad approfondimenti politici, oltre a film e fiction.

 

Se questa è la tv pubblica… aboliamola!

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Escluso dal nuovo talent di Rai 2, “The Voice of Italy”, perché avrebbe la voce “troppo femminile”. Fa discutere la scelta dei giudici di penalizzare l’aspirante concorrente Francesco Zoffoli, cantante romano di 22 anni“. Fatale la scelta di interpretare “Don’t know why” di Norah Jones. All’inizio era stato scambiato per una donna. “E’ un uomo o una donna?”, chiede Noemi, uno dei “coach” del programma. L’interrogativo contagia gli altri. Nessuno dei quattro insegnanti che, da regolamento, in questa fase di provini, rivolge le spalle al candidato, senza poterlo vedere in faccia lo sceglie e, quindi, la sua esperienza nel nuovo programma può dirsi conclusa.

Sui social network è scoppiata la polemica. C’è chi parla di una vera e propria “discriminazione canora”. Così come non è piaciuto il commento di Piero Pelù, l’altro giudice-big, insieme a Raffaella Carrà e Riccardo Cocciante, che ha detto: “Hai una voce femminile e un aspetto fisico che non corrispondono alla tua anagrafe”. Francesco, per nulla imbarazzato, ha fatto spallucce, forse abituato a quel tipo di considerazioni.
“L’esclusione l’ho presa bene”, commenta il giorno dopo la puntata. Ma non nasconde di essere rimasto deluso per le motivazioni fornite dal quartetto di coach vocali: “Mi hanno fatto sorridere. Uomo, donna, voce o non voce. Alla fine il senso di The Voice è ‘la voce’ a prescindere da tutto”, fa notare. E prosegue, con un pizzico di polemica: “Se ne saranno dimenticati in quel momento. Di questo sono un po’ deluso. Credevo che qui si puntasse davvero sulla voce”. Di orientamento sessuale non vuol parlare: “Non c’entra nulla col programma”, taglia corto. In queste ore, comunque, sta ricevendo molti messaggi di incoraggiamento, da quanti hanno apprezzato la sua esibizione e lo avrebbero voluto vedere andare avanti.

Paghiamo il canone per vedere insultate le persone? Già programmi come talent show su una televisione pubblica, che dovrebbe anche avere il compito di educare, sono semplicemente scandalosi. Sono programmi  che istigano al giudizio, che condannano gratuitamente le persone e le umiliano davanti alel telecamere… emozioni forti? No, solo cattivo gusto!

Eritrea. Ministrero Informazione circondato dall’esercito: rilasciate prigionieri politici

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