Transgender rimane incinto e mette al mondo un figlio.

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Transgender tedesco, nato con organi genitali femminili e che si è sottoposto a lunghe cure ormonali per diventare uomo, è rimasto incinto e ha dato alla luce un bambino. L’uomo si era sottoposto a inseminazione artificiale da parte di un donatore anonimo. Si tratta del primo transgender che in Europa mette al mondo un figlio. L’uomo ha deciso di partorire in casa assistito da  un’ostetrica in modo da non essere identificato in ospedale come madre, ma come padre. Il bambino è nato a marzo.

L’uomo che cambia il berretto con un velo e diventa una donna musulmana

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Da ex soldato del Territorial Army a prima donna musulmana transgender della Gran Bretagna. Lucy Vallender al secolo Laurens, solo ora ammette di sentirsi “fedele a se stessa”, dopo aver cambiato sesso 3 anni fa. La 28enne ora sposata a un altro uomo musulmano che ha incontrato su un sito di danting on line e quando si sono sposati suo marito non era a conoscenza che una voltà Lucy fosse stato un uomo. Lei ora, come tutte le donne musulmane, fuori casa indossa un velo integrale.

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Già a 14 anni Laurens sapeva che voleva diventare donna, ma ha fatto di tutto per cercare di essere un uomo. Ha cercato ogni aspetto “macho” nella sua vita: da arruolarsi ad avere delle fidanzate “ma non ha funzionato, cercavo di essere qualcuno che non ero”, ha affermato Lucy che poi ha aggiunto “Mi sentivo diverso dagli altri, attratto dagli uomini, ma ho represso i miei sentimenti e ho cercato di vivere come la maggior parte delle persone della mia età.  Unirmi ai Territorial Army è stato il mio ultimo tentativo di provare ad adattarmi a quel tipo di vita, ma non ho potuto più gestire la situazione e ho lasciato dopo circa un anno. Mi sentivo come se fossi in un corpo sbagliato e per continuare a vivere come un maschio, stavo vivendo una bugia”.

 

Torna Lady Gaga ed è ovazione al gay Pride di New York

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Non poteva certo mancare Lady Gaga al Gay pride. Così venerdì sera la cantante è tornata sul palco per la prima volta, a New York, dopo l’intervento all’anca che l’ha costretta a interrompere il “Born this way tour”.

Lady Gaga  ha cantato l’inno americano, con la bandiera arcobaleno in mano, durante il Gay Pride nella Grande Mela. Durante il discorso ha detto: “Non siamo una nicchia, siamo una parte imponente dell’umanità e io credo che sia tempo che le strade siano sicure. Chiedo la salvaguardia dei nostri diritti”.

Orgoglio gay… da New York a San Francisco, ma anche Google festeggia

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Nella giornata mondiale dell’orgoglio gay, in occasione del gay pride che si terrà a New York, l’Empire State Building, simbolo della Big Apple festeggia con i colori arcobaleno. D’altra parte è nata proprio a New York nel 1970 la parata del gay pride in memoria della “rivolta di Stonewall” avvenuta un anno prima. Stonewall Inn era infatti un locale per omosessuali molto noto a New York che fu teatro di forti scontri tra polizia e comunità gay.

Ma se New York festeggia anche San Francisco si tinge di arcobaleno. Il Council Hall (municipio) è stato infatti illuminato con i colori della bandiera del movimento gay, diventando così una vera e propria festa per gli occhi.

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Quest’anno, grazie anche alla storica sentenza della Corte Suprema degli Usa, i festeggiamenti sembrano essere iniziati in anticipo e con un coinvolgimento maggiore da parte di tutta la popolazione, una festa che sta investendo tutte le più grandi città Usa.

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Anche Google festeggia con un Easter Eggs. Se si prova a cercare le   parole “gay”, “lesbica”, “transgender” (e i loro sinonimi) o l’acronimo “lgbt”, la barra di ricerca diventa arcobaleno. Sono giorni che l’azienda di Mountain View ha voluto unirsi ai festeggiamenti della comunità lgbt per la sentenza.

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Laura Boldrini e Josefa Idem al gay pride di Palermo

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“Ho deciso di partecipare con Laura Boldrini al gay pride nazionale a Palermo il 14 giugno. E’ necessario un forte impegno nazionale ed europeo per garantire parità di trattamento e dignità dei gay e delle lesbiche”, con queste parole il ministro per le Pari opportunità, Josefa Idem, nell’audizione in commissione alla Camera ha dichiarato di voler prendere parte insieme alla presidente della Camera alla manifestazione siciliana.

A Palermo, come stimano gli organizzatori del gay pride, sono attese centomila persone che chiederanno un confronto parlamentare su pari diritti e contrasto all’omofobia e alla transfobia.
“Un corteo di carri colorati – spiegano associazioni come Arcigay, Arcilesbica e Famiglie Arcobaleno – attraverserà la città per vincere le battaglie sui diritti”. “
“In un momento di crisi bisogna rimettere al centro i diritti e investire nella cultura delle differenze – ha detto la presidente del comitato organizzatore del pride nazionale, Titti De Simone – non passa giorno senza discriminazioni e violenza sulle persone lgbt. Questa è una battaglia che si combatte per vincere, è il momento di dare segnali importanti”.

Coy Mathis, la bimba transgender!

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Una famiglia del Colorado ha sporto denuncia contro una scuola elementare per aver vietato al proprio figlio transgender di sei anni di andare al bagno delle femmine. Da alunno della scuola materna, il piccolo Coy Mathis, secondo sua madre «transgender già da quando aveva 18 mesi», aveva sempre potuto utilizzare lo stesso bagno delle sue compagne, ma compiuti i sei anni, l’istituto ha ufficialmente informato la famiglia dell’obbligo ad utilizzare quello dei maschi o dell’infermeria. Dura la reazione dei genitori, che, intenzionati dietro consiglio medico a lasciare esprimere liberamente l’identità di genere del figlio, hanno gridato alla discriminazione, e appoggiati anche dalle associazioni per i diritti dei transgender, hanno iniziato la battaglia legale contro l’istituto. «La scuola deve tener conto anche degli altri bambini, dei loro genitori e del futuro impatto che un ragazzo con i genitali maschili che utilizza il bagno delle ragazze potrebbe avere», hanno spiegato le autorità scolastiche. «Lo sviluppo futuro del corpo di Coy riguarda solo mia figlia e i medici che semmai la opereranno. Temo che verrà discriminata in una fase cruciale del suo sviluppo», ha dichiarato, intervistata dalla Cnn, la mamma di Coy. Il caso ha scatenato un acceso dibattito sui siti e i social network, in un paese dove sempre una maggiore accettazione viene riservata alle minoranze. Si pensi che oltre 16mila persone hanno postato un commento alla notizia pubblicata sul sito della Cnn.

Freedom Flag anche all’Onu? Ban invoca pari diritti per gli omosessuali

Presente anche Ricky Martin.

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