L’ex cannoniere Romario paparazzato in compagnia di una trans

romario_trans-tuttacronacaL’ex cannoniere della nazionale di calcio del Brasile, oggi deputato federale, Romario, è stato paparazzato all’uscita di una discoteca di Rio de Janeiro mentre si trovava in compagnia di una transessuale. La foto compromettente ha rapidamente fatto il giro del web e sono giunte le prime indiscrezioni su chi sia la trans in compagnia del campione. Secondo il quotidiano O Dia si tratta di Thalita Zampirolli, modella trans che avrebbe confermato al giornale di essere un’amica intima dell’ex giocatore. I due si conoscerebbero da circa un anno. La stampa brasiliana ricorda un episodio analogo che aveva come protagonista Ronaldo. L’ex Fenomeno, nel 2008,  fu colto in flagrante con tre trans in un motel carioca.

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Torna Lady Gaga ed è ovazione al gay Pride di New York

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Non poteva certo mancare Lady Gaga al Gay pride. Così venerdì sera la cantante è tornata sul palco per la prima volta, a New York, dopo l’intervento all’anca che l’ha costretta a interrompere il “Born this way tour”.

Lady Gaga  ha cantato l’inno americano, con la bandiera arcobaleno in mano, durante il Gay Pride nella Grande Mela. Durante il discorso ha detto: “Non siamo una nicchia, siamo una parte imponente dell’umanità e io credo che sia tempo che le strade siano sicure. Chiedo la salvaguardia dei nostri diritti”.

Orgoglio gay… da New York a San Francisco, ma anche Google festeggia

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Nella giornata mondiale dell’orgoglio gay, in occasione del gay pride che si terrà a New York, l’Empire State Building, simbolo della Big Apple festeggia con i colori arcobaleno. D’altra parte è nata proprio a New York nel 1970 la parata del gay pride in memoria della “rivolta di Stonewall” avvenuta un anno prima. Stonewall Inn era infatti un locale per omosessuali molto noto a New York che fu teatro di forti scontri tra polizia e comunità gay.

Ma se New York festeggia anche San Francisco si tinge di arcobaleno. Il Council Hall (municipio) è stato infatti illuminato con i colori della bandiera del movimento gay, diventando così una vera e propria festa per gli occhi.

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Quest’anno, grazie anche alla storica sentenza della Corte Suprema degli Usa, i festeggiamenti sembrano essere iniziati in anticipo e con un coinvolgimento maggiore da parte di tutta la popolazione, una festa che sta investendo tutte le più grandi città Usa.

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Anche Google festeggia con un Easter Eggs. Se si prova a cercare le   parole “gay”, “lesbica”, “transgender” (e i loro sinonimi) o l’acronimo “lgbt”, la barra di ricerca diventa arcobaleno. Sono giorni che l’azienda di Mountain View ha voluto unirsi ai festeggiamenti della comunità lgbt per la sentenza.

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Il marito diventa donna e la legge impone il divorzio

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Alessandro è sposato con sua moglie dal 2005 e solo nel 2008 decise di cambiare sesso. Ora Alessandro è diventato Alessandra, e secondo la legge, deve divorziare da sua moglie anche se la coppia ha un matrimonio felice nonostante il cambiamento di sesso. Il matrimonio è considerato illegittimo da quando il trans ha comunicato agli organi competenti il cambio del nome dopo l’operazione che lo ha fatto diventare donna.

 Così ora è in corso una battaglia giuridica che ha già convalidato l’annullamento nei primi due gradi di giudizio e che ora la Cassazione ha passato alla Corte Costituzionale. Tutto si “giocherà” se ci deve essere la volontà almeno da parte di uno dei coniugi per chiedere l’annullamento o ci possono essere casi in cui lo scioglimento può essere imposto nonostante la coppia desideri rimanere sposata.

Qualsiasi sarà la risposta sicuramente la sentenza metterà un punto fermo nel nostro paese.

In Svezia si sterilizzavano i trans: chiesto risarcimento

trans-svezia-tuttacronacaNon è passato molto da quando in Svezia, per essere riconosciuti dal governo, i transessuali erano obbligati a sottoporsi a sterilizzazione. Ora, lo riporta il sito queer.de, 142 vittime di questa legge, che dal 1972 prevedeva che venisse concesso lo stato di cittadine alle trans solo se accettavano di non essere in grado di riprodursi, hanno presentato denuncia al ministero della giustizia per quanto accaduto tra il 1972 e il 2012. Il movimento LGBT riporta che i querelanti chiedono un risarcimento di 300 mila corone a testa (circa 34 mila euro) per un totale di 4,8 milioni di euro. Oltre a questo, sono richieste le scuse ufficiali da parte dello stato. Già negli anni passati il dibattito riguardo la legge era stato molto acceso, ma la legge è stata abolita solo l’anno scorso, a causa di un piccolo partito cristiano che fa parte della coalizione guidata dal primo ministro Reinfeldt. E’ stato lo stesso premier conservatore a rifiutare però di porgere le scuse: “Il governo non può porgere le porprie scusa ogni volta che gli viene chiesto”. Pronta la risposta dell’attrice Aleksa Lunderberg, una delle vittime di questa legge e che lunedì si è unita al gruppo dei querelanti: “Onestamente,  qual è il problema?”. Solo nel dicembre 2012 il governo ha abolito tale pratica disumana, a seguito di quanto stabilito da un tribunale di Stoccolma secondo il quale la legge che regolava la sterilizzazzione forzata andava contro tutti i diritti garantiti dalla costituzione svedese e contro la convenzione europea de idiritti dell’uomo. Il movimento LGBT riporta che, in circa 30 anni, sono stati sterilizzati forzatamente almeno 500 transessuali. Ma tra il 1934 e il 1976, in questo stato, l’obbligo di sterilizzazione era allargato anche a chiunque presentasse difetti genetici, come i down, così come per i cirminali e addirittura per quelle ragazze che, stando alle autorità, avevano dei comportamenti asociali, come per esempio poteva essere andare in discoteca troppo spesso. In totale, simile legge ha mietuto 63mila vittime e solo nel 1999 il governo ha risarcito ognuna di loro con 175 mila corone.

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Anche i trans in piazza… la Turchia a una svolta?

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Sono scesi in piazza a Istanbul anche 1000 transessuali per protestare contro il premier Recep Tayyip Erdogan. L’appuntamento annuale ha coinciso con la protesta che da settimane si infiamma il paese. L’omosessualità e il cambiamento di sesso non sono illegali in Turchia, ma spesso l’omofobia sfocia nella violenza.

 

Israeliani e palestinesi riuniti sotto il segno della trasgressione.

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A Gerusalemme, città santa non proprio nota per l’effervescenza della sua vita notturna, va in scena uno spettacolo molto apprezzato. Nel Mikve Bar, locale nel cuore della città a poca distanza dai quartieri degli ebrei ortodossi, un gruppo di drag queen si esibisce ogni settimana con cabaret e canzoni, mandando in visibilio il pubblico e facendo il tutto esaurito da due anni. Mikve è il bagno rituale ebraico di purificazione delle donne, ma di donne, almeno nel senso stretto del termine, non se ne vedono: ad aprire lo show è Gallina Port de Brass, inguainata in un abito nero, che, dopo essersi aggiustata la guepiere, inarca la schiena mettendo in mostra bicipiti e poderosi muscoli dorsali da ex cestista. Poi va in scena la “divina” Kiara Duple, seguita dalla “tagliente” Diva D e dalla “tentatrice” Talula Bonet. Prima di loro, il pubblico assiste a un video di streep tease al contrario: una giovane donna che invece di spogliarsi si riveste e alla fine indossa il tradizionale velo islamico, hijab.
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“Il Mikveh Bar è aperto a tutti, omosessuali e non, ebrei, arabi e cristiani”, dice Sharon, una organizzatrice della folli serate. “L’obiettivo è creare una zona franca per ogni abitante di Gerusalemme senza distinzioni, al riparo dai bacchettoni religiosi che ormai vogliono decidere ogni cosa nella nostra società”. E infatti per le “drag queen” non si tratta solo di divertimento: “Siamo un gruppo di attivisti israeliani e palestinesi che – spiega Elias Wakeem – ha deciso di manifestare il proprio dissenso contro l’attuale situazione politica in modo alternativo: non solo partecipando alle manifestazioni, ma mostrando alle nostre comunità, se pur attraverso la trasgressione, che la coesistenza è possibile”. Lo spettacolo si svolge in un turbinio di luci e colori e le due presentatrici della serata – Kiara Duple (israeliana) e Talula Bonet (palestinese) – alternano battute vietate ai minori in arabo a storielle piccanti in ebraico, in un continuo botta e risposta con la gente sotto il palco. La serata si conclude con un balletto a cui il pubblico è invitato a partecipare intonando le canzoni delle icone gay del pop mondiale, da Madonna a Lady Gaga, e con un inaspettato appello finale a supporto dei prigionieri palestinesi.

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Coy Mathis, la bimba transgender!

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Una famiglia del Colorado ha sporto denuncia contro una scuola elementare per aver vietato al proprio figlio transgender di sei anni di andare al bagno delle femmine. Da alunno della scuola materna, il piccolo Coy Mathis, secondo sua madre «transgender già da quando aveva 18 mesi», aveva sempre potuto utilizzare lo stesso bagno delle sue compagne, ma compiuti i sei anni, l’istituto ha ufficialmente informato la famiglia dell’obbligo ad utilizzare quello dei maschi o dell’infermeria. Dura la reazione dei genitori, che, intenzionati dietro consiglio medico a lasciare esprimere liberamente l’identità di genere del figlio, hanno gridato alla discriminazione, e appoggiati anche dalle associazioni per i diritti dei transgender, hanno iniziato la battaglia legale contro l’istituto. «La scuola deve tener conto anche degli altri bambini, dei loro genitori e del futuro impatto che un ragazzo con i genitali maschili che utilizza il bagno delle ragazze potrebbe avere», hanno spiegato le autorità scolastiche. «Lo sviluppo futuro del corpo di Coy riguarda solo mia figlia e i medici che semmai la opereranno. Temo che verrà discriminata in una fase cruciale del suo sviluppo», ha dichiarato, intervistata dalla Cnn, la mamma di Coy. Il caso ha scatenato un acceso dibattito sui siti e i social network, in un paese dove sempre una maggiore accettazione viene riservata alle minoranze. Si pensi che oltre 16mila persone hanno postato un commento alla notizia pubblicata sul sito della Cnn.

“Da Sodoma a Hollywood” il GLBT Festival ad aprile a Torino.

La 28/a edizione di ‘Da Sodoma a Hollywood’ Torino GLBT Film Festival dal 19 al 25 aprile. Il festival di divide sostanzialmente i 6 categorie, tre competitive e tre non competitive, giudicate da una giuria internazionale che consegna un premio ad ognuna delle tre sezioni competitive. Tra le altre sezioni non competitive vi sono: “Movie & Music Icons” in cui vengono omaggiati personaggi dello spettacolo divenuti icone gay o punti di riferimento per la comunità LGBT, “Voice Over” sezione dedicata al cinema sperimentale e alla video arte e “Europa Mon Amour” in cui anno viene analizzato un genere cinematografico.

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