Il dramma degli albini d’Africa, facili prede degli sciamani

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Cosa significa nascere albini in Africa? Spesso la parola ALBINO si associa in Tanzania alla parola MORTE. I dati a nostra disposizione ci raccontano che dal 2006, 71 persone albine, cioè prive di pigmentazione della pelle, nei capelli e negli occhi, sono state uccise, mentre 29 sono state aggredite. Ma sicuramente questi dati sono parziali, spesso i reati, perpetrati anche in famiglia, vengono nascosti e non arrivano alle fonti ufficiali per essere conteggiati. Il numero potrebbe quindi essere molto più elevato se si pensa che questa anomalia genetica ha avuto origine proprio in Tanzania. Qui, in questo Paese nell’Africa orientale, ne è portatore 1 su 1.400 tanzaniani, a fronte di una percentuale globale di 1 su 20.000.

Come mai gli albini vengono aggrediti o uccisi? Per ignoranza, superstizione e soldi. Alcuni ritengono e gli albini siano fantasmi che non muoiono. Per altri, sono nati in famiglie maledette. Ma quel che è più sconvolgente, alcuni guaritori realizzano con parti del loro corpo pozioni magiche con cui ottenere salute e prosperità. Un “set” completo di parti di albino – orecchie, lingua, naso, genitali e arti – può valere 75.000 dollari.

Per questa ragione, molti del 17.000 albini che vivono in Tanzania vengono nascosti dal governo. Alcuni ambulanti che vendono “medicine” fatte con le pozioni degli sciamani dediti a uccidere gli albini, si sono lamentati che il prezzo dei loro prodotti sarebbe stato troppo elevato a causa della protezione che il governo ha iniziato a operare sottraendo gli albini alle violenze. Storie di povertà, di sopravvivenza e di sopruso che degenerano in affermazioni e atti agghiaccianti.  Ad esempio lo stupro è un altro orrore che spesso devono affrontare le ragazze affette da albinismo, le quali spesso, soprattutto nel nordovest del paese, vengono aggredite da uomini che pensano che avere rapporti con loro guarisca dall’AIDS.

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Dormitorio al Kabanga Protectorate Center

Uno dei luoghi più conosciuti in Tanzania che accoglie albini è il Kabanga Protectorate Center. Qui i bambini albini riposano sotto le zanzariere e sono fisicamente al sicuro, ma non vi sono molte prospettive per il loro futuro. Questo rifugio funziona come una sorta di collegio protetto da spesse mura per difenderli dalle mire di cacciatori e guaritori, ma non c’è nessun tipo di investimento sul futuro di questi ragazzi a cui viene solo garantito di rimanere in vita.

Cosa faranno da grandi questi bambini?

Zawia Kassim

Zawia Kassim

Zawia Kassim, una studentessa dodicenne della Kabanga Primary School, sogna di diventare maestra. Gli albini in genere non vanno oltre la scuola elementare, e in alcune comunità dove sono considerati mentalmente ritardati non vanno a scuola affatto. Ma coloro che intendono studiare spesso non ci riescono perché la loro condizione comporta l’abbassamento della vista e quindi la difficoltà di leggere. Molti di loro crescono analfabeti e svolgono solo lavori manuali.

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel

Nell’immagine Bestida Salvatory, con il figlioletto Ezekiel di un anno e mezzo, riabbraccia la figlia diciassettenne Angel al Kabanga Protectorate Center. Angel, che soffre di cancro alla pelle, è stata costretta a lasciare la sua casa quattro anni fa, dopo essere stata aggredita da un gruppo di uomini guidati dal suo stesso padre.

Maajabu Boaz

Maajabu Boaz

Ma c’è anche chi non vuole essere rinchiuso e lotta quotidianamente per rimanere in vita nel suo villaggio d’origine. E’ il caso di Maajabu Boaz, 20 anni, davanti alla sua casa a Nengo, armato di coltelli. Maajabu— che in swahili significa “meraviglia” o “miracolo”, che si è rifiutato di lasciare il suo villaggio per essere ospitato in un rifugio. Altri bambini del villaggio sono stati aggrediti, ma finora la feroce reputazione di  Maajabu lo ha protetto, anche se il ragazzo è diventato un violento, suo malgrado.

Ora a raccontarci di queste atrocità arriva anche un documentario ‘White Shadow’, prodotto da Ryan Gosling e firmato Noaz Deshe, regista apolide che vive tra Germania e Stati Uniti. ‘White Shadow’, che sarà presentato alla   28. Settimana Internazionale della Critica, racconta proprio la persecuzione a cui gli albini sono sottoposti. Se essere neri può essere ancora, a determinate latitudini, una discriminanza, essere albini in Tanzania può rappresentare davvero un rischio altissimo. Le storie raccontate nel documentario sono violente, forti e di una spietatezza senza limiti… eppure raccontano di un problema che molti europei, occidentali e asiatici non conoscono. Secondo questo filmato tra il 2008 e il 2010 sarebbero stati consumati circa 200 omicidi legati alla stregoneria che si lega in alcuni casi indissolubilmente con le pozioni magiche derivate dai corpi dilaniati degli albini.

Coppia di sposi napoletani ha incidente in Messico, muore il marito

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Era una giovane coppia di sposi napoletani e aveva scelto come viaggio di nozze il Messico, purtroppo un tragico incidente ha stroncato la vita a Vincenzo Maiello. L’uomo, quasi trent’enne, e sua moglie, Alessandra Borrelli, 28 anni, si erano sposati il 26 luglio a Capodimonte e poi erano partiti per la luna di miele. La prima tappa era stata New York e poi da domenica erano arrivati in Messico a Playa del Carmen. Lunedì, alle 21,30 locali, Vincenzo e Alessandra erano su un taxi noleggiato assieme a un’altra coppia di sposi del Molise: lungo la strada l’incidente, fatale per Vincenzo che era seduto accanto all’autista. L’impatto frontale, violentissimo è avvenuto con una monovolume. Ora Alessandra Borrelli è ricoverata, in gravi condizioni, con traumi e fratture al bacino e agli arti inferiori.

Tragedia in centro a Parma: una donna spara al marito,è grave

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Sono gravi le condizioni di Pietro Gregorace, guardia giurata di origini calabresi, 44enne, che poco prima della mezzanotte di martedì, è stato colpito dai proiettili sparati con la sua arma d’ordinanza dalla moglie Susanna Segalini, 41 anni. La donna al culmine di una lite, nell’appartamento di via Racagni 3, ha impugnato la pistola d’ordinanza del marito e ha fatto fuoco colpendo l’uomo al collo e alla spalla. Poi la donna ha chiamato i soccorsi e si è consegnata alla polizia. Il marito è ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale Maggiore.

 

28 feriti in California… la festa dell’Indipendeza diventa tragedia

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Tragico 4 luglio per la California. In occasione dell’Independent Day a Simi Valley, si sono radunate  circa 10mila persone si  per assistere allo spettacolo dei fuochi d’artificio, ma qualcosa è andato storto. Vi è stata una violenta esplosione che ha causato 28 feriti di cui 3 in gravi condizioni. Un bambino ricoverato d’urgenza è morto in ospedale proprio in seguito alle ferite riportate dall’esplosione. Nonostante l’intervento immediato dei Vigili del Fuoco e del personale medico la festa è stata trasformata in una vera e propria tragedia.

Un testimone ha raccontato di aver udito un “botto enorme” con la conseguente “fuga delle persone che hanno iniziato a correre e urlare in preda al terrore”. Secondo le prime ricostruzioni della polizia si sarebbe trattato di un incidente dovuto ad un errore di fabbrica.

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Crolla il solaio al Cardarelli di Napoli sfiorata la tragedia

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Attimi di terrore al Cardarelli di Napoli, uno degli ospedali più noti in città, dove intorno alle ore 15 è crollata parte del solaio all’ingresso del padiglione E. I detriti del crollo hanno colpito un’ambulanza che era ferma, fortunatamente vuota, che viene utilizzata nel trasporto di ammalati già ricoverati in ospedale. Franco Paradiso, direttore sanitario di presidio afferma:  “Il mezzo in qualche modo ha attutito l’impatto evitando anche danni più gravi”.

Subito dopo l’incidente si è provveduto immediatamente a mettere in sicurezza l’area e si è bloccato l’accesso principale all’edificio che non è dotato di scale anti-incendio esterne, sui due lati. Per consentire il passaggio di ammalati e operatori sanitari viene utilizzata una uscita del centro trasfusionale collocato al pianterreno.

Nel padiglione E si trovano i reparti di otorino e terapia antalgica, dermatologia, oculistica, urologia e nefrologia. per quest’ultima patologia, in caso di dialisi d’urgenza gli ammalati saranno trasferiti nell’altro centro attrezzato, allestito nel Dea, il dipartimento di emergenza accettazione.

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Tsunami in India… Ecatombe? Forse 10mila vittime

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Sarebbero circa 9 o 10 mila le vittime della tragedia  causata nello Stato indiano di Uttarakhand da un monsone trasformatosi in tsunami. E’ il quotidiano  The Times of India a rivelare che il Dipartimento meteorologico tra il 14 al 16 giugno aveva diramato bollettini allarmanti riguardanti la possibilità di “pesantissime piogge” in Uttarakhand. Tramite l’allerta il Dipartimento chiedeva alle autorità di “trasferire la popolazione in luoghi sicuri”, ma secondo il giornale nessuno ha fatto nulla e la popolazione è rimasta vittima dello tsunami.

Aggiornamento: Polemica sulle vittime per il governo sarebbero “solo” 900. Per ridimensionare la tragedia annunciata?

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La maglietta della tragedia… L’Isola del Giglio si indigna

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Ennesima caduta di stile ed ennesima speculazione sulla tragedia. Le polemiche sono scoppiate per una maglietta con la stampa che ritrae l’incidente della Costa Concordia. I cittadini gigliesi si sono immediatamente  indignati di fronte a quella T-shirt che ritrae la nave inclinata e spiaggiata davanti all’Isola del Giglio, un orrendo souvenir della tragedia. Il sito Giglionews ha riportato la furente condanna da parte dei cittadini dell’isola che sono insorti alla vista di quel gadgets davvero fuori luogo: «Non si discute la libertà di vendere ciò che si vuole quello che meraviglia ed infastidisce è la mancanza di rispetto nei confronti di chi in questa tragedia ha perso la vita o un proprio caro».

ma non è la prima volta che si cerca di speculare sulla Costa Concordia. Subito dopo la tragedia, infatti, circolò una cartolina che raffigurava l’immagine della nave. Dovette intervenire il sindaco a vietare la vendita richiamando il  principio del rispetto per le vittime. Ora arriva la maglietta e ancora una volta il primo cittadino  dell’Isola del Giglio, Sergio Ortelli, ha telefonato al sindaco di Castiglione della Pescaia Giancarlo Farnetani, per metterlo al corrente della situazione e trovare il modo affinché quelle magliette siano ritirate dalla vendita.

 

Sesso estremo contro una finestra… l’amplesso finisce in tragedia

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Sono morti cadendo dal terzo piano di una finestra mentre stavano consumando un amplesso. E’ successo a una coppia cinese che secondo alcuni testimoni è stata vista precipitare abbracciata dalla facciata di un palazzo. I due corpi si sono poi schiantati a terra esanimi. Il Sun ha fatto circolare una foto choc che in breve sta facendo il giro del web. secondo le prime indiscrezioni, la coppia di Shanghai si sarebbe appoggiata alla finestra per fare sesso, ma la scarsezza dei materiali da costruzione e la foga della coppia avrebbe fatto cedere la finestra causando la tragedia.

 

Morte in quota… precipitano 3 giovani alpinisti

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3 vite spezzate dopo una caduta. Sono precipitati nel vuoto mentre scalano in cordata sul Gran Zebrù (3.859 metri), nel gruppo dell’Ortles, a quota 3.500 metri, in Alto Adige, sulla parete Ovest. I tre giovani, Matteo Miari, 22 anni, nato a Feltre (Belluno) ed ora residente a Parma, Daniele Andorno, 45 anni di Novara e Michele Calestani, 43 anni, anche lui residente a Parma, facevano parte di una cordata che stava scalando la vetta. La comitiva, che proveniva da  Santa Caterina Valfurva, aveva sostato al Rifugio Pizzini prima di affrontare prima di affrontare la salita. Per affrontare l’ascesa la comitiva si era divisa in due gruppi e poco dopo le 8.30, all’inizio della scalata si è verificata la tragedia. I corpi sono stati recuperati dal Soccorso Alpino. Le cause dell’incidente sono ancora da chiarire.

Tra ansia e caldo, la prima prova della Maturità 2013

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Sono trapelate in tempo record le tracce della prova d’italiano della Maturità 2013. Complici gli scatti sul telefonino, hanno iniziato a imperversare in rete, mentre gli studenti combattevano tra ansia e caldo nelle loro aule. Si tratta di un brano tratto da “L’infinito viaggiare” di Claudio Magris, vengono poi “Stato, mercato e democrazia”, “L’individuo e la società di massa”, “Gli omicidi politici”, “La ricerca sul cervello”, “La rete della vita” per il tema generale e “Brics e Paesi emergenti” per il tema storico. Nel primo caso, il brano di Magris è tratto da un resoconto dei più recenti viaggi compiuti dall’autore in varie parti del mondo perché incaricato o per propria intenzione. Il libro contiene un percorso lunghissimo, da luoghi, Paesi, Stati vicini ed altri lontani, poco o per niente conosciuti. Per la tipologia B, ossia la redazione di un saggio breve o di un articolo di giornale, per l’ambito artistico letterario è stata proposta la traccia “Individuo e società di massa” tra i cui documenti è stato proposto un testo di Pierpaolo Pasolini tratto dagli Scritti Corsari. Riguardo gli omicidi politici, il riferimento sono alcuni tra i fatti di storia più rivelanti del secolo scorso, quali l’omicidio del duca Ferdinando nel 1914 a Sarajevo a quello di Giacomo Matteotti nel 1924, alla morte di J.F. Kennedy a Dallas nel ’63 fino al rapimento ed esecuzione di Aldo Moro nel ’78. Ma è stata soprattutto la prima traccia a far scatenare gli utenti di Twitter, con cinguettii in chi si afferma l’inutilità di studiare visto che poi viene proposto un autore non trattato e sicuramente meno conosciuto di Pirandello, di cui era circolato il nome nei giorni scorsi con riferimento alla stessa traccia. Ma c’è anche chi dimostra di apprezzare la scelta in quanto “La competenza sull’analisi del testo si misura analizzando un testo che non si conosce, giustissima la scelta di Magris”.

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Smottamento in una cava di marmo: un morto

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Ci sarebbero un morto e due dispersi a seguito di uno smottamento che si è verificato pochi minuti dopo le dieci in una cava di marmo a Nuvolera, nel Bresciano. Carabinieri, vigili del fuoco e 118, oltre a un’eliambulanza, sono accorsi sul posto, una delle tante cave in via dei Marmi, lungo la strada provinciale 30.

Oscar Pistorius: il business è tutto su di lui!

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Manca poco più di un mese all’inizio del processo che vedrà alla sbarra Oscar Pistorius, il campione paraolimpico sudafricano che causò la morte della fidanzata Reeva Steenkamp. Volontà omicida o tragico incidente? Quello che è certo è che l’attenzione mediatica continua ad essere rivolta su di lui: una copertina dal titolo “Gunman” è apparsa sul Time, decine di interviste a chiunque possa avere qualche connessione con la vicenda si leggono sui magazines sudafricani, i paparazzi non smettono di seguirlo. Non c’è da meravigliarsene se ai poliziotti che per primi sono entrati nell’abitazione di Pistorius una delle principali testate giornalistiche internazionali ha offerto 40 mila euro per gli scatti dei loro smartphone. Gli agenti però non sonpo potuti cadere in tentazione: i vertici della polizia hanno confiscato i cellulari di tutti quelli che lavorano al caso! Non poteva mancare, a questo punto, l’interessamento delle grandi case editrici: è stata l’americana Pan McMillan, alla fine, ad aggiudicarsi i diritti d’autore della storia che diventerà un libro dal titolo “Behind the Door: The Oscar and Reeva Story” e verrà pubblicato a processo terminato. Ma sugli scaffali arriverà anche, per Penguin, “The Oscar Pistorius story”, con la firma del giornalista britannico John Carlin, a lungo corrispondente dal Sudafrica, mentre la sudafricana Zebra Press, che ha acquisito i diritti per il mercato inglese e del Commonwealth, pubblicherà “No More Heroes: Oscar Pistorius’s Fall from Grace” ad opera di Jacques Steenkamp (nessuna parentela con la vittima) e Gavin Prins. Per gli appassionati di e-book, infine,  la giornalista investigativa Laurianne Claase ha redatto “Pieces of the Puzzle: A guide to the Oscar and Reeva case”. Nel frattempo ad Hollywood si cerca di scoprire chi potrebbe interpretare Pistorius sul grande schermo: ci sarebbero già due copioni pronti sulla vicenda ed il ruolo di Reeva, stando alle prime indiscrezioni, dovrebbe essere affidato a Charlize Theron. Per quello dell’atleta, si vocifera su Ryan Gosling, fisicamente molto simile al “Blade Runner” sudafricano, ma l’attore pare che stia pensando di prendersi un periodo di riposo prima di debuttare dietro la macchina da presa. Ovviamente, non poteva mancare il coinvolgimento dei social network: un gruppo di sostenitrici virtuali del corridore, sotto l’egida dell’hashtag #Pistorians, difendono a colpi di tweet la causa del loro idolo. Tutti ai nastri di partenza qiundi, in attesa di scoprire quali saranno le parole che chiuderanno la storia: colpevole o innocente?

101 anni fa… Ricordando il Titanic!

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Era 14 aprile 1912, quando il transatlantico Titanic a 400 miglia a sudest della costa di Cape Race (isola di Newfoundland, Canada), salpato da appena 4 giorni da Southampton per il suo primo viaggio verso New York, si scontra con un enorme iceberg. La vedetta Frederick Fleet l’avvista solo quando è ormai a 500 metri di distanza w grida «Iceberg di prua, signore!», il primo ufficiale William M. Murdoch ordina: «Tutto a dritta. Indietro a tutta forza». La repentina virata a sinistra si rivela inutile, trentasette secondi dopo l’avvistamento avviene l’urto a prua, sulla fiancata destra della nave, sei dei sedici compartimenti stagni rimangono danneggiati, a sei metri di profondità l’acqua incomincia a filtrare nel transatlantico. Il Titanic affondò la notte del 15 aprile, alle 2.20.

Nel naufragio persero la vita 1518 dei 2223 passeggeri imbarcati compresi gli 800 uomini dell’equipaggio; solo 705 persone riuscirono a salvarsi (alcuni dei quali morirono subito dopo essere salvati dal Carpathia).

Il video di Hrw mostra l’atrocità in Siria!

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Sconvolgente reportage raccolte da Human Rights Watch raccontano senza filtri di come il governo siriano stia letteralmente massacrando il suo popolo, nell’immobilismo del Consiglio di Sicurezza Onu e di tutta la comunità internazionale. Ogni giorno ci sono famiglie su cui piovono bombe, bambini ceh vengono estratti dalle macerie in fin di vita e portati in case dove muoiono dopo sofferenze tremende. Non ci sono centri medici in molte località e neppure dottori. La popolazione è abbandonata a se stessa e come dimostra, per la prima volta Hrw, gli attacchi aerei compiuti pressoché quotidianamente dal Syrian Air Force sono a tutti gli effetti crimini di guerra.

 “Le forze aeree siriane hanno ripetutamente condotto attacchi aerei indiscriminati e, in alcuni casi, deliberati contro la popolazione civile”, denuncia Anna Neistat, responsabile Emergenze di Human Rights Watch. “Questi attacchi – mette in chiaro l’organizzazione – costituiscono delle serie violazioni delle leggi umanitarie internazionali, e chi le compie è responsabile di crimini di guerra”.

L’organizzazione internazionale di tutela dei diritti umani pubblica oggi un report di 75 pagine intitolato “Morte dai cieli: attacchi aerei indiscriminati e deliberati contro i civili”. E un video esclusivo che racconta la distruzione e il terrore in cui è costretta a vivere la popolazione civile.

IL VIDEO E’ CONSIGLIATO SOLO A UN PUBBLICO ADULTO.

 

 

Scomparse le registrazioni della Moby Prince!

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Scomparse le registrazioni audio di una strage piena di morti, bugie e misteri. Dopo 22 anni dal disastro della Moby Prince arriva la rivelazione da un giovane regista, Manfredi Lucibello, che da due anni lavora a Centoquaranta – La strage dimenticata: «Il tribunale di Livorno non ha più le registrazioni audio del processo della Moby Prince, quelle che valgono a livello legale. Esistono le trascrizioni delle testimonianze ma non le registrazioni audio. Abbiamo fatto due richieste tramite avvocato per ottenerle, non ci hanno mai ufficialmente risposto ma ci hanno fatto capire che non ci sono. Scomparse».

La notizia avviene proprio nel giorno in cui il presidente del Senato Pietro Grasso chiede di avviare una commissione d’inchiesta sulle stragi irrisolte del nostro Paese.

Preso l’assassino del gioielliere a Milano?

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A sei giorni dall’omicidio di Giovanni Veronesi, gioielliere 75enne ucciso nel suo negozio a Milano, sembra che gli inquirenti siano arrivati alla svolta. È infatti stato fermato in Spagna dai carabinieri del Nucleo Investigativo un impiantista incensurato, che aveva avuto con la vittima rapporti di lavoro. L’uomo era fuggito lontano subito dopo la rapina, e scappando attraverso il confine con la Francia era arrivato in Spagna. Gli investigatori si trovano nel Paese iberico già da domenica scorsa. Oggi l’uomo dovrebbe essere interrogato ai fini dell’estradizione.

 

Roulette russa tragica… 17enne in fin di vita!

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Un ragazzo di 17 anni sta lottando tra la vita e la morte in Belgio, dove durante una festa è stato costretto a giocare alla roulette russa. Secondo i medici infatti Jason Denies è in stato di morte cerebrale: ha un proiettile nel cranio ed un’emorragia cerebrale che gli comprime il cervello. L’episodio, avvenuto sabato sera a Charleroi, cittadina a sud di Bruxelles, ed è riportato stamani dalla stampa locale. Secondo i testimoni a sparare è stato Logan Berckmans, di 18 anni, arrivato alla festa non invitato e in stato di ebrezza, trasformando l’atmosfera di gioia in una tragedia. Il giovane, una vecchia conoscenza della polizia nonostante la giovane età, al magistrato intervenuto sul posto, ha detto che si è trattato di un incidente, e che il colpo è partito per errore. Sulla base del racconto dei presenti, l’esplosione del colpo non è stata la conseguenza di una lite. Berckmans avrebbe tirato fuori un’arma ed ha cominciato a giocare da solo alla roulette russa, rivolgendo poi l’arma contro Jason. Ha premuto il grilletto due volte e alla terza è partito un proiettile, colpendo la vittima in piena testa.

Tragedia a largo di Palermo!

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LA Capitaneria di porto e i vigili del fuoco, con l’ausilio di un elicottero della Guardia di finanza, stanno cercando tre diportisti usciti stamane in mare con un’imbarcazione di 5 metri salpata dal porticciolo palermitano della Bandita. I tre erano stati visti rientrare, prima di prendere di nuovo il mare. Da quel momento nessuno li ha più visti. L’allarme è stato lanciato dai parenti. Solo uno al momento è stato ritrovato privo di vita che galleggiava su un salvagente, per gli altri due continuno le ricerche anche se le speranze di trovarli in vita si affievoliscono di ora in ora.

Rapina si trasforma in tragedia in una gioielleria in pieno centro a Milano

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Nel pienissimo centro di Milano a via dell’Orso, è avvenuta una rapina, finita nel modo più tragico. Anche se non sono arrivate conferme, sembra che l’orefice sia stato ucciso dopo che ha provato a reagire al furto. A dare l’allarme la moglie che da ore provava a contattare l’uomo senza avere risposta alcuna. In un giorno feriale, i ladri non hanno esitato a uccidere l’uomo, Giovanni Vescovi, un anziano di 73 anni, ritrovato con una profonda ferita alla testa. Tra spavento e sconcerto, la crescente ondata di violenza spaventa sempre di più le grandi città ove i rischi aumentano anche in pieno giorno. I tagli alla polizia si fanno risentire e si ripercuotono sui negozianti che sono i più esposti sopratutto se vendono oggetti preziosi. Ormai la polizia non è più usata a scopo preventivo ma interviene solo dopo che il reato è commesso. Nessun deterrente quindi vi è per i ladri che possono operare indisturbati!

“Violazione di domicilio della famiglia Scazzi”, Corona al processo!

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In carcere per l’estorsione a Trezeguet, ora la situazione di Fabrizio Corona si complica. Nei giorni successivi all’omicidio di Sarah Scazzi, il fotografo infatti, si sarebbe introdotto nella casa della famiglia, compiendo il reato di violazione di domicilio. Come molti ricordano, Corona si inserì di forza in quella tragedia, catalizzando l’attenzione dei media su di sè, al solo scopo di far soldi. Il fotografo dovrà comparire davanti al tribunale di Manduria il 3 luglio prossimo e rispondere anche di questo ulteriore reato denunciato da Concetta Serrano, madre di Sarah.

Già una volta Fabrizio corona aveva risposto in modo aggressivo ai giornalisti che chiedevano spiegazioni, nel febbraio del 2011, dichiarò:

«Non è possibile che ogni volta che faccio un lavoro pulito si debba scatenare l’inferno: non ho violato l’intimità di nessuno, ho fatto il mio lavoro e sono stato più che educato con la signora Concetta Serrano. Non ci posso credere, dicono che mi sono introdotto in casa di Concetta come un ladro e che l’ho spaventata a morte. Non ci voleva proprio, dopo il bel servizio che abbiamo fatto stamattina». Una lunga cronaca, raccontata con foto e riprese, dei luoghi di Sarah. Era quello lo scopo della sua venuta e questo sapevano i suoi autori di Milano ai quali raccontava, quasi in diretta, ogni mossa sul campo. La prima visita in via Deledda, davanti casa di Michele e Sabrina Misseri, davanti il portone marrone del garage dove è stata uccisa Sarah. Lì tentativo di farsi aprire da Cosima Serrano, mamma di Sabrina, che non ha nemmeno risposto al citofono. Poi un salto al «pozzo dell’orrore» , in contrada Mosca, uno sguardo al casolare dove si riteneva che la quindicenne era stata spogliata e, forse, stuprata già morta (accuse poi rivelatesi false) e una breve pausa nel podere della tomba-cisterna trasformata ora in un piccolo cratere pieno d’acqua e fango. Infine l’intervista a Ivano Russo e al sindaco di Avetrana, Mario De Marco.

TRAGEDIA IN INDIA: PRECIPITA BUS, 37 MORTI. VIDEO!

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È di almeno 37 morti e 14 feriti il bilancio di un incidente stradale avvenuto nello stato di Maharashtra, nell’India occidentale. Un autobus è caduto da un ponte dopo che il conducente ha perso il controllo del veicolo, sfondando la barriera di sicurezza e precipitando sulla riva del fiume Jagbudi.
Il mezzo era diretto dallo stato costiero di Goa a Mumbai. «L’autobus – ha spiegato un funzionario della polizia, AP Fardeshi – è caduto da un’altezza di oltre 15 metri e si è schiantato sulla sponda rocciosa del fiume. Dal luogo dell’impatto sono stati recuperati 37 corpi», ha spiegato, ricordando che tra le vittime non risultano cittadini stranieri, ma che un cittadino di nazionalità russa è rimasto ferito.
I feriti, tra cui il conducente, sono stati portati in un ospedale vicino, a circa 200 chilometri a Sud di Mumbai. Il numero dei morti potrebbe salire perchè molti dei feriti sono in gravi condizioni. Come riferiscono i media, la polizia sta indagando se l’uomo al volante fosse ubriaco.

INCIDENTE AEREO IN AMERICA!

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E’ di almeno due i morti e tre feriti, di cui uno grave, il bilancio di un incidente aereo che si è verificato domenica sera nei pressi dell’aeroporto privato di South Bend, in Indiana. Secondo i media locali, un piccolo bimotore è precipitato su alcune case mentre stava cercando di atterrare: un grave guasto all’impianto elettrico ha provocato lo stallo del velivolo e la successiva tragedia.

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LA FOTO DELLA TRAGEDIA!

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Una foto drammatica, quella di un padre, Jihad Misharawi che stringe disperato il corpo senza vita del suo figlioletto Omar, morto a soli 11 mesi. Jihad lavora nella Striscia di Gaza per la Bbc: questa foto è diventata presto il simbolo della crudeltà dell’esercito israeliano, considerato come responsabile del bombardamento a tappeto sul quartiere dove viveva Jihad con suo figlio.
Ma ora si scopre che la verità potrebbe essere un’altra, e il suo sapore è più che amaro.
Ad uccidere il piccolo Omar non sarebbe stata una bomba israeliana, bensì un razzo palestinese che mancò Israele.
”La maggior parte dei razzi sparati non sembrano essere stati indirizzati verso bersagli militari – si legge nella relazione dell’ONU – L’aggravante è che questi lanci avvengono da zone popolate e mettono gli abitanti di Gaza in pericolo”. Come è infatti accaduto al piccolo Omar.
omar-gaza-tuttacronaca-Jihad al-Masharawi, Jihad Misharawi,

Clamorosa rivelazione nel caso Reeva-Pistorius!

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Continuano le indagini sull’omicidio di Reeva. la fidanzata di Oscar Pistorius. Da quanto divulgato dalla polizia sembra che Reeva avesse incontrato un suo ex fidanzato due giorni prima di essere uccisa. Pistorius, colto dalla gelosia, avrebbe chiamato per ben due volte durante l’appuntamento la sua compagna.
Ad oggi il campione atletico nega ancora l’omicidio e continua a ribadire la sua tesi iniziale secondo la quale si sarebbe confuso pensando ad un intruso.
L’ex di Reeva ha dichiarato che il loro sarebbe stato un incontro amichevole: «Lei mi ha contattato e ci siamo visti per un caffè. Sembrava felice, lei non avrebbe permesso a nessuno di farla stare male».

Il pentimento di Pistorius: non è giusto che non posso viaggiare! Datemi il passaporto.

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Pistorius col capo chino, Pistorius in lacrime, Pistorius che prega. E, forse, Pistorius che recita una parte. Quella del «buono». La strada verso standing ovation di chi già lo vorrebbe vedere completamente assolto è ancora lunga e accidentata. Ma il clan familiare (e legale) di Pistorius sembra all’altezza del compito. Trasformare, agli occhi dell’opinione pubblica, un presunto colpevole in un probabile innocente. I mezzi (economici e mediatici) a disposizioni di «Blade Runner» sono ottimi e abbondanti. Il compito di «gran burattinaio» è stato affidato ad Uncle Arnold, lo zio con la faccia da duro che ospita il nipote nella sua abitazione e, soprattutto, gli impedisce di commettere passi falsi. La parola d’ordine è: strategia. E in questa logica rientra la prima dichiarazione da uomo libero di Pistorius: «Voglio incontrare la famiglia di Reeva e ringrazio tutti quelli che hanno pregato per nostre due famiglie». Notare il risvolto ecumenico di quel «nostre», come a dire che – tutto sommato – tra vittima e carnefice non è che ci sia poi gran differenza… e infatti il campione sudafricano, amareggiato e affranto, la prima cosa che fa è contestato le condizioni per la liberta’ su cauzione e fa appello per potere recuperare il passaporto e viaggiare all’estero.

NO COMMENT!

Si dimette Botha, l’investigatore del caso Pistorius!

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Il principale investigatore nel caso di Oscar Pistorius, Hilton Botha, si è dimesso dalla polizia sudafricana. Lo riferisce la Bbc. Botha, che di recente era stato già estromesso dall’inchiesta, era finito nella bufera per una serie di errori commessi nel condurre le indagini sulla morte di Reeva Steenkamp, la fidanzata dell’atleta. L’investigatore era a sua volta sotto inchiesta per omicidio.

 

ORRORE: Pistorius diventa un film! E’ lite sull’attore.

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La tragica morte di Reeva Steenkamp per mano di Oscar Pistorius ha sconvolto il mondo intero. L’atleta paralimpico accusato dell’omicidio della fidanzata è stato rilasciato su cauzione per 85mila dollari. La vicenda ancora è alquanto complicata sia perché è stato sostituito il capo dell’inchiesta che per sospetto inquinamento delle prove. Intanto Hollywood freme: Ryan Gosling e James Franco sono in lizza per interpretare in un film Pistorius.

Secondo una fonte del magazine Star sembra che “Ryan sia la scelta naturale, anche perché assomiglia in modo sorprendente a Oscar! Ma James ha già interpretato un personaggio con un grave handicap in 127 Hours”. I produttori del film vorrebbero presentare la storia di Oscar partendo dai suoi successi sportivi, raccontando il motivo dell’handicap fino ad arrivare alla tragica morte di Reeva Steenkamp, senza addentrarsi però in giudizi o citazioni processuali.

Reeva era un’appassionata di armi. ECCO LA FOTO!

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Reeva Steenkamp, la modella sudafricana uccisa la notte di San Valentino da Oscar Pistorius, con il fidanzato campione paratleta condivideva la passione per le armi: a questa conclusione giunge oggi il tabloid britannico The Sun, che pubblica in esclusiva una foto che ritrae la ragazza ad un poligono di tiro mentre si esercita con una pistola calibro 9 simile a quella con cui lui l’ha uccisa. La foto, scrive il Sun, risale a qualche mese fa e dopo quell’esercitazione al tiro, scrive ancora il tabloid, lei ha scritto il seguente messaggio su un social network: «Ho giocato con la pistola questa mattina. Ora mi sento meno stressata». L’immagine mostra una certa dimestichezza di Reeva con la pistola: cuffie anti-rumore, occhiali anti-riflesso, le gambe leggermente divaricate e le ginocchia leggermente piegate per assorbire il rinculo dell’arma, che tiene con due mani a braccia tese mentre è concentrata a prendere la mira. Il Sun cita anche una fonte sudafricana «vicina all’inchiesta», secondo la quale l’immagine «dimostra che lei stessa era familiare con le armi e non l’avrebbe quindi messa a disagio che il suo fidanzato ne tenesse una nel letto». In Sudafrica, Paese che ha un tasso di violenza elevatissimo e un’incidenza della violenza sulle donne fra le più drammatiche al mondo, le armi sono molto diffuse.

Gli Steenkamp rischiano di non poter pagare l’affitto! Era Reeva ad aiutarli.

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I genitori di Reeva Steenkamp, la fidanzata di Oscar Pistorius uccisa dall’atleta nella notte di San Valentino, oltre al dolore per la morte della figlia ora devono affrontare un altro problema, questa volta economico. La modella, infatti, aiutava finanziariamente i familiari, che ora rischiano di non poter più pagare l’affitto.
Secondo un parente della famiglia, ogni volta che Reeva andava a trovare i genitori si accertava che avessero abbastanza soldi per vivere, poiché il padre (ex fantino ed ex addestratore di cavalli da corsa) spesso non veniva pagato per il proprio lavoro. E ora, secondo il congiunto, “la morte di Reeva ha anche pesanti implicazioni economiche per la famiglia”. La madre della modella, del resto, non ha mai fatto mistero del fatto che la famiglia non ha mai avuto molti soldi benché in casa ci fosse “molto amore”: “Abbiamo dato a Reeva ciò che abbiamo potuto”, aveva spiegato la donna.
Intanto emerge anche che i medicinali trovati nell’appartamento di Pistorius non sarebbero vietati nelle competizioni sportive… anche se ancora la notizia non è ufficiale.

REEVA INCINTA?

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Le voci girano e ce ne sono troppe a volte… ma questa volta l’indiscrezione potrebbe anche essere vera o quanto meno plausibile. Pistorius avrebbe ucciso Reeva perchè era incinta. La famiglia smentisce. I risultati dell’autopsia effettuata sul corpo della ragazza vengono secretati dagli inquirenti. Secondo il tabloid statunitense National Enquirer, la notizia sarebbe invece stata verificata. Il giorno di San Valentino Reeva avrebbe parlato della sua gravidanza a Pistorius e lui sarebbe uscito fuori di testa  colpendo la ragazza alla testa, al petto, alla mano e naturalmente al bacino, proprio per “rimuovere il problema”?

Pistorius cerimonia in onore di Reeva… Scandaloso!

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Oscar Pistorius terra’ questa sera una cerimonia privata in ricordo della sua fidanzata Reeva Steenkamp, da lui uccisa la notte di San Valentino. All’atleta sudafricano, accusato di omicidio premeditato per la morte di Reeva, e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. Il campione sostiene di avere sparato alla sua compagna scambiandola per un intruso. La cerimonia si terra’ nella casa dello zio Arnold. La famiglia Pistorius ha detto che ”Oscar continua a piangere per Reeva ed e’ in lutto”.

CONSIGLIO DELL’AVVOCATO?

L’ultima foto di Reeva!

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Rilassata e sorridente. Appariva così Reeva Steenkamp poche ore prima di morire. L’immagine è quella delle telecamere di sicurezza posizionate fuori dalla casa del fidanzato Oscar, che da lì a poco sarebbe diventato il suo carnefice. Il fotogramma, che nonostante sia sfocato mostra chiaramente la serenità della modella 29enne, è stato mostrato in anteprima dal canale Cctv nel corso di un documentario sul fatto di cronaca che ha sconvolto il Sudafrica.

 

Pistorius è impotente?

 

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Forse non era un prodotto utile a fini del doping, ma sicuramente neanche un innocuo prodotto a base di composti vegetali. Il testosterone che gli inquirenti dicono di aver trovato a casa di Oscar Pistorius, il quattrocentista disabile accusato di aver ucciso a colpi di pistola la sua fidanzata, sarebbe uno «stimolante sessuale»: lo scrive il settimanale sudafricano City Press, citando un medico sportivo. Hilton Botha, il detective poi rimosso dall’incarico, aveva affermato mercoledì in tribunale a Pretoria che «due scatole di testosterone» ed alcune siringhe erano state trovate a casa dell’atleta, incriminato per aver ucciso la fidanzata Reeva Steenkamp.

L’avvocato di Pistorius, Barry Roux, aveva spiegato che si trattava di un rimedio a base vegetale, il testo compasutium coenzyma, che l’atleta «aveva il diritto di utilizzare». Il medico sportivo Jon Patricios, intervistato da City Press, ha spiegato che questo prodotto, che si assume tramite iniezioni – composto da pezzi di cuore e di testicoli di animali, nonché‚ da piante medicinali e vitamine – serve di norma a combattere problemi di erezione. È però sconsigliato agli sportivi perché‚ li può far risultare positivi ai test antidoping.

 

Investigatore privato per la famiglia di Reeva!

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La famiglia di Reva Steenkamp, uccisa dal fidanzato Oscar Pistorius la notte di San Valentino, ha deciso di assumere un detective privato che li tenga aggiornati sull’andamento delle indagini. Lo riferiscono i media sudafricano. Lance Esptein, questo il nome delle’investigatore, era presente in tribunale venerdi’, quando a Pistorius e’ stata concessa la liberta’ su cauzione. L’agenzia di Epstein si definisce “una delle agenzie leader in Sudafrica con oltre 100 anni di esperienza.

CI SARA’ GIUSTIZIA PER REEVA?

La famiglia Pistorius… anche il fratello accusato di omicidio volontario!

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Carl, il fratello del campione Oscar Pistorius che rischia l’ergastolo per la morte della fidanzata Reeva, e’ accusato di ‘omicidio volontario’ per la morte di un motociclista in un incidente da lui causato nel 2010. Lo ha riferito la radio sudafricana Ewn spiegando che la prima udienza del suo processo era prevista per lo scorso giovedi’, giorno in cui era ancora in corso il procedimento a carico di Oscar. L’udienza del fratello Carl e’ stata rinviata al mese prossimo. Kenny Oldwage, il legale, si sarebbe detto fiducioso sull’assoluzione del suo cliente.

Padre coraggio! “Oscar deve rispondere alla sua coscienza”

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Pistorius dovra’ fare i conti con la sua coscienza. Lo ha detto, secondo quanto riportato dai media sudafricani, il padre di Reeva Steenkamp, la modella uccisa dal campione di atletica. “Non importa quanti soldi ha o quanto siano bravi i suoi avvocati, dovra’ fare i conti con la sua coscienza se permettera’ alla squadra legale di mentire per lui”, ha detto Barry Steenkamp. ‘Se sta dicendo la verita’, forse potro’ perdonarlo. Ma se invece non e’ andata come dice lui, deve soffrire e soffrira”

Solo 85mila euro! Cauzione farsa per Pistorius!

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Il giudice Desmond Nair ha fissato a un milione di rand sudafricani, circa 85mila euro, la cauzione di Oscar Pistorius. Un decimo della somma è da versare in contanti, il resto in garanzia. L’atleta, che dovrà comparire in tribunale il 4 giugno, dovrà presentarsi ogni mattina al commissariato, consegnare tutti i suoi passaporti e le sue armi, e stare lontano dagli aeroporti.

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Da FEMMINICIDIO a Soap Opera mediatica… OK A CAUZIONE

pistorius

Questa mattina in aula sembra che si respiri già molta tensione. La maggioranza dell’opinione pubblica chiede che non vi siano trattamenti di favore per Pistorius, ma che si applichi la giustizia come in qualsiasi altro caso. La prima anomalia sicuramente è quella di aver voluto per una settimana prorogare la decisione. Solitamente il rilascio su cauzione viene deciso nella prima udienza. Inoltre molti giornali locali questa mattina s’interrogavano sull’atteggiamento della famiglia di Pistorius:  dopo 7 giorni dall’omicidio nessun familiare si è messo in contatto con la famiglia della vittima per esprimere il cordoglio.

Secondo il pm l’omicidio di Reeva sarebbe stato pianificato durante la serata. Secondo l’accusa se Pistorius era così paranoico sulla sicurezza come più volte è stato affermato dalla difesa come mai, lasciava la finestra del bagno aperta e non chiudeva a chiave la porta di casa?  Perchè non ha chiamato la sicurezza? Il comprensorio dove abita Pistorius è sorvegliato 24h al giorno eppure l’atleta non l’ha chiamata!

Qualche tempo fa a una rivista aveva dichiarato «Non ho ancora trovato la persona giusta, ma è ok»: così Oscar Pistorius in una intervista pubblicata a febbraio prima dell’omicidio di Reeva Steenkamp parlava dei suoi problemi sentimentali. «È difficile trovare la persona giusta, di cui ci si possa fidare, che tenga private le cose private», sottolineava Pistorius al magazine «Serve una persona davvero speciale per avere una relazione con uno sportivo. Non è una vita facile».

Fino a 50 mila euro per un intervista a Pistorius dopo la decisione della Corte.

“NON SO SE CI SONO GLI ESTREMI PER OMICIDIO PREMEDITATO, AL MOMENTO MANTENGO QUESTA IMPUTAZIONE: Omicidio volontario premeditato” così il giudice.

Il giudice massacra Botha e la conduzione delle indagini! Errori su errori elencati in 90 minuti di requisitoria.

LA CORTE DECIDE DI  CONCEDERE LA SCARCERAZIONE SU CAUZIONE!

Perché non vi è  reale pericolo per la società e reale pericolo di fuga, nè reale possibilità di contaminazione delle prove, di corruzione dei testimoni o di reiterazione del reato.

Tuttavia fa presente che la difesa non è riuscita a provare le eccezionali circostanze che possono concedere la scarcerazione su cauzione…  MA E’ LIBERO!!!

SHOW DEL GIUDICE DAVANTI ALLE TELECAMERE TRA LA FAMIGLIA CHE E’ STATA TUTTO IL TEMPO ALLO STREMO E LA TENSIONE ALTISSIMA DI TUTTI I PRESENTI CHE ATTENDEVANO UN VERDETTO: il giudice non si è curato di nessuno e ha recitato per due ore una scena da film thriller.

Calpestato il corpo sepolto di Reeva!

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Pistorius, domani si decide?

pistorius - processo-cauzione

Rinviata a domani! Dopo aver sentito la difesa e l’accusa, l’udienza è stata sospesa fino a domani.

Le novità non sono poi molte, si gioca d’astuzia e soprattutto cercando di far crollare i testimoni e le accuse. Si gioca anche sulla psicologia: sguardo basso dell’atleta, commozione, proteste fuori dal Tribunale.

In un aula che è diventata un palco scenico internazionale va in scena ogni mattina uno spettacolo. Il mondo in diretta sul grande eroe diverso che in realtà ha nascosto per anni un mostro interiore. Sponsor che lo abbandonano, amici che non rispondono al cellulare,i suoi fans che si allontanano uno dopo l’altro dall’atleta che li aveva fatti sognare e che ora li ha svegliati con un incubo. Niente è impossibile per Pistorius neppure un omicidio… anzi un femminicidio! 

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Il giudice contro la difesa di Pistorius! Fuori manifestazione dell’Anc.

processo pistorius-oscar

Il giudice ha ricordato che Pistorius ha  tentato  di scaricare sul suo amico la responsabilità per quello  sparo accidentale al ristorante… inoltre fa presente che l’avvocato sta intimidendo i testimoni e che ci sono prove a carico dell’imputato che più volte è stato riconosciuto come auto di atti violenti e intimidatori. La cauzione secondo il giudice può essere negata anche nel caso che l’opinione pubblica ritenga che si sia di fronte a un soggetto pericoloso. Fuori ci sono donne dell’associazione Anc che stanno protestando… non vogliono, giustamente, la scarcerazione di Pistorius su cauzione. La decisione del giudice dovrà tenere conto anche delle rivolte che si stanno accendendo intorno a questo processo, quindi si complica la posizione dell’atleta.

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Processo a Pistorius? No, a Botha! Sospensione per minaccia esterna.

processo reeva

Questa mattina in aula sembra che l’imputato non sia più Oscar Pistorius ma Hilton Botha, l’ufficiale di polizia che per primo accorse  sul luogo del delitto. La Difesa ha spostato abilmente il processo cercando di dimostrare l’inattendibilità del poliziotto.  Il processo è stato sospeso per alcuni minuti a causa di una “micaccia esterna” ma ancora non è chiaro cosa sia successo, forse una protesta all’esterno del Tribunale.

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Pistorius ha cercato di salvare la vita di Reeva?

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Secondo la Difesa, Pistorius ha cercato in ogni modo di salvare la vita della modella, prendendola anche in braccio e portandola al piano terra dell’abitazione. Ma sui tracciati telefonici non vi è nessuna chiamata di richiesta di soccorso. Ipotesi quella della difesa molto discutibile, mentre è più credibile che ci sia stato un momento in cui Pistorius abbia realizzato che il suo gesto aveva ucciso la sua fidanzata, così istintivamente ha sollevato il corpo e ha sceso le scale.

La Difesa getta anceh discredito su Batha, definendolo un test non attendibile.

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La difesa chiede che il reato sia derubricato a OMICIDIO COLPOSO!

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Secondo il collegio di difesa di Oscar Pistorius ci sarebbero tutti gli elementi per far derubricare l’accusa a omicidio colposo e far decadere quella di omicidio preterintenzionale. Secondo sempre la difesa se Oscar voleva davvero uccidere Reeva perchè avrebbe aspettato che la ragazza si fosse rifugiata in bagno? L’avrebbe potuta benissimo uccidere in camera da letto.

La difesa sta cercando di portare la Corte verso l’omicidio colposo per ottenere la scarcerazione su cauzione. L’accusa tenta di provare che Pistorius non ha scambiato la ragazza per un ladro, ma quando ha fatto fuoco era ben conscio che Reeva si fosse rifugiata in bagno. A sostenere questa tesi ci sono gli oggetti personali della ragazza rinvenuti nella camera da letto di Pistorius.

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ORA E’ UFFICIALE, NIKE SOSPENDE IL CONTRATTO A OSCAR!

pistorius nike

Nike ha annunciato di aver sospeso il suo contratto con Oscar Pistorius. “Nike ha sospeso il suo contratto con Oscar Pistorius. Crediamo che abbia diritto a un processo equo e continueremo a monitorare la situazione da vicino”, e’ scritto sul sito del marchio. Già due giorni fa la nota marca sportiva aveva fatto marcia indietro sul suo testimonial dicendo che non aveva intenzione di fare altre campagne pubblicitarie con l’atleta.

Intanto al processo Botha riconferma perchè secondo lui Pistorius non deve essere rilasciato su cauzione ” pericolo di fuga, per l’accusa che già in passato era stato arrestato per violenza contro una donna e per il colpo sparato al ristorante”.

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LA NUOVA MOSSA DELLA DIFESA DI PISTORIUS

www.oscarpistorius.com

I processi si sa che vivono della “tattica di gioco” e i migliori avvocati sono quelli che sfruttano ogni frammento della vita dell’imputato per accusarlo o difenderlo. Arriva così la mossa “felina” della difesa di Pistorius. Sul sito www.oscarpistorius.com si legge “In seguito ai recenti tragici eventi e l’enorme interesse globale, la famiglia di Oscar Pistorius ha deciso di utilizzare il suo sito ufficiale per diffondere le ultime notizie e i messaggi di sostegno”. Con queste parole la famiglia dell’atleta ha comunicato la decisione di “dare ai media l’opportunita’ di fare domande” e di pubblicare i messaggi “di sostegno e condoglianze per Oscar e la famiglia di Reeva Steenkamp”.

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Un altro giorno in procura per Pistorius!

processo pistorius

Udienza fissata per le 10 di questa mattina e già c’è il primo colpo di scena. L’ispettore Botha, colui che per primo entrò nella casa di Pistorius, non è presente in aula. Dopo che ieri è stato rimosso dall’incarico in quanto pendono accuse di tentato omicidio nei suoi confronti, questa mattina non si è presentato in tribunale. Il giudice sospende la seduta e lo manda a chiamare.

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Pistorius in corsa per la scarcerazione, ma dorme in terra!

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Sorpresa dopo sorpresa, colpo dopo colpo, come in tutti i “PROCESSI DEI VIP” dove la giustizia spesso deve fare i conti con l’immagine, con i manager, con l’opinione pubblica prima ancora che con il diritto e con l’equità. Così è notizia delle ultime ore che Hilton Botha, ufficiale di polizia sudafricano che fu il primo ad entrare nella villa di Pistorius e a fare le prime indagini sull’omicidio Reeva Steenkamp, è stato sollevato dall’incarico. L’ufficiale è accusato di tentato omicidio. Botha dovrà comparire a maggio davanti ai giudici e rispondere dell’accusa di aver sparato, in stato di ebbrezza, contro un taxi nel tentativo di fermarlo nel 2009. Ieri Botha era stato ascoltato in aula e la sua deposizione era stata smontata dalla difesa.

I magistrati sudafricani hanno poi dovuto fare un passo indietro anche sul presunto testosterone trovato nella villa dell’atleta affermando che:

Hilton Botha e altri due funzionari di polizia furono arrestati per aver sparato (ubriachi, a bordo di un’auto della polizia) contro un taxi con a bordo diverse persone, e dovranno comparire in tribunale a maggio. Il portavoce della polizia di Gauteng, Nevile Malila, ha spiegato che in un primo tempo le accuse a carico del principale accusatore di Pistorius erano cadute. «Soltanto ieri abbiamo appreso che sono state ripristinate», ha detto. Botha è l’ufficiale di polizia che per primo accorse nell’abitazione di Pistorius quella notte e vi trovò Reeva morta. È lui che nell’udienza di ieri ha parlato del rischio di una fuga dell’atleta e ha chiesto che resti in carcere.  «Non possiamo dire che cosa sia – ha detto il portavoce della procura nazionale, Medupe Simasiku -. Non possiamo confermare o smentire niente fino a quando riceveremo il rapporto della scientifica». Sembra che la sostanza rinvenuta nel cassetto della camera da letto di Pistorius sia un farmaco a base di erbe e non anabolizzanti.

L’ultima novità battuta dalle agenzie giornalistiche pochi istanti fa è che Pistorius, in stato di fermo, sia costretto a dormire in terra in quanto nella stazione di polizia di Brooklyn a Pretoria non ci sono letti. Lo stesso atleta però ha chiesto di non essere inviato in carcere e di preferire la stazione di polizia, anche se è costretto a dividere la cella con altri detenuti. «Non posso stabilire con certezza quante persone dividono la cella con lui, ma c’è un flusso costante di gente che viene arrestata e poi rilasciata o trasferita in altre carceri» così si è espresso il comandante e ha aggiunto che i pasti dell’atleta sono in base agli alimenti disponibili e che «Pistorius viene trattato con lo stesso livello di dignità umana con cui vengono trattati tutti i detenuti, come stabilito dalla Costituzione».

E non deve essere alta la dignità umana secondo i parametri del sudafrica se fanno dormire in terra chi si trova in stato di fermo, ma naturalmente ci voleva la “star” per far emergere la situazione in cui versano i comuni cittadini che si trovano ad essere fermati.

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PISTORIUS GIA’ ARRESTATO IN PASSATO.

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Lo afferma l’ispettore di polizia. “Nessun dubbio, ancor prima di arrivare sapevamo che era stato lui, lo avevamo già arrestato in passato” per una presunta aggressione a una ragazza di 19 anni, anche allora l’incidente era successo a casa sua. Un diverbio tra i due, poi lei si era ripresentata con un amico e c’erano state urla e insulti. Secondo Pistorius era finita con una porta sbattuta, secondo la ragazza con calci e spintoni. Una notte in cella poi le deposizioni. Incidente archiviato.

La ricostruzione della serata da parte della difesa è stata la seguente.

“Reeva mi aveva telefonato proponendomi una cena tranquilla”, ha raccontato il campione ricostruendo le ultime ore prima del delitto. “Alle 22 del 13 febbraio eravamo nella nostra camera, lei faceva yoga e io guardavo la tv. Ci amavamo, non potevamo essere più felici”. “Mi aveva fatto un regalo, ma aveva detto che non potevo aprirlo prima del giorno di San Valentino”, ha aggiunto, Pistorius, prima di scoppiare in lacrime. “Sono già stato vittima di violenze, per questo tengo una pistola 9mm sotto il letto”, ha continuato l’avvocato di Pistorius, leggendo la ricostruzione del suo assistito, troppo provato per parlare. “La finestra del bagno non era chiusa con le inferriate e qualcuno è entrato in casa. Era buio ed ero convinto che ci fosse un intruso in bagno. Non avevo le mie protesi e mi sono sentito vulnerabile, ho avuto molta paura. Ho sparato sulla porta del bagno e mi sono messo a urlare”.

La Corte si aggiorna a domani!

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Gli avvocati di Pistorius mettono alle corde l’investigatore!

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Potrebbe essere derubricato a omicidio colposo, l’accusa per l’omicidio di Reeva. La difesa ha messo alle strette l’ispettore che sta conducendo l’indagine facendo emergere una “dimenticanza” fatale:  non sono stati fotografati i proiettili della pistola tenuta da Pistorius illegalmente. Emergono anche le distanze… il vicino era comunque a 600 metri di distanza.. può essere sicuro che le voci che ha sentito provenissero proprio dall’abitazione dell’atleta?

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Ecco la casa dell’orrore… la villa di Pistorius

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Questa la piantina della casa di Pistorius con il tracciato ricreato secondo il racconto degli inquirenti. Sulla mappa è possibile vedere quali sono stati i movimenti dell’atleta paraplegico durante l’uccisione di Reeva. Questa piantina è stata acquisita dalla Corte di giustizia del Sud Africa come prova.  L’omicidio sarebbe avvenuto nel bagno della camera da letto di Pistorius.

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