Ama talmente la sua Harley… che si fa tumulare con lei

sepolto-harley-tuttacronacaBill Stanley, un uomo dell’Ohio, amava talmente tanto la sua Harley Davidson che ha voluto condividere con lei anche “l’eterno riposo”. L’uomo, infatti, ha organizzato la sua sepoltura in modo che il suo corpo giungesse al cimitero in sella alla sua moto del 1967. Una volta giunti al camposanto la bizzarra bara, coperta da una struttura in plexiglass, è stata tumulata così come Bill aveva concordato con i figli.

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“Ho smesso di fumare” e “Manco da qui taccio!”: arriva la lapide per Funari

tomba-funari-tuttacronacaPer sei anni le spoglie di Gianfranco Funari sono rimaste in una tomba in stato di abbandono presso il cimitero Monumentale di Milano senza una lapide, mai completata perchè la moglie, Morena Zapparoli, non avrebbe saldato il conto di 18mila euro dei funerali, avvenuti nel 2008. Da qui la lite con la figlia del conduttore, Carlotta Funari. Spiega il Corriere della Sera:

 

La signora Zapparoli ha sempre sostenuto di aver versato la sua quota, mentre la figlia ribatteva che lei aveva proposto di completare la lapide a sue spese ma non gli era stato dato il permesso di farlo proprio dal cimitero Monumentale al quale risultava che la concessione della tomba di Funari era in concessione solo della moglie. 

Ora la lapide alla tomba di Funari è arrivata (non è ancora dato sapere chi ha pagato) con le due scritte che il conduttore aveva espressamente chiesto di far stampare sul marmo: «Ho smesso di fumare» e «Manco da qui taccio». Mentre la lite in famiglia tra Morena Zapparoli e Carlotta Funari continua ancora”.

Crollo alla tomba degli Orazi e Curiazi, l’archeologia perde i pezzi!

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Archeologia a pezzi e vicino a  Roma, alla tomba degli Orazi e Curiazi, sono caduti alcuni pezzi del muro del monumento. La parte interessata dai crolli è quella di via della Stella, proprio nel centro di Albano dove due grandi frammenti sono stati ritrovati in strada. Il crollo è avvenuto ieri sera intorno alle 18.30 e sono stati alcuni automobilisti che stavano percorrendo la strada ad allarmare la municipale e i vigili del fuoco di Marino. Immediato l’intervento, che ha previsto anche il transennamento della zona. Via della Stella è stata quindi chiusa in parte, con il traffico a senso unico alternato. Oltre ai tecnici comunali per un sopralluogo, sul posto sono arrivati il sindaco di Albano, Nicola Marini, e il suo collega di Ariccia, Emilio Cianfanelli, per rendersi conto di persona dello stato del monumento al confine tra i due comuni.

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I coniugi Obama sulla tomba di JFK per celebrarne l’anniversario della morte

jfk-obama-tomba-tuttacronacaGli Stati Uniti ricordano il 50° anniversario dell’uccisione del 35° presidente Usa John F. Kennedy, avvenuta a Dallas, in Texas, e il presidente americano Barack Obama, insieme alla first lady Michelle, si è recato al cimitero Arlington National per onorarne la tomba. Gli inquilini della Casa Bianca, accompagnati da Bill e Hillary Clinton, rispettivamente 42esimo presidente ed ex segretario di Stato, hanno deposto una corona di fiori sulla lapide di JFK prima di ascoltare un inno funebre e salutare i membri della famiglia Kennedy. La CNN ha riferito dell’unica assente, la figlia di JFK Caroline, che Obama ha voluto come ambasciatrice in Giappone, da dove celebrerà l’anniversario di quel tragico evento, avvenuto quando lei aveva 5 anni.

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Donna cade nella tomba del marito… sarà vero?

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Il Mattino racconta una storia che sembrerebbe quasi incredibile eppure la notizia è stata ripresa da molti altri quotidiani. Una signora anziana si sarebbe recata a pulire la tomba del marito nel cimitero di Pompei, ma improvvisamente la lastra di marmo tombale avrebbe ceduto e la signora sarebbe precipitata sulla bara del marito. Un volo di 6 metri, che le avrebbe anche causato una frattura. Per molti minuti gli addetti al cimitero hanno udito le urla della donna ma non riuscivano a localizzarla. Alcune signore hanno anche pensato che si trattasse di un fantasma e si sono velocemente allontanate. Solo dopo circa 10 minuti un uomo si è affacciato nella tomba e ha scoperto l’anziana che chiedeva disperatamente aiuto. Per tirare la donna fuori dalla tomba sono occorsi i vigili del fuoco e la polizia. La donna poi è stata. Ci sarebbe anche chi racconta che molti poi sono corsi a giocare i numeri al lotto: una quaderna formata da 6 (la profondità della caduta), 73 (l’ospedale), 89 (il cimitero) e 90 (la paura).

Aggiornamento 22.00: Nelle ultime ore, le condizioni dell’anziana signora si sono aggravate: è stata di nuovo portata in Pronto soccorso dove è stato diagnosticato uno stato di shock determinato probabilmente dalla copiosa perdita di sangue. Mentre i rianimatori tentavano di salvarla è arrivato l’arresto cardiaco fatale.

Clarino, cappello e bastone: l’omaggio a Lucio Dalla

lucio-dalla-tomba-tuttacronacaBuonanotte anima mia, adesso spengo la luce e così sia…”. Recita le ultime parole di “Cara” la lapide sulla tomba di Lucio Dalla, le cui ceneri sono state inumate oggi, in Certosa, assieme a quelle della madre e del padre. Le ceneri del cantautore bolognese, scomparso all’improvviso il 2 marzo dell’anno scorso durante una tournée in Svizzera, riposano ora nella tomba opera del lavoro dello scultore Antonello Paladino su progetto di Stefano Cantaroni, amico dell’artista. Nei pressi, si trovano anche le tombe di altri bolognesi che hanno dato lustro alla loro città: Giosuè Carducci, Otorino Respighi ed Enrico Panzacchi, non troppo lontano da quella del poeta Roberto Roversi. Alla cerimonia, avvenuta questa mattina, ha partecipato, insieme ai parenti, il compagno Marco Alemanno. La lapide in bronzo, che rappresenta Lucio con bastone, cappello e clarino, reca sulla parte marmorea alla base la scritta “Musicista, poeta e maestro di vita”. Per quel che riguarda la silhouette, è tratta dalla foto scattatagli alle isole Tremiti dall’amico fotografo Luigi Ghirri ed è la stessa che appare sulla copertina dell’album ‘DallAmericaCaruso’. Infine, una coroncina rappresentante il rosario, che l’artista portava come anello al dito, e la piccola scultura in bronzo di un ragnetto, per ricordare il suo soprannome: il Ragno. Una delle cugine dell’artista racconta: “E’ triste, ma l’abbiamo fatto con piacere perchè era la sua volontà, una cerimonia che abbiamo voluto solo nostra. Lucio era già venuto a vedere questi posti monumentali, aveva detto: chissà se ci sarà un posto anche per me qui un giorno. Non è solo una tomba la sua, è un omaggio all’artista che è stato, un tributo a Lucio, un monumento per la città”.

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Il nuovo capitolo della tomba di Lucio Battisti: la famiglia vuole demolirla

Lucio-Battisti-tuttacronacaI parenti di Lucio Battisti avrebbero manifestato la volontà di abbattere la tomba che per 15 anni e fino a poche settimane fa (il 6 settembre la salma era stata traslata) ha ospitato le spoglie del cantautore. Questo “affinchè la tomba non diventi un sacrario”. E’ stata l’amministrazione comunale di Molteno, in provincia di Lecco, a confermare le ultime indiscrezioni. Il consigliere comunale delegato all’anagrafe Angelo Casiraghi ha riferito: “La vedova ha manifestato l’intenzione di demolire la cappella. Teme l’andirivieni dei fan, anche dopo che la salma è stata spostata e poi cremata. Intanto l’idea ci è stata sottoposta verbalmente: stando a quanto comunicato, dobbiamo attenderci di veder protocollata a breve la domanda ufficiale di abbattimento”. E spiega ancora: “Da parte nostra la contrarietà sarà netta. Anzitutto, la cappella è una concessione cimiteriale e non una proprietà: quindi, per noi, la famiglia non ne può liberamente disporre; infatti non può essere nemmeno venduta. Il regolamento – precisa – non dice nulla di esplicito riguardo al demolire: è un caso impensabile, che non s’è mai posto, ma a nostro parere la via indicata dalla famiglia Battisti non è proponibile. Ci opporremo, ma al tempo stesso abbiamo pronta una controproposta, ventilata soltanto nel contatto tra i tecnici: suggeriremo di donare la cappella al Comune, che ne cambierà radicalmente destinazione e aspetto, destinandola per esempio alla sepoltura di preti o suore del paese”.

Quel principe di 2600 anni fa e il tesoro di Tarquinia

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I resti di un principe di 2600 anni fa ritrovati nella necropoli etrusca della Doganaccia a Tarquinia sono stati rinvenuti dagli archeologi  dell’Università di Torino e della Soprintendenza per i Beni archeologici dell’Etruria meridionale. Accanto alle ossa del principe, nella tomba del VI sec. a.C. sono stati rinvenuti anche alcuni oggetti in oro e un unguentario ancora appeso al chiodo. Quest’ultima scoperta, di una rarità sconvolgente per gli esperti, ha fatto battezzare il ritrovamento come “Tomba dell’Aryballos sospeso”. Davvero

“La camera della tomba a tumulo – dice Alessandro Mandolesi, docente di Etruscologia e antichità italiche all’università di Torino, che ha seguito in prima persona gli scavi – e’ intatta. Si tratta di una famiglia di rango, poiché si trova al fianco del tumulo principale. Quando abbiamo rimosso il lastrone che la copriva abbiamo trovato una deposizione, ma forse ce n’e’ una seconda: ci stiamo ancora lavorando”.

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All’interno, ceramiche etrusco-corinzie a impasto, oggetti di ornamento, fibule, suppellettili. “Ma la grande sorpresa e’ stata l’integrità del monumento”. Quella attuale e’ la sesta campagna di scavi condotta insieme alla Soprintendenza dal 2008. “In seguito – continua Mandolesi – saranno effettuati lavori di valorizzazione grazie al progetto ‘Via dei principi’, promosso dalla Regione Lazio”. La tomba potrebbe riservare altre sorprese. All’interno tutto lascia presupporre la presenza di altri resti umani. “Le deposizioni – spiega la soprintendente Russo – forse sono due, perché ci sono due banchine, una più larga l’altra più stretta. Probabilmente si tratta di una coppia, anche considerando gli oggetti: la punta di una lancia in ferro e’ maschile, le fibule, altri oggetti e un cofanetto sono invece femminili”. Il tumulo è adiacente a quello della regina, “quindi e’ chiara la volontà di far risaltare il legame, anche se questo è più tardo.

Soddisfatto anche il sindaco di Tarquinia, Mauro Mazzola. “Ancora una volta una grande scoperta a Tarquinia – commenta – nella via dei principi alla Doganaccia. Siamo orgogliosi, continueremo a sostenere i lavori: per noi questo ritrovamento e’ fonte di sviluppo turistico, culturale ed economico”.

Atti vandalici e furto al cimitero di Roma dove riposa Rino Gaetano

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I fan di tutte le età conoscono a memoria la locazione della tomba del cantautore  al cimitero monumentale di Roma. «Riquadro 119, piano terra, cappella quinta, loculo 10». Ma oltre agli ammiratori che ogni giorno vanno in pellegrinaggio al loculo, sabato mattina c’è stato anche chi invece ha compiuto veri e propri atti vandalici nonché il furto della chitarra di marmo che era d’ornamento alla lapide. Era stata la sorella del cantautore ha farla realizzare in afyon, una pietra di luminosità particolare. Tra gli oggetti rubati anche un quaderno  dovei fan del cantautore potevano lasciare una frase o un pensiero dedicato all’artista.

 Sembra proprio che il furto sia avvenuto sabato mattina, anche perché sono veramente molto i visitatori che quotidianamente portano un fiore o lanciano uno sguardo alla tomba e sembra strano che nessuno abbia notato che la chitarra di marmo era stata divelta e rubata. L’ipotesi più accreditata è che qualche ladro abbia preso il cimelio per poi venderlo a qualche collezionista senza scrupoli.

«Questa mattina presenteremo la denuncia – dice l’avvocato Leopoldo Lombardi che rappresenta la famiglia Gaetano – Io non credo all’ipotesi dell’ammiratore feticista. Non mi meraviglierei se quell’oggetto finisse in vendita on-line o, peggio ancora, fosse usato per un’estorsione alla sorella di Rino. Si tratta di un reato grave, perché oltre al furto con destrezza scatta anche l’articolo 408 del codice penale in materia di vilipendio di tomba che prevede una pena da sei mesi a tre anni».

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Cosa c’è nel passato di Sergio Chiamparino?

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Cosa c’è nel passato di Sergio Chiamparino?
C’è il cimitero monumentale di Torino, c’è una storia di esumazioni sbrigative e di tante famiglie a cui viene sottratto il proprio caro e non hanno neppure più una tomba su cui deporre i fiori. Possiamo pure pensare che non è in un cimitero che si trovano le anime dei defunti o che tutto finisca con la morte o che sarebbe meglio per tutti spargere le ceneri in mare senza avere posti di culto che se ci si pensa bene possono anche risultare macabri. Ma la libertà delle persone è di poter scegliere per i propri cari una tomba, un cimitero, un luogo dove portare anche i nipoti a pregare o magari solo a portare un fiore. Se pure ci può suonare retorico, non abbiamo nessun diritto di vietarlo e soprattutto non dovrebbero eliminare questo diritto le istituzioni.
Al centro dello scandalo essenzialmente una società, la Ics e due calabresi, Antonio Marchio di Albi e Ilario Umbaca di Locri.  Alla società il comune affidò un progetto per 24mila esumazioni in due anni esatti e per 9 milioni di euro. Dovevano essere 34 esumazioni al giorno e invece finirono per essere 108 per ottimizzare le spese per le ossa da traslare e gli operai da pagare. Inizia il contenzioso tra la ditta e il Comune. I familiari non trovano più i loro cari. Ammassati insieme agli altri. Tombe profanate da escavatori impazziti, senz’arte e senza grazia. La polvere e lo scandalo sotto la Mole. La Procura indaga per vilipendio delle bare. La storia va su tutti i giornali. Nella sala del Consiglio salta la poltrona dell’assessore di allora, Beppe Lodi, con delega ai Cimiteri. Il sindaco pro tempore, Sergio Chiamparino, chiede scusa ai cittadini. Ma ormai la frittata è fatta. La proposta choc è quella di cremarli al costo di 430 euro o di rimetterli in terra a soli 830.
Dopo sei anni la tegola della giurisdizione. C’è stato un difetto di giurisdizione, la vicenda va trattata non in sede civile ma in un Tribunale amministrativo. Lo scandalo si riduce ad un pugno di mosche. Il comitato dei parenti è sconcertato. A pagarne solo i due calabresi. Rimasti senza lavoro. Sono accampati sul tetto del cimitero monumentale da più di un mese. Chiedono il diritto di sfamare le loro famiglie. All’Ics subentra un’altra ditta che non ne vuole più sapere. Eppure il contratto prevedeva l’obbligo del reintegro.
C’è un capro espiatorio in questa storia. I calabresi calzano bene. Hanno provato pure ad infangarli per furto di bare, Marchio, e molestie sessuali, Umbaca. Non ci sono riusciti. E li hanno licenziati. Sotto la Mole c’è un forte desiderio di dimenticare quella che è ancora una ferita aperta.  Tutto questo avveniva nel lontano 2004 quindi ora Chiamparino è un uomo nuovo, senza macchia nè peccato?

  

Morto Scapagnini, fu medico anche di Berlusconi!

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E’ morto in ospedale a Roma l’ex deputato del Partito delle libertà Umberto Scapagnini, che è stato per due mandati sindaco di Catania e medico personale di Silvio Berlusconi. Era grave da tempo. Sarà tumulato nella tomba di famiglia a Napoli.  Fu indagato per buchi al bilancio comunale, abuso d’ufficio e violazione della legge elettorale per la vicenda dei contributi previdenziali concessi ai dipendenti del Comune per i danni subiti a causa della cenere dell’Etna

Benvenuta “immortalità!”

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Tombe elettroniche nel cimitero di Shenyang, capoluogo della provincia nord orientale cinese del Liaoning. Su richiesta dei parenti dei defunti le tombe saranno dotate di un codice Qr, i codici a barre nei quali sono raccolte diverse informazioni. L’idea e’ di fornire, grazie alla tecnologia, informazioni sul defunto e sulla sua vita con collegamento ad una pagina web. Chiunque abbia un cellulare di ultima generazione avvicinandosi alla tomba di un defunto potra’ cosi’ conoscerlo.

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