L’accusa di Libero: l’Italia aiuta la Germania! Ed è polemica

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Le tasse degli italiani, calcolate in miliardi di euro, finirebbero nel fondo salva Stati, in questo modo, secondo la tesi di Gianluigi Paragone su Libero, l’Italia contribuisce a sostenere il valore dei titoli di Stato tedeschi,  i bund che sono l’unico impiego visibile del denaro accumulato nel fondo stesso.

Su Libero, Paragone scrive:

“Mentre si dibatte su come far ripartire minimamente l’economia reale, i governi italiani continuano a farsi prendere per i fondelli dai tedeschi. Nel caso specifico, la colossale presa per i fondelli si chiama fondo salva stati, l’Esm. È l’en – nesimo mostro europeo quotato 700 miliardi. Se ne parlò parecchio nelle settimane della crisi greca e in quella spagnola. La Germania è il principale azionista, l’Italia il terzo. Finora – tra il governo Monti e quello Letta – questa Italia che non riesce a pagare le sue imprese creditrici, che non riesce a mettere nella busta paga dei lavoratori una sommetta dignitosa, che si barcamena tra creatività tributarie, insomma questa Italia che ben conosciamo versato al fondo Esm la bellezza di 11,4 miliardi ogni anno prossimi a diventare 14,3 dal 2014. Per un totale di 125.

A cosa servono questi miliardi? Come vengono investiti? A un tubo! Poiché infatti la Germania sta bloccando ogni utilizzazione a favore dei Paesi del Sud Europa, tale capitale è per grossa parte bloccato. Quel po’ che si muove è per l’acquisto di bond tedeschi. In altre parole, quell’Italia con le pezze al culo sta finanziando i ricchi tedeschi comprando i loro titoli di Stato, in quanto sono tra i pochi con la tripla A!

Alla luce di queste verità che stanno venendo a galla – non fosse altro perché il bubbone sta scoppiando – il sottosegretario Fassina dichiara che non si è dimesso dal governo perché vuole evitare lo strapotere europeo! Bene, allora (lui e tutti quelli che si lamentano dello strapotere dei burocrati di Bruxelles) dovrebbe farsi dare indietro quei soldi bloccati (roba che con quelle cifre rimettevamo in sesto un credito vicino alle imprese e alle famiglie). E poi dovrebbe ordinare al governo di sforare il tetto del 3 per cento per consentire all’economia reale italiana di tornare a girare.

Invece nulla di tutto questo sta accadendo né accadrà. Anzi, il raggiungimento del fantomatico parametro è salutato con entusiasmo. Il sistema Italia sta franando e a Roma sono contenti di fare i camerieri della Troika. Così nessuno si domanda del perché Draghi scrive lettere per proteggere le banche italiane (non è che alla vigilia dell’ingresso nell’eurozona qualcuno chiese al sistema bancario di sottoscrivere montagne di derivati per avere i conti apparentemente in ordine?). O del perché Obama sia tanto contento delle politiche rigoriste dei governi Napolitano? Ho un maledettismo dubbio: non è che con le nostre tasse stiamo sistemando i casini degli altri?

Ogni giorno che passa la legge di stabilità porta a galla le sue crepe e soprattutto le sue ingiustizie.

Se è vero che Enrico Letta e Alfano non hanno bisogno di intercettare voti (il primo perché è un Gastone della politica, il secondo perché voti suoi non ne ha mai avuti come dimostrano le batoste siciliane e i sondaggi) tutti gli altri devono rendere conto ai propri elettorati. Chi promise di abbassare le tasse, chi di rilanciare il lavoro, chi questo e chi quell’altro. Anche ieri non sono mancati i commenti sul presunto assalto alla diligenza da parte dei partiti, un assalto che ammonterebbe a otto-dieci miliardi di euro. A cosa servirebbero questi soldi da reperire? A rendere un po’ più pesante la busta paga dei lavoratori, per esempio. A rendere meno ingannevole l’abolizio – ne dell’Imu trasformata in Trise- Tari-Tasi. A bloccare l’au – mento dei ticket sanità (il cui spettro è qualcosa di più del semplice sospetto). A garantire che i finanziamenti a favore della protezione del territorio contro possibili disastri naturali (già, ci sono anche quelli in Italia…) non si fermino ai miseri e inutili 30 milioni oggi a bilancio. Sono regalie?

Non credo proprio. Sono il minimo minimo minimo utile per far sì che la moneta ricominci a circolare e generi una ripresa dei consumi. Insomma non mi sembra che si tratti di concessioni elettorali; direi piuttosto che siamo in presenza di un sussulto politico.

La manovra sembra fatta guardando esclusivamente ai parametri di Bruxelles piuttosto che al bene dei cittadini italiani. Non credo che dalla dismissione del patrimonio immobiliare pubblico si ricaveranno quei sei miliardi di cui ha parlato ieri il Corriere della Sera con toni entusiasti. Perché mai dovrebbero sbloccarsi oggi più di ieri? Per farla breve non c’è alcun assalto alla diligenza: dalla legge di Stabilità i cittadini non avranno alcun beneficio.”

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Ma non è l’unico Libero a riportare la notizia. Infatti la si può leggere anche su La Repubblica in un articolo di Federico Fubini:

Più si avvicina l’unione bancaria, più viene allo scoperto la tensione nell’area euro. In Germania prevale il sospetto che l’Europa del Sud voglia usare il fondo salvataggi (Esm), nel quale il governo di Berlino è primo azionista, senza poi rimborsare.

Il timore ormai è così radicato che sfugge il lato opposto dell’equazione: per com’è stata strutturata la risposta all’eurocrisi, i contribuenti tedeschi oggi stanno ricevendo un sussidio silenzioso da parte di quelli italiani.

Né gli uni né gli altri lo hanno mai voluto, né probabilmente se ne sono resi conto. Eppure il trasferimento di risorse da Sud a Nord delle Alpi vale ormai diversi miliardi.

In Germania in realtà si cerca soprattutto di evitare l’opposto, gli aiuti all’Europa meridionale. La priorità tedesca oggi è rendere il fondo salvataggi europeo quasi inutilizzabile per l’unione bancaria. Di qui l’ultima proposta di Wolfgang Schaeuble, il ministro dell’Economia: prima che i fondi dell’Esm vengano spesi per sostenere una banca in difficoltà – chiede Schaeuble – vanno imposte perdite a tutti i creditori dell’istituto. Secondo Schaeuble ciò deve riguardare non solo gli obbligazionisti subordinati, quelli legalmente più esposti a un’insolvenza, ma anche chi ha comprato i bond più protetti.

La Germania fa poi un passo in più: chiede che queste perdite siano applicate fin da subito anche per istituti non in dissesto, ma che potrebbero esserlo in uno scenario (ipotetico) di crisi futura. È il modo tedesco di interpretare i cosiddetti “stress test”, che 130 banche europee stanno per affrontare: si simula una caduta del Pil e si misura l’effetto che potrebbe avere sui bilanci degli istituti.

Così diventerebbe quasi impossibile usare il fondo salvataggi nell’unione bancaria, anche
perché la fiducia nelle banche sarebbe scossa molto prima. È qui però che la corrente nei vasi comunicanti fra paesi inizia a invertirsi. Con l’Esm di fatto inservibile per le banche, l’Italia in recessione e indebitata inizia a sussidiare una Germania sana e in ripresa. Possibile?
L’Esm ha una forza di fuoco potenziale di 700 miliardi di euro, raccolti in gran parte emettendo bond sui mercati. La sua base però è il capitale versato direttamente dai governi dell’area euro. La settimana scorsa hanno tutti trasferito la quarta tranche, per un totale di 64 miliardi, e entro la prima metà del 2014 si arriverà a ottanta. Poiché la Germania è primo azionista con una quota del 27,14%, ha già pagato al fondo europeo 17,3 miliardi e alla fine dovrà versarne 21,7. L’Italia, che è terzo azionista con il 17,91% (secondo è la Francia), ha versato 11,4 miliardi e nel 2014 saranno 14,3.

Le risorse pagate dal governo di Roma, se solo fossero rimaste in Italia, probabilmente basterebbero a gestire i problemi delle banche. Invece sono immobilizzate nell’Esm a Lussemburgo. Ciò sarebbe utile nel caso in cui il fondo europeo potesse essere usato per le banche senza prima distruggere la fiducia degli investitori. Per ora però di quei soldi dell’Esm si fa un uso diverso: vengono investiti prevalentemente in titoli di Stato tedeschi. Ciò contribuisce, con i soldi dei contribuenti italiani, a ridurre i tassi sui Bund e su tutto il sistema finanziario in Germania, quindi ad allargare lo spread e lo svantaggio competitivo delle imprese in Italia.

L’Esm non comunica in dettaglio come gestisce il capitale affidatogli, ma i criteri sono chiari: non può comprare titoli con rating sotto la “doppia A” (dunque Italia e Spagna sono fuori) e compra “attività liquide di alta qualità”. Dunque certamente in buona parte Bund tedeschi.
È una scelta comprensibile, ma di fatto ciò significa che l’Europa del Sud sta sussidiando la Germania, senza poi poter attingere all’Esm per sostenere le proprie banche.

C’è poi un secondo, sostanziale trasferimento di risorse da Sud a Nord. Nel 2011 la Banca centrale europea acquistò circa 100 miliardi di euro in Btp in una fase in cui i rendimenti arrivarono anche a toccare l’8%. Fu un rischio e una scelta provvidenziale. Ma da allora il valore di quei titoli italiano è salito, in certi casi, anche di più del 20%. E il governo italiano ha onorato alla Bce cedole per oltre dieci miliardi in tutto. La Bce non aveva mai guadagnato tanto con un solo investimento e la Bundesbank, suo primo socio, ne beneficia per circa un terzo. Anche quei soldi sono andati dall’Italia al contribuente tedesco. Peccato che nessuno gliel’abbia mai spiegato.

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Guillermo del Toro al servizio dei Simpson: suoi i credits per Halloween

deltoro-simpson-tuttacronaca-halloweenNelle sale italiane è stato da poco proiettato l’ultimo lavoro del regista Guillermo del Toro e ora l’autore si è regalato un’esperienza nel mondo dei Simpson: ha infatti curato i titoli di testa del prossimo Treehouse of Horror XXIV, lo speciale dei Simpson trasmesso ogni anno in occasione di Halloween. Del Toro è l’unico regista ad essersi occupato dei credits per l’episodio a tema Halloween, anche se una manciata di artisti, tra cui Banksy, hanno reinterpretato la scena del divano, che cambia ad ogni episodio. Il regista messicano ha scelto di gestire la breve sequenza offrendo dei tributi opportunamente raccapriccianti a quasi 100 film horror tra cui The Birds. Il video, un viaggio oscuro e divertente attraverso la cittadina di Springfield, è godibile dal popolo della rete:

Gaffe a Sky Sport: “Scandalo, Milan m***a!”

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Su Sky Sport, mentre  stava andando in onda il tg che parlava della giornata di campionato, scorrevano i titoli riguardanti le polemiche seguite alle decisioni arbitrali di Mazzoleni durante l’anticipo di ieri sera Fiorentina-Roma, vinta dai giallorossi ai supplementari grazie ad una rete di Osvaldo. In molti credono che i viola siano stati penalizzati e negli errori arbitrali leggono un disogno volto a favorire l’ingresso in zona Champions del Milan. Del resto che i rossoneri ricevano spesso strizzatine d’occhio da parte degli arbitri è un’ipotesi su cui ha vociferato anche la panchina dell’Inter. Ecco quindi che qualcuno in cabina di regia ha fatto scorrere un titolo eloquente: “Scandalo, Milan m***a!”. All’imbarazzo del giornalista che stava leggendo i titoli hanno fatto seguito le scuse dell’emittente e lo stesso Sabatini, in apertura del Tg, ha spiegato che si è trattato di uno scherzo di cattivo gusto da cui la redazione si dissociav, porgendo le scuse ai tifosi offesi

Mps congelata come Bersani! Perde -10%.

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Mps è di nuovo stata congelata in borsa dopo essere brevemente tornata agli scambi ed essere arrivata a perdere, in fase di contrattazione, poco più del 10%.

Avvio pesante per Mps alla riapertura dei mercati dopo lo stop pasquale e dopo che giovedì aveva annunciato perdite per 3,17 miliardi di euro. Sul titolo sono fioccati i report delle banche d’affari, tutti pessimisti. Exane ha tagliato il target price sul titolo del 44%, Kepler l’ha ridotto da 0,22 a 0,13 euro, Deutsche Bank da 0,18 a 0,15 euro.

CADUTA LIBERA… PROFONDO ROSSO… MILANO AFFONDA! -2

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Sospensione dei titoli a raffica! Dopo un’apertura al rialzo anche grazie all’accordo per Cipro, la borsa italiana ha iniziato a consumare lentamente il margine positivo. I titoli bancari sono i primi a incrinarsi anche per la crisi finanziaria dell’eurozona. Poi il cedimento e il crollo a -2 . Lo spread tra Btp e Bund supera anche quota 320 punti base (321)con il rendimento del Btp a 10 anni in rialzo al 4,55%.

Italia-Brasile la sfida si rinnova S.T: 2-2

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Si ricomincia a giocare dopo il finale rocambolesco che ha portato il Brasile in vantaggio nel primo tempo per 2 gol a 0. Doppio cambio per l’Italia, fuori Osvaldo e Pirlo, dentro Cerci ed El Shaarawy.  Italia che passa al 4-3-3 con Cerci ed El Shaarawy larghi, De Rossi regista, Giaccherini interno destro. Al 4′ prima azione offensiva dell’Italia con un cross di Cerci per Balotelli, l’attaccante del Milan sbaglia tutto. In questa ripresa sembra che i due gol abbiano tagliato le gambe agli azzurri. C’è stato un tiepido inizio di secondo tempo per la formazione italiana che sembra ancora accusare il colpo di un primo tempo quasi perfetto, in cui ha subito due gol sfortunati. Al 7′ però cambia marcia Balotelli di tacco per El Shaarawy! L’egiziano si inserisce in area, Julio Cesar chiude in angolo. 8′ Il calcio d’angolo, tocco d’esterno di De Rossi in anticipo, Julio Cesar non può nulla. All’11’ palla rubata, Balotelli dal limite dell’area la piazza a giro beffando Julio Cesar che era un po’ fuori dai pali! 2-2 dell’Italia e la partita ricomincia in perfetta parità. 13′ e l’occasione di Hulk tutto solo davanti a Buffon, l’attaccante dello Zenit si dimentica il pallone sul tentativo di saltare il portiere. Al 16′ un cambio anche per i brasiliani  fuori Oscar dentro Kakà. Ancora Italia e ancora Balò, solo, davanti al portiere dal limite dell’area, il numero 9 azzurro conclude male e si fa respingere il pallone dall’uscita disperata del portiere. Occasione che poteva portare al vantaggio. 21′  Altro cambio per l’Italia, fuori Giaccherini, dentro Poli. Siamo al 22′ quando c’è l’ennesima occasione a favore dell’Italia su calcio d’angolo, stacca perfettamente Bonucci che sfiora mandando largo il colpo di testa. Un cambio anche per i brasiliani dentro Diego Costa al posto di Fred. Diego Costa dentro nel Brasile al posto di Fred. 27′ Fallo di Hernanes da dietro ai danni di Balotelli che reagisce a brutto muso. Meritavano entrambi il giallo, l’arbitro sorvola. Il laziale sarebbe stato da espellere. Ancora sotituzioni, questa volta per l’Italia, fuori De Sciglio, dentro Antonelli. 30′ Balotelli a colpo sicuro, Dante devia in angolo! Cerci per Super Mario, l’attaccante del Milan conclude di prima intenzione, il Brasile si salva. Ammonito Maggio, fallo su Marcelo. Sulla punizione seguente di Hulk Buffon para sicuro a terra. Al 33′ brutto scontro tra De Rossi e Buffon, poi si rialzano entrambi. 37′ fuori Balotelli, acclamato dal pubblico, dentro Gilardino. 39′ Cambio nel Brasile, fuori Hulk dentro Jean. Fino ad ora Brasile tutt’altro che letale su punizione, Neymar centra ancora una volta la barriera. Il ritmo della gara si abbassa, ora il Brasile prova a venire fuori, gli azzurri non devono sprecare un secondo tempo molto produttivo e tentare in contropiede. Al 45′ scoccato cambio per il Brasile, fuori Hernanes, dentro Luis Gustavo.

Un inizio di secondo tempo tiepido per l’italia, ma dopo i primi 5′ gli azzurri hanno iniziato a carburare e si sono riportati in pareggio con i gol di De Rossi e di Balotelli. Poi tanta Italia, ma molti colpi imprecisi, sul finale i ritmi si abbassano, bella gara ma l’Italia meritava di vincere.

Italia-Brasile la sfida si rinnova P.T: 0-2

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Prima di iniziare a giocare i 22 giocatori in campo hanno tenuto un lungo striscione con su scritto: ‘No racism’ mentre il centrocampista del Milan Kevin Prince Boateng ha letto un messaggio al pubblico in cui paragona il razzismo alla malaria. Poi un 1′ di silenzio per ricordare Mennea. L’Italia gioca con il lutto al braccio.

Si parte per l’ennesima sfida all’ultimo respiro fra Brasile e Italia.

Al 2′ Subito Brasile, con Hulk che scaglia un pallone da lontano che non impensierisce Buffon. Italia in avanti e ottima occasione per Giaccherini che è andato vicino al gol.  Lo juventino converge e costringe Julio Cesar a chiudere in angolo. un minuto più tardi uno scontro non molto amichevole tra il laziale Hernanes e Osvaldo. Brasile ancora pericoloso. Penetrazione centrale di Neymar, Bonucci non riesce a contenerlo, Buffon costretto a parare in tuffo. Riparte l’Italia con Balotelli che subisce fallo a metà campo da Hulk. La punizione è un lancio lungo per Balò: tiro al volo con David Luiz in ritardo, Julio Cesar con i piedi manda in angolo! Sempre l’Italia che sta provando a premere con Balotelli che dialoga con Maggio e scarica a Pirlo che sbaglia l’assist per Osvaldo. Sulla ripartenza del Brasile è buona la chiusura di De Sciglio su Hulk lanciato sulla destra. E’ l’11 quando Dani Alves sfida De Sciglio sulla destra, al centro per Hernanes che calcia con il sinistro, tiro strozzato che finisce largo. Tensione in campo Balotelli si arrabbia per un fallo non fischiato, l’Italia recupera subito la palla e Super Mario ha l’occasione di tirare dal limite dell’area, David Luiz mette in angolo. Il Brasile fatica a ripartire, Osvaldo spreca una buona occasione calciando male dal limite dell’area, Balotelli ancora arrabbiato, avrebbe voluto il pallone. Al 17′ il Brasile sorprende con la punizione dai 35 metri, tutti si aspettano Hulk, invece prova Fernando che però non trova la porta. L’Italia esce bene dal pressing del Brasile, azione da destra a sinistra con Balotelli che cerca l’assist per Osvaldo, il giallorosso colpisce di testa fra due uomini, la traiettoria finisce alta. Scolari passa al 4-2-3-1 abbassando Hernanes e alzando Oscar sulla linea dei trequartisti. A metà del primo tempo occasione buttata per l’Italia!  Pirlo lotta con Neymar e metà campo, si libera con il brasiliano che si lamenta per un colpo al volto, lo juventino sfodera uno dei suoi lanci per l’inserimento di Maggio che da posizione defilata calcia male, Julio Cesar in uscita respinge. Al 27′ c’è la prima ammonizione, fallo di Fred su De Rossi. 28′ è il momento di Montolivo che calcia dai trenta metri, palla larga. Al 33′ arriva il gol del Brasile! Cross dalla sinistra, Bonucci prolunga la traiettoria, la palla finisce per essere perfetta per Fred che di prima al limite dell’area piccola buca Buffon. 0-1! Un vero peccato perchè l’Italia aveva dominato tutto il primo tempo e si meritava un vantaggio. 37′ Giaccherini ruba palla e serve Balotelli al limite dell’area, il milanista sceglie il tiro invece di allargare per De Rossi, Julio Cesar para in tuffo. Poteva fare meglio Super Mario. 39′ ancora una conclusione azzurra, Giaccherini vede l’inserimento di Pirlo che calcia dal limite dell’area, palla larga. repentino cambio di campo e occasione per il Brasile, De Sciglio d’esperienza con una spallata ferma Dani Alves. Ormai è Brasile! Secondo gol. Con un perfetto contropiede condotto da Neymar che scarica per Oscar, De Sciglio è in ritardo e il giocatore del Chelsea batte ancora Buffon per lo 0-2. Allo scadere del primo tempo occasione per l’Italia. La deviazione volante di Osvaldo non trova la porta, è la quinta possibilità per gli azzurri nitida, ma non arrivano i gol, i brasiliani al contrario sono perfetti.

Hanno giocato un ottima partita glia zzurri peccato per il risultato parziale del primo tempo che vede in vantaggio i Brasiliani, che al contrario hanno giocato poco ma concretizzato di più.

L’Italia con il lutto al braccio sfida il Brasile… Formazioni!

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Italia-Brasile, in programma stasera dalle 20.30 a Ginevra – dove gli azzurri scenderanno in campo con il lutto al braccio per ricordare Pietro Mennea – sarà un’amichevole solo sulla carta. Perché entrambe le squadre sono in cerca di certezze, perché si affrontano due nazioni che mettono sul campo nove titoli mondiali, perché sono le prove generale della Confederations Cup del prossimo giugno.

Ecco le probabili formazioni di Italia-Brasile:

Italia (4-3-1-2): 1 Buffon; 2 Maggio, 15 Barzagli, 19 Bonucci, 5 De Sciglio; 16 De Rossi, 21 Pirlo, 8 Marchisio; 23 Giaccherini; 10 Osvaldo, 9 Balotelli. A disp.: 24 De Sanctis, 7 Abate, 3 Antonelli, 13 Astori, 17 Ranocchia, 20 Candreva, 25 Cerci, 22 Diamanti, 18 Montolivo, 6 Poli, 14 El Shaarawy, 11 Gilardino, 12 Giovinco, 27 Marchetti, 26 Sirigu. All. Prandelli.

Brasile (4-3-3): 1 Julio Cesar; 2 Dani Alves, 3 Dante, 4 David Luiz, 6 Filipe Luis; 5 Fernando, 10 Oscar, 8 Hernanes; 7 Hulk, 9 Fred, 11 Neymar. A disp.: 12 Diego Cavalieri, 13 Dedè, 14 Thiago Silva, 15 Marcelo, 16 Jean, 17 Luiz Gustavo, 18 Kakà, 19 Osvaldo, 20 Diego Costa. All.: Scolari.

Arbitro: Studer (Svi).

FAMIGLIE TREMATE… I RISPARMI TASSATI AL 15% ANCHE IN ITALIA?

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Mentre lo spettro del prelievo forzoso sui conti correnti parte da Cipro e contagia tutti i Paesi europei, per risolvere la crisi del debito italiano arriva direttamente da Berlino una ricetta diversa, altrettanto massiccia e per certi versi quasi più pesante. A formularla è il capo-economista della Commerzbank, seconda banca tedesca, Jörg Kramer, sulle pagine del quotidiano finanziario tedesco Handelsblatt.

Spiega Kramer “I patrimoni finanziari degli italiani corrispondono al 173% del PIL. Sono molto superiori ai patrimoni dei tedeschi che corrispondono al 124%. Per questo sarebbe utile applicare in Italia una patrimoniale”, propone l’economista. “Una tassa del 15% sui patrimoni basterebbe ad abbassare il debito pubblico italiano sotto la soglia critica del 100% del PIL”.

Un’imposta sulle attività finanziarie una tantum, su depositi e titoli, volta ad abbattere sensibilmente il debito pubblico ma che andrebbe a impattare, di fatto, come un prelievo forzoso. Anche più a fondo perché andrebbe a colpire tutte le forme di risparmio comprese le azioni e le obbligazioni. Salvadanaio, queste, di moltissime famiglie.

Una ricetta shock, per ora solo sulla carta, ma che la mossa a sorpresa decisa dal governo cipriota – che ha sdoganato di fatto una delle misure anti austerity più impopolari e difficili da digerire – rende ora quantomeno plausibile. Soprattutto dopo che anche alcune importanti banche d’affari come Morgan Stanley e Goldman Sachs oggi hanno messo in guardia sul precedente che il caso cipriota rischia di rappresentare anche per gli altri Paesi in crisi nell’Eurozona.

ATTENZIONE: la Spagna approfitta della crisi italiana!

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Sembra proprio di sì. L’economia spagnola, la più problematica dell’eurozona insieme alla Grecia, sta beneficiando dei capitali degli investitori che preferiscono titoli di debito più affidabili, in questo momento, rispetto a quelli italiani.

Il Wall Street Journal sottolinea come l’ultima asta dei titoli di stato spagnoli abbia avuto una significativa forza simbolica. Il volume era piccolo, visto che in questa asta speciale il governo di Madrid ha emesso solo 800 milioni di euro, molti meno rispetto ai 2 miliardi stimati da alcuni analisti. Nonostante questo però la richiesta per i bond con scadenza tra il 2029 ed il 2041 è stata piuttosto consistente, e il tasso di sottoscrizione ampio. Inoltre, le rendite offerte da questi bond sovrani sono scesi. L’analista di Rabobank Lyn Graham-Taylor ha rimarcato al Wsj come il risultato debba essere considerato “solido”. Per quanto riguarda i titoli di stato italiani è successo invece l’esatto opposto. All’asta di mercoledì la domanda per i bond a lunga scadenza offerti dal nostro governo si è scontrata con una richiesta contenuta, ed anche per questo la rendita è aumentata per incontrare le sottoscrizioni degli investitori. Come rimarca il quotidiano finanziario, da alcuni tempi, sostanzialmente coincidenti con il risultato delle nostre elezioni, la Spagna ha messo nell’ombra l’Italia.

Il favore degli investitori si sta gradualmente spostando da Roma verso Madrid, come dimostrato anche dalla scelta del governo iberico di organizzare un’asta speciale al di fuori del calendario di emissioni. La Spagna si tiene questo jolly, per utilizzarlo quando le circostanze del mercato son ofavorevoli. E il punto nel quale l’asta è stata organizzata non è stato casulale, evidenzia il Wall Street Journal. Infatti in questo momento gli investitori sono in ansia per l’esito inconcludente delle trattative tra i maggiori partiti del nostro paese, incapaci di formare un governo stabile, o quantomeno funzionante nei prossimi mesi. La Spagna in questo momento rappresenta un’alternativa più rassicurante agli operatori finanziari in cerca di rendite maggiori rispetto ai titoli di stato o altri bond corporate delle maggiori multinazionali. Le obbligazioni di lungo periodo dei titoli considerati più solidi offrono rendimenti negativi, ovvero chi le contrae deve sostanzialmente pagare lo stato o la società per il “beneficio” di parcheggiare i propri soldi in tempi di crisi.

La Spagna in questo momento è messa peggio, a livello economico, rispetto all’Italia. La recessione dura da più tempo, la disoccupazione è assai più elevata, il deficit più ampio. Madrid però in questo momento sembra un “tesoro” di stabilità rispetto a Roma, nonostante gli scandali di corruzione che hanno colpito il Pp del premier Rajoy. Il leader della Spagna conta su una solida maggioranza al Congresso iberico, mentre in Italia nessuno sa ancora chi governerà. Questo influenza molto le strategie degli investitori, come mostra l’andamento delle rendite dei titoli di stato di questi due paesi. A febbraio la differenza tra i bond decennali era superiori agli 80 punti base, mentre negli ultimi giorni il gap iberico si è ridotto sensibilmente, sfiorando un sostanziale pareggio. Se il trend continuerà, a breve la Spagna ci dovrebbe superare. Anche un altro numero è impressionate. Con l’asta speciale la Spagna ha coperto il 30,6 del suo fabbisogno finanziario per il 2013. Anche la media della scadenza dei bond iberici lascia respirare tranquilla Madrid: a fine febbraio era di 6,39 anni, ora è scesa a 6,35.

Fotografia indie!

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“Little big press” non è “solo” una mostra, è anche una biblioteca e una libreria itinerante dedicata all’editoria fotografica indipendente e autoprodotta. Il progetto è nato con l’obiettivo di creare una rete che permetta di collegare fotografi, case editrici e pubblico, grazie alla possibilità di consultare una biblioteca che conta ormai più di 900 titoli e l’opportunità di acquistare quei volumi che spesso non sono raggiungibili nella grande distribuzione. “Little Big Press”  inaugura il 28 febbraio presso la Libreria di Forma, con una selezione di circa 80 titoli. L’esposizione inoltre, vuole soprattutto essere lo stimolo per approfondire e valorizzare la realtà dell’editoria indipendente italiana e internazionale. I libri presentati rispecchiano le linee principali degli ultimi due anni di produzione e sperimentazione attraverso un percorso che guida il pubblico all’interno delle diverse forme del libro fotografico.

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