La lunga notte di Lamela su Twitter, fratello e fidanzata censurati

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Una lunga notte su Twitter per il fratello e la fidanzata di Erik Lamela che dopo la presentazione all’Olimpico della squadra giallorossa avevano espresso dei commenti “compromettenti” circa il trasferimento del giocatore al Tottenham. Proprio mentre Lamela era presentato e applaudito dai tifosi romanisti, la fidanzata postava un Twitter commentando la serata come una “gran farsa”. Pochi minuti dopo però il tweet veniva immediatamente rimosso. In nottata però era il fratello del giocatore a twittare con chi chiedeva informazioni su un possibile passaggio di Lamela alla Premier League: “E’ più che certo..Tra poche ore (spero che non lo traducano)”. Pochi minuti dopo e il fratello rimuoveva il tweet per poi postarne un altro: “Ho dovuto cancellare alcune risposte, non posso rispondere più niente su mio fratello, non mi compromettete! Grazie”.

Tutto quello che Facebook può fare dal tuo smartphone… a tua insaputa!

facebook-privacy-tuttacronacaE’ Osa Sapere che ha letto quello che la maggior parte di noi salta a piè pari, ossia le autorizzazioni che si concedono quando si scarica l’applicazione di Facebook su uno smartphone. Quello che ne hanno dedotto? Che il social blu può utilizzare il nostro cellulare come gli pare e piace. Non significa lo faccia, ma di certo ne ha la possibilità. Ma cosa può fare senza che ce ne rendiamo conto? Consentire all’app di effettuare telefonate senza che siamo noi a intervenire, cosa che può comportare chiamate o addebiti imprevisti anche se non consente le chiamate a numeri di emergenza. Ma consente anche all’app di accedere alle funzioni telefoniche del dispositivo. Questa autorizzazione consente all’applicazione di determinare il numero di telefono e gli ID dei dispositivi, se una chiamata è attiva ed il numero remoto connesso da una chiamata. E ancora, può scattare foto e riprendere video con la fotocamera, in qualsiasi momento e senza conferma da parte del proprietario dello smartphone. Lo stesso dicasi per la registrazione audio, che consente all’applicazione di registrare audio con il microfono. Questa autorizzazione consente all’applicazione di registrare audio in qualsiasi momento senza conferma. La posizione approssimativa consente inoltre all’applicazione di accedere alla tua posizione approssimativa grazie ai ripetitori di telefonia mobile e alle antenne wifi. E se non bastasse, la posizione precisa permette all’app di determinare la posizione esatta tramite GPS o fonti di geolocalizzazione come ripetitori di telefonia mobile e wifi. C’è inoltre da fare i conti con la lettura contatti personali, che consente di leggere i dati relativi ai contatti memorizzati sul telefono inclusa la frequenza con cui sono state effettuate le chiamate, inviate le email o comunicato in altri modi con individui specifici. Inoltre permette all’applicazione di salvare i dati dei tuoi contatti, che potrebbero essere condivisi. La lettura informazioni sociali permette invece di salvere i dati dal registro chiamate mentre applicazioni dannose potrebbero condividere i dati del tuo registro chiamate a insaputa dell’utente. E ancora, la modifica dei contatti personali consente all’applicazione, appunto, di modificare i dati relativi ai contatti memorizzati sul telefono, inclusa la frequenza con cui hai effettuato chiamate, inviato email o comunicato in altri modi con contatti specifici, anche di eliminarli. Ma anche il registro chiamate non sarebbe al sicuro, visto che l’app potrebbe modificarlo. L’archivio Usb consente invece all’applicazione di scrivere nell’archivio USB, modificare o eliminare contenuti mentre l’aggiunta o rimozione account permette all’applicazione di eseguire operazioni quali l’aggiunta o la rimozione degli account e delle relative password. C’è inoltre da fare i conti con il download dati da internet, che consente di scaricare i file tramite gestione dei download senza mostrare alcuna notifica all’utente. Infine, il recupero applicazione in esecuzione consente all’applicazione di recuperare informazioni sulle attività attualmente e recentemente in esecuzione. Ciò potrebbe consentire all’applicazione di scoprire informazioni sulle applicazioni in uso sul dispositivo. Tutto questo è possibile… perchè l’abbiamo autorizzato.

Posta la foto su Facebook mentre bacia un ragazzo. Insultato

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Grave atto di omofobia su Facebook dove un ragazzo di Crotone è stato  insultato con commenti omofobi e razzisti sulla sua pagina Facebook dove aveva pubblicato una foto che lo ritraeva mentre baciava un ragazzo. A denunciarlo è il segretario del Centro d’iniziativa locale Certi Diritti per la Calabria, Marco Marchese, che spiega come “si è scatenato il putiferio con commenti omofobi conditi da frasi che inneggiano ai forni crematori per le persone omosessuali”. I commenti peggiori sono stati rimossi da Facebook, ma secondo Marchese “la brutta vicenda resta ugualmente in piedi a testimoniare quanto siamo ancora lontani da una società inclusiva e rispettosa di ogni persona”.

Veramente un atto di inciviltà di fronte a cui si resta attoniti per la violenza verbale scagliata nei confronti di un ragazzo che con coraggio aveva postato una foto per esprimere la sua identità sessuale.

Il futuro politico Berlusconi lo affida ai social: post del leader di FI

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Silvio Berlusconi torna a commentare il suo futuro politico in seguito alla condanna nel processo Mediaset e lo fa tramite un messaggio su Facebook. «Io resisto! non mollo. State tranquilli che non mi faccio da parte, resto io il capo del centrodestra. Farò sino all’ultimo l’interesse del Paese e degli italiani. Andate avanti con coraggio. Non vi farò fare assolutamente brutte figure. Prepariamoci al meglio». Chi avrebbe mai immaginato che si sarebbe arrivati al punto che il leader di Forza Italia dovesse scrivere su un social “non vi farò fare assolutamente brutte figure”?

“I termini d’uso” uccidono la nostra privacy, ma noi siamo impotenti

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E’ umanamente impossibile leggere tutte le clausole racchiuse nei termini d’uso dei servizi web (si è stimato che ci si impiegherebbe un mese lavorativo all’anno e non è detto che si avrebbe la certezza di capire fino all’ultima virgola) eppure i consumatori ogni hanno perdono 250 miliardi di dollari per quello che celano quelle clausole che sono sempre più criptiche e che mirano solo a distruggere la nostra privacy e acquisire dati da rivendere alle grandi industrie a caro, carissimo prezzo.

Ora arriva un documentario ‘Terms and Conditions May Apply’ diretto da Cullen Hoback. Per realizzarlo sono occorsi due anni e oltre tremila ore di lavoro per lo più impiegate a raccogliere testimonianze di quelle righe che nessuno legge, «nemmeno gli avvocati che li scrivono», come dice il comico Eddie Izzard nelle battute iniziali del documentario, ma che possono poi avere conseguenze veramente spiacevoli.

Una delle tante raccontate attraverso il documentario è quella di un ragazzo irlandese, Leigh Brian, che 20 giorni prima di un viaggio da turista negli States chiede a una ragazza in un tweet di vedersi, prima che vada a «distruggere l’America». Intendeva fare festa, ubriacarsi. Ma quando fa per tornare, all’aeroporto viene interrogato per cinque ore per quel ‘cinguettio’, tanto pericoloso da finire con «x», un bacio. Viene ammanettato, messo in cella. Gli agenti non trovano nessuna reale minaccia in lui, ma ora il ragazzo è in lista nera e rischia di finire interrogato a ogni aeroporto.

Il documentario, spiega Hoback, nasce da un’esigenza ben precisa: «C’è una generale mancanza di consapevolezza», dice, «su come i Google e i Facebook del mondo abbiano tratto beneficio dai nostri dati, e su come quei benefici abbiano condotto al più grande incubo per le libertà civili del nostro tempo: la totale distruzione della privacy».

Ed è questo legame a costituire il cuore del filmato. Da un lato, una accurata ricostruzione storica di come sia nato l’apparato di sorveglianza digitale dell’intelligence Usa svelato in questi mesi da Edward Snowden, la fonte del Datagate. Dal programma ‘Total Information Awareness’ del 2002, l’antenato di Prism capace di «sorvegliare ogni informazione digitale esistente», alle rivelazioni quattro anni più tardi dell’ex tecnico AT&T Mark Klein, che svelano che il gigante delle telecomunicazioni era coinvolto in un programma di sorveglianza dell’Nsa per il traffico Internet, si comprende come secondo Hoback il Datagate «abbia detto poco che già non sapessimo». Al punto che se potesse rigirare il documentario oggi, vi aggiungerebbe poco o nulla.

Dall’altro il modo in cui l’ingigantirsi della macchina dello spionaggio, con scarso o nullo scrutinio pubblico, si sia legato agli interessi dei colossi web che hanno fatto dei nostri dati personali l’inesauribile miniera d’oro su cui basare le proprie fortune. «E se la raccolta di dati richiesta dal Patriot Act», si chiede la voce narrante, «fosse diventata il fondamento di un modello di business completamente nuovo? E il fondamento della rete moderna, come la conosciamo?».

Quando scriviamo commenti, twittiamo  o scriviamo un post su Facebook siamo davvero certi che non stiamo contribuendo ad annientare il concetto di privacy nel mondo? Anni per ottenere il diritto, per poi farlo dissolvere in un click? Quali sono i limiti etici che dovrebbero essere imposti a livello globale?

Sesso, bugie e… social network! Incubo in un liceo.

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Un liceo sconvolto da sesso, bugie e social network. Insulti, cyber bullismo e menzogne atte a  rovinare la reputazione di studenti, vittime di un vero e proprio inferno. Il fenomeno si era dilagato in un liceo dell’Ohio e aveva raggiunto una dimensione tale che sono stati gli organi di stampa a dar risalto alla notizia. I gossip si diffondevano via Ask.fm, poi qualcuno li ripostava via Twitter attraverso l’account anonimo @HudConfessions, ora chiuso.

Il cyber bullismo è in aumento, dilaga tra i giovani, a volte anche tra i bambini che passano ore davanti a un tablet, uno smartphone o un pc. I pericoli sono in agguato, dalla caduta della propria autostima, alla depressione, fino ad arrivare a togliersi la vita quando quegli insulti sono così infamanti e così reiterati da creare una vera e propria gabbia in cui lo studente si sente senza vie di uscita.

Pellegrini dopo la medaglia arriva lo spot contro la violenza sulle donne

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Conclusa la spedizione a Barcellona per i mondiali di nuoto, la nazionale femminile “scende in vasca” contro la violenza sulle donne. Lo spot si chiama “Ferma il bastardo” ed è promosso dal marchio di abbigliamento femminile Yamamay. Federica Pellegrini dopo aver vinto l’argento nei 200 stile libero ha postato sul suo profilo twitter una foto che la ritrae insieme alle compagne di nazionale con indosso la maglia della campagna con la scritta rossa ‘Ferma il bastardo’ e la richiesta ”Retweet please!”.

 

Nuova denuncia di violenza su Facebook… è la modella Silvia Chizio

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Dopo il caso Di Cataldo ancora tutto da accertare arriva una nuova denuncia di una presunta violenza subita. Il mezzo per far conoscere il proprio disagio e la paura è sempre il social network più usato al mondo: Facebook. Lei è una top model trevigiana Silvia Chizio, che partecipò a Miss Italia nel 2007 e suoi post sul social raccontano una storia di violenza e terrore.

 “Ero sposata, incinta di sei mesi con una gravidanza a rischio quando è successo la prima volta. Stanca dei suoi viaggi di piacere in Russia e della mia solitudine quotidiana ho detto basta. Per questo sono stata ferocemente picchiata e presa a calci”. Stando a quanto lei stessa racconta, “la querela per lesioni gravi è partita dall’ospedale. Ma io poi per paura ho ritrattato tutto. Lui prometteva di farsi curare, di cambiare, ma questo è stato solo il primo episodio di una lunga serie di violenze”.

Sul social la solidarietà verso la giovane non è mancata, ma il marito, un imprenditore di 40 anni, ha immediatamente smentito. L’uomo non ha usato il social ma immediatamente si è recato dal suo avvocato, Paola Taviani, che ha diffuso questo comunicato in un intervista rilasciata al Gazzettino Nordest, in nome e per conto del marito della modella trevigiana :
“Questa reazione è fatta solo per screditare la figura del mio cliente, che si riserva di valutare se vi sono estremi penali nelle dichiarazioni pubblicate su Facebook dalla signora Chizio”.
Una vicenda da accertare che tuttavia è riuscita a suscitare molto clamore in rete.

Twitter di Grillo dopo la sentenza mediaset: Berlusconi è morto. Viva Berlusconi

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Beppe Grillo su Twitter ha commentato la sentenza sul processo Mediaset scrivendo: “Berlusconi è morto. Viva Berlusconi.” Pochi minuti dopo un secondo tweet: “Il pdmenoelle è oggi senza stampelle, senza maschera, senza rete, senza l’amico di sempre.”

Il ministro dell’integrazione non va alla festa della Lega

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La Kyenge declina l’invito e dice che rimangono aperti gli spiragli per una sua partecipazione ma al momento non ci sono i presupposti per cui ciò avvenga. In mattinata si era assistito anche allo scontro Bossi – Maroni, in cui l’ex segretario del Carroccio si diceva contrario alla partecipazione del ministro dell’integrazione a una festa che doveva essere invece del popolo dalla camicia verde. L’ennesima integrazione mancata?

Il video del M5S: citano la supercazzola e Amici Miei

Quagliariello-m5s-supercazzolla-tuttacronacaIl Movimento 5 Stelle ha pubblicato, sul suo canale YouTube Parlamento, l’intervento del ministro Quagliariello in Commissione Affari Costituzionali.

”Pur di prendere tempo e far slittare il finanziamento ai partiti, il ministro disquisisce sul nulla per ore”, spiega la didascalia che accompagna il video che, come scrive “Repubblica” citando il mitico film “Amici Miei”, appare essere una vera e propria “supercazzola”. 

  

Dalle prove al concerto la gallery di Marco Carta nel napoletano

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Marco Carta, ex allievo di Amici non si è certo risparmiato per le sue fan che erano corse numerose per assistere alle prove e al concerto a Polvica di Nola, in provincia di Napoli. Una piazza gremita e urlante che non ha mai perso la voce per far sentire il proprio sostegno al cantante.

Se non è solo una leggenda metropolitana c’è anche chi sostiene che un gruppetto di fan abbia prestato il disco di “Necessita’ lunatica” al bar di fronte la piazza, per poter far risuonare le note dei brani di Mister Paper fin dalle prime ore della mattina.  Anche quanto il caldo torrido si è abbattuto sulla piazza Carta non si è trovato mai solo. Dalle prove al concerto il successo è stato indiscutibile…

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Un leghista veneto torna a insultare la Kyenge e usa lo spot del crodino

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E’ la volta di Andrea Draghi, assessore leghista alla sicurezza del Comune di Montagnana e Consigliere Provinciale leghista di Padova che dal suo profilo Facebook lancia un post d’insulto verso il ministro Cecile Kyenge. Draghi prende spunto dalla nota bevanda analcolica sponsorizzata da un gorilla per insultare il ministro dell’integrazione. Il Governatore veneto Luca Zaia ha chiesto al Carroccio di intervenire.

Arriva Happier: 100.000 utenti e 1 milione di pensieri felici.

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Non più frustrazioni, rabbia e sogni mancati, a poter essere condivisi su Happier, il nuovo social network che, aperto a febbraio, conta già 100.000 utenti, sono solo i momenti felici.  Il social si pone come target le donne americane tra i 18 e i 35 anni e vuole celebrare i momenti felici di quotidianità. Nei piani della fondatrice Nataly Kogan c’è però l’idea di realizzare una società di telecomunicazioni e un marchio che «ispiri milioni di persone a essere più felici». Kogan, che si definisce il «chief happiness officer» del social network, è cresciuta in una famiglia ebraica in Unione Sovietica, un paese che non esita a definire «non particolarmente felice». Nel 1989, quando aveva 13 anni, la sua famiglia decise di sfuggire alle persecuzioni e scappare negli Stati Uniti. Dopo mesi passati nei campi profughi fra Austria e Italia, riuscirono infine a raggiungere a Detroit, dove trovarono alloggio in una casa popolare.

Kogan quando è approdata negli Stati Uniti non parlava inglese e voleva solo realizzare il sogno americano. Iniziò così a lanciare una serie di startup tecnologiche fra cui  Where, che nel 2011 fu acquistata da PayPal per 135 milioni di dollari. Ma se in questo periodo di rodaggio Happier ha condiviso la felicità solo fra persone amiche dal 1 agosto inizierà a condividerla anche con utenti non amici.  Secondo la fondatrice infatti: . «Vedere cosa rende felici le altre persone è prezioso».

 

L'”Ufo” che attraversa il cielo di Lecce

ufo-salerno-ozpetek-tuttacronacaUn oggetto volante non identificato attraversa il cielo di Lecce? Nessun mistero. Chi “osserva” dall’alto non è altro che un drone munito di telecamera usato da Ferzan Ozpetek per effettuare le riprese del suo nuovo film, ambientato in città. E’ stato infatti il regista a lanciare in volo nella zona di Porta Rudiae una macchina da presa montata su quattro eliche illuminate. La tecnica di ripresa ha un effetto identico a quello delle sequenze aeree, ma i costi vengono notevolmente tagliati. Il cinema continua a compiere magie!

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Google allunga i tentacoli verso la televisione

google-televisione-tuttacronacaSono Le Monde e Wall Street a darne la notizia: Google parte all’attacco della televisione. Il servizio via Internet dovrebbe diffondere flussi di programmi aggregando quelli che esistono. Ma il gigante di Mountain View non sarebbe l’unicon intenzionato ad allargare i suoi tentacoli fino alla tv: Intel e Sony stanno lavorando a progetti simili mentre Apple continua a lanciare idee di commercializzazione di programmi televisivi. Sempre stando a quanto spiega Le Monde, Google avrebbe già iniziato a cercare partner. Tutte queste operazioni, è certo, avranno un forte impatto sul merrcato così come lo conosciamo e le ripercussioni saranno avvertite sicuramente dai servizi a pagamento.

Sharknado, l’ultima follia della tv Usa che affascina il web

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Sharknado è andato in onda per la prima volta giovedì sera e immediatamente i social sono impazziti. Ovunque non si sentiva parlare di altro, tra polemiche, ironia ed estasi si è consumata sul web l’ultima follia della tv americana. Ma cosa è Sharknado?

90 minuti di catastrofe! Un uragano travolge tutti gli squali dell’Oceano Pacifico  che poi getta nelle strade allagate di Los Angeles. Squali volanti pericolosissimi pronti ad attaccare i cittadini californiani. Tra fantasy, horror e uno humor forse involontario, Sharknado si pone alla vetta di qualsiasi film trash superando ampiamente anche le previsioni peggiori

Il fotografo poeta ucciso a 21 anni in Egitto commuove il web

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Si chiamava Andrew Pochter, 21 anni, americano animato da una passione per il Medio Oriente,era andato in Egitto per insegnare inglese ai bambini. Il giovane era anche un fotografo e girava sempre con la macchina fotografica al collo. E’ stato ucciso perchè ritenuto di essere una spia, ma oggi, Pochter, commuove il web per una lettera che scrisse a un bambino di cui era stato il tutor. “Vivi e ama” dice al dodicenne a cui indirizza la sua lettera e poi si scusa per non essere potuto ritornare per la sua promozione. In questo suo scritto spiega anche i motivi che lo spingono in Egitto:

“È un posto molto pericoloso in questo momento. Il Paese risente delle conseguenze di una grande rivoluzione politica. Ma anche se ho problemi c’è sempre qualcuno disposto ad aiutarmi. Per esempio quando va via l’elettricità o l’acqua”.

Andrew Pochter è morto pugnalato mentre assisteva alle manifestazioni e i suoi genitori lo ricordano così su Facebook:  “Amava profondamente il Medio Oriente il suo sogno era lavorare in quella regione per sostenere la pace”.

Questo autunno avrebbe dovuto fare rientro a Kenyon College in Ohio, dove si è laureato in studi religiosi e co-gestiva l’organizzazione Hillel House Jewish. I parenti spiegano inoltre che il giovane era molto interessato alla cultura del Medioriente e “progettava di vivere e lavorare lì, nella ricerca di pace comprensione”.

E la sua passione per la vita e per gli altri emerge in questa lettera intensissima, dove lo studente spiega le ragioni della sua “chiamata” in Egitto, la passione civile e il sincero interesse per le ragioni arabe.

“Non perdere mai la curiosità per le cose belle della vita. Continua a farti stupire dalle escursioni nei boschi, nei canyon, in montagna. Vai a pesca e vai a caccia. Esci dalla routine cittadina se puoi. Circondati di buoni amici che ti possano essere d’aiuto nei momenti di difficoltà. Innamorati. Riprenditi il tuo cuore infranto. E poi innamorati ancora. Respira ogni giorno la vita come se fosse la prima volta. Cerca qualcosa da amare e non smettere di farlo finché non trovi qualcos’altro per cui valga la pena vivere. Non incolpare gli altri per i loro errori. Ti rende più debole. Sei un uomo forte. Non ti fermare ad ascoltare chi ti critica negativamente. Parla con convinzione e credi in te stesso perché il tuo modo di essere è più importante di come ti hanno educato. Avrei voluto congratularmi personalmente con te, ma so che questo non avrebbe cambiato molto.

Cerca di non dimenticarmi. Se serve qualcosa basta un’email”.

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Be more dog: la pubblicità che spinge ad abbracciare il nuovo

Be-more-dog-tuttacronacaE’ diventato rapidamente virale in rete il nuovo spot per la compagnia di telecomunicazioni inglese O2, ideato dall’agenzia VCCP. Lo slogan recita “be more dog” mentre nelle immagini si assiste alla “trasformazione” di un pacioso felino che, ad un tratto, decide di vivacizzare la sua vita: inizia a inseguire le macchine, strappa un giornale, gioca col frisbee e corre con gli altri cani. Il video vuole comunicare il messaggio d’impegnarsi ad essere più entusiasti rispetto alle novità, di cui ovviamente fanno parte anche i nuovi prodotti e servii digitali di O2. Il direttore marketing dell’azienda, Gary Booker, ha spiegato al Guardian: “Stiamo vivendo in una delle epoche più interessanti per quanto riguarda gli sviluppi tecnologici … ma in qualche modo  ci siamo un po’ stancati di tutto.” “Be more dog” vuole quindi essere un incitamento ad abbracciare il nuovo e gettarsi a capofitto nell’ignoto.

Riprese aeree? Ora basta una palla!

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Sono anni che la Steve Hollinger ci sta lavorando e ora arriva Squito la prima telecamera a forma sferica che se lanciata è in grado di fare riprese panoramiche e stabilizzate. Non solo ha una forma accattivante ma anche molteplici applicazioni. E’ infatti  possibile riprendere immagini con panoramici sferici, mantenere l’inquadratura su un particolare oggetto o soggetto, avere più angolazioni di ripresa, contemporaneamente, oppure applicare vari sensori (termici, per visione notturna eccetera). Un altro possibile utilizzo è quello per la ricerca ed il soccorso, ad esempio in luoghi angusti, dove un essere umano non passerebbe facilmente.

Clap-off bra batti le mani et voilà…

Carmen Consoli diventa mamma e twitter si scatena

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E’ stata la stessa Carmen Consoli a rivelare l’evento sulla sua pagina Facebook annunciando che: “Oggi alle 8.04 è nato Carlo Giuseppe. Sono una mamma felice!” L’artista catanese, che compirà 39 anni il prossimo 4 settembre, aveva dato l’annuncio della sua gravidanza sempre tramite  social network “21 marzo. Primo giorno di primavera. Dopo un inverno apparentemente spoglio e vuoto, la neve e il ghiaccio si sciolgono per lasciare il posto a torrenti di acqua fresca e cristallina, i germogli nascosti a lungo nel terreno si apprestano a sbocciare dando vita a paesaggi variopinti e colorati. Mai come quest’anno sento anche io di portare dentro di me la primavera di una nuova vita che nasce. Con emozione e gioia voglio condividere con voi questo momento e dirvi che presto diventerò mamma”.

Su twitter gli italiani si sono scatenati tra frasi di entusiasmo e alcune polemiche: l’hashtag Carlo Giuseppe (il nome scelto per il bebé) è un rincorrersi di notizie e di ironie, a volte mordaci, come era accaduto già per Santiago, il figlio di Belén.

I servizi tedeschi “vanno a letto” con quelli americani?

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Le ultime dichiarazioni si Snowden innescano un altra bomba. La talpa infatti avrebbe rivelato che i servizi tedeschi collaborassero con la Nsa e che le persone da sorvegliare venissero selezionate in base ai loro profili Facebook e alle loro mail. In una intervista al giornale tedesco Der Spiegel, talpa avrebbe usato l’espressione inequivocabile che gli Usa ”vanno a letto con i tedeschi”

Nella Nsa – precisa Snowden, c’è una direzione degli Affari Esteri e la cooperazione con gli altri pesi è concepita in modo da ”isolare i leader politici dalle ripercussioni” nel caso in cui venisse svelato ”con quale ampiezza stanno violando la privacy globale”.

L’intervista è stata condotta da un esperto americano in crittografia, Jacob Applebaum, e dalla regista di documentari Laura Poitras, con l’aiuto di email criptate, poco prima che Snowden uscisse allo scoperto.

Secondo Der Spiegel, la collaborazione tra la Nsa e i servizi tedeschi del Bnd è più stretta di quanto si sapesse finora, con gli americani che forniscono agli alleati ”strumenti di analisi”, in particolare per il Medio Oriente.

L’addio del Drago all’Inter: Stankovic va via e l’Italia Twitta

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L’Inter perde il suo Drago. Dopo un incontro con i vertici Dejan Stankovic e la società neroazzurra hanno deciso per una rescissione consensuale. Poi il giocatore ha deciso di salutare i suoi tifosi con una lunga lettera, pubblicata sul sito ufficale di Inter.it:

Carissimi tifosi nerazzurri, vi parla il vostro Drago con grande emozione e grande piacere. Non so se troverò le parole giuste per salutarvi e ringraziarvi per tutto quello che mi avete dato, a partire dall’affetto, dalla fiducia e dalla sincerità. Sono stati i dieci anni più importanti della mia vita. Anni in cui sono cresciuto prima come uomo e poi, con mio grandissimo piacere, come calciatore. Io e la mia famiglia ringraziamo la famiglia Moratti. Ci tengo a nominare il mio Presidente in particolare, che mi ha dato l’opportunità di vestire la maglia dell’Inter, con la quale ho avuto il piacere ed il grande onore prima di tutto di indossarla e poi di vincere ogni cosa che c’era da vincere. Ci sono tantissime persone con le quali sono stato benissimo e con questa lettera li voglio salutare tutti, sempre con queste parole, guardandovi negli occhi, voglio dirvi che rimarrete nel mio cuore per sempre anche se non posso e non voglio nominarvi tutti. Non dimenticherò mai il giorno in cui sono arrivato, e non potrò mai dimenticare la presentazione con il nostro Presidente onorario Giacinto Facchetti, una grandissima persona sotto tutti gli aspetti. La foto di quel giorno la tengo stretta fra i miei ricordi più cari. Quel giorno è cominciata la mia vita da nerazzurro. Se penso che non indosserò più la maglia dell’Inter mi vengono le lacrime, ma sono stato sempre sincero e le mie sono lacrime vere, purtroppo nella vita si deve andare e guardare avanti, voi che mi conoscete sapete che lo farò con grande orgoglio e grande determinazione, come ho sempre cercato di fare nella mia storia di uomo e di atleta. In tutti questi anni a Milano ho giocato con grandissimi calciatori e soprattutto con grandissimi uomini, è difficile trovare le parole per ringraziare di nuovo tutti. Ho avuto l’onore di indossare questi colori che rimarranno per sempre sulla mia pelle, non lo potrò mai cancellare, nessuno potrà mai cancellarlo.

Con tutto il mio amore.

Dejan stankovic

Ora per i tifosi del Drago non resta che attendere le decisioni del campione, si ritirerà o tornerà nel suo paese a giocare con la Stella Rossa?

Arriva #foodporn, l’appetito virtuale. Condannare o ridere?

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C’è chi lo condanna, c’è chi lo trova divertente, c’è chi ne fa un’ossessione o chi semplicemente una passione fotografica: si chiama #foodporn, anche se con il porno non ha molto da spartire. Ma cos’è la nuova moda social? Si tratta di fotografare e postare i piatti prelibati su Facebook e condividere immagini di cibo. Per alcuni questa pratica è pericolosa e rappresenta un disordine alimentare, per altri è solo l’ennesima follia del network che, a volte può mettere l’acquolina in bocca e altre strappare una risata.

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Ma quali sono le regole da seguire per fare la foto perfetta e postarla su Facebook?

– Stare attenti alla luce. Meglio se naturale e se proviene direttamente da una finestra per donare morbidezza all’immagine. Consigliabile anche mettere il piatto davanti alla finestra possibilmente con una luce laterale che elimini ombre. Il cibo se non bene illuminato non risalta nelle foto e può essere “vittima” del flash che spesso creare una foto piena di luci e ombre e riflessi indesiderati.

– Non riempire l’immagine con oggetti inutili o che possono levare l’attenzione dal piatto. Eliminare il tovagliolo sporco o la forchetta usata. Meglio uno zoom su un particolare che elimini anche il fondo. QUello che deve risaltare è il piatto. Se poi siete degli appassionati della fotografia e la vostra macchina ha la funzione macro perché non provare a usare la fantasia e tentare un particolare curioso del piatto?

– Le grandi quantità di cibo sono difficili da gestire quindi meglio porzioni piccole da poter inquadrare da diverse angolature per cercare la profondità.

– Fare una bella foto di cibo è difficile: meglio fare più scatti. Provare anche effetti diversi di messa a fuoco e soprattutto tentare di realizzare qualcosa di veramente accattivante.

– Il cibo non può aspettare… è triste riprendere il formaggio ormai freddo nel panino o un piatto di insalata condita dopo un’ora. Su alcuni elementi, per dare risalto nella foto si può passare l’olio o in alcuni casi l’acqua, ma la regola migliore è sempre scattare nel miglior tempo possibile.

– Non eccedere neppure con gli effetti in postproduzione… il cibo è bello al “naturale” la maggior parte delle volte!

Buon appetito virtuale a tutti!

Nuova bufera sull’ex capitano del Palermo: Miccoli di nuovo nei guai

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Dopo la frase sul giudice Falcone arrivano le sei foto su Facebook insieme a Giacomo Pampillonia e con gli amici del giovane, che è stato  arrestato, insieme ad altre 24 persone, all’alba di oggi nell’operazione antimafia che ha azzerato il mandamento di Porta nuova. Nell’album su Facebook Pampillonia scrive ‘A casa mia con Miccoli’. Mentre in altre foto, al campo, è con altri giocatori del Palermo.

Asimo, il robot che vi guida al museo…

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A Tokyo, presso il museo nazionale del Giappone, l’ultima versione di Asimo, il robot della Honda che interagisce con i visitatori ha avuto qualche problema. Sembra che ripetesse frasi a ripetizione del tipo: ” Chi vuole chiedere Asimo una domanda?” Insomma il robot non è poi questo gioiello di tecnologia che tutti pensassero, anche se sicuramente riesce a far esercizi complessi come ballare, correre, saltare su un piede e calciare un pallone da calcio, ma ancora non è in grado di fare da guida all’interno di un museo. Tuttavia è un’esperienza unica passare del tempo accanto accanto a questo “personaggio bizzarro che popola il museo”.

Occhio a quello che si scrive su Facebook, si rischia il carcere

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Rischia fino a 8 anni di carcere il 19enne che ha lasciato un commento sarcastico su Facebook in una discussione su un videogame. Il ragazzo è in custodia da febbraio e sta per essere accusato di minaccia a sfondo terroristico. Justin Carter, attualmente detenuto nella prigione di Comal County, in Texas, sotto lo stretto controllo delle autorità per l’alto rischio di suicidio,  aveva commentato su social network il videogame online ‘League of Legends’. Proprio in riferimento al gioco un ragazzo lo aveva definito “pazzo e fuori di testa” e Carter aveva risposto “di essere talmente fuori di testa da uccidere tutti i ragazzi di una scuola e poi divorare il loro cuore ancora pulsante”. Il giovane aveva corredato il commento di emoticon scherzosi, ma non è servito a nulla. Perché una donna canadese ha segnalato il commento alle autorità e i genitori del giovane si sono visti piomabre a casa la polizia che ha arrestato Carter con l’accusa di terrorismo.

Il giudice ha stabilito una cauzione di 500mila dollari “Un’assurdita – ha detto l’avvocato di Carter – quando per un omicidio ci sono cauzioni da 150mila dollari”. On line c’è una petizione per liberare Jusin Carter che ha ha già raccolto oltre 35mila adesioni “troppi giovani subiscono arresti o sono in carcere a causa della legge anti terrorismo che impedisce loro la libertà di parola garantita dal primo emendamento” si legge nella petizione.

Anche questa è giustizia?

La “metamorfosi” di Google nel Doodle per Kafka

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Google si metamorfizza e rende omaggio a Frank Kafka con un Doodle che celebra i 130 anni della nascita dello scrittore austro-ungarico. Si è scelto il racconto surreale, in cui il protagonista Gregor Samsa, si risveglia scarafaggio e inizia la sua lotta per sopravvivere come gigantesco insetto, che fa ribrezzo e soffre l’emarginazione della società. Tanti auguri a Kafka, un esempio di scrittura surreale e intimista che da sempre affascina di generazione in generazione e non si lascia “schiacciare” dalle mode della nuova editoria. Attuale e immediata la scrittura di Kafka non risente del tempo che passa, narra vicende quotidiane in cui chiunque si immedesima Da “Il Processo” al “Castello”, da “America” a il “Colloquio con l’ubriaco” fino ad arrivare a “Lettere al padre”, la sua letteratura racconta l’impotenza dell’uomo davanti all’autorità.

Quando sarà indetta la giornata mondiale dello scarafaggio ci si domanda in twitter?

Arriva il film su Snowden: VERAX

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E’ già online il primo film sulla talpa del Datagate. VERAX, dal latino “colui che dice la verità”, racconta lo scandalo delle intercettazioni e la storia del suo protagonista Edward Snowden. Girato in tempi record ad Hong Kong, il primo luogo dove Snowden si era rifugiato, Verax è il cortometraggio, della durata di 5 minuti, girato da quattro registi amatoriali della colonia britannica che si sono così fatti beffe delle major di Hollywood, già in procinto di commissionare sceneggiature sul caso.

“Essere stato il primo a girare un film sulla vicenda è stato davvero una soddisfazione”, ha detto alla France Presse il regista Edwin Lee. La somiglianza dell’attore che interpreta l’agente è impressionante. Si chiama Andrew Cromeek ,è un professore americano amico dei registi, che ha avuto solo bisogno di un paio di occhiali e del taglio di capelli giusto. E’ lui che diventa quella “Bocca della verità” che mette a dura prova gli equilibri mondiali. L’imbarazzo degli Usa, la fuga di Snowden e i documenti in possesso all’ex imprenditore tecnico e dipendente della Central Intelligence Agency, sono gli elementi centrali di un corto davvero avvincente. D’altra parte il Datagate – se non fosse pericoloso a livello globale e quindi degno della massima prudenza – potrebbe essere un copione perfetto per Hollywood.

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Nei titoli di coda del film si apprende che quella fuga di Snowden precipitosa da Hong Kong ha spiazzato i realizzatori del corto che speravano con la loro opera di far pressioni sulle autorità del Paese per sensibilizzare l’opinione pubblica nella battaglia legale sull’estradizione.

Verax è anche il nome in codice che lo stesso Snowden si era scelto. Verax fu lo stesso pseudonimo di Clement Walker, un politico che contestò il parlamento inglese nel XVII secolo, e che per le sue idee morì, dopo una prigionia brutale, rinchiuso nella Torre di Londra.

Quel ragazzo che lotta contro le ecomafie e gli distruggono il gregge

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Emanuele Feltri, 34enne di Catania , ha deciso di abbandonare il suo furgone Volkswagen, mercatino ambulante per oggetti vintage, e di trasferirsi in contrada Sciddicuni. Qui sta cercando di difendere la zona di Paternò, quella “terra di nessuno”, con una fattoria dove alleva animali e produce prodotti biologici di alta qualità, qui cerca di “levare la terra sotto i piedi dell’ecomafia”. Per questo la sua presenza in zona non piace molto. Ieri di ritorno da Catania ha trovato tutto il suo gregge distrutto a colpi di pistola, una testa di un animale tagliata e lasciata fuori la porta di casa. Lui non si arrende e non si spaventa va sulla sua pagina Facebook e posta un messaggio:  “Sciddicuni esiste e resiste per ricordare che non bisogna essere super eroi per portare avanti i propri ideali, per testimoniare che a volte il coraggio sta proprio nel condurre la propria vita quotidiana con coerenza e senza compromessi. Quando ci renderemo conto che ci stanno togliendo tutto, anche la possibilità di vivere in pace nella propria terra forse inizieremo a voler essere i reali protagonisti del nostro futuro”.

A volte sono gli esempi come Emanuele Feltri a ricordarci che la nostra terra è quanto di più importante abbiamo e invece di tutelarla, la sfregiamo con un utilizzo criminale dell’ambiente.
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Lo strano asse Monti-Renzi?

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Affida a Facebook, il leader di Scelta Civica, Mario Monti la sua proposta di un «contratto di coalizione» per rafforzare gli impegni dei partiti che sostengono Letta.

L’ex premier scrive:

«Devo affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E aggiunge:

«Ha ragione Matteo Renzi ‘Piccoli passi non bastano’. Il Governo Letta ha iniziato bene, ma la sua missione – trasformare l’Italia in un Paese competitivo e capace di crescere, mantenendo la ritrovata disciplina di bilancio – richiede riforme radicali. Queste non potranno essere decise e realizzate senza una grande e genuina unità di intenti, non solo all’interno del Governo ma anche fra i partiti che hanno dato vita alla grande coalizione».

Monti ricorda anche:

«Scelta Civica, il primo partito ad avere proposto, già prima delle elezioni, un governo di grande coalizione… Con altrettanta chiarezza, però, mi sento in dovere di affermare che, senza un cambio di marcia, non riteniamo di poter contribuire a lungo a sostenere una coalizione affetta da crescente ambiguità».

E prosegue:

«L’ambiguità proviene dai due partiti maggiori», l’uno impegnato nel congresso, l’altro che «sta affrontando una situazione difficile, anche per le vicende di Silvio Berlusconi, al quale va peraltro dato atto di essersi finora lealmente astenuto dal farne pesare le conseguenze sul governo».

E specifica:

 

«Non è comunque accettabile che singoli partiti, nel partecipare all’attività di un governo che dovrebbe durare per anni, si posizionino quotidianamente come se fossero già in campagna elettorale».

Poi Monti conclude:

 

«In Germania, le grandi coalizioni  nascono sulla base di un ‘Koalitionsvertrag’, un vero e proprio contratto, scritto e molto dettagliato, che i partiti devono rispettare. La grande coalizione che appoggia il governo Letta ha, come sola base, le brevi dichiarazioni programmatiche del Presidente dèl Consiglio alle Camere del 29 aprile. Troppo poco. Enrico Letta dovrebbe ora proporsi di dare solidità e slancio riformatore al suo governo, e di metterlo al riparo da possibili insidie provenienti dai travagli dei partiti, proponendo presto un testo di ‘contratto di coalizionè. Esso dovrebbe contenere, oltre ad un quadro preciso delle linee politiche e dei provvedimenti, anche un breve ‘codice di condottà, con elementari regole di comportamento per chi vuole partecipare in buona fede ad uno sforzo comune per risollevare il Paese, dimenticando per qualche tempo gli interessi elettorali».

Le app per andare in vacanza: dal cocomero ai sentieri

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Vacanze 2.0! mai come il 2013 le app per le vacanze stanno prendendo piede e gli smartphone non si abbandonano neppure in spiaggia, anzi in vacanza c’è più tempo per intrattenersi cone le diverse app. Alcune sono vere e proprie “diavolerie”, altre invece possono allietare un soggiorno o facilitarci un percorso in montagna. Molto richieste le app scaccia zanzare, anche se dai commenti degli utenti emerge che non sempre funzionano. però rest il fascino di sapere che l’ultrasuono emesso dallo smartphone ci faccia passare delle notti tranquille. Anche se, come precisano i creatori, l’ultrasuono non è uno qualsiasi ma «quello che riproduce il richiamo sessuale del maschio causando repulsione da parte delle femmine già fecondate, le uniche in grado di pungere».

Ma per iniziare una vera e propria “e-holiday” o “e-vacanza” non si può prescindere dalle app che evitano i costi extra all’imbarco per il peso eccessivo del bagaglio, «Packing Pro» in poche mosse e con le impostazioni personalizzate evita il disagio a tutta la famiglia.

Volete un volo low cost? Nessun problema con  «Skyscanner», l’app usata da oltre 20 milioni di persone, disponibile in 29 lingue e in oltre 70 valute, è un gioco da ragazzi trovare la rotta che fa per voi.

Ma una volta al mare quale spiaggia scegliere?   «Spiagge Italia» è una delle tante app utili con 1.300 aree classificate per distanza, descrizione, tipologia, servizi, gestione e anche frequenza (affollate o meno). E l’acqua? Quanto è buona? Ci si può fare il bagno o è meglio evitare? Basta chiederlo al sito mobile m.portaleacque.salute.gov.it del ministero della Salute: si inserisce la località in cui ci si trova e compaiono qualità del mare, eventuali divieti di balneazione.
Per gli amanti della tintarella (salutare), ecco, tra le altre, «iBronze»: si sceglie il proprio tipo di pelle e l’applicazione – sfruttando la posizione gps del proprio telefonino e le previsioni meteo – suggerisce la protezione da utilizzare e per non farsi scottare.

Cosa ci manca ancora? la scelta del cocomero da portare in spiaggia. Ecco che dalla Cina arriva l’app. Come funziona? Si prende l’anguria, si avvicina lo smartphone con l’applicazione, si batte con le nocche e dopo aver analizzato il tipo di suono compare la scritta «maturo» o «non ancora maturo».

E se si sceglie la montagna? Sul sito http://www.dolomitisupersummer.com i sentieri sono divisi per sforzo richiesto (battito lento, medio o forte) e tipo (gusto, famiglia, benessere, storia, ecc).
Se poi si vuole passare una giornata di relax a giocare, al «Villa Airoldi Golf Club» di Palermo hanno deciso di mappare tutto il campo: così con uno smartphone è possibile capire non soltanto a che punto ci si trova, ma anche dov’è la buca più vicina.

Cosa ci manca? Forse l’app per vivere sereni e felici qualche giorno di relax… anche lontano dalle app dello smartphone!

Il parlamentare del M5S a cui non bastano 5000 euro al mese

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Alessio Tacconi sembra che abbia davvero superato il limite, almeno per i suoi colleghi di partito che oggi hanno affollato il suo profilo Facebook e lo hanno attaccato. Al centro del dibattito ci sarebbe una discussione iniziata dopo una sua dichiarazione. Secondo il parlamentare pentastellato, in odore di lasciare il MoVimento, la diaria da 5000 euro non sarebbe sufficiente per arrivare a fine mese. Il parlamentare infatti rivendica la sua cittadinanza svizzera e ha affermato che quella somma non gli è sufficiente per vivere.

Ecco i commenti che sono piovuti a raffica sul profilo Facebook di Alessio Tacconi:

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E ancora:

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E inoltre:

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E poi:

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Per concludere:

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Consigliera del Pd estromessa per le frasi razziste su Facebook

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E’ stata estromessa la consigliera di circoscrizione del Pd a Prato, Caterina Marini, che aveva postato su Facebook un messaggio dai toni razzisti:

La telefonata della mia sorella mi ha lasciato senza parole: mentre andava in camera si è trovata faccia a faccia in casa con un ladro….. Che città di m***a è questa… Extracomunitari ladri s*****i dovete morire subito.

Il messaggio è stato rimosso dopo pochi minuti, ma tanti sono bastati per interrompere la carriera della consigliera che aveva scritto quelle parole in un momento di rabbia dopo aver subito un furto che l’aveva sconvolta.

Caterina Marini, ingegnere, sposata, madre di una bimba di due anni (Giulia),  ha rilasciato poi un intervista nella quale si scusava, ma puntualizzava anche il suo punto di vista.

«L’ho tenuto su Facebook per un quarto d’ora. Poi l’ho cancellato. E per me sarebbe finita lì. Quando sono andata alla tastiera avevo in corpo tutta la rabbia del mondo. Mi sentivo anch’io violata assieme a Giulia e ai miei genitori, le cose più importanti che ho. E ho pensato che tante volte Bianca la mia bambina di due anni sta in quella casa con loro. E ho immaginato cosa avrebbe potuto succedere. Ho scritto con la rabbia che avevo in corpo e mi sono pentita quasi subito cancellando tutto Ma qualcuno evidentemente ha fotografato la pagina e l’ha diffusa… Mi scuso con tutti, mi sono subito pentita, ma ho agito di getto. Non è ammissibile che si venga violati in casa in quel modo. E dobbiamo ringraziare il cielo se non è accaduto di peggio».

Le parole però sono forti. E lei descrive il ladro come «magrebino», mentre sua sorella lo identifica come europeo.

«Ripeto: ho scritto presa da concitazione e rabbia, sulle impressioni che avevo raccolto sul momento. Comunque credo che sicurezza e immigrazione siano due temi fortemente connessi. Non è sempre vera l’equazione che l’illegalità sia frutto degli immigrazione, ma spesso è così, non si può negarlo».

Il Pd è contrario al razzismo.

«E anch’io lo sono. E sono da tutta la vita di sinistra. Però non si può disconoscere che il partito sia stato morbido su questo tema, oscillante fra bastone e carota, fra comprensione e rispetto delle leggi. Vorrei sapere come si comporterebbero i nostri dirigenti se venissero colpiti come è successo a me. Però. ci vorrebbe più fermezza. E non lo penso da oggi che mi sono sentita colpita negli affetti più cari».

E se il ladro non fosse immigrato?

«Lo maledirei come ladro italiano. Certo, ho sbagliato a inveire contro gli stranieri, ma non mettiamo la testa sotto la sabbia».

In che senso?

«Il problema del nostro tempo è la sicurezza che abbiamo perduto. Un ladro è un ladro. In secondo luogo ha un’origine, una provenienza, una razza».

La commissione dei garanti del partito nonostante le scuse ha deciso di estromettere Caterina Marini precisando:

“Non si tratta di un’espulsione formale – e’ stato spiegato dal Pd – visto che Marini non aveva più rinnovato la tessera dal 2011”.

Il Pd la ritiene esclusa.

«…Chiedo scusa a chi si è sentito offeso dalle mie frasi. Appartengono solo a quell’attimo di dolore, credo comprensibile da tutti. Anche da chi ha ritenuto giusto renderlo pubblico e adesso mi sta facendo soffrire per giudizi che non credo di meritare».

 

L’Atac premia il neofascista, i dipendenti protestano

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E’ “Il Messaggero” a raccontare la storia di Giuliano Falcioni, dipendente di chiare simpatie neofasciste, premiato dall’Atac, il servizio di trasporto pubblico romano. In un articolo di Marco Pasqua si legge come il comportamento encomiabile di Falcioni (che ha messo in fuga due ladri che volevano rubare rame) abbia innescato una polemica all’interno dei dipendenti dell’azienda di trasporto.      

Nel 2007 aveva guidato la rivolta dei tassisti contro il sindaco Veltroni e contro la liberalizzazione delle licenze. Poi, “Zara31, al secolo Giuliano Falcioni, da tassista era passato a lavorare in Atac, dove era stato assunto nel 2010. Già responsabile dei Trasporti per la Fiamma tricolore, non ha mai nascosto, sulla sua pagina Facebook, le sue simpatie neofasciste, tra amicizie nella galassia nera e commenti. Ora l’Atac ha deciso di premiarlo, per «aver compiuto azioni esemplari sul posto di lavoro». L’encomio gli è stato attribuito dall’amministratore delegato in persona, Roberto Diacetti, nel corso di un incontro avvenuto nella sede centrale dell’azienda, in via Prenestina. Da addetto alla sicurezza, «all’interno della rimessa autobus di Magliana, ha sorpreso due malfattori e li hamessi in fuga, recuperando 10 chili di rame appena trafugato dai cablaggi delle vetture in sosta sul piazzale », ha spiegato in un comunicato stampa l’Atac.

Ma i dipendenti hanno protestato:

Una premiazione che non è passata inosservata ad un gruppo di dipendenti, che ha inviato una e-mail di protesta al Messaggero. «Per anni Falcioni è stato distaccato nella segreteria del consigliere comunale Federico Guidi, ed è finito sui giornali per i suoi commenti su Facebook di chiaro stampo fascista. Mentre noi ci facciamo il mazzo sulle vetture il signorino viene premiato. Qui cambiano i sindaci ma non il sistema».

L’appello disperato della talpa del datagate

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“Popolo dell’Ecuador, twittate a Riccardo Patino e persuadetelo a farmi entrare nel vostro Paese!”.

Attraverso Twitter Edward Snowden lancia il suo appello disperato all’Ecuador nella speranza che possa lasciare al più presto l’aeroporto di Mosca nel quale si trova da diversi giorni. Sul social network cominciano ad arrivare i messaggi di solidarietà e benvenuto: “L’America latina è povera, ma crediamo nella vera libertà e sapremo aiutarti”.

Putin preme perché la talpa lasci la Russia, probabilmente ha paura di ritorsioni da parte degli Usa che stanno alzando, giorno dopo giorno, la tensione sul caso e sembra che si sia di fronte a un clima di guerra fredda sotterranea.

Stop all’allattamento virtuale… puritanesimo anglosassone?

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Dopo Facebook arriva lo stop anche da Instagram dove  l’account di una community per neo mamme è stato mandato off proprio a causa di quelle foto ritenute troppo “hard”. L’account in questione è stato quello di “Leaky Boob” gestito da Jessica Martin-Weber, che qualche mese prima era stato “oscurato” sul social network di Zuckerberg.

Così la Martin-Weber ha contattato il team del social su Twitter e le è stato spiegato che:

“Le nostre politiche consentono questo tipo di foto. Tuttavia, quando il nostro team elabora i report, di tanto in tanto incappiamo in un errore. In questo caso, abbiamo sospeso l’account e abbiamo lavorato per correggere l’errore, non appena ci è stato notificato”.

ma le scuse non sono bastate perché secondo la Martin-Weber l’atteggiamento dei social è sessista e misogino nei confronti di tutte le donne che vogliono postarmomenti dell’allattamento per questo ha fatto partire la petizione online.
Il puritanesimo anglosassone invade i social e leva la libertà alle neo-mamme? Oppure è un momento privato che dovrebbe rimanere tale?

Facebook illuminato? La svolta buddista del social blu

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Il social blu sembra essere uno dei ritrovi preferiti di chi reputa il bullismo un ottimo modo d’interagire con il mondo, tanto che l’anno scorso McAfee, in un sondaggio, ha scoperto che il 92% degli adolescenti aveva asssitito a simili episodi sul sito. Ora che Facebook sta cercando di rendere le sue pagine più “gentili” e meno scorrette, si tentano varie soluzioni. Business Insider riporta che, dopo consultazioni e il reperimento di diverse informazioni, Arturo Bejar, l’ Engineering Director di Faccialibro, ha intenzione di provare ad iniettare nel network una buona dose di compassione, così come l’insegna il buddismo. Ecco allora che sono stati istituiti i “giorni della ricerca della compassione”, durante i quali i dipendenti di Facebook hanno assistito a lezioni sul tema tenute da accademici statunitensi. Il risultato è stato che ora verranno personalizzate maggiormente le comunicazioni mentre i tag diventeranno più discorsivi. Queste piccole modifiche hanno portato a un incremento dell’uso dando così una spinta all’adozione di personalizzazioni e sfumature culturali in un ambiente che, per cultura aziendale, si era soliti spogliare e razionalizzare all’estremo.

Arriva il Reader di Facebook

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Ecco l’ultima diavoleria targata Facebook: un Reader pensato e sviluppato per coloro che usufruiscono quotidianamente delle informazioni in rete da dispositivo mobile. L’annuncio era già stato fatto la settimana scorsa con un invito a sorpresa riservato a giornalisti e addetti ai lavori, ma ora è ufficiale. Il “nuovo prodotto” firmato Zuckerberg ha messo a punto un nuovo sistema di lettura delle news. Sempre più social l’informazione che ormai si apre ai blogger e all’informazione indipendente che diventa sempre più concorrenziale con le testate giornalistiche ufficiali.

 

Twerking, la dirty dancing dell’estate 2013

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Arriva il tormentone dell’estate: twerking, il ballo seducente che già spopola in rete e nei villaggi vacanze.

Una vera e propria dirty dancing lanciata da Miley Cyrus che sul profilo Facebook aveva inviato un video per mostrare la sua ultima provocazione sulle note di FloRida. In realtà la danza è molto popolare negli Usa da diverso tempo e viene spesso usata nei videoclip hip-hop. Il fulcro della danza si concentra sul fondo schiena che va fatto roteare in modo energico e sensuale.

Il nome d’altra parte non lascia molti dubbi all’immaginazione essendo la crasi tra “twist” e “jerk”, girare e scuotere, per l’appunto. Intanto su Youtube i video spopolano e molti si cimentano in questa nuova mania… compresi 33 studenti di San Diego, California, che sono stati sospesi dal proprio liceo per caricato su You Tube un video in cui “ballavano” il twerking nel cortile.

 

La lunga intervista di Casaleggio

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E’ Gianroberto Casaleggio, l’ “uomo dietro le quinte” del M5S, ad affrontare diversi temi in un’ampia intervista rilasciata al Corriere della Sera. La prima domanda naturalmente verte sulla democrazia diretta e sul confronto con il web:

“La democrazia diretta, resa possibile dalla Rete, non è relativa soltanto alle consultazioni popolari, ma a una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune scompariranno. La democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, per questo, spesso, non viene capita o viene banalizzata”.

I video di Gaia e Prometeus e l’ieda politica di Casaleggio:

“Un gioco la creazione del video, come è avvenuto per il video Prometeus che ipotizza il futuro dei media. Comunque che in futuro sia possibile una guerra mondiale — che non auspico — per le risorse come il gas, l’acqua e il petrolio, non sono certo l’unico a dirlo, e un governo mondiale con forti autonomie nazionali può essere nell’ordine delle cose”.

Ma quali sono le fonti da cui trae ispirazione “il guru” del M5S?

“Tra i testi che considero di riferimento vi sono Emergence di Steven Johnson, Six Degrees di Duncan Watts, Smart Mobs di Howard Rheingold, The Tipping Point di Malcom Gladwell, Free Culture di Lawrence Lessig e Linked di Albert-Laszlo Barabasi”.

Il ruolo dei social network  e dei grandi colossi di internet?

“Facebook e Google e altri colossi del web conoscono di noi più dei nostri amici e in futuro sapranno ancora di più. Queste informazioni possono essere utilizzate per vari scopi, non solo per proporci dei prodotti o dei servizi, come è stato evidenziato dal cosiddetto “Datagate”. È opportuno un controllo più stretto sulla gestione dei dati personali da parte dei governi, un nuovo sistema di regole”

M5S e i dibattiti in tv:

“Il M5S ora è in Parlamento e la sua visibilità sarà necessariamente maggiore anche nelle televisioni che vanno considerate, comunque, un media in via di estinzione, anche per motivi economici legati alla diminuzione del gettito pubblicitario. Nel 2012 le sette principali emittenti nazionali hanno perso mezzo miliardo di euro e il 2013 è tutt’altro che incoraggiante.”

Gli errori e gli sbagli sono l’unica cosa su cui Casaleggio non sembra aver dubbi e risponde senza molti giri di parole a Serena Danna:

“La mia vita è piena di errori, scegliere è molto difficile”.

 

X-peria: smartphone… o smartwatch?

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La prossima settimana, in occasione del Mobile Asia Expo di Shanghai, la Sony presenterà il nuovo smartphone X-peria. Ma guardando l’immagine scelta dall’azienda giapponese per presentare su Twitter l’evento che si terrà martedì, viene il sospetto si tratti in realtà di uno smartwatch. L’immagine infatti rappresenta un omino con un orologio da polso con la frase: “un terzo degli utenti smartphone vogliono indossare un cinturino intelligente”.

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I nuovi scatti di Luca Parmitano: l’Italia sottosopra!

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Si trova nello spazio da ventidue giorni l’astronauta catanese Luca Parmitano e, a quanto pare, pensa alla sua terra omaggiandola con uno scatto davvero particolare: vi si vede l’Italia immortalata da Sud, con l’impressione di essere sottosopra. Ma non solo. Sui social network appaiono anche scatti che ritraggono la penisola del Sinai e il Nilo, una montagna innevata nei pressi di La Paz in Bolivia, il lago cinese Koko Nor e anche le stratificazioni mesosferiche, le cosiddette nubi nottilucenti.

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Arriva l’auto fai da te: quasi un gioco… ma funzionante!

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La Toyota ha presentato la sua nuova auto elettrica, la Camatte 57s, all’ultima fiera dei giocattoli di Tokyo. Uno scherzo? No, perchè l’auto si monta e si smonta, come se si trattasse di una costruzione di mattoncini Lego o un mobile Ikea, pure essendo perfettamente funzionante. Ma è anche pensata per i più piccoli, come assicurano dalla causa automobilistica: “Sarà la vettura in grado di unire ulteriormente genitori e figli”. L’auto è personalizzabile grazie ai vari colori per la carrozzeria, disponibili 57 pannelli, e montando i pedali in modo che i bambini possano raggiungerli agevolmente. Ma per avvicinare i figli alla guida serve responsabilità, quindi   sarà necessario utilizzarla in un campo aperto oppure su una pista per go-kart. Al momento, comunque, l’auto resta soltanto un concept.

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50 sfumature… un altro incredibile scatto dallo spazio targato Parmitano

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Luca Parmitano torna ad allietarci con i suoi scatti dallo spazio. L’astronauta italiano ha postato in Twitter, sotto il suo profilo @astro_luca, una foto spettacolare che commenta: “50 shades of blue in the #Australian waters”. Ma anche una tempesta di sabba in Arabia Saudita. “Comincia una lunga giornata per me come operatore di #ATV. Sicuro di un approccio perfetto!” scriveva Parmitano su Twitter. Continua quindi a diffondere la sua personalissima visione dall’Universo grazie a un’app sviluppata dall’Agenzia spaziale italiana, l’ASI – Volare, scaricabile gratuitamente nella versione Android da Play Google e su iTunes e su Windows Phone Store. Nella piattaforma vengono aggregate news in diretta e contributi multimediali delle agenzie spaziali Asi, Esa e Nasa.

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Google raggiunge il cielo!

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Ha preso il via il Project Loon di Google, che permetterà di fornire dall’alto la connettività a Internet in zone remote del Pianeta, non raggiungibili con altri sistemi. Il lancio delle prime 30 mongolfiere, del diametro di 15 metri ciascuna e che voleranno a un’altitudine di 20 chilometri,  è stato effettuato in  Nuova Zelanda. In questa fase sperimentale sarà possibile, sebbene a intermittenza, permettere connessioni a velocità 3G a circa 50 sperimentatori presenti in Nuova Zelanda, come ha riferito la Bbc. L’idea di Google è di poter costruire una flotta di mongolfiere tale da garantire, in futuro, connessioni più affidabili e rapide. Nel futuro di questo progetto  attualmente in fase “altamente sperimentale”, ci sarebbe anche l’idea di creare un’applicazione tale che le mongolfiere possano essere guidate sulle zone colpite da disastri e in situazioni dove le comunicazioni terrestri sono rimaste danneggiate.

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Come ci vendono i social network? Quali sono i pericoli?

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Si chiama petrolio numerico e vale più del petrolio nero, peccato che venga fatto in violazione a ogni legge sulla privacy. I social sanno tutto di noi, da che ora ci connettiamo a quando stacchiamo, ma ci seguono anche attraverso il cellulare, mentre facciamo la foto al nostro cagnolino o quando accompagniamo i bambini a scuola. Sanno dove andremo in vacanza e se preferiamo un film di fantascienza o un classico. Basta un “Mi piace” su Facebook, e i siti web che frequentiamo a dare l’identikit di una persona. Minuto dopo minuto si tracciano i profili mettendo in relazione le informazioni e si tenta poi di influenzare la scelta dei consumatori. Ma quanto valiamo? Noi poco, appena una manciata di centesimi. Per le informazioni sull’età, il sesso e il luogo di residenza di una persona in media valgono appena 0,0005 dollari, forse se quella persona è un vip allora il prezzo cambia… ammesso che ci sia la certezza che quel profilo sia valido.

Il prezzo di un internauta che conta centinaia di amici su Facebook e che con i suoi post appare in grado d’influenzarne almeno una parte è di 0,00075 dollari. Altrimenti, quando la persona nel mirino è una donna incinta bisogna versare per gli stessi dati 0,11 dollari. Mentre se le informazioni in vendita fotografano il comportamento di un individuo in cerca di un’auto da acquistare o di una vacanza da prenotare allora le aziende compratrici sono disposte a sborsare 0,0021 dollari.

Società del settore come ALC Data affibbiano poi un punteggio ai nomi in vendita a partire dal numero di conti correnti e di carte di credito che uno ha all’attivo: più sei in grado di spendere più alto sarà il prezzo al quale verranno venduti i tuoi “segreti”.

Sempre secondo il Financial Times si paga invece qualcosina in più per avere accesso alle liste di dati di persone con problemi di salute. Per esempio: l’indirizzo email di un malato di cancro vale 0,26 dollari. Ma più indirizzi compri più il prezzo scende. Fino ad arrivare, in determinati casi, a 0,14 dollari per coloro che acquistano un pacchetto contenente 100mila nomi. Funziona come al supermercato con le maxi-offerte: compri due e paghi uno.

Dove è l’etica in tutto questo? Chi ha permesso una tale violazione della privacy e perché non si ferma il business? Troppi interessi?  Chi sono gli intoccabili del petrolio numerico? Chi ha oggi in mano il mondo? Siamo ancora certi che un governo sia libero e indipendente se qualcuno può arrivare a rintracciare i profili dei politici e volendo, potrebbe, influenzarli come si fa con un prodotto commerciale?

Dalle foto al video, lo scandalo continua tra le soldatesse israeliane

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Dopo le foto in lingerie postate su Facebook, le soldatesse israeliane fanno ancora parlare di loro. E’ apparso in Rete infatti un video nel quale alcune giovani reclute in tanga ballano e si cimentano in alcune mosse da ballerine di lap dance…

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