“Potrebbe succedere anche a te”, i tagli alla sanità spagnola

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Flebo, camice e richiesta d’aiuto, questa è l’ultima provocazione dell’associazione Medicos del Mundo per protestare contro  i tagli alla sanità effettuati dal governo di Rajoy negli ultimi mesi. L’iniziativa si è svolta lo scorso 14 novembre per le strade di Madrid, nell’ambito della campagna “Nadie Desechado” (in italiano “Nessun rifiuto”).

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Tra il teatro di strada e la protesta sociale, le foto in fretta stanno facendo il giro del web con l’avvertimento, che è diventato poi lo slogan della campagna di sensibilizzazione  “Potrebbe succedere a te”. L’idea è stata realizzata con la collaborazione dell’artista Yolanda Dominguez, che mira a evidenziare come la sanità non può diventare un “lusso per  pochi”.

Potrebbe succedere anche a noi?

Shock all’ospedale: precipita un ascensore!

-ascensore-tuttacronacaDue infermieri e un paziente trasportato in barella si sono trovati a vivere un incubo, questa sera, all’ospedale di Venafro, in provincia di Isernia, quando sono rimasti intrappolati nella cabina di un ascensore precipitato e arrestatosi tra il secondo e il primo piano. Tutti e tre ne sono usciti illesi, ma sono stati soccorsi in stato di shock. I carabinieri sono giunti sul posto per accertare le cause del guasto. La struttura è parzialmente dismessa dopo i tagli disposti dal piano sanitario regionale.

Quei tagli alla sanità che vanno e vengono

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Tagli sì o tagli no? Sembrerebbe che dalla Legge di Stabilità il servizio sanitario non ne esca indenne. Dopo le proteste di Regioni accompagnate e sostenute da quelle del ministro Beatrice Lorenzin l’articolo era stato cancellato, salvo poi fare la sua ricomparsa nel testo definitivo dove il decurtamento arriverà nel 2015. La stretta sui rinnovi contrattuali del pubblico impiego,- in cui è compreso anche il personale sanitario – estesa fino alla fine del prossimo anno  nonché la riduzione dell’indennità di vacanza contrattuale, si applicheranno ad una platea in ogni caso più vasta di quella prevista nel 2010, quando la stretta fu introdotta per la prima volta. Tra l’altro è prevista una definizione più larga delle amministrazioni pubbliche interessate: vi rientrano tutte quelle inserite nell’apposito elenco redatto dall’Istat, che comprende anche realtà non del tutto pubbliche come le casse di previdenza professionali. Nel pacchetto pubblico impiego è poi inserito il taglio delle risorse destinate al trattamento accessorio.

Per la sanità l’effetto è di 540 milioni per il 2015 e di 610 milioni l’anno a partire dal 2016: lo Stato ridurrà quindi in proporzione il livello del proprio finanziamento. Come di consueto, toccherà alle Regioni ripartire al proprio interno la minore disponibilità, con decisione da prendere entro il 30 giugno del prossimo anno: qualora ciò non avvenisse, si procederà secondo i criteri di ripartizione del fabbisogno sanitario nazionale standard. Nella manovra ha poi trovato posto un’altra novità potenzialmente di grande rilevanza: a partire dal 2015 anche le società (non quotate) possedute dalle Regioni e dagli enti locali dovranno concorrere agli obiettivi di finanza pubblica e saranno quindi sottoposte al patto di stabilità interno. Prudentemente, nella relazione tecnica alla legge non è quantificato l’effetto positivo sui conti, che però almeno sulla carta potrebbe essere di tutto rispetto; nell’ultimo decennio Regioni e Comuni hanno spesso fatto ricorso a società esterne (in molti casi create ad hoc) per aggirare i vincoli finanziari imposti dallo Stato centrale.
Le novità riguarderanno aziende speciali, istituzioni e società non quotate a partecipazione pubblica di maggioranza, che abbiano servizi in affidamento da soggetti pubblici per una quota superiore all’80 per cento del valore della produzione. Per tutte queste realtà scatta l’obbligo di conseguire un saldo economico (inteso come margine operativo lordo) non negativo. Chi non centra l’obiettivo, l’anno successivo dovrà automaticamente ridurre i propri costi in proporzione al disavanzo e non potrà assumere personale sotto nessuna forma. Inoltre per il presidente, l’amministratore delegato e i componenti del consiglio di amministrazione scatterà una riduzione dei compensi dell’ordine del 30 per cento.

Il CdM: Letta e Alfano presentano la Legge di Stabilità

alfano_letta-leggedistabilità-tuttacronacaPausa nel corso del Consiglio dei Ministri ed Enrico Letta e Angelino Alfano, durante la conferenza con la stampa, hanno illustrato i vari punti, spiegando anche che è saltata la sforbiciata da 2,6 miliardi alla sanità prevista nelle bozze. La manovra, ha spiegato il premier, è all’incirca di 11,5 miliardi nel 2014, 7,5 miliardi nel 2015 e 7,5 miliardi nel 2016. Una delle novità introdotte è che le votazioni per le elezioni avverranno in un giorno unico, così come avviene nell’Unione Europea, con un risparmio effettivo di 100 milioni di euro. Per quel che riguada l’IMU, i Comuni potranno esentare dal pagamento della seconda rata le case date in uso dai proprietari ai figli, come previsto da un emendamento al decreto Imu approvato dell’Aula della Camera e passato con il sì della Commissione e il parere contrario del governo. Per quel che riguarda la TIRSE, ha spiegato il premier, “Non sarà come l’imu, sarà totalmente diverso come ho già detto. L’inquadramento generale della Trise lo vedrete nel testo e anche il Parlamento contribuirà”. La legge di Stabilità prevede per il 2014 il trasferimento di 1 miliardo ai comuni per ridurre il prelievo della nuova tassa sulla casa Tirse. È quanto emerge da in un documento del governo che fa porte del dossier sulla legge di stabilità. L’ipotesi iniziale era quella di attribuire ai comuni 2 miliardi per attivare esenzioni su questa tassa.  Stando a Letta, “Per la prima volta da tempo siamo riusciti a fare una legge di Stabilità dove i conti quadrano senza aumentare le tasse e senza tagli al sociale e alla sanità”.  Per quanto riguarda la «ripartizione» dei 5 miliardi di taglio delle tasse ai lavoratori la “discussione spetterà al Parlamento e alle parti sociali”, ha aggiunto. Guardando al lavoro, arriva una “riduzione di tasse per le imprese di 5,6 mld con una curva crescente nell’arco del triennio”. La riduzione delle spese fiscali, attraverso interventi selettivi sulle agevolazioni, porterà 500 milioni di euro e gli interventi saranno definiti “entro gennaio 2014”.  Ma con la nuova Legge arriva anche 1 miliardo di ‘sconti’ per per le ristrutturazioni edilizie e l’eco bonus. Inoltre, la Legge di Stabilità contiene il rifinanziamento di 1,6 miliardi per il fondo di garanzia per le piccole imprese. Rivendicando i risultati del governo sui conti pubblici. Letta ha aggiunto: “Abbiamo mantenuto impegni con Bruxelles, siamo usciti dalla procedura di deficit eccessivo. E oggi duplice premio: per prima volta è la prima legge di stabilità che non comincia con sforbiciata di tagli di nuove tasse che servono per Bruxelles”. E ancora: “Sono soddisfatto del lavoro fatto, è un lavoro che non voglio presentare in modo roboante, è un passo significativo nella giusta direzione. Possiamo cominciare a guardare al futuro perchè per la prima volta abbiamo fatto una manovra senza mannaie per lavoratori e famiglie”. Da parte sua Angelino Alfano ha aggiunto: “È finita la fase degli antibiotici, ora iniziata la fase delle vitamine». Lo afferma il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, presentando la legge di stabilità nel corso della conferenza stampa che segue il Cdm. «Abbiamo scelto una ricetta di politica economica che riteniamo la migliore: riduzione della spesa pubblica, del debito e delle tasse”.

Sanità “graziata” da nuovi tagli?

sanità-tagli-tuttacronacaOggi il Consiglio dei Ministri è riunito per l’approvazione della Legge di Stabilità e sul tavolo delle discussioni ci sono anche i tagli alla sanità. Tagli ai quali si è opposto il ministro della Salute Beatrice Lonrenzin. Con lei è schierato anche il rappresentante dei Governatori, il presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani che a Prima di tutto, su RaiRadio1, ha detto: “Nel caso di tagli noi reagiremo e porremo il problema al governo, anche perchè a fronte di una mancata entrata di una situazione che può portare diverse regioni al default scatterebbero automaticamente le tasse”. Interrogato sulla possibilità che il patto per la salute sia a rischio, il governatore ha risposto: “Non c’è dubbio che lo è se cambia la base dell’accordo. E’ chiaro che molto dipende dal rispetto dell’accordo sulle risorse per il 2014 che abbiamo fatto col governo”. Ha inoltre ricordato: “La sanità è un comparto della spesa pubblica che ha dato in questi anni un contributo enorme alla riduzione della spesa. Sul contenimento dei costi standard procederemo ancora, ma sottolineo che già la sanità è il comparto della spesa pubblica italiana che ha ridotto di più le spese in questi anni, per oltre 30 miliardi di euro: non ci sono più le condizioni per altri tagli. Confido nella ragionevolezza di questa posizione, ora vediamo che succede in concreto nella legge di stabilità”. Fabrizio Saccomanni, ministro dell’Economia, la vede in modo diverso, per lui i “fabbisogni e i costi standard soprattutto in campo della sanità” saranno individuati “attraverso una spending review” che consentirà di trovare “spazi per economie in questo campo”, perché “ce ne sono”. Sembra, ora che è in corso il cdm, che non siano però previsti tagli al settore Sanità nel triennio 2014-2016. Sarebbe infatti saltata la sforbiciata da 2,6 miliardi inizialmente prevista nelle bozze del ddl. A chiedere l’azzeramento dei tagli al Cdm era stato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

Allarme Sanità: Lorenzin con i Presidenti delle Regioni!

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Ancora la pietanza non è servita, ma fa già discutere. Per tagliare il costo del lavoro, bisogna tagliare la Sanità. L’equazione non torna e l’allarme viene lanciato dal Ministro della Sanità Beatrice Lorenzin che si schiera al fianco dei Presidenti delle Regioni che avevano già nei giorni scorsi sollevato il problema:

“I tagli per ora sono solo un’indiscrezione. Ma se ci fossero salterebbe il patto per la Salute. I risparmi si stabiliscono solo tra ministero e Regioni,non con tagli lineari ma con una mirata lotta agli sprechi. Altrimenti saltano le 15 regioni sotto piano di rientro e sono in difficoltà anche le cinque che hanno i conti in ordine”, così la Lorenzin.

Sulla questione è intervenuto anche il segretario del Pd, Guglielmo Epifani: “Bisogna lavorare per aiutare la crescita, sostenendo le possibilità di investire dei comuni virtuosi, allentando il patto di stabilità, e guardando con attenzione alle esigenze delle autonomie. Ma dobbiamo dare anche un altro segnale di inversione di tendenza e di fiducia rispetto alle attese dei cittadini, chiudendo finalmente la stagione dei tagli continui alla sanità”.

Se non verrà tagliata la Sanità pubblica cosa verrà tagliato?

L’elettrocardiogramma sulla scrivania… succede a Napoli. Sanità a pezzi!

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Una scena che si vede in tanti ospedali un uomo corpulento che attende di essere visitato da uno dei medici del pronto soccorso. Un esame tra i più frequenti: l’elettrocardiogramma. L’ospedale è molto affollato e le barelle sono tutte occupate. Che fare? Ecco che l’estro partenopeo viene in soccorso dei poveri sanitari disperati.  Si prende una scrivania e si fa adagiare il paziente, poi si passa ad effettuare l’esame.  Tutto sotto gli occhi delle persone incredule, arrabbiate. Che imprecano contro i medici, i quali però che colpe hanno?  Ecco i tagli di Monti alla sanità cosa hanno comportato… magari avremo anche il pareggio di bilancio, magari saremo anche “più meritevoli della Francia” che quel pareggio non l’ha rispettato… magari a Letta la Merkel avrà elargito anche un sorriso in più… ma i cittadini devono essere visitati al San Giovanni Bosco di Napoli così?

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Ma non vi preoccupate se siete un po’ acciaccati c’è un esercito che accetta sempre tutti… è quello dei disoccupati!

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