Contro l’Iva arrivano le Coop

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Sono le cooperative a scagliarsi contro l’aumento dell’Iva che sembra ora essere inevitabile. lanciano anche altri allarmi dai ritardi sui ritardi nei pagamenti della Pubblica amministrazione, ai difficili accessi al credito, dallo spread più alto al Sud al crollo dei consumi. E’ Maurizio Gardini, presidente di Confcooperative ad affermare che: “Chiederemo al governo di mettere in campo ogni misura possibile per non far salire l’Iva dal 21 al 22 per cento e per mantenere al 4 l’imposta sulle prestazioni delle cooperative sociali” e aggiunge “Questo non è mai stato il governo che volevamo, è stato salutato con entusiasmo solo perchė ha superato un immobilismo politico che rischiava di paralizzare l’economia. Abbiamo sostenuto con realismo i primi provvedimenti varati dall’esecutivo, come la sospensione dell’Imu o gli annunci sul piano per l’occupazione giovanile, ma siamo nettamente contrari all’aumento dell’Iva che avrebbe l’effetto di deprimere in modo grave i consumi in una fase già delicata di crisi. Ciò che ci preme maggiormente poi è il mantenimento dell’Iva per le prestazioni di servizi socio sanitari ed educativi resi dalle coop sociali al 4%. L’aumento dal 4 al 10 sarebbe devastante e aumenterebbe il clima generale di incertezza. Sarebbero infatti tagliati i servizi ad almeno 500mila persone che rappresentano le fasce più deboli della popolazione”.

 

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L’IVA aumenterà… INEVITABILE!

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“Impossibile evitare l’aumento dell’Iva” Lo ha detto il ministro per lo Sviluppo Economico Flavio Zanonato nel corso della registrazione della puntata di Porta a Porta e ha poi aggiunto: “Fra 16 giorni senza che il governo faccia nulla, visto che è stato un provvedimento già deciso dal precedente esecutivo, noi avremo l’Iva aumentata di un punto dal 21 al 22%. Lo ho già detto nella mia assemblea più difficile, quella della Confcommercio e lo dico ora. In questo momento soldi per evitare l’aumento dell’Iva nel bilancio dello stato non ce ne sono”.

“Bisogna evitare l’aumento dell’Iva. Sono totalmente d’accordo con Sangalli, sarebbe in questo momento, ulteriore benzina su un incendio”. Così Renato Brunetta, capogruppo del Pdl alla Camera dei deputati, intervenendo a TgCom24. “Ce la facciamo? Ce la deve fare il governo. Io sono il legislatore, sono capogruppo al Parlamento. Da tanto tempo il legislativo è diviso dall’esecutivo. L’esecutivo si chiama così perché è il governo. Questo – sottolinea l’ex ministro – è compito del governo, poi la sua maggioranza giudicherà il governo, appoggerà o non appoggerà il governo”. “Negli impegni del presidente Letta per avere questa maggioranza – continua il presidente dei deputati del Pdl – c’era quello di bloccare l’aumento dell’Iva. Adesso vediamo se il governo Letta sa mantenere gli impegni. Noi siamo perché mantenga gli impegni. La maggioranza in Parlamento del governo Letta è perché mantenga gli impegni su cui ha ricevuto la fiducia”. “Adesso è compito del governo: c’è un ministro dell’Economia e delle Finanze che deve presentare e preparare le coperture per questo provvedimento. Noi siamo in attesa che questo avvenga. Se avverrà bene, se non avverrà ci saranno dei problemi, perché vorrà dire che un impegno del governo non si sarà realizzato”, conclude Brunetta.

Sembra quindi che sia l’ennesimo scivolone dell’Italia, l’ulteriore colpo per le industrie e una mannaia sulle famiglie… tutto questo in nome di quel patto di stabilità dal quale non si può prescindere neppure se i disoccupati si uccidono, se i cittadini sono sull’orlo della povertà e se la ricchezza continua a fluire solo verso chi ha i “grandi imperi”… i ricchi sempre più ricchi, la classe media che s’impoverisce e i poveri che si suicidano… Benvenuti in Italia!

Stop all’Iva… per qualche mese?

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“Sull’Iva il governo ha allo studio tutto il ventaglio delle soluzioni: dallo stop dell’aumento ad un rinvio di qualche mese in attesa di un miglioramento dei conti pubblici”. Così il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni che poi ha aggiunto: “La situazione mostra dei segni che non sono incoraggianti, c’è un quadro peggiore, non solo una decrescita ancora seria, ma anche dati negativi per quanto riguarda il gettito delle imposte. Il governo è al lavoro su tutti i temi che fanno parte dell’impegno programmatico del governo: pressione fiscale sui consumi e su proprietà immobiliare. E’ in corso una quantificazione globale delle esigenze di finanziamento per rispondere a questi obiettivi”. Per rispettare gli impegni europei, ha spiegato il ministro, occorre “il reperimento di coperture con tagli di spesa e ritocchi alla tassazione. Studiamo ogni tipo di soluzione”. Questo il gelido messaggio di Fabrizio Saccomandi, che arriva a gelare le imprese e i consumatori.

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