I due “ok” del Senato: “svuota caceri” e destinazione Italia

senato-voto-tuttacronacaSono stati approvati, nella giornata di mercoledì 19 febbraio, due decreti legge. Al Senato, con 121 voti a favore e 91 contro, è diventato legge il provvedimento Destinazione Italia, che definisce norme per il contenimento di tariffe elettriche e gas, per ridurre i premi RC-auto, per l’internazionalizzazione, sviluppo e digitalizzazione delle imprese, nonché misure per opere pubbliche e Expo 2015. Voto positivo anche per il dl “svuota carceri”, che ora diventa a sua volte legge. Il decreto è stato approvato, a due giorni dalla sua scadenza e in seconda lettura, con 147 sì e 95 no. Il provvedimento prevede una riduzione controllata dei detenuti, grazie a una serie di misure come l’ampliamento dell’affidamento in prova, di sconti di pena per i detenuti più meritevoli e dell’utilizzo dei braccialetti elettronici.

 

L’amnistia riguarderà Berlusconi? La Cancellieri pensa proprio di no

cancellieri-tuttacronacaE’ stata intervistata da Radio24, nel corso del programma Mix24, il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri che, alla domanda se fosse possibile che un’eventuale proposta di amnistia e indulto riguardi Silvio Berlusconi ha risposto “penso proprio di no”, assicurando anche di non aver avuto “nessuna pressione dal Quirinale”. Non è la prima volta che il ministro Cancellieri respinge l’ipotesi che l’ex premier leader del Pdl possa beneficiare di un eventuale indulto o amnistia. “E’ una falsa idea”, aveva detto in occasione dello scontro tra il M5s e il Colle dopo l’apertura di Napolitano alle misure straordinarie per risolvere l’emergenza carceri. Il ministro ha proseguito spiegando che “Ho le idee chiare sulla legge da proporre”, sottolineando che il target potrebbe toccare 20mila detenuti, come avvenuto in casi precedenti, e aggiungendo che il termine dei “quattro anni potrebbe essere una traccia”. Ha quindi aggiunto: “Risolveremo i problemi delle carceri rispettando i termini”, ha spiegato il ministro in merito alla scadenza del maggio 2014 imposta dalla Corte di Strasburgo sull’emergenza del sovraffollamento carcerario. Il ministro ha quinid concluso: “La giustizia spettacolo è un problema: in questi anni ci sono stati eccessi, momenti pesanti, ma non dimentichiamo quello che ha funzionato”. “Tortora è il caso che ha fatto più male, il primo e il più doloroso. Poi ce ne sono stati altri, ma non facciamo nomi”, ha aggiunto.

La Corte dei Conti affonda le carceri italiane: nessuna rieducazione!

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Carceri italiane affondate dalla Corte dei Conti che si lancia contro i programmi di rieducazione dei detenuti. L’indagine, portata avanti proprio dalla Corte dei Conti nei mesi scorsi, doveva  verificare “se e in che modo la finalità di assistenza e di rieducazione dei detenuti sia stata effettivamente assicurata, anche riguardo alla necessità di garantire al meglio la sicurezza sociale e di mitigare, se non eliminare del tutto, il problema del sovraffollamento degli istituti di pena”.

La Corte ha anche sottolineato  “carenze a livello pianificatorio caratterizzate dall’inadeguatezza di validi percorsi scolastici e formativi oltre che dall’insufficiente coordinamento sul territorio dei diversi soggetti istituzionali preposti”.

I risultati sono tutti al negativo anche nei confronti di quei   “programmi trattamentali” che hanno “avuto una difficile e faticosa attuazione, nonostante siano apparsi in grado di produrre sia benefici diretti sui destinatari degli interventi, che vantaggi indiretti sulla società nel suo insieme (che fruirebbe di un progressivo decremento dei pertinenti costi economici)”.

In particolare, dall’indagine è emerso come “attraverso l’attivazione di laboratori e pratiche riformatrici si possano offrire mezzi, risorse e strumenti per abilitare o riabilitare socialmente e professionalmente il detenuto fuori dall’universo carcerario, ma sono emerse delle carenze a livello pianificatorio caratterizzate dall’inadeguatezza di validi percorsi scolastici e formativi oltre che dall’insufficiente coordinamento sul territorio dei diversi soggetti istituzionali preposti”.Soltanto da pochi mesi, sottolinea la Corte dei Conti, “è stato sottoscritto un protocollo di intesa con il Ministero dell’Istruzione nel quale sono stati previsti percorsi modulari e flessibili (anche con l’utilizzo di modalità digitali e del libretto scolastico) con i quali l’Amministrazione pensa di poter risolvere il succitato problema”.

Manca anche un controllo dei risultati – Carenze sono state evidenziate anche “sul piano dei monitoraggi e degli indicatori, con conseguente difficoltà di verificare compiutamente gli effetti conseguiti a seguito delle condotte attività di rieducazione carceraria”.

Il problema è sempre lo stesso: non ci sono risorse. Dal punto di vista finanziario, afferma la Corte dei Conti, “il sistema carcerario è tutt’oggi caratterizzato dall’estrema esiguità delle risorse assegnate, che, unitamente al sovraffollamento all’interno degli istituti penitenziari, ha finito per pesare negativamente e in modo incisivo sulle varie iniziative connesse ai trattamenti rieducativi”. Ma “i non soddisfacenti risultati raggiunti sono stati sicuramente determinati – afferma la magistratura contabile – anche da molteplici ulteriori fattori, tra i quali vanno annoverati: la complessità dell’organizzazione; l’esigenza – sovente non soddisfatta – di disporre di una pluralità di figure professionali; i tagli degli organici e la limitata possibilità di copertura dei medesimi a causa della vigente disciplina del turn over; i tagli lineari sullo specifico capitolo di bilancio”.

Lo “svuota carceri” dimentica i bambini dietro le sbarre

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Lo “svuota carceri”, approvato il 5 agosto dalla Camera, permetterà a molti detenuti di avere una pena alternativa, anche forse a troppi, ma sicuramente non a tutti. Si sono dimenticati i figli delle detenute. Nel testo non compare nessuna norma che disciplini lo stato dei minori che rimangono in carcere con le madri «La nuova normativa coinvolge i figli soltanto in maniera indiretta – spiega Francesca Corso, ex assessore ai diritti e alle tutele della Provincia di Milano, da anni in prima linea nella tutela dei bambini delle detenute -. I piccoli trarranno vantaggio, indirettamente, dalle norme che favoriscono le mamme, ad esempio da quelle che prevedono sconti di pena e l’estensione dei benefici carcerari per i recidivi».  Per il resto si dimentica di loro! Un governo al servizio dei cittadini quello che dimentica i figli delle detenute costretti dietro le sbarre senza colpa?

Quel pasticciaccio della Commissione Giustizia: passo indietro su stalker

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Dopo il pasticcio in Commissione che ha approvato l’annullamento della carcerazione preventiva per il reato di stalking, ora già si lavora a un aggiustamento del testo non appena questo arriverà in Parlamento. Passo indietro e tutto da rifare. In particolare, ora, Pd e Fratelli d’Italia hiedono anche di innalzare la pena massima per stalking.

Ma da dove ha avuto origine l’idea?

Qualche giorno fa, in Commissione Giustizia, è stato approvato all’unanimità un emendamento presentato da Lucio Barani che sposta il carcere preventivo per reati la cui pena è di 5 anni contro i 4 attuali. L’emendamento aveva l’intento di svuotare le carceri… ma in questo modo ha riempito le case di quelle donne costrette a imprigionarsi per fuggire alla follia di uomini possessivi e incapaci di elaborare una separazione.

Il governo, dopo la polemica, ha deciso per la retromarcia. Scrive sulla Stampa Flavia Amabile:

La Camera ha promesso di intervenire non appena la commissione Giustizia riceverà il provvedimento svuota-carceri dentro cui è contenuta la modifica che sta creando sconcerto. Ma dieci giorni fa venne accolto da tutta la maggioranza, con parere favorevole del governo, l’emendamento presentato da Lucio Barani (Gal) che spostava il tetto per il carcere preventivo dai 4 ai 5 anni, modificando l’articolo 280 del codice di procedura penale.

A difendere il provvedimento, così, è rimasto il solo Barani, che parla di una battaglia di civiltà. Ancora Flavia Amabile:

Barani ha difeso il suo emendamento sostenendo che «la battaglia contro la carcerazione preventiva è una battaglia di civiltà, a oggi che io sappia non c’è nemmeno uno stalker in custodia cautelare in carcere». Ma la sua voce è rimasta isolata. Era stata la Lega il 24 luglio a sollevare per prima la questione in Senato esponendo cartelli: «Attente, donne: stalker in circolazione». Poi sono arrivate le reazioni di tutti gli altri. Donatella Ferranti del Pd e presidente della commissione Giustizia della Camera, promette di modificare il provvedimento. Le senatrici del Pd, che hanno approvato l’emendamento prima in commissione e poi in aula, definiscono la conseguenza della modifica «una contraddizione in termini ed è assolutamente prioritario allontanare l’aggressore per proteggere la vittima».

Carlo Giovanardi, senatore del Pdl, sostiene che eventuali provvedimenti nei confronti del persecutore «possono addirittura far da detonatore per gesti estremi» e che, quindi, l’unica salvezza è «un programma di protezione che consenta alla potenziale vittima di trovare una nuova residenza e un nuovo lavoro».

 Ma gli altri reati resterebbero fuori… Pasticcio su pasticcio?

Il femminicidio può continuare? Niente custodia cautelare per gli stalker

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Allibisce la novità introdotta al Senato, nel cosiddetto decreto legge “svuota carceri, ” in cui è stata annullata la custodia cautelare in carcere per chi commette il reato di stalking,  per chi rende falsa testimonianza e per il finanziamento illecito ai partiti.

Le conseguenze di questa modifica, fortemente voluta dal Pdl,  prevedono inoltre che non ci sarà più la custodia cautelare in carcere nemmeno per l’abuso d’ufficio (la pena massima di questo reato era stata portata a 4 anni nella precedente legislatura), per il favoreggiamento, la contraffazione, l’introduzione nello Stato e la vendita di marchi contraffatti. Tutti questi reati, infatti, prevedono una pena massima di 4 anni.

 Dove sta andando a finire la giustizia in Italia? Chiuse tra le mure domestiche devono rimanere le donne vittime di stalking? Può essere ancora considerato  questo un  Parlamento al servizio dei cittadini? E di quali cittadini?

La Cancellieri e la sua nuova filosofia di detenzione

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“Il dl contro l’affollamento carcerario approvato oggi dal Cdm non è uno svuota carceri, ma indica una nuova filosofia dell’espiazione della pena”. Così si è espressa la Guardasigilli Anna Maria cancellieri, in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Nel decreto approvato non c’è nulla che possa essere letto a favore o contro Berlusconi, non tocca affatto il presidente Berlusconi ma la popolazione carceraria”, ha aggiunto.

Il Guardasigilli ha inoltre spiegato che l’ ampliamento del meccanismo per l’ accesso dei detenuti ai lavori socialmente utili “che gli consentirà di ‘pagare’ la loro pena lavorando rientrando in carcere o al domicilio la sera”, non è ammesso per chi ha compiuto “reati gravi come l’ associazione mafiosa” e comunque sarà sempre “sotto il controllo dei magistrati”. Di fatto però, oltre che a coloro  che sono stati condannati per reati connessi all’organizzazione criminale, viene vietato solo ai condannati  per stalking e maltrattamento di minori. Gli assassini e chi ha compiuto comunque reati violenti viene rimesso in regime di semilibertà? Inoltre perché non si assumono i giovani disoccupati nei lavori socialmente utili piuttosto che i carcerati? Inoltre questa, come ribadito dal ministro della Giustizia, è solo la ”prima tappa del piano carceri finanziato con 400 milioni”,  che, comunque, ”non è sufficiente” per deflazionare del tutto l’emergenza degli istituti di pena. Nelle carceri italiane infatti ci sono circa 20mila detenuti in più rispetto ai posti letto disponibili e bisogna ricordare che i 47 mila posti letto regolamentari non sono tali perché ”ci sono alcuni padiglioni chiusi per lavori di ristrutturazione”. “Serve un cambio culturale, una nuova marcia” per affrontare il dramma carceri per il quale ”l’Europa ci ha dato tempo fino al maggio 2014 per metterci in regola. Il problema dura da trent’anni: siamo ad un punto di non ritorno”. Il ministero della Giustizia ”sta facendo una grossa attività di studio” per valutare una serie di ”depenalizzazioni”.  
Un paese in cui chi sbaglia paga andando a lavorare e chi è disoccupato verrà scavalcato da coloro che devono “pagarsi” il carcere?

E’ in arrivo lo “svuota-carceri” e il lavoro per i detenuti?

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Le carceri italiane sono sovraffollate e questo è un dato di fatto, così la titolare della Giustizia Anna Maria Cancellieri cerca attraverso una proposta di affrontare il dramma delle prigioni. Il problema sarà risolto entro maggio 2014, come previsto dalla Corte europea dei diritti dell’uomo: «L’Europa impone che ciascun detenuto abbia a disposizione, in cella, un spazio non inferiore ai tre metri quadrati. Sotto questa soglia è considerata tortura». Ed ecco che, per il 15 e 16 giugno, arriva un decreto legge con cui anticipare alcune uscite dal carcere e limitare le entrate. Insomma il piano è quello di far  “uscire un po’ di persone, quelle che hanno mostrato di esserselo meritato e non fa entrare altri che possono essere mandati agli arresti domiciliari o assegnati ai lavori socialmente utili”.

Le misure, però, come ha spiegato Cancellieri, riguardano «persone non pericolose e per coloro che hanno commesso reati che prevedono pene basse». In totale di tratta di «3.500-4 mila persone». ma se abbiamo un problema di circa 20 mila detenuti in più a quelli che dovremmo avere, si risolve ora il problema con 3500 o 4000 persone?

E poi si torna a parlare di indulto…  Il ministro ha chiarito di non avere in mente un indulto, perché questo «svuoterebbe le prigioni di circa 20 mila persone». E il governo non ha intenzione di proporlo, al massimo «è una questione che riguarda il parlamento».
In programma, però, ci sono gli ampiamenti delle strutture: «Nel 2012 sono stati ricavati 2 mila posti in più», ha proseguito nell’intervista Cancellieri, «nel 2013 ne otteremo 4 mila, nel 2014 altri 2.500 ed entro il 2016 ancora 2 mila. In totale averemo circa 11 mila posti in più entro tre anni».

I soldi per un l’occupazione giovanile non ci sono, ma per l’ampliamento delle carceri sembrano già essere stati stanziati ampiamente?

Il ministro ha sveltato di essere in possesso di un «tesoretto» per risolvere il problema del sovraffollamento. Inoltre ci sono grandi progetti per i detenuti, secondo il Guardasigilli: il detenuto non deve rimanere in cella tutto il giorno a non fare nulla. Deve poter uscire e lavorare: non giova solo a lui, serve anche a chi sta fuori, perché riduce, e di molto, la possibilità di una recidiva».

Quindi per i giovani non c’è lavoro, ma c’è invece per i detenuti?

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