Il tunisino nel caso Roberta Ragusa

Roberta Ragusa-tuttacronaca

E’ tunisino il nuovo testimone che entra nel caso Ragusa. Fin’ora non aveva mai parlato perché non vede la tv e non conosceva la storia.,Ma da qualche mese è costretto in casa agli arresti domiciliari e così ha visto una puntata di Chi l’ha visto e ha deciso di raccontare la sua verità. Si è ricordato di quella notte di gennaio dello scorso anno in cui rientrando con un suo amico da una discoteca ha visto due uomini nella pineta in  Bufalini-Migliarino, non molto lontano dall’abitazione della donna, che stavano bruciando un sacco di oltre un metro. Il testimone dice che non ha visto bene gli uomini anche perché era notte, ricorda solo che uno dei due era  alto e magro, con il volto lungo, un identikit che potrebbe ricordare la fisionomia di Antonio Logli. Interrogato l’amico si è avuto un riscontro immediato del racconto.

 

Auguri a Yara… i suoi compagni la ricordano sulla fanpage.

yara-gambirasio-tuttacronaca

“Auguri per il tuo sedicesimo compleanno dai tuoi compagni della scuola Caterina Cittadini e Maria Regina: buon compleanno!”, con questo striscione gli ex compagni di scuola di Yara Gambirasio hanno rivolto alla giovane ginnasta di Brembate Sopra un pensiero. Oggi si sono svolte anche delle cerimonie pubbliche ed è stato affisso lo stesso messaggio sulla sua fanpage. Ora si spera solo di conoscere al più presto il volto dell’assassino.

 

Ragusa una nuova verità?

roberta-ragusa-tuttacronaca

Il caso di Roberta Ragusa è forse giunto a una nuova verità dopo che la polizia ha ispezionato la C3 azzurra appartenuta alla donna. Vettura che è stata vista dal testimone Gozi allontanarsi a bordo con il marito della vittima e una donna, probabilmente proprio Roberta, la tragica notte della scomparsa. Ora l’accusa è di omicidio preterintenzionale per il marito. Probabilmente quella notte Roberta sbatte così forte la testa (forse a causa di una colluttazione con  il marito) che ne provocò poi il decesso. Un incidente durante una lite? Può essere che il colpo sentito da Gozi non fosse quello della portiera ma bensì il colpo della testa della Ragusa che sbatteva contro il parabrezza o all’interno della vettura?

La donna quindi sarebbe deceduta in seguito a quel colpo e il corpo sarebbe stato poi occultato in un luogo sicuro o come si è supposto addirittura cremato nel cimitero della zona. Solo ipotesi al momento, ma che aprono la pista a una nuova indagine che tuttavia rischia ancora di essere archiviata se il corpo della donna non viene rinvenuto. Intanto continuano le ricerche tra Migliarino e Torre del Lago, ma anche sul Monte Serra. Nei prossimi giorni verranno nuovamente ascoltati i figli minorenni della vittima, il padre , l’amante di quest’ultmo, i geologi e un collaboratore della scuola guida . Si parla anche, secondo alcune indiscrezioni, di un nuovo testimone che avrebbe visto Logli con un enorme sacco nero in spalla. Il nuovo supertestimone sarebbe ritenuto credibile in quanto, oltre alla testimonianza, ha presentato un’autoaccusa. Non ha chiesto facilitazioni in cambio del suo racconto: l’uomo, in quelle ore, avrebbe visto Logli, in compagnia di un’altra persona, intento a trasportare il sacco in una zona appartata che lui frequentava in quanto spacciatore. Sembra che la continua presentazione mediatica del caso lo abbia portato a rivangare nella memoria fino a ricordare quel dettaglio. Lo stesso Gozi aveva parlato di una persona che accompagnava il presunto colpevole la mattina dopo la scomparsa di Roberta.

Caso Ragusa analizzata l’auto della moglie di Logli

gozi-cittroen-c3-tuttacronaca

Erano circa le 20.30 quando è finita l’ispezione dei Ris a casa Logli. In particolare la scientifica si è concentrata sulla Citroen C3 azzurra appartenuta a Roberta Ragusa. I Ris stavano esaminando qualcosa all’interno dell’abitacolo. L’auto è quella che è stata vista da Loris Gozi, il testimone-chiave dell’inchiesta, quando ha raccontato  di aver riconosciuto Antonio Logli, indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere ben oltre l’orario in cui invece il marito della donna aveva riferito agli inquirenti di essere andato a dormire. E’ quell’auto la protagonista accanto a cui litigavano Logli e sua moglie secondo Loris. Inoltre il supertestimone ha asserito, anche in incidente probatorio, di aver riconosciuto Logli, ma non la donna, mentre sbatteva con forza lo sportello dell’auto prima di allontanarsi proprio a  bordo di quell’autovettura.

La mamma di Logli sentita in procura… è ancora giallo sul caso Ragusa

roberta-ragusa-antonio-logli-tuttacronaca

Un interrogatorio di più di un’ora per la madre di Logli, Giancarla Tabucchi, sentita in pprocura come persona informata dei fatti. Nessuna indiscrezione è trapelata sul colloquio che la donna ha avuto con il pm Aldo Mantovani. Quando è uscita dalla procura la mamma di Logli, accompagnata dall’avvocato Roberto Cavani, difensore dell’indagato, non ha risposto alle domande dei giornalisti.

 

E se la verità di Yara fosse nel libro di Saviano?

yara-gambirasio-tuttacronaca

«Quello che Saviano ha scritto nel suo libro è tutto falso: lo querelo. E mi verrebbe voglia di affidare a lui le chiavi della mia ditta, che con impegno e sacrificio io e i miei dipendenti stiamo cercando di portare avanti».  Queste le parole di Patrizio Locatelli, titolare della Lopav-Pima nota impresa specializzata in pavimentazioni. Suo padre però è Pasquale Claudio Locatelli, originario di Almenno San Bartolomeo, uno dei più attivi narcotrafficanti internazionali degli anni ’90, in arte «Mario di Madrid», noto anche come «Diabolik», ed è proprio a quest’uomo che Saviano dedica un intero capitolo del libro-inchiesta sulla cocaina, intitolato “Zero Zero Zero”. Saviano nelle sue pagine accenna anche ai figli Pasquale, Patrizio e Massimiliano, che furono arrestati nel 2010.

Ma come si inserirebbe il delitto di Yara in questo contesto?

Chi aveva in passato ha provato a legare il delitto di Yara con la criminalità organizzata è stato querelato. In particolare quelle testate giornalistiche che accennavano a legami  fra la Lopav e Fulvio Gambirasio, il papà di Yara.

E se Saviano sostiene che Fulvio Gambirasio abbia testimoniato in un processo contro Pasquale Locatelli, è lo stesso papà di Yara che ha suo tempo smentì categoricamente questa testimonianza. Ma di recente lo stesso Patrizio Locatelli conferma che è inesatto ciò che è scritto nel libro Zero Zero Zero:   Io e Fulvio – conferma Patrizio Locatelli – ci conosciamo da molto tempo, siamo compaesani. Dopo essere uscito dal carcere, l’ho incontrato casualmente e gli ho fatto le condoglianze. Lui mi ha abbracciato, dicendo di essere dispiaciuto che i media mi avessero coinvolto, a torto, nella vicenda di Yara. Tutto il resto sono fantasie».

Caso Ragusa… Logli non era solo?

loris-gozi-tuttacronaca

In un’intervista della tv pisana 50 Canale, il supertestimone Loris Gozi rivela: “Quando Logli venne a bussare alla mia porta era insieme a un altro: a questa persona dico di presentarsi agli inquirenti prima che loro arrivino a lui”. Il testimone si riferiva alla visita che il marito della donna scomparsa, indagato per omicidio e occultamento di cadavere, gli fece il giorno dopo la sparizione dell’imprenditrice.

 Nuovi misteri sul caso di Roberta Ragusa!

E’ in Svizzera l’altra parte del mistero da svelare intorno a Yara?

yara-gambirasio-rovetta-frazione-svizzera-tuttacronaca

E’ sempre più fitto il mistero sull’assassino di Yara Gambirasio. La madre oggi dovrebbe avere tra i 70 e gli 80 anni e probabilmente quando è rimasta incinta ha preferito lasciare il suo paese e andare in Svizzera dove poi è rimasta a vivere. Ma se questa è l’ipotesi più accreditata, si sta indagando anche su un’altra pista: su una ragazza che probabilmente era lì solo per le vacanze. La pista che invece ormai si è accantonata è quella della Casa dell’Orfano, perchè si è appurato che quel centro accoglieva solo bambini dai 5 anni in su. E’ possibile, si chiedono gli inquirenti, che nessuno si ricordi di questa ragazza in un paese che all’epoca contava non più di 2000 anime? Probabilmente nessuno la ricorda perchè quella donna è andata via prima che scoppiasse lo scandalo, o se ne andò subito dopo aver finito le sue ferie e scopri più tardi di essere rimasta incinta.

Il mistero si sposta quindi all’estero? E’ una delle ipotesi più accreditate delle ultime ore.   

Ascoltato il supertest del caso Ragusa… Logli esce dal retro

roberta-ragusa-supertest-tuttacronaca

Il supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, all’uscita dal tribunale ha dichiarato che  «L’udienza? È andato tutto bene». Poi si è allontanato in fretta, in compagnia di sua moglie,  Natascia Marini, e del suo avvocato, per non ricevere altre domande dai giornalisti.  Anche il il procuratore capo Ugo Adinolfi, dopo circa un’ora e mezza di udienza, si è dichiarato soddisfatto dell’interrogatorio. E’ uscito invece dal retro del Tribunale, Antonio Logli, unico indagato per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Ci sarà una svolta nei prossimi giorni?

Loris Gozi: il perno centrale del caso Ragusa

loris gozi-tuttacronaca

Martedì Logli dovrà ripetere il suo racconto nel corso dell’incidente probatorio. Le informazioni che ha dato agli inquirenti riguardano gli avvistamenti fatti la notte di Roberta Ragusa. La prima volta, verso mezzanotte e mezza, ha visto Logli, marito di Roberta, da solo in un’auto parcheggiata lungo la strada mentre, più tardi, ha assistito ad un litigio tra una coppia, anche se, vista la lontananza, non è in grado di affermare si trattasse del principale indagato con la moglie. Gozi ha testimoniato solo 7 mesi dopo l’accaduto e, pur essendo attendibile come teste, non è obbligatorio che il suo racconto venga definito credibile.

Caso Ragusa: martedì l’incidente probatorio con Gozi

roberta-ragusa-incidente probatorio-tuttacronaca

A seguito della richiesta del pm Aldo Mantovani di far acquisire le dichiarazioni del giostraio Loris Gozi, il supertestimone che vide Logli per strada e poi udì una coppia litigare per strada la stessa notte in cui scomparve Roberta Ragusa, la procura di Pisa ha richiesto l’incidente probatorio, che si svolgerà martedì alle 10 di mattina. Gozi ha testimoniato di aver assistito alla lite intorno all’una di notte, orario in cui è scomparsa Roberta e che intacca l’alibi di Logli che ha sempre riferito di essere andato a dormire prima di mezzanotte. La scelta dell’incidente probatorio potrebbe essere frutto di una strategia processuale ben delineata e che prelude al successivo interrogatorio di Logli, che non è più stato sentito dagli investigatori da quando è stata formulata l’ipotesi accusatoria nei suoi confronti. Però sarà un banco di prova anche per Gozi, che dovrà confermare la solidità delle sue dichiarazioni agli inquirenti anche sotto la pressione delle domande della difesa di Logli e dei legali delle parti civili.

Roberta Ragusa è stata cremata?

cremazione-roberta-ragusa-tuttacronaca

Secondo quanto sostiene la criminologa  Immacolata Giuliani, fondatrice dell’associazione “Per Roberta”, il corpo della Ragusa, scomparsa dalla sua casa nel gennaio 2012 potrebbe essere stato cremato dal marito Antonio Logli, dopo averla uccisa.  A sostenere le ipotesi della Giuliani ci sarebbero numerosi indizi  Antonio Logli ha ammesso pubblicamente di essere andato al cimitero di Orzignano il giorno dopo la scomparsa di Roberta Ragusa, dicendo che stava cercando la moglie e che pensava potesse essere al cimitero a piangere sulla tomba della madre; in quell’occasione Antonio Logli lasciò la macchina nei pressi del cimitero di Orzignano e tornò a casa con un amico, proprio il giorno in cui gli inquirenti con i cani cercavano le tracce ematiche di Roberta.

 Inoltre secondo la criminologa, per Logli non è difficile aver accesso al cimitero di Orzignano poiché è dipendente di una cooperativa che fa anche sevizi cimiteriali.

La teoria della cremazione del corpo di Roberta Ragusa è al vaglio degli inquirenti, che ritengono a ragione assolutamente necessario risalire ai resti del corpo della donna, per poter formalizzare un’accusa fondata verso Antonio Logli.

Ecco i vestiti di Yara, li mostra Sky per la prima volta!

YARA: I VESTITI DELLA RAGAZZA MOSTRATI A SKY TG24

Ecco le immagini dei vestiti che Yara Gambirasio indossava nel momento in cui è stata rapita e uccisa. Questa immagine è stata mostrata questa sera a Sky tg24. Si tratta del giubbotto nero, della felpa nera, della maglietta blu (che presentava due buchi), dei leggings neri e delle scarpe da tennis.

Questa presentazione richiede JavaScript.

 

“Ho perso le speranze”, così la mamma di Yara

yara-gambirasio-tuttacronaca-parole-mamma

La mamma di Yara ha sempre tenuto a distanza le telecamere e i microfoni ma si è lasciata andare con alcuni amici della parrocchia dichiarando Sto perdendo la fiducia. Ogni volta che si annuncia una svolta, subito arriva la smentita. Indagini su indagini, ipotesi su ipotesi, ma alla fine che cos’hanno scoperto? Dopo due anni e mezzo, non ha ancora un volto l’assassino di nostra figlia. E voi questa la chiamate giustizia? Ho scritto persino al presidente della Repubblica Napolitano perché volevo parlare a una persona della quale ho massima fiducia, come fosse un padre. Sia chiaro, non accuso nessuno, chiedo solo di essere coinvolta di più da chi indaga. Come famiglia chiediamo più collaborazione. Vogliamo sapere la verità.»

Tra istituzioni e cittadini aumenta la distanza e chi, come la mamma di Yara aspetta giustizia si deve mettere in fila davanti a una porta chiusa nella speranza che arrivi una buona notizia, arrivi non che si vada a cercare… le indagini di Yara erano state accantonate per mesi, è stata proprio la famiglia a dover gridare a gran voce che si riprendesse il fascicolo altrimenti oggi non sapremmo neppure il nome del padre dell’assassino. E’ uno stato quello che abbandona le indagini e non si cura di cercare il colpevole che ha ucciso una ragazzina di 12 anni?

Yara: la madre del killer aveva un soprannome?

Yara-Gambirasio_tuttacronaca

Secondo le indiscrezioni di alcuni residenti della Valle di Rovetta pubblicate dal quotidiano locale Araberara nuovi dati sarebbero emersi circa la ragazza che era rimasta incinta negli anni ’60 e che sarebbe la madre del killer di Yara ” La chiamavano con un soprannome per via del colore dei capelli e probabilmente portava anche il cognome tipico delle famiglie del paese. Tutti ne parlavano: la donna avrebbe partorito alla Casa dell’Orfano, a Clusone, dove si sarebbe rifugiata quand’era incinta, ma poi sarebbe tornata in paese, si sarebbe sposata e ora sarebbe nonna”. Sicuramente qualcuno sà, ma non ha voglia di parlare.  Nel frattempo gli inquirenti hanno fatto le analisi su una signora che poi è stata trovata negativa al test e la polemica aumenta con persone che sembrano voler nascondere più che aiutare le indagini “Basta darci fastidio, non siamo mica brutta gente”. Per la Valle è più importante mantenere l’anonimato di certe “nefandezze” piuttosto che catturare un killer che potrebbe mietere altra vittime. Neppure la memoria di una ragazzina allegra e dallo sguardo vivace, violentemente uccisa a 12 anni, sembra poter alzare quel velo di omertà che si è diffuso nei paesi interessati. Una vera vergogna!

Intanto è previsto un nuovo interrogatorio per Fatija Sabri, l’ex fidanzata di Mohamed Fikri, il marocchino scagionato dall’accusa di aver ucciso Yara Gambirasio e ora indagato per favoreggiamento. Gli investigatori vogliono avere riscontri su quella famosa telefonata che il giovane fece alla sua ragazza. Le traduzioni purtroppo sono state molte e spesso discordanti, ma i dubbi sulla pista del cantiere di Mapello sono tanti.

 

Caso Ragusa: tra testimonianze e la telefonata ricevuta da Sara

roberta ragusa - tuttacronaca

Gli inquirenti sono convinti di riuscire arrivare ad una verità sul caso Ragusa e determinati a raggiungerla. Nel frattempo prende corpo l’ipotesi che, oltre a Gozi, ci potrebbe essere un’altra persona che ha visto qualcosa, come il supertestimone aveva affermato, tra le righe, la settimana scorsa durante la trasmissione Quarto Grado: “Chi sa, che si faccia avanti”. Tra i possibili testimoni ci potrebbero essere gli abitanti di una casa accanto al luogo in cui Loris aveva visto, la fatidica notte, prima Logli e poi una coppia che litigava. L’abitazione sorge però vicino alla ferrovia ed i vetri spessi alle finestre potrebbero aver impedito di sentire qualcosa avvenuto all’esterno. Un altro elemento che chi conduce le indagini sta prendendo in considerazione è il fatto che, il giorno successivo alla scomparsa, il marito di Roberta si è recato a casa del testimone cercando di scoprire se l’uomo avesse in mano qualche informazione ma sembra non abbia interpellato nessun altro, nonostante a Gozi avesse manifestato la sua preoccupazione per la scomparsa della donna. Si continua quindi ad auspicare che qualcun altro possa fornire nuovi dati, speranza che anche i magistrati nutrono in attesa di sentire, prossimamente, Sara, l’amante di Logli. La donna ha infatti ricevuto una telefonata, della quale dovrà rispondere, della durata di pochi secondi prima della scomparsa di Roberta. Di fronte ad una tale prova, non può continuare ad affermare di non sapere nulla se non vuole rischiare un’accusa di favoreggiamento. Nel frattempo gli inquirenti hanno anche fatto richiesta di acquisizione delle immagini dei satelliti scattate quella notte. Ancora una volta, si cerca la verità, augurandosi che possa venire a galla al più presto donando la meritata pace alla vittima.

Nel frattempo è arrivata una nuova notizia: Logli ha chiesto al tribunale di Pisa di essere il curatore speciale dei due figli visto che la moglie è scomparsa. Il ruolo è andato però ad una persona terza, estranea alla famiglia, un legale. Una decisione che fa sorgere diversi interrogativi per la decisione di escludere dalla nomina i parenti dei bambini.

Gozi, il supertestimone del caso Ragusa, si è sentito minacciato

Loris Gozi-ragusa - tuttacronaca

Dopo l’apparizione a volto scoperto alla trasmissione Quarto Grado, Loris Gozi è tornato a parlare a Chi l’ha visto, dove era già intervenuto senza mostrarsi. L’uomo ha raccontato di essersi sentito minacciato da quando ha dato pubblicamente la sua testimonianza circa i fatti avvenuti la notte del 14 gennaio 2012, la stessa in cui è scomparsa Roberta Ragusa. Come avevamo già riportato (Il racconto del supertestimone del caso Ragusa), Gozi, in quell’occasione, ha visto una prima volta Logli a bordo della sua auto e, in seguito, ha assistito al litigio di una coppia. Il giorno successivo ha poi ricevuto una visita del marito di Roberta che, mostrando una foto della donna, chiedeva informazioni affermando che fosse scomparsa in seguito ad una caduta che le aveva causato la perdita di memoria.

Roberta Ragusa. L’appello del supertestimone: chi sa, parli!

roberta ragusa - tuttacronaca

Loris Gozi termina la sua prima apparizione in tv con un appello: “Chi sa, parli”. Secondo l’uomo, infatti, stando alle voci che circolano in paese, c’è qualcun altro che ha visto qualcosa quella notte. “Siamo alla fine ormai, che parli”. Questo è l’appello rivolto ai concittadini che già da tempo puntano il dito contro Antonio Logli, come dimostra anche il netto calo di affari dell’autoscuola dell’uomo. Anche l’amante Sara Calzolaio, seppur non indagata, è vista come “colpevole” per essersi introdotta nella coppia dopo che la stessa Roberta l’aveva fatta entrare in casa prima come baby sitter e poi come segretaria all’autoscuola. La coppia ormai vive in semi clandestinità con un rapporto sempre più stretto, tanto che ormai non si parla più “dell’amante di Logli” quanto dell’amata.

Il racconto del super testimone del caso Ragusa!

quarto-grado- roberta ragusa - tuttacronaca

Il supertestimone del caso Ragusa, Loris Gozi, questa sera è intervenuto a Quarto Grado, per raccontare le vicende intercorse nella notte in cui si son perse le tracce di Roberta. Dopo essere andato a prendere la moglie al lavoro, tornando a casa in auto, ha notato una station wagon ferma lungo la strada, a bordo della quale ha riconosciuto Antonio Logli prima che lo stesso si coprisse il volto con la mano. Poco dopo, uscendo di casa per portar fuori il cane, ad una settantina di metri, ha visto una piccola auto e, poco distante, una coppia che litigava. Non è riuscito a cogliere le parole, ma ha sentito il rumore di una botta. Rientrati entrambi in auto, la donna avrebbe tentato di scendere, impedita dall’uomo. Il giorno seguente Logli si sarebbe quindi presentato a casa sua con una vecchia foto della moglie, affermando che la donna aveva battuto la testa a seguito di una caduta dalle scale perdendo la memoria e chiedendo di poter visitare i terreni adiacenti la casa per assicurarsi che non si fosse persa negli stessi. Il supertestimone ci tiene però a precisare che, pur essendo certo di quello che ha visto, nel caso del secondo avvistamento era troppo distante per riconoscere le persone coinvolte. Gli avvistamenti sono avvenuti dopo la mezzanotte e mezza, orario in cui Logli affermava di essere in casa.

Secondo i magistrati il racconto dell’uomo è attendibile.

Il killer di Yara è un figlio illegittimo!

yara-gambirasio-gorno-figlio-segreto-tuttacronaca

Viene confermata l’ipotesi degli inquirenti da un testimone. Un ex collega di Giuseppe Guerinoni, ha raccontato di essere venuto a conoscenza che il figlio illegittimo esisteva veramente e sarebbe nato da una donna della Valle Seriana. Una svolta importante nel caso Yara che ora sembra delineare con certezza che la “pista di Gorno” è valida e forse presto si arriverà al nome dell’assassino.

 

Antonio Logli è in “malattia”

roberta-ragusa-antonio-logli-in-malattia-investito-da-un-fotografo-tuttacronaca

Il marito di Roberta Ragusa è ‘in malattia’,  ha infatti presentato un certificato medico e per tutta questa settimana non andrà a lavorare a Geste, la società dei servizi del Comune di San Giuliano Terme. secondo Studio Aperto, Antonio Logli, sarebbe rimasto vittima di un incidente stradale. L’investimento che sarebbe stato provocato da un fotografo che lo stava seguendo, avrebbe avuto come conseguenza alcune contusioni alle gambe. Ma sembra che ci sia un’altra versione dei fatti.

« E’ accaduto sabato scorso, a metà pomeriggio — racconta il reporter di un’agenzia fotografica — ero in via Consani, quartiere i Passi, dove stavo eseguendo un servizio fotografico richiestomi dall’agenzia, quando allontanandomi in macchina ho sentito un forte stridere di pneumatici (come una improvvisa frenata) e mi sono reso immediatamente conto di essere stato raggiunto dall’auto di Antonio Logli che, all’imbocco del Brennero, mi ha superato e poi mi ha tagliato bruscamente la strada costringendomi a una manovra improvvisa e alquanto forzata. Dall’auto è sceso il Logli visibilmente eccitato e con le pupille fuori dalle orbite il quale con il cellulare in mano ha iniziato a fotografarmi il viso insultando me e la mia famiglia con parole molto forti. Poi è risalito sulla vettura allontanandosi bruscamente».

Questo accade a pochi giorni di distanza da quando i  fotografi hanno documentato Logli che stava buttando biglietti, quaderni, appunti e capi di vestiario gettati in un cassonetto, appartenuti a Roberta Ragusa.

I fotografi, insospettiti dal fatto che l’uomo andasse a gettare la spazzatura a 10 chilometri da casa, hanno avvertito le forze dell’ordine.

E’ probabile quindi che Logli era alterato per quelle foto che hanno ulteriormente aggravato al sua posizione.

La colluttazione e l’orologio di Roberta… nuovi particolari!

CHI-LHA-VISTO-ROBERTA-RAGUSA-OROLOGIO-IMMONDIZIA-LOGLI-8

La prima indiscrezione sarebbe che l’orologio ritrovato, anche se non ci sono da parte degli inquirenti conferme sul ritrovamento, possa essersi sfilato dal braccio di Roberta durante una colluttazione.  Chi l’ha visto ha mostrato in tarsmissione due foto una è di un orologio elegante che la donna usava nelle occasioni importanti e l’altro quello che metteva quotidianamente. E’ probabile che la sera della scomparsa utilizzasse proprio il secondo.

C’è poi un testimone che racconta un’altra indiscrezione: la mattina dopo aver visto e sentito ha ricevuto la visita di Antonio Logli che voleva sapere se avevano sentito o visto qualcosa. Logli ha raccontato dell’amnesia della moglie: “Era pallido e voleva sapere. Noi abbiamo detto di non aver visto niente e non si è più presentato”. Questo episodio è avvenuto ancora prima della formalizzazione della denuncia in caserma. Di Roberta Ragusa ancora non si sa niente, le indagini continuano e ci si chiede il perché dell’urgenza di gettare tutto quel materiale, anche se gli agenti non ne confermano l’utilità relativa all’avanzamento delle ricerche.

Il procuratore capo  di Pisa Ugo Adinolfi spiega: “Abbiamo continuato a cercare in quella direzione” e ritiene plausibile che il corpo possa essere stato trasportato nella Tenuta di San Rossore e invita eventuali testimoni a parlare per arrivare “a una convalida”. Le testimonianza raccolte da Chi l’ha visto sono importanti: due persone sono passate alle 2 del mattino il 14 gennaio del 2012 che avrebbero visto “un uomo sbucare da un campo”, un conoscente al telefono racconta l’evento: “È passata questa persona di notte che veniva fuori dal campo” e spiega che il testimone “passa ogni notte lì”. Il testimone chiave ha visto Antonio Logli fermo a mezzanotte e mezzo nella sua auto ferma e poi ha visto una coppia litigare in un auto simile a quella di Roberta ma il super testimone non è così convinto di quello che ha visto per “via della nebbia”, ha sentito in modo distinto “urlare” ma non ha capito bene le parole e non sa dire se la voce fosse di Roberta. È proprio il marito, Antonio Logli, a confermare le parole del testimone che dopo la notizia del testimone e della perquisizione del 20 febbraio si reca sul luogo indicato dal testimone, pur non sapendo quale fosse perché non è stato rivelato: come ha fatto Logli a conoscere il luogo esatto dell’avvistamento? Le parole del testimone sono state confermate dalla moglie e dalla posizione del telefono che lo localizza proprio sul posto dichiarato e il capo della Procura di Pisa ha confermato l’importanza del super testimone nelle indagini: “Non ha assistito a un fatto di sangue ma ha assistito ad altre circostanze”. Adesso il testimone non si sente sicuro, qualcuno tenta di screditarlo dicendo che è stato pagato e precisa che è falso.

Nuovo scoop sul caso Ragusa! Uomo spuntò dal bosco.

roberta-ragusa-tuttacronaca

Chi l’ha visto lancia la caccia all’uomo che la notte del 14 gennaio 2012, giorno della scomparsa di Roberta Ragusa, è spuntato all’improvviso da un bosco sulla strada per San Giuliano, rischiando di essere investito da un auto. A raccontarlo alla redazione del programma è proprio il conducente dell’auto che dice di essersi spaventato molto visto l’orario improbabile per una passeggiata in pieno inverno, le due di notte. Federica Sciarelli ha chiesto a quell’uomo di farsi vivo, per smentire il sospetto che si possa trattare di Antonio Logli, marito della Ragusa e principale indiziato della sua sparizione, impegnato a sbarazzarsi del corpo.

Scoop su Logli… Butta gli oggetti di Roberta!

Ecco la foto che “incastra” Logli?

logli va a riprendere la figlia a casa di un'amica

A 14 mesi dalla scomparsa di Roberta Ragusa, il marito Antonio Logli è stato fotografato mentre getta una montagna di oggetti appartenenti alla moglie in un cassonetto alla periferia di Pisa. Si tratta di biglietti, quaderni, appunti e capi di vestiario che la sera del 10 marzo il marito della Ragusa, Antonio Logli, ha gettato in un cassonetto alla periferia di Pisa, vicino alla casa dove ora vive l’amante, ex dipendente della scuola guida di famiglia, che l’uomo continua a frequentare.

Due fotografi, insospettiti dal comportamento di Logli che portava i rifiuti a dieci chilometri da casa sua, hanno avvertito i Carabinieri che hanno immediatamente portato in caserma l’intero contenitore, il cui contenuto ora è al vaglio degli inquirenti.

Questa presentazione richiede JavaScript.

L’orologio di Roberta Ragusa e i brandelli di pigiama

roberta-ragusa-reperti-tuttacronaca

L’orologio sarebbe stato ritrovato da un passante in un campo vicino all’abitazione di Roberta, proprio il luogo dove un testimone ha raccontato di aver visto, intorno alle 1.30 della notte della scomparsa della Ragusa, il marito litigare furiosamente con una donna. In altre battute di ricerca rinvenuti alcuni brandelli del pigiama rosa.

Il rinvenimento dell’orologio di Roberta in quel posto, quindi, sarebbe davvero importante perché fugherebbe ogni dubbio sull’identità della persona in lite con Logli. Il quale – sempre secondo il supertestimone – si sarebbe poi allontanato a bordo dell’auto a gran velocità dopo aver costretto la donna a salirci.

Invece  il secondo reperto, cioè quei brandelli del pigiama rosa, che la donna indossava la sera della scomparsa, sarebbe stato trovato nel corso di una delle tante battute di ricerca svolte da gruppi di volontari – esperti in questo tipo di attività – affiancati da uomini delle forze dell’ordine. Ben nascosti a circa 200 metri da una strada sterrata che si dirama quella asfaltata che sale sul Monte Serra (versante pisano).

Chi l’ha visto e il caso Ragusa: Logli sul luogo della lite!

roberta ragusa-scoop-antonio logli-tuttacronaca

La settimana scorsa, un supertestimone dal volto coperto aveva raccontato di aver visto, la notte della scomparsa della donna, che domani avrebbe compiuto 46 anni, la macchina del marito Antonio Logli parcheggiata e con lui all’interno, molto dopo la mezzanotte, ora in cui Logli ha sempre dichiarato di essere già a dormire. Il testimone aveva poi aggiunto di essere uscito ancora per portare il cane a fare una passeggiata, e di aver udito e intravisto una coppia litigare furiosamente vicino alla macchina.

In questi giorni, dopo la messa in onda del programma, altri testimoni avrebbero visto Logli recarsi proprio nella zona in cui sarebbe avvenuta la lite, come se avesse voluto verificare cosa si vedeva dal punto di osservazione del testimone. Federica Sciarelli ha lasciato il beneficio del dubbio che l’uomo potrebbe essersi recato sul posto solo per un sopralluogo da cui raccogliere argomenti per non trovarsi impreparato alle domande degli inquirenti. Ma la conduttrice fa notare che la località precisa non era stata ancora svelata durante il racconto del testimone e che conoscerla, se veramente l’uomo vi si è recato, non depone certo a favore di quello che, a tutt’oggi, è l’unico indiziato.

YARA: E’ SVOLTA!!! FIKRI CONOSCEVA LUOGO DEL DELITTO

yara- galbirasio-fikri-svolta-indagini-tuttacronaca

Continuano le indagini sul caso Yara. Il giallo sembrerebbe addirittura essere a una svolta dopo aver ascoltato le intercettazioni delle conversazioni di Fikri, il manovale marocchino. La convinzione che l’omicidio sia avvenuto in presenza dell’uomo è sempre più avvalorata.
Il 3 dicembre 2010, una settimana dopo la scomparsa della bambina, Fikri telefonò alla ragazza Fahita che a un certo punto della conversazione chiese: «Ma il posto dove l’hanno uccisa è vicino al posto dove lavoravi o un po’ più lontano?». La risposta del muratore è quella che potrebbe inchiodarlo: «È vicino. È vicino al cancello». In quella data ancora nessuna sapeva nulla di Yara e quindi è possibile credere che Fikri sapesse.
Un’altra telefonata sospetta con la fidanzata fu fatta nella stessa giornata, quando il manovale scoppio a piangere e la donna gli rispose: «Oggi le tue parole non mi sono piaciute proprio, soprattutto quando mi hai chiesto di perdonarti. Mi sono detta: perché devo perdonarti… Non c’è motivo per il quale ti devo perdonare».

Svolta nel caso Ragusa! Emergono nuovi particolari.

roberta ragusa-scomparsa-marito-separazione-tuttacronaca

Roberta Ragusa voleva separarsi. Sarebbe l’ultima svolta nel giallo della donna scomparsa nel gennaio 2012: dal suo pc i Ris avrebbero visto che in rete chiedeva informazioni sulla separazione. Potrebbe essere questo dunque il movente del marito Antonio Logli? In effetti per l’uomo la separazione sarebbe stata una tragedia: avrebbe perso probabilmente la casa, che sarebbe rimasta alla moglie e ai figli, avrebbe perso il lavoro, vista che l’autoscuola era intestata alla Ragusa e pure la sua amante Sara, la segretaria, sarebbe rimasta a casa.  Per ora dalla procura non c’è nessuna smentita e nessuna conferma, ma sembra evidente che si complica la posizione del marito.

Riesumata la salma di Giuseppe Guerinoni

yara-tuttacronaca

Guerinoni è l’autista di Gorno che, secondo gli inquirenti, potrebbe essere il padre naturale del killer di Yara. L’esame sarà affidato all’anatomopatologa Cristina Cattaneo, che aveva già eseguito l’autopsia sul cadavere di Yara.

 

YARA, ora si cerca la madre dell’assassino con il Dna di 1000 donne

yara-tomba-dna- donne-madre-assassino-tuttacronaca

La caccia all’assassino di Yara Gambirasio prende una pista inedita: questa volta nel mirino finiscono mille donne. Si cerca infatti la madre del cosiddetto “ignoto 1”, l’omicida della ragazzina, l’uomo che ha lasciato il suo codice genetico sugli slip e sui leggings della tredicenne. E a questo scopo gli inquirenti stanno per procedere all’analisi del Dna di un migliaio di potenziali madri del colpevole.

SVOLTA INDAGINI? YARA: ACCUSATO FIKRI DI FAVOREGGIAMENTO

ritrovamentocorpo_YaraGambirasio

Il gip di Bergamo ha archiviato la posizione del marocchino Mohamed Fikri per l’omicidio di Yara Gambirasio. Ha pero’ disposto che il pm lo iscriva nel registro degli indagati con l’accusa di favoreggiamento personale. Era stata la Procura stessa a chiedere l’archiviazione.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: