Compra scampi surgelati e trova un topo morto!

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Un pasto veloce a base di scampi surgelati da buttare dentro la friggitrice… ma la brutta sorpresa è nella busta! Senza troppa attenzione Mohammed Alì, 37 anni, inglese, ha acquistato il surgelato in uno dei tanti supermercati Tesco, una catena britannica molto nota, e quando arrivato a casa ha gettato, senza far troppo attenzione il contenuto nella friggitrice. Ma dopo qualche minuto ha notato qualcosa di nero… e a quel punto ha deciso di vedere meglio di che si trattava e quando ha capito che era davvero un topo morto, l’uomo ha avuto uno shock. Mohammed ha poi avvertito il Tesco e allertato la polizia che sta indagando su quanto avvenuto.

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Ancora allerta frutti di bosco, Ministero consiglia di cuocerli 2 minuti

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Continua l’allerta per l’epidemia di epatite A causata dall’ingestione di frutti di bosco surgelati contaminati. Come riporta il Fatto Alimentare “Negli ultimi cinque mesi il virus ha colpito oltre 400 persone e il picco non sembra diminuire”. Le regioni più colpite sarebbero quelle del Centro-Nord, dove il consumo di frutti di bosco surgelati è più elevato. La task force costituita dal Ministero della salute non ha individuato la causa, la situazione, sempre come rivela il Fatto Alimentare, è complessa:

Ci sono difficoltà logistiche (la documentazione richiesta ad alcuni paesi come la Polonia per definire la rintracciabilità della materia prima è arrivata solo dopo 45 giorni)  ma in questo periodo la comunicazione è stata carente. C’è di più le analisi  fatte dagli istituti zooprofilattici del Piemonte e della Lombardia sono state centinaia ma nonostante ciò le aziende coinvolte contestano i risultati e dichiarano di non avere riscontrano alcun virus nei loro lotti. Dalle analisi effettuate a Torino dal procuratore Raffaele Guariniello nel mese di agosto emerge un altro dato preoccupante. Se prima le aziende erano tre di piccole medie dimensioni, adesso l’elenco si è arricchito con un lotto di frutti di bosco firmato dai supermercati Picard e da un secondo lotto firmato da Buitoni con un prodotto della linea  La Valle degli Orti. La sensazione è che la lista sia destinata ad allungarsi  e che il pericolo epatite A sia stato sottovalutato. Che fare? L’unica cosa  è non consumare confezioni di frutti di bosco surgelati crudi. Occorre assolutamente farli cuocere per almeno due minuti. Il virus dell’epatite A, infatti, sopravvive a basse temperature, ma viene rapidamente inattivato dal calore.

Il ministero rivolge un appello anche a gelaterie, pasticcerie, artigiani e ristoratori che producono e vendono frullati, preparazioni di frutta o che usano frutti di bosco crudi senza di farli cuocere. L’autorità sanitaria parla anche di  “guarnizioni per dolci” un’espressione criptica che dovrebbe indicare i frutti di bosco crudi disposti sopra le torte di pasta frolla già cotte o sopra il gelato quando viene travasato nelle vaschette. Nessun problema invece per lo yogurt a perchè la frutta viene pastorizzata prima di essere utilizzata. Di fronte a questa situazione critica è a dir poco stucchevole la posizione delle catene di supermercati che non hanno mai pubblicato sui loro siti le fotografie dei lotti ritirati dal commercio. Anche il ministero non ha mai pubblicato le fotografie!  Gli unici supermercati che hanno informato i clienti sono stati: Auchan, Simply e Sogegross, mentre secondo le nostre fonti le insegne e i punti vendita coinvolti sono 35.

  

Allarme frutti di bosco surgelati si corre il rischio di epatite A

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Dopo il presunto allarme del botulino nel pesto, poi rientrato quando i controlli hanno dimostrato l’infondatezza dell’episodio, sembra che i guai per i supermercati in questa torrida estate 2013 non siano ancora finiti. Ora, come si legge su Il Fatto Alimentare, a finire sotto la lente d’osservazione sono i frutti di bosco surgelati acquistati al supermercato. Ogni giorno, stando a quanto scritto dal sito online, due persone vengono colpite dal virus dell’epatite A in seguito all’assunzione di frutti di bosco. L’epidemia sembrerebbe essere fuori controllo e molti consumatori hanno nel proprio freezer un prodotto che potrebbe danneggiare la salute senza neppure essere stati avvisati.  Nei primi sei mesi di quest’anno secondo Epicentro le  persone colpite da epatite A sono state 471, mentre l’anno scorso nello stesso periodo erano 123.  Si tratta di oltre 300 persone colpite dal virus dell’epatite A per avere mangiato frutti di bosco surgelati.

Il numero di persone che possono contrarre l’epatite A è destinato ad aumentare, lo scrive anche  il Ministero della salute oltre a esserci un documento redatto appositamente su questa epidemia  italiana dall’Autorità per la sicurezza alimentare europea (Efsa). La notizia è stata rilanciata dai giornali  40 giorni fa ma  poi è caduta nel’oblio,  anche se i casi aumentano e nulla lascia pensare ad una fine.  È di questi giorni  la notizia riportata nel sito La  Provincia di Varese, di  due ragazzini colpiti da Epatite A in modo grave per avere mangiato cibo contaminato. Il giornale non parla di frutti di bosco,  ma il sospetto è lecito visto l’incremento esponenziale dei casi che si stanno registrando in questi mesi nella zona.

Come mai per il botulino nel pesto si è fatto molto clamore e per questa epidemia di epatite A non si è fatto nulla, si chiede il Fatto Alimentare?  E ancora perché il ministero non ha pubblicato le fotografie dei quattro prodotti ritirati?  Dobbiamo pensare che la macchina organizzativa dell’allerta si attiva solo quando si parla di  botulino? Per rendersi conto basta dire che non si riesce a trovare la fotografia della confezione di frutti di bosco Erica ritirata dal mercato!

 

Giù i surgelati -30%. Troppe truffe!

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Lo scandalo della carne di cavallo spacciata per manzo avrebbe provocato un crollo del 30% degli acquisti in Italia di primi piatti pronti, surgelati e ragù. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti sugli effetti di una emergenza che ha portato al ritiro di circa 200 diversi tipi di confezioni di prodotti alimentari in 24 diversi Paesi sulla base del monitoraggio effettuato dal portale eFoodAlert.net. Per evitare il ripetersi in futuro di altre emergenze e dipanare ogni dubbio sulle effettive caratteristiche del cibo che si porta a tavola occorrono – continua la Coldiretti – interventi strutturali come l’obbligo di indicare la provenienza degli alimenti in etichetta per farla conoscere ai consumatori e scoraggiare il proliferare di passaggi che favoriscono le truffe.

Le lasagne con carne di cavallo? Diamole ai poveri!

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Carne di cavallo? diamola ai poveri! Questa la proposta del deputato Hartwig Fischer del Cdu al parlamento tedesco. E’ il delirio di un folle? No, perchè si è aperta una discussione se l’idea del deputato non fosse poi così sbagliata. Anche la Francia ha deciso di dare i prodotti con la carne equina non dichiarata alle organizzazioni e associazioni caritatevoli che assistono i poveri! In Finlandia sono stati sequestrati cinque tonnellate di kebab che contenevano carne di cavallo non dichiarata e naturalmente è scattata la richiesta di darle ai poveri. Insomma al mondo ciò che i cittadini di serie A non mangiano viene dato ai cittadini di serie B?

Secondo il deputato tedesco è insopportabile pensare che alimenti di qualità vengano distrutti… ma allora perché non scontarli e lasciarli sul mercato cambiando la dizione da carne di manzo a carne equina? Immediatamente la polemica è scattata… ma nella testa dei politici di tutto il mondo sembra permanere l’idea che “siamo tutti uguali, ma c’è chi è più uguale degli altri”

Buon appetito!

 

Metti un cavallo a tavolo… lo scandalo continua!

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Maxi sequestro di carne bovina nell’indagine condotta dai Nas sulla carne equina nei prodotti surgelati.  Dopo la scoperta della presenza di carne equina nelle lasagne e in altri prodotti, ecco un nuovo caso che potenzialmente può avere forti ripercussioni. Alla sua origine l’insistenza dell’associazione di protezione degli animali di Zurigo che hanno voluto conoscere le condizioni nelle quali vivono i cavalli che finiscono nei piatti svizzeri. Gli incaricati si sono recati sul posto e hanno constatato una situazione drammatica. Animali morti o moribondi chiusi nei camion e impossibilitati a ricevere soccorso ma anche cani che mordono le gambe dei cavalli per farli salire più rapidamente sui mezzi. L’inchiesta si è mossa tra gli Stati Uniti, il Canada, il Messico e l’Argentina, i paesi dai quali arriva la maggior parte della carne di cavallo.

Intanto vengono ritirati i prodotti anche in Liguria nei negozi del Levante. Codacons: “I consumatori vanno risarciti”. Per Coldiretti le truffe a tavola fanno paura a sei italiani su dieci. Ma, curiosamente, in Francia dopo lo scandalo è aumentato il consumo di carne equina.

 

Carne equina anche nelle lasagne della Repubblica Ceca

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Anche la Repubblica ceca fa parte della lista dei paesi nei quali sono stati venduti prodotti alimentari con carne di cavallo non dichiarata. Carne equina e’ stata infatti scoperta in confezioni di ‘lasagne bolognesi’ congelate prodotte e fornite sul mercato ceco dalla societa’ Nowaco. Il prodotto incriminato e’ stato trovato in un supermercato della catena Tesco a Pilsen, nell’ovest, ed e’ stato immediatamente ritirato dal commercio.

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