L’operaio che stucca “il buco” senza accorgersi che è un’opera d’arte!

stucco-opera-arte-eron-tuttacronacaDavide Salvadei, in arte Eron, aveva reazlizzato un’opera per una mostra del progetto “Critica in arte”, svoltasi al Mar, il Museo d’Arte di Ravenna. Ma lo street-artist è stato talmente bravo nel disegnare un buco sul muro che, vedendolo e credendolo reale, un operaio addetto a lavori di muratura lo ha stuccato. E’ stato lo stesso artista a raccontare, al Resto del Carlino, di aver disegnato su una delle pareti l’ombra lasciata da un grande specchio, posizionato sul pavimento come se fosse caduto. Per rendere ancor più realistica la scena aveva realizzato persino il buco del chiodo che avrebbe dovuto sostenere la cornice dello specchio. In molti, tra i visitatori, si erano chiesti se il foro fosse vero o dipinto. Quando la mostra si è chiusa, poco meno di un mese fa, lo specchio è stato rimesso al suo posto e non restava che ridipingere la parete con il buco. Eron e il museo avevano già concordato che a quel punto non c’era più bisogno di mantenere il disegno del buco, che era propedeutico all’installazione. Ma quando l’operaio incaricato di sistemare le sale del Mar, in vista della nuova esposizione, ha cominciato a riverniciare, di fronte al buco non ha avuto dubbi: ha preso lo stucco bianco e lo ha coperto. Eron ha commentato:

“Ci sarei rimasto peggio se l’operaio si fosse accorto che era un buco finto. Stuccandolo, invece, in un certo senso mi ha aiutato a ‘completare’ l’opera”.

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Volti di femme fatale contro il degrado: la street art si fa contrasto

femme-fatale-tuttacronaca“Preferisco quelli che cadono a pezzi perché offrono il contrasto migliore. Non cerco di essere sexy né di trasmettere felicità o tristezza, voglio solamente che arrivi qualcosa di forte a chi guarda”. Sono parole di RONE, street artist di Melbourne, Australia, che mette in contrapposizione la decadenza urbana e il fascino femminile, dipengendo volti di bellissime donne sulle facciate dei palazzi delle metropoli: da Sydney a San Francisco, passando per Berlino e Londra.

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Una “tela” lunga 300 metri tutta da colorare!

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Una delle arterie più trafficate della capitale ospiterà gli artisti di strada. Lo spazio ora è stato occupato dal celebre illustratore e graphic artist ODD per un progetto  sostenuto da Warner Bros in occasione della campagna pubblicitaria per L’uomo d’acciaio, il nuovo colossal in uscita il 20 giugno. Tra blu e rosso la facciata eterna della ex Fiera di Roma, in via Cristoforo Colombo, ha cambiato totalmente faccia. Un super muro per un supereroe?

 

Upfest: sulle orme di Bansky

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Nei giorni scorsi si è tenuta a Bristol, in Inghilterra, la sesta edizione dell’Upfest, il più grande festival europeo che riunisce street artist da tutto il mondo. La reunion degli “imbratta muri” nella città di Banksy è ormai una parte importante della vita cittadina: “Gli abitanti ci ospitano molto volentieri – spiega Stephen Hayles, uno degli organizzatori dell’Upfest – con tutta questa gente che entra nei negozi e spende…”. 342 street artist provenienti da tutto il mondo e oltre 20mila visitatori, tutti radunati in North street, cuore pulsante della manifestazione, per fare arte in piena libertà. Ma non è l’unica manifestazione cittadina, ad agosto, poco distante, si terrà il See No Evil, un evento simile e parimenti apprezzato dal pubblico. “Le istituzioni? Qui non creano troppi problemi quando le cose sono organizzate – spiega Stephen – il sindaco di Bristol, George Ferguson, ha fatto dipingere sui muri della Tobacco Factory, un palazzo che è di sua proprietà”. Anche gli italiani accorrono e come spiefa Frode, writer milanese in trasferta: “Venire qui per noi è come respirare aria pulita e basta guardarsi intorno per vedere che i muri non sono imbrattati, ma anzi sono più belli. Credo che la repressione che c’è in paesi come il nostro in realtà finisca per aumentare le tag”. Ovvero le “firme” che si diffondono di notte sui muri. Qui non corrono questo rischio: in giro solo i nomi più celebri della street art, con in vetta Bansky, di cui ancora si possono ammirare una decina di lavori. Ecco cos’è successo a l’ultimo Upfest!

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High Five Station, la new art on the street a Milano.

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Studenti universitari, impiegati e mamme di ritorno dalla spesa con i loro bambini: tutti hanno reagito con un sorriso alla nuova iniziativa dello street artist milanese Fra.Biancoshock, che si è piazzato all’entrata della stazione della metropolitana in piazza Sant’Agostino chiedendo ai passanti di “battere un cinque”. Il progetto, battezzato ‘High Five Station’, ha l’obiettivo di dare la carica alle persone che prendono il metrò per affrontare una nuova giornata piena di impegni, sfide e anche potenziali problemi. “Un cinque è naturale, gratuito e crea empatia. L’idea è quella di trasmettere un incoraggiamento attraverso un semplice gesto” spiega l’artista.

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