A Napoli i cartelli stradali cambiano volto… in una notte!

napoli-clet-tuttacronacaE’ Repubblica che racconta come alcuni cartelli segnaletici di Napoli appaiano ora diversi. Questo dopo le incursioni notturne di Anacleto Abraham, in arte Clet, che “in sella alla sua bicicletta, è andato in giro per la città a trasformare i cartelli stradali perché ritiene che la mostra più bella sia la strada.” Il pittore e scultore francese, classe ’66 che vive e lavora in Italia dal ’90 e figlio dello scrittore Jean-Pierre Abraham che divenne guardiano del faro di Ar-Men, al largo dell’île de Sein in Bretagna, si è avvicinato alla street art quattro anni fa: “Ero pronto per affrontare il pubblico e dare sfogo al desiderio di contrappormi al potere, simbolicamente rappresentato dai cartelli stradali. La legge giustifica se stessa, non preserva il cittadino che la rispetta solo perché ha paura e non perché crede nelle regole. Attraverso l’arte, quale voce ribelle, offro l’opportunità di aprire gli occhi e sviluppare senso critico nei confronti del potere”. E a chi critica i suoi interventi appellandosi alla sicurezza risponde: “I cartelli stradali servono all’organizzazione della viabilità, l’unica sicurezza è l’attenzione e responsabilità del guidatore. Paradossalmente i cartelli permettono un transito più veloce e teoricamente più pericoloso”.

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Volti di femme fatale contro il degrado: la street art si fa contrasto

femme-fatale-tuttacronaca“Preferisco quelli che cadono a pezzi perché offrono il contrasto migliore. Non cerco di essere sexy né di trasmettere felicità o tristezza, voglio solamente che arrivi qualcosa di forte a chi guarda”. Sono parole di RONE, street artist di Melbourne, Australia, che mette in contrapposizione la decadenza urbana e il fascino femminile, dipengendo volti di bellissime donne sulle facciate dei palazzi delle metropoli: da Sydney a San Francisco, passando per Berlino e Londra.

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Quando la street art… si tinge d’amore!

alex-senna-tuttacronacaParla d’amore, amicizia ed emozioni la street art del brasiliano Alex Senna, che porta i suoi cuori in giro per i muri del mondo. Coppie che si baciano, abbracciano, tengono per mano, momenti tra amici o di relax. Questi sono i temi preferiti dell’artista che ha realizzato nuove e romantiche illustrazioni a Miami in occasione dell’Art Basel 2013.

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Senza limiti: il video che non si può non conoscere per essere… up to date

limitless-tuttacronacaOltre due milioni di visualizzazioni in due giorni. L’ultimo video a diventare virale in rete s’intitola Limitless e mostra, in 5 minuti, come un gruppo di grafittari trasformano uno spazio vuoto grazie alla loro arte. Girato dall’americana Selina Miles, il filmato è diventato in un solo giorno uno dei temi caldi della rete sociale Reddit. Gli artisti delle bombolette sono SOFLES, Fintan Magee, Treas e Quench.

Il ragazzo che sfregia l’opera di Bansky

bansky-newyork-tuttacronacaSe a Roma i fondamentalisti cattolici imbrattano le opere d’arte che parlano di diritti degli omosessuali ed emancipazione femminile, a New York un ragazzo ha preso di mira le opere di Bansky, che in questo mese sta decorando gli spazi della Grande Mela con la sua serie di graffiti Better Out Than In (Meglio fuori che dentro). La mostra a cielo aperto sembra non riscuotere il successo sperato e non sono stati risparmiati gli atti vandalici. Alcuni scatti hanno infatti immortalato un giovane che si avvicina a una delle opere dell’artista simbolo della street-art e scrive con una bomboletta spray sulle figure con l’intento d coprire l’opera. Sono i passanti a notare il gesto, avventarsi su di lui per fermarlo e chiamare la polizia. Ma nonostante la solerzia dei cittadini, il ragazzo riesce a svincolarsi e darsi alla fuga: lo sfregiatore ha così riconquistato la sua libertà.

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Bansky, i graffiti e un camion di peluche al macello

bansky-tuttacronacaHa fatto la sua apparizione per la prima volta lo scorso giovedì pomeriggio nella zona di South Brooklyn, a New York, un camion che non passa certo inosservato: trasporta peluche che si affacciano per urlare il dolore degli animali condotti al macello. L’ideatore è l’artista di strada inglese Bansky, che in questo mese d’ottobre sta vivacizzando la già caotica città di New York. Era stato lo stesso artita ad annunciare, in un post datato 11 ottobre, l’arrivo di Sirens of the Lambs, “un camion di consegna dei mattatoi che girerà per la zona dove si confeziona la carne e poi per tutta la città per le prossime due settimane”.

In visita nella Grande Mela per tutto il mese, Bansky si è però lamentato del velocissimo sviluppo edile di New York che starebbe rovinando i suoi piani: realizzare un’opera al giorno fino alla fine del mese. “La maggior parte degli spazi vuoti che avevo pensato di usare per i miei graffiti sono stati occupati da costruzioni”, ha scritto in una mail al tabloid Village Voice. Ma perchè scegliere proprio questa metropoli? “L’ho scelta per il traffico e per la grande quantità di posti nascosti. Potrei essere in posti diversi, a Mosca o a Beijing, ma lì la pizza non è buona come qui”. La serie dei graffiti s’intitola Better Out Than In (Meglio fuori che dentro) e fa riferimento a una dichiarazione di Cézanne secondo il quale “Tutti i dipinti realizzati all’interno, in uno studio, non saranno mai belli come quelli realizzati all’esterno”. C’è solo da incrociare le dita e augurarsi che continui a trovare i luoghi adatti alle sue opere, che già fanno impazzire i newyorkesi.

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L’uomo sfrattato a causa di Bansky: ora l’artista gli paga affitto e bollette

bansky-tuttacronacaSe vivi all’interno di un serbatoio d’acqua sulle colline di Los Angeles e un artista sceglie proprio la tua “casa” per lasciare un segno del suo passaggio… rischi di ritrovarti senza un tetto sopra la testa. E’ quanto accaduto all’americano Tim Walker, che dimorava in un serbaoio posizionato proprio davanti all’Oceano Pacifico. Bansky, vedendo la struttura, vi ha posto la sua firma scrivendo ”Sembra quasi un elefante”. Era il febbraio 2011 e l’artista inglese, affascinato dalla struttura, ha voluto decorarla con una scritta. Solo che in breve il serbatoio è diventato un’opera d’arte e i proprietari hanno sfrattato Walker. Ma, rivela il quotidiano britannico The Indipendent, l’artista ha provveduto ad aiutarlo: gli ha infatti ragalato la somma per pagare l’affitto di un appartamento e un anno di bollette

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DESOLAZIONE DECORATA!

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Lo street artist Pøbel ha scelto la natura incontaminata che caratterizza le isole Lofoten, in Norvegia, per i suoi disegni “persi nel nulla”. I suoi sono graffiti che si trovano “da nessuna parte”, come si legge sul suo sito che è, in sostanza, uno splendido album fotografico.

E’ più facile imbattersi nelle costruzioni abbandonate che portano la sua firma, insomma, che trovarle. E’ dal 2008 che Pøbel si dedica a questi luoghi “dimenticati”. A questo progetto ha dato il nome Øde Dekor, che in italiano significa “desolazione decorata”. Dietro i suoi disegni, in realtà, c’è un problema sociale che lo street artist intende evidenziare: “La graduale diminuzione di popolazione che si sta verificando a nord della Norvegia”, dice lui.

“Ho iniziato con la collaborazione di un altro street artist, DOLK, dipingendo una casa – racconta Pøbel – ma poi ci siamo accorti che per far arrivare davvero il nostro messaggio dovevamo pensare in grande e farne molte altre. Così ho dato vita a un vero proprio “Festival” e ho invitato 10-15 artisti per un’operazione massiccia”. Un evento, quest’ultimo, raccontato nel documentario di un italiano, Davide Fasolo, chiamato “Living Decay”. Lo trovate, insieme alle foto, in questa pagina.

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Va di scena la Street Art!

E VOI QUALE PREFERITE?

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Street Art a Genova: 12.000 gomitoli di lana e copriamo il Porto Antico!

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