Il razzismo non risparmia neppure la bellezza!

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Il razzismo non risparmi a la bellezza e così anche la nuova Miss Francia, Flora Coquerel, 19 anni, di padre francese e madre del Benin si è vista recapitare commenti razzisti sul suo profilo Facebook e Twitter. La ragazza è stata apostrofata come «negra», «morte agli stranieri», «non è bianca colei che rappresenta la Francia» o ancora «sarebbe bene vedere un pò di colore bianco nel nostro Paese». Commenti decisamente agghiaccianti a cui la Miss ha risposto «Sono meticcia e sono fiera di esserlo – ha affermato Miss France -. Molte persone possono riconoscersi in me. Sono la testimonianza di una Francia multiculturale, è formidabile».

A sostegno della Coquerel è intervenuta anche Sonia Rolland, prima Miss Francia africana nel 2000: «All’epoca non c’erano i social network. Dopo l’elezione ho ricevuto 2.700 lettere d’insulti, alcune le ho pubblicate in seguito nel mio libro ‘Les gazelles n’ont pas peur du noir’ (Le gazzelle non hanno paura del nero). Sul momento scelsi di non parlare. Non volevo dare importanza a un pugno d’ignoranti razzisti quando quelli che mi avevano eletta erano abbastanza aperti per scegliere una meticcia franco-ruandese».

«Avevamo creduto che questa forma di razzismo che potremmo qualificare primario, nel senso di primitivo, fosse scomparsa alla fine del XX secolo – ha commentato sul settimanale Le Nouvel Observateur l’avvocato Gaspard Benilan -. Internet e il sentimento d’impunità che provoca, ci obbliga a constatare che invece è sempre ben presente tra alcuni dei nostri concittadini». Secondo lui le affermazioni razziste sui social network andrebbero condannate: «È più che mai necessario – ha proseguito Benilan – che la giustizia intervenga affinchè internet non diventi un vasto immondezzaio incurante della dignità e del rispetto».

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La Roma degli scandali: a Piazza Vittorio droga e alimenti sequestrati

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Il mercato di Piazza Vittorio era un vero e proprio fiore all’occhiello della Capitale. Prima con una vocazione di prodotti provenienti dai Castelli Romani, poi, trasferitosi e diventato il Nuovo Mercato Esquilino era diventato multietnico e abbandonato a se stesso, tanto da diventare una zona degradata. Alimenti di bassa qualità, spaccio e spesso condizioni igieniche molto scarse. Così nei blitz delle forze dell’ordine sono state identificate 307 persone, 22 denunciate e tre arresti per detenzione di droga finalizzata allo spaccio. Inoltre ci son state 4 denunce e 350 kg di alimenti sequestrati, fra cui prodotti ittici sotto misura, ma anche profumi,trucchi e piccoli elettrodomestici. Sempre all’interno dello stesso parco sono state rinvenute e sequestrate circa 20 biciclette rubate. Nella stessa zona i controlli ad affittacamere e ad alcuni appartamenti ha riguardato 13 attività, da cui cinque appartamenti risultavano affittati abusivamente, tutti gestiti da cittadini cingalesi che ospitavano circa 18 stranieri a prezzi particolarmente esosi e in locali in pessime condizioni igieniche e sanitarie. Nei confronti dei responsabili sono state elevate sanzioni per un importo totale di oltre 144mila euro. Chi li pagherà?

Cosa s’annida al Bolshoi?

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Scandali su scandali al Bolshoi e questa volta l’attacco è di tipo razzista. La ragazza è Precious Adams, 18 anni, una ballerina americana di colore che in primavera sarà una delle prime afro-americane all’Accademia del Bolshoi di Mosca. lei ha denunciato le discriminazioni a causa del colore della sua pelle. Uno sfogo pubblicato dal giornale in lingua inglese Moscow Times.

La ragazza ha raccontato la sua storia fatta di discriminazioni e frasi razziste fino a sentirsi dire “prova a sfregar via il nero”. L’ultimo episodio è avvenuto alla  selezione delle ballerine in vista del 240° anniversario dell’Accademia: una istruttrice incaricata di passare in rassegna tutte le ragazze le ha detto “cosa stai facendo qui?”, invitandola poi a lasciare l’aula dell’audizione. Adams ha precisato di non voler presentare un reclamo ufficiale dicendosi poco fiduciosa del suo effetto.

L’Accademia del Bolshoi ha riferito di non aver ricevuto alcuna segnalazione di discriminazione da lei né da altri studenti stranieri le cui iscrizioni sono sempre si più. La scorsa settimana, Joy Womack, diciottenne ballerina statunitense, prima americana ad entrare nell’Accademia del Bolshoi, aveva accusato la dirigenza del teatro, senza fare nomi, di esigere denaro in cambio di piccole parti durante gli spettacoli. A lei sarebbero stati chiesti 10mila dollari.  Cosa s’annida al Bolshoi?

La via della Dolce Vita: oggetto del desiderio degli stranieri

via_veneto_rome_tuttacronacaHa ragione il Finalcial Times a dire che investitori stranieri si stanno comprando la “Dolce Vita”. Perchè via Veneto, a Roma, è una di quelle strade che al solo percorrerla ci si ritrova catturati nel passato, a guardarsi attorno alla ricerca dei veri grandi del Cinema italiano, dei divi che hanno fatto la storia del nostro spettacolo. Per Fellini era una strada che era un po’ “casa” e ora quello stesso tratto, tra Porta Pinciana e Piazza Barberini, inizia ad ospitare sempre più stranieri. E non si tratta di turisti di passaggio, ma di emiri e sceicchi, onnivori miliardari russi, investitori turchi, mentre all’orizzonte si profilano i nuovi tycoon asiatici, cinesi e thailandesi. Il Grand Hotel, da due anni è gestito da Jumerah International, del Gruppo Dubai Holding, che fa capo all’emiro Mohamed bin Rashid Al Maktoum. Carlo Acampora, che l’hotel l’aveva acquistato nel 2000, spiega: “Via Veneto è un brand dal fascino irresistibile per gli investitori stranieri, che soprattutto in Italia cercano dei trofei”. E aggiunge: “È una strada del mondo e il suo fascino rimane intatto soltanto per gli stranieri”. I nuovi proprietari del Regina Baglioni sono, spiega il Corriere,  “i sovrani del Qatar, che lo hanno acquistato meno di un anno fa attraverso il fondo sovrano Mayhoola, lo stesso che nel 2012 aveva sborsato 850 milioni di dollari per la maison Valentino. Mayhoola fa capo a Mozah bint Nasser al-Missned, moglie dell’emiro Hamad bin Khalifs al-Thani, il quale ama tanto il Regina, da essersi fatto riservare in permanenza la spettacolare suite dell’attico all’ottavo piano.” Ma non è finita. Forse in cerca di quella polvere di stelle che sicuramente è rimasta, riposta da tanto tempo, dai tempi d’oro, le mani continuano ad allungarsi e le borse ad aprirsi.

Secondo voci ricorrenti, i regnanti qatarini, ma non solo loro, avrebbero messo gli occhi anche sullo storico Hotel Excelsior, di proprietà del gruppo Westin, da sempre albergo di riferimento di ministri e diplomatici americani, attaccato com’è all’ambasciata degli Stati Uniti. E c’è ovviamente anche il Café de Paris, il caffè della Dolce Vita, passato negli anni da Fellini, Mastroianni e Tazio Secchiaroli alla ‘ndrangheta, sequestrato a più riprese e oggi gestito dall’Agenzia nazionale per l’amministrazione dei beni confiscati: un gruppo asiatico, con sede a Hong-Kong, sembra fortemente interessato a rilevarlo, assieme a un edificio sullo stesso marciapiede. A poche decine di metri di distanza, sia pure in posizione defilata rispetto a Via Veneto, un altro gioiello della corona alberghiera romana è appena passato di mano: è il Sultano del Brunei il nuovo proprietario dell’Hotel Eden, acquistato attraverso il gruppo Dorchester, si sussurra al prezzo di 1 milione di euro per ognuna delle 121 stanze. Solo un chilometro più in là, in Via Vittorio Emanuele Orlando, il St.Regis Grand, oggi di proprietà di Starwood, sarebbe oggetto di attenzione da parte di fondi sovrani degli emirati. Dobbiamo sentirci contriti di fronte a questo grande shopping a colpi di petrodollari? O ha ragione Acampora, quando spiega «che la Dolce Vita è nel codice genetico di Via Veneto e ne fa un’etichetta mondiale»? «Dobbiamo solo esser contenti che così tanti gruppi alberghieri del lusso vogliano investire a Roma, che si conferma polo di forte attrazione per i turisti di tutto il pianeta – spiega Giuseppe Roscioli, presidente della Federalberghi romana -, occorre però stare attenti al rispetto dei nostri standard di qualità. Ben vengano nuovi proprietari, ma è importante che la tradizione dell’ospitalità romana venga rispettata e conservata». Via Veneto oggi è soprattutto un theme park , una specie di parco a tema, tagliato a folate da frotte di visitatori. L’italiano è solo una lingua fra le altre che vi rimangono in testa, se fate la prova dell’ostrica e provate a raccoglierne il brusio di fondo. Nelle hall dei grandi alberghi, la clientela di lusso sembra quasi sempre molto rutilante, ingioiellata, vistosa e anche rumorosa. La presenza dell’Hard Rock Cafè, con la sua folla giovane, internazionale e mal vestita, dà alla strada un altro tocco da parco dei divertimenti. Eppure, nessuno straniero che mette piede nella Città Eterna si priva di una vasca a Via Veneto. «Per questo dovremmo valorizzarla – spiega Acampora -, non si tratta di riportarci i romani, ma di renderla più vivibile: per esempio facendone una parte pedonale o ciclabile, oppure un’area dedicata a eventi speciali. Nessuno ha un brand come questo. Si tratta di solo valorizzarlo».

Polemiche a Bologna: una classe scolastica di soli stranieri

scuola-stranieri-tuttacronacaE’ polemica per la classe “1.a A sperimentale” della suola media Besta di Bologna, sezione che raccoglie solo ragazzi stranieri, tra gli 11 e i 15 anni, giunti in Italia attraverso ricongiungimenti familiari e che non parlano la nostra lingua. Sono stati gli stessi genitori del Consiglio d’istituto a denunciare la scelta operata dal preside, Roberto Panzacchi, di mettere in atto questa divisione tra italiani e non. Il preside, dal canto suo, ha risposto alle critiche spiegando che la classe “non è un ghetto ma è stata istituita per integrare”, ma i genitori non sono d’accordo in quanto riscontrano, in una simile scelta, problemi tanto di carattere pratico che didattico: gli studenti avranno infatti come unico riferimento italiano l’insegnante, escludendo di fatto la possibilità di progredire nell’apprendimento dell’italiano attraverso “un’educazione tra pari”. Non solo, la classe è stata creata in modo da essere un “passaggio”: gli alunni potranno essere spostati in altre sezioni, con l’avanzare dell’anno scolastico e l’apprendimento dell’italiano e, contemporaneamente, nuovi alunni potranno essere inseriti. La mancanza di una composizione fissa, inoltre, non permetterà di creare un gruppo di riferimento.

Bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano

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“I bambini stranieri in classe solo se sanno l’italiano” questa in sintesi è la proposta avanzata dalla Lega Nord e presentata a Bergamo città dove è attesa per martedì il  ministro per l’Integrazione, Cècile Kyenge, che terrà una lectio magistralis. Il Carroccio però chiede di “rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione e istituire a titolo sperimentale classi di alfabetizzazione che consentano agli studenti non italofoni di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana”.

Quella del Lega Nord che a prima vista potrebbe sembrare l’ennesima discriminazione verso gli studenti stranieri poi, nella realtà, uscendo un attimo fuori dall’ideologia, potrebbe davvero essere una proposta da adottare a livello nazionale. Pensiamo solo come si possa sentire un bambino straniero che il primo giorno di scuola non riesce a comunicare con i suoi compagni, quanti problemi in più deve superare durante il percorso di apprendimento, quali ostacoli può presentare una lingua che magari si conosce solo approssimativamente.

Da parte della Lega Nord, ha spiegato il segretario provinciale Daniele Belotti, “non vi sarà alcuna contestazione” al ministro Kyenge. “La nostra sfida si giocherà solo sul piano programmatico, considerata anche l’apertura dimostrata dal ministro lo scorso 24 settembre, nel corso di una trasmissione televisiva su TvSat 2000, riguardo alla proposta di istituire delle classi ponte in cui i bambini non italofoni potrebbero imparare la lingua italiana. In quell’occasione il ministro pareva aver dato il suo assenso ideologico alla proposta, riconoscendo l’insegnamento della lingua italiana quale uno dei prioritari strumenti per l’integrazione. La Lega Nord, attraverso un’azione coordinata con i Comuni, chiederà quindi al ministro Kyenge di far sì che tale proposta possa essere concretizzata”.

Una classe quindi in cui gli studenti stranieri possano apprendere e padroneggiare la lingua prima di essere introdotti nelle classi e quindi avere anche l’opportunità sin da subito di integrarsi con gli altri ragazzi. Un aiuto concreto e non una discriminazione, ma solo un passaggio obbligato per non creare un gap difficile da poter colmare avendo un programma da seguire e tanti concetti da apprendere.

“Purtroppo – ha spiegato il sindaco di Telgate, Diego Binelle – il progetto, che prevedeva l’istituzione sperimentale di classi di alfabetizzazione e che aveva trovato il consenso del provveditore, della direttrice scolastica, delle famiglie italiane e delle associazioni locali di stranieri, si è arenato per via della forte resistenza ideologica di alcuni insegnanti. Eppure questa è l’unica vera strada per l’integrazione. La presenza di un numero sempre più elevato di alunni non italofoni all’interno delle classi si rivela un ostacolo sia per gli stranieri sia per gli italiani, che assistono a una forte riduzione dell’offerta didattica a causa dei rallentamenti nell’insegnamento dovuto alle specifiche esigenze di apprendimento degli stranieri”.

Perché quindi gli insegnanti pongono ostacoli? Per una volta possiamo abbandonare l’ideologia e vedere veramente cosa può essere più utile ai ragazzi stranieri? Perché non dotare tutti degli stessi strumenti, ma lasciare che sia a carico dell’allievo o di un insegnante volenteroso lo sforzo di insegnare la lingua mentre si sta già svolgendo un programma scolastico? Inevitabilmente dovendo colmare le lacune di una lingua sconosciuta anche l’insegnante migliore sarà costretto a rallentare il proprio programma e non solo a scapito degli altri alunni, ma anche dello stesso studente straniero.

Bimba in una classe di soli maschi, in cui il 50% sono stranieri

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Solo una bimba nella prima elementare sezione A della scuola Guicciardini di via Merulana, a Roma. Gli altri compagni sono solo maschi e per il 50% stranieri (uno studio apparso ieri sui quotidiani affermava che la presenza massiccia di bambini stranieri in classe abbassa il rendimento dei bambini italiani nei primi anni di scuola) e così i genitori della bimba diffidano la preside.

Giulio De Santis racconta sul Corriere della Sera:

“Sono le ore 16 del 10 settembre quando l’istituto pubblica in bacheca come saranno formate le quattro classi della prima elementare che avvieranno il ciclo scolastico. Dalla lettura dell’elenco emerge subito che nella sezione A c’è uno sbilanciamento del «sesso forte»: ci sono tredici maschietti e cinque femminucce, che tradotto in termini statistici significa il settanta per cento contro il trenta. Ma quando il 19 settembre comincia la scuola, delle cinque bambine ne rimane soltanto una. Le altre quattro hanno preso strade diverse. Una condizione anomala che stride con le altre tre sezioni dove il rispetto delle «quote rosa» è quasi perfetto: nelle sezioni B e C le donne rappresentano poco più del quaranta percento e nella sezione D addirittura i maschietti sono la minoranza (dodici bambine contro dieci)”.

I genitori della bimba hanno così diffidato il dirigente scolastico Rosetta Attento, spiega il legale Romana D’Ambrosio:

“In ambito scolastico si può asserire che tra i sei e i dieci anni i bambini tendono a costituire gruppi di amici per genere: mentre le bambine amano l’intensità della relazione, i maschi vivono legami più estesi che si concretizzano nella partecipazione ad attività e giochi di gruppo. La presenza di un’unica bambina è limitante per la stessa, che ha bisogno di relazioni con persone dello stesso sesso”.

Anche la presenza di stranieri nella sezione A ha scatenato malumori:

“Qualche malumore nella sezione A lo solleva anche la proporzione italiani-stranieri poiché il cinquanta percento degli alunni della classe non è nato in Italia, con la conseguenza – secondo la D’Ambrosio – che «possono sorgere problemi didattici legati alla lingua».

STUDIO SHOCK: con i bimbi stranieri in classe gli alunni italiani apprendono meno

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Siamo rimasti tutti sconvolti da quei genitori che ritiravano i propri figli da scuola perché in classe vi erano troppi bambini stranieri, come quelli che si sono verificati a Costa Volpino, nel Bergamasco, o di Landiona, in provincia di Novara, ma ora arriva uno studio, condotto da Andrea Ichino, professore di Economia politica all’Università di Bologna, in collaborazione con Rosario Ballatore e Margherita Fort dal titolo «The Tower of Babel in the Classroom» e la polemica torna. Lo studio dimostrerebbe che una presenza massiccia di bambini stranieri nelle classi porterebbe i bambini italiani ad apprendere di meno e a far calare i loro risultati nei test. Dalla ricerca emerge che sostituendo un italiano con un immigrato in una classe della seconda elementare, la frazione di risposte corrette degli italiani nei test Invalsi si riduce del 12% in italiano e del 7% in matematica (dati relativi al 2009-10). Dalla seconda elementare alla quinta, tuttavia, i risultati degli alunni migliorano, il che evidenzia che i bimbi italiani riescono ad integrare gli stranieri, ma in tempi relativamente lunghi. 

Ucciso a colpi d’ascia a Salerno, rissa tra stranieri ubriachi

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Un 38enne polacco è stato ucciso da un connazionale con un colpo d’ascia alla testa. Il fatto è accaduto a  Battipaglia, dove la vittima aveva chiesto un alloggio per la notte a un conoscente dopo che era stato cacciato di casa dalla moglie. Tra i due, complice anche l’alcol, è scoppiata una lite furibonda, al culmine della quale è stato commesso l’omicidio. L’assassino ha anche cercato di nascondere il cadavere e ha chiesto aiuto a un altro connazionale che quando ha visto l’uomo assassinato ha deciso di avvisare le forze dell’ordine. L’assassino ha poi cercato la via di fuga in treno, ma è stato bloccato.

Maxi rissa al Prenestino tra stranieri, 2 all’ospedale

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Un romeno di 41 anni e un albanese di 43, si sono presentati nella notte per chiedere cure sanitarie dopo aver preso parte a una maxi rissa al Prenestino, quartiere alla periferia di Roma.  I medici del Policlinico Casilino hanno appurato che entrambi presentavano ferite e fratture al volto guaribili in 30 giorni, così hanno deciso di chiamare i carabinieri. Le forze dell’ordine li hanno interrogati e così sono venuti a conoscenza della maxi rissa. I due sono stati denunciati a piede libero, ora si cerca di rintracciare gli altri partecipanti.

L’azienda veneta che assume solo stranieri!

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Sicuramente il caso di Giovanni Pagotto, fondatore e presidente di Arredo Plast Spa, holding di Ormelle, maggior fornitore di prodotti in plastica per l’Ikea, è un caso strano, ma che ci deve far riflettere. E’ strano che in questa azienda la crisi non si sente, l’impresa cresce e lui assume, ma la maggior parte sono stranieri.

«Uno che viene al colloquio di lavoro accompagnato dalla mamma, l’altro che, al telefono, ti risponde che è interessato ma non prima di tre mesi perché sta studiando per la patente. Ma si può?». Queste le prime parole di Giovanni Pagotto che poi aggiunge: Pochi giorni fa avevamo contattato un neolaureato in ingegneria aerospaziale, ci ha detto che sarebbe venuto se lo avessimo mandato all’estero. Gli ho risposto che volevo rifletterci due giorni ma quando l’ho richiamato per annunciargli che lo avrei inviato alla nostra sede canadese aveva già trovato un altro posto in Germania. Questi in Italia proprio non ci vogliono stare».

Eppure ci sono ingegneri che da lei hanno fatto carriera. La fabbrica di Motta che lavora solo per Ikea è diretta da uno di questi. «Si, però quando il ragazzo è arrivato lo abbiamo messo a “tirare bulloni”, mica in ufficio. Ha fatto strada un po’ alla volta ».

E gli altri? Gli ambienti qui sono puliti, la paga è quella del contratto e i superminimi non mancano. Cosa c’è che non va? «C’è che gli italiani non hanno fame. A 16 anni andavo in bicicletta da Ormelle a Conegliano per lavorare alla Zanussi, a 27 ero responsabile di mille operai. Prova a dirgli a questi qua che una volta al mese devono lavorare il sabato o la domenica. Capisco che fare i turni è un sacrificio ma le macchine qui non possono fermarsi».

Gli stranieri sono più disponibili, insomma? «Mi tocca dire di si. Qui dentro ce n’è da ogni parte del mondo, uomini e donne».

Comunque sia, il suo gruppo cresce sempre da anni. Uno stabilimento dopo l’altro, lei ha messo su un impero. Ikea pesa solo per un quinto o poco più del suo business ma è un’ottima credenziale. Segno che non è vero che in Italia non si possa fare industria. «Nel 2000 ho venduto la Glass Idromassaggio di Oderzo ad un gruppo americano. Mi hanno dato una cifra notevole e l’ho investita tutta in questi capannoni. Il fatto è che dieci anni più tardi gli stessi capannoni li avrei messi all’estero».

Perché? «Devo fare l’elenco? Burocrazia, tasse, costo del lavoro e dell’energia. Ecco perché per rimanere competitivo, e per certi prodotti lo siamo più dei cinesi, le mie macchine estremamente automatizzate non devono fermarsi mai. A tre giorni da un ordine Ikea vuole i prodotti in ogni suo negozio d’Europa».

A parte Ikea, i vostri clienti chi sono? «Le vendite sono per l’85% all’estero. Negli Usa la nostra controllata canadese rifornisce Walmart, la più grande catena di vendita al dettaglio del mondo. Ma i nostri articoli in plastica si trovano un po’ dappertutto nella grande distribuzione».

I conti come sono, fatturato a parte? «L’Ebitda è vicino al 14,5%, quando c’è in giro qualcosa di interessante da rilevare cerchiamo di farlo, e finora sempre con mezzi nostri».

E qualcuno che vi chieda di diventare socio c’è? «Più di qualcuno, ma i fondi d’investimento ragionano in un modo che mi piace poco. Fino a poche settimane fa stavamo dialogando con uno americano, poi le trattative si sono fermate. All’inizio volevano una quota di minoranza, poi hanno cominciato a parlare di 51% e abbiamo chiuso il discorso ».

Contare su liquidità propria non può continuare all’infinito se volete allargarvi. Mai pensato alla borsa?«Si, ma non è ancora il momento. Adesso il valore del titolo non rispecchia mai quello reale. Ci vorranno almeno due o tre anni prima che una quotazione torni ad essere una scelta interessante».

Riflettiamo!

Tre ragazzi minorenni sono scomparsi nell’Adige. Ore di ansia

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Tre ragazzi minorenni, di nazionalità straniera, sono stati visti scomparire questo pomeriggio nelle acque dell’Adige, a Cavarzere, Venezia. Da una prima ricostruzione uno dei ragazzi si sarebbe trovato in difficoltà e i due amici si sarebbero tuffati per aiutarlo, ma nessuno dei tre è più emerso.

Aggiornamento 12 agosto, 19.08: il corpo di uno dei tre ragazzi marocchini, di 15, 16 e 17 anni, è stato ritrovato privo di vita. Dei 3 amici solo uno, il più grande, sapeva nuotare. Erano scesi in acqua per cercare refrigerio dalla calura estiva.

“Troppi stranieri in Serie A”: Sacchi lancia l’allarme

Arrigo-Sacchi-stranieri-tuttacronacaE’ Arrigo Sacchi, coordinatore delle nazionali giovanili, che lancia l’allarme: “Se mi metto a leggere le formazioni delle squadre non è certo un campionato italiano, e quando ci sono troppi stranieri la storia dice che a soffrirne sono il nostro calcio e le nostre nazionali, se guardiamo a esempio al Real Madrid, è vero che ci sono tanti stranieri ma anche tanti spagnoli, spesso provenienti dal vivaio perché lo esige anche il pubblico. In Italia interessa solo vincere e se lo fai con 25 stranieri in campo va bene lo stesso”. E se si controllano le cifre, si capisce che il made in Italy, in campo, non va di moda: il mercato estivo, non ancora concluso, ha già portato in Italia 52 nuovi stranieri, a cui vanno a sommarsi quelli che rientrano dopo un periodo trascorso all’estero: Rolando, Maicon, Alibec, Acquah. L’anno scorso si era arrivati a quota 66 ma, appunto, alla chiusura del mercato mancano ancora tre settimane. E non c’è dubbio che tutti siano stati accolti con entusiasmo dai tifosi, le cui aspettative volano… fino a quando viene riproposto il pericolo invasione, inversamente proporzionale, secondo Sacchi, al desiderio di puntare sul prodotto a chilometro zero. Quello stesso “prodotto” che un giorno potrebbe rafforzare le fila delle nostre Nazionali. Così può essere destinata a impennarsi un’altra percentuale da allarme: nel campionato scorso erano 319 i giocatori stranieri schierati su 583, vale a dire il 54,7%, in prevalenza sudamericani, il 38% tra argentini, brasiliani e uruguaiani. Come ricorda La Gazzetta dello Sport, il trend parte da lontano, “basta rivedersi le statistiche degli ultimi dieci anni. Si parte col 2003-2004, ultimo torneo a 18 squadre: su 473 giocatori schierati, 164 erano stranieri. In quegli anni la media oscillava: 169 stranieri (ma su 532 calciatori) l’anno successivo, una discesa a 163 in quello dopo, un mini-crollo a 156 nel 2006-2007, e poi l’esponenziale risalita. Ecco i dati: 196 non italiani su 527, e siamo nel 2007-2008. Si passa quota duecento una stagione dopo, per la precisione 217 su 459, il 39,5%. Avanti con nuovi stranieri: 238 su 575 nel 2009-2010, e poi l’ultimo anno a maggioranza italiana, era il torneo 2010-2011, “solo” il 49,3% di giocatori schierati arrivano dall’estero. Dall’anno successivo la percentuale da ragione agli stranieri, principale forza lavoro nel nostro campionato: 51,2% (285 su 557) due anni fa, fino al boom del 54,7 dell’ultima Seria A (l’Inter con 28 stranieri aveva toccato vette inesplorate)”.

Sparatoria in strada nel mantovano

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Attimi di paura a Castel Goffredo, nel mantovano, dove si è verificata una sparatoria che ha visto coinvolte quattro persone, tutte straniere, che hanno dato luogo a un litigio scoppiato all’interno di un pub-ristorante a seguito di apprezzamenti volgari nei confronti di una ragazza. La lite scoppiata nel locale poi si è amplificata in strada, quando l’autore degli apprezzamenti pesanti  è scappato, ma è stato raggiunto e  picchiato a un circa un chilometro e mezzo di distanza, quando la sua auto è finita fuori strada nei pressi di un distributore di benzina. Qui sarebbero stati sparati anche alcuni colpi da arma da fuoco.

Due dei feriti sono stati trasportate in codice giallo rispettivamente all’ospedale di Cremona e di Mantova, un’altra invece è stata trasferita all’ospedale di Castiglione delle Stiviere. Infine un quarto ferito risulta anch’egli ricoverato: è grave ma non in pericolo di vita.

Il sito web che denuncia i crimini degli immigrati.

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Shock su internet per il sito che denuncia tutti i crimini… ma solo se a commetterli sono stranieri, migranti, rom e sinti. Docidi deputati di Sel hanno appena firmato un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al ministro dell’Interno, per esporre il caso e chiedere di valutare la “sussistenza dei presupposti per l’immediata chiusura” del sito. “La pagina web in questione – denunciano gli onorevoli – propone, ad opera degli amministratori del sito, slogan, nonché immagini di stampo razzista e xenofobo”. “Il risultato – aggiungono – è un insieme di stereotipi, frasi violente ed immagini offensive dal chiaro esito potenziale di incitare all’odio razziale e alla discriminazione, in aperta violazione dei principi della nostra Carta Costituzionale e della normativa in materia. Tuttiicriminidegliimmigrati.com – evidenziano ancora i deputati – chiede la collaborazione degli utenti con un chiaro messaggio: “Segnalaci un crimine, un sopruso o una situazione di degrado causata dalla presenza di immigrati di cui sei stato testimone”. Il sito spiega poi la sua “mission” nel sottotitolo: “Hic sunt leones – Gli altri parlano d’integrazione, noi ve la mostriamo”. L’iniziativa parlamentare si colloca – scrivono gli interroganti – “nel solco di quanto sollevato con allarme dal Comitato delle Nazioni Unite per l’eliminazione della discriminazione razziale (CERD) nelle osservazioni conclusive e raccomandazioni all’Italia del 9 marzo 2012; il Comitato, infatti, aveva fatto riferimento esplicito alla diffusione preoccupante nel nostro Paese dell’incitamento all’odio razziale e di forme violente di razzismo attraverso i mass media, internet, e i social network, invitando le autorità italiane a una applicazione severa delle normative di contrasto penale alla discriminazione e all’incitamento all’odio razziale”. L’interrogazione è stata sottoscritta dai deputati Annalisa Pannarale, Nazzareno Pilozzi, Ileana Cathia Piazzoni, Celeste Costantino, Donatella Duranti, Claudio Fava, Nicola Fratoianni, Luigi Lacquaniti, Marisa Nicchi, Giovanni Paglia, Lara Ricciatti, Alessandro Zan.

L’ennesimo sito che inneggia alla violenza e all’intolleranza?

Il Duomo diventa un campo di battaglia

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Guerra tra stranieri davanti al Duomo di Milano. Si è arrivato anche alle cinghiate e alle urla dei passanti che invocavano la tregua. Una scena indegna in un Paese civile. Dispiace che al centro della vicenda ci siano sempre gli stranieri e che questi atti alimentino l’odio razziale, ma purtroppo la miseria porta anche alla brutalità e spesso sono propri i più diseredati a subire i maggiori danni.

Pronta la proposta del Pd sui diritti… Cittadinanza e gay al centro!

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In un Italia che ormai è allo stremo il Pd presenta la sua proposta sui diritti, il lavoro secondo il partito democratico può aspettare? E se possiamo applaudire molto tiepidamente sulla proposta per il riconoscimento dei diritti civili ai gay, che potranno ereditare e percepire la pensione del coniuge dopo il decesso, sicuramente si rimane interdetti quando il Pd nega la possibilità di avere figli, non solo quelli naturali, ma anche quelli adottati. Quindi famiglia di serie B? Oppure il pensiero è che i figli stanno meglio con i genitori sull’orlo di una crisi di nervi, ma l’importante è che siano uomo-donna? Perché una coppia etero dovrebbe saper come educare un figlio meglio di una coppia omo? Da quale fondamento scientifico nasce questa convinzione e su quali basi viene esercitata?

Ma se la proposta sugli omosessuali sicuramente non convince e apre il dibattito su questa proposta che sembra modellata per non dare fastidio alla chiesa e per relegare le famiglie gay in una posizione di sudditanza rispetto ai pieni diritti di cui possono godere le coppie etero, c’è qualcosa di ben più grave nelle proposte del Pd. Cittadinanza per chi nasce in Italia da stranieri residenti da almeno 5 anni e richiesta di cittadinanza anche per chi non è nato in Italia ma vi è cresciuto nel nostro Paese, il che sarebbe un atto dovuto in un Paese che non stesse soffrendo in cui le famiglie hanno costante bisogno di aiuti dallo Stato. Riconoscere la cittadinanza è un gesto che pur volendo dal profondo del cuore in questo momento non possiamo permetterci… aumenteremmo solamente la lotta fra i disperati, alimentando l’odio razziale che prepotentemente già sta emergendo in questa nazione. Spesso è il disastro economico a incitare gli animi e a scatenare la rabbia dei deboli sui più deboli, dei poveri sui più poveri, degli emarginati che si sentono costantemente minacciati dall’esercito di migranti che tentano una vita che i loro Paesi gli hanno negato. Sarebbe giusto e umano concederla, ma è disumano e ingiusto farlo in questo momento… anche perchè c’è il sospetto  che tutte queste cittadinanze concesse vadano poi a impinguare le urne del prossimo parlamento. Non sempre quello che è giusto è possibile! Perchè non chiedere all’UE per tutti una cittadinanza europea?

E’ una corsa all’ultimo voto per Scola, ma Scherer è in recupero!

tuttacronaca- vaticano- attesa

Piazza San Pietro era coloratissima: spettacolare mosaico di ombrelli aperti da migliaia di persone che aspettavano la fumata del Conclave.

Ma per conoscere il nome del 266mo successore di San Pietro dovremo aspettare che i 115 Cardinali elettori convergano su un nome e gli diano almeno 77 preferenze. Come aveva pronosticato  Padre Federico Lombardi la prima fumata è stata nera. A fedeli e giornalisti non resta quindi che tenere il naso all’insù e gli occhi puntati sul comignolo della Sistina. Mentre gli scommettitori stranieri, soprattutto inglesi, hanno tempo per puntate dell’ultimo momento.
I favoriti sono l’italiano Angelo Scola e il brasiliano Odilo Scherer che avanza in lavagna e ora tallona l’arcivescovo di Milano.

 

a Catanzaro si è deliberato per concedere la cittadinanza ai minori figli degli immigrati stranieri nati in città

 

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