Naso all’insù: c’è lo spettacolo delle Quadrantidi

quarantidi-tuttacronacaOcchi al cielo per gli amanti delle stelle e per tutti coloro che non temono queste notti fredde. Il 2014 sarà ricordato tra quelli più ricchi di asteroidi e comete. In assenza di Ison, che aveva promesso spettacolo ma non è sopravvissuta al passaggio ravvicinato col Sole, non resta che mettersi con il naso all’insù (confidando le nubi sgombrino il cielo) e godersi lo spettacolo delle stelle cadenti. Tra la fine di dicembre e la metà di gennaio vanno in scena infatti le Quadrantidi, uno sciame meteorico meno conosciuto delle Perseidi (metà agosto) o delle Geminidi (inizio dicembre), ma comunque spettacolare. Se il picco di questa pioggia luminosa si è avuto nella notte tra il 3 e e il 4 gennaio, gli esperti dell’Unione astrofili italiani (Uai) hanno spiegato che nelle ore che ci condurranno all’Epifania ci sarà un grande spettacolo. L’assenza della Luna renderà il cielo particolarmente scuro e, quindi, adatto alla visione delle Quadrantidi. Unico limite allo spettacolo potrebbe essere imposto dalle nuvole che copriranno i cieli soprattutto del Nord e del Centro Italia.

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Ripescato il meteorite che a febbraio ferì 1200 persone in Russia

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E’ stato recuperato quello che probabilmente è un frammento di meteorite e che nel febbraio 2013 cadde nei pressi della città di Chelyabinsk, provocando un’onda d’urto che ferì 1.200 persone. L’oggetto, grande un metro e mezzo e pesante 570 kg è stato ripescato dai sommozzatori russi in un lago fangoso degli Urali: Chebarkul. Ora si attendono le analisi per avere la conferma che si tratti di un meteorite. Se la sua natura “spaziale” fosse confermata si tratterebbe di una delle dieci rocce spaziali più grandi, mai cadute sulla terra.

La notte dei desideri: per una stella che s’incendia, c’è un sogno che s’avvera!

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Non è una notte come tutte le altre: San Lorenzo, le stelle cadenti e i sogni da realizzare. Un cocktail che si rinnova ogni anno e che regala emozioni a tutti i fortunati che, naso all’insù, hanno ancora voglia di credere nei loro desideri. 

C’è sempre una certa trepidazione nel mese d’agosto e non solo per le ferie, ma per quello strano fenomeno delle stelle cadenti che sembra concentrarsi proprio nel mese più caldo. Che poi a ben vedere lo si aspetta con entusiasmo e si spera di poter esprimere più desideri possibili, ma  in fondo quel che si cela dietro questa tradizione è assai contraddittorio e inquietante. Già solo pensare che noi esprimiamo un desiderio quando una meteora, cioè un frammento di un corpo celeste, s’incendia venendo a contatto con l’atmosfera terrestre, non è certo molto razionale! Poi oggi l’apparizione della stella cadente  è associata a un sentimento di lieto stupore, che deriva più dallo spettacolo che ci passa davanti agli occhi e dalla recente attribuzione di lieto evento che le abbiamo dato. Ma se si fa un salto nel passato ci si scontrerà con una credenza ben diversa da quella odierna. Nell’antichità le apparizioni di meteore, così come quelle di comete e di altri fenomeni passeggeri che sembravano alterare l’immutabilità del cielo, erano considerate segni infausti. Nelle antiche mitologie orientali, in quelle greche e latine, le stelle cadenti erano lacrime di divinità che piangevano a causa di disastri già avvenuti o annunciati.   

Gli astrologi cinesi, che nei loro annali hanno registrato le apparizioni di stelle cadenti e comete fin dal sesto secolo avanti Cristo, non avevano dubbi che a temere il peggio dovessero essere i governanti. Il cielo sembrava piangere lacrime di fuoco in occasione di crisi di governo, battaglie o assedi avvenuti in coincidenza con quelli che oggi sappiamo essere sciami meteorici ricorrenti.

Anche tra l’ottobre e il novembre del 902 dopo Cristo, riferiscono le antiche cronache, l’invasione della Sicilia e della Calabria da parte dei saraceni e le stragi che ne seguirono furono seguite da un abbondante pianto divino. Oggi è accertato che si trattò di una pioggia particolarmente fitta di stelle cadenti dello sciame delle Leonidi, visibile ogni anno a novembre.

Anche la tradizione cristiana ha ereditato il concetto della pioggia di stelle cadenti come pianto celeste. Secondo la leggenda, il diacono San Lorenzo fu arrostito vivo su una graticola di ferro dai romani il 10 agosto del 258 dopo Cristo. Da allora, ogni anno, le sue lacrime infuocate continuano a diffondersi nel cielo come scintille. Giovanni Pascoli, nella sua poesia ‘X Agosto’ ha consolidato questa credenza popolare, associandola all’uccisione del padre Ruggero, avvenuta la notte del 10 agosto 1867:

San Lorenzo, io lo so perché tanto
di stelle per l’aria tranquilla
arde e cade, perché sì gran pianto
nel concavo cielo sfavilla…

Tuttavia, la tradizione popolare cristiana ha voluto introdurre un elemento positivo. Oggi, quanti ammirano quelle scintille e ricordano il sacrificio di San Lorenzo, possono chiedere una grazia, esprimere un desiderio.

Nonostante i presagi negativi, nonostante la graticola di San Lorenzo e le lacrime del cielo, a noi quella notte ci è consentito ancora di sognare. E allora perché non farlo, come propone Slow Drive con una bella passeggiata sul lago di Garda, dove saranno offerti emozionanti itinerari a bordo di spider vintage per inoltrarsi nelle stradine più oscure è meglio esposte allo spettacolo delle Perseidi?

Per i più tecnologici invece c’è la proposta dell’Istituto nazionale di astrofisica che propone l’appuntamento “Un tweet chiamato desiderio”, 140 caratteri per condividere stelle cadenti e desiderio sull’hashtag #stellacadente. In barba alla scaramanzia, ovviamente, che vieta di svelare i propri sogni, ma forse, una condivisione, magari anonima in forma anonima, nascosti dietro a un nickname, è concessa.

VIOLENZA PURA! Esplosioni in Russia.

Sarebbero più forti dei test nucleari della Corea del Nord e sarebbe stata anche la roccia più grande a toccare il suolo terrestre dal 1908.

Stelle cadenti… quasi mortali!

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6 città danneggiate e 400 feriti, 3 in gravi condizioni! Questo è il bilancio della pioggia di meteoriti che ha colpito gli Urali. Uno spettacolo eccezionale, che tuttavia ha avuto gravi conseguenze. Le esplosioni a bassa quota hanno infranto i vetro delle finestre e hanno ferito molte persone all’interno delle abitazioni.  Il ministero dell’Interno russo parla di « cristalli di un meteorite caduti nella regione di Cheliabynsk, sui monti Urali».

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