Come Kabobo: algerino aggredisce un passante con la mannaia

aggressione-mannaia-milano-tuttacronacaPaura a Milano, alla stazione Centrale, dove un 31enne  algerino, come dimostrano le immagini registrate dalle telecamere a circuito chiuso,   ha aggredito un 39enne tunisino. Sul posto sono intervenuti gli agenti della Polfer che hanno arrestato l’aggressore. La vittima è stata colpita al volto e al braccio con un coltello da macellaio con lama larga circa 5 cm e lunga 30 cm. È grazie alle immagini che l’algerino è stato identificato, catturato e arrestato dalla Polfer martedì sera, l’accusa è di tentato omicidio. L’aggressione del 39enne tunisino sarebbe avvenuta per futili motivi, ancora da chiarire.

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Liam si affaccia dalla finestra ed è ovazione: Directioners in attesa della band

one-direction-milano-tutttacronacaA Milano manifestano i forconi, gli studenti universitari sfilano in ricordo della strage di piazza Fontana… e le ragazzine prendono d’assedio l’albergo Principe di Savoia. Protestano contro qualcosa? No, attendono di vedere per meno di un secondo i loro idoli, gli One Direction. La band inglese del momento parteciperanno questa sera alla finale di XFactor e nel frattempo centinaia di fan scatenate, giovani adolescenti per lo più, si sono riversate in strada con striscioni e foto dei loro idoli in mano e stanno cantando le canzoni della band improvvisandosi in balletti. Liam, uno dei componenti degli One Direction, si è affacciato alla finestra, le ha salutate e scattato loro una foto.

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Donna nuda tra i rifiuti, Milano indifferente

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Milano una città indifferente? Lo denuncia il Giornale con un fatto drammatico ed agghiacciante documentato da una foto che mette i brividi. Una donna gettata nuda tra i rifiuti, in evidente stato di incoscienza a cui non viene prestato soccorso, nessuno dei passanti si è neppure preoccupato di chiamare un’autoambulanza. Erano circa le 17 di sera e il sole stava tramontando. Siamo a via Tonale, vicinissimi alla stazione centrale di Milano, un posto quindi affollato a qualsiasi ora del giorno e della notte, dove viaggiatori e passanti scendono dai treni, prendono le metro, cercano un taxi… ma nessuno si preoccupa di quella donna a terra che può aver anche subito una violenza, o un furto, o un malore. Lei resta lì accanto a quell’auto rossa… il Giornale si chiede anche se è stata investita… probabilmente è solo l’effetto della prospettiva ma sembra davvero schiacciata dall’auto. Eppure  nessuno fa nulla fin quando, il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Massimo Girtanner, che si trovava a passare di lì, si accorge  della scena. Chiama i soccorsi ed è subissato di domande, come accade a chi per primo segnala qualcosa di insolito o rilevante. «Eppure – dice – era davanti a un albergo e alla fermata dell’autobus. La gente passava e faceva finta di niente. Come se fosse normale». «La Centrale – aggiunge Girtanner – è in balia di tutti. Noi andremo in piazza per dire basta» 

 

 

Finalmente anche in Italia arrivano le sponsorizzazioni: Termini-Vodafone

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Tempo di crisi, ma anche epoca di miracoli come quelli degli sponsor che permettono di restaurare il Colosseo (targato Tods’s Della Valle), la Fontana di Trevi (targata Fendi) e ora anche la Stazione della Metropolitana, quella più trafficata della Capitale: Termini. La stazione della metro alla Stazione centrale di Roma cambierà nome e si chiamerà Termini-Vodafone. Sarà anche adottato il colore rosso della compagnia telefonica, creato un Vodafone Store temporaneo  nel piazzale della Stazione, con servizio Wi Fi gratuito sull’intera area di piazza dei Cinquecento e tutti i passeggeri, in arrivo e in partenza da Roma, e i cittadini potranno usufruire dei servizi offerti da Vodafone. La contropartita la sponsorizzazione, ma sembra davvero una manna dal cielo per Atac. Ora la macchina è in fase di sperimentalizzazione, ma se tutto andrà a buon fine, dopo i tre mesi iniziali, ci potrebbe essere un milione all’anno che finirebbe nelle casse dell’azienda di trasporto romana, che non si dovrebbe più preoccupare di quei tagli operati al servizio di pubblico trasporto.

 

 

Metro bloccata a Milano: suicidio sulle rotaie

suicidio-metro-milano-tuttacronacaSi sarebbe gettato da una banchina della fermata Stazione Centrale della metropolitana milanese all’arrivo di un convoglio un uomo, le cui generalità sono in fase di accertamento da parte dei carabinieri, deceduto all’impatto con il convoglio. Il fatto è accaduto poco dopo le 13.30 e subito è stato dato l’allarme al 118. I soccorritori, giunti sul lato direzione Comasina, non hanno potuto che costatare il decesso dell’uomo per le terribili lesioni provocate dal passaggio dl treno sul suo corpo. La circolazione sulla Linea 3 è stata bloccata dalle fermate di Sondrio a Porta Romana, in entrambe le direzioni e sono stati attivati dei mezzi sostitutivi di superficie.

Notte di terrore a Milano, rissa alla stazione Centrale

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Panico alla stazione Centrale di Milano per i turisti che poco dopo le nove di ieri sera hanno assistito a una violenta lite con botte, sangue e coltelli.  Il più grave è un marocchino, colpito al torace e all’addome in un cruento corpo a corpo con un altro uomo, tunisino, ricoverato in codice giallo al Fatebenefratelli con sfregi al volto. Il marocchino è stato portato a Niguarda in pericolo di vita. Il terzo, sembrerebbe un italiano di cui non si conoscono le generalità, è stato portato al comando di Via Custodi. Due testimoni olandesi, una giovane coppia, racconta sotto choc. «Ci sono passati davanti, correvano, si picchiavano, c’era tanta gente intorno. Poi due di loro (il marocchino e il tunisino) sono finiti a terra e sono volati i coltelli: lì ci siamo allontanati impauriti, finché non sono arrivati infermieri e forze dell’ordine».

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Milano da bere? Non più, c’è troppa violenza! La città è insicura.

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Milano non è più la città degli anni ’80 con i suoi vizi e le sue virtù. La città ormai è insicura e per una tunisina di 21 anni, la notte milanese è diventata un incubo. La giovane, in compagnia di due amici e un marocchino appena conosciuto,  in piazza IV novembre, di fronte alla Stazione Centrale di Milano, si è allontanata un attimo per andare a cercare un distributore di bibite. All’altezza di via Tonale l’uomo le si para di fronte, minacciandola con un coltello e strappandole un portafogli contenente 350 euro. Dopo la rapina scattano anche le minacce di natura sessuale: l’uomo conduce la vittima contro una siepe nei pressi della Stazione Centrale, si abbassa i pantaloni e le impone di fare lo stesso, sempre sotto la minaccia del coltello. La ragazza riesce a scappare e si rifugia in un hotel, dal quale riesce a chiamare le forze dell’ordine per chiedere soccorso.  Gli agenti hanno rintracciato il molestatore poco distante, basandosi tanto sulle descrizioni della vittima che sui filmati delle telecamere circostanti, che hanno confermato la versione della ragazza: si tratta di un cittadino marocchino, 32 anni, senza fissa dimora e senza documenti. Ora l’uomo è stato denunciato, con l’accusa di tentata violenza e rapina aggravata.

La protesta di un uomo salito su una gru a Milano: “giustizia, giustizia”

giustizia-milano-uomosugru-tuttacronacaI vigili del fuoco e i carabinieri sono giunti in piazza Duca d’Aosta, davanti alla Stazione Centrale a Milano dove un uomo è salito su una gru. L’uomo, che dovrebbe avere circa 40 anni ma di cui i militari non sono ancora in grado di fornire le generalità, continua a gridare “giustizia, giustizia”. Non se ne conosce la motivazione.

Nicola Faggian: perdere la vita a un passo dalla realizzazione del sogno

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C’era ancora un restringimento sabato mattina tra Padova Est e Arino in direzione Venezia dove ieri pomeriggio uno schianto tra tir aveva provocato una vittima e due feriti. Si stava rimuovendo un cumulo di detriti residui dei carichi persi dai mezzi pesanti e il restringimento provocava rallentamenti e brevi code, una pausa nel viaggio di molti automobilisti che obbligava a pensare al giovane camionista mestrino che in quell’incidente ha perso la vita: il 37enne Nicola Faggian, che ha tamponato un tir fermo davanti a lui. Vittima, indiretta, dell’incidente anche un automobilista 38enne di Catania, piombato con la sua vettura, a Padova Ovest, contro un camion fermo lungo la colonna provocata dallo schianto di Arino. Il tamponamento a catena ha coinvolto una Nissan Micra, una Alfa Romeo 159 e un autoarticolato. L’impatto ha coinvolto anche il mezzo pesante di Nicola, che viene spinto in avanti dall’urto e finisce per colpire con forza il camion che lo precede. La cabina dell’autocisterna collassa su sé stessa, intrappolando al suo interno il 37enne, che morirà dopo poco nonostante l’arrivo degli elicotteri di Suem e i vigili del fuoco, intrappolato tra il volante e il cruscotto, con una profonda ferita alla testa.

Nicola Faggian è morto così, ad un passo dalla realizzazione del suo sogno, che gli avrebbe permesso di lasciare una volta per tutte il volante per dedicarsi alla sua musica: mancavano pochi mesi e poi avrebbe detto addio all’autocisterna che guidava da quando aveva 20 anni. Umile e con un talento innato per la batteria, era riuscito assieme al suo gruppo, Stazione Centrale, ad avere un contratto discografico serio e a breve sarebbe uscito il loro album. Al suo amico Francesco Payne Malvolti, voce del gruppo e che l’aveva coinvolto nell’avventura musicale della band, aveva detto solo due giorni prima:”Ehi Franci quanto manca all’uscita dell’album, perché non ce la faccio più con il camion”. E’ lo stesso cantante a parlare: “Purtroppo non riesco ancora a credere di aver perso uno dei migliori amici di tutta la mia vita, una persona che aveva cuore in “avanzo” per tutti. Sempre disponibile, sempre il primo ad arrivare in studio di registrazione e l’ultimo ad uscire. Un artista vero, con un’umiltà fuor dal comune. La vita è così, lui lo sapeva e se ne è andato credendo nel suo più grande progetto, il successo con il suo gruppo. Un imprenditore che guidava giorno e notte per riuscire a far uscire poi il suo primo grande album. Sono sicuro che non aveva rimpianti, chi se ne va così oggi ha già vinto”. Nicola viveva ad Asseggiano, in viale Jacopone da Todi, assieme alla mamma rimasta vedova due anni fa. Nel paese era molto conosciuto perché giocava come portiere nella squadra locale di calcio a sette. Oltre alla mamma, lascia la sorella, l’adorato nipotino e la fidanzata.

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