A Sanremo arriva il ballerino con le stampelle

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Prima il monologo di Luciana Littizzetto sulla diversità e la bellezza al naturale poi arriva Dergin Tokmak, ballerino e acrobata tedesco, affetto da poliomelite dall’età di un anno che si esibisce nella sua performance con le stampelle che lo ha reso famoso in tutto il mondo. Dal 2004 Tokmak è l’unico artista tedesco del Cirque du Soleil.

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Nulla la ferma! Madonna e l’allenamento con le stampelle!

madonna-stampelle-tuttacronaca“Ho inventato un nuovo allenamento con le stampelle – niente mi può fermare”. A scriverlo è la popstar Madonna, che accompagna la sua affermazione con un’immagine apparsa sul suo profilo Instagram. La cantante si è procurata una contusione al piede che, secondo il dottore, la costringerà allo stop per almeno una settimana ma lei non è dello stesso parere, come dimostra l’immagine che la ritrae in palestra e in tenuta sportiva. Con tanto di… “nuovi attrezzi” per l’allenanto!

Un reportage su Venezia, la città che “respinge” i disabili

Venezia-disabili-tuttacronacaUn reportage di Lorenzo Mayer apparso su Il Gazzettino racconta le difficoltà, per un diversamente abile, di attraversare la città lagunare di Venezia. L’idea, nata dopo che una bimba ha scritto al riguardo una lettera a Bernardo Bertolucci, era semplice: deambulare con le stampelle, e in carrozzina nei momenti di stanchezza, per la città, lungo un percorso praticato quotidianamente da migliaia di turisti ma anche dagli stessi veneziani, tra cui diversamente abili ma anche anziani con difficoltà di movimento. In compagnia di un amico e di un fotografo, Mayer è partito dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia e ha raggiunto piazza San Marco, attraversando il ponte di Calatrava in direzione Piazzale Roma. “Ho incontrato, complessivamente, tredici ponti. Nessuno di questi è munito di scivoli, pedane o servo scala. Questi ultimi non funzionano più e sono stati tolti. Affrontare i ponti con la carrozzina, dunque, è impossibile, da soli, a meno di non avere un robusto accompagnatore a seguito. Chi invece, come me, cammina con le stampelle, è più “fortunato” e può farcela. Ma ci vuole pazienza. Tanta.” ha spiegato. In tutto ha impiegato tre ore e quindici minuti, con notevole sforzo fisico, per percorrere un tratto che “insegna tante cose: primo girare a piedi per Venezia, per chi ha difficoltà motorie, significa accettare la sfida e volersi mettere in discussione. Secondo: rappresenta sicuramente un salutare bagno di umiltà, occorre essere disponibili e accettare, in alcuni momenti, anche di farsi aiutare dagli altri. Che non necessariamente conosci. Altrimenti, da solo, non ce la fai. A meno, ovviamente, di prendere un vaporetto.” Senza considerare che, lungo il percorso, bisogna fare i conti anche con altri pedoni: alcuni offrono il loro aiuto, anche senza che venga richiesto, ma altri, magari di fretta e senza accorgersi delle stampelle, urtano chi trovano lungo la loro strada. Mayer racconta quindi la sua avventura, iniziata alle 10.15 al pontile Actv della Ferrovia. Proprio il primo ponte che s’incontra è quello più difficile: quello di Calatrava. “Strano a dirsi perché l’ultimo ad essere stato costruito e quindi dovrebbe essere anche quello più moderno, con meno barriere e difficoltà. Invece è il più insidioso.” I problemi derivano dal fatto che i gradini non sono sempre simmetrici e “perché, in alcuni punti, per il materiale utilizzato si rischia di scivolare.” Alla fine si raggiunge piazzale Roma, per poi dirigersi verso campo Santa Margherita, il che significa altri ponti. E se si vuole chiedere un passaggio a un tassista acqueo fino a San Marco: “Sessanta euro, se senza ricevuta”. Altre persone a cui chiedere informazioni sono i vigili: Mayer ha trovato due vigilesse della polizia locale molto gentili e che gli hanno offerto aiuto, ma quando ha chiesto dei servoscala: “Non ci sono, ma comunque anni fa bisognava chiedere le chiavi al Comune”. Ma il reportage sottolinea anche che “Un’altra cosa balza subito all’occhio: manca una cartellonistica chiara, né sono segnati eventuali percorsi per diversamente abili. Dopo il ponte del Forno si apre la visuale su campo Santa Margherita. Sul ponte dei Pugni mi aiutano, ormai stanco. Trovo anche un’amica di vecchia data che mi suggerisce: «Si parla tanto che hanno rubato le rampe dai ponti, andate a vedere come sono messi gli scivoli sul ponte della Paglia. E i soldi per la minima manutenzione? Pensare che quello sarebbe il biglietto da visita della città». In effetti, qualche ora dopo, la sorpresa sarà amara”. Altri ponti, poi arriva quello dell’Accademia, e il commento di un commerciante: “Hanno speso milioni per Calatrava, potrebbero fare qualcosa anche per questo ponte, è abbandonato e trascurato, nessun aiuto per superare le barriere architettoniche”. Un segnale positivo potrebbe arrivare dal ponte della Paglia, “l’unico ponte incontrato nel mio percorso, che è munito di utili scivoli plastificati, lungo un lato dei vari gradini, indispensabili per portatori di handicap. E questa dovrebbe essere una buona notizia. Peccato però che attualmente, si trovano in pessime condizioni, rovinati, con pericolosi buchi e avrebbero di urgente intervento in manutenzione e sostituzione. Non sono un tecnico di lavori pubblici, ma credo che un intervento in tal senso non avrebbe di sicuro costi esorbitanti. Gli scivoli di gomma, sono diventati ricettacolo di mozziconi di sigaretta, sporgo e polvere. E rischiano di essere delle trappole. Occorre stare attenti a dove si mettono i piedi, per non inciampare. È decisamente più sicuro fare i gradini. Il “viaggio” è finito. Ora tocca alle istituzioni pensare a delle risposte per migliorare, se possibile, la situazione”.

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Kristen cammina sui vetri… e si fa male. E’ umana!

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La Bella Swan della saga cinematografica di Twilight è arrivata al Dolby Theatre elegantissima nel suo lungo abito strapless griffato Reem Accra e appunto con l’ausilio delle un po’ meno eleganti stampelle, che come è ovvio limitavano un po’ i suoi movimenti.

Gli invitati alla serata si sono tutti un po’ chiesti quale fosse il motivo. Ma a risolvere il quesito ci ha pensato la stessa Kristen, che prima dello scandalo del tradimento con Rupert Sanders era decisamente avara di dichiarazioni alla stampa: “Ho camminato su un vetro rotto,” ha spiegato, aggiungendo senza mezzi termini: “Che idiota!”

Per le foto ufficiali sul red carpet, però, la Stewart ha velocemente accantonato le stampelle ed è riuscita a farne a meno anche quando è dovuta salire sul palco per consegnare un premio insieme aDaniel Radcliffe, il maghetto Harry Potter ormai cresciuto: agile e scattante, è riuscita a salire gli scalini zompettando, altro che Jennifer Lawrence che inciampa nel vestito da principessa Dior!

Vampira? No ancora troppo umana!  Svelato il mistero.

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La dura legge dello show! Kristen Stewart criticata anche sulle stampelle

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Un’attrice infortunata agli Oscar non è glamour! Eletta attrice meno sexy di Hollywood, spesso presa di mira per una sua presunta anoressia, ieri è arrivata sul palco con le stampelle a causa di un infortunio. Per questo criticata e irrisa è diventata il bersaglio di stampa e giornalisti che sul suo momentaneo handicap ci hanno riempito le immagini dello show e le pagine dei quotidiani.

L’attrice, infortunata, è entrata zoppicando sul palco per presentare l’Oscar per la miglior scenografia insieme a Daniel Radcliffe, ma la sua prestazione non è stata delle migliori. Kristen infatti non è sembrata coinvolta, con voce svogliata e aria assente (forse solo sofferente), e il social network, non ha risparmiato critiche in tempo reale: “Kristen Stewart stai bene? Dove erano i parrucchieri prima che uscissi sul palco? – ha twittato il comico David Spade – Sembra che sei stata investita da un autobus”. Reazione simile, fra le tante, da parte del collega Joel McHale: “E’ zoppicante perché si è slogata una caviglia per il troppo disinteresse”. La stessa Anne Hathaway, vincitrice dell’Oscar, aveva incontrato la Stewart dietro le quinte con le stampelle: “Ti prego dimmi che stai andando sul palco con quelle”, gli avrebbe raccomandato, ricevendo per risposta un “No entrerò zoppicando”.

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