Blitz dei No Tav: scritte sui muri delle sedi dei giornali

notav-blitz-tuttacronacaBlitz dei No Tav contro la sede di diversi giornali nella notte a Milano, dove sono apparse scritte ineggianti al corteo che si svolgerà sabato. Ad essere stati imbrattati sono i muri delle redazioni del “Sole 24 ore”, del “Corriere della Sera”, dell'”Espresso”, de “Il Giorno” e de “il Giornale”. La Digos è intervenuta per gli accertamenti del caso. Nel frattempo alla redazione torinese di La Repubblica è stata recapitata una lettera con la quale un uomo, che si firma come “cattivo maestro preoccupato”, sostiene di aver visto circolare in Valle di Susa il documento dei Nuclei Operativi Armati recapitato mercoledì scorso all’agenzia Ansa. Secondo l’autore “in valle sono sempre di più quelli che si rendono disponibili ad andare dietro ai metodi di chi predica la lotta armata”. E prosegue: “Continuando ad arrestare e denunciare non si stronca il movimento, semplicemente si spingono i giovani verso le sirene della violenza”. La redazione del quotidiano replica così alla lettera: “Per fermare la violenza è sufficiente non praticarla. Isolare i violenti dovrebbe essere un imperativo generale, sia dei favorevoli sia dei contrari all’opera. Ma il movimento No Tav è oggi in grado di farlo?”, si chiedono i giornalisti.

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Berlusconi: “Ho chiesto alle ragazze di Forza Silvio di mettermi le mani addosso”

Berlusconi-le-foto-sul-Sunday-Times-senza-cerone-tuttacronacaPrimo comizio del 2014 a Cagliari per Silvio Berlusconi che davanti al governatore Ugo Cappellacci ha detto: “Ho chiesto alle ragazze di Forza Silvio di venirmi a mettere le mani addosso, sulla mia faccia, perché ho chiesto a un signore di fotografarmi e di rappresentarmi come sarò a 90 anni, e invece hanno pubblicato quelle foto come se fossero di oggi. Qualche ruga c’è, ma i miei 80 anni li porto bene…”. Il riferimento è a un servizio apparso sul Sunday Times dal titolo “Dopo la caduta” e che mostra l’ex premier con il volto rugoso. Riguardo quegli stessi scatti Paul Stuart, il fotografo, intervistato da Repubblica, alla domanda: “In Italia queste immagini hanno fatto impressione perché ne viene fuori un Berlusconi differente, più anziano, con le rughe in evidenza. E’ stato lei a cercare di tirare fuori l’uomo da dietro la maschera, il vero Berlusconi invece di quello più artificioso di altre foto del passato?” aveva risposto:

“Non sono partito con questo intento. Sono uno specialista di ritratti, faccio solo questi, e lavoro con il materiale che mi viene presentato. Quello che ho fotografato è il Berlusconi che ho visto, che lui voleva trasmettere e far vedere”

“Dopo la caduta” Berlusconi si aggiudica la cover del Sunday Times Magazine

berlusconi-palazzo-tuttacronacaS’intitola “After the fall”, “dopo la caduta” lo speciale che il Sunday Times Magazine ha dedicato a Silvio Berlusconi con tanto di cover dove lo si vede apparire insolitamente pensieroso in uno scatto di Paul Stuart. Sfogliando il giornale s’incappa poi nell’articolo principale tratto dal suo colloquio con John Follain, corrispondente del magazine da Roma. E non c’è dubbio che sia proprio lui a parlare. Se il sottotitolo recita “Welcome, signore, to my palazzo”, si ritrovano anche riconoscibilissime frasi dell’ex premier: “Fortunatamente, non ho mai dovuto pagare una donna per fare sesso”. E ancora: “I’ve got the sun in my pocket”, “Ho il sole in tasca…”

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Anche “Aigor” tra i delusi del Pd: la rete si sbizzarrisce!

delusi-pd-tuttacronacaQualche mese fa Luciano Ligabue affermava: “Sono uno dei tanti delusi dal Pd e non voterò alle primarie. Movimento 5 stelle? Non so se abbia le risposte che servono all’Italia, ma sicuramente è un movimento necessario a ricordare che così non va e bisogna cambiare”. Le parole si sono trasformate in una specie di mantra per tutti i sostenitori di Grillo e dei suoi “cittadini” che popolano la rete e, qualche giorno fa,Fb è nato un gruppo che ironizza sull’entusiasmo dei militanti e sostenitori di Beppe Grillo. Ecco alcuni esempi:

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“Non comprate Repubblica e La Nazione!”: il nuovo diktat di Grillo

beppe-grillo-tuttacronacaNuovo monito ai militanti del M5S da parte di Beppe Grillo che su un post pubblicato nel suo blog spinge a non comprare più i quotidiani La Repubblica e La Nazione, che definisce “i serial killer della disinformazione” contro il movimento. Il leader dei pentastellati spiega che “Il diavolo è nei dettagli, la disinformazione pure”. Pubblica quindi un’immagine de La Nazione di venerdì 10 gennaio 2014 nella quale si vede un grafico nel quale “il M5S votato da 9 milioni di italiani è genericamente compreso sotto altri”. E commenta: “Il M5S scompare senza far rumore. Per il lettore non c’è più, non conta, nulla può e nulla fa”. Quindi è il turno de La Repubblica di venerdì 10 gennaio 2014, edizione di Milano, e di un articolo sui rimborsi elettorali dei partiti in Lombardia. Anche qui, denuncia il M5S, nel grafico si mette in evidenza la cifra di rimborsi che avrebbe dovuto prendere il movimento, mettendo solo in minuscolo il fatto che quei soldi non siano mai stati utilizzati.” “Il M5S ha preso 600.000 euro? Ma non li aveva rifiutati? Sono come gli altri!”, pensa il lettore che non si accorge del minuscolo asterisco che rimanda a una nota ancora più minuscola che recita: “rimborsi non utilizzati per decisione di M5S”. Grillo spiega allora che si tratta di una “disinformazione scientifica al di sotto del livello di coscienza: subliminale. La vittima è sempre il M5S che o non esiste o è come gli altri”. “Questa disinformazione è nelle redazioni locali, si annida in un sottotitolo, dentro un grafico, dietro un asterisco. Disinformazione metodica, chirurgica, seriale che denota un comportamento attento, che non lascia nulla al caso, maniacale, patologico: quello tipico dei serial killer. Della disinformazione. Vanno fermati – è l’appello che lancia Grillo – colpendoli dove più fa male, nel portafoglio. Non comprate più la Repubblica e la Nazione”.

Raoul Bova “allo scoperto”: paparazzato con Rocio

raoul-bova-rocio-munoz-morales-tuttacronacaRaoul Bova e Rocio Munoz Moralez “paparazzati” assieme. Le foto che ritraggono le nuova coppia appaiono su Chi e sono state scattate al parco della Misticanza di Roma dove l’attore si trovava in occasione della presentazione dell’iniziativa “Le domeniche di San Francesco”, promossa dalla Onlus “Coloriamo i sogni”, che l’attore ha fondato con l’ex moglie Chiara Giordano. Durante la giornata, anche se a distanza, è stata fissa la presenza della modella, a Roma con i genitori, che però ha reputato di non farsi ancora paparazzare a fianco del nuovo compagno.

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Raoul Bova torna a casa dalla moglie?

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Per gli incurabili romantici già si parla di un nuovo ritorno di fiamma quello che sarebbe stato immortalato in alcune foto che mostrano Raoul Bova, con bagagli e pasticcini avviarsi verso la casa della moglie Chiara Giordano. Se mesi fa l’attore attraverso i social e la stampa aveva annunciato la fine del loro matrimonio con le parole “Io e Chiara  ci abbiamo provato a risolvere i nostri problemi, ma non ce l’abbiamo fatta, e abbiamo deciso di comune accordo di prendere strade diverse”, ora però sembra almeno che ci sia uno spiraglio. E la modella Rocio Munoz Morales?

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I clienti delle baby prostitute negano… ma gli sms restano

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Chi sono i clienti delle baby prostitute? Si è già scritto a lungo su questi uomini spesso sposati, disposti anche a far andare le ragazze presso le loro abitazioni, ma nessuno ancora aveva provato a contattarli. C’è chi compone quei numeri, la maggior parte degli indagati naturalmente risulta irraggiungibile, ma c’è invece anche chi risponde e nega. Franco, nome di fantasia, professionista, sposato che quando il cronista si presenta  e gli fa notare che i suoi sms provano i suoi contatti con le minorenni, si dimostra seccato  e archivia la questione con un «Io non vado con le minorenni». Poi esprime il suo fastidio: «E se avesse risposto mia moglie?». Dalle intercettazioni emerge che Franco si era accordato con Marco Ienni: «Chiamalo, 400 euro, voi due insieme», scrive Ienni in un messaggio a una delle due adolescenti. La cronista allora insiste, rigettando le rimostranze del cliente: «Normalmente chi ha una moglie, non dovrebbe andare a prostitute, pur se maggiorenni. E se lo fa se ne assume il rischio…». «E chi l’ha detto ? – rintuzza Franco -. Io ho due ragazze fisse… Ma sono maggiorenni. Queste due non le conosco, non le ho mai viste. Può darsi che abbia telefonato perché c’era il numero sul sito, ma di certo non ci sono andato a letto». Un altro cliente, come si legge su Leggo, in un articolo a firma di Angela Camuso:

Un altro cliente, lo chiameremo Sandro, dice di essere un impiegato, casca dalle nuvole: «Mai incontrate quelle ragazzine». Eppure ci sono i messaggi in cui lei chiede l’appuntamento, quindi scrive il prezzo, 300 euro, per un incontro da lì a 15 minuti… Sandro: «E chi li ha 300 euro? Non lo so, forse ci siamo accordati ma poi non se ne è fatto nulla, perché la ragazza voleva venire a casa mia. Ma io a casa mia non faccio venire sconosciuti…».
Dagli atti emerge che le ragazzine spesso si prestavano a servizi “a domicilio”. Un altro cliente, che chiameremo Mario, è interessato a vedere le due minorenni insieme ma precisa: «Io ho una Smart … Tutte e due, rischiamo di non far niente…». «Veniamo noi da te…» , dice allora una baby squillo. E lui dà l’indirizzo di un quartiere della estrema periferia Sud. Il prezzo pattuito: 400 euro per le due ragazze insieme.

Intanto però arriva anche un’altra sconvolgente verità che è quella delle due protagoniste, in particolare della maggiore delle due che nei verbali ha ammesso che tutto sarebbe iniziato come «un gioco», da una ricerca su Google su come come guadagnare denaro. Ogni giorno, dai 100 ai 400 0 500 euro. Ma «non era un bel gioco andare con gli adulti».

Così sarebbero finite nel giro di prostituzione minorile ai Parioli le due ragazzine romane dei Parioli,secondo quanto si legge nelle 155 pagine di verbali dell’interrogatorio della più grande delle due giovani, 15enne all’epoca dei fatti e indagata con l’accusa di aver indotto l’amica quattordicenne a seguirla. La stessa che sembra voler difendere il suo sfruttatore, cercando di rivendicare come la scelta fosse stata autonoma: «Mimmi (Mirko Ieni, uno degli sfruttatori arrestati. ndr) non lo sapeva che noi eravamo minorenni. Noi gli dicevamo che avevamo 19 anni. Ma non è sfruttamento. Se lo abbiamo fatto non è lui che ci ha costretto, è stata una nostra idea. Lo ripeto e lo ripeterò altre 350 volte se necessario. Non mi ha costretto», ha spiegato la ragazzina. Molti conoscevano l’età delle due ragazzine, tra i clienti, ha chiarito.

 Dalle pagine dell’interrogatorio, secondo quanto riportato dalla Stampa, c’è un mix di false sicurezze, debolezze: «Non sono una vittima», ripete la ragazza, che rivendica al tempo stesso di non essere responsabile di quanto fatto anche dall’amica: «Di sicuro non è colpa mia», ha chiarito. Ma la giovane, si legge sul quotidiano piemontese, è anche capace di non crollare: «Non voglio dire chi mi ha fatto usare la cocaina la prima volta. Dai dettagli dei verbali, emerge però com’è nato tutto: «Volevo essere indipendente e così ho digitato “guadagnare soldi”. Ho mandato una mail. Non ho capito all’inizio di cosa si trattava», ha chiarito la ragazza di fronte al procuratore aggiunto Maria Monteleone. Con pazienza quest’ultima è riuscita a farsi spiegare quanto avveniva nella casa affittata da Ieni. Ma non solo, dato che, come hanno ricostruito gli inquirenti, altri clienti preferivano incontrare le due ragazzine a casa, in macchina o in posti dove speravano di non essere riconosciuti.  Si legge sulla Stampa:

«La ragazzina ammette quello che succedeva in via Parioli 190, in un hotel e a casa di un cliente in piazza Fiume. All’inizio è reticente. «Con la mia amica usciamo insieme, facciamo tutto». Andate in qualche posto particolare? «Corso Trieste, piazza Caprera, Piazza Euclide, viale Parioli. Nei bar». Ma alla domanda specifica su viale Parioli Vanessa risponde: «A casa di un amico, Mimmi». Nega di conoscere il suo vero nome – che poi invece dimostrerà di conoscere – e spiega che gli danno «10 euro quando ci dà la casa» che definisce «scialla, normale». E alla domanda se in quella casa vengono uomini, risponde: «Un paio di volte». Non vuole dire cosa faceva con quegli uomini «le sappiamo queste cose e mo non le devo dire esplicitamente».

L’uomo che fornì alla giovane il primo contatto fu il caporale Nunzio Pizzacalla, un altro degli arrestati. Lo stesso che rispose alla mail inviata dalla più grande delle due giovani. Sul Messaggero si chiariscono i dialoghi tra la ragazzina, il procuratore e la psicologa. Quest’ultima spiega: «Quello che non avevi capito, però è che anche lui ci voleva guadagnare dei soldi». «Sì, ma io non glieli ho mai dati», risponde. Il racconto risulta però spesso lacunoso, più volte – si spiega – tenta di mentire. Anche perché non sa che il pm Cristiana Macchiusi ha interrogato anche l’amica, definita come «quella che aveva più bisogno di soldi». Ha spiegato come l’allora 14enne fosse venuta con lei per vedere «come si faceva»: «A volte le cedevo anche degli uomini. A me i soldi non servivano, lei ne aveva più necessità».  Dal verbale si chiarisce come secondo la ragazza a tradirla sarebbe stato anche Michael De Quattro, l’uomo che si trova ai domiciliari per il tentativo di estorsione, oltre che per essere stato un loro cliente. Le aveva chiesto 1500 euro per non rivelare video compromettenti girati nella casa dei Parioli, quella affittata da Mirko Ieni. Quando le viene chiesto perché lei era in quella casa dice «Per il lavoro di incontrare le persone, per soldi». «Facevate sesso in cambio di soldi?», insiste a chiedere il procuratore. «Sì… Dai 100 ai 400 euro al giorno. Dipende dai giorni, da come andava…», ha ammesso la ragazza.

Come riporta la Stampa, ci sono alcuni passaggi in cui la ragazza si mostra inflessibile: la cocaina e il nome dell’uomo che voleva portare lei e l’amica in barca a Ponza. «No, non voglio rispondere alla domanda su chi per primo mi ha dato la cocaina», ha spiegato, mentre le viene chiesto dello spaccio. Come avevano ricostruito gli inquirenti erano lo stesso Ieni e Marco Galuzzo (l’ultimo ad essere finito nel carcere di Regina Coeli, ndr) a procurare la droga alle ragazze. Tra i luoghi, invece, chiarisce come la vicenda non fosse legata soltanto alla casa dei Parioli: «Individua anche il quartiere periferico di San Basilio e piazza Fiume dove, all’inizio, ha raccontato, andavano a casa dei clienti che ci prendevano con la macchina o con il taxi». E la stessa indagine si allarga sul possibile coinvolgimento di altre cinque ragazzine, sempre a San Basilio.

 

La Privacy ferma il Redditometro!

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Lotta tra il Redditometro e il Garante della Privacy, per le 35.000 lettere che l’Agenzia delle Entrate ha inviato ai contribuenti. Il Garante non dice “no” al Redditometro ma è un blocco per assicurarsi che prima di chiedere tutti i documenti ai cittadini ci siano i presupposti. In definitiva non deve diventare un “favorisca i documenti”, con i cittadini che si trovano di colpo in balia di un sistema di verifica “astratto”.

Il sistema messo a punto dall’Agenzia delle entrate, ad esempio, segnalerebbe, infatti, come «incongrui» circa 2 milioni di minorenni, colpevoli solo di non dichiarare il reddito necessario a pagare l’affitto. L’Agenzia, infatti, considera un “fitto predefinito” di 700 euro medi per chiunque non sia proprietario di casa o non sia titolare di un contratto di affitto, dunque anche i ragazzi. Perfino sul numero di famiglie esistenti in Italia ci sarebbero scostamenti importanti rispetto ai dati dell’Istat: quasi il doppio dei 25 milioni reali.

La macchina del Redditometro dovrebbe ripartire, anche se non prima della seconda metà di ottobre, una volta fatte le verifiche.

La Stampa scrive:

“E’ stata avviata l’istruttoria per verificare le modalità con cui sono stati individuati i potenziali evasori e sono state calcolate le relative spese sostenute. Il Garante sta inoltre verificando se i dati presenti all’interno della banca dati dell’Anagrafe tributaria siano o meno congrui e dunque di qualità, non essendoci un metodo standard di raccolta e classificazione degli stessi. E’ stata la stessa Commissione Parlamentare di Vigilanza sull’Anagrafe a far emergere la questione.

Verrebbe quindi messa in discussione anche la Circolare dell’Agenzia dell’Entrate n. 24/2013la quale afferma che i contribuenti sottoposti a verifica e contraddittorio sarebbero stati selezionati esclusivamente sulla base di “elementi certi” ovvero proprio quei dati scaturiti dalle dichiarazioni dei redditi e presenti all’Anagrafe. Il blocco del Garante, si ricorda, arriva dopo numerose sentenze delle Commissioni tributarie che avevano già dichiarato lo strumento di verifica illegittimo, non solo a causa della violazione della privacy del contribuente ma anche perché si basava anche su medie ISTAT che potevano non corrispondere alla realtà.

Bisognerà attendere almeno fino alla metà di ottobre per sapere se il Garante deciderà se dare o meno il via libera alle lettere di richiesta di contraddittorio, il collegio dell’Authority tuttavia ha già esaminato i primi risultati sulla base del dossier inviato prima della pausa estiva dall’Agenzia delle Entrate”.

Balotelli amico di Neymar? Vorrebbe esserlo della sua ragazza…

balotelli-fidanzata-neymar-tuttacronacaEl Grafico, giornale cileno, è stato protagonista di uno scambio di battute a distanza tra l’asso del Barcellona Neymar e il rossonero Balotelli. Il brasiliano ha più volte manifestato l’intenzione di diventare amico del 45 del Milan che, interpellato al riguardo, ha dribblato in maniera provocatoria con un “A me piacerebbe essere amico della sua ragazza”, ossia Bruna Marquezine. Che fosse solo uno scherzo o ci sia un fondo di verità nelle parole che sono rimbalzate dal Cile alla Catalogna non è dato sapere così come s’ignora la reazione di Fanny, l’attuale fidanzata di SuperMario. Quello che è certo è che in campo e via Twitter i due campioni hanno sempre dimostrato di avere un buon rapporto!

Privacy e social: i paparazzi girano alla larga da Saint-Tropez

brigitte-bardot-saint-tropez-tuttacronacaSaint-Tropez senza paparazzi. Ha dell’incredibile, eppure una delle mete estive privilegiate dal jet-set internazionale non è stata presa d’assalto dai flash dei fotografi, che devono fare i conti tanto con la crisi della stampa quanto con la concorrenza dei social network e con i troppi processi per violazione della privacy. E’ il quotidiano Nice-Matin che racconta come il villaggio di pescatori nel sude della Francia, dove nacque il mito di Brigitte Bardot, ha perso un po’ della sua aura glamour e le poche star che ancora lo frequentano preferiscono la tranquillità dei loro yacht. Quest’anno Madonna, Tony Parker, Woody Allen, Uma Thurman, Sylvester Stallone e Rihanna hanno trascorso l’estate a Saint-Tropez. Mentre Beyoncè e Paris Hilton hanno preferito Miami e Leonardo Di Caprio Ibiza. Il direttore dell’agenzia di fotogiornalismo Abaca, Jean-Michel Psaila, ha setenziato che l’epoca dei grandi scoop è finita, anche perchè Instagram e Twittier hanno preso il posto dei paparazzi, con le star che, gratuitamente, postano sui propri profili, scatti personali e video. “Tra social network, crisi della stampa, che dispone di meno mezzi per i reportage, e la moda dei processi per violazioni della privacy, i giornali sono meno tentati a inviare i loro giornalisti sul posto e tante star per scelta non vengono più fotografate – spiega Psaila -. Se i vip americani stanno al gioco, i francesi invece denunciano regolarmente i giornali”.

Italia terra di conquista? Comprare un’azienda francese è quasi impossibile!

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Noi siamo terra di conquista per i francesi, ma se sono gli italiani a voler “salvare” e acquisire una ditta francese oltralpe la storia cambia. A raccontarlo è  Fabio Franceschi, presidente della Grafica Veneta (società che stampa tra l’altro il magazine per il New York Times, il brasiliano O Globo, lo spagnolo El Pais e la russa Pravda), al Corriere di Padova, raccontando la sua esperienza dopo mesi di tentativi per acquisire il gruppo francese Cpi colosso da 3600 dipendenti:  «Stiamo lavorando da sei mesi a quest’operazione, sono coinvolti 21 avvocati». La trattativa però non è affatto conclusa, perché i francesi stanno ponendo, secondo Grafica Veneta, numerosi ostacoli: “Grafica Veneta può contare su 350 mila euro di ricavi per dipendente, Cpi ne fa 130 mila a dipendente. Serve una ristrutturazione, è evidente, ma noi puntiamo a non lasciare a casa nemmeno un collaboratore e a investire 100 milioni in un anno per trasferire la nostra tecnologia”. L’impegno finanziario non sembra affatto spaventarlo ma anzi, rilancia: “Grafica Veneta può affrontarlo usando, per la metà del valore, la sua cassa e per metà a debito senza portare la leva oltre il tre per cento. La cosa che, a questo proposito, mi ha fatto molto piacere è che tutti i nostri fornitori ci hanno già fatto sapere che sono con noi. Dai primi cinque editori al mondo alle cartiere”.

Insomma sembrerebbe sempre più valida l’ipotesi che l’Italia sia una terra di conquista e che invece non possa, come sarebbe giusto ed equo in un’Europa senza più confini, ambire a rilevare, ristrutturare e rilanciare un’azienda francese… non sarebbe un tema su cui discutere ai vertici europei e trovare una normativa comune che consenta agli imprenditori di avere regole certe e comuni in tutta la zona euro? Forse gli italiani all’estero possono piacere solo quando si lasciano comprare?

 

La Stampa aumenta, da domani 10 centesimi

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Dopo 4 anni La Stampa ha deciso di aumentare il costo del suo quotidiano che passa da 1,20 a 1,30. Come viene spiegato sull’annuncio il rincaro è dovuto alla crisi dell’editoria, al calo della raccolta pubblicitaria dovuta alla congiuntura economica e alla scarsità della domanda. Come si legge nell’articolo in cui si avvisano i lettori che verrà da domani applicato il rincaro:

La situazione dell’informazione in tutto l’Occidente è difficilissima, aumentano i lettori – soprattutto su Internet – ma i conti tornano sempre meno. Abbiamo tagliato al massimo i nostri costi, ma c’è un limite oltre il quale a farne le spese sarebbe la qualità del prodotto. Noi, che non prendiamo finanziamenti pubblici, ma viviamo del vostro acquisto quotidiano, vogliamo continuare a innovare e migliorare, a mandare inviati a raccontare le guerre e i viaggi del Papa, i delitti e le elezioni, gli sprechi e le buche sotto casa.

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L’Italia si prepara al grande bavaglio?

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E’ Maurizio Bianconi del Pdl che ieri a presentato alla Camera  un’interrogazione a risposta scritta, indirizzata al presidente del Consiglio, riguardante “certa stampa” che “attacca ossessivamente” il sistema dei partiti. Il deputato chiede ad Enrico Letta “se esistano ancora forme di contribuzione all’editoria che riguardano i quotidiani di maggior tiratura e, in caso affermativo, se si pensi di abolirle o meno. Da anni – rileva Bianconi – certa stampa che si riferisce ai cosiddetti poteri forti di questo Paese attacca ossessivamente, sovente con informazioni inesatte o distorte, il sistema dei partiti. In questo gioco al massacro – afferma l’onorevole Pdl – si sono distinte penne famose che ne hanno tratto giovamento economico e notorietà, e testate famosissime, cosicché gli stessi mezzi di informazione finiscono col divenire malattie mortali per la democrazia, anziché stimolo e pungolo critico”.

 Poi naturalmente Bianconi chiede il ‘conto’ del “sistema contributivo all’editoria che coinvolge detti mezzi di informazione” precisando che a – suo parere – dovrebbe “cessare ogni forma di intervento in tal senso, nell’ottica di una reale rivisitazione della spesa pubblica”. La parola, ora, spetta al premier.

Per l’Italia si prepara un grande bavaglio? Il finanziamento ai partiti cambia nome, ma resta in piedi, mentre per la stampa si chiede l’abolizione di ogni forma di contributo statale?

Roberta Lombardi e la spia del Movimento…

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Roberta Lombardi fursiosa, a dir poco. Stando a quanto riporta Europa, il caprogruppo alla Camera del M5S avrebbe scritto questa mail ai deputati in vista della riunione di giovedì: “Volevo scrivervi per condividere con voi l’assedio a cui siamo sottoposti, ma grazie allo stronzo/i che fanno uscire tutto quello che ci scriviamo o diciamo sui giornali, mi è passata la poesia. Grazie per averci tolto anche la possibilità di parlarci in libertà. Sei una m***a, chiunque tu sia”. E Beppe Grillo non è più tenero: “Chi si è candidato per il M5S al Parlamento e vuole un accordo con il Pdmenoelle scordandosi degli impegni elettorali e della sua funzione di portavoce per realizzare il nostro programma, è pregato di avviarsi alla porta”. Poi arriva un consiglio che suona minaccioso: “E’ meglio buttarsi nel vuoto da soli che essere spinti. C’è più controllo”. La tensione all’intedno del gruppo pentastellato si taglia con il coltello e alla prossima riunione di deputati e senatori il tema all’ordine del giorno sarà il risultato elettorale, con interventi che potrebbero essere tesi a ridiscutere di strategia politica e di prospettive per i “dissidenti”. E se il deputato Luigi Di Maio attacca su Facebook il collega Tommaso Currò, una delle anime “critiche” del Gruppo, accusandolo di essere “chiaramente in malafede”, (“C’è chi proprio a questo gruppo non vuole bene (spero restino pochi)”, scrive Di Maio), altri, sempre compresi nel gruppo dei parlamentari che scalpitano, negano però che ci sia la volontà di andarsene. Lo tsunami si è formato ne casa 5 stelle?

Il mondo guarda all’Italia… e al flop di Grillo!

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E’ catalizzata su Grillo l’attenzione della stampa estera, tutta per quella caduta rovinosa dell’ex comico che è volato in alto alle precedenti elezioni e per il quale è stata ancora più dolorosa la caduta alle ultime amministrative. Pd e Pdl si suddividono poche righe, ma i titoli sono tutti per Beppe. Che affonda, evapora, crolla, così diconoi. Gli elettori “illudono Grillo ai comizi”, “Guadagna l’astensione e perde Grillo”, tutti titoli che sottolineano il flop del movimento, nelle urne. Solo El Diario sottolinea il fallimento dei sondaggi e la relativa “sorpresa” del risultato. Ma le amministrative sono state anche astensionismo, ed è infatti questo il secondo tema preferito. Nessuno però all’estero, pur esesndo gli interlocutori preferiti dal leader che parla di stampa venduta quando guarda all’Italia, espone la teoria elaborata dallo stesso Grillo, mancano i riferimenti  al poderoso blocco sociale di pensionati e dipendenti pubblici che tramerebbe alle sua spalle. Del resto solo in Italia quando qualcosa va male si cercano cause esterne…

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EVACUATA LA STAMPA… Pacco bomba in grado di esplodere!

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Torino, sede della testata giornalistica La Stampa, viene recapito un pacco bomba. E’ panico!

Un dipendente apre una busta di carta che all’interno contiene la custodia di un cd da cui si nota un meccanismo che contiene esplosivo. L’edificio è stato evacuato e sono accorsi per accertamenti gli artificieri dei carabinieri e la Digos. Stando poi a quanto riferito dagli stessi giornalisti, il contenitore era una custodia di cd con all’interno un meccanismo che avrebbe dovuto far detonare l’esplosivo. Ma qualcosa, fortunatamente, si è inceppato.

L’ordigno è molto simile a quelli inviati nelle scorse settimane alle sedi di Equitalia e ai carabinieri. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è anche la pista che porta agli anarchici della Fai-informale, ultimamente molto attivi con questo tipo di intimidazioni.

Secondo gli investigatori il pacco bomba era tecnicamente in grado di esplodere. Sulla busta non c’erano mittente né rivendicazioni. Inoltre, il pacco è risultato negativo al controllo del metal-detector in quanto la custodia del cd era ricoperta di tessuto.

La protesta di Ruby: “Voglio essere ascoltata al processo”

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Karima El Mahroug, meglio nota come Ruby, dichiarandosi “dispiaciuta di aver fatto una cavolata spacciandomi per parente di Mubarak”, ha manifestato oggi davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per chiedere di essere ascoltata al processo che porta il suo nome e che vede come imputato Berlusconi con l’accusa di sfruttamento di prostituzione minorile. Ruby è la figura chiave, oltre che in questo processo, anche di quello in cui sono imputati Lele Mora, Nicole Minetti ed Emilio Fede. Aspettando il 22 aprile, data in cui riprenderà il procedimento per il Cavaliere dopo la sospensione delle udienze decisa dai giudici in attesa della decisione della Cassazione sull’istanza di legittimo sospetto presentata dalla difesa del Cavaliere, Ruby ha preparato un lungo comunicato che ha letto alla stampa evitando però di rispondere alle domande. La ragazza ha esordito affermando di essersi sentita “strumentalizzata da parte della stampa e dalla magistratura” e di aver deciso “dopo due anni di rompere il silenzio”, lo ha fatto con questa protesta “per mia figlia Sofia e per la mia famiglia”. Tra le tante affermazioni contenute nel suo comunicato, Ruby ha dichiarato: “Non ho nulla di cui vergognarmi e nulla da nascondere. Chiedo di essere sentita dai giudici di Milano, spero che mi chiamino. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, e che questo avvenga nelle sedi istituzionali.” E ancora: “Non sono una prostituta, devono ascoltarmi. Per colpire Berlusconi la stampa ha fatto del male a me”. Dopo essersi scusata per le sue bugie, anche per quelle raccontate a Berlusconi, che afferma le servissero per “costruire una vita parallela, un’origine diversa dalla povertà”, non ha risparmiato un attacco alla magistratura: “La violenza che più mi ha segnato è stata quella del sistema investigativo. Dei ripetuti interrogatori che ho subito solo alcuni sono stati messi a verbale. Ho subito una tortura psicologica, un atteggiamento apparentemente amichevole ma improvvisamente mutato quando non ho accusato Silvio Berlusconi”, ha letto ancora Ruby. “A 17 anni non sapevo nemmeno chi fossero i pubblici ministeri, non leggevo i giornali, a malapena sapevo chi fosse Berlusconi. Oggi ho capito che è in corso una guerra nei suoi confronti che non mi appartiene, ma che mi coinvolge, mi ferisce. Non voglio essere vittima di questa situazione. Non è giusto. Chiedo che qualcuno ascolti quello che ho da dire, voglio raccontare l’unica verità possibile e lo voglio fare in sede istituzionale” E ancora: “Oggi ho capito che è in corso una guerra contro di lui e io ne sono rimasta coinvolta, ma non voglio che la mia vita venga distrutta”. Quindi Ruby si è congedata con un: “Quello che dovevo dire l’ho detto. Adesso spero che mi chiamino.”

Le notti brave di William e Kate a Ibiza… spunta lo zio cocainomane!

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A minare la privacy della famiglia reale britannica stavolta ci ha pensato la “pecora nera” Gary Goldsmith, zio di Kate Middleton con un passato da cocainomane. In un’intervista al magazine scandalistico Hello!, che secondo la stampa britannica paga molto profumatamente le proprie fonti, Goldsmith ha parlato dei soggiorni di William e Kate nella sua villa di Ibiza, dal dubbio nome di ‘La Maison de Bang Bang’, trascorsi fra notti brave nei locali dell’isola e bagni di fango.
Lo zio ricorda anche quando nel 2007, nel periodo della breve rottura tra l’erede al trono e la futura moglie, Kate andò proprio da lui a Ibiza per isolarsi. Goldsmith ha anche promesso di aiutare i duchi di Cambridge ad allevare il ‘royal baby’, che nascerà tra qualche mese. Lo vuole avviare subito sulla buona strada?

Gli errore/orrori della stampa italiani!

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La fretta, l’euforia o, più probabilmente, la distrazione. Di fronte alle edicole umbre è apparsa questa mattina questa singolare civetta , il piccolo manifesto che riassume i principali titoli dei giornali in vendita, del Corriere dell’Umbria. Titoli, in questo caso, che combinati hanno prodotto un equivoco che non è sfuggito ai più. E l’immagine è finita presto condivisa sui principali social network.

 

Le auto dell’avvocato!

gianni agnelli - mostra-auto-tuttacronaca

A dieci anni dalla morte dell’Avvocato Giovanni Agnelli, una mostra al Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ricorda il rapporto dell’industriale con le auto. Non solo l’interesse professionale, ma anche la passione personale per i motori, come testimoniano le sue vetture e gli scatti d’epoca riproposti nelle immagini della Stampa.
Sono dieci le automobili esposte, tutte personalizzate secondo il volere di Agnelli, che sono visibili fino al 2 giugno nel Museo che nel 2011 è stato intitolato a suo nome nella mostra “Le auto dell’Avvocato”.

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Ancora annullamenti sull’agenda della Regina!

elisabetta II- tuttacronaca-malata-cancellati-impegni

La regina Elisabetta ha dovuto cancellare altri impegni domani e dopodomani. Lo riferisce Buckingham Palace spiegando che sebbene si stia riprendendo dalla recente indisposizione ”purtroppo non prendera’ parte agli impegni di domani e giovedi” e sara’ rappresentata dal duca di York Andrea e dal principe Filippo. ”Sua Maesta; continuera’ tuttavia la sua consueta attivita”’ a Palazzo e ”spera di poter tornare a rispettare a pieno il programma di impegni ufficiali la prossima settimana.

Quanto sta male la Regina Elisabetta II?

Elisabeth II_queen- regina-inghilterra- malata- london-tuttacronaca

La Regina Elisabetta II sta male… o comunque non sta così bene da poter rispettare gli impegni in agenda. E’ notizia degli ultimi minuti l’annullamento della visita prevista a Westminster Abbey. Elisabetta avrebbe dovuto infatti partecipazione alle cerimonia religiosa all’Abbazia di Westminster per la Giornata del Commonwealth insieme al consorte Filippo. Buckingham Palace tranquilizza gli inglesi e dice che la Regina sarà comunque presente questa sera al ricevimento previsto per i festeggiamenti e spera che nei prossimi giorni Elisabetta possa presiedere a tutti gli eventi. Naturalmente la stampa si è scatenata e c’è chi già sta scrivendo che la Regina è gravemente malata ed è già scattato il toto-pronostico sul successore.

I tagli alla spesa pubblica riducono l’ironia di Obama!

obama -  Gridiron Club-tuttacronaca

“Non sono abbastanza spiritoso? Effetto dei tagli: chi mi scrive le battute non prende lo stipendio”. Cosi’ il presidente Barack Obama alla cena del Gridiron Club, appuntamento annuale durante il quale leader politici e giornalisti si scambiano scherzi e battute. Obama torna quindi ha parlare dei tagli che ha dovuto approvare con un taglio critico, ma anche sarcastico, come l’occasione ritiene.
Non risparmia neppure una battuta sul Vaticano e sul suo vice, il settatenne Joe Biden ”Ho dovuto prenderlo da parte e dirgli ‘joe sei troppo giovane per essere papa. Non puoi farlo. Devi maturare ancora un pochino’ ”.

Il caffè di Grillo!

caffè - grillo beppe

E’ anche un piccolo gesto… ma a volte anche i piccoli segni possono aprire i portoni! Il leader M5s, Beppe Grillo, ha deciso di interrompere la sua lotta senza confini nei confronti della stampa e ha offerto un caffé a giornalisti, fotografi e cameraman assiepati davanti alla sua villa a Genova. Sarà un segno di “fiducia”?

La casa in 3D viene dalla Gran Bretagna!

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Un team di progettisti di Londra ha partecipato ad una gara per creare la prima casa stampata in 3D. La Softkill pensa infatti che il futuro delle abitazioni sia questo: elementi prefabbricati stampati utilizzando materie plastiche piuttosto che sabbia o calcestruzzo. Una rivoluzione nel campo dell’edilizia abbattendo i costi delle case. 

Crollo per la pubblicità… solo il web si salva! Siamo a 20 anni fa.

pubblicità

Il mercato della pubblicita’ in Italia archivia il 2012 come peggiore degli ultimi 20 anni con – 14,3%, scendendo per la prima volta dal 2003 sotto gli 8 miliardi di euro. Il calo e’ trasversale: cinema (-18,7% a 37 milioni), stampa periodica (-18,4% a 695 milioni), quotidiani (-17,6% a 1.117 milioni), tv (-15,3% a 3.917 milioni) e radio (-10,2% a 388 milioni). Solo il web tiene e segna un +5,31%.

 

Re Giorgio vuole tappare la bocca alla stampa

 

 

Dopo la trattativa Stato-Mafia, la distruzione delle intercettazioni (che non è da Paese democratico), ora Re Giorgio ha l’ennesimo  problema: MPS. Lo scandalo rischia di travolgere il PD e il Re non può consentirlo tanto che oggi ricevendo una delegazione di giornalisti in occasione dei 50 anni dell’ordine ha affermato “Ci siamo incontrati sistematicamente nel corso di questi anni e abbiamo molto discusso di certi problemi che riguardano il modo di fare informazione, la correttezza e il ruolo dell’informazione, le regole deontologiche, e così via. Non tornerò su questi temi, dico solo qualcosa su un aspetto di quella tematica che, per ragioni che comprendete, anche in questo momento sento molto: l’aspetto dei rapporti tra stampa e amministrazione della giustizia. Abbiamo spesso degli effetti non positivi, quasi dei cortocircuiti tra informazione – che tende ad avere il massimo di elementi per poter assolvere a un ruolo di propulsione alla ricerca della verità – e, nello stesso tempo, riservatezza necessaria delle indagini giudiziarie e rispetto del segreto d’indagine”.

E’ DEMOCRATICO? E’ LECITO PROPRIO NELLA GIORNATA CHE DOVREBBE AFFERMARE CON FORZA IL RUOLO DELL’INFORMAZIONE PARLARE DI CORTOCIRCUITI TRA STAMPA E GIUSTIZIA? DOBBIAMO TENERE TUTTO SOTTO SEGRETO ISTRUTTORIO PER POI DISTRUGGERE ATTI E IMPEDIRE CHE RESPONSABILITA’ E LE VERITA’ VENGANO DIVUOLGATE? E’ GIA’ SUCCESSO CON LA TRATTATIVA STATO -MAFIA, CON USTICA, CON MOLTE STRAGI CHE HANNO DILANIATO IL NOSTRO PAESE, MA ANCOR OGGI LA VECCHIA POLITICA E UN CAPO DI STATO VUOLE COPRIRE INVECE DI FARE CHIAREZZA! LE PAROLE DI NAPOLITANO IERI ERANO SOLO UN PROFORMA PER ARRIVARE ALLE DICHIARAZIONI DI OGGI!

RE GIORGIO ASPETTA SOLO IL DITTATORE BERSANI!

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Tensione stampa- procura a Bologna per il caso Bragaglia

Gino Bragaglia, 86 anni scompare dal reparto di Medicina Interna e viene ritrovato  morto due giorni e mezzo dopo su una scala di emergenza dal figlio. la procura apre un’inchiesta con i nominativi dello staff medico in servizio. I nomi vengono pubblicati sulla stampa locale. Ora si profila l’accusa di violazione del segreto istruttorio.

BENVENUTI IN ITALIA… FRA MALASANITA’, STAMPA e GIUSTIZIA!

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