All’estero piace il paragone… Renzi-Fonzie!

renzi2-fonzie-tuttacronacaSono i due quotidiani britannici The Guardian e Times a riproporre oggi il paragone tra Matteo Renzi e il famoso personaggio televisivo Fonzie. Il primo si chiede: “Il nuovo primo ministro italiano: un giovane Blair, Berlusconi o Fonz?” prima di parlare della politica italiana e ripercorrere la vita del sindaco fiorentino, non lasciandosi sfuggire la partecipazione a La ruota della fortuna nel 1994, proprio lo stesso anno in cui Berlusconi divenne premier per la prima volta. E non manca neanche un commento dal titolo: ” Un giovane che va di fretta”. Il Times va oltre e offre la sua risposta con “The Fonz”, dove parla di Renzi che promette all’Italia giorni felici (Happy Days) dopo essersi spianato la strada fino al top. Come spiega La Stampa, nell’articolo poi si torna su un altro paragone, quello con Tony Blair: “Una volta al potere tuttavia Matteo Renzi potrebbe finire per comportarsi più come la baronessa Thatcher”. Ma non sono i soli quotidiani a parlare del segretario dem e probabile futuro premier. Il Financial Times, oltre alla cronaca politica e a un editoriale dal titolo “Renzi prende una scorciatoia pericolosa” gli dedica un profilo dal titolo “Un giovane che va di fretta per salvare l’Italia dalla crisi”. Dal canto suo, il Daily Telegraph, dedica alla situazione italiana un’analisi in chiave europea: “Se gli italiani guardano con nostalgia ai giorni di Berlusconi, l’Europa ha solo se stessa da biasimare”. Vi si legge: “L’Europa ha incoraggiato una politica debole e tecnocratica in Italia escludendo Berlusconi nel 2011, introducendo una nuova era di governi che non godono del sostegno elettorale”. Con questa premessa, Renzi diventa “il giovane politico che viene visto, come Monti prima di lui, come un cavaliere sul cavallo bianco, un «salvatore» che ripulirà la politica italiana. Tuttavia il sindaco di Firenze non ha mai corso in elezioni nazionali, cosa che potenzialmente è una debolezza per un uomo che deve imporre la sua autorità in un parlamento diviso e senza maggioranza”.renzi1-fonzie-tuttacronaca

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Grillo? Per la stampa estera è “fuori controllo”. E c’è chi lascia la conferenza

Beppe-Grillo-tuttacronacaNon ne esce bene Beppe Grillo con la stampa straniera, come spiega chiaramente il corrispondente per il servizio pubblico finlandese Petri Burtsov. Il giornalista spiega infatti che il leader del Movimento 5 stelle insulta i giornalisti che gli fanno domande difficili. Non solo, se si prova a chiedere se il suo partito abbia commesso degli errori la risposta è un attacco ai media italiani.    A questo punto, il corrispondenete Burston, che come altri colleghi non ha gradito la performance del comico, non ha potuto fare a meno di notare la discutibile tattica impiegata da Grillo, anche se non ne è parso stupito. Ma le opinioni del giornalista non sono cadute nel vuoto e i suoi tweet hanno ottenuto messaggi di “solidarietà” con molti italiani che he hanno approfittato per esprimere il loro profondo dissenso dalla figura e dall’azione del leader del M5s. Al momento, voci contrarie non sono giunte. Ma Roberto Tallei, in Twitter, ha informato: “Diversi giornalisti stranieri hanno abbandonato la conferenza stampa di prima della sua fine. “He’s out of control”.”

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Soldi per votare alle primarie? Meglio il panino!

primarie-pd-tuttacronacaIl dubbio è di quelli amletici: è una presa in giro alle Primarie del Pd o all’infinita sequela di esternazioni sui social che offrono consigli su come impegnare i due euro richiesti per recarsi a votare il nuovo Segretario dem? Fatto sta che una foto apparsa sia nella pagina di Castrum Cropalatum che in quella Becero populismo dei link di FB e apparsa ieri ha preso di mira proprio l’appuntamento del popolo democratico. Vi appare un bimbo che regge un cartello che recita: “Il mio papà e mamma non vanno a votare alle Primarie perché con i 4 euro ci compramno domani il panino per la scuola”.

Primarie Pd aperte a tutti… anche per votare due volte!

primarie-pd-tuttacronacaMaurizio Gallo, giornalista del Tempo, ha raccontato sul quotidiano romano come ha fatto a votare due volte in occasione delle primarie del Pd: gli è bastato raccontare agli scrutatori di aver cambiato recentemente la propria residenza e di non avere ancora i documenti aggiornati per avere tra le mani una seconda scheda di voto e “gabbare” il sistema. “Dopo aver votato dove avevamo diritto, proviamo a ripetere l’impresa dove non dovremmo. ‘Ho tessera e carta d’identità – affermo – ma ho cambiato da due settimane appena casa e i documenti non sono aggiornati. Posso votare lo stesso?’. All’inizio storcono il naso. Poi cedono: ‘E va bene…'”. Il trucco, però, gli è riuscito una sola volta, al seggio di via Cola di Rienzo, quartiere romano di Prati. L’altro voto è stato espresso in piazza Mazzini, dove ne aveva diritto. Non gli è andata bene ai gazebi che ieri erano presenti tra via Giulio Cesare e via Ottaviano, in piazza dei Carracci, in piazza del Popolo e in piazza Madonna dei Monti: “Le tende sono presidiate da attivisti che sembrano soldati sulla linea del Piave: non passa lo straniero” racconta.

Le primarie del Pd presentano… il seggio igloo!

primarie-igloo-tuttacronacaLe primarie del Pd hanno goduto di un’affluenza superiore alle aspettative oggi, tanto che si sono formate code ai seggi. E nessuno si è tirato indietro, tanto che anche sul ghiacciaio del Presena, a 2.600 metri di quota, è stato allestito un seggio… a forma di igloo! E non è neanche mancata una scutura di ghiaccio che ritraeva il volto di Matteo Renzi:

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Per una cravatta Cuperlo perse la Segreteria

cuperlo-tuttacronacaGianni Cuperlo, mentre prosegue lo spoglio e in conferenza stampa, si concede una battuta nel suo discorso durante il quale ammette la sconfitta e augura a Renzi buon lavoro da segretario: “La responsabilità della sconfitta è mia, anche per tutte le cravatte che ho sbagliato”. Quindi manifesta la sua lealtà nei confronti del nuovo eletto: “Verso Matteo Renzi il mio comportamento sarà leale e sincero come leale e sincero è stato il nostro comportamento in queste settimane”.

“Il bipolarismo è salvo”. Inizia l’era Renzi

primarie-pd-tuttacronacaInizia la festa al quartier generale di Firenze in onore del nuovo segretario dem Matteo Renzi. E arrivano i primi commenti dai compagni di partito. Tra questi il viceministro dell’Economia Fassina: “Siamo contenti per la straordinaria partecipazione di oggi. Faccio i complimenti a Matteo Renzi per la netta affermazione. Da domani mattina dobbiamo lavorare tutti insieme nel Pd, noi lo faremo sulla base della piattaforma programmatica di Cuperlo. Il Pd rimane unito e sono sicuro che sarà questa la prospettiva da domani mattina”. Lo ha detto il viceministro dell’Economia, Stefano Fassina. “Matteo Renzi in questi mesi ha saputo intercettare una domanda di rinnovamento che non sempre abbiamo condiviso. Sapevamo di correre controcorrente, non abbiamo fatto sicuramente il risultato che auspicavamo. Per il governo credo che l’impatto possa essere positivo. Coloro che hanno votato Renzi non hanno votato contro Letta, ma per un Partito democratica che segna l’agenda del governo con più determinazione”, conclude. Enrico Letta, presidente del Consiglio, afferma invece: “Con Renzi lavoreremo con spirito di squadra”. E ancora: “Il Pd ha ancora una volta dimostrato la sua forza e la sua vitalità”. “Le primarie – prosegue – rimangono uno straordinario strumento di partecipazione, che oggi dà forza alla nuova leadership del partito. Una partecipazione al voto così alta, inoltre, è fondamentale per fare del Pd un argine contro il populismo crescente”. A fronte dei quasi tre milioni di votanti stimati da Epifani, lo sfidante Civati ha detto: “Dicevano che saremmo stati residuali, ma i risultati dicono altro. E’ un nuovo inizio non solo per chi ha vinto, ma anche per chi porta avanti idee diverse. Le nostre battaglie hanno il sostegno di 300 mila persone”. Lo ha detto Giuseppe Civati, nel corso di una conferenza stampa nel suo comitato. “La sinistra c’è e fa ancora del Pd un partito di sinistra”, ha spiegato Civati. Da parte sua il nuovo Segretario ha dichiarato nel suo rimo discorso: “Da oggi non c’è più alibi per nessuno”. Dopo la sentenza della Consulta “qualche politico di lungo corso neocentrista ha gridato. Ma stasera, con il risultato delle primarie, quella bottiglia glie la abbiamo mandata di traverso”. Ha quindi ribadito che “il bipolarismo è salvo”.

Matteo Renzi, il Tony Blair toscano

renzi_albero_natale-tuttacronacaDa sindaco di Firenze a “Tony Blair” toscano, con i media internazionali che lo celebrano. All’estero davano per certa la vittoria di Renzi nelle primarie e parlavano della sua scalata con la notizia che è rimbalzata su diversi siti d’informazione, dalla Gran Bretagna alla Francia, dalla Spagna agli Usa. E, come tratteggia il Secolo XIX, “con «un endorsment» pressochè unanime, i media esteri osservano come la vittoria di Renzi segni la fine del «potere grigio» alla testa dei democratici ecostituisca un passo decisivo per l’avvicinamento del primo cittadino toscano alla «corona» di presidente del Consiglio.«La scalata del giovane sindaco segna la fine del ‘potere grigiò», è il titolo con cui THE GUARDIAN si sofferma su Renzi, ora «proiettato in prima fila, accanto al premier Letta, nella politica italiana». THE SUNDAY TIMES titola «Il sindaco attaccabrighe si avvicina alla corona di premier» e ripercorre «la traiettoria apparentemente inarrestabile» di Renzi nel diventare il prossimo presidente del Consiglio italiano. Matteo Renzi si «prende la leadership», annuncia infine FOCUS NEWS. Per il quotidiano francese LA TRIBUNE, Renzi è «il nuovo Tony Blair», soprannome che anche altri media d’Oltralpe scelgono per presentare il sindaco toscano. «Renzi vuole rivoluzionare il centro-sinistra italiano», scrive LE NOUVEL OBSERVATEUR, evidenziando «l’opportunità di rinnovamento» che il Pd ha con la vittoria del sindaco. «La sinistra italiana parla toscano», è infine il titolo di LIBERATION che, in un ritratto del «mediatico sindaco» fiorentino, evidenzia come le primarie siano giunte al termine di «un anno disastroso» per il Pd. In Germania TAGESSCHAU presenta le primarie del Pd guardando al futuro e sottolinea «La pressione su Letta giunge dalle fila del suo stesso partito», mentre in Spagna EL MUNDO scrive: «Questa volta non sembrano esserci dubbi, Renzi è l’uomo nuovo della sinistra italiana». Quello stesso Renzi che secondo il sito d’informazione statunitense THE GLOBAL POST, «si prepara a scuotere il centrosinistra italiano».”

Berlusconi ha pronto “un colpo segreto”

Silvio_Berlusconi-tuttacronacaSilvio Berlusconi ha rilasciato un’intervista esclusiva ad Alessandro Barbano, direttore de Il Mattino e, a pochi giorni dal verdetto sulla decadenza in Senato, afferma: “Non mi dimetto prima, non ci penso nemmeno. Aspetterò che votino. Che si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre”Alla domanda se sia intenzionato a Sfidare Matteo Renzi: “Questo dipenderà dalla decadenza. O forse dalla revisione”, sottolinea. Ma l’ex premier spiega anche di aver pronto “un colpo segreto”, che non sarà la figlia Marina. “Non voglio assolutamente che mia figlia entri in politica. Non voglio che, in un Paese in cui la magistratura è diventata un contropotere dello Stato, lei subisca ciò che ho subito io”. E riguardo il voto anticipato: “Perchè mai si dovrebbe tornare al voto? Il governo non ha forse raggiunto una maggioranza in grado di reggere, anche se noi passeremo all’opposizione?”, e aggiunge: “A meno che non prevalgano nel Pd volontà di fa cadere il governo…”. “L’ ho detto e lo confermo. Il voto di decadenza è il punto di non ritorno oltre il quale ci regoleremo soltanto in base all’esame dei contenuti della finanziaria”. Vuol dire che non la voterete? “Vuol dire che non la conosco. E come me neanche gli italiani. Spero che almeno nelle prossime ore i nostri senatori possano studiarla”.  La scissione Pdl-Fi. Sulla scissione Pdl.Fi, afferma quindi: “Nessuna frattura è insuperabile. Se dovessero capire di aver commesso un errore, noi saremmo tutti lieti di un ritorno all’unità”, dice inoltre a proposito di Angelino Alfano e del Nuovo centro destra. Stando ai sondaggi, spiega, l’elettorato non ha compreso la scissione. “Gli ultimi sono di due giorni fa, e dimostrano che anche il nostro elettorato fa fatica a comprenderne le ragioni, se è vero e non ho motivo di dubitare di Euromedia che Forza Italia è al 20,1 per cento e la nuova formazione al 3,6”.  Riguardo l’agibilità politica. “Sfido chiunque a dire che in questi mesi di coabitazione non abbiamo dimostrato un atteggiamento di sincera apertura e prudenza. Che cosa ce n’è venuto? La decadenza”, dice il Cavaliere che spiega: nell’esperienza delle larghe intese “abbiamo dato molto e non abbiamo ricevuto in cambio nulla”. Quello che si sarebbe aspettato, invece, era “Un riconoscimento del mio ruolo e un’agibilità politica che ogni cittadino di buon senso e di buona fede concederebbe a un alleato”.

Berlusconi e la frattura con il braccio destro… all’estero si racconta la scissione

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Berlusconi e la frattura con il suo braccio destro Alfano si racconta così:

«Un Berlusconi indebolito rilancia Forza Italia», titola il FINANCIAL TIMES evidenziando come ora «al centrodestra manchino i numeri per far cadere il governo Letta». E il foglio della City riporta anche alcune ipotesi emerse durante la convention di Fi sul futuro dell’esecutivo: «Alcuni sono convinti che l’Italia andrà al voto in primavera, altri credono che Letta potrebbe lottare fino al 2015. Altri ancora ammettono che, al momento, il governo Letta ne sia uscito più forte». Più netti i commenti della stampa tedesca.

«La defezione dell’alleato di lungo corso spacca il centrodestra in Italia» titola il NEW YORK TIMES osservando come «la rottura del Pdl di Berlusconi segni un nuovo, sebbene incerto, capitolo nella politica italiana» nel quale «secondo alcuni analisti crescerà il livello del populismo antigovernativo».

«Berlusconi resuscita il vecchio partito», è il titolo della britannica BBC che sottolinea tuttavia come, con la scissione del Pdl, il Cavaliere resti «in stallo».

«Il partito di Berlusconi si disintegra», titola DER SPIEGEL, mentre BILD in un occhiello scritto in italiano si chiede «Ciao Cavaliere?», per poi titolare «Si sbriciola il partito di Berlusconi».

Per DIE WELT, «nella sua lotta per la sopravvivenza politica, Berlusconi ha spaccato il suo partito» e con Fi «ha allineato un partito su se stesso».

Il SUDDEUTSCHE ZEITUNG sottolinea come il centrodestra di Berlusconi sia «a pezzi» e «il potere dell’ex premier ne ha sofferto».

In Francia LE MONDE fa una riflessione più generale e in un articolo intitolato «In ordine sparso la destra italiana prepara il dopo-Berlusconi» ripercorre le fratture intercorse dal 2009 a oggi all’interno del centrodestra.

Lo spagnolo EL PAIS invece scrive come «il giorno scelto da Berlusconi per rifondare Forza Italia sia stato anche quello del gran tradimento del suo delfino, Angelino Alfano». E la scissione del Pdl con il contestuale rilancio di Fi irrompe anche sulla stampa americana.

La frattura c’è stata e nel complesso si parla di indebolimento del centrodestra e del dopo Berlusconi… ma forse per le analisi è ancora presto o forse troppo tardi!

Il mondo guarda all’Italia… e al flop di Grillo!

Beppe_Grillo-flop

E’ catalizzata su Grillo l’attenzione della stampa estera, tutta per quella caduta rovinosa dell’ex comico che è volato in alto alle precedenti elezioni e per il quale è stata ancora più dolorosa la caduta alle ultime amministrative. Pd e Pdl si suddividono poche righe, ma i titoli sono tutti per Beppe. Che affonda, evapora, crolla, così diconoi. Gli elettori “illudono Grillo ai comizi”, “Guadagna l’astensione e perde Grillo”, tutti titoli che sottolineano il flop del movimento, nelle urne. Solo El Diario sottolinea il fallimento dei sondaggi e la relativa “sorpresa” del risultato. Ma le amministrative sono state anche astensionismo, ed è infatti questo il secondo tema preferito. Nessuno però all’estero, pur esesndo gli interlocutori preferiti dal leader che parla di stampa venduta quando guarda all’Italia, espone la teoria elaborata dallo stesso Grillo, mancano i riferimenti  al poderoso blocco sociale di pensionati e dipendenti pubblici che tramerebbe alle sua spalle. Del resto solo in Italia quando qualcosa va male si cercano cause esterne…

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L’intervista di Grillo al Time!

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“Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20% o il 25 o il 30%”: è una delle frasi a effetto che Beppe Grillo sfoggia in un’intervista a Time. Il magazine Usa presenta ai suoi lettori “il comico canaglia diventato kingmaker”. “Il più grande vincitore delle elezioni italiane”, scrive Time, “si è rifiutato di negoziare con la vecchia guardia che considera alla radice dei problemi dell’Italia”. Nell’intervista parla di “dissoluzione dei partiti”. Dà il merito del suo successo a Internet. E non manca di scherzare sul papato.

Grillo dice di volere sostituire i partiti con “cittadini, informati, onesti, cittadini trasparenti, che fanno il loro lavoro con passione”. E che vanno a casa dopo due mandati. “Non ci sono soldi né carriere in questo movimento”. Il Movimento Cinque Stelle ha avuto più voti di ogni altro partito, 8,7 milioni. Ma Grillo ripete di non volere cooperare con i partiti politici: “Fanno mostra di essere l’uno contro l’altro, ma sotto sotto, sono la stessa cosa. Destra e sinistra in Italia hanno sempre fatto finta di combattersi. Ora gli accordi che hanno fatto nell’ombra per 20 anni devono farli alla luce del sole. E se lo fanno sono morti. Politicamente morti. E così scaricano su di me la loro infelicità politica, la loro disintegrazione, dicendo che sono io che non formo il governo, che creo instabilità. Ma io non posso discutere con loro”. Time chiede a Grillo perché non accetta l’offerta del Pd di lavorare a misure contro la corruzione e i costi della politica. “Loro parlano di trasparenza dei partiti. Noi parliamo di dissoluzione dei partiti. E’ differente. Wellington e Napoleone non possono trovare modo di cooperare. Noi siamo qualcosa di diverso”.

“Cosa le dà l’autorità per negoziare o no con il Partito Democratico?”, chiede Time, ricordando le accuse di essere antidemocratico e di fare scelte senza consultare i neoeletti. “c’è una regola nel nostro movimento. Non facciamo accordi con i partiti. Chiunque abbia aderito al nostro movimento ha accettato questo… Non c’è niente da decidere”. Per rilanciare l’Italia, Grillo dice che c’è bisogno di “un forte segnale”: “Mandateli tutti a casa. Chiudete i partiti, prendetegli i soldi, immediatamente. Il lancio d’urgenza di un reddito minimo garantito. Due o tre operazioni, leggi contro la corruzione i conflitti d’interesse, separare le società finanziarie dalle banche”.

Time chiede come mai le proposte di cui più si parla – la nazionalizzazione delle banche, il referendum sull’euro, il fare default sul debito – non sono nella piattaforma del partito. “Dobbiamo ancora discuterne. Poi le scriveremo nel programma. Dateci tempo. Io propongo un’idea di base. Nonè un piano politico. E’ una visione del mondo. Non si tratta di sostituire una classe politica con un’altra. Vogliamo il 100% del Parlamento, non il 20% o il 25 o il 30%. Quando il movimento arriverà al 100%, quando i cittadini diventeranno Stato, il movimento non avrà più bisogno di esistere. L’obiettivo è di auto-estinguerci”.

Sull’euro, Grillo dice: “Non ho mai detto di volere essere dentro o fuori dall’euro. Ho detto che voglio un’informazione corretta. Voglio un piano B per la sopravvivenza nei prossimi dieci anni. E poi, con un referendum decideremo. Dobbiamo sapere quali sono i costi e i benefici”. E sul rischio di risvegliare “forze oscure”, Grillo afferma: “Tutto ha avuto inizio in Italia: il fascismo, le banche; noi abbiamo inventato il debito. Anche la mafia. Se non scoppia la violenza è perché c’è il movimento. Se noi falliamo andiamo verso la violenza nelle strade perché metà della popolazione non ce la fa più”.

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