Lorenzin contestata dai manifestanti pro-Stamina

stamina-lorenzin-tuttacronacaContestazione ieri notte ai danni del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, la cui auto è stata bloccata e lei costretta a scendere dai malati gravi che dal 23 luglio manifestano in piazza Montecitorio per la libertà di cura con il metodo Stamina. Uno di loro ha chiesto: “Si fermi a parlare con questi ragazzi, si stanno lasciando morire, dice di averci parlato ma non è vero. Non ha una coscienza?” Il ministro ha quindi avuto un colloquio con il ragazzo affetto da distrofia muscolare che è un po’ il simbolo della protesta, Sandro Biviano. A lui ha detto: “Io l’ho già incontrata, capisco la sua sofferenza personale e la sua malattia. Io sono la persona che ha fatto la legge per la sperimentazione del metodo Vannoni umanamente le pare che io non farei qualcosa per lei? Dobbiamo rispettare delle norme che non sono burocratiche, ma è quello che è stato valutato scientificamente”. Rapida la replica del giovane: “noi non abbiamo alternativa, non c’è una terapia”. Il ministro ha quindi sottolineato che la sua patologia “non potrebbe, neanche se funzionasse, essere curata con il metodo Stamina.” Ma la risposta dei manifestanti, in cerca tanto di una cura che di speranza e risposte da parte di una burocrazia che non dà risposte hanno ribadito: “Stiamo parlando di gente in fin di vita, ma che ci importa? Proviamo qualsiasi cosa, firmiamo tutte le carte che volete per assumerci la responsabilità”. Lorenzin ha poi sottolineato che “un trattamento, per essere cura compassionevole, deve aver passato almeno la fase uno della sperimentazione» e che «Brescia è aperta solo sulla base di una sentenza del tribunale, perchè era stata chiusa”.

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Bocciato il metodo Stamina, il comitato nega consistenza scientifica

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Il metodo Stamina messo a punto dal presidente della Stamina Foundation, Davide Vannoni, non convince gli esperti nominati del ministero della Salute che lo hanno bocciato. Il comitato scientifico ha infatti consegnato parere negativo sul procedimento medico che utilizza cellule staminali. Il metodo per gli esperti non avrebbe consistenza scientifica. Il parere del comitato non è comunque vincolante, ma è uno strumento di approfondimento scientifico che viene messo a disposizione del ministro della Salute. Ora il rapporto sarà vagliato dal ministro della Salute, Beatrice Lorenzin. La Stamina foundation, che si attendeva un esito simile, ha già annunciato un ricorso al Tar contro il parere del Comitato che ha da sempre giudicato “di parte” perché composto anche di esperti “che già si erano espressi chiaramente contro il metodo Stamina”. “Il ricorso – annuncia Vannoni – era già pronto prima di conoscere la decisione del comitato, perché eravamo già convinti che i membri fossero fortemente prevenuti. Ora aspettiamo di conoscere le motivazioni di questa loro scelta, fermo restando che il Parlamento ha stabilito che la sperimentazione si deve fare, e ha già stanziato 3 milioni di euro. Non credo che il comitato possa bloccarla”.

Gli hamburger alle staminali costano 250 euro e… sanno di seppia

-hamburger-stamina-tuttacronacaGli scienziati della Maastricht University in Olanda hanno impiegato circa 3 mesi per trasformare una manciata di staminali in un pezzo di carne. L’hamburger, che costa 250mila euro ed è costituito da 20 mila fibre muscolari sintetizzate a partire da cellule staminali di mucca, verrà cotto e servito oggi a Londra, in occasione di una conferenza a cui prenderanno parte giornalisti e non solo. Due i volontari per l’assaggio, tra cui l’autore della ricerca Mark Post. Da quanto trapelato, sembra che gli hamburger abbiano un sapore che ricorda quello delle seppie. Secondo gli scienziati, la “carne in provetta” potrebbe diventare prossimamanete una’altrenativa valida e più ecologica alla “carne originale”. Una simile “coltivazione”, stando alle prime analisi, potrebbe permettere una riduzione dell’uso di terra e acqua del 90%, e del consumo globale di energia del 70%. Post ha spiegato al guardian: “Le mucche – spiega Post hanno bisogno di 100 grammi di proteine vegetali per produrre solo 15 g di proteine animali commestibili. Quindi abbiamo bisogno di usare moltissimo cibo per nutrirle, per poi nutrirci della loro carne. Con la carne coltivata non bisogna uccidere la mucca e in più non viene prodotto metano”. Al momento l’hambuerger è costituito unicamente da proteine, quindi il passaggio successivo sarà quello di crescere anche cellule di grasso, e forse anche ossee, di modo che la carne ‘alle staminalI’ sia il più possibile simile a quella naturale. Entro la metà del secolo il mercato della carne è destinato a raddoppiare, ma se lo facesse anche la quantità di carne, l’allevamento potrebbe essere responsabile di un impatto climatico simile a quello di auto, camion e aerei.​

Stampato primo orecchio 3D da cellule di pecora, funziona come quello umano

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Grazie alle cellule staminali di una pecora e a una stampante 3D è stato possibile creare un orecchio artificiale che funziona  esattamente come quello naturale. L’organo è stato prodotto dai ricercatori del Massachussetts General Hospital. L’orecchio, disegnato da un chirurgo plastico, è stato poi stampato in tre dimensioni in polidimetilsilossano, un composto chimico alla base del silicone. Questo materiale ha permesso di perfezionare il modello. Ora il protocollo prevede che l’orecchio venga testato clinicamente e se gli esiti saranno positivi si potrà passare a operazioni di trapianto. Questa potrebbe essere una speranza per quelle migliaia di bambini che ogni anno nascono con  malformazioni congenite a uno o entrambe le orecchie.

Le reazioni “violente” dei sostenitori di Vannoni

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Comprensibile l’amarezza di quanti in famiglia devono combattere malattie terribili, ma a volte proprio perché si conosce la sofferenza sarebbe meglio combattere la guerra senza passare dalla parte del torto. il Movimento Vite Sospese, un gruppo nato a sostegno del Metodo Stamina e del suo promotore Davide Vannoni, si difende insultando la rivista Nature che aveva accusato di plagio e falso lo stesso Vannoni.

Come si legge sul Facebook del Movimento Vite Sospese, loro si propongono di:

“svolgere opera di sensibilizzazione presso la popolazione per la capillare diffusione della conoscenza dei problemi inerenti la cura di malattie rare e di stati comatosi e post comatosi mediante l’infusione di cellule mesenchimali adulte secondo il metodo elaborato dal prof. Davide Vannoni.”

Ma nelle ultime ore invece di rispondere in modo sereno alle accuse esibendo una documentazione scientifica, si è scelta la strada della provocazione e  della volgarità, sicuramente dettata dalla rabbia e dal dolore, ma che comunque resta un gesto “impotente” di fronte alle accuse di Nature che invece  sembrano muoversi su basi scientifiche.

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C’è anche un video nel quale Merlino annuncia una doppia manifestazione per il 10 luglio e invita  parlamentari e “professoroni” ad affrontare la sua verità, che “… quando la verità avanza, la menzogna trema. E voi, tremate?”. Chiede in uno sforzo retorico a chi probabilmente lascerà lui e i credenti ancora fiduciosi, alla solitudine di un inutile presidio, inutile inno a una speranza che sembra  già tradita.

IL VIDEO CONTIENE FRASI CHE POTREBBERO OFFENDERE LA SENSIBILITA’ DI ALCUNE PERSONE 

Noi in alcuni articoli avevamo anche sostenuto il movimento Stamina:

Metodo Stamina: governo dà l’ok alla sperimentazione

Sla e i primi test positivi con le staminali

Ma i continui rinvii del protocollo (che ora dovrebbe arrivare entro il 1 agosto) e i toni dei sostenitori uniti alla mancanza di una difesa su base scientifica e non su violenza verbale ci portano a riconsiderare le nostre prime prese di posizione e a formulare i nostri dubbi. Quindi restiamo in attesa di chiarimenti che possano spazzar via ogni ombra da un metodo che, se valido, non ha bisogno di essere sostenuto da volgarità, ma bensì deve potersi sostenere su dati scientifici inattaccabili. Se i primi risultati sono stati positivi, ci possiamo solo rallegrare di una vittoria della medicina sulla malattia,  fermo rimanendo che un progresso deve comunque essere monitorato per un periodo di tempo abbastanza lungo per fugare dubbi di effetti collaterali o di ricadute.

Nature accusa Vannoni, mentre la consegna del protocollo slitta

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Duro attacco della rivista Nature a Stamina.

L’indagine della nota rivista stronca Vannoni. Con un articolo dal titolo che non lascia dubbi «il trial italiano sulle cellule staminali basato su dati fallaci» Nature fa un’indagine approfondita sul metodo che il governo italiano ha finanziato  a maggio scorso impiegando 3 milioni di euro per la sperimentazione clinica della terapia, dopo aver ceduto alle pressioni dei pazienti.

LE ACCUSE:  Le immagini utilizzate nella domanda di brevetto presentata nel 2010 negli Stati Uniti da Davide Vannoni, e rigettata, sono anzitutto duplicati di altri paper. Un’immagine in particolare, quella piu’ importante nella richiesta di brevetto, che raffigura apparentemente due neuroni ottenuti da cellule staminali prelevate dal midollo osseo non e’ originale, ma frutto di un plagio. La figura sarebbe identica a quella di un paper pubblicato nel 2003 da un gruppo di ricercatori russo, coordinato da Elena Schegelskaya, biologa molecolare presso il Kharkov National Medical Universit, che non ha poi avuto seguito. Per Stamina quella immagine dimostrerebbe l’efficacia nel trasformare in neuroni, in sole due ore, le cellule mesenchimiali con acido retinoico sciolto in etanolo ad una concentrazione 20 micromolare. Per gli scienziati russi invece occorrerebbe una concentrazione dieci volte piu’ diluita e almeno tre giorni per trasformare le cellule in neuroni. “In realta’, si parla di neuroni che non sono neuroni”, ha detto Elena Cattaneo, esperta di staminali all’Università di Milano. Nature avrebbe dimostrato, oltre l’invalidità del metodo rigettato dall’ufficio brevetti americano, anche il presunto plagio delle immagini.

Cosa fa Stamina?

In sostanza il metodo, semplificando le varie fasi, non fa altro che estrarre cellule dal midollo osseo del paziente, manipolarle in vitro e iniettarle di nuovo nel paziente.

Chi ha sferrato l’attacco a Stamina?

L’accusa viene da alcuni ricercatori italiani, ed è stata confermata indipendentemente da un’indagine della rivista.

Lo scorso anno, ricorda sempre Nature, l’ufficio brevetti statunitense ha emesso una ‘prebocciatura’ della richiesta, che poteva essere ripresentata con nuovi dati, ma a quanto risulta Vannoni non lo ha mai fatto. “Non sono meravigliato – commenta alla rivista Luca Pani, direttore generale dell’Aifa – sapevo che non esisteva un metodo scientifico codificato”. Una sperimentazione con criteri scientifici del ‘metodo Vannoni’, finanziata con tre milioni di euro di fondi pubblici, doveva partire a luglio, ma ci sono stati dei ritardi dovuti al rifiuto di Vannoni di fornire le proprie metodologie. “Questa sperimentazione – spiega al sito Paolo Bianco dell’università Sapienza di Roma – e’ una perdita di soldi, e dà false speranze a famiglie disperate”.

Il dibattito resta aperto e la tensione sale… intanto slitta la consegna del protocollo e  in mezzo resta la vita delle persone!

Sla e i primi test positivi con le staminali

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Sono positivi i primi test di trapianto di cellule staminali cerebrali su 6 pazienti affetti da Sla che hanno ricominciato a sperare. E’ il professor Angelo Vescovi, coordinatore degli studi, in un convegno a Roma, il primo a dichiararsi soddisfatto ed orgoglioso:  “di aver mantenuto la promessa fatta ai nostri sostenitori, ai malati e alle loro famiglie, di avviare una sperimentazione di terapia cellulare sulla Sla”, ha ribadito Vescovi. “Il nostro è uno studio sperimentale condotto secondo i più rigorosi criteri scientifici ed etici, per una malattia neurologica mortale. La nostra ricerca – ha sottolineato Vescovi – è sostenuta da un’associazione no profit e il nostro metodo, in opera dal 1999, non è stato brevettato. Grazie al nostro metodo con pochissimi campioni di cellule fetali neuronali prelevate da aborti spontanei è possibile produrre una quantità illimitata di cellule staminali”.

La sperimentazione è svolta secondo la  normativa internazionale in accordo alle regole dell’European Medicine Agency e con le cellule prodotte in stretto regime di norme di buona fabbricazione, vale a dire riconosciute dalle commissioni sanitarie nazionali come idonee all’utilizzo di studi clinici, con certificazione dell’Aifa, confermando l’Italia fra i paesi che fanno test di avanguardia nell’ambito delle staminali. Alla luce dei dati preliminari dei primi test, l’Istituto superiore e l’Aifa hanno autorizzato l’avvio della seconda parte della sperimentazione che prevede il trapianto in zone più alte del midollo spinale, cioè nella regione cervicale.

Metodo Stamina: governo dà l’ok alla sperimentazione

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Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, l’ha confermato: “Ho firmato il decreto per l’avvio della sperimentazione del metodo ‘Stamina’ che utilizza cellule staminali con il protocollo messo a punto dal medico Davide Vannoni”, spiegando: “Entro il primo luglio via alle cure”. Ha quindi concluso: “Speriamo in risultati positivi”. Dubbioso al riguardo, però, è proprio il dr Vannoni, presidente di Stamina Foundation: “Mi sembra molto strano. Ancora non ci è stato chiesto di consegnare il nostro Protocollo, nè è stata fissata la date del primo incontro” con le istituzioni competenti per la definizione della sperimentazione. “Ci fa piacere – ha affermato Vannoni – che il ministro della Salute abbia firmato il decreto, perché questo è indice della volontà di andare avanti con la sperimentazione, ma mi pare molto strano il fatto che Stamina non sia stata ancora convocata per un incontro”. Come data, del resto, quella del primo luglio “è molto vicina e da parte nostra c’è la piena disponibilità ad incontrarci per capire le caratteristiche che la sperimentazione avrà”. Al momento però, ha aggiunto Vannoni, “non sappiamo nulla: nè quanti pazienti saranno coinvolti, nè quale cell-factory produrrà le cellule staminali, nè su quali patologie verrà avviata la sperimentazione con il nostro metodo”. Ha poi concluso con una precisazione: “Ribadisco comunque che saremo disponibili a fornire il nostro Protocollo di cura solo a determinate condizioni, a partire dal fatto che la produzione delle cellule staminali possa essere fatta dai biologi di Stamina”.

Passano le staminali… ma è vittoria? Facciamo chiarezza!

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Passa l’emendamento sulle staminali nella commissione Affari sociali che consente la sperimentazione di terapie avanzate a base di staminali mesenchimali. Ma cosa sono?

Le staminali mesenchimali appartengono alla categoria delle cellule adulte, quindi non hanno nulla a che vedere con quelle embrionali che continuano a essere vietate in Italia. Queste cellule adulte risiedono in nicchie all’interno delle quali sono mantenute indifferenziate in uno stato di quiescenza e sono attivate mediante stimoli ambientali per garantire il fisiologico ricambio di capelli, unghie, midollo osseo, etc…

“Abbiamo voluto consentire la possibilità di fare una sperimentazione clinica con le staminali, e in questo caso a Stamina Foundation. Ma con un unico paletto: ciò che somministrano non deve essere nocivo ai pazienti”, ha spiegato Pierpaolo Vargiu, presidente della Commissione. Quindi per la fonte istituzionale questa approvazione è un grande passo avanti, perché dunque c’erano i genitori dei pazienti in cura e le associazioni che si occupano dell’assistenza a protestare in Piazza Montecitorio?

Perchè si temeva che le cure potessero essere interrotte, invece il via libera della commissione ha permesso che tale sperimentazione si possa fare ma deve essere ricondotta nei canoni della legalità e del rispetto delle norme.

Attimi di tensione quando sembrava che la commissione invece fosse vicina alla bocciatura, tanto che si è sentito gridare:

“Assassini assassini”.

“Non abbiamo più tempo da perdere”

“Dovete stare dalla nostra parte”

E alla fine Vargiu afferma che “è andata bene” . La sperimentazione durerà 18 mesi, con uno stanziamento di 3 milioni di euro e l’istituzione di un osservatorio per il monitoraggio. Ma c’è il presidente di Stamina Davide Vannoni, che giudica le modifiche apportate al decreto una “sconfitta” poiché tutto “sembrerebbe ricondotto alla sperimentazione nell’ambito della produzione di farmaci”. Il Senato, chiarisce Vannoni, “ha già previsto una sperimentazione della terapia, fatta con tutti i protocolli e in più ospedali italiani”. Fare invece diventare la sperimentazione di tipo farmaceutico “significa fermare totalmente la nostra metodica”. Nei laboratori farmaceutici infatti, secondo Vannoni, sono richiesti requisiti tecnici e metodologici non utilizzati dal protocollo Stamina. In questi termini dunque, afferma, la sperimentazione diventa “inapplicabile”. Rilievo al quale Vargiu replica dicendo che sarà Stamina a stabilire le “regole d’ingaggio” portando nei laboratori “gli ingredienti che ritiene”.

Ma chi è Davide Vannoni?

Vannoni non è laureato in medicina, fino a un anno fa a insegnato psicologia della comunicazione all’Università di Udine, ma non e’ iscritto ad alcun Ordine regionale degli psicologi e pertanto non puo’ essere definito psicologo” come precisa Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi. Vannoni promuove  una “terapia” a base di staminali anche se non ha mai pubblicato ricerche scientifiche sul proprio “metodo” e sugli effetti sui pazienti, nella cura di particolari malattie. Una terapia di sua invenzione che secondo lui curerebbe diverse patologie, anche se finora gli unici tentativi monitorati si sono risolti con la morte dei pazienti alla quale sono seguiti esami autoptici che non hanno trovato traccia dei miracolosi progressi vantati da Vannoni. Tuttavia oggi il presidente di Stamina ha ricordato che  sono “84 i pazienti già in cura agli Spedali di Brescia con il metodo Stamina, ma ci sono 600 famiglie pronte a fare ricorso per ottenere le cure”. La realtà, incalza, è che è in atto “l’azione della lobby Aifa-Farmindustria per fermarci.  Il rischio – ha sottolineato Vannoni – è che riportando la sperimentazione sotto il controllo dell’Aifa, le cure in atto possano risultare ‘illegali’ ed essere sospese”.

Naturalmente l’argomento staminali è estremamente complesso e richiede competenze mediche approfondite per capire le diverse sfaccettature e rischi a cui si va incontro. Le staminali, essendo cellule non ancora differenziate, possono sicuramente, se ben indirizzate, avere degli effetti straordinari, soprattutto in quei pazienti colpiti da sla o da malattie neurodegenerative, ma è anche vero che se la selezione e l’indirizzamento non è attento e specifico possono sviluppare effetti collaterali molto gravi tra cui il cancro. E’ quindi per questo motivo che le istituzioni, consentendo la cura hanno comunque voluto porre la sperimentazione sotto un organismo che possa controllare da vicino la somministrazione di queste cellule.

La medicina fa progressi tanto che è notizia delle ultime ore che un gruppo di scienziati dell’Oregon Health&Science University e dell’Oregon National Primate Research Center, negli Stati Uniti, sono riusciti a riprogrammare cellule della pelle umane trasformandole quindi in staminali embrionali (molto più efficaci di quelle adulte) capaci di trasformarsi in ogni altro tipo di cellule dell’organismo. Attraverso questa scoperta è possibile curare malattie some la sclerosi multipla, parkinson, cardiopatie e lesioni spinali. In questo modo si evita di usare gli embrioni che fino a oggi hanno creato numerosi problemi etici.

Quelli che… non vogliono le staminali! Quanti interessi ci sono dietro?

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In Italia il dibattito si è aperto quando il 10 aprile scorso la legge per l’uso terapeutico delle cellule staminali ai trapianti d’organo,  è stata approvata in Senato e ha riscosso notevole scalpore. Ora dovrà passare al vaglio della Camera e si cerca perciò di fare pressione affinché la legge venga bocciata. Ma di cosa si tratta nel concreto e cosa si vuole veramente impedire? Quali  interessi ci sono dietro?

In molti paesi del mondo l’uso terapeutico di cellule staminali di derivazione embrionale o da tessuti differenziati, è considerato dal punto di vista legale analogo all’uso di farmaci. Questo comporta che l’eventuale approvazione delle cellule staminali come strumenti terapeutici, è sottoposta a valutazioni molto severe e restrittive. Questo è necessario per la natura stessa delle cellule. Il pregio delle cellule staminali, infatti, è la loro capacità di differenziarsi in molti o tutti i tipi di cellule mature e quindi di poter rimpiazzare tessuti o addirittura organi non più funzionanti. Il problema principale connesso con il loro uso clinico è che non è facile controllare che di questa grande gamma di possibilità sia espressa esattamente quella richiesta dalla patologia del paziente: la cellula staminale, che può fare tutto, può fare una sola cosa utile al paziente, quella che gli serve, e molte altre inutili o addirittura dannose, non escluso sviluppare un tumore. Ma essendo la legge restrittiva già ai soli trapianti d’organo è chiaro che non servono altre restrizioni che a questo punto potrebbero solo impedirne l’uso laddove la legge lo consente.

Per essere più chiari un cuore trapiantato, se è sano e non viene rigettato, funziona esattamente come un cuore normale e non può causare danni “imprevisti”, di certo non diventa un tumore.

Ma quindi perché si vuole impedire l’uso delle staminali che invece potrebbero salvare molte vite umane?

Perchè il giro di affari delle staminali può diventare un vero e proprio business. Ci sono ditte  o istituzioni che preparano cellule staminali per uso terapeutico come la Stamina, che potrebbe avere diversi interessi a tale proposito. Basti pensare che nel 2009 la Stamina Foundation finì sotto inchiesta per aver manipolato cellule staminali nei sottoscala in ambienti non igienici che potevano mettere a rischio la salute dei pazienti a cui tali cellule erano destinate.

Ci sono poi i medici in cerca di notorietà o animati da tante buone intenzioni che vogliono a tutti i costi fare anche la sperimentazione e quindi sono i primi a dividersi tra i contrari e favorevoli solo per mero protagonismo.

C’è poi il Vaticano che invece vuole puntare a ogni costo sulle cellule  staminali di derivazione non embrionale, che però non hanno gli effetti che possono avere le altre.

Il discorso sulle staminali è sicuramente complesso, anche perché la ricerca scientifica è molto indietro, ma pare ceh ci siano troppi “cani intorno all’osso” a voler dare spiegazioni pseudo-scientifiche che nascondono solomeri interessi economici.

La nostra salute e la nostra vita possono diventare una banconota di scambio?

E’ di poche ore fa la lettera di 13 “autorevolissimi” scienziati mondiali che mettono sotto accusa il decreto sulle staminali definendolo “un attacco alle regole” base della ricerca medica, un precedente ” unico nel mondo occidentale” che rischia di varcare “il confine tra desiderio di offrire nuove cure e inganno verso chi soffre”.

E se sicuramente c’è bisogno di una attenta valutazione caso per caso e di regole specifiche che garantiscono la “filiera” con cui vengono generate poi le cellule introdotte nei pazienti, è anche vero che irrigidire tutto il sistema non garantisce un maggior controllo, ma ne blocca l’utilizzo.

D’altra parte l’organo da cui arriva la protesta, che fra l’altro chiede all’Ue di fermare il decreto italiano, viene da una  associazione che conta oltre 1500 scienziati in tutto il Mondo, ma solo 13 hanno sottoscritto questo appello. Come mai se era così dannoso, tanto da minare la vita di alcuni pazienti, gli altri si sono astenuti?

Tra questi c’è il professore di Patologia alla Sapienza di Roma, Paolo Bianco, “Le cellule staminali possono offrire opportunità senza precedenti per sviluppare nuove cure verso molte malattie ad oggi inguaribili. Ma ci vorrà tempo. Ad ogni modo, solo una scienza rigorosa e dei severi controlli possono assicurare che ciò che scopre la scienza diventi una terapia sicura ed efficace”. Approvare il decreto per utilizzare i protocolli della Stamina Foundation, che come ricordano gli stessi esperti “non hanno dimostrato la loro efficacia”, potrebbe portare “ad un pericoloso precedente per i pazienti  che cercherebbero di essere trattati con altre terapie a base di staminali in Europa o in altri Paesi”.

Ancora più dura la posizione di Elena Cattaneo, direttrice del centro di ricerca sulle cellule staminali dell’Università degli Studi di Milano, secondo la quale “i trattamenti basati su metodi irrazionali e non verificati, che non siano stati validati o documentati scientificamente, non dovrebbero raggiungere i pazienti. Prevenire che accada è una specifica responsabilità delle autorità competenti in materia di salute e di ogni governo, che devono anche assicurarsi di non illudere i pazienti. I malati possono essere danneggiati o addirittura uccisi da cure che non si siano dimostrate totalmente sicure ed efficaci con trial clinici rigorosi. L’uso di medicine che non abbiano seguito gli standard più alti possibili – conclude – è un comportamento irresponsabile”.

Il caso rimane aperto, anche se la stampa sembra aver preferito dargli un basso profilo. Quanto le staminali possono a oggi essere utilizzate? In che modo e in che misura? Dove in realtà si tratta solo di mero business e di truffa per i pazienti? C’è anche da dire che le staminali solitamente vengono utilizzati su quei pazienti che soffrono di patologie irreversibili come la Sla e che si affiderebbero a qualsiasi speranza che possa cambiare la loro condizione… fin dove si cura e dove invece si lucra?

Smeralda non può tornare a casa… il calvario continua!

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La casa di Smeralda è sempre stata un ospedale. Da quando, 25 mesi fa, la piccola ha visto la luce insieme al fratello gemello le infermiere e i camici bianchi sono stati il suo unico mondo. Durante le manovre per farla nascere con un parto naturale il suo cervello ha subito gravissimi danni che si stanno cercando di curare con le cellule staminali. Una terapia difficile che assomiglia a un percorso a ostacoli, come ha raccontato a Tgcom24 il padre Giuseppe Camiolo. Dopo le proteste e lo sblocco della terapia (la scorsa settimana a Brescia è stata somministrata alla bimba la quarta infusione) Smeralda ha subito l’ennesima beffa. Il volo di Stato che doveva riportarla nella sua Catania è stato rinviato. Motivo? Il suo caso è stato considerato “non urgente”.

Invece di levare il rimborso ai partiti mettiamo in spending review Smeralda? Sarà anche un discorso populista, ma il volo per la bimba non c’è!

Nuda a piazza del Popolo… PROTESTA STAMINALI!

Piazza del Popolo. Per Tagliapietra Vincenzo Livieri/Ag. Toiati

Mentre piazza del Popolo si svuotava dopo aver ascoltato Silvio Berlusconi dal palco della manifestazione indetta dal Pdl, le telecamere di SkyTg 24 si sono posate su una donna a seno nudo in segno di protesta. Da Sky hanno pensato a un’attivista del gruppo Femen, note per usare il loro corpo a fini dimostrativi, ma le scritte che aveva addosso la bionda ripresa a piazza del Popolo sembravano richiamare l’attenzione piuttosto sulle cure a base di cellule staminali. La ragazza non ha opposto resistenza né gridato quando le forze dell’ordine si avvicinano. La donna è stata prontamente coperta con il primo panno: una bandiera tricolore.

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Morto Crisafulli… il Terry Schiavo Italiano, Aveva fondato Sicilia Risvegli.

salvatore crisafulli
Salvatore Crisafulli è morto questa mattina a 45 anni nella sua casa di Catania, circondato dai suoi familiari. Soprannominato il “Terry Schiavo italiano”, in seguito ad un incidente nel 2003 era finito in coma vegetativo dal quale era uscito. Fondò col fratello Pietro l’associazione Sicilia Risvegli per aiutare persone in situazioni post-comatose. Le sue condizioni si erano aggravate negli ultimi giorni.
La vita di Salvatore aveva subito un brusco arresto nel 2003 quando, una mattina, nell’accompagnare uno dei quattro figli a scuola in vespa, si schiantò contro un furgone di gelati. Per lui una diagnosi terribile: coma vegetativo permanente. Poi, quasi per miracolo, nel 2005, mentre negli Stati Uniti a Terry Schiavo veniva staccata la spina, in Italia lui si è risvegliato. Il 5 aprile, dopo due anni di coma, la dottoressa Cecilia Morosini di Milano attestava che Salvatore era sveglio e attento e poteva migliorare la propria condizione. Da lì si erano riaccese le speranze per la famiglia e per lui che era arrivato a vivere paralizzato, ma completamente cosciente, riuscendo a comunicare con gli occhi, con il movimento del capo, a sorridere e ad emozionarsi. Salvatore aveva poi fornito il proprio impegno sociale nel sostegno a persone come lui fondando l’associazione “Sicilia Risvegli”.

Il 12 febbraio aveva fatto un ricorso urgente al tribunale di Catania per essere sottoposto a terapie con le cellule staminali come concesso ai bambini Daniele, Smeralda e Celeste, con buoni risultati. In questi giorni attendeva la visita di un medico indicato dal tribunale. Ma le sue condizioni si sono aggravate: ieri ha perso coscienza, poi oggi è spirato.

Dal momento dell’incidente, la sua vita e quella dei familiari è stata una lunga battaglia legale e mediatica con le autorità per ottenere l’assistenza adeguata. La giornalista Tamara Ferrari ha seguito la vicenda fin dalle prime battute e ha scritto con il fratello Pietro Crisafulli il libro “Con gli occhi sbarrati”.

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