Renzi diventa “Demolition man” per il Financial Times

FINANCIAL-TIMES-RENZI-tuttacronacaLa situazione politica italiana è quanto mai instabile e dal mondo ci osservano. Il Financial Times  ne parla come di una “lotta per la sopravvivenza” per frenare l’arrivo di “Demolition man”. Lo scontro è tra Letta e Renzi e, citando fonti vicine al governo, si situa nel solco della tradizione medioevale italiana e “ricorda la storica rivalità tra pisa e Firenze”. Il quotidiano pubblica in prima pagina una grande foto del sindaco di Firenze in Smart diretto a Palazzo Chigi per poi ripercorrere i dieci mesi di vita del governo Letta, ricordando che il premier in carica “ora lotta per sopravvivere, dopo essere arrivato per caso a capo dell’esecutivo, ha preso in mano un Paese profondamente indebitato, impantanato nella più lunga recessione dal Dopoguerra e guidando un governo di larghe intese che sembrava destinato a fallire”. Benché capace di resistere più a lungo di quanto ci si aspettasse il governo Letta “anziché concentrarsi sul taglio della spesa pubblica, la riduzione del debito e l’abbattimento del costo del lavoro, ha impiegato mesi per soddisfare le richieste populiste di Silvio Berlusconi di abolire l’Imu”. Il Financial Times passa quindi a parlare del segretario del Pd scrivendo che “ha mostrato un raro dinamismo accanto a un’ottima capacità comunicativa e ignorando l’ala più di sinistra del partito ha siglato un accordo sulla legge elettorale con il leader di Centrodestra Silvio Berlusconi, malgrado la sua condanna e i tre altri processi che ancora sta affrontando”. Ma non è l’unico a pensarla in questo modo. Il Wall Street Journal, sostiene infatti che la “fragile grande coalizione” è a rischio di crollare sotto la crescente pressione di Matteo Renzi, la star emergente della politica italiana, appena eletto leader del partito di Letta, il Pd. Il trentanovenne Renzi è alle prese con uno scontro di potere con il premier e ha accusato ripetutamente il suo governo di avere fatto troppo poco per aiutare l’Italia ad uscire da due anni di dura recessione”.

Annunci

Letta resisterà… o emigrerà verso Bruxelles?

Enrico-Letta-staffetta-tuttacronacaLetta sempre più solo. E’ questa la situazione in cui si trova il presidente del Consiglio che nella mattinata di oggi, alle 11, s’incontrerà con il segretario del Pd Matteo Renzi. Dopo che dal Colle fanno sapere che la situazione va chiarita innanzitutto in casa del partito democratico, vede attorno a sè spalle che si voltano. Andrea Romano, capogruppo alla Camera di Scelta civica, partito senza il quale il governo non ha maggioranza al Senato, dice: “Letta è uno di grande esperienza e sensibilità istituzionale. E sono sicuro che lui per primo comprenda l’esigenza di voltare pagina davvero, arrivando a un governo che sia guidato da un’altra personalità”. E nel frattempo, mentre il premier parla con Alfano, il vicepresidente di Ncd, come spiega l’Huffington Post, ha già iniziato la trattativa sul governo Renzi, trattativa già in fase avanzata perché si è parlato di nomi.

Con Angelino che avrebbe “chiuso” su due ministri suoi all’interno della compagine governativa, su un totale di dodici ministri. I due, Angelino e Matteo, nei giorni scorsi si sono incontrati per un’ora e mezza. È stata l’occasione in cui Alfano ha dato il via libera al nuovo governo Renzi, purché “venga tutelato Enrico”. È proprio attorno a questo punto che ruota l’ultima trattativa, la tutela di Letta. Nei panni del mediatore il vicepremier sta provando a convincere “l’amico Enrico” che la resistenza a oltranza potrebbe essere controproducente. Meglio negoziare una via d’uscita, con l’appoggio di Renzi e Napolitano. Perché se uno si schianta contro un muro, dopo non c’è niente. E in queste condizioni Letta rischia concretamente il muro. Perché gli alleati non ci sono più. Pure il capo dello Stato si è posto su una posizione di equidistanza dai duellanti: “Il problema – è la linea del Colle – è del Pd che deve indicare il premier e dare garanzie sulle riforme”. E su queste basi la direzione di giovedì rischia di diventare un Vietnam per Letta. In un processo da parte del suo partito che invoca la discontinuità dopo i risultati deludenti della sua esperienza di governo.

Proprio Alfano suggerisce che si trovi una decorosa strategia di uscita mentre presenta una timida difesa del premier: “Ho sentito Letta e gli ho detto che siamo pronti ad andare avanti. Ma se il Pd non dà una appassionata e sincera disponibilità a rilanciare l’azione del governo, allora si complica la situazione”. È come dire che quando si porrà all’ordine del giorno “in chiaro” la questione del governo Renzi allora la situazione troverà una sua nuova linearità. Insomma, nessuno dice più “o Letta o morte”. Ma lo stesso Letta non ha intenzione di cedere e chiede ai suoi di resistere. Solo che sono proprio i suoi i primi a ammettere che in queste condizioni è difficile resistere, soprattutto quando nella direzione del Pd dove Letta non ha i numeri sarà chiesto al segretario di “aprire una fase nuova archiviando questo governo”. Ma, spiega ancora l’Huffington:

Proprio la posizione apparentemente dura del premier, il “non mollo” appare più un modo di tenere aperta una trattativa con Renzi e Quirinale che una effettiva dichiarazione di guerra. Nel Palazzo circolano più ipotesi dalla Farnesina a Bruxelles come decorose way out del premier. Difficile, per come si è messa la situazione, che Enrico Letta possa entrare a far parte di un governo Renzi. Più probabile che sarebbe interessato a un incarico europeo. Raccontano i ben informati che è sin dal suo viaggio a Bruxelles ha “esplorato” la via europea. Solo che servirebbero garanzie piene di Napolitano e dello stesso Renzi sull’incarico di commissario europeo, posto che non sarà più di Tajani. Non è escluso che possa essere proprio questo il tema di un incontro di domani tra il premier e il segretario. Chissà. In casa Pd in molti sono convinti che, alla fine, sarà costretto a mollare.

Letta non molla: vuole il bis

letta-verso-bis-tuttacronacaEnrico Letta non ha alcuna intenzione di cedere il posto a Matteo Renzi e, per impedire la “staffetta”, ha pronto un nuovo programma e un nuovo governo. Non solo non ha intenzione di dimettersi, al Capo dello Stato spiega che “ci sono le condizioni di rilanciare” con un “bis”. Per quel che riguarda il programma, ha intenzione di garantire la svolta invocata da Confindustria e parti sociali.“Vedrete che il programma che presenterò sarà convincente e sono sicuro che convincerà tutti i partiti che sostengono il governo e convincerà anche il Pd”, è quanto afferma uscito dal Quirinale. “La maggioranza c’è, il programma pure, si può andare avanti con un nuovo governo che si faccia votare la fiducia dalle Camere”. Ma per Napolitano quello che serve davvero ora è fare “profonda chiarezza” all’interno dello stesso Pd, dove le acque sono quanto mai agitate. Ma se Renzi non si è sottratto all’eventualità di andare a palazzo Chigi, con un orizzonte temporale lungo, fino al 2018, in modo da garantire le riforme, proprio per evitare la staffetta Letta propone un bis, contando sulla volontà di autoconservazione del Parlamento: “A questo punto – spiega un autorevole esponente del Pd – è chiaro che per fare le riforme i parlamentari hanno bisogno di garanzie sulla durata della legislatura”. La chiarezza si farà, forse, nel corso della direzione Pd, durante la quale Letta illustrerà il suo programma.

Napolitano-Renzi: tra il no alle urne e la necessità di un governo efficace

“Andare a Palazzo Chigi: ma chi ce lo fa fare?”: così Renzi

matteo-renzi-tuttacronacaAndrà in onda domani mattina su Rai3, nel corso della trasmissione Agorà, un’intervista registrata oggi da Matteo Renzi nel quale il sindaco fiorentino spiega: “Sono tantissimi i nostri che dicono ‘ma perché dobbiamo andare a Palazzo Chigi, ma chi ce lo fa fare?” I segretario dem spinge lontana l’ipotesi che sia lui a sostituire in corsa Enrico Letta nel ruolo di presidente del Consiglio e liquida la faccenda: “Ci sono anch’io tra questi – richiamandosi al ‘chi ce lo fa fare’ della base e dei colonnelli – nel senso che nessuno di noi ha mai chiesto di andare a prendere il governo”. Le parole di Renzi richiamano quelle pronunciate in precedenza da Maria Elena Boschi: “Il mio augurio è che Matteo diventi presidente del Consiglio attraverso l’investitura popolare – aveva detto durante un’iniziativa del partito in Calabria – In questa fase abbiamo, però, la necessità di procedere speditamente sul piano delle riforme sulle quali il partito è unito”. Anche Davide Faraone, responsabile Welfare della segreteria Dem, si era unito al coro: “Chi propone Matteo Renzi premier, lo fa con lo spirito di quei democristiani che volevano far fuori un leader e lo ‘promuovevano’ a Palazzo Chigi”.

Prodi avverte Renzi e Letta: “La mia staffetta con D’Alema fu un suicidio”

prodi-romano-dalema-massimo-tuttacronacaIn attesa che Enrico Letta salga al Colle per il suo incontro con Napolitano e mentre Matteo Renzi incita i suoi, Romano Prodi parla al Mattino e mette in guardia sull’ipotesi di staffetta tra l’attuale premier e il segretario dem a Palazzo Chigi. “Quello fu un suicidio politico e spero che stavolta non si ripeta. Allora non fu ucciso solo un disegno di governo ma anche la speranza di un Paese”. In tanti hanno ricordato al sindaco di Firenze il precedente, quello che portò Massimo D’Alema a scottarsi dopo aver sostituito proprio il leader dell’Ulivo. L’ex premier sembra riconoscersi in Letta, motivo per il quale lo esorta a fare “uno scatto”, a “rischiare di più”, perché in questo momento “la mediazione non paga più”. Servono “riforme e decisioni coraggiose – dice – Subito la riforma del voto e quella del Senato”. Spiega il professore: “Oggi sappiamo che le larghe intese sono da noi pressoché impossibili. E abbiamo il dovere di rimediare a uno sfarinamento che ci sta di fronte. Lo strumento della legge elettorale non è esaustivo ma può servire. Soprattutto se elimina il rischio della governabilità in una delle due Camere”. Renzi è avvertito: “Nel Pd è estremamente forte e deve usare con saggezza questo vantaggio”. Per Prodi la compravendita dei parlamentari è “l’episodio più grave di tutta la storia politica italiana. Mi colpisce come in Italia la compravendita di senatori sia stata sottovalutata e derubricata a poco più che un incidente”. La difesa del Senato era quindi “quantomeno doverosa. Se poi per formalizzarla si sia trovata una procedura intelligente, o piuttosto no, è un altro discorso”, dice a proposito della decisione di Grasso. Riferendosi anche allo scenario europeo Prodi sottolinea che “il populismo è il termometro del disagio”. “Bisognerebbe iniziare a chiedersi perchè esso ha infiltrato tutte le democrazie europee tranne una. La Merkel lo ha spento”.

Newwhitebear's Blog

Poesie e racconti: i colori della fantasia

RunningWithEllen's Blog

Two sides of God (dog)

Que Onda?

Mexico and beyond

Just a Smidgen

..a lifestyle blog filled with recipes, photography, poems, and DIY

Silvanascricci's Weblog

NON SONO ACIDA, SONO DIVERSAMENTE IRONICA. E SPARGO INSINCERE LACRIME SU TUTTO QUELLO CHE NON TORNA PIU'

Greenhorn Photos

A fantastic photo site

mysuccessisyoursuccess

Just another WordPress.com site

The Spots Hunter

Saves the right places

blueaction666

Niente che ti possa interessare.....

rfljenksy - Practicing Simplicity

Legendary Wining and Dining World Tour.

metropolisurbe

Just another WordPress.com site

Real Life Monsters

Serial killers and true crime

"ladivinafamiglia"

"Solo quando amiamo, siamo vivi"

Vagenda Vixen

*A day in the life of the Vixen, a blog about EVERYTHING & ANYTHING: Life advice, Sex, Motivation, Poetry, Inspiration, Love, Rants, Humour, Issues, Relationships & Communication*

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: