La stoccata di Squinzi sulla Legge di Stabilità e l’affondo di Franceschini

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Ieri la stoccata del numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi che aveva affermato:

“Sabato ho espresso il forte timore che nella fase di passaggio di conversione da decreto legge a legge saltino fuori le solite porc**e e porcherie di cui nel nostro Paese abbiamo lunga esperienza” e poi concluso: “Mi auguro che questo non succeda”.

Oggi arriva l’affondo del ministro  per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini,  che intervistato dal Corriere della Sera afferma: “Ho profondo rispetto per il Parlamento, a differenza di Giorgio Squinzi, che invece si aspetta “porcherie” e “porc**e”, parole inaccettabili che richiederebbero le scuse del presidente di Confindustria”.

Parlando poi della Stabilità Franceschini si è auspicato un rafforzamento per le misure che vanno nel senso dell’equità e poi ha aggiunto ” Per esempio, sul cuneo le risorse si potrebbero concentrare sui più bisognosi”.

“Si potrebbe fare – spiega – dicendo che gli aumenti delle detrazioni andranno a chi guadagna fino a un certo reddito, più basso dei 55 mila euro previsti dal disegno di legge. Oppure prevedendo interventi per gli incapienti, o concentrandosi sui carichi familiari. Il Parlamento può pure decidere di aumentare le risorse per tagliare il cuneo, purché incrementi i tagli di spesa”. Alcune delle 10 proposte di modifica messe a punto dal Pdl, aggiunge, “sono già in stato avanzato”. “Sono stato io a chiedere l’esame d’urgenza del disegno di legge che abolisce le province. Penso che entro la prossima primavera sarà legge”.

Il ministro difende la “service tax”, introdotta per superare l’Imu, che “è la prima imposta davvero federale”. In Parlamento, aggiunge, “tutto si può migliorare”. “Per me – rimarca Franceschini – la cabina di regia è il Parlamento, le sue commissioni dove il disegno di legge verrà esaminato prima approdare in aula. Questa volta Camera e Senato non hanno, come in passato, spazio solo per micro-interventi. Senza cambiare i saldi finali, hanno grandi margini di manovra, in particolare sul cuneo”. Per quanto riguarda la seconda rata dell’Imu sulla prima casa “c’è l’impegno del governo di eliminarla. Farlo costa 2,4 miliardi. Stiamo lavorando per mantenere l’impegno”, “entro novembre troveremo una soluzione”.

Aggiornamentto 24 ottobre 2013, 13.45: LE SCUSE DI SQUINZI

Giorgio Squinzi fa marcia indietro: “”Credo che le mie dichiarazioni siano state misinterpretate dai media presenti. Me ne scuso se questo possa essere stato interpretato come una non considerazione della sacralità del Parlamento”.

Terrore Troika, Squinzi lancia l’allarme

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Il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, teme che la crisi politica che ha colpito il nostro Paese possa portare poi al commissariamento.

”Mi auguro che tutta questa instabilità non porti a una precettazione da parte dell’Europa e a una gestione commissariale” poi ha aggiunto ”E’ fondamentale che la legge di stabilità sia realizzata con le decisioni giuste che abbiamo già indicato al presidente del Consiglio Enrico Letta”.

Le medesime preoccupazioni sono condivise dai sindacati. A dare voce ai timori è il leader della Uil, Angeletti, nel corso di una conferenza stampa congiunta: “L’alternativa a un governo vero è un commissariamento vero da parte della troika che farà scelte che mal si conciliano con gli interessi degli italiani”.

Angeletti, insieme con i segretari generali di Cgil e Cisl, Susanna Camusso e Raffaele Bonanni, “esprimono la loro preoccupazione per la crisi istituzionale causata dall’irresponsabilità di chi vorrebbe anteporre interessi personali alle condizioni del paese”. E preannunciano assemblee permanenti, presidi e volantinaggi sabato e domenica per protestare con la “irresponsabilità” che ha portato alla attuale situazione.

Dopo una riunione dei tre segretari generali, con un documento comune, Cgil, Cisl e Uil avvertono che “l’incertezza di queste ore determina gravi ripercussioni sulla nostra economia e rischia di far aumentare lapressione fiscale su lavoro e pensioni”. In primo luogo “ribadiscono che occorre una buona legge di stabilità che inverta le scelte recessive compiute in questi anni”. Per questo “serve un vero governo del Paese, capace di compiere le scelte necessarie a rispondere alle richieste del mondo del lavoro”.
Per i sindacati la legge di stabilità dovrà prevedere “un’effettiva restituzione fiscale a lavoratori dipendenti e pensionati; una riduzione fiscale alle imprese collegata ad investimenti e occupazione; il completo finanziamento della cassa integrazione in deroga e la definitiva soluzione ai problemi degli esodati e dei precari della pubblica amministrazione, della scuola e della ricerca”. 

In questo quadro “Cgil, Cisl e Uil impegnano le loro strutture ad attuare, da subito, assemblee in tutti i luoghi di lavoro, ad indire presidi in tutti i territori e ad organizzare, nelle giornate di sabato e domenica prossimi, volantinaggi con le proposte dei sindacati nelle piazze e nei punti di maggiore incontro dei cittadini”.

L’autunno caldo e… l’inverno bollente del governo Letta

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Taglio delle tasse sul lavoro e sulle pensioni in modo che possa essere redistribuito il reddito. La Camusso lancia il suo ultimatum e si augura che la legge di stabilità possa dare risposte alle sue richieste, altrimenti… l’autunno da caldo diventerà bollente. La Cgil chiede anche al governo di «convocare un tavolo» con le parti sociali.

La legge di stabilità, ha aggiunto la Camusso, «o cambia il passo o siamo destinati a declinare. Nessun meccanismo che ragiona su Imu e Iva raggiunge l’obiettivo della redistribuzione del reddito». «Il dibattito che c’è non convince, per usare un eufemismo – afferma ancora la Camusso – sembra ci sia uno schema di galleggiamento, non ci si sta confrontando con il profilo del Paese e le esigenze dei cittadini. E non si aggredisce il nodo fondamentale, che è quello dell’ingiustizia nella distribuzione del reddito e della sovrabbondante tassazione sul lavoro dipendente e sulle pensioni».

 «Dire la verità sui conti pubblici? Mi pare un buon proposito ma insieme alla verità sui conti bisogna anche dire che i nostri conti peggiorano in ragione delle politiche fatte fino a oggi che non hanno portato al risanamento e peggiorato la situazione di una parte degli italiani e al miglioramento per altri», ha detto ancora la Camusso, interpellata alla fine del direttivo sulle dichiarazioni del ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni.

Per il sindacato, come spiega ancora Camusso, servirebbe anche una «politica industriale di qualità» senza quel pacchetto di privatizzazioni che si profila all’orizzonte. «Alle privatizzazioni diciamo un gigantesco “no” a carattere cubitale perché se ne parla troppo ipotizzando gli spezzatini più incredibili e inutili», commenta ancora il segretario generale della Cgil che rinvia al mittente anche i possibili nuovi tagli lineari alla spesa pubblica. «Bisogna distinguere tra tagli dei beni e dei servizi, che non sono la stessa cosa» ha concluso.

Questa mattina il presidente di Confindustria aveva fatto delle dichiarazioni in linea con le parole della Camusso. «Secondo me il congelamento dell’Iva non è la cosa prioritaria», ha detto Squinzi a margine dell’inaugurazione del Cersaie a Bologna. «Da tempo stiamo chiedendo ad alta voce, con tutta la nostra forza, il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione e un intervento deciso sul cuneo fiscale. Questo – ha concluso – darebbe una spinta maggiore per far ripartire l’economia». Il 2 settembre scorsoConfindustria e sindacati avevano già presentato un documento congiunto con le priorità per la Legge di stabilità e per la crescita del Paese.

 

I cento caschi gialli davanti a Piazza Affari

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Un vortice di caschi gialli hanno popolato stamane la piazza antistante la Borsa di Milano. Sono un simbolo per protestare contro  le «vessazioni», leggi, procedure, regolamenti, che impediscono un rilancio del comparto edilizio. Con questa composizione i rappresentanti della filiera delle costruzioni hanno voluto manifestare il loro disagio nella seconda «Giornata della collera», dopo quella andata in scena sempre in piazza Affari il 13 febbraio scorso.

All’evento ha partecipato anche il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi che ha definito «giustissima» la protesta. «Le vessazioni sono ciò che ci impediscono di ripartire. Noi non abbiamo avuto nessuna bolla immobiliare come Usa e Spagna. Se non siamo riusciti a ripartire – ha spiegato Squinzi – è a causa delle complicazioni burocratiche e normative presenti nel nostro Paese». Per il presidente degli industriali, l’unico modo per far ripartire l’intera filiera è «adottare norme di semplificazione».

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