Devis Mangia e l’addio all’Under 21

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Ha portato i suoi ragazzi alla finale del Campionato Europeo contro le Furie Rosse spagnole, Devis Mangia, e ora ha deciso di dare una svolta al suo percorso. L’allenatore ha così deciso di lasciare la guida della Nazionale Under 21, che ora verrà diretta da Luigi Di Biagio, già allenatore dell’Under 20. “Ringrazio il presidente Abete e tutta la FIGC per la straordinaria esperienza che mi hanno consentito di fare in questi mesi alla guida dell’Under 21”. Ha dichiarato Mangia prima di motivare la sua decisione: “Dopo uno splendido Europeo desidero tornare all’attività quotidiana sul campo e arricchire ulteriormente il mio bagaglio professionale. Ho motivato al presidente Abete la mia scelta di rinunciare alla proposta di rinnovo del contratto come tecnico dell’U.21, ma la FIGC resta per me un punto di riferimento umano e professionale. A 39 anni desidero fare un’esperienza diversa, il giorno per giorno del campo, l’unica cosa che manca a un selezionatore delle Nazionali”. Della decisione consensuale parla anche Giancarlo Abete, numero uno delle Federcalcio: “Ho incontrato Mangia nei giorni scorsi, una chiacchierata franca e cordiale, e se da un lato ci dispiace perdere un tecnico di qualità umane e professionali non comuni, dall’altro capiamo perfettamente che a 39 anni Mangia voglia rimettersi in gioco e maturare nuove esperienze”. E sempre il presidente annuncia la scelta di Di Biagio come successore al mister: “D’intesa con il presidente del Club Italia Demetrio Albertini e con il coordinatore delle Nazionali giovanili Arrigo Sacchi ho deciso di affidare la responsabilità dell’Under 21 a Luigi Di Biagio”.

Miracolosa Italia: recupera lo svantaggio e vola in semifinale

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Volano verso la semifinale contro il Brasile padrone di casa e in stato di grazia i ragazzi di mister Prandelli, dopo una partita sofferta che sembrava fosse già chiusa a favore dei nipponici dopo poco più di mezz’ora di gioco. Si è iniziata a vedere negli ultimi 10 minuti del primo tempo, l’Italia di Prandelli, dopo che i giapponesi hanno imperversato per gran parte del parziale portandosi in netto vantaggio per due reti a zero. Al 20′ fallo di  Buffon che cerca di rimediare a un passaggio sbagliato di De Sciglio e regala così un rigore che Honda realizza. Al 34′ il Giappone raddoppia grazie a una girata al volo in area di rigore di Kagawa, che deve ringraziare la pessima difesa azzurra. Soffre la superiorità dell’avversario e l’umidità la nostra Nazionale, ma la squadra non molla. De Rossi spezza la supremazia nipponica con un colpo di testa calibratissimo su calcio d’angolo di Pirlo al 41′. Poco dopo Giaccherini va vicino al pareggio ma la sfera colpisce con forza il palo. Al termine del primo tempo l’Italia è sotto di una rete, ma lo spirito in campo è nettamente cambiato. Nuova determinazione azzurra nella ripresa, con Uchida che al 50′ segna un autogol che regala il pareggio agli avversari: 2-2. Passano solo due minuti e Balotelli realizza un rigore che porta la squadra in vantaggio. Il Giappone soffre e risente della stanchezza soffrendo il gioco italiano. Nonostante tutto, al 69′ Okazaki riesce ad annullare il vantaggio: 3-3. Bisogna aspettare l’86’ per avere il gol che regala la vittoria alla squadra azzurra: lo sigla Giovinco. Complimenti agli avversari e al loro allenatore, l’italianissimo Andrea Zaccheroni.

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Aspettando Italia-Giappone: le probabili formazioni

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Mancano ormai poche ore e per Prandelli è tempo di parlare dell’incontro che i suoi ragazzi si preparano a disputare contro il Giappone: “L’ultimo allenamento sarà importante per capire la condizione, ma ci saranno dei cambi. I nipponici sono allenati da un grande allenatore come Zaccheroni, non sarà facile, hanno una grande preparazione fisica”. In Nazionale Balotelli sembra diverso: “E’ motivato e ha un granpotenziale, ma ci deve mettere del suo”. In conferenza stampa, il ct spiega che attenderà l’ultimo allenamento prima della formazione ufficiale: “Per il modulo bisogna proporre una squadra in grado di attaccare come contro il Messico”. L’esordio negativo del Giappone non fa star tranquillo Prandelli: “Di loro temo la preparazione fisica e le capacità di Zaccheroni che è un grande tecnico. Le difficoltà che incontreremo saranno simili a quelle contro il Messico. Non conta quante punte metterò in campo, ma l’atteggiamento”. Ma la ‘ricaduta’ su Balotelli è sempre in agguato, e Prandelli affronta l’argomento delicato con il sorriso: “Abbiamo già superato l’argomento nello spogliatoio, guardiamo avanti. Deve modificare qualche comportamento, ma crediamo molto in lui. Ha un grande potenziale, ma ci deve mettere del suo. Parlare di lui però è sempre difficile, perché da un momento all’altro può combinarti qualcosa”. In conferenza stampa, l’allenatore parla anche di De Rossi, dopo la polemica tra il centrocampista e la Roma: “A noi non importa . Come ho già detto, quello che gli chiediamo noi sono cose che un centrocampista come lui può, anzi deve, fare. Non pretendiamo che sia l’unico costruttore di gioco. Il resto non ci importa”. Sull’impegno del calciatore, del resto, non c’è da preoccuparsi, come lo stesso atleta ha spiegato ieri: ”Il mio futuro è domani, poi la partita con il Brasile e spero semifinale e finale. Quanto alla Roma, ho fatto dichiarazioni chiare e che ribadisco, ma sono convinto sarebbe irrispettoso se io mi distraessi troppo dalla Nazionale pensando alla Roma e al futuro”.

LE PROBABILI FORMAZIONI
Italia (4-3-2-1): Buffon; Maggio, Barzagli, Chiellini, De Sciglio; Aquilani, Pirlo, De Rossi; Montolivo, Giaccherini; Balotelli.
Giappone (4-2-3-1): Kawashima; Uchida, Yoshida, Konno, Nagatomo; Hasebe, Endo, Okazaki, Honda, Kagawa, Maeda.

Chissà se dopo l’incontro di oggi i tifosi giapponesi chiederanno ancora autografi a Pirlo!

S’infrange contro la Spagna il sogno dell’Under 21

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Si è infranto al Teddy Stadium di Gerusalemme il sogno dei ragazzi di mister Mangia, contro gli spagnoli che hanno bissato il successo del 2011 per 4-2, con una tripletta di Thiago Alcantare che ha sfavillato nei 90′. Nulla da ridire sugli azzurrini, se non per qualche disattenzione in difesa: si sono battuti generosamente, ma la differenza in campo era notevole, con una superiorità netta delle Furie Rosse, che sin dal fischio d’inizio hanno preso d’assalto la porta di Bardi che ha capitolato già al 6′ con un colpo di testa ravvicinato di Alcantara. Immobile pareggia dopo soli quattro minuti e il portiere difende il risultato con tre grandi interventi. Ma al 31′ arriva l’errore in difesa: Caldirola e Regini chiudono male su un pallone alto e Thiago Alcantara non si lascia sfuggire il gol del 2-1. Cinque minuti più tardi invece, l’arbitro si inventa un rigore per un intervento di Donati su Tello: il difensore prima tocca il pallone, poi l’esterno. Dal dischetto il numero 10 realizza. Nella ripresa la stanchezza si fa sentire e a nulla vale lo sforzo d’Insigne di riaprire la partita. Il 4-1 lo firma Isco, grazie a un rigore dopo che Regini atterra Montoya in area. Borini vuole almeno salutare l’Europeo con una rete e l’impresa gli riesce, ma è troppo poco. Gli iberici continuano a dominare la scena, che si parli di nazionale maggiore o di giovanili, ma gli azzurrini possono essere fieri del loro torneo e di esser stati gli unici a violare la porta di De Gea.

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Il biglietto da visita degli Azzurri in Brasile: 2-1 contro il Messico

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L’Italia inizia con il piede giusto l’avventura in Confederations Cup al Maracanà di Rio de Janeiro. O meglio. Con i piedi giusti, quelli più attesi, di Pirlo e Balotelli, autori delle due reti che hanno regalato la vittoria alla squadra del Mister Prandelli. L’Italia ha iniziato bene, con una formazione 4-3-2-1, creata su misura per il torneo. Parte subito all’attacco Balotelli, troppo centrale e facile per Corona. Il Messico risponde con Guardado che centra la traversa. Dopo di che, è Pirlo-show. L’arbitro non concede un rigore evidente, la difesa messicana tentenna, ma SuperMario, solitario in avanti, tira ogni volta che gli è possibile. al 27′, Pirla festeggia a modo suo la centesima presenza in Nazionale con una punizione che fa in modo che tutto lo stadio inneggi il campione. Poco dopo, Barzagli pasticcia con Dos Santos e regala agli avversari un rigore che Hernandez realizza. All’intervallo, si torna allo spogliatoio sull’1-1. La ripresa inizia con Montolivo  che spreca su una punizione di Pirlo mentre Balotelli s’innervosisce per un fallo appena fuori area, ricevendo insulti e fischi dagli spalti. Per tutta risposta, in un secondo tempo dal ritmo basso che costringe Prandelli a rivedere la formazione, segna al 78′ il gol partita: dai fischi si passa ai cori.

Gli azzurrini conquistano la finale! Battuta l’Olanda 1-0

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Sono passati nove anni dall’ultima volta in cui gli azzurrini hanno agguantato la finale in un Europeo Under 21. Quest’anno ce la fa, dopo una partita sofferta contro un’Olanda organizzata sia sul piano tattico che su quello fisico. Già al 5′, su punizione, gli avversari avevano centrato un palo con Maher, ma è l’ex Roma Borini, un fedelissimo di Mangia, a consegnare la sfida contro la Spagna alla squadra. Dopo aver tenuto la palla per meno del 40% e cercando di giocare bene sulle rapide ripartenze, l’Italia ha difeso bene e Bardi ha compiuto almeno un paio di miracoli. Solo una volta ha rischiato, ma il palo è accorso in suo aiuto. Maher ha imperversato per tutto il primo tempo, senza però violare la rete azzurra. Al 78′, ad un passo da quelli che sembravano degli inevitabili supplementari, c’ha pensato Borini a chiudere l’incontro. Insigne ha servito la punta in area, che a sua volta ha eluso l’intervento di Van der Hoorn e battuto con un piattone Zoet. Il triplo fischio è stato accolto dai festeggiamenti in casa azzurra, più che meritati.

Per incontrare il Messico, Prandelli si affida al Cristo Redentore!

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Preferisce far dell’ironia il ct della Nazionale Prandelli, ripensando alla figuraccia rimediata nell’amichevole contro Haiti, terminata 2-2. ”Con Haiti abbiamo fatto beneficenza in tutti i sensi…”. E’ anche salito in visita sul Corcovado, dove c’è il Cristo Redentore, e qui ha recitato una preghiera quanto mai originale: ”Abbiamo bisogno di protezione dall’alto e sono sicuro che l’avremo. Questo pellegrinaggio ci farà sicuramente bene. Vedo che i ragazzi hanno già rivolto l’attenzione alla gara con il Messico e sono fiducioso”. L’allenatore ha apprezzato il cambio di prospettiva: ”Il Brasile è anche questo, non solo il calcio. Siamo venuti anche per fare queste cose che servono per ritemprare lo spirito e formare il gruppo. Ma ora torneremo sul campo a lavorare soprattutto sulle motivazioni”. Nel pomeriggio poi, allenamento regolare in vista dell’esordio in Confederation Cup. Assente El Shaarawy, rimasto fermo a causa di un sovraccarico muscolare.

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Era partita bene… finisce in figuraccia! Italia-Haiti 2-2

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Solo 19 secondi e Giaccherini ha segnato il primo gol dell’incontro, il più veloce della storia della Nazionale, ma il seguito non è stato all’altezza dell’avvio. Sicuramente pesano ancora all’Italia le ore di volo, sia sulla testa che sulle gambe, ma era lecito attendersi qualcosa di più dai ragazzi di Prandelli in vista dell’incontro di domenica contro il Messico. La formazione scesa nello stadio Sao Januario è tutta nuova rispetto a quella vista a Praga, ma non basta. Giaccherini parte subito alla grande e dilaga nei primi 15′, mentre la prima conclusione di Haiti arriva solo al 23′ con Saint-Preux. Alla mezz’ora Cerci spreca un’ottima opportunità calibrando male un pallonetto, mentre al 42′ Gilardino colpisce il palo sotto porta.  Il secondo tempo vede ancora una Nazionale svogliata, che fatica a costruire gioco e rischia di subire il pareggio già all’8′ con Astori che per poco non firma un autogol. Se la difesa sbanda, Prandelli reagisce: dentro Balotelli, De Rossi e Montolivo, fuori Gilardino, Diamanti e Giaccherini prima, poi El Shaarawy per Cerci. Ma ancora si soffre un avversario aggressivo. Si continua a rischiare il pareggio ma Marchisio decide di allungare il vantaggio. E da questo momento è il disastro totale. Gli azzurri si rilassano e Haiti non perdona: in sei minuti rimonta con un rigore di Saurel e un sinistro di Peguero.

Figuraccia in campo… e sugli schermi! La grafia della Rai ha regalato una vera perla: forse presa in contropiede dal gol di Giaccherini che fa cambiare rapidamente risultato, manda sugli schermi: Pepepepepe-Quaquaquaqua 1-0. Solo all’intervallo arriva la spiegazione dei conduttori: “si è trattato di un problema legato al software, chiediamo scusa!.

Rudi Garcia alla Roma… chi ci potrebbe essere dietro?

Maud

Rudi Garcia e la Roma: dopo una cena a New York tra l’allenatore e Pallotta, mancano solo i dettagli perché l’accordo dia ufficiale. Per l’ex Lille un contratto biennale da 1.5 milioni di euro a stagione e per l’annuncio ufficiale dovrebbero mancare solo ore. E se Pallotta è stato descritto come “molto soddisfatto per l’ottima impressione” avuta di Garcia, alcuni media francesi ipotizzano che Garcia avrebbe lasciato il Lille per dimenticare la 24enne Maud Schatteman, la relazione con la quale sarebbe terminata in maniera burrascosa per volontà della ragazza. In Francia, l’allenatore 49enne era considerato un playboy dalla stampa scandalistica e questo fa prospettare un periodo movimentato anche per il gossip made in Italy. Non sappiamo ancora come la prenderanno le tifose romaniste, ma nel frattempo in molti hanno cercato in rete le foto hot della ragazza diventata famosa in Francia per la sua partecipazione  al reality show  ’Bachelor’.

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Gli azzurrini portano a casa il primo posto nel girone!

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Ultima partita per i ragazzi di Mangia, contro la Norvegia, che si è giocata tutta nei tre minuti finali. Poche emozioni per i primi 90′, ma poi si sono scatenati a pochi passi dal fischio finale. All’ultimo minuto regolamentare gli scandinavi sono passati in vantaggio con un rigore, dubbio, di Strandberg, ma gli azzurrini non sono una squadra che molla: al 93′ Bertolacci ha approfittato di un errore del portiere Ostbo regalando il pareggio e il primo posto nel girone A. Potevano lasciare la partita terminasse così, con una sconfitta, ma volevano la vetta e per gli ultimi istanti hanno imperversato nella metà campo avversaria. Altre occasioni per l’Italia sono capitate a Destro tra il 58′, gol sbagliato a porta vuota, e il 60′, conclusione alta. Da parte sua, la Norvegia aveva spaventato Bardi solo al 65′ con una punizione di Hedenstad sulla traversa.

L’Italia travolge Israele, ma è Insigne a finire in ospedale

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L’Italia travolge i padroni di casa agli Europei in Israele e proseguono nel loro cammino vincente grazie e 4 reti inflitte senza subirne. La semifinale è servita: Mangia sparpaglia le carte rispetto all’incontro con l’Inghilterra e schiera una squadra compatta che punta su Saponara e Gabbiadini. L’inizio vede un Israele partire forte ma senza riuscire a infrangere il fortino di Bardi. Con lo scorrere del tempo, tutte le capacità degli azzurrini vengono in luce, con i riflettori puntati in special modo su Insigne, che mette paura e inventa. Saponara, al 17′, batte Kleyman e porta in vantaggio la squadra. Israele sfiora il pareggio un paio di volte giocando in velocità ma al 44′ arriva il raddoppio targato Gabbiadini. Ma il dramma si era già svolto: Golasa travolge Insigne e l’attaccante partenpeo è costretto ad uscire in barella tra le lacrime per un problema alla caviglia. I compagni non perdono però concentrazione: all’8′ della ripresa Gabbiadini sigla la doppietta mentre Florenzi chiude definitivamente l’incontro al 71′: 4-0.  Ma l’infortuno d’Insigne è un macigno sulla squadra anche se dall’ospedale di Tel Aviv le prime notizie sono positive: le lastre escluderebbero la frattura della caviglia, dovrebbe essere solo una distorsione. Il giocatore sente però ancora dolore.

Il Chelsea di Mourinho chiama De Rossi?

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Stando a quanto rivela Mediaset premium, la roma attende l’annuncio dell’arrivo del prossimo allenatore per iniziare a muoversi con decisione per portare in squadra il belga Nainggolan, ora in forze al Cagliari, corteggiato anche dal Napoli dei Benitez. Ma per finanziare l’acquisto la squadra della capitale potrebbe scegliere di cedere Daniele De Rossi, che potrebbe passare, per una cifra inferiore al passato, a una delle sue varie pretendenti, tra le quali la preferita sarebbe il Chelsea di José Mourinho.

Potrebbe essere Rudi Garcia il nuovo allenatore dei giallorossi?

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Con il saluto del direttore generale Baldini, già in volo per Tottenham, sembra proprio sia saltata anche la possibilità di portare sulla panchina il suo candidato, il frencese Laurent Blanc. Ma la fretta di uscire dal caos è tanta e i dirigenti giallorossi si sono trovati a Trigoria con il presidente Pallotta collegato in conference call. Stando a Sky Sport, il favorito sembrerebbe essere a questo punto Rudi Garcia, del quale manca solo la firma apposta sul contratto. Nel frattempo sembra che l’ex del Lille abbia interrotto la sua vacanza in Marocco per risolvere alcuni dettagli con la sua precedente squadra. Potrebbe essere stata fatta quindi la scelta, ma Pallotta l’avallerà? E come potrebbero prendere la decisione i tifosi che hanno stuzzicato la società chiedendo l’arrivo di Roberto Mancini, ex allenatore del Manchester City ed ex giocatore della Lazio?

L’Under di Mangia inizia gli Europei con il piede giusto: 1-0 contro l’Inghilterra

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A Tel Aviv gli azzurrini di Devis Mangia hanno iniziato l’avventura agli Europei in Israele nel migliore dei modi: 1-o  contro una delle formazioni più titolate del torneo. Il merito del gol partita va a Insigne, che al 79′ ha battuto Butland con una punizione perfetta all’incrocio dei pali portando l’Italia in testa nel girone A. L’inizio, con l’Under 21 azzurra che si affida al tridente Borini-Insigne-Immobile, si gioca tutto con ritmi alti con gli azzurrini che spingono i Giovani Leoni di Pearce nella loro metà campo, costringendo spesso gli avversari all’errore in disimpegno. Il gioiellino del Napoli già al 24′ va vicino al gol e obbliga gli inglesi a cambiare tattica, optando per un centrocampo a cinque. I ragazzi di Mangia continuano a provarci e al 38′ Florenzi viene atterrato in area da Robinson, ma l’arbitro Gautier non fischia il calcio di rigore. Alla ripresa gli inglesi trovano una nuova verve grazie anche a Dawson che al 49′ segna in mischia, ma l’arbitro annulla la rete tra i fischi dello stadio mentre gli azzurrini soffrono un po’ in questi primi minuti. Gabbiadini, una volta schierato, entra subito in partita e al 77′ si procura la punizione del vantaggio azzurro. Batte Insigne: palla all’incrocio e 1-0 per l’Italia. Gli inglesi ci provano, ma non riescono ad agguantare il pareggio.

Roma orfana del direttore generale: Baldini saluta

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Il rapporto “è stato risolto consensualmente, e le operazioni calcistiche restano affidate al direttore sportivo Walter Sabatini”: dopo aver salutato l’allenatore, ora la Roma resta anche senza il suo direttore generale, Fabio Baldini. Sul sito del club si leggono i ringraziamenti del presidente Pallotta per il lavoro da lui svolto per due stagioni: “Baldini ha avuto un ruolo importante nel lancio del nostro progetto. Gli auguriamo il meglio per le sue attività future”. Zanzi, amministratore delegato, ha quindi aggiunto: “Apprezziamo moltissimo il contributo fornito da Franco Baldini al nostro club – ha sottolineato l’amministratore delegato della Roma, Italo Zanzi -. La nostra priorità rimane il successo sul campo. Abbiamo fiducia nel nostro futuro e vogliamo continuare a costruirlo sulla base del talento che abbiamo assemblato in questi due anni. Walter Sabatini e io lavoreremo a stretto contatto con il presidente Pallotta per formare il nostro staff tecnico e la rosa per questa stagione”. Anche Baldini prende la parola: “Voglio ringraziare la proprietà della Roma per l’opportunità che mi è stata data. Sono stato benissimo a Roma e auguro il meglio per il club, i giocatori e tutti i tifosi”. Un “addio consensuale” quindi, almeno da quanto si può leggere, ma resta che per il club il momento è difficile e le due passate stagioni non sono certo state memorabili:  risultati non all’altezza delle attese e contestazione dei tifosi, nuova rivoluzione tecnica che ora diventa anche dirigenziale.

Il sogno del Cav… si chiama Kakà! Ricardo torna in rossonero?

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Dopo la cena ad Arcore Allegri è stato riconfermato, ma non senza alcuni diktat. Come riporta il Corriere dello Sport, Berlusconi ha imposto all’allenatore di schierare un trequartista dietro a due punte nel 4-3-1-2, che è il modulo preferito. Al riguardo è stato fatto anche un nome: Ricardo Kakà. Lo rivuole in squadra a qualsiasi costo e ha dato mandato a Galliani di trattare con Florentino Perez e ad Allegri di metterlo in condizione di tornare ai livelli di un tempo. Se n’era già parlato a gennaio ma ora la situazione potrebbe complicarsi se Ancelotti arrivasse sulla panchina del Real Madrid, visto che i due si conoscono e hanno già lavorato assieme nel Milan. Ma anche i dettagli economici non sono da poco: Kakà ha un contratto con il Real Madrid da 10 milioni netti che scade nel 2015 e si è già parlato del fatto che, senza una sostanziale riduzione di ingaggio, il ritorno in Italia è impossibile. Per il cartellino Perez potrebbe anche accontentarsi di 10-15 milioni di euro, ma è solo un’ipotesi. Quello che è certo è che Berlusconi ha deciso e ciò deriva anche dalla bocciatura che nel ruolo di trequartista è stata riservata all’esperimento Boateng, già sul mercato anche se non ufficialmente: in caso di un’offerta valida, potrebbe tranquillamente partire. Kakà, dalla sua, ha anche l’affetto del popolo rossonero, ancora segnato da quella separazione avvenuta nel 2009: prima il no invernale al Manchester City e poi la capitolazione davanti all’offerta da 67 milioni di euro del Real Madrid, dove il brasiliano è stato relegato ai margini. Con Mourinho il feeling non è mai scattato e, anzi, l’estate scorsa il portoghese fu chiaro nello spiegare a Kakà che avrebbe fatto meglio a cercarsi una nuova destinazione. Da parte sua, anche Kakà cova il sogno di tornare a Milano, bisognerà vedere se riusciranno a trovare i giusti punti di accordo.

Stramaccioni “scaricato” anche dalla Roma

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L’ha sempre portata nel cuore la Roma, Andrea Stramaccioni, ne ha anche allenato le giovanili. E ora che è stato esonerato dai nerazzurri e i “suoi” giallorossi hanno ricevuto diversi no da allenatori importanti come Mazzarri e Allegri che hanno deciso di accettare le offerte di Inter e Milan, ha pensato di proporsi proprio al club che per un po’ è stato la sua casa. Il d.s. Sabatini, però, non ha neanche perso tempo a pensarci: il giovane Strama ha bisogno di maturare ancora e a loro serve qualcuno con esperienza e bravo a gestire lo spogliatoio. Nessuna speranza dunque per lui: i giallorossi vogliono assolutamente trovare il tecnico giusto e, al momento, si parla molto di Laurent Blanc.

La cena della conferma… Allegri resta al Milan. E la Roma?

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Una cena chiarificatoria tra Silvio Berlusconi e Massimiliano Allegri che alla fine ha portato alla riconferma dell’allenatore fino alla scadenza naturale del contratto fissata per il 2014. Le prime indiscrezioni erano arrivate verso le 21 quando a Villa San Martino si è presentato anche il fotografo ufficiale del club rossonero. Durante la cena sembra che Allegri abbia chiesto al Cavaliere garanzie per il prossimo anno e in particolare la possibilità di lavorare senza l’ansia del licenziamento e di avere alcuni rinforzi (l’ideale sarebbe 1 giocatore nuovo in ogni comparto) per puntare davvero al vertice della classifica. Insomma Saponara e Jorginho non bastano.

La cena della verità: Allegri resta l’allenatore del Milan. Domenica sera, nella residenza di Arcore di Silvio Berlusconi è andata in scena l’ultimo atto della querelle sulla panchina del Milan. Massimiliano Allegri è stato confermato fino alla scadenza naturale del suo accordo in scadenza nel 2014. Le prime avvisaglie sono arrivate intorno poco prima delle 21:00, quando a Villa San Martino si è presentato anche il fotografo ufficiale del club rossonero. Il vertice tra l’ex premier, Adriano Galliani e il tecnico nell’aria da qualche giorno è durato poco più di due ore. Il padrone di casa, di ritorno da Roma, è giunto nella sua villa a bordo di un elicottero alle 19.10 circa. Il vice presidente rossonero intorno alle 20:15, mentre Allegri si è presentato un quarto alle nove.  Dalla Sampdoria è atteso Poli, dalla Francia il difensore Civelli e c’è una trattativa per Cerci. Saranno preziosi i soldi del Santos per Robinho che alla stampa brasiliana ha detto: “Ritorno in Brasile? Il Milan non ha mostrato la volontà di cedermi, ma nel calcio tutto è possibile”, e forse i milioni del Monaco per Boateng.

D’altra parte Berlusconi vuole il suo Milan padrone del campo, con quell’atteggiamento da dominatore e non da dominato. Quanto alle acquisizioni, l’ex premier delega Galliani, è lui che dovrà lavorare per costruire la nuova squadra, senza nessun esborso da parte del Cavaliere.

Alla fine la mediazione riesce e la cena porta alla riconferma… Un altro anno con Allegri e la Roma non è più allegra, ma resta beffata!

Il futuro di Allegri si discute… al ristorante! La cena con Galliani

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La Roma ad Allegri ha offerto un biennale di 3.5 milioni netti più premi: un’offerta appetitosa per il tecnico rossonero che, se non gli venisse concesso il prolungamento del contratto, potrebbe accettare. Però sembra che ormai neanche la tavola sia propizia agli affari. Allegri era atteso in sede per parlare con Galliani oggi, ma in via Turati ma ha dribblato i giornalisti e non si è presentato. Nel frattempo era saltata anche la cena ad Arcore con Berlusconi. Che è successo allora? I due hanno optato per mangiare insieme al ristorante “Il Consolare” di Milano. Ma ancora una volta non si è giunti ad una decisione e bisognerà attendere l’inizio della settiamna prossima e una nuova tavolata, questa volta alla presenza del Cavaliere per decidere definitivamente il destino e il futuro del tecnico rossonero. Nel frattempo restano in attesa i giallorossi, pieni di speranza nonostante i frequenti rumors che vedono un Allegri sempre meno convinto di accettare la lauta offerta della Roma per le referenze non esattamente straordinarie ricevute sul momento di grande confusione che regna a Trigoria dopo due anni di forti delusioni.

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