Sochi e l’incubo dello spionaggio

kozak-tuttacronacaI Giochi Olimpici sono iniziati oggi con la cerimonia d’apertura, ma già da tempo sono sotto stretta osservazione mediatica, anche a causa delle notizie che arrivavano dalla struttura olimpica. Bagni con due wc, strani divieti, strutture non ancora pronte all’accoglienza e cani randagi destinati alla morte. Ad alimentare le cronache, sono poi arrivate le parole pronunciate ieri da Dmitry Kozak, vice primo ministro russo con delega sull’organizzazione dei giochi, rimbalza ancora sui siti dei giornali anglosassoni e sui social network, alimentando lo spettro dello spionaggio.Si legge in Rassegna Est:

Questo, Kozak, aveva detto nel corso di una visita con i giornalisti al media centre di Sochi. “Le telecamere di sicurezza negli alberghi rivelano che gli ospiti aprono l’acqua della doccia, rivolgendo l’erogatore verso il muro. Poi lasciano la stanza e stanno fuori tutto il giorno”.

Va da sé che in molti sono stati indotti a credere che nelle strutture ricettive di Sochi si spii. Immaginatevi del resto la scena descritta da Kozak. Sembra come un’ammissione che nelle docce ci siano telecamere nascoste e che qualcuno l’abbia capito. Aggiungete a questo il modo brusco con cui un assistente del vice primo ministro ha impedito a un giornalista, pronto a insinuare una scivolosa domanda sul tema, di avvicinarsi al politico.

Kozak, tramite la sua comunicazione, ha spiegato tuttavia che si riferiva ai sistemi di sorveglianza rimasti attivi durante i lavori di preparazione di questi anni e di questi mesi, che sono stati enormi e hanno visto la partecipazione di migliaia e migliaia di operai. Adesso quei sistemi, ha fatto sapere l’ufficio di Kozak, sono stati smantellati. Ma la precisazione non è servita a molto, se è vero che la discussione sul web è impazzata, con una conclusione abbastanza univoca: Mosca, a Sochi, vuole spiare.

E pensare che Kozak, ieri, aveva iniziato il suo incontro con la stampa parlando delle recriminazioni che i cronisti stranieri stavano facendo sulla qualità, a loro dire un po’ così, dell’ospitalità ricevuta a Sochi. Su Twitter, in questi giorni, s’è udito di camere d’albergo con toilette non funzionanti, allarmi scattati alle luci dell’alba e branchi di cani randagi che ciondolano nella notte. Si sta cercando di danneggiare l’immagine della Russia, aveva detto Kozak, prima dell’uscita sulle docce.

E comunque la faccenda dello spionaggio era venuta fuori già da tempo. Il sito dell’emittente americana Abc l’ha rilanciata nei giorni scorsi, con un lungo articolo in cui si spiega che in base alle norme russe l’intelligence di Mosca può intercettare i dati delle telefonate e delle comunicazioni informatiche, senza limiti, nei confronti di tutti. Che siano cittadini russi, stranieri residenti o di passaggio. Insomma, la tesi è che tutti, a Sochi, possono essere spiati. Compresi gli inviati della stampa occidentale. I loro telefoni e i loro portatili sono potenzialmente nel mirino dei servizi.

Si dice sempre: ormai la guerra fredda è alle spalle. È così, in effetti. Solo che, quando da Washington si guarda a Mosca, i vecchi retaggi – un assaggio si trova nei cablogrammi di Wikileaks – ritornano sempre a galla. Tra questi c’è l’ossessione che i russi non facciano che spiare. Tanto che qualcuno, al Congresso, è arrivato a formulare che Edward Snowden, il più grande spione degli ultimi tempi, un cittadino americano, attualmente esule a Mosca, è stato comprato dai russi.

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Datagate francese: spiati i telefoni

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Anche la Francia dispone di un “dispositivo di spionaggio su ampia scala delle telecomunicazioni”, simile al sistema Prism americano, gestito dalla Direzione generale della sicurezza esterna (Dgse). Lo rivela il sito del quotidiano Le Monde, secondo cui l’intelligence francese “raccoglie sistematicamente i segnali elettromagnetici emessi da computer e telefoni” nel Paese e i flussi da e verso l’estero.

La gaffe del Belfast Telegraph: Enrico Letta confuso con lo zio Gianni!

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Inizia il G8 e il Belfast Telegraph, giornale dell’Irlanda del Nord, dedica uno speciale all’evento. Con tanto di schede dei partecipanti. E la gaffe è servita. Al posto della foto del premier italiano Enrico Letta ecco che spunta quella dello zio Gianni. Come se non bastasse, il giornale gli aumenta anche l’età, di otto anni: nel boxino dedicato alla biografia si legge infatti che avrebbe 56 anni.

Obama al G8: l’Europa lo ama sempre meno

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E’ sceso dall’aereo con un fardello pesante sulle spalle Barak Obama: lo scandalo Datagate e la questione siriana, senza contare un sondaggio Gallup, pubblicato nel marzo scorso, che ha rilevato che l’approvazione per la leadership americana in Europa è scesa di 11 punti percentuali rispetto al primo anno di presidenza Obama. Non il momento migliore per affrontare l’incontro degli Otto Grandi che questa volta sfidano la sorte e si ritrovano a Lough Erne nell’ unico mega resort golfistico a cinque stelle dell’Irlanda del Nord andato in bancarotta nel 2010 e che cerca ancora un compratore per la modica cifra di dieci milioni di sterline. L’ordine dei lavori verrà probabilmente stravolto dalla questione dello spionaggio made in Usa e il premier inglese Cameron faticherá non poco per evitare che il summit si concluda con fatti concreti e non solo buoni propositi. Il G8 inizierà nel pomeriggio, con la conferenza congiunta di Obama e Van Rompuy durante la quale verrà ufficializzato l’avvio del negoziato sul libero scambio tra Usa e Europa. Anche per Letta non sarà un esordio facile: il governo ha varato il “decreto del fare” ma resta ancora aperta la questione sull’aumento dell’Iva. Ma se ovunque in Europa si cerca di limitare i paradisi fiscali per cercare di racimolare un po’ di soldi dall’evasione fiscale, il problema siriano e l’attività di spionaggio, con le nuove rivelazioni pubblicate sul Guardian, compiute da americani e britannici in occasione del G8 del 2009 che si tenne a Londra, muteranno l’agenda del summit. E’ infatti difficile che Putin e Merkel non chiedano delucidazioni al riguardo a Obama.

Sconfiggere la pirateria informatica? Arriva l’università degli hacker

Hacker

Si tengono dei corsi particolari e quanto mai attuali in Francia, a Maubeuge, quasi al confine belga, dove 26 studenti, tutti geek già diplomati in informatica, imparano a penetrare a colpi di mouse nelle fortezze virtuali costruite dai loro insegnanti, così come spiega uno dei loro professori, Franck Ebel: “Insegniamo loro le tecniche che usano i pirati perché è indispensabile avere dei mezzi di difesa basati sui metodi usati dagli attaccanti”.  La facoltà è una sede staccata dell’università di Valenciennes e si sta parlando dei “buoni”. I corsi vengono sorvegliati dalla Dcri, il controspionaggio francese, dopo aver vagliato profili e curricula degli iscritti, questo in vista della delicatezza del tema, con lo spionaggio informatico che sta diventando una delle “armi” più potenti in mano alle diverse potenze. Ma non pensiate ci siano solo programmi da violare, si tengono anche lezioni di giurisprudnza tenute da un avvocato specializzato: “La formazione non è solo tecnica. Sono necessari anche dei corsi di diritto. Gli studenti si rendono progressivamente conto della potenza che hanno in mano”. I ragazzi, al termine dei corsi, diventeranno “Collaboratore per la Difesa e l’Anti-Intrusione dei Sistemi Informatici”, ossia hacker che combattono gli hacker.

Uno sguardo al… Cornish Pasty

La ricetta puoi trovarla QUI!

Cornish Pasty

Le pagine di John Le Carré sul set di… La Casa Russia di Schepisi

Le pagine di John Le Carré sul set di… La Talpa di Tomas Alfredson

Le pagine di John Le Carré sul set di… La spia che venne dal freddo di Ritt

Gente di Chelsea… John Le Carré

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Uno sguardo a Chelsea… interno bar!

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Uno sguardo a Chelsea… una strada!

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Uno sguardo a… CHELSEA, Londra

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MONTI E L’ALLARME GUERRA CIBERNETICA

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L’italia può essere destabilizzata da un attacco cibernetico, lo dichiara Mario Monti. I nostri Servizi di intelligence scrivono che è stato oggetto della loro attività “il contrasto allo spionaggio, in un contesto connotato da una significativa esposizione delle aziende nazionali anche a manovre di attacco cibernetico”.

La congiuntura economica ha reso più vulnerabili le aziende italiane che sono oggi esposte anche “a manovre di attacco cibernetico”.

E’ quanto si legge nella Relazione sulla politica dell’informazione per la sicurezza 2012 che il governo ha trasmesso al Parlamento.

La relazione aggiunge che attività è stata svolta “sulle anomalie nei circuiti bancari e finanziari connesse a pratiche illegali e a violazioni tributarie poste in essere su scala internazionale; permane prioritario il rilievo informativo sul contrasto al finanziamento al terrorismo, nel cui ambito è stata rivolta particolare attenzione all’opacità di flussi finanziari movimentati da cittadini stranieri presenti in Italia”.

L’attenzione è rivolta sia alle “proiezioni sulle piazze finanziarie estere, snodo delle manovre di riciclaggio e di iniziative di dissimulazione ed anonimizzazione della provenienza delle provviste reintrodotte nell’economia legale, sia come fattore di inquinamento e di infiltrazione del nostrano tessuto economico”.

Ridotta la pena a Bradley Manning, spia di Wikileaks

 

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Litvinenko “agente triplo”, lavorava per Kgb, Mi6 e servizi spagnoli

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