Renato Schifani e l’ultimatum a un governo che intanto va avanti

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Nonostante Berlusconi abbia richiamato i falchi del Pdl alla calma, la tensione non accenna a calare. Durante il vertice di ieri è emersa la strategia dei suoi avvocati, Ghedini e Coppi, ossia puntare a dilatare i tempi e rinviare la decisione della Cassazione, magari dopo l’estate, per avere la possibilità di presentare memorie difensive più puntuali ma anche, come sottolinea La Stampa, “obiettivo non dichiarato dai legali ma ben presente nei piani di Berlusconi – per arrivare appunto a settembre e capire, se del caso, su quale tema attaccare il governo.” Del resto è stato lo stesso presidente della Corte Suprema di Cassazione, Giorgio Santacroce, a non escludere, ieri, la possibilità di un rinvio. “Non c’è nessun accanimento – ha chiarito – il senatore Berlusconi è stato trattato come qualunque imputato in un processo con imminente prescrizione’’. Ha poi aggiunto che “non c’e’ stato nessuno zelo particolare, nessun atteggiamento da Speedy Gonzales. E’ stata solo applicata la legge. I procedimenti urgenti devono andare alla sezione feriale”. Santacroce ha quindi spiegato che “nulla vieta” alla sezione feriale di piazza Cavour (dove si svolgerà l’udienza- ndr) di “poter stabilire che il termine di prescrizione sia invece successivo e che quindi la Corte possa, accogliendo istanze difensive, disporre un rinvio” per consentire ai legali di studiare le carte più approfonditamente.

Ma questo non basta. Schifani ha parlato in diretta a ‘Radio Anch’io’ lanciando un messaggio che suona come un ultimatum: “Se Berlusconi fosse condannato alla interdizione dai pubblici uffici, sarebbe molto difficile che un Pdl acefalo del suo leader possa proseguire l’esperienza del governo Letta”. Ed ha aggiunto: “Sulla vicenda giudiziaria del Cavaliere intendiamo avere un atteggiamento soft. Non c’è nessuna rivolta contro altri poteri dello Stato, ma abbiamo il diritto di informare i nostri elettori delle dinamiche politiche e processuali di fronte alle quali ci troviamo”. Insomma: “Il nostro popolo deve avere la certezza di quello che stanno facendo a Berlusconi”. Da parte sua il governo, questa è la posizione ufficiale, mira a mantenere separate le tensioni politiche dall’attività dell’esecutivo.

E’ Speranza che risponde a Schifani spiegando che “nel Pdl devono chiarire se mettono al primo punto gli interessi dell’Italia o quelli giudiziari di Berlusconi”, ma “un chiarimento politico vero” serve “da parte di tutti”, è anche chiaro che, qualora arrivasse una sentenza di condanna nei confronti di Berlusconi “non ci sono dubbi” che il Pd voterà perché venga applicata. Anche Epifani entra nel merito, parlando all’Unità: “O c’è un chiarimento serio, o il Pdl dimostra di essere interessato ai problemi del Paese e non alle vicende di Berlusconi oppure, con la stessa forza con cui abbiamo fatto nascere questo governo, diciamo che così non si può andare avanti”. E le sue parole diventano ancora più dure: “Il Pdl mette a rischio la funzione stessa di questo governo. C’è un limite oltre il quale il nostro senso di responsabilità, che anche oggi abbiamo dimostrato, non può andare”. Del resto il voto di ieri ha chiarito che la situazione si ripercuote in casa Dem creando ulteriori spaccature: Franceschini prova a ricucire: “Non si può impedire ad un partito che ha il suo leader coinvolto in una vicenda giudiziaria di dire delle parole o assumere atteggiamenti che non condividiamo, però non c’è nessuna ripercussione né ci sarà sull’attività legislativa il Governo va avanti finché ha la fiducia del Parlamento”.

Nel frattempo Berlusconi ha però invitato tutti alla calma: evitare la rottura su questo tema e puntare invece per un eventuale rovesciamento del tavolo, alle questioni economiche e alle difficoltà che l’esecutivo guidato da Enrico Letta incontrerà (e sta già incontrando) nella realizzazione definitiva di quanto avviato con decreto, cioè il superamento (ma il Pdl ne chiede sempre e solo l’abolizione) dell’imposta sugli immobili e il blocco dell’aumento dell’Iva dal 21 al 22%. E questo è un quadro che si avrà chiaro dopo l’estate. Ma la frenata del Cav potrebbe aver avuto origine anche dall’intervento di Napolitano che ha richiamato alla responsabilità mentre Letta ha avvertito come la corda non possa essere tirata troppo a lungo dagli alleati-avversari e che in ogni caso non tollererebbe, con inevitabili conseguenze, un ritiro sull’Aventino dei parlamentari Pdl. Insomma, Berlusconi vuole mostrarsi quale leader responsabile in grado di scindere le questioni che ha davanti: problemi giudiziari e sostegno al governo delle larghe intese

Berlusconi e il vertice a Palazzo Grazioli: no a crisi di governo

berlusconi-governo-letta-tuttacronacaPrima la decisione della Cassazione di fissare al 30 luglio l’udienza del processo Mediaset, poi la richiesta del Pdl di sospendere le attività parlamentari per tre giorni, con Pd e Scelta civica che concedono solo la giornata odierna nonostante l’opposizione di Sel, M5S e Lega, infine il vertice notturno del partito di Berlusconi a Palazzo Grazioli. A un passo dalla crisi ma con il Cavaliere che impone l’alt ai falchi: niente crisi di governo e nessuna rottura, ma più pressione su Letta su Imu e Iva. Ma dopo la riunione, non si può escludere che il leader del Pdl decida di convocare gli organismi del partito per un ulteriore approfondimento della situazione. Nel frattempo le varie ipotesi restano tutte sul tavolo: dalla possibilità di tenere una manifestazione nazionale dopo le mobilitazioni locali che dovrebbero partire a breve, alle dimissioni di massa in caso di condanna. Ma sembra che, durante il vertice, qualcuno abbia anche suggerito di chiedere la grazia allo stesso Napolitano.

Grillo tra il PD che “non esiste più” e Napolitano “ostaggio dei partiti”

bepe-grillo-ribaltone-pd-tuttacronacaBeppe Grillo, durante un’intervista a Repubblica, spiega che un ribaltone con il Pd è impossibile perchè “perchè il Pd non esiste più”. Il leader del M5S insiste quindi sull’opportunità che Napolitano vada in tv e spieghi agli italiani quale sia la realte situazione. Grillo ha anche spiegato che il Capo dello Stato, alle sue sollecitazioni, ha risposto che in televisione può andare “solo per gravi motivi, per fatti gravi. Ma secondo noi -aggiunge- potrebbe andare; ha alcuni minuti a disposizione e può usarli. Va sulle principali reti, unificate, per una volta, e spiega la situazione ai cittadini”. L’ex comico ha quindi aggiunto:  “Noi a Napolitano abbiamo detto che non è possibile andare avanti così. Lui lo sa, ci ha detto che la decretazione d’urgenza dovrebbe avvenire solo per motivi straordinari, ma che lui non ce la fa, non può fare altro. E io credo che se dice così è vero, non ho motivo di non credergli. C’è da dire che lui ormai è ostaggio dei partiti, anche se se l’è cercata con la rielezione”.

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