“Non finisce qui”: la seconda notte dei manifestanti a Roma

acampada-roma-tuttacronacaProsegue l’acampada a Roma, dove a Porta Pia i manifestanti hanno trascorso la loro seconda notte cone blindati e camionette delle forze dell’ordine occupate a presidiare la zona. Nel frattempo è comparso uno striscione che avvisa: “Non finisce qui” e mentre domani gli esponenti di movimenti per la casa, No Tav, studenti domani dovrebbero incontrare il ministro Maurizio Lupi. Nel frattempo, si sono spostati davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. In Piazzale di Porta Pia, comunque, non si registrano problemi di circolazione, visto che l’area è stata sgomberata proprio per non intralciare il traffico. Quello che resta, sono i manifesti e gli striscioni deposti ai piedi del monumento ai bersaglieri. Sempre nella giornata di martedì, il gip sarà chiamato ad esaminare la richiesta della Procura di convalida di 6 dei 16 fermati durante i due cortei che si sono tenuti nel week-end.

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Scontri alla manifestazione, nei pressi di Casapound

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Nella Roma blindata per la manifestazione dei No Tav e dei gruppi antagonisti come quelli di lotta per la casa, si sono vissuti attimi di tensione con il lancio anche di bottiglie. Gli scontri sono avvenuti all’angolo tra via Giolitti e via Napoleone III, nei pressi della sede del movimento di estrema destra Casapound.

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I manifestanti in particolare hanno cercato di colpire gli esponenti di Casapound che attendevano il corteo, secondo alcuni, con mazze e sassi. Gli estremisti di destra si sono rifugiati poi dietro ai blindati. In mezzo si sono trovate le forze dell’ordine che stanno cercando di ricondurre la situazione alla normalità.

Clima rovente a Roma: forze dell’ordine impegnate nei controlli

19ottobre-tuttacronacaE’ già rovente il clima nella Capitale dove la polizia prosegue con i controlli, che sono continuati anche per tutta la notte. Ieri sera, 4 persone sono state identificate in via Santa Croce in Gerusalemme dai Carabinieri che poi le hanno denunciate per porto di armi ed oggetti atti ad offendere. Durante il controllo sono stati sequestrati un coltello, due fionde, una pietra, un moschettone, un passamontagna ed una bomboletta di vernice spray. Sempre nella serata di ieri, in prossimità del casello Roma nord, cinque sono state le persone fermate e denunciate, per possesso di oggetti atti ad offendere, dagli uomini del Reparto Prevenzione Crimine della Polizia. La manifestazione, che riunisce diverse sigle, partirà questo pomeriggio dopo le 14 da Piazza di Porta San Giovanni e l’allarme è alto. I Carabinieri della Stazione Roma Tomba di Nerone hanno trovato un furgone blindato per trasporto valori che, all’apparenza, era abbandonato in strada. I militari l’hanno sequestrato, affidandolo al deposito giudiziario. I Carabinieri della Stazione Roma Villa Bonelli hanno invece individuato e rimosso uno striscione raffigurante un uomo che si travisa indossando una maschera, con chiari riferimenti alla manifestazione di oggi, apposto sul ponte pedonale di via Portuense.

Chi dorme in tenda e chi viaggia: aspettando la manifestazione a Roma

manifestazione-notav-tuttacronacaNella serata di ieri, sono stati circa 400 gli antagonisti che si sono radunati a Torino, davanti al cimitero monumentale di corso Novara, da dove sono partiti per prendere parte alla manifestazione di oggi nella Capitale. Sei sono stati gli autobus partiti alla presenza della polizia mentre, in precedenza, un altro pullman era partito da Bussoleno, in Valsusa. Le forze dell’ordine hanno seguito e sorvegliato a distanza per tutta la notte i mezzi, con vetture della stradale che sono state notate in più occasioni durante il tragitto lungo l’autostrada. I partecipanti No Tav, provvisti di bandiere, pettorine e foulard con i simboli del movimento, hanno raggiunto Roma nella mattinata. Nel frattempo, altri manifestanti, alcuni tra i partecipanti al corteo dell’Usb di venerdì, hanno trascorso la notte nelle tende allestite per l’occasione in piazza San Giovanni. In allerta le forze dell’ordine nella capitale: gli analisti dell’Intelligence hanno parlato di un livello di pericolo 8 su 10 per quel che riguarda la giornata odierna.

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Livello di pericolo 8 su 10: si teme il peggio per la manifestazione di domani a Roma

manifestazione-polizia-tuttacronacaA lanciare l’allarme per la manifestazione di domani a Roma sono gli analisti dell’Intelligence: secondo le loro previsioni, il livello di pericolo è 8 su 10. La preoccupazione è aumentata sensibilmente oggi, dopo l’espulsione dall’Italia di cinque cittadini francesi fermati oggi nella Capitale, tutti legati a un gruppo anarco-radicale. Quello che ci si aspetta, ormai, è che saranno presenti delle componenti che si muovono sulla linea dello scontro più duro. Sempre secondo gli analisti, quello che si starebbe preparando sono assalti ai bancomat e agli esercizi commerciali, carrelli dei supermercati da usare come arieti per rompere i blocchi delle forze di polizia, macchine idropulitrici per spruzzare di vernice le visiere dei caschi degli agenti e bombe carta, oltre a tutti gli strumenti di offesa e difesa come caschi, maschere antigas, spranghe, e simili. Quello che ci si aspetta, inoltre, è una escalation a partire da Piazza San Giovanni che potrebbe portare a un  “innalzamento della conflittualità e ad azioni” contro la sede della Banca d’Italia e gli uffici consolari tedesco e britannico in via XX Settembre e in via San Martino della Battaglia. Ma in previsione ci sono anche “assedi ed assalti” al Ministero dell’Economia, alla sede della Cassa Depositi e Prestiti e al Consiglio Superiore della Magistratura. La protesta giungerebbe quindi a Pota Pia, dov’è previsto che i manifestanti trascorrano la notte, non prima di aver sfondato il cordone di polizia e carabinieri con uno dei camion del corteo. Ma si prevede anche la costruzione di una barricata davanti al Ministero delle Infrastrutture mentre su via Nomentana dovrebbero fare la loro apparizione tende e gazebo. Per quel che riguarda il numero di presenze, gli analisti stimano dalle 7 alle 8mila unità, quella del blocco dei più violenti in circa 200 unità e in 100 unità quella relativa alla componente anarchica, dove non si possono escludere infiltrazioni di cellule da Francia e Germania. A questo si somma l’incongnita degli antagonisti, che potrebbero essere alcune centinaia, arrivati al seguito delle tifoserie che questa sera hanno assistito al match roma-Napoli e che potrebbero essere intenzionati ad aggregarsi al corteo domani. Resta il fatto che, se vi sono i più intransigenti intenzionati a rompere il corteo, alla manifestazione prenderanno parte anche comitati di lotta ambientalista e contro le grandi opere (No Tav, No Muos), Movimenti per l’Abitare, movimenti per i diritti e i beni comuni, area di San Precario, Sindacati di base e molti centri sociali. Tutti questi avrebbero il desiderio di evitare simili scontri pur condividendo l’obiettivo dell’occupazione di Piazza San Giovanni e Porta Pia, da “tenere” almeno per tutto il week-end.

#sollevazione, #assedio, #stopsfratti la manifestazione è anche virtuale

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C’era una volta la piazza e c’è ancora, ma accanto alle strade  – che si riempiono di manifestanti che lottano dalla casa, all’ambiente, dalla disoccupazione al precariato – si riempie anche la piazza virtuale, il web. Gli hashtag sono #sollevazione, #assedio, #stopsfratti e poi #19o, nato quest’estate e divenuto simbolo dei No Tav che si erano dati appuntamento a Roma il 19 ottobre. Fra poche ore sono attesi nella capitale frange più estreme, quelle che sono considerate “a rischio” per l’ordine pubblico, gli italiani indignati che da mesi lottano per la salvaguardia della loro valle che sta per essere deturpata da un’opera faraonica che costerà (ed è già costata) sangue, sudore e disoccupazione a un popolo che davvero non capisce l’esigenza di un collegamento con la Francia, anche a fronte della decisione di quest’ultima di sospendere i lavori. Intanto in alcuni quartieri della Capitale appaiono striscioni inquietanti come quello esposto al Pigneto, quartiere ex popolare, ora multietnico, degradato e in disequilibrio tra voglia di innovazione, frenata dallo spaccio e dalla criminalità. Un tessuto complesso quindi che ha deciso di scrivere un messaggio chiaro:

 “15 ottobre 2011 – 15 ottobre 2013 Lo spirito continua”.

San Giovanni ritorna zona rossa. Due anni fa gli scontri e ora la paura che possano ripetersi, violenti oggi più di allora. E per fortuna che le forze dell’ordine sono state spiegate e stanno rastrellando la città alla ricerca di qualsiasi oggetto che possa domani trasformarsi in arma. Intanto gli obiettivi sensibili vengono messi al sicuro. I primi sono stati i ministeri dal Tesoro alla Difesa, dallo Sviluppo Economico al Lavoro.

I palazzi del potere blindati, già questo è simbolo di una politica che ha perso il suo contatto con il popolo. Gli elettori che non si riconoscono in chi li rappresenta, che il diritto di voto è stato trasformato in uno strumento di controllo da parte dei partiti che hanno bloccato le liste impedendo di fatto la scelta ai cittadini. E così anche i promotori non si nascondono più e affermano “tutto dipenderà anche dall’atteggiamento della polizia. I fermi preventivi di queste ore, le cariche al Pigneto non depongono a favore di un clima sereno…”.

In mattinata, infatti, un corteo di studenti (le forze dell’ordine parlano di anarchici) è stato caricato all’isola pedonale del Pigneto, tra le bancarelle del mercato e gli anziani che facevano la spesa. Questo episodio si aggiunge al fermo dei 5 francesi.

In queste ore, in effetti, i promotori provano a far di conto, assemblee continue fino all’ultimo minuto, perché, dicono, “la situazione cambia di ora in ora”. Difficile fare previsioni.  

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