Furto in sede del Pd: 500 euro in monetine

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Furto dentro il circolo del Pd  in via Bodoni a Milano. I ladri hanno portato via, durante la notte scorsa, 500 euro in monetine che erano state riposte in un cassetto. I responsabili della sede lo hanno scoperto attorno alle 9.30, denunciando l’episodio alla polizia.

 

Messaggio shock sul pollo a 5 euro: “Ce n’è per lui, ce n’è per lei, ce n’è anche per i gay!”

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Shock a Livorno per il messaggio promozionale affisso su una vetrina di una macelleria del centro con lo scopo di attirare persone per vendere un pollo cotto a 5 euro: “Ce n’è per lui, ce n’è per lei, ce n’è anche per i gay!”.  A essere in promozione. Una scritta fatta a mano e vergata con il pennarello colorato dallo stesso titolare della rivendita di carne che ha fatto molto discutere.

Il titolare del negozio, Paolo Mantellassi, in un’intervista a Qui Livorno ha ammesso di aver ricevuto molte critiche per quella trovata ma di non avere nessuna intenzione di rimuovere il cartello.

“Non ho voluto offendere nessuno – ha spiegato – Non ho niente contro gli omosessuali, anzi ho parecchi amici che sono gay. Questo è soltanto uno scherzo, una burla. Il fatto è che in questi ultimi giorni ero in vacanza all’isola d’Elba – spiega il titolare della macelleria -e sulla spiaggia c’era un venditore di cocco che ripeteva tutto il giorno questo slogan per vendere i suoi prodotti. Così mi è rimasto in testa e quando sono tornato e ho riaperto il negozio lo ho riutilizzato per promuovere la nostra offerta del pollo cotto a cinque euro. Non c’è niente di male è solamente una cosa da riderci su”.

Pioggia di soldi dopo l’investimento di una donna. Video!

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Una vera e propria pioggia di soldi si è riversata in strada dopo che una donna è stata  investita da un’auto nelle strade di Jinan, in Cina. Circa 3000 euro che conservava nella borsetta si sono sparsi in ovunque, ma in suo soccorso sono arrivati i cittadini che dopo aver chiamato i soccorsi hanno recuperato le sue banconote fino all’ultimo centesimo e riconsegnate alla donna. Lei, ricoverata senza gravi conseguenze, ha voluto ringraziare i suoi concittadini per l’onestà dimostrata in questa occasione.

 

La tragica morte di Alessandro Minto. Il padre: l’ho ucciso, per 200 euro

alessandro-minto-fidanzata-tuttacronacaDopo aver colpito al cuore con un coltello il figlio Alessandro, il 70enne Guerrino Minto ha pronunciato solo una frase: “Lo go copà”. “L’ho ucciso”. Sono state le uniche parole che la sorella scesa in cucina dal piano superiore dove abita con la madre inferma, l’ha sentito pronunciare. L’uomo si è limitato ad osservare il cadavere del 21enne a terra, fino all’arrivo dei medici del Suem, chiamati dalla donna. Manca poco a mezzogiorno e mezzo e il 118 avvisa anche i carabinieri, che accorrono nell’enorme casa colonica al civico 37 di via 1. Maggio. Guerrino non oppone resistenza ai militari, ripetendo come in trance “Per 200 euro, per 200 euro” mentre viene caricato sull’auto dell’Arma che lo accompagna nella caserma di via Salvo D’Acquisto per un interrogatorio di 45 minuti. Alessandro era l’unico figlio di Guerrino, frutto del matrimonio con una bulgara sposata quando lui aveva quasi cinquant’anni, e lei, Lucia Lazara, nemmeno trenta. Divario anagrafico, culturale e linguistico: l’unione era difficile. Almeno stando alla testimonianza di una vicina che ha raccontato che, quando Alessandro era ancora piccolo, ha accompagnato la moglie straniera almeno un paio di volte al pronto soccorso, col volto tumefatto dalle botte del marito. Ma Guerino tutti lo descrivono come mite e tranquillo, anche gli amici del giovane, che col padre era tornato ad abitare mentre la madre si era trasferita a Mestre. Riguardo al 21enne raccontano che era stato un po’ scavezzacollo, aveva fatto diversi incidenti con la macchina e l’anno scorso era stato anche denunciato per ricettazione. Ultimamente era però più tranquillo, sereno. Lavorava alla Saimi Spettoli di Marghera, come tubista e ieri non era in fabbrica per un brutta congiuntivite. Le sue passioni erano le barche e la sua Alfa Romeo Gt, forte della giovinezza e dell’esuberanza della sua età. Che magari creava dei contrasti con l’anziano padre, stretto dal carico familiare della mamma ultranovantenne allettata da accudire insieme alla sorella minata per sempre dal grave lutto – la perdita dei figli in un incidente stradale – che l’ha stravolta. Ieri la lite per motivi economici, con il ragazzo che chiede al genitore: “Dammi almeno duecento euro dei 500 che ti ho prestato. Non ce la faccio ad arrivare a fine mese”. E’ solo l’inizio: il figlio lo accusa di avergli svuotato il libretto bancario, poi rompe un piatto e si scaglia contro Guerrinoa nel suo cuore. “L’ho fatto per difendermi. Avevo paura della reazione di Alessandro”, si giustifica l’uomo davanti agli inquirenti. Sono le cinque. Guerrino ammanettato viene portato nella caserma di Chioggia per il fotosegnalamento. Tappa intermedia per il carcere di Santa Maria Maggiore a Venezia: “Go da pagare. Xe giusto che paga”. A guardarlo sembra un povero vecchio, curvo sotto il peso del rimorso e della colpa. Chi non potrà mai perdonarlo è Jessica Recaldin, la fidanzata del figlio e grazie al quale lo stesso giovane, così raccontano gli amici, aveva messo la testa a posto. “Me l’hai rubato. Era l’unica cosa che avevo, Assassino, delinquente, assassino”. Il padre della ragazza non riesce a consolarla, nè a calmarla. La ragazza crolla a terra sulla ghiaia del cortile della casa di Alessandro, poi viene rialzata e portata via dal padre. Con lei, davanti e attorno alla casa, tutti gli amici. Il fratello della ragazza, che lavora a Marghera in un salone di parrucchieri, afferma: “Non riusciamo a capire cosa possa essere successo non ci risulta che Alessandro avesse problemi col papà. Per lo meno con noi non ne ha mai parlato. Quando andavamo a casa sua Guerrino ci pareva un uomo buono, tranquillo. Non ha mai fatto scenate”. E il papà commenta: “Conoscevo Alessandro, un bravissimo toso innamorato di mia figlia. Qui non c’ero mai stato prima. Non so cosa dire. Na roba granda”. È lui che fa la spola continua fra le due abitazioni, trafelato, sotto un sole che picchia come non mai sull’asfalto della strada che porta a Lova. Ed è sempre lui che si prende cura anche della madre di Alessandro, Lucia, le cui grida dilaniano il cuore dei presenti, con quella sua richiesta di poterlo vedere.

Costa Concordia: arrivano le prime cinque condanne

costa-concordia-condanne-tuttacronaca13 gennaio 2012. La Costa Concordia, con a bordo 4.229 persone tra passeggieri ed equipaggio, naufraga davanti all’Isola del Giglio. In 32 perdono la vita. Ora sono arrivate le prime condanne: il giudice dell’udienza preliminare Pietro Molino ha confermato tutti i patteggiamenti per 5 co-indagati con Schettino: Ciro Ambrosio, Silvia Coronica, Jacob Rusli Bin, Roberto Ferrarini e Manrico Giampedroni, tutti accusati di omicidio plurimo colposo e lesioni colpose. La condanna più alta risulta essere quella per il capo dell’Unità di crisi di Costa Crociere, Roberto Ferrarini, per lui 2 anni e 10 mesi. L’hotel director della nave, Manrico Giampedroni, ha patteggiato 2 anni e 6 mesi. 1 anno e 11 mesi invece per l’ufficiale in plancia Ciro Ambrosio. L’altro ufficiale, Silvia Coronica, 1 anno e 6 mesi. Infine è di 1 anno e 8 messi la condanna per  il timoniere Jacob Rusli Bin.

Le misteriose borse di Schettino che portò Domnica

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Dalla tragedia al giallo della Costa Concordia. C’è un alone di mistero intorno alle borse che la  moldava Domnica Cemortan portò per conto di Schettino. In un intervista al Tg2 la moldava racconta:  «La sera del naufragio all’Isola del Giglio aiutai il comandante Schettino a portare delle borse. Erano momenti di confusione e ci si aiutava tutti. Non so cosa contenessero quelle borse ma lo aiutai» e poi precisa che querelerà i giornalisti che ipotizzarono una presunta relazione sentimentale con il Capitano. Come spiega l’avvocato della donna, Gianluca Madonna: «quelle illazioni hanno rovinato l’immagine personale della mia assistita, anche rendendogli difficile trovare lavoro in Italia».

Processo Concordia: Schettino chiede patteggiamento!

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Patteggiamento a 3 anni e 5 mesi! Questo chiede l’avvocato Donato Laino del collegio difensivo di Francesco Schettino, prima dell’inizio del processo per il naufragio della Costa Concordia, a Grosseto. La precedente richiesta di patteggiamento era però già stata respinta a maggio, mentre era stata concessa per altri 5 imputati nel procedimento.

Più complessa la posizione di Costa Crociere Spa rappresentata dal difensore Marco De Luca che pur sedendo tra i legali di Schettino, si è anche costituita parte civile per la perdita della nave.

In Usa va avanti il procedimento contro la  multinazionale del gruppo la Carnival, capogruppo di Costa Spa.

Con i soldi per i bambini abbandonati, un 60enne si comprava case

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I soldi appartenevano a una Onlus che doveva provvedere ai bambini abbandonati, ma il suo presidente, un 60enne milanese, si è appropriato di 800mila euro per destinarli, invece, all’acquisto di due appartamenti, per pagare cartelle esattoriali o per coprire le appropriazioni indebite all’interno di uno studio in cui curava la contabilità di altri clienti.

All’uomo sono stati sequestrati alcuni appartamenti al centro di Galatone (Lecce). Inoltre la polizia ha accertato anceh che l’uomo risulta   titolare di un centro elaborazione dati a Melegnano (Milano), dove presta servizi di assistenza fiscale: l’inchiesta era scattata dopo che alcuni clienti avevano segnalato alla Finanza che il denaro da loro affidato al consulente per pagare le imposte non era stato in realtà versato. In realtà poi le cartelle esattoriali erano state pagate in ritardo con il denaro, che attraverso complessi passaggi, proveniva dalla Onlus.

Sono state denunciate anche due dipendenti del centro elaborazione dati di Melegnano.

19enne si suicida dopo che ha perso tutti i soldi al gioco

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M.C. 19 anni, di Barano d’Ischia, ha scritto su un biglietto prima di lanciarsi nel vuoto dal piazzale della chiesa del Soccorso, a Forio d’Ischia:

‘Cara mamma, scusa: ho sciupato tutti i soldi al gioco”

Il giovane è morto sul colpo dopo un volo di 50 metri. Il corpo è stato rinvenuto sul selciato della scogliera.

L’operazione trasparenza di Papa Francesco: pubblicati i file di Milwaukee

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Prosegue l’operazione trasparenza da parte del Vaticano con alla guida Papa Francesco: sono stati pubblicati infatti, dall’Arcidiocesi di Milwaukee, in Wisconsin, migliaia di documenti relativi allo scandalo degli abusi sessuali che i preti hanno commesso ai danni di minori. Nella documentazione, in cui sono presenti anche dozzine di file personali, compaiono anche i file relativi a Dolan, attualmente arcivescovo di New York ma all’epoca dei fatti arcivescovo di Milwaukee. Il cardinale avrebbe spostato infatti, in un periodo in cui l’arcidiocesi si dirigeva verso la bancarotta, un totale di 56,9 milioni di dollari in un fondo fiduciario destinato alla manutenzione dei cimiteri. “Se vogliono trasferire denaro lo fanno rapidamente, se vogliono mantenere un prete, e la sua storia, segreta, lo spediscono in una località glaciale” ha dichiarato Jeff Anderson al Wall Street Journal. Secondo il legale di 350 vittime degli abusi commessi in ambito ecclesiastico nello stato americano, infatti, si tratterebbe di frode visto che Dolan avrebbe effettuato il trasferimento per proteggere il denaro da rivendicazioni e responsabilità legali. Immediata la replica di Dolan che ha negato tutto in un comunicato ufficiale nel quale spiega che tale fondo è stato creato secondo le leggi statali e non “era uno scudo al processo di bancarotta” in corso. Ma il nome del cardinale appare anche su alcune lettere dirette al vaticano per richiedere punizioni più severe nei confronti di preti che hanno commesso abusi sessuali. Dolan avrebbe invitato la santa sede a revocare un permesso di tornare in servizio concesso a un prete, sostenendo che “la nostra credibilità verrebbe fortemente danneggiata”.

Raffaele Sollecito e gli orrori della Cassazione

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Prima ha avviato la raccolta fondi per poter pagare le spese processuali. Ora Raffaele Sollecito, in attesa di tornare in aula dopo che la Cassazione ha annullato il processo d’appello che l’aveva assolto, con Amanda Knox, dall’accusa di aver ucciso, insieme a Rudy Guede, la povera Meredith Kercher, su Facebook cerca di smontare quella sentenza. E vi aggiunge critiche e obiezioni. Secondo l’ingegnere pugliese, infatti, si tratta di una decisioni piena di “errori che sembrano orrori”. Ecco quindi che spiega:

“Il giudizio di Cassazione è inappellabile e quindi ritengo sia doveroso per i Giudici di Cassazione emettere delle sentenze più oculate e circostanziate. Nel nostro caso sono stati scritti numerosi errori, che sarebbe più giusto definire orrori: Innanzitutto è stato sancito che in un processo penale in Italia il ruolo della difesa è del tutto marginale, infatti in tutta la sentenza non c’è scritto nulla che riguarda il contributo della difesa alla ricerca della verità e men che meno l’apporto dei suoi consulenti che sono stati del tutto ignorati, come se non fossero neanche esistiti. Gli orrori più evidenti sono:
Non è vero che il perito d’ufficio abbia mai sostenuto che sulla traccia mista di DNA ci sia il profilo di Raffaele: ha dichiarato piuttosto che proprio perché si trattava di una traccia mista e non genuina con diversi alleli per ciascuno dei 17 loci del profilo, si poteva trovare chiunque, persino il DNA del Presidente della Corte, qualora fosse disponibile per una comparazione. Non è vero che sulla traccia c’era solo la Y che corrispondeva a Raffaele, ma almeno altre due Y, che non è stato possibile attribuire, perché non vi erano profili disponibili per il confronto e comunque di queste altre due nessuna corrispondeva a quella del Guede. Ergo le altre 2 sono di persone ancora oggi sconosciute. Non è vero che la traccia di DNA isolata dai Periti d’Ufficio era situata in prossimità del punto in cui la biologa della Polizia Scientifica aveva trovato l’esigua traccia di DNA, che poi ha attribuito a Meredith. Questa traccia si trovava infatti nell’innesto della lama nel manico, zona in cui più facilmente si può trovare del materiale organico e/ inorganico e sulla quale la Polizia Scientifica inspiegabilmente non ha eseguito alcun prelievo. Questa è la ragione, per cui i Periti d’Ufficio hanno chiesto di poter smontare il coltello, autorizzazione che è stata negata dalla Corte d’Appello per la ferma e a mio parere immotivata opposizione da parte della Procura Generale di Perugia e della parte civile.
Non è vero che il perito d’ufficio prof.ssa Vecchiotti ha deciso in perfetta solitudine e addirittura non ottemperando all’incarico ricevuto dalla Corte d’Appello di non procedere alla analisi di questa traccia di DNA: in una riunioneUFFICIALE con TUTTI i consulenti di parte, a cui erano presenti il prof. NOVELLI e la dott.ssa STEFANONI ha espresso chiaramente il motivo, per il quale era sua intenzione non procedere alla analisi, per l’estrema esiguità della quantità e per l’impossibilità di procedere ad una seconda amplificazione e in quella occasione TUTTI si sono mostrati concordi con il perito d’Ufficio e non hanno fatto alcuna obbiezione, SOTTOSRIVENDO il verbale. Non è vero che fra il primo e il secondo sopralluogo la casa è rimasta protetta dai sigilli. E’ vero piuttosto il contrario, visto che in quei 46 giorni vi sono state ben 3 perquisizioni, di cui una neanche verbalizzata, (quindi nessuno può sapere quali e quante persone sono entrate nella casa e se sono state prese delle cautele) durante le quali la casa è stata messa letteralmente a soqquadro con mobili e suppellettili smontati e portati in giro per tutta la casa, tanto è che il famoso pezzetto di stoffa con i gancetti del reggiseno era da tutt’altra parte, rispetto al primo rinvenimento e sotto un tappetino scendiletto, che a sua volta si trovava appallottolato sotto la scrivania nella stanza di Meredith, quindi potrebbe essere tranquillamente successo che durante le 3 perquisizioni si sia fatto più volte il giro della casa sotto i piedi di qualcuna delle persone che hanno partecipato alle perquisizioni.
Non è vero che i frammenti di vetro nella stanza della Romanelli erano sopra i vestiti, ma è vero che erano TUTTI sul pavimento, su di un tappetino scendiletto a fianco del letto e SOTTO i vestiti, come dimostrano le numerose foto ed i filmati eseguiti dalla Polizia Scientifica di Roma durante il primo giorno del primo sopralluogo, quindi in un momento in cui non vi poteva essere ancora alcuna alterazione della scena del crimine. Non è vero che il Guede non aveva ferite alla mano destra: queste ferite (per quanto superficiali e in via di cicatrizzazione), sono evidenti sulla faccia palmare delle sue dita nelle foto, scattate dalla Polizia tedesca subito dopo il suo arresto in Germania.”

Sollecito, in vista del processo, lancia una colletta sul web

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Raffaele Sollecito, imputato con Amanda Knox nel processo d’appello, che si terrà a Firenze, per l’omicidio di Meredith Kercher e che potrebbe aver luogo all’inizio del prossimo autunno, ha lanciato una colletta sul web per pagarsi le spese legali. Il ragazzo ha scritto in inglese sulla sua pagina Facebook: “Non ho più risorse per combattere contro questa ingiustizia. Non voglio mollare solo per motivi finanziari, spero capirete”. La raccolta fondi è stata aperta sul sito specializzato “GoFundMe” dove, nel giro di poche ore, sono già arrivate le prime donazioni: l’obiettivo è di raccogliere 500mila euro.

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Il PdL presenta un nuovo decreto: si renda noto il reddito di Grillo

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Se Grillo è stato sotto la lente d’ingrandimento, il nuovo disegno di legge depositato dal parlamentare del Pdl Lucio Malan sembra lo voglia mettere definitivamente a nudo, e con lui Casaleggio. Sembr infatti che la trasparenza, uno dei cavalli di battaglia durante la campagna elettorale del Movimento 5 stelle si stia trasformando in un incubo per i grillini. Sono ancora nell’aria le liti per la diaria e i rimborsi ed è da poco andata in onda la puntata di Report in cui si parlava del circuito Grillo-soldi-M5s-Casaleggio associati, e sembra che il Popolo della Libertà voglia cavalcare l’onda rendendo pubblici gli stipendi delle due menti del movimento.  Nel presentare il decreto Malan ha spiegato che “I cittadini possono contare sulla trasparenza patrimoniale di tutti i leader di partito, grazie a norme che avevano sempre determinato la trasparenza dei redditi dei leader dei partiti politici rappresentati in Parlamento”. E aggiunge: “Almeno fino ad oggi. Ma oggi non è più così, non da quando un movimento che fa della trasparenza dei redditi degli esponenti politici uno dei punti principali della propria propaganda è entrato con numerosi rappresentanti eletti in entrambi i rami del Parlamento”. Il decreto prevede “l’estensione dell’obbligo di dichiarazione a tutti coloro che percepiscono compensi a carico della finanza pubblica per un ammontare complessivo pari o superiore al quello dell’indennità parlamentare”. Oggi è stata anche la gioranta in cui si è raggiunto l’accordo politico sulle linee guida per l’abolizione del finanziamento pubblico e, proprio mentre si avvicinano le elezioni a Roma, si vuole dimostrare di combattere l’antipolitica… mirando direttamente agli avversari.

Justin Bieber dispensa consigli finanziari!

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Gira questo videin rete in cui Justin Bieber dispensa consigli finanziari e chiede alle sue fans di occuparsi dei soldi della famiglia, di parlarne e di esserne informati, perchè non importa sei hai un dollaro o un milione di dollari, se spendi più di quello che hai finirai comunque in bancarotta:

Justin si sà che hai soldi ha dovuto prestare molta attenzione quando ancora non aveva successo. La madre ha dovuto fare veramente molto sacrifici per riuscire a tirare avanti e ora si sente in dovere di dare qualche consiglio. Chiede alle sue fans di fare come lui qualche anno fa: mettere da parte i soldi per comprare solo le cose a cui si tiene veramente. Questa è la prima lezione di una serie di video che si chiama “Life Lessons” a cui sicuramente ne seguiranno altre.

Nuovi followers? 1000 per soli 18 dollari! Ecco il business.

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Mille profili nuovi come followers? Sono 18 dollari. Nove dollari al mese per cinque re-tweet al giorno. Ecco il prezzario di un fenomeno abbastanza conosciuto su Twitter, quello dei fake. Persino Twitter l’ha ammesso: al momento non esiste soluzione. Il mercato nero del successo sul microblogging al momento è dilagante e non si conoscono nè i confini, nè le responsabilità, ciò che invece è chiaro sono le cifre.

Il business del fake su Twitter potrebbe superare i 300 milioni di dollari e riguarda alcuni siti che sembrano essersi specializzati nella creazione di questo tipo di servizi. Il numero di finti account su Twitter è circa 20 milioni, poco meno del 10% degli utenti attivi.

Tra i meccanismi trovati, ha fatto molto scalpore quello di un fantomatico account cinese che ri-twitta ogni post di TheNextWeb, un blog molto famoso che ha subito smentito di aver fatto uso di questo account per migliorare i propri risultati, spiegando che si tratta di un servizio automatico mai pagato.

L’account risponde alle caratteristiche del nuovo mercato, che vuole un fake credibile. Include un bio, in cinese, un link ad un blog con contenuti su Yahoo salute, e ha twittato oltre 17.000 volte i contenuti del blog.

Nuovi software si stanno facendo largo, e permettono di bypassare facilmente le barriere opposte da Twitter e di creare molto velocemente fake account e follower con costi per operazione così bassi che si possono permettere di aggiungere una persona che manualmente compili i CAPTCHA nei casi di più profili con gli stessi IP.

Questo è dovuto in parte alla facilità di creazione di un account su Twitter, che non richiede la validazione di una e-mail. L’azienda contrasta come può gli account falsi e la spam. Jim Prosser, un portavoce di Twitter interpellato dal NYT, ha ricordato che l’azienda ha citato in giudizio i produttori dei cinque strumenti di spamming più utilizzati sul servizio, ma il problema è di ardua soluzione:

Facebook collega una persona ad un account. In Twitter, un individuo può avere più account. Abbiamo una filosofia differente. Il 40% della nostra base di utenti consuma solo contenuti, e ciò che appare come un account falso per un individuo potrebbe effettivamente essere qualcuno che è su Twitter esclusivamente per seguire altre persone.

 

La fiaccolata per l’Aquila… 4 anni fa il sisma!

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Fiaccolata all’Aquila per non dimenticare le 309 vittime del sisma di 4 anni fa: era il 6 aprile 2009. Intanto crescono le polemiche per i ritardi dei fondi per la ricostruzione. La cifra stimata è di 7 milia. Il sindaco Cialente: “le mie colpe? Non ho messo le bombe. Non sappiamo dove siano finiti i soldi dai giochi (mercato del gioco) per la ricostruzione, qui non sono mai arrivati, saranno finiti nella contabilità dello Stato ma finora una voce che indichi i soldi provenienti dai giochi non c’è. Tra l’altro era previsto anche un prelievo dalle ditte farmaceutiche per finanziare la ricostruzione ma anche da lì non è arrivato niente. Se io ora non ho i soldi per ricostruire, nel 2016 non ci saranno neanche 40mila abitanti, qui resteranno solo vecchi e dipendenti pubblici.”

Porta a Porta diventa servizio pubblico?

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Si parla dei luoghi più sicuri dove tenere i risparmi e nello studio di “Porta a Porta” arriva uno dei famosi plastici di Bruno Vespa: stavolta si tratta di un materasso a grandezza naturale, con tanto di coperte e cuscino, che nasconde una cassaforte.
Vespa lo presenta così: “Ricordate la vecchia storia ‘ma dove tiene i soldi quello per stare tranquillo?’ Nel materasso!”. Ci sarebbero ditte tedesche e spagnole specializzate proprio nella produzione di questo genere di cassaforte che Vespa svela al pubblico italiano.

I soldi ci parlano!

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Sembra facile, ma non lo è. Lui si chiama Dan Tague ed è un artista che vive a New Orleans. La sua abilità consiste nel far parlare i dollari stropicciati. Pezzi di parole che formano frasi insospettabili guardando le banconote nella loro “normalità”. Geniale, semplice, l’arte e l’economia per comunicare con il “linguaggio dei soldi”!

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La Pasqua va in crisi!

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Niente week end lunghi fuori dalla città, per sfruttare le feste di Pasqua e staccare dalla routine lavorativa. Ma neanche una puntata al ristorante, per concedersi un pranzo diverso dal solito. La crisi si fa sentire anche sulle vacanze pasquali e la gran parte degli italiani, per mancanza di soldi, le passerà a casa. Soltanto 8,2 milioni (rispetto ai 9,5 milioni del 2012) di cittadini dormiranno almeno una notte fuori casa, facendo segnare un -14,1% rispetto a un anno fa. La rilevazione arriva da Federalberghi, secondo la quale c’è il rischio che l’economia turistica torni ai livelli del dopoguerra.

Bimba contesa… “papà è cattivo”!

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Bimba contesa. Dopo la morte della madre avvenuta in un incidente stradale la bambina è al centro di una battaglia legale tra i nonni materni e il padre. Alla piccola spetta infatti un maxi risarcimento dopo che un auto ha travolto la mamma uccidendola. L’assicurazione, secondo le prime cifre, infatti, dovrebbe risarcire quasi un milione di euro, ma subito dopo il funerale della madre, la piccola è stata affidata al padre, quell’uomo contro il quale, la moglie aveva avviato una pratica di separazione per maltrattamenti prima di morire. Ad avvalorare la tesi c’è il forte rifiuto della bambina che si rifiuta categoricamente di andare con il padre. La bambina però dovrà attendere i tempi lunghi della giustizia italiana, si parla almeno di 7 mesi. Così i nonni hanno iniziato la loro battaglia legale dichiarando «Noi non vogliamo soldi, vogliamo solo il bene di nostra nipote. L’indennizzo se lo prenda il marito di mia figlia. A noi non interessa. Chiediamo alla Corte dei Diritti Umani di intervenire, per il bene di mia nipote ma anche per rispetto nei confronti della mia povera figlia».

Allarme furti a Genova… ma c’è chi restituisce il bottino!

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Dopo averlo rapinato di soldi, cellulare e piumino lo hanno richiamato e gli hanno restituito telefono e giubbotto perché “non sono di marca”. E’ successo a un ragazzino genovese: i due ladruncoli “snob” gli avevano puntato contro un coltello all’uscita di una discoteca genovese. Quando si sono accorti che il telefono non era di ultima generazione e il piumino era “anonimo” l’hanno richiamato e hanno restituito tutto.

Intanto non si attenua l’allarme furti a Genova. Nella notte altri due colpi dei soliti ignoti e un movimentato furto durante l’ora di cena nel levante di Genova. Il colpo più rilevante si è verificato in via Gianelli dove i ladri hanno smurato una cassaforte che conteneva gioielli e contanti per un valore di circa 25mila euro.

Stessa tecnica usata per svaligiare un’abitazione di via Arnaldo da Brescia a Boccadasse dove sono stati rubati circa 20mila euro. Sempre a Quinto, invece, due anziani si sono trovati i ladri in casa mentre stavano cenando e li hanno chiusi all’interno della camera da letto senza ricordarsi però che c’era la finestra. All’arrivo della polizia, infatti, i malviventi si erano dileguati.

Quello scandalo che fa uova d’oro: la Concordia!

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“Il relitto della Costa Concordia va portato via dal Giglio in condizioni di sicurezza ambientale e smantellato secondo le regole. Chi inquina paga”. Lo ribadisce il ministro dell’ambiente Corrado Clini che mantiene ferma la scelta di Piombino per lo smantellamento e avverte: “Si rassegni chi si illude di poter giocare sulla transizione” tra due governi. Denuncia quindi “una evidente campagna di disinformazione per impedire il completamento delle operazioni in condizioni di legalità”.

Qualcuno vuole approfittare, ma qualcuno lo ha già fatto con la propria inefficienza e con il proprio tornaconto. Come è possibile che è passato un anno e ancora il relitto si trovi lì? Come mai non è stato rimosso in tempo utile? In qualsiasi altro paese civile a un mese dall’incidente si sarebbe già provveduto a rimuovere il relitto, noi invece ci inginocchiamo alla sciagura e ci facciamo il segno della croce passando con le navi da crociera accanto al luogo dell’orrore! E’ quasi un attrazione turistica… un mausoleo, invece che una vergogna! La notizia è passata di moda e non interessa a nessuno operare con efficenza ed efficacia. Aspetteremo 30 anni per avere giustizia e poi scopriremo chi ha innalzato i costi della rimozione e in quali tasche quei soldi sono capitati ” a sua insaputa”!

Cado dalle nuvole… ristorante di lusso a €15: Adriano Zaccagnini, M5S

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E dopo ” A MIA INSAPUTA” c’è il “CADO DALLE NUVOLE!”, Adriano Zaccagnini, deputato M5S… lo chiamiamo BELLO ADDORMENTATO NEL BOSCO?

«Ho commesso un grave errore e sono disposto a restituire la parte eccedente del conto, che non ho pagato». Il deputato del Movimento 5 Stelle, chiede scusa ai cittadini e ai militanti, indignati dopo la pubblicazione della foto con alcuni eletti 5 Stelle a pranzo nel ristorante della Camera. Zaccagnini spiega ai cronisti che non sapeva «che in quel ristorante di lusso la quota a carico del deputato è di 15 euro e il resto del conto, probabilmente 80-90 euro, è a carico dei contribuenti. Ammetto il mio errore – aggiunge – e sono pronto a restituire la parte eccedente del conto. In totale sono stato a mangiare lì tre volte, a 15 euro a pasto, quello che manca lo restituirò di tasca mia. Pensavo che in quel ristorante si risparmiasse in confronto a un locale del centro di Roma»

La senatrice comprava abiti senza pagare! Condannata per 13mila euro.

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Paola Pelino, non ha usato i rimborsi elettorali per pagarsi i vestiti, ma è stata condannata a rimborsare 13mila euro di abiti non pagati. La parlamentare del PDL è stata condannata dal tribunale di Pescara a pagare 13mila 136 euro, spese legali comprese, per alcuni  vestiti acquistati nel 2009 ma mai pagati alla boutique “Le Gabrielli”. La senatrice si è difesa dicendo di non aver pagato la merce perchè “mi è stata consegnata senza scontrini fiscali”, poi smentita dai titolari dall’attività. Forse si aspettava che il partito li pagasse per lei?

LE VERGOGNE ITALIANE… 7,4 mln di euro a Marchionne

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Colui che minaccia i licenziamenti, che chiede la cassa integrazione prende  7,4 mln di euro per ricoprire 2 incarichi da amministratore delegato: Fiat e Fiat Industrial. Avrà il complesso del superuomo con uno stipendio del genere… ecco perchè si permette di ricattare lo Stato italiano e minacciare i lavoratori.

La somma di Sergio Marchionne è stata resa nota dalla Relazione sulla Remunerazione pubblicata sui siti internet dei due gruppi. In particolare, per Fiat ha ricevuto un compenso fisso complessivo di 2,5 milioni di euro, uguale a quello percepito nel 2011. Il compenso variabile, a obiettivi raggiunti, è stato di 2 milioni di euro.

Cavani, un calciatore in caduta libera? Poi fa un bel gesto!

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Il momento pessimo di Edinson Cavani esce anche dal campo di gioco. Oltre alla prolungata assenza dal gol, l’attaccante del Napoli ha ricevuto una notifica di pignoramento di 60mila euro da parte dell’ufficiale giudiziario. Cavani non ha pagato alcune rate del fitto dell’ex casa di Pozzuoli, provocando la denuncia della vecchia padrona di casa.

Nonostante i suoi guai personali Edinson Cavani non ha tentennato un attimo e quando gli è stato chiesto di far pervenire ai genitori di Angela Celentano, una maglietta del Napoli con il suo autografo e una dedica, lo ha fatto con molto piacere: “Ad Angela, con affetto, spero di rivederti”.

1 euro per un elettrodomestico… file e feriti! Chiamato il 118.

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“Elettrodomestici a un euro”, è quanto scritto sui volantini pubblicitari di un centro commerciale. Decine di persone sono così corse al centro “Conca d’Oro” di Palermo, attratte dall’offerta.
File notturne fuori dal negozio, gente che ha deciso di dormire in auto, corse dentro il centro commerciale addirittura dei feriti. Dal video diffuso in rete, infatti, è possibile vedere come una donna sia stata soccorsa dal 118 per una frattura al polso, mentre due giovani sarebbero stati arrestati per furto.

Slip rosa e profumati per l’uomo 2.0!

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Micro-capsule di profumo incastonate nelle fibre tessili del cotone. Un’innovazione unica al mondo, ad alto tasso tecnologico, che servirà a produrre fragranti mutande da uomo al profumo di rosa. “Basterà camminare affinché l’aroma si sprigioni nei pantaloni” spiega il giovane fondatore del marchio “Slip francais”, Guillaume Gibault, che per finanziare il suo progetto sta ricorrendo a una piattaforma di crowdfounding on-line.

“Abbiamo creato il prodotto per l’uomo elegante e attento al comfort – aggiunge – mettendo insieme la tradizione della profumeria francese alla tecnologia”. Il marchio esiste dal 2011 e commercializza intimo da uomo e donna che vanta come caratterisctica principale la fabbricazione che avviene interamente in Francia.

Per reprire i soldi necessari a lanciare la commercializzazione l’imprenditore ha deciso di non ricorrere a forme di finanziamento tradizionali, preferendo una moderna piattaforma di crowdfounding online. Tutti gli utenti possono effettuare una donazione per vedere realizzato il progetto. Dei 10mila euro necessari, per il momento ne sono stati raccolti la metà.

I pochi spiccioli di Baldassarri… 34mila euro!

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Al momento del fermo il 14 febbraio scorso, i finanzieri del Nucleo di Polizia valutaria trovarono a Gianluca Baldassarri, ex capo area finanza di Mps, 34mila euro nascosti “in beauty cases e in indumenti”. Secondo il gip, Baldassarri aveva un'”assoluta precarietà, temporaneità e non ufficialità di situazione alloggiativa”. Il riferimento è al fatto che nell’appartamento dove Baldassarri ufficialmente resiede a Milano “non risulta domiciliata neppure la sua famiglia”. L’ex manager di Mps vive in un appartamento di Milano affittato da una società, e in un’intercettazione emerge che “neppure la compagna fosse a conoscenza della nuova abitazione”. Il gip si chiede poi come Baldassarri, nonostante i sequestri (a lui personalmente sono stati bloccati oltre 23 milioni di euro), “abbia potuto accumulare un patrimonio significativo, all’estero e in Italia, ancora in corso di compiuto accertamento, solo in parte sequestrato

I misteri di Parolisi!

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Spariscono i soldi sul conto di Parolisi. Il tesoro accumulato in anni di missioni all’estero sarebbe scomparso nel nulla. Quei soldi ceh dovevano servire anche per il mantenimento della figlia di 3 anni sembra si sia dissolto nel nulla. Che il denaro fosse scomparso si è appreso durante l’udienza per il sequestro cautelativo dei beni di Parolisi nel Tribunale di Nola. La banca di Frattamaggiore dove l’uomo ha il conto ha inviato un documento al giudice in cui si spiega che la sua disponibilità  è ben lontana dalla somma di 100 mila euro. Pochi spiccioli, nulla più. Dove sono finiti i suoi soldi? Quando sono stati prelevati? Forse appena prima della sentenza, forse subito dopo. Da chi? Da qualcuno di famiglia?

 

Questi sono gli italiani! Non chi ci governa.

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Un piccolo imprenditore di Ercolano era da poco entrato all’interno dell’ufficio postale per effettuare un versamento sul proprio conto. Uscito di casa aveva con sé una discreta cifra, ma quando si è trattato di aprire il portafogli ha scoperto di non avere più il denaro ed è tornato nel luogo in cui aveva posteggiato la sua auto. Il parcheggiatore abusivo gli è andato incontro dicendogli: «Dotto’, vi stavo venendo a cercare all’interno, le ho trovate a terra accanto alla vostra auto. Ho pensato subito che le avevate perse». Erano 850 euro.
«Quando mi è venuto incontro stringendo i soldi tra le mani, mi sono emozionato. È un momento economico difficile per tutti: per chi come me ha una piccola attività, ma soprattutto per chi come lui vive di espedienti. Mi ha raccontato che ha tre figli e che ogni giorno guadagna tra i 20 ed i 30 euro. Faccio un appello pubblico: un uomo così onesto è difficile da incontrare, mi farebbe piacere che qualcuno, leggendo la sua storia, gli proponga un lavoro più tranquillo e sicuro. Quest’uomo si è trovato tra le mani l’equivalente di quasi 2 mesi di mance e me li ha restituiti, l’onestà è stata più forte della sua povertà; gesti del genere vanno socialmente premiati».

La porno miss!

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A novembre, quando è stata eletta Miss Delaware Teen Usa, la 18enne Melissa King appariva timida e spaesata, con la coroncina in testa e un abito bianco che però lasciava scoperte le gambe. Ma è bastato un video amatoriale per spazzare via l’aureola. La ragazza, infatti, è stata smascherata da un sito che ha messo on line le sue performance in un film porno. E l’ha “costretta” a dimettersi.
Nel video Melissa confessa che ha “bisogno di soldi” e che quindi quella per il mondo dell’hard non è proprio una passione, ma una necessità. E se all’inizio ha cercato di negare, dicendo che la ragazza del video non era lei, alla fine ha dovuto rassegnare le sue dimissioni. Adesso, di sicuro, le offerte pioveranno e la King non avrà più bisogno di soldi.
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