Volevano picchiare Sofia Loren…

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Cinzia Simonelli, giudice di sorveglianza a Santa Maria Capua Vetere, da 6 anni ha lasciato la magistratura e oggi si occupa, insieme al marito, di arte, con l’associazione «Art 1307» attiva tra Napoli e Los Angeles. Eppure quei lontani giorni del 1982 li ricorda ancora.

Dottoressa Simonelli, che incarico aveva nel maggio del 1982?
«Lavoravo al tribunale per la sorveglianza ed ebbi quindi competenza sulla detenzione della signora Loren».

Perché era competente lei?
«Era pendente una condanna definitiva a 17 giorni per un reato di evasione fiscale. L’arrivo in Italia, per scontare la pena, era stato concordato. A Roma ci fu l’arresto formale, poi si ritenne che il luogo più tranquillo per quella detenuta speciale fosse il carcere di Caserta. Sbagliando».

Perché sbagliando?
«In quel carcere erano detenute diverse terroriste. Un carcere incandescente. Solo quindici giorni prima, ero stata costretta ad affrontare una protesta. Alcune detenute erano salite sui tetti del carcere, per rivendicare le loro ragioni. In quel contesto, arrivava la signora Loren».

Come gestì la detenzione?
«Chiesi alla direttrice del carcere di sistemare in isolamento la signora. Una decisione motivata da esigenze di sicurezza. In quel periodo, la Loren era al massimo della notorietà, simbolo di potere, fascino, ricchezza, successo. Una situazione di promiscuità con le detenute politiche poteva diventare occasione di episodi sgraditi, mettendo in pericolo l’incolumità dell’attrice».

Temeva pericoli concreti?
«Sì, chi avrebbe potuto risarcire una violenza, uno sfregio sul volto ad esempio, all’attrice premio Oscar di fama mondiale?».

E Maradona chiama in causa la Loren: “non voglio subire le stesse ingiustizie”

sophia-loren-tuttacronacaLa Corte di Cassazione ha stabilito che Sophia Loren non doveva essere arrestata per evasione fiscale nel 1982 e Maradona, la cui battaglia con il fisco continua a far discutere, chiama in causa proprio l’attrice partenopea: “Sono davvero contento per la signora Loren, adesso spero di contattarla e incontrarla per farmi spiegare come ha fatto ad essere così forte a combattere una battaglia tanto dura contro il mostro fisco, andando persino in carcere per molti giorni”. Secondo Angelo Pisani, legale dell’ex Napoli, el Pibe de Oro, al telefono, gli avrebbe detto: “Quello che non voglio è che mi accadano le stesse ingiustizie e vessazioni che ha dovuto sopportare la signora Loren, perseguitata per 40 anni a causa di una presunta evasione fiscale che poi hanno scoperto essere stato un errore dell’agenzia delle entrate. E la cosa più vergognosa per l’Italia è che la signora Loren, ho sentito e visto in tv, fu persino costretta ad andare in carcere mentre io sono stato già assolto dal 1992”. Maradona spiega ancora: “E la signora Loren è una napoletana che ha dato lustro all’Italia in tutto il mondo. Ecco io amo Napoli e l’Italia, non si può trattare la gente come se fossero tutti delinquenti e poi dopo 40 anni dire scusate abbiamo sbagliato”. Da Dubai, l’ex Napoli ribadisce anche che “non sono un evasore, nonsono un criminale. Guardate bene le carte, non usatemi come simbolo contro l’evasione fiscale”. Poi conclude: “State certi che non mi piegherò mai alle ingiustizie del fisco. Rispetto l’Italia, tutte le istituzioni e i contribuenti italiani. Dico che bisogna pagare le tasse, ma quelle giuste, non quelle che si inventano”.

Il boomerang della Reggiani: “Napoli puzza!”

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«Napoli? – ha recitato l’attrice ricalcando la voce della Loren – Quanto è bella Napoli, vista da lontano. Dal mio attico di Manhattan è la distanza giusta, io salgo in terrazza con il binocolo e quella è veramente la distanza giusta perché mi arriva la poesia ma non la puzza» così Francesca Reggiani ospite del programma radiofonico “Ottovolante” di Radiodue il 12 ottobre. Secondo alcuni ascoltatori soprattutto napoletani la battuta della Reggiani fatta imitando la voce della Loren sarebbe una vera e propria gaffe. Secondo altri è stata una battuta forse “infelice”, uno scivolone su una gag che aveva tutti presupposti per far ridere e invece si è trasformato in un “boomerang”. Le polemiche non sono mancate e l’audio è stato postato su YouTube ricevendo già molte visualizzazioni:

L’Oscar si tingerà d’azzurro? I 7 film autocandidatisi per la statuetta

oscar-italia-tuttacronacaEra il 1998 quando Roberto Benigni, balzando da una poltrona all’altra, percorse la distanza che separava il suo posto in sala dal palco e, soprattutto, da quella statuetta che è il sogno di tutti gli addetti di cinema. Era il 1998 e Sofia Loren pronunciò quelle magiche parole: “And the Oscar goes to… ROBERTO!”

Nel 2006, La bestia nel cuore, interpretato da Giovanna Mezzogiorno e diretto da Cristina Comencini, venne nominato come miglior film straniero.

Da allora, più nulla.

Quest’anno ci riprovano, in sette. Sono i titoli tricolore che hanno presentato la loro autocandidatura per la statuetta per il miglior film in lingua non inglese. Lo ha reso noto ieri l’Anica. Sarà la Commissione di Selezione, il 25 settembre, a ufficializzare il film che sarà poi chiamato a rappresentare il nostro Paese ai prossimi Premi Oscar. Bisognerà però attendere il 16 gennaio 2014, giorno dell’annuncio delle cinquine, per sapere se la scelta sarà stata vincente e il/la regista prescelto/a potrà volare a Los Angeles per assistere alla cerimonia di consegna il 2 marzo. I film che guardano a questa meta sono: La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, Miele di Valeria Golino, Viva la Libertà di Roberto Andò, Viaggio Sola di Maria Sole Tognazzi, Razza Bastarda di Alessandro Gassman, Salvo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia. A sorpresa arriva anche il thriller con venature drammatiche Midway tra la vita e la morte di John Real, nome d’arte del 24enne che ha girato la sua opera, 29 copie in tutta Italia, con meno di 100mila euro.

Napoli in delirio per Sofia: tra acqua, spintoni e grida il mito si rinnova

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Ritrova l’atmosfera verace di Napoli Sofia Loren che sta girando nella città partenopea, alcune scene de “La Voce umana”, il corto diretto dal figlio Edoardo Ponti. Nonostante la pioggia, dai bordi della strada e dai balconi, infatti, gli abitanti hanno gridato ripetutamente «Sofia, Sofia», «sei ‘o cor’ ‘e Napule». In particolare le grida si sono sollevate vicino a Via Solitaria, a poca distanza dal Pallonetto di Santa Lucia, proprio nel centro antico della città. Anche alcuni attimi di tensione si sono registrati quando la folle per cercare di poter vedere da vicino l’attrice ha iniziato a spintonarsi e a urlare nel quartiere popolare di San Ferdinando, poi però tutto si è placato con un lungo applauso alla Loren. Sofia ha ringraziato ed è poi entrata in un portone.

Il ritorno della Loren sul set diretta dal figlio

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Classe ’34 ma icona senza tempo Sofia Loren torna sul set in un progetto di cui nessuno conosce i dettagli – con tanto di set blindato – ma di cui tutti parlano. Dietro la macchina da presa de “La voce umana” – tratto dal famoso testo teatrale scritto da Cocteau nel 1930 – c’è il secondogenito dell’attrice, Edoardo che già l’aveva diretta 11 anni fa in ” Cuori estranei”.

Il testo è stato riadattato e verrà recitato interamente in napoletano. Una vera e propria sfida che già era nelle intenzioni di Ponti, che avrebbe voluto realizzarlo anni fa.  A renderlo concreto è il produttore trentacinquenne Massimiliano Di Lodovico che ha realizzato il corto di Edoardo e mette ora a disposizione del regista collaboratori di primo piano: il direttore della fotografia Rodrigo Prieto, il costumista Mario Lupano, lo scenografo Maurizio Sabatini.

Le riprese avranno durata di 3 settimane e  si svolgeranno tra Roma (gli interni), Napoli (gli esterni) e Ostia, nello stabilimento La Vecchia Pineta che per l’occasione è stato chiuso al pubblico e recintato dalle forze dell’ordine per tenere alla larga curiosi e fotografi dal set che la produzione e il cast tecnico artistico vuole tenere blindato.  Qui si è svolta una sequenza del film in cui Sofia, abito bianco e rosso anni Cinquanta e sciarpa di chiffon al collo, passeggia lungo la passerella dello stabilimento.

 Sicuramente corraggiosa la scelta di usare il dialetto napoletano per il  famoso testo di  Cocteau anche se il rischio di provincializzare un prodotto cinematografico e renderlo difficilmente distribuibile all’estero fa riflettere. Dopo anni di assenza dal cinema, la Loren torna e potrebbe davvero dare una spinta positiva al cinema italiano, invece preferisce recitare in un ruolo studiato e modellato sul suo personaggio piuttosto che intraprendere una nuova avventura. Sicuramente in Italia il progetto riscuoterà successo, ma sembra un’occasione mancata di superare ancora una volta i confini nazionali.

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La solidarietà di Napoli… La pizza a credito!

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Mangia la pizza oggi e paghi tra otto giorni. Contro la crisi a Napoli si rispolvera il vecchio ma collaudato sistema del ‘finanziamento a breve’ per soddisfare la voglia di gustare il tipico prodotto gastronomico partenopeo pur in un momento difficile dell’economia. A rilanciare il meccanismo per la gente del quartiere di Via Tribunali che ricorda i tempi duri della guerra e del periodo post-bellico ma anche il fascino della Loren nel celebre ‘Oro di Napoli’ è il pizzaiolo Gino Sorbillo, noto, tra gli altri motivi, anche per diverse iniziative di solidarietà e di denuncia. “E’ il momento di essere solidali e di credere nella città e nei napoletani – spiega Sorbillo – In questo periodo di grande crisi economica e di collasso del sistema economico nazionale e internazionale come al solito al Sud si soffre più degli altri”. E cita un episodio: “Mi ha molto colpito la vicenda del ladro con il volto scoperto e la pistola in pugno che ha sorpreso qualche giorno fa un utente all’uscita di una pizzeria a Casoria, alle porte della città, derubandolo soltanto delle quattro pizze che l’uomo aveva in mano… ‘Stasera mangeranno i miei figli’ ha detto il ladro e poi si è dato alla fuga”. Una storia emblematica, afferma, per rispolverare un’antica usanza proprio napoletana: la famosa ‘pizza oggi a otto’, la pizza, cioé che si faceva, fritta, nei bassi la mattina presto e che veniva prelevata e consumata con la promessa di pagarla la volta successiva (a 8 giorni), essendo il credito, sulla pizza, puntualmente pagato da tutti”. “Ormai – sottolinea con amarezza – la gente non ricorre più al finanziamento per un telefonino o un pc, ma per mangiare…”. Da domani, dunque, la pizzeria Sorbillo accetterà dalla gente del quartiere che non ha immediata disponibilità (una per abitante, presentandosi nel locale personalmente) il pagamento ‘differito’ del prodotto. “E’ un atto di fiducia verso i napoletani, una nuova scommessa sulla città che siamo certi non ci deluderà” dice il giovane pizzaiolo sostenuto, come in altre occasioni, dal commissario regionale dei Verdi Ecologisti, Francesco Emilio Borrelli.

E’ morto il ladro delle star!

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Rubava ai ricchi per donare a se stesso. Eppure si considerava lo stesso un Robin Hood, una sorta di giustiziere che punisce chi ha troppo e riequilibra, sia pure a vantaggio personale, la scala sociale. E’ morto a Londra, Peter Scott, aveva 82 anni e un terzo li aveva trascorsi in prigione, il “re dei ladri”, il topo d’appartamento più famoso d’Inghilterra e forse del mondo. In una lunga e, dal suo punto di vista, onorata carriera criminale, in cui non ha mai fatto violenza alle vittime dei suoi furti, preferendo operare per quanto possibile quando non erano in casa, Peter Scott aveva derubato Soraya Khashogghi e lo Scià di Persia, la regina madre ovvero la mamma di Elisabetta II, Sofia Loren, Shirley McLane, Judy Garland, Liz Taylor, Maria Callas, Lauren Bacall e Viviene Leigh, oltre ad alcune delle migliori gioiellerie d’Inghilterra. Non per niente era soprannominato anche “il ladro della star”, per la cura con cui sceglieva di colpire personaggi celebri dello show-business e dell’alta società.

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