Il governo cinese sfidato da un cittadino: citato in causa per l’inquinamento

cina-inquinamento-tuttacronacaL’inquinamento continua a soffocare la Cina e nei giorni scorsi è stata ordinata, dalle autorità di Pechino, la chiusura o la riduzione di lavoro a oltre 100 fabbriche. questo dopo che l’allarme inquinamento nella capitale cinese è stato innalzato al grado arancione, il secondo più alto. Ai cittadini, inultre, è stato chiesto di non uscire di casa. Ora il governo si trova però a fare i conti con Li Guixin. L’uomo, residente nella città di Shijiazhuange, ha infatti intentato causa per l’inquinamento, decidendo di perseguire legalmente il governo per il fallimento nell’ostacolare e arginare la drammatica situazione. Non solo, ha anche chiesto un risarcimento danni: “Il motivo per cui sto facendo questo è perché ogni cittadino sia consapevole che le vere vittime di questo disastro ambientale siamo noi”, racconta ai giornalisti Li Guixin che ha sostenuto delle spese importanti quotidiane per affrontare l’emergenza.

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Se non puoi ammirare un tramonto per il troppo smog… crealo!

smog-pechino-tuttacronacaA Pechino, dove la visibilità è molto ridotta e l’aria quasi irrespirabile a causa dello smog che invade la città, non hanno voluto rinunciare ad ammirare il tramonto e per questo, proiettato su un maxischermo, ha fatto la sua comparsa lo spettacolo del sole che scende all’orizzonte in mezzo a una fitta nebbia grigia. Nel frattempo prosegue l’emergenza inquinamento atmosferico in Cina, dove le polveri sottili hanno raggiunto nuovi record di concentrazione.

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Allarme Pechino, ancora smog in città

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Lo smog torna a terrorizzare Pechino e per i suoi oltre 20 milioni di abitanti è stato un risveglio con le polveri sottili che hanno superato di 25 volte il massimo consentito: 671 microgrammi contro i 500 microgrammi per metro gruppo legalmente sostenibili. Naturalmente ciò comporta danni per la salute e ormai è accertato che in Cina una delle principali cause di morte deriva dai problemi alle vie respiratorie.

Tra le principali cause che si rilevano c’è senza dubbio l’abbondante uso di carbone nelle centrali elettriche. La Cina, infatti, è al primo posto per l’utilizzo di questo combustibile. Ma tra le cause c’è ovviamente anche l’eccessivo utilizzo delle autovetture, a discapito dei mezzi pubblici. Una situazione che per anni è stata sottovalutata, sacrificando l’ambiente sull’altare della produttività. Ma qualcosa si muove.

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Tra le promesse lanciate dalla politica c’è quella di ridurre del 25% entro il 2017 la riduzione della concentrazione delle polveri sottile nei cieli della Capitale. Ma la misura appare riduttiva. Poco inferiore (circa il 20%) invece l’impegno di altre megalopoli cinesi, tra cui Shanghai e Guangzhou.

A Shanghai si è deciso addirittura di chiudere le scuole durante i giorni di inquinamento più intenso. Una direttiva, infatti, vieta alle scuole materne e alle scuole primarie di rimanere aperte durante i giorni in cui la qualità dell’aria viene giudicata da “bollino rosso”. Tra i divieti emessi dalla municipalità di Shanghai c’è anche quella di vietare le attività e all’aperto, ma anche quello del blocco delle attività produttive. Quest’ultima un vera novità.

Non sono solo gli abitanti a lamentarsi dell’eccessivo inquinamento. Anche i turisti iniziano a disertare la Cina e le sue principali città come meta da visitare. Secondo quanto riportano le agenzie molti addetti ai lavori si starebbero lamentando della situazione. Xiao Yan, una guida turistica, sostiene che i turisti a Pechino sono sempre meno: “ci sono sempre meno turisti, e ciò è del tutto normale dato che i cinesi si lamentano su Internet principalmente del problema relativo all’inquinamento”. Alcune stime parlano di un 10% in meno di turisti negli ultimi anni solo nella Capitale.

Lo smog nei cieli cinesi? “Utile per la difesa”

smog-cina-tuttacronacaCi si preoccupa per la salute quando si parla di inquinamento e ora il quotidiano cinese Global Times presenta tutta un’altra lettura dello smog che sta avvolgendo le città del Paese: “Lo smog può nuocere alla salute e alla vita quotidiana della gente… ma sul campo di battaglia, può fornire un vantaggio difensivo nelle operazioni militari”. Per sostenere la sua tesi che l’inquinamento sia utile alla difesa militare della Cina, il giornale ricorda che durante la guerra per il Kosovo, l’esercito serbo bruciava dei copertoni per proteggere gli obiettivi dei raid aerei della Nato. Passa poi a ricordare la guerra del Golfo, quando le tempeste di sabbia hanno quasi del tutto annullato la capacità delle forze corazzate americane di individuare i carri armati irakeni. L’articolo del giornale nazionalista viene dopo che nello scorso fine settimana vaste aree della Cina orientale, compresa la capitale finanziaria Shanghai, hanno registrato livelli di inquinamento atmosferico senza precedenti. Ovviamente non poteva non suscitare le reazioni dei lettori.

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L’inquinamento in Cina che “cancella” lo skyline della città

inquinamento-cina-tuttacronacaSono state chiuse tutte le scuole a Shanghai, dov’è tornato l’allarme inquinamento a causa dell’alta coltre di smog e della concentrazione di polveri sottili pm 2,5 (che supera 20 volte il limite fissato). E in mezzo a questa nuba, anche lo skyline della città risulta “cancellato”. Secondo l’Air Quality Index dell’Epa, l’agenzia per la protezione ambientale del governo americano, la situazione è “severamente pericolosa”, di conseguenza gli abitanti sono invitati a non uscire di casa.

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La nube nera di smog che tiene prigioniere le città della Cina

nube-smog-cina-tuttacronacaE’ prigioniera di una fitta coltre di smog la città di Harbin, una delle più grandi città nel nordest della Cina. Le autorità hanno dovuto chiudere le scuole e l’aeroporto  oltre ad alcune tratte dove viaggiano gli autobus, mentre la scarsa visibilità, ridotta a 10 metri, ha fatto impazzire il traffico. E’ quanto riferito dall’agenzia di stampa Xinhua, che imputa la causa al primo giorno di accensione del riscaldamento per il periodo invernale. Nella città, capitale della provincia di Heilongjiang e dove abitano 11 milioni di persone, l’indice delle particelle di materia (PM) inquinante nell’aria ha raggiunto il livello di mille, ben oltre la soglia minima considerata tollerabile dall’organismo umano. Secondo l’Oms, infatti, la soglia massima giornaliera raccomandata è di non oltre 20 PM. Ci si aspetta che la nube permanga almeno per 24 ore. Lo smog è stato eccezionale anche in altre città del nordest della Cina, tra cui Changchun e Tangshan.

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A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni.

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A Roma è alto il rischio di cancro ai polmoni e la colpa è dell’inquinamento da smog dovuto al traffico.

“A Roma ogni 10 microgrammi di polveri sottili PM10 in più per metro cubo d’aria fanno aumentare il rischio di tumore al polmone di circa il 35%. È un dato decisamente peggiore rispetto a quello medio europeo dove l’incremento del rischio di cancro al polmone legato alla concentrazione di polveri sottili è del 22% nel caso dei valori di PM10″.

È questo l’allarmante risultato per la Capitale che emerge dallo studio MEDparticles pubblicato da Lancet Oncology e parte del progetto europeo Escape (European study of cohortes for air pollution effects), che studia gli effetti a lungo termine dell’inquinamento atmosferico sulla salute dei cittadini, seguito nella nostra regione dal Dipartimento di Epidemiologia del Servizio Sanitario Regionale – Regione Lazio.

“A Roma si rischia più che nel resto d’Europa di ammalarsi e morire di tumore al polmone a causa dello smog, una nuova notizia che viene dal fronte medico che disegna sempre un quadro più agghiacciante –ha dichiarato Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio, intervenendo alla conferenza internazionale “Air particles regulation in the Mediterranean cities. Reults and impact of the MEDPARTICLES Life+ project”-. I dati di questo ultimo studio raccontano una strage silenziosa, non si tratta di statistiche ma di persone, come in tutti gli studi epidemiologici si correlano dati di smog con dati reali di ricoveri e mortalità, quelle persone hanno nome e cognome. Bisogna battere l’indifferenza e affrontare la situazione che in questi ultimi anni è peggiorata proprio sul fronte della vivibilità. Per avvicinarsi alle altre Capitali europee sostenibili, la città deve scegliere un’idea di futuro e dare risposte concrete ai problemi di ogni giorno dei cittadini.

La Giunta Marino deve mettere subito in atto una nuova politica, stop alle auto e ai mezzi privati puntando tutto su trasporto pubblico e mobilità nuova. Le ricette ci sono: nuove ZTL e pedonalizzazioni in tutta la città, a partire dai Fori Imperiali estendendo il provvedimento a tutta la strada, nuova sosta tariffata progressiva e parcheggi di scambio, piano del trasporto pubblico e nuova rete tranviaria, spazi ciclabili e per bike sharing, car pooling e car sharing.”

Il tempo e il denaro chi lo dà alla giunta Marino per effettuare tutti questi cambiamenti? Non si vive di soli sogni, ma di progetti da sostenere con risorse sicure e tempi rapidi.

14 aprile data storica per Venezia!

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Per la prima volta nella storia, stop alle barche a motore a Venezia il 14 aprile. La lotta allo smog impegna anche il capoluogo veneto con questa decisione del Comune. L’assessore all’Ambiente Gianfranco Bettin sta predisponendo l’ordinanza di divieto che interesserà il Canal Grande e i principali rii della città. In funzione solo i mezzi pubblici, cioè i vaporetti, e quelli di emergenza. Il fermo non potrà estendersi al Canale della Giudecca sul quale il Comune non ha giurisdizione. Le grandi navi da crociera, perciò, continueranno anche in quella giornata ambientale a transitare davanti a San Marco per raggiungere il porto.
In ogni caso si potrà godere di una Venezia d’altri tempi. Bettin afferma: “Sarà interessante vedere la città senza le migliaia di barche a motore che ogni giorno la attraversano causando il moto ondoso”.

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