RIP Laura Pausini… ma è una bufala! E lei risponde con un #VivaLauraPausini

Laura-Pausini-tuttacronacaLe bufale prosperano su Internet e oggi è stato il turno della presunta morte di Laura Pausini. Ha infatti fatto il giro della rete la notizia di un incidente mortale che avrebbe vista coinvolta la cantante. E’ stata lei stessa smentirla con ironia, tramite la sua pagina Facebook:

“Carissimi…ebbene si, sono ancora viva…! ahahhaha chi si inventa ste cose non ha proprio nulla da fare. La cosa che mi fa più impressione è che sono entrata nelle tendenze mondiali perchè mi davano per morta… come minimo vorrei entrare come #VivaLauraPausini”.

La separazione da Raoul Bova le fa bene! Chiara Giordano radiosa

chiara-giordano-tuttacronaca1Raoul Bova e la moglie Chiara Giordano, dopo tredici anni di matrimonio, si sono separati. E mentre l’attore si è tuffato in una nuova relazione con la collega-modella Rocio Munez Morales, l’ex moglie non sembra essere sprofondata nella depressione, anzi. E’ la rivista DiPiù che ha pizzicato la Giordano al teatro Sistina di Roma, dove si è recata con un amico per assistere alla prima del musical “Sette spose per sette fratelli”. Nelle foto, appare contenta e rilassata, pronta a godersi lo spettacolo. chiara-giordano-tuttacronaca

Bye-bye Balo? In Inghilterra lo danno pronto a partire…

balotelli-arsenal-tuttacronacaNon si placano le voci sul futuro di SuperMario e ora è il tabloid inglese Daily Express a spiegare perchè l’attaccante rossonero sarebbe sempre più prossimo a un ritorno in Premier League. Stando a quanto riferisce Ben Jefferson, infatti, l’Arsenal sarebbe pronto ad un rilancio con il Milan per arrivare al cartellino di Balotelli. Si legge nell’articolo: “I contatti tra Mino Raiola e Arsene Wenger di questa settimana fanno pensare che il trasferimento sia tutt’altro che impossibile, nonostante il Milan valuti Balotelli 150 milioni di sterline”.

Nessun accordo… Klose è ancora in bilico!

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Si era diffusa in mattinata l’indiscrezione che Miroslav Klose avrebbe trovato l’accordo con la Lazio per il rinnovo del contratto in scadenza fino al 2015. Dalle colonne di ‘spiegel.de’ arriva però la smentita dell’agente del giocatore, Alexander Schuett, che ha spiegato: “Non c’è nulla di vero. Miro è in trattativa con la Lazio, ma le negoziazioni sono ancora totalmente aperte”.

Relazione Obama-Beyoncè: “bufala per dimostrare lo stato del giornalismo”

obama-beyoncè-tuttacronacaPascal Rostain, il paparazzo che solo ieri, parlando alla radio, ha fatto tremare la Casa Bianca parlando di una presunta relazione tra il presidente americano Obama e la cantante Beyoncè, ha smentito definitivamente il gossip da lui stesso lanciato: “Sono in piena promozione del mio nuovo libro, nello studio di Europe1 ho voluto fare un enorme scherzo”. Ieri il paparazzo aveva spiegato che lo stesso Washington Post ne avrebbe parlato sul numero di martedì. La bufala è rimbalzata in tutto il mondo per alcune ore, fino a quando a smentire ci ha pensato Kris Coratti, portavoce del quotidiano stelle e strisce: “Non stiamo lavorando a nessuno scoop del genere”. Alla fine a far definitivamente luce sull’accaduto ci ha pensato lo stesso Rostain che a “Le Figaro” ha definitivamente chiarito: “Ascoltate bene quel che dico alla radio, alla fine della mia frase mi sentirete ridere. È allucinante vedere il clamore mondiale che tutto questo ha provocato. Ho voluto dimostrare il degrado del mio mestiere. Prima, erano le indiscrezioni che si trasformavano in verità. Adesso è una bufala”.

Una relazione tra Obama e Beyoncè? Il Washington Post smentisce

beyonce-obama-smentita-tuttacronacaAppena qualche ora fa era rimbalzato su tutti i media quanto affermato dal paparazzo francese Pascal Rostain: “Barack Obama ha una relazione con Beyoncé”. L’uomo spiegava che domani sarebbe uscito, sul Washington Post, un articolo al riguardo. Il quotidiano, però, non ha tardato a smentire: “La direzione del Washington Post smentisce formalmente la notizia che starebbe lavorando a uno scoop su una relazione tra Obama e Beyoncè”. E’ quanto si legge su VanityFair.fr, che cita Kristine Coratti, direttrice della comunicazione del WP. “Posso dirvi che è falso”, dice, aggiungendo: “Il Post non prepara articoli” di questo tipo.

La rissa Facchinetti-Balotelli… nuovi aggiornamenti!

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Rissa sì o no? Oggi arriva il nuovo capitolo sulla “presunta” lite tra Facchinetti e Balotelli che sarebbe avvenuta al Byblos di Milano, lunedì scorso alla quale avrebbe preso parte anche il fratello di Supermario, Enoch. Questo scrive oggi la Gazzetta dello Sport:

Qualcuno ha anche parlato di accanimento verso Balotelli: proprio la Gazzetta, che ha sempre esaltato le sue qualità di calciatore… Con la complicità di molti media compiacenti che non ci hanno interpellato per niente accreditando soltanto la versione della smentita, è partito un linciaggio mediatico su Tiki-Taka (Italia 1) lunedì sera, proseguito su Rtl 102,5 e Radio Kiss Kiss martedì, concluso con un magistrale crescendo da Paola Perego ieri pomeriggio a “La vita in diretta su Rai 1”. Facchinetti ha definito “dopato” il nostro giornalista autore del pezzo, tutti i conduttori hanno esercitato alla perfezione il ruolo di trombettieri del personaggio famoso. “Una bufala” ha concluso ieri pomeriggio con un radioso sorriso la bella Paola.

Ecco perché qui vi ribadiamo che Mario ed Enoch Balotelli erano a un tavolo a fianco di quello di Francesco Facchinetti e alcuni suoi amici e a un certo punto sono volate spinte, calci e pugni, tanto che sono intervenuti 4 (quattro) bodyguard del locale. Una ragazzata, come abbiamo scritto, finita in 5 minuti senza danni. Ma questo non giustifica il patetico tentativo di negare quello che è realmente accaduto. O, peggio, le falsità e gli insulti, a cui la Gazzetta è pronta rispondere in ogni sede. Eravamo in tre domenica sera al Byblos e tutti perfettamente lucidi. Guarda caso lunedì, poco prima che la notizia fosse lanciata sul nostro sito, abbiamo ricevuto più di una telefonata di pressione. “Ma è vero che scrivete un pezzo sulla rissa? Ma dai, non è successo niente…”. Proprio così, una ragazzata. Ma gli insulti sono un’altra cosa (…)

Balotelli festeggia la vittoria… con una rissa in discoteca con Facchinetti?

balotelli-rissa-facchinetti-tuttacronacaStando a quanto riporta Gazzetta.it, la vita notturna di Milano è stata animata da una rissa alla discoteca Byblos a cui avrebbero preso parte Mario Balotelli e Francesco Facchinetti. Stando a quanto riporta, dopo la trasferta a Cagliari, e la vittoria, SuperMario, atterrato alle 20.30 nel capoluogo lombardo con il charter del Milan, si è prima recato a cena con il fratello Enoch e alcuni amici per poi raggiungere la discoteca. Qui, dov’è arrivato a bordo della sua Ferrari F12, avrebbe parcheggiato accanto alla Rolls Royce di Facchinetti. All’interno del locale, poi, le presunte scintille, per motivi sconosciuti, tra il gruppo di amici di Balotelli e quelli di Facchinetti. A smentire la notizia c’ha pensato lo stesso Facchinetti, con dei post in rete:

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SuperMario sempre più lontano dal Milan?

balotelli-tuttacronacaIl Milan non decolla e si aspetta di vedere i risultati dell’arrivo di Clarence Seedorf in panchina e nel frattempo Mario Balotetti lancia una bomba, affermando che vorrebbe tornare a giocare sotto la guida di Josè Mourinho, già suo mister ai tempi dell’Inter. In un’intervista al Daily Mail ha dichiarato: “Certamente mi piacerebbe tornare a giocare sotto la guida di Josè. Nei primi giorni all’Inter abbiamo avuto dei problemi, poi il nostro rapporto è diventato di reciproco rispetto e oggi fra noi due c’è una sincera amicizia. Non è mai noioso giocare agli ordini di Josè. Essere in una squadra con Mourinho vuol dire fare parte di una famiglia. Se le cose vanno bene in famiglia, nulla importa di ciò che accade fuori: questo è il suo principio”. Insomma, sembra che SuperMario si stia allontanando sempre di più dai colori rossoneri. Appena ieri si parlava di una possibile trattativa con il Borussia Dortmund, che sarebbe disposto ad offrire fino a 35 milioni di euro per l’attaccante rossonero. Senza contare che a seguirlo ci sono anche Monaco, Psg e Chelsea. L’agente di Balotelli, Mino Raiola, valuterà tutte le opportunità di trasferimento in vista del mercato estivo. Non è da escludere che l’intervista, rilasciata  a Daily Mail, faccia parte di una strategia, accordata tra il giocatore e il suo agente, per introdurre la trattativa con i Blues.

L’Europa scende in campo in favore dei marò: “Alt alle intese con l’India”

massimiliano_latorre_e_salvatore_girone-tuttacronacaDue governi italiani non sono mai stati in grado di chiedere all’Europa di bloccare l’accordo di libero scambio Ue-India per il caso dei due marò. Ora c’ha pensato il vice presidente della Commissione europea, Antonio Tajani, dopo che l’unica vera iniziativa presa dai politici italiani è stata, nel marzo dell’anno scorso, annunciare che Latorre e Girone sarebbero rimasti in Italia, dov’erano tornati in occasione della Pasqua, salvo poi tornare a Delhi. Del forte segnale che arriva dall’Europa è Il Giornale in un pezzo a firma Fausto Biloslavo:

Dopo l’ultimo pasticcio sulla pena di morte sì o no, le «contromisure» annunciate dall’inviato speciale di Palazzo Chigi, Staffan De Mistura, riguardano come sempre ingarbugliati passi giudiziari, come il ricorso alla Corte suprema.
Per la prima volta Tajani, ma da Bruxelles, lancia una reazione forte: «L’Ue può firmare un accordo di libero scambio con un Paese che non rispetta i diritti umani?». Il vicepresidente e commissario all’Industria ha le idee chiare: «Non penso che si possa portare avanti un negoziato tra Ue e India su un accordo di libero scambio quando l’ipotesi di una condanna a morte viene presa in considerazione contro cittadini europei che combattono la pirateria marittima».
Massimiliano Latorre e Salvatore Girone non finiranno sul patibolo, ma solo discutere da parte indiana l’applicazione di una legge che prevede la pena capitale è un oltraggio per l’Italia, che si aggiunge a due anni di odissea giudiziaria.
Tajani ha annunciato che nei prossimi giorni invierà due lettere, una al presidente della Commissione europea Josè Manuel Barroso e l’altra all’Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Catherine Ashton chiedendo l’intervento di Bruxelles. Il problema è che proprio la baronessa Ashton, sempre poco attiva per i marò, aveva caldeggiato l’accordo quando ricopriva il ruolo di commissario Ue per il commercio estero.
I negoziati fra Delhi e l’Europa sono iniziati nel 2007, ma vanno avanti a rilento. L’accordo ha un’importanza strategica: l’interscambio Ue-India è quasi triplicato dal 2003 al 2011 raggiungendo circa 80 miliardi di dollari. L’Italia aveva a disposizione un’arma di pressione formidabile, ma nei due anni del caso marò non ha mai pensato di usarla.

In questo momento le elezioni di primavera in India e per il Parlamento europeo hanno di fatto congelato la trattativa. Il momento buono per bloccare tutto sbattendo una volta tanto i pugni sul tavolo del caso marò.
L’Europa, fino ad oggi, ha avuto tutt’altre intenzioni. Non a caso il 29 ottobre è giunta a Delhi una delegazione di alto livello di sei europarlamentari, per incontrare il ministro indiano del Commercio proprio per cercare di sbloccare il negoziato. Della delegazione faceva parte Niccolò Rinaldi, eletto a Strasburgo con l’Italia dei Valori, che ha sempre sostenuto di essersi mobilitato per i marò «anche come relatore del Parlamento europeo per l’accordo di libero scambio con l’India».
In Italia fioccano le reazioni politiche. Domani alle 17, alla Galleria «Alberto Sordi» di Roma, Fratelli d’Italia ha indetto una mobilitazione pro marò. E Stefania Prestigiacomo di Forza Italia ha lanciato l’idea di una «manifestazione nazionale». Curioso l’annuncio della missione a Delhi del parlamentare Domenico Rossi, in nome del Gruppo per l’Italia, che è stato generale e vicecapo di Stato maggiore. «È un dovere per avere indossato per 44 anni la divisa – sottolinea Rossi – con la certezza che non si lascia indietro nessuno che appartenga alla famiglia militare. È un dovere per testimoniare all’India che i nostri marò non saranno mai lasciati soli». Peccato che l’ «eroico» Rossi, prima di aderire alla scissione dello scorso dicembre, sia stato eletto con Scelta civica di Monti, che ha sacrificato i due fucilieri di Marina rispedendoli a Delhi per paura degli indiani.

I due marò rischiano la pena di morte? La stampa smentisce il ministro

marò-tuttacronacaAppena ieri il ministro degli Esteri indiano diceva che il caso dei due marò prigionieri in India non è punibile con la pena di morte, oggi la stessa stampa indiana smentisce tali affermazioni. Secondo il quotidiano Hindustan Times, infatti, La National Investigation Agency (Nia), divisione della polizia indiana, starebbe per ricevere il via libera da parte del ministero dell’Interno per presentare un rapporto sulla vicenda che coinvolge i marò, utilizzando una legge indiana per la repressione della pirateria che prevede la pena di morte. Il giornale parla di un incontro avvenuto ieri fra i ministri degli Esteri e della Giustizia, Salman Khurshid e Kabil Sibal, con quello degli Interni, Sushil Kumar Shinde, e cita un alto funzionario governativo che, in forma anonima, ha riferito che “un accordo è stato raggiunto per autorizzare la Nia a presentare il rapporto accusatorio in base alla sezione 3 della Legge per la repressione degli atti illeciti contro la sicurezza della Navigazione marittima e le strutture fisse sulla piattaforma continentale (SUA Act)”. Tale sezione, che la Nia è pronta ad utilizzare, prevede che chi “causa la morte di una qualsiasi persona sarà punito con la morte”.  La situazione è entrata in fase di stallo tempo fa, si dice ancora, per l’esistenza di una assicurazione da parte del governo fornita dal ministero degli Esteri indiano all’Italia che il caso dei marò non rientrava fra quelli “rarissimi” a cui è applicabile la pena di morte. Ma il giornale dice di avere appreso che l’autorizzazione alla Nia per incriminare i due fucilieri di Marina “ora può arrivare ad ogni momento”.  Il quotidiano scrive infine che dalle sue indagini la Nia ha rilevato che i marò non lanciarono avvertimenti, non utilizzarono altoparlanti, nè spararono in aria prima di colpire i due pescatori a bordo del St.Antony in avvicinamento. Il ministro della Difesa italiano, Mario Mauro, ha detto: “E’ evidente che la campagna elettorale in India si sta avvicinando in modo prepotente. Il governo italiano mostrerà sui Marò la necessaria inflessibilità”.

“Non è un caso da pena di morte”: le novità sui marò

marò-tuttacronacaSalvatore Girone e Massimiliano Latorre sono bloccati in India dal febbraio 2012 e ora il ministro degli Esteri indiano, Salman Khurshid, ha affermato che l’India ha dato assicurazione all’Italia che la loro vicenda “non rientra nei casi in cui si può applicare la pena di morte”. tali dichiarazioni sarebbero state rilasciate al termine di un incontro tra Khurshid e i ministri degli Interni e della Giustizia indiani, stando a quanto riferisce la Tv Cnn-Ibn. “L’ultima parola spetta però al ministero degli Interni”, ha commentato Khurshid.  Nel frattempo si attende il 30 gennaio, data in cui è stata rinviata l’udienza prevista al Patiala House di Nuova Dehli. La polizia indiana non ha infatti ancora depositato il rapporto frutto delle indagini svolte da aprile, né i capi d’accusa. “Non è stato un rinvio subito, ma voluto dai nostri legali per le troppe zone grigie e ambiguità da parte indiana”, ha subito chiarito l’inviato del governo italiano Staffan De Mistura, giunto in India per seguire gli sviluppi del processo.

La vedova del pescatore indiano: “Ora possiamo perdonare i marò”

marò-tuttacronacaLa vedova di uno dei pescatori indiani uccisi chiede la liberazione dei due marò e lo fa in un’intervista al quotidiano The Indian Express, dove afferma: “I militari italiani devono essere liberati perché non voglio che la maledizione ricada sui miei figli”. Si legge sul sito de il Giornale:

«Ho perdonato i due marines italiani perché credo in Dio. Qualsiasi crimine abbiano compiuto sarà il Signore a giudicarli», sussurra con il viso spento, Dora Valentine. La vedova di Jelestine, uno dei due pescatori indiani uccisi in alto mare, ci accoglie nella sua povera casa, ma robusta ed in muratura, a Kollam. Lei è convinta che a compiere «quest’atto folle» siano stati Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò in carcere in India. Loro sostengono di aver sparato, solo in acqua, dalla petroliera Enrica Lexie, per respingere un attacco dei pirati.
La prima stanza, dopo l’ingresso, è avvolta dalla penombra. Su una parete c’è una specie di altarino con la foto del baffuto marito, che per mantenere la famiglia faceva il pescatore. Vita dura: almeno tre settimane al mese nell’oceano con un salario proporzionale al pescato, che raramente superava le 10mila rupie (150 euro).
Di fronte a noi, oltre all’immagine di Gesù, svetta una statuetta della Madonna e la Bibbia. Il figlio diciottenne, Derrik, con ancora l’apparecchio per i denti, spilungone e dallo sguardo un po’ perso, oggi sosterrà l’esame per entrare nel college. «Papà voleva che mi imbarcassi come ufficiale di macchine. Farò l’ingegnere, ma mai per mare dopo quello che è successo – spiega il primogenito – Durante l’esame penserò a lui che mi aiuti a superarlo da lassù».
Sua madre avvolta in un tradizionale sari scuro e con i capelli raccolti sottolinea che «i soldi del governo italiano serviranno a coronare il comune obiettivo prefissato con Jelestine. I nostri figli devono studiare e trovare un lavoro che li permetta una vita migliore». La Difesa ha trovato un accordo con gli avvocati delle famiglie dei pescatori uccisi per un atto di umanità, che in termini pratici equivale a 10 milioni di rupie (146mila euro).
Il piccolo Jelen, 10 anni, con la sua vocina e gli occhioni vispi interviene dicendo che lui «vuol diventare pilota di aerei militari per servire l’India».
In questa casa umile, a due passi dall’oceano, non si respira animosità nei confronti dei marò o dell’Italia, ma solo tristezza. Michele Girone, il padre di Salvatore, uno dei fucilieri di marina in carcere ha chiesto di portare ai Valentine i saluti più sentiti. Assieme ad altri quattro congiunti ha concluso ieri, con gli occhi lucidi per il distacco, tre giorni di colloqui con i marò in cella.
«Se i familiari dei marines volessero venire a trovarci questa casa è sempre aperta e saranno i benvenuti» risponde la vedova.
I soldi della «compensazione» non sono ancora arrivati, ma la famiglia ha le idee chiare su come utilizzarli. «Dopo il college vorrei studiare all’estero – spiega Derrick – Anche in Italia se fosse possibile. Non ho nulla contro il vostro Paese, nonostante la morte di mio padre». La madre aggiunge che sarebbe «grata all’Italia per questa possibilità». Suo marito Jelestine aveva 48 anni. Si sono sposati nel tempio di Fatima, a Kollam, nel 1993. «Il più bel giorno della mia vita, perché ne iniziavo una nuova fondando una famiglia» spiega la vedova. Il figlio piccolo si apre in un sorriso quando parla del «papà che dopo essere stato in mare ci portava l’uva, sempre buonissima». Gente semplice e di fede, la famiglia Valentine, che ha visto il Santo Padre solo in tv. «Un sogno nel cassetto sarebbe andare a Roma a vederlo dal vero» ammette Dora.
Ad incontro quasi finito ci piombano addosso dieci poliziotti con toni inquisitori. Quando capiscono la situazione tornano subito gentili e chiedono solo la fotocopia del mio visto.
Lungo il cammino del perdono e verso una soluzione che accontenti tutti, la famiglia del pescatore ucciso è stata accompagnata da padre Martin Rajesh. «Non abbiamo chiesto un riscatto, ma solo dei soldi per sostenere la vedova ed i figli. Vogliamo che vadano direttamente a loro, che si ritireranno dalla causa» spiega il sacerdote di Kollam. «Come cristiani pensiamo anche alle famiglie di Salvatore e Massimiliano – ribadisce il prete indiano – Spero che una volta chiusa la compensazione economica, i marines possano tornare in patria. Stiamo parlando di soldati italiani che portano la divisa ed erano in servizio. Per questo è corretto giudicarli a casa vostra». Padre Martin li ha incontrati in carcere: «Non ho chiesto cosa sia accaduto e loro non me l’hanno spiegato, ma si sono detti addolorati per la morte dei pescatori invitandomi a porgere le condoglianze alle famiglie delle vittime».

Balotelli, il Milan e il divorzio in vista: parla Raiola

Mario-Balotelli-tuttacronacaPrima la notizia che Berlusconi avrebbe deciso di mettere sul mercato Mario Balotelli, che con 6 gol in 12 partite non brilla in questo periodo, dopo di che è arrivata la smentita del Milan. A parlare di un possibile addio dell’attaccante ora, però, è il suo stesso procuratore Mino Raiola che, intervistato dal quotidiano degli Emirati Arabi The National ha aperto ad una cessione della punta già da gennaio. “Mario vuole lasciare il Milan. Non sappiamo ancora dove andrà, stiamo valutando diverse opportunità. Il Chelsea è una delle opzioni, ma non ci sono state offerte e non posso dire nulla”. Le offerte, tuttavia, potrebbero arrivare già in questi giorni. Mourinho ha infatti  richiesto un rinforzo in attacco e, considerato il probabile addio di Fernando Torres, il club potrebbe investire sulla punta italiana che il Mou conosce dai tempi dell’Inter. SuperMario è vlautato attorno ai 30 milioni di euro e il club rossonero deve fare i conti con il desiderio dell’attaccante di andarsene, visto che mancano i risultati, la società sta vivendo un periodo di crisi e con Allegri non è mai scattato il feeling. Le nuove dichiarazioni di Raiola seguono le recenti ammissioni d’errore sulla scelta di riportare il bresciano in Italia:

Il Milan non ha messo nessun tutor a Mario, non si permetterebbe mai e anche io mi opporrei fermamente. Ogni cosa che fa viene trasformata in una storia. Se viene ancora detta questa cosa del tutor, io passo alla denuncia. E’ un messaggio chiaro che voglio lanciare e adesso speriamo che possa fare un grande campionato e un grande Mondiale. Quando l’ho portato al City, pensavo proprio di fargli vivere meno questa pressione, forse ho sbagliato a riportarlo in Italia.

Meno di un mese fa, inoltre, c’era stata un’altra frecciata, “Mario non finirà la carriera in Italia”. E questo non poteva non richiamare l’attenzione dei top club europei, tra i quali il Chelsea.

Balo messo in vendita? Il Milan smentisce

mario-balotelli-tuttacronacaLa notizia shock che era apparsa oggi sul Secolo XIX parlava della decisione che Silvio Berlusconi avrebbe preso nei giorni scorsi e comunicato ieri mattina: “Vendo Mario, basta, ho scelto. Mario Balotelli deve lasciare subito il Milan. È ufficialmente sul mercato”. L’annuncio è stato dato ad alcuni uomini dell’entourage politico dell’ex senatore, gli stessi ai quali è stato affidato il compito di creare un nuovo volto per Forza Italia. Da questi stessi ambienti sarebbero anche arrivate le prime conferme sull’irremovibile decisione annunciata dal presidente del Milan ed ex primo ministro e presa in accordo con la figlia Barbara Berlusconi. Solo in seguito anche l’altro Ad, Adriano Galliani, se sarebbe venuto a conoscenza. E proprio lo storico ad viene accusato di avere sbagliato scelta nel voler portare Balotelli al Milan un anno fa: “È una mela marcia”, aveva detto Berlusconi prima dell’acquisto. Ma l’indiscrezione ha scatenato la reazione del Milan, che ha prontamente diffuso un comunicato ufficiale per negare il tutto: “AC Milan smentisce assolutamente e con forza le dichiarazioni che sarebbero state attribuite al Presidente del Milan circa una impensabile collocazione di Mario Balotelli sul mercato. Mario Balotelli è e resta un giocatore del Milan”.

I marò e il Natale in India: il lungo post di Massimiliano Latorre

maro_girone_latorre-tuttacronacaE’ Natale, le persone si aspettano di trascorrere la giornata con i loro cari, in un luogo che possono chiamare casa. Non tutti, però, ci riescono. Come i due marò, che quest’anno non hanno ricevuto il permesso dalle autorità indiane per trascorrere le feste in Italia. E così Massimiliano Latorre, ieri, ha pubblicato un lungo post in Facebook dove si dice “dispiaciuto” di non poter trascorrere il Natale in Italia: “Purtroppo quest’anno non potrò essere nella mia amata patria per respirare il profumo che solo da noi si respira in questi giorni”, ha scritto il fuciliere tarantino. “Fortunatamente – precisa il marò – parte dei miei affetti più cari mi ha raggiunto portando una ventata di gioia, ma sempre con il cuore rivolto agli altri carissimi affetti che sfortunatamente non hanno potuto raggiungermi. Volevo augurare a Voi tanta serenità, sentimento che ho imparato essere il più importante nella vita di una famiglia, e ringraziarvi per quanto cuore, affetto e passione ponete ogni giorno nell’essere vicino a me ed ai miei cari: questo – sottolinea – per me è il regalo più grande che potessi sognare di ricevere”. E ancora, rivolgendosi a chi l’ha sostenuto da quel febbraio 2012, quando venne arrestato assieme a Salvatore Girone: “Auguri soprattutto ai vostri bambini che sono l’anima di questa festa con i loro volti sorridenti e gioiosi illuminati da alberi e presepi, sempre presenti nelle nostre case rendono la vita degna di essere vissuta”. “Vi abbraccio idealmente – conclude Latorre – e con questo abbraccio vi trasmetto tutta la mia immensa riconoscenza”.

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I due marò finiscono nel Presepe: la Cgil insorge

marò-presepe-tuttacronacaMassimiliano Latorre e Salvatore Girone sono ancora in India e il Capo dello Stato confida nella “riapertura delle prospettive” che il Paese asiatico aveva indicato, agurandosi inoltre un prossimo incontro al Quirinale. Nel frattempo, si rallegra Mauro, ministro della Difesa, perchè i familiari dei due marò a Natale potranno volare in India per rivederli. E ricorda: “siamo in fervida attesa e alacre attività, soprattutto sul piano diplomatico”. Ma nel frattempo si parla dei due miliatari anche per quello che accade in Italia: si è infatti scelto un Presepe per ricordare che Latorre e Girone attendono giustizia ormai da quasi due anni. E la Cigl è insorta. Come riporta il Giornale:

È successo che nella sede della direzione regionale Inps a Firenze «è comparso un presepe sormontato dalla foto dei due militari trattenuti in India e da uno slogan in cui si auspica la loro immediata liberazione». Il sindacato ha reagito con un comunicato, secondo cui «che in un ufficio pubblico si possa allestire qualsiasi cosa abbia a che fare con un credo religioso è già materia dibattuta, ma abbinare a questo un proclama politico è evidentemente un’offesa». Prevenendo il sospetto di un pregiudizio ostile verso i due marò, la Cgil precisa che «non si tratta di schierarsi contro o a favore del rientro in Italia dei due marò, ma cosa ha a che fare questo con il rispetto di una tradizione religiosa? Predisporre un simile allestimento, discutibile anche dal punto di vista estetico, è quantomeno improprio per un ufficio pubblico».

Eccezioni sarebbero peraltro parse tollerabili alla Cgil: «Se le immagini fossero state riferite alle vittime della guerra civile in Siria o alle condizioni del Cie di Lampedusa, non troveremmo niente da dire. La pace, il ripudio della violenza e la tutela della dignità umana sono valori inseriti nella nostra Costituzione. Il rinnovare (dopo un anno) l’appello alla liberazione di due connazionali coinvolti in una vicenda controversa e ancora tutta da chiarire è palesemente un segnale politico, che viene pure imposto dalla dirigenza Inps». Il dirigente regionale dell’Inps, Fabio Vitale, si è detto «basito» e ha definito «ideologica» la nota della Cgil.

Caso marò. Il governo indiano ribadisce: no alla pena di morte

salvatore_girone_and_massimiliano_latorre_tuttacronacaTensione oggi per la notizia secondo la quale la polizia indiana vorrebbe infliggere la pena di morte ai due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, accusati dell’omicidio di due pescatori il 15 febbraio 2012 nonostante il fatto che siano stati trovati sul corpo dei  pescatori uccisi proiettili incompatibili, secondo le perizie balistiche, con le armi in dotazione a Latorre e Girone. Nel frattempo, il governo indiano ha escluso completamente questa eventualità, ribadendo la propria posizione. “Il caso non rientra tra quelli che sono punibili con la pena di morte”, ha detto il portavoce  del governo Syed Akbaruddin che ha ricordato anche come, in una dichiarazione al Parlamento lo scorso 22 marzo, il ministro degli Esteri Salman Khushid avesse escluso la pena capitale, aggiungendo che si applicava solo nei “casi rari tra i più rari”. Non sono quindi state confermate le indiscrezioni del giornale The Hindustan Times  sulla consegna di un rapporto della Nia al ministero degli Interni in cui si chiede l’applicazione di una severa legge che prevede la pena capitale. La conferma del fatto che i marò non corrono simile rischio arriva dal ministro degli Esteri Emma Bonino, che spiega che simile notizia “è già stata smentita”. “Non intendo aggiungere altro”. All’apprendere la notizia, poi smentita, dell’intenzione degli investigatori di perseguire i due militari in base al ‘Sua Act’ che reprime la pirateria marittima con la pena di morte, l’inviato del governo italiano Staffan de Mistura ha replicato: “Siamo pronti ad ogni evenienza con mosse e contromosse”. Il ministero degli Interni si sarebbe trovato “in imbarazzo”  sulla decisione della Nia sui marò, spiega The Economic Times. “Di fronte a questa particolare situazione – scrive il giornale – il ministro degli Interni ha intenzione di trasferire il caso all’Attorney General per un parere legale”. Sarà lui, come riferisce il portavoce del ministero degli Esteri indiano, “a dare il parere decisivo sulla definizione dei capi di accusa”.

Smentita sul tentato suicidio di Corona: “Notizia falsa e priva di fondamento”

corona-smentita-tuttacronacaArriva la smentita, da parte di Federico, fratello di Fabrizio Corona, sul fatto che l’ex re dei paparazzi abbia tentato il suicidio in carcere, notizia che era stata diffusa dal settimanale Oggi. “I familiari e gli avvocati di Fabrizio Corona smentiscono categoricamente la notizia del tentato suicidio pubblicata questa mattina dal settimanale ‘Oggi’. La notizia è del tutto falsa e priva di fondamento”. Stando a quanto riportava la rivista il fotoreporter avrebbe tentato il suicidio nel carcere milanese di Opera, dove si trova detenuto, soffocandosi con dei cerotti. “La famiglia Corona precisa che verranno avanzate azioni legali nei confronti dei responsabili della pubblicazione”.

Nessuna relazione! Vittoriana Abate smentisce la love story con Schettino

Francesco-Schettino-Vittoriana-Abate-tuttacronacaNei giorni scorsi, il tedesco Bild aveva ipotizzato una relazione tra l’ex comandante della Costa Concordia Francesco Schettino e la giornalista Rai Vittoriana Abate. E ora sono arrivate le smentite: “Non c’è nessuna love story e i miei avvocati stanno già procedendo con querele nei confronti di chi dice il contrario”, ha detto la giornalista che ha spiegato “Sto scrivendo un libro con Schettino”, spiegando di aver realizzato con l’ex comandante della Costa Concordia “un’intervista sabato scorso, andata in onda domenica all’Arena. L’ho fatta a Roma. D’altra parte, nel suo collegio difensivo ci sono due avvocati di Roma”. Per quel che rigaurda l’immagine pubblicata da Bild, che li ritraeva su due ruote: “Sono andata col motorino nello studio dell’avvocato, non ci sono nè effusioni nè atteggiamenti ambigui. Sono una giornalista, incontro i miei interlocutori, ma smentisco qualsiasi tipo di relazione sentimentale o personale con Schettino. Non c’è nessuna possibilità di dimostrare cose assurde come quelle che ho letto. La nostra relazione è puramente professionale ed è legata alla stesura del libro”. Nel frattempo è arrivata una richiesta anche da parte degli avvocati dell’ex comandante, Davide Perrotta e Cataldo Calabretta, “l’immediata rimozione della notizia, divulgata in data odierna, relativa ad asseriti rapporti tra il nostro assistito e la giornalista Rai Vittoriana Abate”. “Gli articoli contestati – dicono i due legali – recano infatti informazioni diffamatorie, gravemente lesive della personalità e dei diritti dei soggetti coinvolti”.

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“Sono stupito che Crozza smentisca se stesso”, così il giornalista del Mesaggero

 

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“Sono stupito che Maurizio Crozza smentisca se stesso e le cose che analogamente ha detto davanti a una platea di tre milioni e mezzo di persone come quella di Ballarò”. Così Alberto Guarnieri, giornalista de Il Messaggero che reagisce dopo la smentita del comico avvenuta a mezzo Facebook  nella quale Crozza, tra le altre cose, affermava: “Mi stupisco molto nel leggere un’intervista totalmente inventata e valuterò l’opportunità di adire le vie legali”. Sempre Guarnieri afferma  “Vorrei anche precisare che non si tratta di un’intervista, come ho scritto, ma di un colloquio”.

Sulla frase “che ha tanto colpito Crozza – dice Guarnieri -, ovvero Vedo che nel mirino finiscono solo artisti considerati di sinistra devo ammettere che non mi è stata riferita direttamente da lui, ma da una persona a lui molto vicina dopo un colloquio con Crozza stesso. E si poteva comunque evincere anche dalla battuta del comico durante Ballarò, quando rivolgendosi al conduttore Giovanni Floris dice Giova, la prossima volta tocca a te. Tutti gli altri virgolettati invece li ho registrati”.

E Guarnieri sottolinea anche: “Non ho fatto nessuno scoop dato che tutto quello che ho riportato era già stato detto da Crozza durante la copertina di Ballarò. Quasi le stesse identiche parole”.

Il nuovo contratto di Crozza a La7.

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Maurizio Crozza e La7 il matrimonio è fatto e lo ha annunciato Urbano Cairo in una conferenza stampa che si è tenuta a MIlano. Dopo le polemiche che hanno interrotto la trattativa con la Rai ora il comico ha rinnovato con l’emittente di Cairo un contratto di durata triennale «in esclusiva totale», fatti salvi però gli impegni che già il comico ha: quindi Crozza può continuare ad intervenire alla trasmissione“Ballarò” della Rai.

Il cachet del comico e imitatore per il nuovo contratto al momento non viene reso noto e, dopo le otto-nove puntate dello show, già previsto sulla rete di Cairo in autunno, Crozza inizierà un programma, sempre su La Sette, a partire dalla prossima primavera.

Beppe Caschetto, l’agente del comico-imitatore, ha riferito che «Crozza nell’ipotesi di un programma in Rai avrebbe percepito 110 mila euro a puntata: le cifre enormi che sono state dette non attengono alla realtà» e ha aggiunge che «per ogni intervento a Ballarò riceve un compenso modesto: 2.500 euro a puntata».

«C’è stata una trattativa con tutte le piattaforme generaliste italiane, l’offerta di Mediaset è stata importantissima – aggiunge Caschetto durante la conferenza stampa a Milano nella quale è stata annunciata la conferma di Crozza per La7 – ma Urbano Cairo è quello che lo ha voluto davvero, gli altri lo volevano ma…».

Arriva la smentita di Crozza all’articolo de Il Messaggero!

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Arriva la smentita di Maurizio Crozza all’articolo de Il Messaggero. Il comico su Facebook dichiara di non aver mai rilasciato alcuna intervista al quotidiano romano. Secondo il comico quindi le dichiarazioni riportate nell’articolo di  Alberto Guarnieri, non corrisponderebbero alle sue parole.

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Raoul Bova e la separazione: parla Chiara Giordano

raoul-bova-divorzio-tuttacronacaAveva rilasciato un’intervista a Vanity Fair l’attore romano Raoul Bova per confermare la separazione dalla moglie, Chiara Giordano, e soprattutto mettere a tacere le voci sulla sua presunta  omosessualità. Ma l’ex moglie non ha gradito il fatto che il 44enne abbia parlato con la stampa e risponde, a sua volta, tramite il mezzo scritto. Nel nuovo numero di Chi appaiono infatti le sue dichiarazioni. “Per sedici anni non abbiamo mai parlato dei nostri fatti privati alla stampa e lo abbiamo fatto proprio per tutelare i nostri figli. Ma qualcosa, evidentemente, è cambiato”. Per la donna, sarebbe stato meglio mantenere il silenzio: “Abbiamo sempre protetto i nostri figli tra le mura di casa, abbiamo insegnato loro a essere onesti. Abbiamo insegnato loro a distinguere con intelligenza la verità dalla finzione e dagli assurdi pettegolezzi”. La novità che emerge è che la crisi era presente da tempo: “Le incomprensioni tra me e Raoul sono incominciate due anni fa, durante la sua lunga assenza Con il tempo le cose si sono complicate. La separazione, insieme con un doveroso silenzio, sarebbe stato, secondo me, un modo importante per proteggere il nostro patrimonio affettivo. I genitori aiutano i figli a crescere con i fatti e non con le parole, ma soprattutto con l’onestà”.

Nuovo amore in vista per Raoul Bova?

raoul-bova-tuttacronacaGossip ancora puntato sull’attore romano 44enne Raoul Bova. Dopo le sue dichiarazioni a Vanity Fair, con le quali ha confermato che il suo matrimonio con Chiara Giordano è ormai al capolinea e ha smentito categoricamente di essere omosessuale, come invece lo volevano voci sempre più insistenti, ora sembra che Cupido sia tornano a visitarlo. E’ stato il settimanale Novella2000 a fotografarlo in un locale assieme a una giovane donna. Lei è la modella 25enne Rocío Muñoz Morales, che Bova ha conosciuto due anni fa sul set del film Immaturi–Il viaggio. L’attore è pronto per un nuovo capitolo?

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Bova smentisce le voci sulla sua presunta omosessualità: “Mi piacciono le donne”

raoul-bova-tuttacronacaRaoul Bova ha i riflettori del gossip puntati su di lui in quest’ultimo periodo, per la separazione dalla moglie Chiara Giordano e per le voci sulla sua presunta omosessualità. Il 44enne attore romano, che a dicembre ritroveremo sugli schermi cinematografici in Indovina chi viene a Natale di Fausto Brizzi, ha rilasciato una lunga intervista a Vanity Fair. “Se io sono un personaggio pubblico e conosco le regole del gioco, i miei figli non hanno fatto nulla per meritarsi questo trattamento. L’assedio dei fotografi li spaventa. Poi c’è la scuola: i compagni a casa hanno genitori che leggono, ascoltano, e a tavola commentano queste cose, e i figli le sentono, e tornando a scuola le ripetono, con la cattiveria che possono avere i bambini: tuo padre sta male, tuo padre è un ladro, tuo padre divorzia, tuo padre è gay. Se mi vedo costretto a parlare, è per proteggere loro”. Ha raccontato alla rivista che uscirà in edicola mercoledì 9 ottobre. Per quel che riguarda il suo matrimonio, durato 13 anni, spiega: “Chiara e io nel tempo siamo molto cambiati. Il cambiamento a volte unisce e a volte no. Noi due, purtroppo, non ci siamo più capiti… Allora è iniziato un periodo molto lungo – quasi tre anni ormai – in cui ci siamo parlati, ci siamo confrontati”. E continua: “Abbiamo provato in tutti i modi a risolverli, quei problemi, ma purtroppo non è bastato. E alla fine abbiamo deciso di comune accordo, con grandissimo dolore e con grandissima civiltà, di prendere strade diverse. Lo abbiamo fatto perché crediamo troppo al valore della famiglia per tenerla in piedi a qualunque costo, come facciata, senza onestà. E’ un atto non dico di amore, ma di rispetto per l’amore che c’è stato tra di noi”. Dopo di che ha smentito la sua presunta omosessualità, sottolineando che se fosse gay non avrebbe alcun problema a farlo sapere: “Lo dico apertamente, mi piacciono le donne. Se fossi omosessuale, credo che non avrei nessun problema a riconoscerlo. O forse non lo direi: perché questo obbligo di dichiararsi, di giustificarsi? Nessuno va in giro a dire: piacere, sono etero. Più di metà dei miei amici sono gay. Persone con cui sono cresciuto e andato a scuola, con cui lavoro. E’ per loro, soprattutto, che mi fa ribrezzo questo modo razzista e retrogrado di usare l’etichetta di omosessuale come una macchia inconfessabile, come una peste”.

Il ricovero di Raoul Bova: spunta la malasanità spagnola?

Raul-Bova-operato-tuttacronacaPrima i rumors e la smentita da parte del portavoce Marcello Rascelli che a Corriere.it aveva detto: “Raoul sta benissimo ed è a casa che se la ride, è vergognoso che girino notizie false come questa”. Dopo di che, la notiza che trapela è che Raoul Bova è stato sottoposto a un intervento di appendicectomia. A quel punto Rascelli parla all’ANSA spiegando che non è nulla di grave e l’attore sta bene. Sembrava potesse chiudersi la parentesi, concedendo la giusta privacy a un momento privato. Invece oggi sono stati diffusi nuovi, inquietanti, particolari. Il Corriere.it riporta infatti che Bova sarebbe stato colpito da peritonite mentre si trovava in Spagna, dov’è stato operato d’urgenza. A quel punto, raccontano le fonti, si sarebbe verificato un caso di malasanità: i medici spagnoli avrebbe lasciato residui di garza durante l’intervento. Una successiva complicazione avrebbe quindi richiesto un secondo ricovero in Italia rendendo necessario un secondo intervento. Resta comunque il fatto che l’attore sta bene tanto che è previsto il suo ritorno sul set del nuovo film di Fausto Brizzi, Indovina chi viene a Natale?, già per martedì: ce la farà? Nel frattempo in rete appaiono gli auguri per una pronta guarigione, arrivati anche da Rosario Fiorello.
fiorello-tweet-bova-tuttacronacaAggiornamento, ore 16:12

Potrebbe essere stato finalmente risolto il mistero sulle condizioni di salute di Raoul Bova. Stando al portavoce dell’attore, che ha rassicurato i fan sulle condizioni di salute del 42enne, “La scorsa settimana, Raoul Bova ha avuto febbre alta per alcuni giorni, nel corso delle riprese del film «Indovina chi viene a Natale». Per prudenza, essendo stato sottoposto circa due mesi fa a un intervento di appendicectomia, si è ritenuto opportuno ricorrere ad accertamenti, con un breve ricovero, che hanno dato esito negativo. La sintomatologia è regredita completamente, dopo terapia antibiotica e senza ulteriori interventi chirurgici. Non esiste alcuna relazione con il precedente intervento che è stato eseguito correttamente”.

Ricovero d’urgenza per Raoul Bova: sottoposto a intervento? E’ giallo

raul-bova-ricovero-interevento-tuttacronacaHa fatto il giro del web una notizia che ha tenuto con il fiato sospeso i fan di Raoul Bova, che si troverebbe ricoverato in ospedale. Stando a quanto si apprende, dopo un ricovero d’urgenza sarebbe stato sottoposto a un intervento chirurgico. Mentre non sono ancora state chiarite le cause, le sue condizioni sarebbero in netto miglioramento.

Dal canto suo l’agente dell’attore, Marcello Rascelli, ha smentito all’Adnkronos la notizia, che invece era stata riportata da alcuni siti internet, aggiungendo che “l’attore non intende rilasciare dichiarazioni su questo tipo di notizie”. I rumors in rete aggiungevano che Bova sarebbe stato costretto ad assentarsi dal set aperto tra Roma e lo Stelvio, dove in questi giorni è impegnato nelle riprese del prossimo film di Natale diretto da Fausto Brizzi “Indovina chi viene a cena”. Al momento non sono giunte dichiarazioni nè dall’attore nè dai familiari.

Aggiornamento ore 23:22

Le notizie dell’ultimora parlerebbero di un intervento di appendicectomia all’origine del ricovero dell’attore.

Smentita della Presidenza: Mandela rimane in ospedale

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Mandela non sarà dimesso. A differenza di quanto dichiarato dai media in un comunicato del sito ufficiale compare una nota in cui vengono definite “sbagliate” le notizie che davano il leader in procinto di lasciare l’ospedale. Nella stessa nota viene specificato “Madiba è ancora in ospedale a Pretoria. Le sue condizioni restano critiche ma stabili. In certi momenti meno stabili, ma continua a rispondere alle cure”,

48 ore alla sentenza di Berlusconi: “non farò l’esule”

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“Non farò l’esule, come fu costretto a fare Bettino Craxi. Né accetterò di essere affidato ai servizi sociali, come un criminale che deve essere rieducato. Ho quasi 78 anni e avrei diritto ai domiciliari, ma se mi condannano, se si assumono questa responsabilità, andrò in carcere”. Questa la dichiarazione che Silvio Berlusconi avrebbe rilasciato a Libero a meno di 48 ore dalla sentenza della Corte suprema.

“Se non c’è pregiudizio, se non ci sono pressioni, la Cassazione non può che riconoscere la mia innocenza”, dichiara Berlusconi. “I miei avvocati hanno proposto 50 obiezioni alla decisione della Corte d’appello e la Cassazione già in altre occasioni ha riconosciuto che io non firmavo i bilanci, non partecipavo alle decisioni dell’azienda e non avevo alcun ruolo diretto nella gestione di Mediaset”, spiega. “Facevo il presidente del Consiglio, cosa ne potevo sapere io dei contratti per i diritti televisivi? Non me ne occupavo quando stavo a Cologno, figurarsi se lo potevo fare nei primi anni Duemila quando ero a Palazzo Chigi”.

Inoltre, prosegue il Cavaliere, “non avrei rischiato tutto questo per 3 milioni dopo averne corrisposti più di 500 in un solo esercizio. E poi, se fossi stato così fesso da evadere le imposte, a un certo punto avrei usato il condono tombale che il mio stesso governo aveva introdotto. Non ho dormito per un mese. La notte mi svegliavo e guardavo il soffitto, ripensando a quello che mi hanno fatto”, racconta Berlusconi. “In pochi mesi otto pronunciamenti contro di me. I diritti Mediaset, Ruby, la telefonata Fassino-Consorte, gli alimenti alla mia ex moglie, le richieste dei pm di Napoli e Bari, la decisione della Consulta sul legittimo impedimento, il respingimento della richiesta di trasferire a Brescia il processo per le cene di Arcore, l’abnorme risarcimento a De Benedetti”.

Nel colloquio l’ex premier parla anche del futuro del governo. “Non farò cadere Letta – assicura – ma sarà il suo partito a farlo. Se venissi condannato, il Pd non accetterebbe di continuare a governare insieme con un partito il cui leader è agli arresti e interdetto dai pubblici uffici”

Ma poi arriva la smentita e in una nota di Palazzo Grazioli si legge:

«Il presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista. Il direttore Belpietro ha liberamente interpretato il senso di un colloquio in cui sono state confermate l’assoluta infondatezza delle accuse rivolte al Presidente Berlusconi e la sua precisa volontà di continuare a offrire il suo contributo al popolo dei moderati.  Inoltre si rileva ancora una volta che alcuni quotidiani riportano tra virgolette frasi e giudizi attribuiti al Presidente Berlusconi che non sono mai stati pensati né pronunciati».

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