Decreto Legge sulla P.A., ecco dove viene messo il freno

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Il decreto legge sulla Pubblica Amministrazione è diventato legge dopo che essere stato approvato con 174 sì e 53 no e un astenuto.  Di cosa si tratta?

Tra le principali misure, la riduzione delle auto blu e delle consulenze (anche se in percentuali limitate), il freno alle buonuscite d’oro dei manager delle aziende pubbliche e lo stop alle assunzioni degli statali fino a gennaio 2016.

Nel dettaglio:

– ILVA-RIVA ACCIAI: in caso di sequestro di società, beni o quote il custode giudiziario ne può con sentire l’uso agli organi societari per garantire la continuità aziendale. Si tratta di un emendamento che consente la continuità di produzione messo a punto dopo le vicende della Riva Acciai.

– AUTO BLU-CONSULENZE: Il tetto di spesa per le auto blu scende dall’80% al 60%, con un ulteriore giro di vite del 10% sulle consulenze esterne il cui tetto di spesa per il 2014 passa al 75%.

– BUONUSCITE D’ORO: Freno alle buonuscite d’oro di dirigenti di società partecipate dalle amministrazioni pubbliche. Le società controllate, in assenza di preventiva autorizzazione, non possono inserire clausole al momento della cessazione del rapporto di lavoro che prevedono “benefici economici superiori a quelli derivanti dal contratto collettivo di lavoro”.

– STIPENDI RAI: e’ esteso anche alla società concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo l’obbligo di comunicare alla presidenza del Consiglio e al ministero dell’ Economia il costo annuale del personale, relativamente ai singoli rapporti di lavoro dipendente o autonomo. E’ cosi’ confermato l’emendamento, inserito dalla Lega alla Camera, sulla pubblicità degli stipendi Rai

-CIVIT: la Commissione indipendente per la valutazione e la trasparenza diventa un’agenzia senza scorpori ma con rafforzamenti dell’organico e assume la denominazione di Anac, Autorita’ nazionale anticorruzione.

– TESTIMONI DI GIUSTIZIA: estesa la possibilità di inserimento nella Pubblica amministrazione anche a chi e’ uscito dal programma di protezione.

– LAVORO FLESSIBILE: e’ consentito solo per esigenze temporanee ed eccezionali.

– CONCORSI: Viene sanzionata la stipulazione di contratti che eludono l’obbligo di reclutamento tramite concorso. Non più fino al 31 dicembre 2015, ma anche per tutto il 2016 le Pubbliche amministrazioni potranno effettuare assunzioni utilizzando solamente le proprie graduatorie di vincitori e idonei ancora in vita. E i nuovi concorsi (sempre fino al 31 dicembre 2016 e non più fino al 2015) saranno riservati “esclusivamente” ai precari con tre anni di servizio nelle Pa negli ultimi cinque, sempre tenuto conto del turnover. Inoltre, precari e vincitori di concorso avranno priorità nelle assunzioni pubbliche fino al 2016.

– VIGILI DEL FUOCO: si incrementa di mille unita’ l’organico, prorogando la validita’ delle graduatorie di concorsi pubblici.

– CROCE ROSSA: I Comitati locali e provinciali della Croce Rossa italiana esistenti al 31 dicembre 2013 acquisteranno la personalità giuridica di diritto privato e saranno iscritti di diritto ai registri provinciali delle Associazioni di promozione sociale.

– SISTRI: Per quanto riguarda il sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti, alcune categorie vengono escluse dalla tenuta dei registri di carico e scarico, tra queste le aziende agricole. C’è una proroga per le sanzioni, che si applicano a decorrere dalla scadenza di 90 giorni dopo la data di avvio dell’operatività del Sistri.

– ISTITUTI SCOLASTICI ALL’ESTERO: non c’è più l’assunzione di personale in loco per gli istituti scolastici all’estero e si stabilisce il raccordo agli ordinamenti delle scuole statali in territorio nazionale. Finora era prevista l’assunzione di supplenti con contratti locali.

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Il 1° ottobre parte il SISTRI, ancora proteste e richiesta di approccio soft

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Ci sono voluti anni tra polemiche e proroghe prima di dare l’avvio al SISTRI. Il primo ottobre parte anche se le aziende che trattano rifiuti pericolosi pongono davanti nuove difficoltà e timori che il sistema non funzioni ancora. Sono quindi Assosoftware e Confindustria SI(Servizi innovativi e Tecnologici) a chiedere al Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando una sospensione delle sanzioni “per errori di tipo formale”, finchè non sarà testato il funzionamento del SISTRI, giudicato “un progetto non coerente con la realtà, con scelte tecnologiche e di apparecchiature non standard, con gravi carenze di coordinamento tra la componente normativa e la realizzazione informatica”. 

Nella lettera si sottolinea che “i problemi strutturali del Sistri ripetutamente evidenziati dalle Software House e dalle imprese dal 2010 e ancora non risolti” sono: “interoperabilità mai collaudata, impossibilità di effettuare verifiche e simulazioni complete in un ambiente idoneo di test, mancanza di una adeguata formazione degli operatori, data la mole di manualistica e documentazione solo recentemente disponibile; dispositivi usb e black box non funzionanti e/o non consegnati”.

“Urge un periodo di sperimentazione – afferma Bonfiglio Mariotti – senza applicazioni di sanzioni per gli errori di tipo formale, per consentire a tutti gli operatori coinvolti di lavorare in tranquillità prevedendo verifica sul campo e un percorso di incisive semplificazioni dell’attuale sistema”. Da parte sua, Mariotti chiede “una nuova sostenibilità del Sistri” passando dal “monitoraggio dei mezzi di trasporto” e “dalla gestione dei documenti” ad una più semplice “tracciabilità dei rifiuti” basata sulla gestione di una banca dati alimentata dalle imprese secondo un tracciato standard e condiviso”.

In questo senso si muove la proposta formulata nell’ambito di Confindustria Servizi Innovativi e Tecnologici da Assosoftware con un proprio progetto. “L’obiettivo – dice Lucarelli – non è bloccare un processo di potenziale innovazione ma trasformare il Sistri in una vera opportunità di digitalizzazione del Paese con importanti ricadute in termini di sicurezza dei territori e contrasto dell’illegalità, qualità della vita per i cittadini, semplificazione, contenimento dei costi e miglioramento dell’operatività delle stesse imprese”.

Intanto tra opinioni diverse, scontri istituzionali, dibattiti tra ministero e imprese, nel territorio napoletano si scava ed emergono i rifiuti tossici sui campi adibiti al pascolo. 

Le ecomafie anche al nord? Scoperta discarica abusiva a Brescia

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Se c’era bisogno di conferma ora sembra che non ci possano essere molti dubbi: le ecomafie opererebbero indisturbate anche al nord. Sono stati i carabinieri di Brescia a scoprire e mettere sotto sequestro una ex cava che ha un’area complessiva di 150.000 mq, che è stata adibita a discarica abusiva. Nel cratere sono stati rinvenuti amianto e rifiuti speciali pericolosi. Nel maxi sequestro sono ricaduti anche 110.000 mq. di terreni agricoli confinanti ove si coltivava mais ad uso zootecnico, per paura che ci possa essere stata una contaminazione tra i rifiuti pericolosi e le colture nell’area circostante. Quattro persone sono state denunciate.

L’inquinamento per i rifiuti pericolosi è un problema gravissimo in Italia, ecco perché sarebbe opportuno seguire i camion di rifiuti speciali telematicamente attraverso un sistema di monitoraggio costante che consenta di evitare di sotterrare materiale pericoloso in aree di coltura. 

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Ecco i danni delle ecomafie?

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Un villino signorile in Campania, sito a poche  centinaia di metri dai Regi Lagni,  con un giardino in cui i proprietari si dilettano a far crescere piante e limoni. Poi improvvisamente il terrore di quei frutti nati mostruosi. Dei limoni che sembrano la mano di uno dei film colossal horror in 3D di ultima generazione e che ha terrorizzato i proprietari già allarmati, ogni notte, dalla nube maleodorante provocata probabilmente dagli sversamenti di liquami tossici nelle reti fognarie o nei vicini Lagni. Anche questo è frutto delle ecomafie? Anche questo è un prezzo da pagare?  Ecco perché sarebbe opportuno seguire i camion di rifiuti speciali telematicamente attraverso un sistema di monitoraggio costante che consenta di evitare di sotterrare materiale pericoloso in aree di coltura. 

Ecomafie: scoperto un sito dal Corpo Forestale

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Alla periferia di Caivano, in provincia di Napoli il Corpo Forestale ha scoperto un sito in cui venivano sotterrati solventi chimici tossici, scarti industriali, scorie di fusioni di vetro e materiali contenenti fibre di amianto. In quest’area,sugli strati superficiali del terreno,vengono coltivati cavoli. Tutti prodotti inquinati? Ecco perché sarebbe opportuno seguire i camion di rifiuti speciali telematicamente attraverso un sistema di monitoraggio costante che consenta di evitare di sotterrare materiale pericoloso in aree di coltura. 

Il governo Letta non lotta contro le ecomafie?

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Sembra che anche il governo Letta che ha ereditato il Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (Sistri) incompiuto lo voglia al momento lasciare tale. E’ dal 2010 che si prova a farlo entrare in vigore, ma avviene sempre uno slittamento. L’ultimo era stato quello su cui era intervenuto il decreto ministeriale di Clini che aveva spostato la data dal 30 giugno 2013 al 1 ottobre 2013. Era stato l’ottavo rinvio. Ora è Flavio Zanonato, l’attuale ministro allo Sviluppo Economico, che ha già parlato di un Sistri che va semplificato “per far sì che non rappresenti un ostacolo ingiustificato all’attività imprenditoriale”. Altri anni saranno quindi spesi per semplificarlo senza adottare, anche se imperfetto un sistema che potrebbe “spazzare” via una buona fetta della mafia che opera nel settore dei rifiuti.

Che cosa è il Sistri? Non è altro che l’informatizzazione dell’intera filiera dei rifiuti speciali a livello nazionale e dei rifiuti urbani per la Regione Campania e per metterlo in atto basta dotarsi di due apparecchiature elettroniche: quello da montare sui mezzi adibiti al trasporto dei rifiuti per tracciarne i movimenti, e un software per la documentazione di accompagnamento. Nel nostro paese invece si va avanti a moduli in forma cartacea (Mud) che non assicurano davvero che lo smaltimento venga effettuato in modo corretto e i tempi con cui esso avviene. Era il 2009 quando fu istituito il Sistri su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, e a tutt’oggi, non vi è stato un giorno, in cui il sistema è stato reso operativo. A chi non interessa che esso venga attuato?

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