Il comico scandalo di Bill De Blasio… ecco servito il “forkgate”

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Un vero e proprio scandalo ne è nato da una sera in pizzeria e al centro c’è il piatto italiano più famoso nel mondo: una classica pizza. A mangiarla è stato il sindaco di New York Bill De Blasio e da qui ne è scaturita una polemica che ha dato poi il via a un vero e proprio “forkgate”. Il primo cittadino di New York, che non perde occasione per rivendicare le sue origini italiane, ha infatti “osato” mangiare la pizza con la forchetta, cosa che ha destato l’ira di molti americani. Non si era mai visto nessuno che mangiasse la pizza usando le posate, ma solo e unicamente le mani. La risposta del sindaco è stata immediata e De Blasio ha affermato di aver mangiato la pizza come si fa in Italia che di solito si inizia con le posate e gli ultimi pezzi si prendono con le mani. Perfino il New York Times è dovuto intervenire a sostegno del sindaco affermando che in Italia la pizza si mangia con la forchetta. Su twitter però si sono susseguiti una serie di commenti che hanno alimentato ancor di più la polemica:

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La pizza è diventata una questione politica!

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Il giuramento di Bill De Blasio, il nuovo sindaco di New York

bill-de-blasio-tuttacronacaEra il 6 novembre quando l’italo-americano Bill De Blasio veniva eletto sindaco della città di New York e poco dopo la mezzanotte americana il 109° Primo Cittadino della Grande Mela ha fatto il giuramento ufficiale. La cornice dell’evento è stata lo stesso luogo in cui, un anno fa, aveva lanciato la sfida per il dopo-Bloomberg: davanti alla sua casa di Brooklyn. Il democratico, attorniato dalla famiglia, ha affermato: “Dico a tutti, questo è l’inizio di una strada che faremo insieme. Ha inoltre promesso di lanciare una nuova era per New York, dopo 20 anni di governo di sindaci repubblicani o indipendenti. Lo scopo del sindaco, che nel pomeriggio ripete il giuramento per la cerimonia ufficiale davanti alla City Hall, con 5mila invitati, è quello di ridurre il divario tra ricchi e poveri. Tra i presenti anche i politici che lo hanno supportato nel suo percorso: oltre al governatore Mario Cuomo, l’ex presidente Bill Clinton, nelle cui mani de Blasio giurerà, e anche Hillary, di cui fu il direttore della campagna elettorale nel 2000, quando ottenne il seggio al Senato. De Blasio giurerà su una Bibbia sostenuta da Clinton e appartenuta a Franklin D. Roosevelt.

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A De Blasio Napoli dedica una pizza… quasi perfetta!

pizza-deblasio-tuttacronacaUna pizza speciale realizzata dalle sapienti mani del maestro pizzaiolo Gino Sorbillo in onore di Bill De Blasio. Così Napoli ha festeggiato il nuovo sindaco di New York, “Un sindaco democratico e soprattutto espressione della nostra terra proprio come la pizza così apprezzata dagli americani”, come l’ha definito il pizzaiolo. Tutto bene quindi, con una pizza che i presenti muniti di telefonino non hanno mancato d’immortalare. Peccato solo per quella “s” che è sfuggita nella scritta! Molti sono stati i commenti dei clienti della pizzeria al vedere la prelibatezza appena sfornata, alcuni si sono complimentati con il neoeletto, altri hanno fatto dell’ironia. Ma il migliore, riportato da Il Mattino è stato quello di un anziano signore che, forse volendo augurare alla città partenopea miglior futuro, ha così sintetizzato il momento di gemellaggio tra le due città “Viva De Blasio sindaco di Napolì”.

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Quando il cuore italiano… batte a stelle e strisce! L’elezione di Bill De Blasio

de-blasio-tuttacronacaFesta grande a New York per l’incoronazione a sindaco dell’italoamericano Bill De Blasio che, presentato dalla moglie, ha subito preso la parola: “Grazie per quello che avete fatto, grazie a tutti. Ma il nostro vero lavoro inizia adesso: anni e anni di diseguaglianze non si possono cancellare facilmente. Problemi accumulati in decenni non possono essere risolti in un secondo. Ma noi ci impegneremo al massimo e manterremo le promesse che abbiamo fatto”. Il neo Primo Cittadino ha poi ribadito la sua idea: “Gli elettori hanno scelto una via progressista e su questo non si torna più indietro. Da oggi torniamo a camminare come una città unita, solidale. Supereremo gli ostacoli, non smetterò mai di lottare per questo posto che amo”. In inglese e in spagnolo ricorda anche i suoi cavalli di battaglia durante la campagna: “E’ ora che la migliore polizia del mondo ritrovi l’armonia con la propria comunità”. E ancora: “La nostra città non deve lasciare nessuno indietro”. Ma non dimentica chi fa parte della sua vita, oltre alla moglie, i figli: “Sono fiero di loro, ogni giorno mi danno motivo di esserlo. E poi sono così cool”. E la famiglia sono anche le origini: “Saluto i miei parenti e i miei amici che sono dall’altra parte dell’oceano: grazie a tutti”. E l’ultima frase è in italiano.

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Ma se a New York si è festeggiato, l’Italia non è stata da meno, pensando a quel suo “nipote” che ha realizzato il sogno Americano. A Sant’Agata dei Goti, in provincia di Benevento, il paese da cui sono partiti i nonni di De Blasio, la scorsa notte si è atteso in piazza lo sfoglio. Tra magliette con la scirtta “Bill for Mayor”, bandiere a stelle e strisce e bottiglie di Falanghina anche il sindaco Carmine Valentino ha tifato e gioito per il gigante buono.

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Il gigante italoamericano alla guida della Grande Mela: Bill De Blasio

bill-de-blasio-tuttacronacaLa realizzazione del sogno americano ha un volto e un nome. Lui è Bill De Blasio, classe ’61, nato a Manhattan e cresciuto in Massachusetts. E, da oggi, è il nuovo sindaco di New York, il terzo, dopo Fiorello La Guardia e Rudolph Giuliano, italoamericano. Le sue origini sono infatti da ricercare a Sant’Agata de Goti, in provincia di Benevento. I suoi antenati hanno lasciato l’Italia agli inizi degli anni Venti e sono stati in grado di costruire un futuro che ora appare quanto mai luminoso grazie a Bill, il paladino della classe media e operaia. Democratico, laureato alla New York University, ha frequentato un master in Affari internazionali alla Columbia per poi muovere i primi passi nel servizio pubblico nello staff del primo sindaco afroamericano di New York, David Dinkins. Nel 2000 segue la campagna per l’elezione in Senato di Hillary Clinton, e l’anno dopo viene eletto al Consiglio comunale. Nel 2010 diventa difensore civico della Grande Mela. Obiettivo di De Blasio è di abbattere le distanze, che si sono allargate nell’era Bloomberg, tra la New York dei ricchi e quella dei poveri. De Blasio vive a Park Slope, Brooklyn, con la famiglia: la moglie afroamericana Chirlane McGray, militante di cui sono noti i trascorsi omosessuali, e i due figli, Chiara e Dante, iscritti a una scuola pubblica, una novità negli Usa per un candidato sindaco. Proprio questa famiglia, mista e anticonvenzionale, è il punto di forza del nuovo Primo Cittadino. Che la mattina delle votazioni, uscito dal seggio, ha rivolto un pensiero all’Italia:  “Questa mattina ho ricordato mio nonno Giovanni e mia nonna Anna. Per me questo è il sogno americano. Due nonni d’Italia immigrati e oggi ho la possibilità di essere sindaco di New York”. Alla Park Slope Branch Public Library di Brooklyn, dove ha votato, è arrivato a piedi da casa, con tutta la sua famiglia. “Mi sento come durante un esame”, scherza Bill mentre vota. Con i giornalisti italiani scherza nella lingua che fu dei suoi nonni, dicendosi orgoglioso delle sue origini. “E’ un gran momento, molto emozionante, sono molto contento specialmente perché sono qui con la mia famiglia, con Chiara, con Dante”. Due figli dai nomi italianissimi. C’è anche la moglie Chirlane McCray. “Questa donna – racconta De Blasio – ha scelto con me i nomi dei nostri figli. Ed è una cosa importante. A questo punto anche lei è mezza italiana”, scherza, sottolineando come Chirlane sia “grande amante di tutte le cose italiane”. Ha avuto molto da festeggiare e lo attenderanno sfide dure come sindaco di New York, ma De Blasio ha anche assicurato che presto sarà nel Belpaese. “Ne sono sicuro. Per me è molto importante andare nei luoghi dei miei nonni. A Sant’Agata di Goti. E a Grassano, in provincia di Matera. E sarà molto bello andarci da sindaco della Grande Mela. E da simbolo di un vero e proprio riscatto atteso da generazioni”.

La ricina: dopo Bloomberg tocca a Obama?

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Ieri i media americani avevano riportato la notizia delle due lettere inviate a Michael Bloomberg, l’attuale sindaco di New York, oggi la minaccia della lettera al veleno colpisce  il Presidente degli Usa Barack Obama.  “Il servizio di ispezione postale – ha spiegato un portavoce – ha intercettato una missiva indirizzata alla Casa Bianca simile a quelle precedentemente inviate al sindaco di New York, Michael Bloomberg. La lettera, ha aggiunto, è stata ora messa nelle mani degli esperti di antiterrorismo dell’Fbi per le analisi e le indagini del caso”.

Cosa hanno di particolare queste lettere?

Il bollo del centro di smistamento postale di Shrevbeport, inLousiana, dove transita tutta la posta proveniente, oltre che dalla stessa Louisiana, dal Texas e dall’Arkansas.

Quale è il possibile movente?

Probabilmente l’impegno mostrato dal sindaco di New York e dal Presidente Obama riguardo alle restrizioni per le armi dopo i sanguinosi eventi che hanno sconvolto l’America.

Cosa c’è dietro? Un mercato, una lobby, un potere che negli Usa è sempre stato in primo piano. Quello spirito della frontiera ben radicato ancora oggi nella mentalità della provincia americana sempre pronta a farsi giustizia da sè.

 

Lettere al veleno destinate al sindaco di New York

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Stando alla Cnn, la polizia ha affermato che alcune lettere inviate a Michael Bloomberg, sindaco di New York, contenevano tracce di ricina, potente sostanza velenosa letale per l’uomo. Stando a fonti investigative, le missive potrebbero essere legate all’impegno di Bloomberg nella lotta alla diffusione di armi da fuoco. Tale presenza, ha riferito la polizia, è stata rilevata in una serie di test preliminari e dovrà ora essere confermata attraverso ulteriori esami. Una prima missiva sarebbe stata recapitata venerdì, negli uffici newyorkesi. A questa avrebbe fatto seguito una seconda, arrivata domenica a Washington, nella sede dell’associazione no-profit di cui il sindaco è presidente e che riunisce tutti i primi cittadini americani favorevoli a una stretta e a maggiori controlli sulla vendita di armi da fuoco. Se non sono stati mostrati sintomi d’avvelenamento dalle prime persone entratte in contatto con le lettere, lo stesso non sarebbe stato per gli esperti della polizia: dopo aver effettuato i primi esami approfonditi, ora sono sotto osservazione. L’Fbi e l’Antiterrorismo hanno aperto un’inchiesta, volta anche ad accertare se ci sia un collegamento con altri recenti episodi. Non è certo il primo caso di lettere avvelenate negli Stati Uniti. Già lo scorso mese, dopo l’attentato di Boston, alcune missive furono inviate sia ad alcuni senatori in prima linea nella battaglia contro le armi da fuoco, sia al presidente Barack Obama. Più grave il bilancio delle lettere all’antrace inviate dopo gli attentati dell’11 settembre 2001 e indirizzate a diversi parlamentari e giornalisti e che provocò 5 morti.

Sindaco di NY e “giudice in tv show”: morto a 88 anni Ed Koch

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Cade la spesa dei consumatori americani nel mese di ottobre

Il freno è stato determinato anche dalla tempesta post tropicale Sandy.

Shopping trolleys are lined up in front of a Sainsury's supermarket in London

Sandy – Cap CLII – Sindaco “ci sono ricoveri disponibili”

Oggi è il giorno del check- in per coloro che sono rimasti senza abitazione, oppure non dispongono ancora di gas e luce. Il sindaco fa sapere alla popolazione che sono disponibili dei ricoveri, dove le persone si possono recare per passare la notte al caldo. Il messaggio è stato divulgato per paura che ci possano essere morti per assideramento  dato che il clima di New York è molto rigido.

Presidenziali Usa – Cap 33 – Bloomberg si impegna a dare aiuto al Consiglio delle Elezioni

Sindaco Bloomber “sarà fatto tutto il possibile per aiutare il Consiglio delle Elezioni –  l’organo preposto per controllare il corretto svolgimento del voto – nella giornata di martedì”

Sandy – Cap CXLVII: Newyorkesi a secco!

Il Sindaco di New York, Bloomberg, ha detto che per risolvere definitivamente la carenza di carburante nella città occorreranno un paio di giorni. Per il momento i newyorkese restano a secco!

Bloomberg sull’annullamento della maratona

Il sindaco di New York ha detto che la maratona è stata annullata perchè stava creando troppe tensioni.

Obama risponde a Bloomberg – Sandy forse ha fatto un “miracolo” elettorale

Il presidente Obama, saputo che il sindaco di New York si schiera con lui, si è detto onorato di aver ricevuto l’approvazione di Bloomberg.

Effetto sandy Obama sostenuto dall’ “ex” repubblicano Bloomberg

Chiamatelo pure “effetto Sandy” la spinta in avanti nei consensi che l’uragano ha portato al presidente Barack Obama nella corsa elettorale che corre sul filo di lana.
Mentre l’America faticosamente si rimette in moto dopo le devastazioni provocate dal passaggio della tempesta nella città di New York e nello stato del New Jersey, gli occhi ora sono tutti puntati sull’appuntamento con le urne di martedì prossimo 6 novembre.
Dopo lo stop per via del ciclone, i due sfidanti si accingono ad affrontare le ultime battute della campagna elettorale che, considerato il testa a testa, si annunciano roventi.
A 5 giorni dalle presidenziali il sindaco di New York, ormai ex repubblicano e sempre piu’ indipendente, ha deciso di schierarsi con Barack Obama. Bloomberg, miliardario grazie all’omonima agenzia economica da lui fondata, e’ estremamente popolare negli Usa e piu’ volte si e’ parlato di una sua eventuale candidatura alla casa Bianca. Nel 2008 Bloomberg non si espresse ne’ per Obama, ne’ per John McCain .

Sandy – Cap CVI

Il sindaco di New York lo ha ribadito qualche minuto fa parlando alla NBC “Sandy è stata la peggior tempesta della storia della città”, con queste parole Bloomberg cerca di contenere il malcontento dei newyorkesi che si trovano in questi giorni a combattere con disservizi e disagi post-Sandy

Sandy – Cap CIV

Il sindaco Bloomberg assicura per sabato la riapertura dei parchi cittadini e per lunedì quella delle scuole. L’emergenza lentamente rientra e la vita per i newyorkesi ritorna alla normalità.

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