Niente regionali in Sardegna per il M5S: il gruppo non è pronto!

movimento-5-stelle_tuttacronacaIl tempo è scaduto: i simboli per le elezioni regionali in Sardegna, che si terranno il prossimo 16 febbraio, vanno depositati oggi e il Movimento Cinque Stelle non è pronto. Dopo accese discussioni all’interno del movimento in Sardegna, e con Casaleggio e Grillo che non hanno concesso l’uso del simbolo, il gruppo non è riuscito a trovare una soluzione e non parteciperà alle regionali. La notizia viene ufficializzata dalla deputata sarda Emanuela Corda sulla pagina Facebook “Amici di Beppe Grillo in Sardegna”. “Il nostro tempo è scaduto e bisogna farsene una ragione – scrive -. Noi non presenteremo alcuna lista, perché non siamo ancora pronti per farlo”.

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Grillo non concede l’uso del simbolo: M5S fuori dalle elezioni sarde

Movimento-5-Stelle-sardegna-tuttacronacaIl 6 gennaio scade il tempo per depositare il simbolo per le elezioni regionali in Sardegna ma lo staff nazionale di Grillo e Casaleggio non ha ancora dato il via libera ai rappresentati sardi. A spiegare il motivo dell’impasse che non ha ancora permesso di scegliere un candidato alla presidenza sarebbero le divisioni fratricide in due gruppi che si sono rinforzate di riunione in riunione. Si tratta di beghe locali che dovrebbero essere risolte con il beneplacito di Roma. Al momento, spiega Il Fatto Quotidiano, “è al lavoro la diplomazia dei parlamentari a 5 Stelle per trovare una mediazione dell’ultim’ora. Lavoro difficile – e pare – infruttuoso. In Sardegna vanno avanti, nel frattempo, gli incontri serrati fino all’ultimo tentativo dell’assemblea plenaria prevista per domenica 5 gennaio in un paese dell’Oristanese: un momento di partecipazione attiva e “rinascita”. E pensare che il Movimento alle ultime elezioni politiche era diventato, d’un solo balzo, la prima forza politica dell’isola, raggiungendo il 30 per cento dei voti (addirittura 37% nel Sulcis, roccaforte del centrosinistra). Un esordio di belle speranze con l’obiettivo regionale, quasi incubo bipartisan, che si è infranto sulla litigiosità.” Il quotidiano ha anche interpellato al riguardo Mario Puddu, primo cittadino 5 stelle di Assemini, il quale ha spiegato: “Ho chiesto l’intervento di Beppe Grillo via sms e lui mi ha chiamato. Mi è sembrato davvero risoluto, non concederà il simbolo. Era dispiaciuto e arrabbiato perché in tutti questi mesi non si è trovata una soluzione. Eppure, gli ho ricordato, ci sono alcuni parlamentari più vicini a questa o a quella corrente, disponibili a trovare una sintesi. Ma ormai è tardi per lui, ha detto che ne uscirebbe un minestrone”. Lo stesso sindaco si dice “addolorato”, ma non biasima il leader. “Peccato. La Sardegna avrebbe bisogno di una scossa e invece l’urna sarà orfana del Movimento, questo ci deve far riflettere. Eppure a livello locale stiamo lavorando bene, forse amministrare nel piccolo è più facile. In questi cinque-sei mesi le fazioni non hanno dato un bello spettacolo in vista delle regionali”. E continua: “Lo staff aspettava che la questione si autorisolvesse. In Sardegna si aspettava una parola dall’alto”. Negli ambienti vicini ai parlamentari arrivano ulteriori conferme: gli spazi di manovra sarebbero inesistenti. Ma nel frattempo sulla pagina Facebook “Amici di Beppe Grillo in Sardegna” le reazioni sono numerose e contrastanti: delusione, rabbia, speranza. C’è chi punta il dito contro l’ex comico e l’assenza di democrazia, chi si colpevolizza (“Ce lo meritiamo”) e chi propone fughe in avanti con liste alternative, di richiamo autonomista. Oppure rilanciano chiedendo il ritiro delle truppe: deputati e senatori sardi. Ed è caccia a chi rilascia dichiarazioni ai giornalisti. Alcuni attivisti, inoltre, nel tentativo di convincere Grillo, hanno iniziato uno sciopero della fame. Si definiscono “un gruppo di cittadini sardi, partecipi della Rivoluzione Democratica Nonviolenta avviata dal MoVimento” che “vuole a tutti i costi che la Rivoluzione faccia il suo corso pure in Sardegna”. I sei, supportati anche dalle onorevoli Emanuela Corda e Manuela Serra chiedono a Grillo “di consentire l’uso del simbolo per le imminenti elezioni Regionali” e “di consentire libere elezioni, tra gli iscritti certificati, per selezionare democraticamente i candidati da inserire nella lista”.

Il chicchirichì di Trafalgar Square innesca la polemica a Londra

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Il gallo blu di quasi cinque metri, realizzato  in fibra di vetro, non sveglia Londra all’alba con il suo chicchirichì, ma sono i londinesi con le loro polemiche ad aver innescato il risveglio del nazionalismo in Inghilterra per quella che è stata reputata da molti, tra cui anche la Thorney Island Society,  un’opera “inappropriata”. Perché tanto clamore per la scultura dell’artista tedesca Katharina Fritsch installata sul piedistallo “Fourth Plinth” della piazza di Trafalgar Square, su cui vengono piazzate a turno opere di arte contemporanea?

Perché il gallo sarebbe il simbolo della Francia e questo i “tradizionalisti” londinesi non possono proprio digerirlo anche perché a poca distanza, proprio in quella piazza, c’è l’enorme statua dell’ammiraglio Nelson, l’ammiraglio britannico che sconfisse l’imperatore di Francia Napoleone nella battaglia di Trafalgar. Nonostante le polemiche, le proteste e il clamore il sindaco Boris Johnson, che ha inaugurato la scultura, non sente ragioni e ha detto che la statua mostra come Londra sia la capitale mondiale dell’arte e della cultura e quindi resterà “appollaiata” per circa 18 mesi.

Secondo alcuni esperti, comunque, il gallo blu non è espressione dello sciovinismo francese, ma rappresenta una denuncia femminista, di stampo umoristico, del maschilismo guerriero.

Viene da porsi una domanda: ma non si era detto di fare un’Europa più unita e compatta? Sono questi i presupposti su cui basarla? Basta un chicchirichì a rompere gli equilibri?

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Il marchio imbarazzante: il simbolo inavvertitamente diventa porno!

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Fare il pubblicitario è un mestiere difficile e sicuramente ha molte insidie nascoste. Mentre si cerca di accontentare il cliente è facile infatti cadere nell’equivoco senza accorgersene e così alcuni marchi diventano simboli a doppio senso: basta un po’ di malizia, per coglierne l’imbarazzo o il divertimento!

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Ceyda Sugar, la “donna in rosso” simbolo della protesta in Turchia

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La rivolta in Turchia ha un nuovo simbolo, la “donna in rosso”, inondata con spray urticante da parte della polizia a Piazza Taksim. La foto della giovane ha fatto il giro del mondo e ora il Dayli Mail ha pubblicato la sua foto e reso noto il suo nome: Ceyda Sugar. Le immagini sono l’ennesima testimonianza della durezza usata dalle forze dell’ordine turche contro i manifestanti. I primi a rintracciare la giovane, che tutti gli organi di stampa avevano cercato di contattare, sono stati i giornalisti dell’emittente turca TV 24, che l’hanno intervistata.  è riuscita a rintracciarla e intervistarla. Ma a Ceyda non interessa passare alla storia come un simbolo, come lei stessa ha dichiarato, non si sente “a suo agio nei panni dell’icona del movimento”: “In quel parco c’era tanta gente che veniva colpita e tra me e loro non c’è alcuna differenza”.

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Un sogno in disfacimento simbolo della crisi americana!

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“Dirty Dancing”, il film cult del 1987 che tutti conoscono, era ambientato in una località di vacanza dello Stato di New York, le Catskill Mountains, nel 1963. Un luogo simbolo delle vacanze a stelle e strisce che, negli ultimi tempi, ha conosciuto un completo declino: ecco le immagini dell’ultima struttura rimasta, il Catskill Resort, ormai in rovina.

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Halloween – Cap XXIII – I simboli: il gufo

Il gufo, il demone mascherato. I demoni che non assumevano le sembianze di un pipistrello o di un gatto nero potevano scegliere di trasformarsi in gufo. In questo caso, viaggiavano assieme alla streghe per recarsi al Sabba. Ma la sua fama di uccello del malaugurio risale all’antica Roma in quanto si credeva che la sua presenza indicasse cattiva fortuna. Tutt’oggi, in molti credono che porti con sé morte o cattivi presagi. Nonostante i romani lo chiamassero “strix”, parola che significa strega, erano anche convinti che accompagnasse in guerra la loro dea Minerva. Attraversando l’Adriatico, ritroviamo invece il gufo in viaggio con la dea della saggezza Atena. Se guardiamo invece verso ovest, oltre l’oceano, gli Indiani d’America credono che sia il messaggero dei morti, mentre in Perù veniva utilizzato nella preparazione di incantesimi contro la magia nera.

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