Nella Silicon Valley, guerra ai dipendenti di Google e Apple

google-protesta-tuttacronacaLa crisi non ha risparmiato neanche la Silicon Valley e si cercano i “colpevoli”: sarebbero i dipendenti di Google e di Apple, contro i quali è scoppiata la guerra. I maxi stipendi dei techies sono il motivo per il quale aumentano gli affitti degli appartamenti e chi non lavora negli uffici dei giganti dell’hi tech rischia di essere cacciato. Per questo motivo a San Francisco e a Oakland è esplosa la rabbia di un movimento che organizza la protesta sul web, mettendo in piedi flash mob il cui scopo è bloccare i bus che portano a lavoro i dipendenti di Big-G e della mela morsicata. Visto che si parla di rete, non poteva mancare qualcuno che twittasse una foto destinata a diventare virale. Lo scatto è di Craig Frost, dipende di Google, e ritrae i manifestanti con lo striscione “Google vaf…” che impedisce il passaggio del bus che porta i geek a Mountain View.  Nelle rivendicazioni si usa il termine di “gentrification” (i cambiamenti socio-culturali in un’area, risultanti dall’acquisto di beni immobili da parte di una fascia di popolazione benestante in una comunità meno ricca ). Non solo, nei volantini si parla anche di tutti i vari benefits che hanno i dipendenti di Google. Tra le altre rivendicazioni dei manifestanti, l’uso delle fermate pubbliche per i bus aziendali dei colossi dell’hi tech e il traffico che i mezzi creano in città. Si parla di “ingiustizia nel sistema dualistico della città, dove il pubblico paga e le imprese private guadagno”.

L’autista di un’auto di Google Street View e il triplo incidente in Indonesia

google-street-car-tuttacronacaDoveva essere una normale giornata di lavoro per l’autista di una GoogleCar che si trovava sulle strade per il servizio di mappatura digitale Street View. A Bogor, nel distretto di Giacarta, in Indonesia, il dipendete di Google ha urtato un minivan. Entrambi i veicoli sono stati trasportati in un garage pubblico per calcolare l’entità dei danni ma, come spiega AFP, l’uomo è fuggito a bordo del suo veicolo incidentato, spaventato dal conto. “Ha fatto accompagnare il conducente del minivan al garage, ma ha detto che aveva paura perchè temeva il costo elevato della riparazione, così ha ripreso possesso della sua auto danneggiata ed è fuggito”, ha detto Hendra Gunaan, del distretto di polizia di Bogor. Il proprietario del minivan urtato si è dato all’inseguimento. A quel punto il dipendente di Mountain View ne ha centrato un secondo. Ma ancora non era finita: ripresa la fuga, si è schiantato contro un camion parcheggiato. A questo punto, si è arreso. L’autista, preso in custodia dalla polizia locale, avrebbe dovuto pagare circa 2mila rupie indonesiane, ossia circa 12 euro, per le sole riparazioni necessarie al primo veicolo. Vishnu Mahmud, capo della divisione comunicazione di Google Indonesia, ha sottolineato che una delle priorità massime del programma Street View resta la tutela proprio della sicurezza stradale. L’azienda di Silicon Valley si confronterà ora con le autorità per risolvere la questione.

Happy birthday a Google!

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Il 4 settembre 1998 nasceva Google con un finanziamento di 100mila dollari, Larry Page e Sergey Brin depositarono i documenti per la fondazione della società con sede in un garage della Silicon Valley, in California. All’epoca si puntò solo sul motore di ricerca, gratuito e nettamente il migliore in circolazione.    Oggi la società ha più di 40.000 dipendenti e 40 sedi in tutto il mondo. Il suo quartier generale, invece, è a Mountain View, a pochi chilometri da quel garage affittato 15 anni fa.Il 19 agosto 2004 Google debuttava a Wall Street con un prezzo di collocamento di 85 dollari per azione. Da allora il valore del titolo è più che decuplicato.

Dalla Cina con… mattone! Arriva il palazzo più grande del Pentagono

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La Cina ormai è il vero futuro del mondo? Che in molti campi abbia superato gli Usa non c’è dubbio, anche se, gran parte del successo cinese, legato all’industrializzazione, ha portato un tasso di inquinamento inquietante e oggi si corre ai ripari.Il palazzo più grande del mondo sorge anche per questo motivo, creare un’oasi che sia autosufficiente e “green”. Nelle intenzioni del progetto infatti c’è proprio la volontà di cambiare pagina con il passato e fare un passo in avanti in un’industrializzazione ecosostenibile. Il New Century Global Center di Chengdu, lungo 500 metri, largo 400 e alto 100. Chendu, fra le più popolose città cinesi, con i suoi 14 milioni di abitanti,punta a diventare una sorta di Silicon Valley dell’Asia. Il palazzo più grande del mondo è già stato scelto da 29 mila società. Il New Century Global Center di Chengdu è anche una realtà in evoluzione ed è previsto per il 2020 anche la realizzazione di una rete della metropolitana da 183 km, per arginare i danni del traffico automobilistico.

In cosa consiste il progetto?

La struttura, costruita in meno di tre anni, ospita grand hotel, ristoranti, negozi, cinema, uffici. Situato a 1000 km dal mare, non ha comunque privato i suoi cittadini dell’acqua. Infatti ospita una spiaggia artificiale di cinquemila mila metri quadrati, lunga cinquecento metri affacciata su un villaggio in stile mediterraneo, con tanto mare di artificiale di acqua salata, onde artificiali e un veliero pirata. Sullo sfondo, uno schermo LCD di 100 metri, il più grande mai realizzato, mostra la linea dell’orizzonte ma serve anche per gli effetti luminosi degli spettacoli musicali e teatrali notturni.

Gay… l’hi tech gli va incontro!

gay - twitter

L’HI-TECH è per l’amore universale. E soprattutto per il matrimonio senza barriere di sesso. Duecento aziende americane chiedono insieme alla Corte Suprema di revocare il Defense of Marriage Act che definisce il matrimonio esclusivamente come unione tra uomo e donna. Tra di loro figurano Apple, Microsoft, Google, Starbucks, Amazon e Thompson Reuter. Insomma tutti i grandi nomi della Silicon Valley, uniti contro una legge federale che impedisce alle coppie omosessuali di avere gli stessi diritti di quelle etero.

Un problema solo apparentemente di ordine civile, ma anzi uno scenario che si riverbera sulle dinamiche aziendali. Già in passato Google aveva fatto pressione sui governi con l’iniziativa Legalize Love, per l’importanza del tema senza dubbio, ma anche perché il mancato riconoscimento di diritti, con dipendenti gay che si spostano per il mondo senza veder riconosciuta la loro unione in molti paesi, può incidere sulle possibilità di business dell’azienda.

La ‘protesta’ delle grandi aziende contro la legge sul matrimonio anticipa quella di un gruppo di impiegati, alcuni delle stesse società, i quali presenteranno alla Corte un documento che mette in discussione un’altra legge, la Proposition 8 della California che mette al bando le unioni gay. Nel documento presentato dalle aziende, si sostiene come il Defense of Marriage Act costringa i datori di lavoro di riservare un trattamento diverso ai loro impiegati a seconda se siano sposati con una persona dello stesso sesso o meno. “La legge – si legge – impone alle aziende di discriminare, a volte andando contro la loro stessa policy aziendale, quando di tratta di materia di assicurazione sanitaria e altri benefit”.

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