La riforma del lavoro: tra Youth Guarantee e staffetta generazionale

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Si punta a restituire flessibilità ai contratti a termine…  il primo dato è che per mettere mano alla legge Fornero occorre mettere mano alla revisione dei costi, quasi nulla si può fare a costo zero e tutto diventa subordinato alle decisioni europee in materia di ripresa economica. Ma su cosa punta Giovannini nel suo dossier per combattere la disoccupazione?

La staffetta generazionale è uno degli strumenti su cui si punta… agevolare l’uscita dal lavoro degli anziani in cambio dell’ingresso dei giovani, anche per quel che riguarda i dipendenti pubblici.  Come si può fare? Con due modelli. Il primo è quello di utilizzare un part-time per il lavoratore anziano che accetta di lavorare meno ore con uno stipendio più basso, fino alla fine della carriera (ma nelle condizioni in cui si trova oggi l’Italia è pensabile che un lavoratore con una famiglia da mantenere, con i figli all’università o disoccupati scelga, senza certezze, di ridurre il proprio stipendio per consentire a un giovane di entrare nel mondo del lavoro?) Un intervento del genere costa a spanne un miliardo di euro per 100 mila assunzioni. E’ sostenibile e dove si trova la copertura?

L’altro prevede invece che il lavoratore anziano vada in pensione prima della scadenza naturale, ma allora c’è da rivedere la legge Fornero che ha invece innalzato l’età pensionabile. In questo caso come si pensa di favorire l’uscita dal mondo del lavoro senza pensare a un congruo compenso economico?

Contratti a termine… si torna a essere precari! La legge Fornero aveva limitato l’uso dei contratti a termine, ora invece si vuole di nuovo puntare su questi contratti per trovare posti di lavoro… a scadenza. Saranno ridotti gli intervalli obbligatori tra un contratto a termine e l’altro che la Fornero aveva portato a 60 giorni per quelli fino a sei mesi, e 90 giorni per quelli più lunghi. Difficile che si torni pari pari alla situazione di prima: rispettivamente 10 e 20 giorni. Il punto di caduta finale potrebbe essere leggermente più alto (20 e 30) ma molto dipenderà proprio dal confronto con le parti sociali. Potrebbe essere allungata la durata del contratto a termine per il quale l’azienda non è tenuta a indicare una causale e che oggi non può superare l’anno. Mentre si studia la sospensione, forse per un anno, del contributo aggiuntivo che l’azienda deve pagare su tutti i contratti flessibili, lasciando però intatti gli sgravi previsti in caso di assunzione a tempo indeterminato. Dovrebbe essere poi semplificato l’apprendistato professionalizzante, ancora poco utilizzato per i tanti vincoli fissati dalla legge. Quindi diventerebbe una giungla per l’apprendistato che invece doveva sottostare a compiti precisi e svolgere una funzione professionale e fare da ponte tra scuola e lavoro.

La staffetta pubblica. Come per i privati anche per il pubblico impiego ci dovrebbe essere un avvicendamento generazionale. Questa riforma potrebbe essere a costo zero. Se si ritira un dipendente pubblico lo Stato risparmia perché deve pagare una pensione che è più bassa, in media di 8 mila euro l’anno, rispetto allo stipendio. Quindi con tre dipendenti che vanno in penisone si può assumere un giovane. 1:3 ? Quindi andare lentamente a svuotare gli uffici pubblici che se localmente sono sicuramente sopraorganico, centralmente sono invece deficitari proprio di personale. Inoltre tale meccanismo non è certo che possa immettere i giovani nel pubblico impiego perché alcuni posti lasciati dagli “anziani” non hanno più ragione di esistere. Quindi non c’è certezza che su 3 lavoratori che vanno in pensione si possa assumere un giovane. Inoltre sui posti eventualmente liberati dai pensionati ci sono gli occhi dei 110 mila precari della pubblica amministrazione, che il governo ha appena prorogato fino a dicembre, e anche di quelle 70 mila persone che hanno vinto un concorso pubblico, ma non sono state ancora assunte tra blocco del turnover e spending review. Quindi l’impiego pubblico per un giovane è un sogno quasi irrealizzabile?

Sgravi Fiscali… sì, ma limitati. Impossibile accogliere per i costi che comporta la proposta del Pdl: zero tasse e contributi sui giovani nuovi assunti. Si pensa perciò a un credito d’imposta per chi ha un reddito inferiore ai 17 mila euro… costo dell’operazione sarebbe di un miliardo e sicuramente i posti che si verrebbero a creare sarebbero molto inferiori a quelli preventivati con la riforma che voleva sostenere il centro-destra ma che non è sostenibile dal punto di vista economico.

La rivoluzione dei centri d’impiego. Un progetto europeo – lo Youth Guarantee – che mette 6 miliardi per 27 Paesi per garantire i giovani al di sotto dei 25 anni. La Youth Guarantee dovrebbe consentire che entro 4 mesi dal termine degli studi ci sia per il giovane un lavoro o almeno un programma di formazione. Ma il lavoro sarà a tempo determinato? E se il progetto di formazione una volta concluso non porti a un’assunzione? E che tipo di assunzione è prevista dopo il programma di formazione? Il modello viene dal Nord Europa, soprattutto dalla Svezia, dove ha dato buoni risultati, ma anche perché la struttura sociale svedese è ben diversa da quella italiana con un Pil in crescita e un’economia che non ha risentito pesantemente della crisi come in Italia.

Ma su tutti questi provvedimenti il primo a essere scettico è proprio Giovannini che si auspica che ricominci (magicamente a questo punto) a girare l’economia e si ripara dietro lo scudo che «È irrealistico pensare che interventi di natura normativa, fiscale e contributiva possano da soli riassorbire la disoccupazione».

Intanto viene alzata l’Iva che sicuramente frenerà le assunzioni e farà chiudere le aziende. Ci sarà anche la Tares che graverà sul reddito non solo delle famiglie ma anche delle imprese e il clima economico europeo non è certo dei migliori. La Germania è già in piena campagna elettorale e rimanderà ogni decisione sul cambiamento economico-politico e sociale fino a quando la Merkel non avrà la certezza di essere stata rieletta. Verranno quindi fatte promesse e siglati accordi futuri, ma nell’immediato sembra irreale che si riesca a sconfiggere in tempi brevi la disoccupazione giovanile e non.

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