Quando una sfilata di Carnevale scatena le polemiche: il carro sessista

carro-sessista-blufi-tuttacronacaAl Carnevale di Blufi, nelle Madonie, in quello stesso paese dove tre mesi fa la farmacista Giuseppina Jacona fu uccisa durante una rapina, un carro allegorico ha scatenato la protesta. “Non c’è nulla da ridere, questa è una provocazione sessista”, ha detto l’avvocato Maria Vittoria Cerami quando ha visto sfilare un carro sessista: una sorta di Betty Boop di cartapesta, seminuda e in posizione ambigua. ”Quel carro esprime un messaggio di umiliazione e di violenza per il corpo femminile in un paese ancora sconvolto da un feroce femminicidio”, ha aggiunto. Quella che è stata definita come “provocazione sessista” ha scatenato l’indignazione non solo della Cerami, da anni impegnata nelle campagne per i diritti delle donne e che ha chiamato anche i carabinieri chiedendo loro d’intervenire. Non solo alcune donne ma anche il sindaco del vicino centro di Castellana, Pino Di Martino, hanno inveito contro una raffigurazione allegorica “oscena e offensiva”. Il carro è stato realizzato a Bompietro che con altri tre paesi – Gangi, Geraci Siculo e appunto Blufi – ha promosso il “Carnevale delle Madonie”. Ma dopo la prima uscita non è stato più ripresentato alle sfilate.

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Quelle pubblicità degli anni ’50 che oggi appaiono inquietanti

pubblicità50-tuttacronacaAnni ’50: donne che riveriscono l’uomo di casa e vengono picchiate se sbagliano la marca del caffè, sigarette consigliate per rilassarsi, razzismo. Nessuna delle pubblicità proposte all’epoca, in un contesto moderno, con tutta probabilità verrebbe accettata. Stereotipi, sessismo, anche Babbo Natale che regala stecche di sigarette… Al giorno d’oggi fanno rabbrividire. Chissà cosa penseranno delle notre tra sessant’anni!

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Uomini di Ducati: quando la pubblicità… è “maschio”

manigale-tuttacronacaTutti i giorni si criticano le pubblicità che utilizzano il corpo della donna per commercializzare qualsiasi prodotto. C’è chi ha pensato di provare a cambiare registro. E si è spinto oltre: ha modificato anche il binomio donne e motori. MotoCorsa, un concessionario Ducati a Portland, in Oregon, dopo aver realizzato degli scatti con una modella accanto a una moto ha preso come testimonial i suoi stessi dipendenti, facendoli posare come la ragazza. Il risultato è la serie Manigale. Che ne pensate?

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“Per gli spazi verdi è sempre bella stagione”… per le pubblicità no!

pubblicità-sessista-tuttacronacaE’ la senatrice Monica Cirinnà a puntare il dito contro un nuovo manifesto pubblicitario apparso recentemente su via Cassia, a Roma. Quello che appare è una ragazza coperta esclusivamente da un manto erboso, vicino, la scritta “Per i tuoi spazi verdi è sempre bella stagione”. La democrat ha sottolineato all’Adnkronos: “Qual’è il messaggio di questa pubblicità? La facciamo a pezzi con la motosega questa donna? In tempo di femminicidio trovo veramente fuori luogo questo cartellone. Il pubblicitario dovrebbe vergognarsi”. I manifesti, affissi “per ora, per fortuna” solo tra via Cassia e via Trionfale, sono visti dalla senatrice come un esempio di strumentalizzazione del corpo femminile: “C’è una proposta di legge, ‘Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media’, presentata da un gruppo di senatrici del Pd, prima firmataria la vice presidente del Senato Valeria Fedeli, che propone di «vietare l’utilizzo del corpo femminile nelle pubblicità che trasmettono, anche in maniera allusiva, messaggi che suggeriscono, incitano o non combattono il ricorso alla violenza esplicita o velata, alla discriminazione, alla sottovalutazione, alla ridicolizzazione, all’offesa delle donne”. Sempre la Cirinnà spiega: “A Roma inoltre con Alemanno fu approvata all’unanimità una delibera bipartisan che vieta l’affissione di cartelloni pubblicitari che strumentalizzano il corpo della donna. E poi dovrebbe intervenire il Gran giurì della pubblicità. Basterebbe fare uno sforzo di natura etica. Che vuol dire quel corpo donna da segare?”.  Ma la dem ne ha anche per Sallusti, il direttore de Il Giornale: “Quando le quattro senatrici del Pd presentarono la proposta di legge ‘Misure in materia di contrasto alla discriminazione della donna nelle pubblicità e nei media’, Sallusti fece uscire sul suo giornale un primo piano con le foto delle quattro senatrici con il solito prototipo: ‘Le brutte e vecchie parlamentari del Pd vogliono censurare Belen'”.  E conclude: “Io lo sfido. Sono alta un metro e ottantacinque e ho fatto la modella, al prototipo della parlamentare del Pd brutta non ci sto. Il tema è capire quale messaggio si sta mandando attraverso una pubblicità e chi si vuole educare. Che cosa può pensare un ragazzino che passa per strada e vede questo tipo di manifesti?”.

La pubblicità sessista che arriva dalla Russia: le hostess in bikini

avianova-airlines-spot-tuttacronacaPolemiche internazionali per uno spot dell’Avianova Airlines, compagnia di volo low cost russa. Nella pubblicità si vedono delle hostess in bikini che, subito dopo l’atterraggio, puliscono il velivolo in stile “plane wash”. Voci critiche si sono alzate da più parti, con il Daily Telegraph che parla di pubblicità pericolosa: “Annunci come questo mettono le assistenti di volo a rischio, questo tipo di pubblicità provocatoria utilizzando come immagine il personale di bordo non è tollerabile in Australia”, scrive il giornale d’oltreoceano, “e non dovrebbe essere tollerata in nessun altro paese”. Ovviamente il rischio a cui si riferisce il quotidiano è quello di veicolare un messaggio sbagliato all’utente che lo spingerebbe a pensare il personale qualificato delle compagnie aeree come “donne oggetto”. In realtà il video era uscito alcuni anni fa, nel 2010, scatenando ora la polemica. La compagnia aveva poi chiuso l’attività nel 2011.

Spogliarello in Russia per far rispettare i limiti di velocità. Sessismo?

sexy-vigilesse-tuttacronaca

Ennesimo caso di sessismo? Sembra proprio che in Russia per far rispettare i limiti di velocità alle autovetture che spesso li infrangano si sia scelto un metodo molto “originale”: due spogliarelliste si sono appostate indossando solo biancheria intima,cartelli stradali con i limiti in mano e stivaloni ai piedi. Forse il limite di velocità sarà rispettato ma è stato superato il limite del trash e del cattivo gusto.

Gli incidenti stradali… tutta colpa delle donne che si truccano?

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Lo spot di una nota casa automobilistica, in Messico, riporta delle statistiche secondo le quali  il 22% degli incidenti stradali è causato da una donna al volante. E non importa se il 78% delle volte possano essere causati dalla velocità, dall’alcool o dall’uso del cellulare e così via: ad esser presa di mira è, ancora una volta, il gentil sesso. Come spiega lo spot all’inizio: “Sei donne su dieci non andrebbe mai al lavoro senza truccarsi”. “Una su quattro crede che un viso struccato, in ufficio, possa costarle una promozione”. “Questo spiega perché le donne sono solite truccarsi in macchina mentre guidano”. Si punta quindi sul “problema” del make-up femminile e, per dimostrare che “c’è un tempo per ogni cosa”, il video prosegue con una candid camera che prevede l’installazione di un airbag nel bagno delle signore, per dare una lezione alle malcapitate: “O ci si trucca o si guida”. Il messaggio è palese: “Gli incidenti potrebbero essere evitati se le donne smettessero di truccarsi quando sono al volante”. L’invito è solo uno, a questo punto: scendere per strada e controllare da cosa vengono causati i peggiori incidenti che capitano per strada…

Scandalo in Danimarca per lo spot sessista!

ThomasBlachman

Lo spot del nuovo show di Thomas Blachman, jazzista che è stato anche giurato dell’edizione danese del talent show X-Factor, è stato definito in Danimarca “sessista e umiliante per le donne” creando così un vero e proprio scandalo attorno al programam che va in onda ogni martedì sul canale pubblico DR2. Lo spot è incentrato su una donna bionda, bellissima, che, dopo pochi secondi dal suo ingresso, si sfila la vestaglia per mostrarsi nuda allo stesso Blachman e ad un altro uomo. Dopo averla osservata, i due esprimono i loro pareri sul suo corpo. Se le critiche sono state dure, il jazzista non si è scomposto ed ha anzi giustificato la sua scelta tentando di assegnarle quasi un’aura “caritatevole”: “Ho fatto un favore alle donne, così possono sapere come gli uomini valutino i loro corpi, senza alcuna ipocrisia”. Una domanda sorge spontanea: alla testa delle donne, al loro carattere, al loro cuore, alla loro anima, come riescono a “dare i voti”? Forse è più importante capire come una donna valuta se stessa, anche per insegnare alle nuove generazioni che l’autostima, l’amore ed il rispetto per se stessi è ciò che permette di andare avanti nella vita, senza cadere trappola di troppo facili trappole pubblicitarie!

Arriva l’e-Pad Femme, l’idiozia maschile non finisce mai di stupire!

ePad Femme-tuttacronaca

Arriva il tablet a misura di donna, ma subito scoppia la polemica. l’ ePad Femme, la tavoletta pensata esclusivamente per un pubblico femminile è caratterizzata da uno sfondo rosa, il che può anche essere carino, e una serie di applicazioni a misura di donna.
Da qui nasce la polemica, app per imparare a cucinare, per dimagrire, per mantenersi in forma, come se essere donna fosse solo questo. Inoltre il tablet sarebbe “semplificato” in modo da facilitare la donna che “potrebbe avere difficoltà nello scaricare”, come se le donne, per semplice luogo comune, non possano essere “tecnologiche”.
Stando agli ultimi dati le donne sembrano invece essere molto tecno-friendly e usano i videogiochi alla stessa stregua degli uomini, riuscendo anche meglio di questi ultimi in alcuni videogame.
La Mani Nair, il direttore marketing di Eurostar, la casa produtrice del device, rifiuta ogni accusa di sessismo, naturalmente scatenatasi a seguito delle particolari caratteristiche e pretese del tablet.
Il fatto che l’iPad al femminile fosse stato concepito diverso non solo in fatto di stile ma anche di software e contenuti così da renderlo più semplice per le donne ha fatto infuriare molte femministe, ma d’altro lato ha venduto, oltre settemila esemplari dal 14 febbraio, Dati alla mano ci viene da pensare che a molte donne fa comodo un oggetto del genere ma il portavoce Nair segna un autogol quanto racconta che la maggior parte delle vendite è dovuta a regali degli uomini per le loro compagne.

Fiabe razziste? Non per la ministra tedesca che “riscrive” per la figlia

I Grimm “tradotti” o “riscritti” perchè ritenuti razzisti o sessisti. Allora la ministra tedesca della Famiglia Kristina Schroeder preferisce “‘fare una sorta di traduzione simultanea per proteggerla dall’apprendimento di tali espressioni”

Bella impresa “riscrivere” le favole dei fratelli Grimm!

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